SOLIDARIETA' ... come altro?

SOLIDARIETA' ... come altro?
Ci impegniamo senza giudicare chi non s'impegna, senza accusare chi non s'impegna, senza condannare chi non s'impegna, senza cercare perché non s'impegna, senza disimpegnarci perché altri non s'impegna. Ci impegniamo per trovare un senso alla vita, a questa vita, alla nostra vita, una ragione che non sia una delle tante che ben conosciamo e che non ci prendono il cuore, un utile che non sia una delle solite trappole generosamente offerte ...dalla gente pratica. Si vive una sola volta e non vogliamo essere giocati in nome di nessun piccolo interesse. (Primo Mazzolari)

venerdì 3 aprile 2020

marzo 2020


Fatti Mail  






Affezionata piccola grande famiglia di Fatti Mail





Alcuni giorni fa, eravamo nella prima settimana di “clausura”, ho letto uno spunto proposto da Fabio Fazio: “le cose che sto imparando” … mi ha colpita … bella prospettiva, ho pensato, chiedendomi però, anche, se non fosse troppo “presto” per sapere già cosa questa esperienza ci possa insegnare. So che ne usciremo cambiati. Migliorati forse (difficile peggiorare)
L’inquietudine che mi accompagna rende però ancora difficile capire la forma (e la natura) dei cambiamenti che attraverseremo.
Sento questo tempo come un tempo importante.

Importante e difficile
Costantemente in bilico, come funamboli, tra dolore e speranza.
Il dolore di chi non ce l’ha fatta, di chi lotta in rianimazione, delle famiglie che subiscono un’atroce distanza proprio nel momento in cui più vorrebbero essere accanto ai loro cari. Un dolore che è tanto altrui quanto nostro perché in fondo lo sentiamo tutti che non c’è un perché sia capitato a qualcun altro e non a noi.  
E poi c’è la speranza. Quella speranza cui dobbiamo affidare la rotta di questa contingenza. Alla speranza, si, perché, anche le pandemie, passano. E passando lasciano, come in una staffetta, la possibilità di farci ri-scoprire ciò per cui valga la pena vivere. 

Ho letto di recente un’affermazione di Fernando Pessoa che mi è apparsa come porto d’approdo:
“per vedere la realtà come effettivamente è, dobbiamo imparare a disimparare”
Non la vedevamo più come effettivamente è … la realtà
La vedevamo come volevamo vederla.
Ognuno con le proprie lenti deformanti.
Ora, ora che il ritmo delle giornate è stato alterato e le distanze sono date, imposte, ora (che non ci vede nessuno) abbiamo la possibilità, volendo, di sfilarci le lenti.
Aprire gli occhi e vedere quel che non “vedevamo più”: la fragilità, la tenerezza, lo stupore, la bellezza, la semplicità, il coraggio, l’imperfezione …   la vita.
Aprire gli occhi su quei comportamenti 
con cui abbiamo” imparato” a rimpiazzare 
l’aver cura con la manipolazione, 
il rispetto con la prevaricazione, 
l’uso con l’abuso.
Toglierci quelle lenti che riescono a farci apparire solo e sempre vittime, aprire gli occhi, e scoprirci predatori.
Mi sono fatta forza ed ho tolto le mie.
Ed ho visto.

Ho visto dei cigni.
In una foto recente l’acqua nei canali a Venezia era limpida e in un’altra dei cigni sostavano in una nota fontana romana. Ho letto come il minor numero di macchine in circolazione abbia “pulito” l’aria. Grande stupore. Ci voleva un microscopico orribile virus per vedere tutto questo? Siamo andati avanti cancellando l’incanto.  E siamo andati avanti sottraendo, sottraendo verde, sottraendo aria, sottraendo spazi. E’ bello che dei cigni, e non solo loro, possano viverci accanto. Ne avrebbero diritto, lo stesso nostro, almeno. Sarebbe bello, basterebbe disimparare a sottrare spazi moltiplicando il condividerli.

Ho visto numeri
Tanti numeri.
Numeri impregnati di dolore. Perché nessun numero può “far contare” la vita di chi non c’è più. Tutti sentiamo ed abbiamo sentito rabbia e tristezza ascoltando il crescere di cifre che non sanno né possono raccontare l’irripetibilità di chi ci ha lasciati. Sono anni che sentiamo dare numeri. A volte è il freddo, a volte è il deserto, spesso è il mare, oggi un virus. Non sono numeri. Non lo sono mai. Sono padri, madri, amici, figli. Dentro i numeri dei “morti” ci sono vite. Infinite vite. Infinite storie. Infiniti legami. Dentro “questi” numeri c’è l’unicità delle persone che non faremo mai contare se ci limiteremo solo a  “contarle”. 

Ho visto il coraggio.
Ne ho visto tanto, nelle donne e negli uomini che stanno prendendosi cura di chi si ammala. In chi, “a casa non può stare”, perché lavora in farmacia, in un supermercato, nell’informazione, garantendo l’ordine o altri servizi fondamentali. Ho visto quel coraggio che illumina ogni società. Non l’agire che fa sfidare i rischi. Ma l’” agio”, l’azione guidata dal “cor”, dal cuore. Come diceva Pascal il cuore ha ragioni che la ragione non conosce. Il battito di un cuore potrebbe, forse dovrebbe, essere l’unico vero esperanto. In genere non lo ascoltiamo distratti e confusi dal troppo brusio mentale. In genere preferiamo perderci in una babele di voci, dimenticando quanto possa essere salvifico, per tutti, (ri)trovarsi gli uni nei panni degli altri. Questo è il tempo del coraggio, da quello con la C maiuscola a quello quotidiano che, fa sorridere ai propri figli, ai propri genitori anziani, che fa riempire le giornate di tenerezza, attenzioni, “distrazioni”, canzoni, al di là di ogni propria preoccupazione.

Ho visto parole nuove.
Non il solito parlare. Non quel bisogno colonizzatore di dire di se, dei propri punti di vista, delle proprie ragioni. Non quel parlare che riduce spesso il significato delle parole a rumore. Non quel parlare inquinato dalla diffusa violenza che sa trasformare le parole in coltelli. Parlare per far male.  Ho visto pronunciare parole nuove. Parole delicate. Parole riscoperte. Parole semplici e bellissime. Parole capaci di curare, di consolare, di rasserenare. Ho visto parole nuove. Parole in grado di farsi baci ed abbracci. Quelli che non possiamo scambiarci. Non potendo darceli abbiamo iniziato a dirceli. Riscoprendo il buon uso delle parole. Le parole sono importanti perché se è vero quanto affermava Wittgenstein, che i limiti del mio linguaggio sono i limiti del mio mondo, queste parole potranno forse restituirci un mondo “nuovo” come loro, il mondo dei baci e degli abbracci.

Ho visto un cortocircuito.
Il cortocircuito tra egoismo e altruismo. Oggi si può essere egoisti solo essendo altruisti. Solo assumendo comportamenti in grado di proteggere la salute e la vita altrui potrò massimamente garantirmi vita e salute. Oggi vederlo e praticarlo è facile. Ma questo cortocircuito dovrebbe essere “azionato” sempre. Felicità, benessere, libertà quanto possono essere veramente “mie” se non sono anche di tutti?
Ho visto un cortocircuito.
E spero sia il primo di una lunga serie.

Perché non solo i virus devono poter essere … virali.

gaia spera


ISTRUZIONI PER L’USO di Fatti Mail :
Fatti Mail non ha l’obbiettivo di crescere numericamente ma di crescere nella fiducia reciproca, per questo si espande solo per “gemmazione”. Si può entrare a far parte della rete solo per conoscenza diretta e personale con chi sia già parte della rete.

Perché una richiesta sia ospitata (che riguardi una persona, una situazione o un’iniziativa) deve essere inviata all’email gaia.fattimail@gmail.com – da chi sia già parte della rete e presentata/raccontata direttamente nel testo (della mail).
-        NO pdf,
-        NO locandine,
-        NO WhatsApp.

1)    Il BLOG è aggiornato costantemente. Nella colonna di destra alle voci SOS o IN PRIMO PIANO sono inserite sempre nuove iniziative o richieste solidali
2)    Sempre nella colonna di destra del BLOG   c'è una finestrella 
"CERCO … TROVO …"
basta digitare una  parola chiave  e   appariranno tutte le volte in cui,  in una qualunque Fatti Mail degli ultimi, sia stata citata quella parola  può essere un'utile strumento di prima ricerca (ovviamente poi c'è sempre l’ archivio!)


AVVISATE LE PERSONE DA VOI SEGNALATE -  DI CUI FORNITE SOLO UN NUMERO DI TELEFONO - CHE POTREBBERO RICEVERE TELEFONATE IN CUI SI FARA’ RIFERIMENTO A Fatti Mail … è importante aiutare due persone estranee   a superare il disagio iniziale … Considerate che l’espandersi di Fatti Mail se da una parte aumenta i lettori (e le opportunità di risposte solidali) dall’altra estende anche al di fuori delle spedizioni di Fatti Mail via e-mail la possibile lettura del bollettino. Chiedete quindi a chi vi chiami o vi contatti come sia venuto a conoscenza della vostra richiesta, regolandovi conseguentemente. 



BUONA LETTURA :

L’ATTENZIONE IN QUESTA NEWSLETTER E’ PREVALENTEMENTE RIVOLTA A FORNIRE  INFORMAZIONI E SOSTEGNO UTILI AD AFFRONTARE ALCUNE TRA LE PRINCIPALI NECESSITA’ CONNESSE AL DOVER RESTARE A CASA.


1)            SOS OSPITALITA’ MARIAN (Mariano):
Una cara amica di Fatti ail lancia un SOS per trovare ospitalità a Mariàn (Mariano)

Mariàn, un povero senza tetto rumeno che ha una gamba amputata e che da 2 anni che è ospite fisso dell'ospedale IDI presto verrà mandato via. Stiamo cercando una sistemazione. I servizi sociali mi hanno risposto di lasciarlo per strada che loro non possono fare niente. Il dormitorio Vaticano non va bene perché apre alle 19 e alle 8 manda via. Il mio parroco: nada! Qualcuno ha un'idea? Qualche associazione da Sentire? Lui sta bene ed è negativo al coronavirus ma L'IDI non può più tenerlo. Mi addolora possa finire per strada. Si chiama Marian ed è una persona buona e gentile.

Chiunque possa offrire una soluzione o un tetto può contattare Roberta: gaia.fattimail@gmail.com,  




2)                   KIM:
Dal 1997 l’Associazione Kim onlus si occupa – in completa gratuità – di accoglienza, tutela e ospedalizzazione di minori italiani o stranieri gravemente ammalati, che vivano in condizioni di disagio economico e sociale, spesso provenienti da Paesi in guerra o da Paesi senza strutture sanitarie adeguate. Segue il minore, accompagnato dalla madre, in tutto il percorso: dalla richiesta d’aiuto all’ingresso in Italia se straniero, ai contatti con gli ospedali, e ospita e sostiene il nucleo famigliare nel suo centro di accoglienza.
L’impegno della KIM si estende alle attività di sensibilizzazione e di diffusione della cultura dell’integrazione, della solidarietà e del volontariato.
La realtà di questo momento sta toccando tutti in modo drammatico e la vita della nostra Associazione KIM è stata colpita in modo violento. Gli ospedali sono saturi e molti interventi programmati per i nostri bambini sono stati rinviati.
I rientri nei Paesi d’origine sono sospesi per via dei blocchi aerei, le permanenze in Casa di Kim si allungano e i costi per l’accoglienza salgono a dismisura.
In queste condizioni l’Associazione KIM rischia di fermarsi. I nostri bambini rischiano di rimanere soli, senza aiuto. Non possiamo permetterlo. Aiutaci adesso con un bonifico (IBAN: IT35Y0200803284000102791608) o vai sul sito: https://www.associazionekim.it/dona-ora/?fbclid=IwAR3d_kiuABQRB-7D-IArJZ6s2X7y7AmPBwFeuO4SlBp7XTqHNF7kLNQ-vGY


3)                    CASA BETANIA:
Vogliamo raccontarvi, attraverso tre brevi articoli, qualcosa di questo nuovo periodo che siamo chiamati a vivere.
"Niente più scuola ... eppure" - clicca qui
"C'è un nuovo ospite" - clicca qui
"Responsabiltà e gratitudine" - clicca qui
"Pasqua solidale" - clicca qui 
Abbiamo bisogno del vostro aiuto: diffondete a vostri amici e conoscenti questa possibilità di sostenerci anche economicamente in un periodo per noi di spese straordinarie.
Un caro saluto
Gli amici di Casa Betania e cooperativa l'Accoglienza onlus - https://www.coopaccoglienza.it/cosa-facciamo/casa-betania/

4)                   AIUTACI A PROTTEGERLI:

 Ci sentiamo in dovere e vogliamo nel nostro piccolo, dare un contributo per aiutare i medici, infermieri, operatori socio-sanitari e tutto il personale coinvolto che con il loro impegno e dedizione si trova a combattere in prima linea questo nemico invisibile che sta mietendo vittime in tutto il nostro paese. Chiediamo, pertanto, il vostro aiuto e solidarietà per acquistare: maschere chirurgiche ospedaliere (0,35 € pz*) maschere FFP2 (KN95-1,77 € pz*) tute di protezione complete (22,00 € pz*) I costi sono comprensivi di spedizione aerea con corriere espresso int’l*. Il materiale acquistato verrà distribuito (renderemo pubbliche le strutture e le quantità che riceveranno i DPI)  ai medici di medicina Generale, ai centri pneumologici (Medici, Infermieri e Operatori Socio Sanitari) e ai centri Asl nelle regioni con maggiori criticità. I tempi di spedizione sono di circa 10 gg e avendo tempi stretti confidiamo nella vostra generosità. Tutti i donatori, se lo vorranno, saranno inseriti in specifici spazi di ringraziamento nei rispettivi siti internet e gruppi Social delle Associazioni coinvolte. Nell’eventualità che non riuscissimo ad arrivare ad una cifra minima di € 3.000,00 l’eventuale somma verrà devoluta alla Croce Rossa Italiana. Grazie, vi aspettiamo numerosi. Amici Contro la Sarcoidosi,  Associazione Apnoici Italiani, Organizzazione Italiana Sindrome di Chrurg-Struss, Pazienti Bpco, Respiriamo Insieme e Un Respiro di Speranza. www.sarcoidosi.org www.apneedelsonno.it www.churg-strauss.org www.pazientibpco.it www.respiriamoinsieme.org www.unrespirodisperanza.it
AIUTACI a PROTTEGGERLI, raccolta FONDI:


5)                   SOS SALVAMAMME:

Seguiamo circa 4.000 persone e oltre 100 bambini. Tutte con patologie e gravi disabilità. Le segnalazioni riguardano tutta la provincia di Roma e vengono fatte da servizi sociali di municipi, Asl, altre associazioni e ospedali. “Per esempio poco fa dal Bambin Gesù mi hanno segnalato un bambino con una disfagia che lo porta a vomitare di continuo e ha bisogno continuamente di omogeneizzati ma la famiglia non può permetterseli”. Una delle richieste più frequenti, poi, è “il latte speciale, quello arricchito per i bimbi malati, che è costosissimo, come il Nutramigen che costa 26,70 euro confezione, per questo vorrei fare un appello alle case farmaceutiche".
 
I bisogni legati all'emergenza virus. “Le richieste in questi giorni sono più disperate, perché le persone più precarie, quelle che vivevano con un lavoretto a ore, ora non hanno più neanche quello”. Sono persone che in condizioni di normalità avrebbero fatto fronte ai propri bisogni ma ora non più. E stanno perdendo anche la casa. “L’associazione rumeni in Italia ci ha segnalato che trenta badanti in pochi giorni sono state mandate via di casa - spiega Passeri - perché le famiglie da cui stavano a casa non ne avevano più bisogno. Oppure loro stesse non avevano più i soldi per pagarle”.
 
Giocattoli e libri necessari come il pane. Mentre è al telefono arrivano al call center altre richieste: a un’associazione servono urgentemente pannoloni per anziani, mentre la mamma di un bimbo iperattivo manda su whatsapp un messaggio: “Mi servono urgentemente un paio di giochi per poterlo far sfogare, è più importante del cibo, preferisco non mangiare”. “A un bimbo di una famiglia molto povera la scuola aveva chiesto di leggere un libro e far il riassunto nel periodo di permanenza a casa, ma non l’aveva”.

FAMILY SUPPORT CENTRE CON CROCE ROSSA ITALIANA

Via Ramazzini, 15 – Roma
Tel. 06.35404351
E-mail: diritticivili.2000@tiscali.it



6)                   TUTTI SIAMO UNO:

NO AL RAZZISMO – Tra le tante cose da poter fare stando a casa una è partecipare a questa iniziativa contro il razzismo

L’associazione IDOS, da anni impegnata in campagne di sensibilizzazione e advocacy, ha offerto il suo contributo alla XVI Settimana d’Azione contro il Razzismo promossa dall’UNAR con un progetto – intitolato “Tutti siamo uno” dalla celebre espressione dello psicologo e antropologo cileno Rolando Toro – che chiede ai giovani di proporre parole alternative ai discorsi d’odio.
Considerato che la maggior parte delle discriminazioni verbali ormai si consumano in rete, abbiamo deciso di utilizzare la piattaforma Facebook come canale per contrastare i discorsi d’odio e ripensare ai social media in un’ottica propositiva.
In queste settimane è stato indetto un contest in cui gli utenti maggiorenni possono proporre una frase personale ed originale sul tema dell’uguaglianza scrivendola sulla pagina dell’evento facebook #TuttiSiamoUnoContest  . Inoltre, per far sì che l’iniziativa proposta possa avere un seguito, abbiamo previsto di premiare i primi tre classificati con la stampa su t-shirt e segnalibri delle frasi che avranno ottenuto più gradimenti. I premi saranno distribuiti successivamente ai cittadini con l’auspicio di rendere virale una frase di buon senso.
Abbiamo inoltre riflettuto sulla necessità di creare dei contenuti, da parte di esperti e testimoni privilegiati, mirati ad affrontare il tema delle discriminazioni multiple in una chiave esperienziale. Ti contattiamo proprio perché abbiamo pensato a te.
A fronte dei diversi passi indietro compiuti in Italia sul tema dell’accoglienza e dell’integrazione e in un clima confuso e carico di pregiudizi come quello che si respira nella Capitale, le discriminazioni contro i migranti vanno assumendo un carattere sempre più complesso, proprio delle cosiddette “discriminazioni multiple”, nell’ambito delle quali i cittadini di origine straniera diventano oggetto di discriminazione sulla base di due o più fattori pregiudizievoli.
Se pensi che si possa fare di più, ti chiediamo di condividere la tua esperienza contro il razzismo e le discriminazioni multiple, prendendo 5 minuti del tuo tempo e video-registrando da casa o dall’ufficio una tua analisi, un commento o una breve spiegazione della tua visione. Hai la massima libertà di spaziare: se sei un professore o un ricercatore sarà utile per tutti se saprai spiegare un concetto o una legge; se sei un mediatore interculturale sarà bello ascoltare la tua visione su come vada facilitato l’incontro tra le differenze (magari proprio a partire dal livello dell’istruzione); se sei un operatore o un esperto potrai offrire un contributo specifico proprio a partire dall’impegno sociale del tuo operare quotidiano; se sei uno scrittore potrai raccontare di come hai affrontato nelle tue pubblicazioni, il tema della discriminazione e se il racconto nasce da un’esperienza vissuta direttamente; se sei un avvocato sarà interessante conoscere da vicino l’impegno nel lavoro che svolgi e le esperienze professionali che reputi significative.
Le parole sono importanti e ti saremo molto grati per il contributo che potrai dare a parole tue. Saremo lieti di diffondere il tuo video sulla pagina dell’evento e far conoscere la tua preziosa testimonianza.
Per spiegazioni o per adesioni non esitate a contattarci.   
Per conoscere il progetto più da vicino puoi consultare il seguente link: https://www.facebook.com/events/1218637798341744/
Il Presidente
Antonio Ricci
 Associazione IDOS
via Arrigo Davila 16, 00179 Roma
tel  +39 06 66514345/502



7)                   TELEFONO SOLIDALE E TELEMEDICINA:


La Comunità di Sant’Egidio ha attivato una nuova linea telefonica per le persone più fragili, nella città di Roma: 06 8992299.

Oltre a dare informazioni e fornire aiuto di tipo sociale sui servizi disponibili (come ad esempio la consegna a domicilio), viene offerta anche la possibilità di un teleconsulto multispecialistico per tutti coloro che, a causa dell’emergenza Covid-19, faticano a rivolgersi ai normali canali del sistema sanitario.

Il servizio è rivolto in particolare ad anziani, malati, persone sole, che hanno necessità di aiuto per problemi sociali o patologie diverse dal coronavirus, che in questo periodo incontrano serie difficoltà ad essere ascoltate e aiutate.
 N. di telefono unico: 06 8992299
Tutti i giorni dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19 anche la domenica
Il telefono si avvale dell’esperienza del programma DREAM della Comunità di Sant’Egidio (attivo in 11 Paesi africani) e dei servizi della Global Health Telemedicine che da anni offrono consulenza a centri sanitari in diversi luoghi del mondo.


8)            RICETTA MEDICA:


E’ stata emessa un’ordinanza che prevede la possibilità di ricevere direttamente via mail o telefono il numero di ricetta e con questa recarsi in farmacia.
“Numero di ricetta elettronica” senza più la necessità di ritirare fisicamente, e portare in farmacia, il promemoria cartaceo. Si tratta di un’ulteriore misura che viene incontro alla necessità di limitare la circolazione dei cittadini e di arrestare i contagi del nuovo coronavirus.
“Al momento della generazione della ricetta elettronica da parte del medico prescrittore – si legge nell’ordinanza – l’assistito può chiedere al medico il rilascio del promemoria dematerializzato ovvero l’acquisizione del Numero di Ricetta Elettronica tramite:
-      trasmissione del promemoria in allegato a messaggio di posta elettronica, 
-      comunicazione del Numero di Ricetta Elettronica con SMS o con applicazione per telefonia mobile che consente lo scambio di messaggi e immagini, 
-      comunicazione telefonica da parte del medico prescrittore del Numero di Ricetta Elettronica laddove l’assistito indichi al medesimo medico il numero telefonico”.


9)            FARMACI A DOMICILIO

 In questo periodo di emergenza sono attivi alcuni servizi per ricevere medicinali a domicilio. Ecco come funzionano e chi sono i destinatari. 
·      Il servizio (partito l’11 marzo 2020) messo a disposizione da Federfarma e Croce rossa italiana attivo 7 giorni su 7, 24 ore su 24, al numero verde 800.065510 (raggiungibile sia da telefono fisso che da cellulare) e destinato a: persone con oltre 65 anni, persone non autosufficienti, chi ha febbre (superiore a 37,5°) o altri sintomi respiratori, chi è sottoposto a quarantena o chi è positivo al covid-19.
·      Il servizio gestito già da diversi anni da Federfarma e attivo dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 18.00 e rivolto a persone che non sono in grado di andare in farmacia perchè affette da disabilità o patologie gravi e senza nessuno che possa andare per conto loro. Il servizio riguarda solo i casi non urgenti ed è raggiungibile al numero 800.189521.
·      Il servizio privato e a pagamento offerto da Pharmap per quei soggetti che non appartengono alle categorie a rischio indicate nei paragrafi precedenti, ma che non vogliono o non possono andare in farmacia.

Bisogna avere la ricetta

In tutti e tre i casi elencati sopra, chiunque voglia ususfruire di uno dei servizi di consegna a domicilio di farmaci deve essere in possesso della ricetta. E qui si aprono due possibili strade.
·      Sono già in possesso della ricetta medica. In questo caso si può contattare direttamente il servizio.
·      Non ho la ricetta medica. In questo caso il consiglio che diamo è quello di contattare telefonicamente il medico e di concordare con lui o con lei le modalità per poter ricevere la ricetta. E’ stata emessa un’ordinanza che prevede la possibilità di ricevere direttamente via mail o telefono il numero di ricetta e con questa recarsi in farmacia.

Come funziona il servizio di Federfarma e della Croce rossa italiana

Una volta recuperata la ricetta bisogna chiamare il numero verde 800.065510 (raggiungibili sia da telefono fisso che da cellulare) attivo tutti i giorni 24 ore su 24. Il personale della Croce Rossa Italiana (CRI), riconoscibile tramite l’uniforme, ritira la ricetta presso l’indirizzo indicato dall’utente. La ricetta può essere cartacea o elettronica. In questo secondo caso basta dare a chi effettua il servizio di consegna dei farmaci a domicilio il numero NRE (cioè il numero che identifica la prescrizione) e il proprio codice fiscale.
Successivamente, il personale CRI consegna in farmacia la ricetta o il numero NRE e il codice fiscale del destinatario del farmaco. Una volta prelevati i farmaci - il cui prezzo, dove previsto, è anticipato al farmacista da parte della Croce rossa – questi vengono consegnati (sempre allo stesso indirizzo) in busta chiusa alla persona che ne ha fatto richiesta e che provvederà a corrispondere al personale della CRI la cifra spesa. La Croce rossa è responsabile del corretto trasporto dei farmaci.
Il servizio di consegna dei farmaci a domicilio è gratuito: oltre al prezzo dei medicinali, quindi, gli utenti non devono pagare nulla. Inoltre, le persone quando chiamano il numero verde possono richiedere l’emissione dello scontrino fiscale “parlante” (quello cioè che riporta anche l’indicazione del proprio codice fiscale) da utilizzare per le detrazioni fiscali. In questo caso bisognerà fornire al personale CRI la tessera sanitaria o il codice fiscale.

Il servizio di Federfarma per i soggetti a rischio

Il secondo servizio di Federfarma per la consegna gratuita di farmaci a domicilio è destinato ai casi non urgenti. Questo servizio è attivo già dal 2015 ed è riservato esclusivamente alle persone che non possono andare in farmacia per disabilità o gravi malattie e non possono delegare altri soggetti.
Per accedere al servizio bisogna chiamare il numero verde 800.189521 (raggiungibile sia da telefono fisso che da cellulare), attivo dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 17.30
All’operatore che risponde bisogna dare le proprie generalità e l’indirizzo al quale recapitare il farmaco. A quel punto l’operatore verifica quali farmacie vicine all’indirizzo dato sono disponibili a effettuare il servizio di consegna a domicilio dei medicinali. Una volta individuati i punti vendita, l’operatore mette direttamente in contatto l’utente con la farmacia più vicina in modo da poter concordare personalmente modalità di ricezione della ricetta (dove necessaria) e tempi di consegna del medicinale.
Il servizio è offerto dalle farmacie associate a Federfarma che hanno aderito all’iniziativa, alla quale non partecipano le farmacie comunali. Al momento il servizio non è attivo nelle Province di Cuneo e Genova.

Per tutti gli altri

Il servizio di consegna di farmaci a domicilio privato e a pagamento offerto da Pharmap è disponibile anche per quei soggetti che non appartengono alle categorie a rischio indicate nel paragrafo precedente ma che non vogliono o non possono andare in farmacia.
Per usufruire del servizio basta collegarsi al sito di pharmap.it o scaricare l’applicazione Pharmap. Dopo aver verificato se il servizio è attivo nella propria zona è possibile ordinare sia farmaci da banco che medicinali con ricetta (in questo caso la persona deve essere già in possesso della ricetta). Il pagamento avviene direttamente online e sempre in fase di ordine viene indicata la data di consegna.
Normalmente è un servizio a pagamento, ma fino al 3 aprile 2020 per andare incontro alle esigenze dei cittadini verrà offerta la consegna gratuita in tutte le città in cui il servizio è attivo. Per usufruirne bisogna ricordarsi di inserire il codice FORYOU in fase di check-out. Qui puoi trovare maggiori informazioni su questo servizio di Pharmap e sulla piattaforma Vantaggi extra di Altroconsumo informazioni su altri servizi riguardanti la salute.


10)       CINEMA A CASA
Sono 50 titoli, di cui 5 anteprime, che fino al 5 aprile MYMovies mette a disposizione dei suoi spettatori virtuali. Il sito del cinema sostiene con determinazione la campagna #iorestoacasa offrendo ai propri lettori una risposta concreta alla voglia di cinema e di socialità attraverso la propria sala web dove 25.000 posti sono disponibili gratuitamente.

Divisi per rassegne, I grandi premi Oscar, Donne Wanted, i film sono un appuntamento imperdibile per i cinefili. Per assistere gratuitamente online alle visioni collettive dei film in streaming sarà sufficiente collegarsi dal proprio computer, tablet all’indirizzo 
www.mymovies.it/iorestoacasa, selezionare i film da vedere e prenotare un posto. La piattaforma MYMOVIESLIVE simula la visione di un film al cinema, i posti assegnati sono limitati e numerati e gli streaming iniziano a un orario prestabilito, ma è soprattutto l'aspetto social che può essere utile in questo momento difficile. È possibile vedere gli altri spettatori in sala, fare amicizia e conversare in chat come in una sorta di cineclub.

11)     #IO LEGGO A CASA:
L’emergenza sanitaria, anche se ha reso le nostre vite un po’ più complicate, ha sicuramente un grande merito: sta facendo emergere un accorato senso di comunità e di aiuto reciproco.
«È il noi che vince». Lo ripete sempre il nostro fondatore don Luigi Ciotti e cerchiamo di ribadirlo anche noi nel nostro agire quotidiano.
Per questo la redazione di Edizioni Gruppo Abele ha pensato di dare un piccolo contributo e condividere gratuitamente alcune delle pubblicazioni in catalogo in formato ebook. Per non perdere la buona abitudine della lettura anche quando le librerie sono chiuse!
Gli ebook gratuiti sono caricati qui sotto in formato Epub e Kindle, compatibili quindi con la maggior parte degli e-reader in commercio. Se avete bisogno di assistenza, potete mandarci una mail a edizioni@gruppoabele.org: cercheremo di rispondervi al più presto.
Se invece siete degli amanti della carta e desiderate leggere i nostri libri in formato tradizionale, il nostro e-commerce è sempre attivo. Registreremo ogni acquisto, ma i libri potranno essere spediti solo alla riapertura della nostra sede. Speriamo presto, quindi!


12)  IORESTOACASA

Cliccando su questo link è possibile trovare tante proposte gratuite – corsi e lezioni, visite a musei, allenamenti vari, libri, audiolibri, riviste, musica e teatro, etc etc, -   per utilizzare il tempo libero in modo divertente e formativo:
https://www.irac.eu/


13)     SOS-TEGNO PSICOLOGICO:

Alle emergenze è necessario rispondere con rapidità.

L’epidemia in corso e le restrizioni sociali adottate per contenerla possono generare sentimenti di panico e confusione, rendere più difficile la gestione dei normali conflitti oppure acuire una sofferenza preesistente.  

Le associazioni “PAIR” e “SOS associazioni” in collaborazione con lo “Studio psicologico Q” e in ottemperanza alle indicazioni dell’ordine degli psicologi (leggipromuovono un servizio di psicoterapia attraverso strumenti telematici.

            Il servizio prevede
·       per gli operatori sanitari coinvolti in prima linea nella gestione dell’epidemia: sostegno psicologico gratuito, senza limite di colloqui;
·       per tutti: una consulenza psicologica gratuita, per sostenere chi ha difficoltà a gestire gli stati di stress, confusione e panico correlati all’epidemia in corso;
·       per tutti: psicoterapia al costo contenuto di 35 euro a colloquio.

Una volta terminata l'emergenza e le relative restrizioni sarà possibile continuare il percorso sia in via telematica che presso gli studi dei professionisti. La tariffa non subirà modifiche fino alla fine del percorso terapeutico.

Per informazioni o per un appuntamento, si può
·       Consultare il sito: www.psicologia-studioq.org
·       Scrivere una email all’indirizzo psicologiastudioq@gmail.com
·       Contattare il seguente numero di telefono: 346 6726 602 

     PAIR - Piccole Associazioni In Rete - SOS Associazioni

Inoltre

Anche il  professore Santo Rullo, psichiatra,  da giorni, insieme ad alcuni colleghi, ha attivato una piattaforma (ECOSmind) di consulenza gratuita online: "Stiamo cercando di insegnare come adattarsi a questa nuova situazione e sopratutto ad avere gli strumenti necessari per tornare alla normalità": https://www.ecos-europe.com/nasce-ecos-mind-servizio-gratuito-di-supporto-psicologico/



14)     QUESTIONARIO MUTAMENTI SOCIALI:
“Mutamenti Sociali in Atto-COVID19” (MSA-COVID19) è un’indagine del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-Irpps) su atteggiamenti e comportamenti della popolazione nell’emergenza COVID19 in relazione al “distanziamento sociale”. L’emanazione del decreto #IoRestoaCasa da parte del Consiglio dei Ministri del 9 marzo 2020 in materia di spostamento delle persone fisiche all’interno del territorio nazionale ha richiesto un cambiamento improvviso e radicale delle abitudini e degli stili di vita degli italiani producendo una drastica riduzione di ogni forma di lavoro e socialità.
L’indagine ha lo scopo di analizzare gli atteggiamenti e i comportamenti della popolazione dovuti al “distanziamento sociale” al fine di valutarne le conseguenze e i correttivi nel breve e medio periodo per arginare l’insorgenza di stati critici a livello psicofisico prodotti dall’assenza di lavoro e socialità.



15)     SPESA A DOMICILIO:
Cliccando sul link a seguire l’elenco dei supermercati ed i numeri da poter chiamare per avere la spesa a domicilio:




16)     PASTO E SPESA SOSPESI:

a Garbatella Casetta Rossa lancia la "spesa sospesa" per le famiglie in difficoltà

la cucina di Casetta Rossa sarà dedicata al quanti stanno attraversando momenti di particolare difficoltà. “Ci sono troppe persone che, in questo momento, non sono più in grado di fare la spesa. Non hanno i soldi per farla. Per questo abbiamo pensato, partendo dell’esperienza del pasto sospeso, di dare il nostro contributo” ha premesso Luciano Ummarino, portavoce dello spazio sociale di via Magnaghi 14.

Il pasto sospeso

Il servizio, per ora, è interamente sovvenzionato da Casetta Rossa. “Abbiamo uno spazio con tutte le licenze necessarie per cucinare e confezionare del cibo. Le metteremo a disposizione per preparare delle vaschette sigillate di monoporzioni che  poi, con una rete di volontari, andremo a distribuire in tutta sicurezza nel territorio”. I beneficiari saranno cittadini “italiani e non”, che in questa prima fase sarà Casetta Rossa ad individuare. “Contiamo però sull’Agenzia dei Diritti ed anche sui servizi sociali del Municipio per ricevere ulteriori segnalazioni” ha spiegato Ummarino.

Associazione di Promozione Sociale Casetta Rossa
via Giovanni Battista Magnaghi 14, Garbatella – 00154 Roma
C. F.97674110586
info e prenotazioni: tel. 06/89360511
email: info@casettarossa.org
Fb: Casetta Rossa Spa
Tw: @CasettaRossa




17)             AGRUMIACASA:

Hai mai pensato di accogliere un albero di arance nella tua famiglia?

Adottando un agrume, come Calogero, riceverai ogni quindici giorni una cassetta delle sue arance naturali coltivate con metodo biologico; questo ti garantirà di scegliere i migliori agrumi, che riceverai entro 48 ore circa dalla raccolta a un prezzo scontato, e in omaggio tanti nostri prodotti fatti solo con frutti dei nostri alberi; inoltre potrai essere coinvolto “virtualmente” nel ciclo di coltivazione della pianta adottata. Avrai anche la possibilità di venire a trovare il tuo albero e, perché no, di abbracciarlo!
  

FILASTROCCA VIRALE
Una clinica privata milanese ha chiesto a Roberto Piumini di spiegare a bimbe e bimbi, in modo corretto ma senza trasmettere ansia o paure, questa strana faccenda del virus con la corona, della scuola chiusa e della gente che si vede in giro con la mascherina anche se non è più carnevale.
Piumini ha spiegato ogni cosa con questa filastrocca. Se la facciamo leggere e mandare a memoria alle nostre bambine e ai bambini, trascorreranno simpaticamente un poco di tempo, impareranno parole nuove, alleneranno la mente.
E' una idea!

La filastrocca del tipetto dispettoso

Che cos'è che in aria vola?
C'è qualcosa che non so?
Come mai non si va a scuola?
Ora ne parliamo un po'.

Virus porta la corona
ma di certo non è un re
e nemmeno una persona:
ma allora che cos'è?
E' un tipaccio piccolino
così piccolo che proprio
per vederlo da vicino
devi avere il microscopio.
È un tipetto velenoso
che mai fermo se ne sta:
invadente e dispettoso
vuole andarsene qua e là.
È invisibile e leggero
e, pericolosamente,
microscopico guerriero
vuole entrare nella gente.
Ma la gente siamo noi
io, te e tutte le persone,
ma io posso e tu puoi
lasciar fuori quel briccone.
Se ti scappa uno starnuto
starnutisci nel tuo braccio:
stoppa il volo di quel bruto.
Tu lo fai e anch'io lo faccio.
Quando esci, appena torni
vai a lavare le tue mani:
ogni volta, tutti i giorni
non solo oggi, anche domani.
Lava con acqua e sapone
lava a lungo, e con cura,
e così se c'è il briccone
va giù con la sciacquatura.
Guarda se mamma o papà
quando torna se le lava.
Digli «ok! » se lui lo fa
alla mamma di' «sei brava!».
Non toccare con le dita
la tua bocca, il naso, gli occhi:
non che sia cosa proibita,
però è meglio che non tocchi.
Quando incontri della gente
rimanete un po' lontani:
si può stare allegramente
senza stringersi le mani.
Baci e abbracci: non li dare:
finché è in giro quel tipaccio
è prudente rimandare 
ogni bacio e ogni abbraccio.
C'è qualcuno mascherato 
ma non è per carnevale
e non è un bandito armato 
che ti vuol fare del male.
È una maschera gentile 
per filtrare il suo respiro:
perché quel tipaccio vile
se ne vada meno in giro.
E fintanto quel tipaccio
se ne va dannoso in giro 
caro amico, sai che faccio?
Io a casa mi ritiro!
È un'idea straordinaria 
dato che è chiusa la scuola
fino a che fuori nell'aria
quel tipaccio gira e vola.
E gli amici e i parenti?
Anche in casa, stando fermo,
tu li vedi e tu li senti: 
si sta insieme sullo schermo.
Perché chi si vuole bene
mantener può la distanza: 
baci e abbracci adesso no
ma parole in abbondanza.
Le parole sono doni 
sono semi da mandare,
perché sono semi buoni, 
a chi noi vogliamo amare.
Io, tu e tutta la gente 
con prudenza e attenzione
batteremo certamente
l'antipatico birbone.
E magari quando avremo
superato questa prova
tutti insieme impareremo
una vita saggia e nuova!


EU-TOPIE QUOTIDIANE:


A Domodossola i migranti cuciono le mascherine: “L’Italia ci aiuta da mesi, ora diamo anche noi una mano”

Il laboratorio di taglio e cucito era iniziato nei mesi scorsi con i volontari dell’associazione «20.01» e gli educatori del Ciss Ossola. Oltre a Kone e Fanè a mettersi all’opera sono altri quattro ragazzi ospitati a Casa Letizia e a Casa Rosa a Trontano. «Eravamo partiti con lezioni di italiano poi abbiamo pensato che potesse essere utile dedicare tempo al cucito, potrebbe diventare un mestiere - dice il presidente dell’associazione Marco Olzeri -. Con le mascherine sono già autonomi».

«Vogliamo essere vicini all’Italia, che ci ospita da tempo. Per questo abbiamo iniziato a cucire mascherine: aiutiamo le persone che hanno bisogno, noi abbiamo già ricevuto tanto». Sekou Kone e Moussa Fané, richiedenti asilo originari del Mali, sono al lavoro da giorni per fabbricare mascherine di tessuto da distribuire agli operatori del Ciss Ossola, il consorzio dei servizi sociali che gestisce Casa Letizia, la struttura di Domodossola dove sono ospiti. «La produzione sarà anche destinata ad altri enti - dice il direttore del Ciss Mauro Ferrari -. E’ una fabbricazione artigianale, ma preziosa quando non ci sono altre alternative. Il prossimo passo è quello dei camici, hanno appena ricevuto i modelli».
Con macchina da cucire, tessuti ed elastici ogni giorno confezionano «dalle 60 alle 80 mascherine - spiega Kone, che ha 26 anni -. Già nel mio Paese avevo imparato a cucire». Percorso simile per Fané, in Italia da due. «Facevo vestiti, e ho continuato a qui», racconta il ventenne.

Fatti Mail apre una nuova piccola finestra sul mondo. Una finestra sull’
EU-TOPIA: EU (bene) TOPOS (luogo) luogo del bene o del buono. Bene che non fa notizia
Bene che contagia
Bene che trasforma
Bene che ispira,
il bene non è UTOPIA ma EU-TOPIA
  
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Lo spirito di gratuità che muove Fatti Mail implica che chiunque abbia ricevuto (o riceva) ospitalità circa  un proprio comunicato lo faccia in spirito di condivisione dell'idealità solidale accettando di essere parte di uno spazio in cui la comunicazione sia tanto un dire quanto un ascoltare. La solidarietà ha infatti necessariamente due direzioni quella del chiedere e quella dell'offrire. Se non sono entrambe vissute ed accolte non potrà esserci spazio di solidarietà.
Nei Fatti  - e nelle Mail - questo significa accettare:
-  che il proprio indirizzo e-mail entri nella mailing list di Fatti Mail (che non ne farà uso alcuno al di fuori della spedizione on-line delle news letter 2/3 volte al mese)
-  ed essere disponibili a leggere i bollettini che si riceveranno con la stessa solidarietà che si è sperato altri abbiano messo in gioco leggendo  il proprio annuncio

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mi chiamo Futuro ... tu come ti chiami ?

mi chiamo Futuro ... tu come ti chiami ?
Dio mi liberi dalla saggezza che non piange, dalla filosofia che non ride e dall'orgoglio che non s'inchina davanti ad un bambino" (K. Gibran)

LENTE D'INGRANDIMENTO - CITTADINANZA ATTIVA

COALIZIONE PER I BENI COMUNI:

Un’ampia delegazione della Coalizione per i Beni Comuni, ha depositato, presso gli uffici competenti del Comune di Roma, la proposta di delibera popolare per l’approvazione del regolamento per la gestione condivisa beni comuni.

Una rete informale di cittadinanza attiva – composta da 104 realtà romane - nata con l’obiettivo di presentare al Comune di Roma una Delibera di Iniziativa Popolare per l’approvazione di un “Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura, la rigenerazione e la gestione in forma condivisa dei beni comuni urbani” finalizzato non solo a definire i rapporti tra le amministrazioni locali e quanti vogliono offrire il proprio contributo volontario per la cura, la rigenerazione e la gestione dei beni comuni urbani, ma anche ad attivare nuove forme di collaborazione tra le parti, basate sul principio di sussidiarietà orizzontale e non sulla totale delega di responsabilità ai cittadini.

Questo l’obiettivo scaturito dalle 104 realtà romane che, con la consegna della proposta di delibera popolare, danno il via ufficiale alla RACCOLTA DELLE 5.000 FIRME valide necessarie per essere discussa in Consiglio.

Una rete informale che continuerà a crescere e a coinvolgere gruppi organizzati e non, comitati, associazioni e cittadini fino al raggiungimento dell’obiettivo: l’approvazione del “Regolamento per la collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura, la rigenerazione e la gestione in forma condivisa dei beni comuni”, per il benessere collettivo e il miglior utilizzo anche dal punto di vista dei bambini.

Una raccolta firme che avrà non solo l’importante compito di dotare anche Roma di uno strumento che avvicina cittadini e istituzioni, ma anche quello di sensibilizzare e informare le persone sulla sua importanza strategica

FACEBOOK

https://www.facebook.com/coalizioneperibenicomuni/


coalizioneperibenicomuni@gmail.com

389 5826326 - 3386587734

FORSE NON TUTTI SANNO CHE:

1) Mangiare, Dormire, Lavarsi ... è x tutti
sul sito della Comunità di S. Egidio è possibile "sfogliare" guide solidali che informano sulle realtà CITTADINE disponibili a sostenere chi si trovi in difficoltà

http://www.santegidio.org/index.php?&pageID=228


SOLIDARIETA' E AMBIENTE

ACQUA, un popolo di spreconi

ACQUA, un popolo di spreconi

Un popolo di spreconi.

Ne consumiamo ogni giorno più di 250 litri a testa, più di ogni altra nazione europea.

Non siamo i più puliti, ma solo i più spreconi.



Ogni giorno utilizziamo centinaia di litri d’acqua senza prestare molta attenzione; in genere l’atteggiamento più diffuso è quello di pensare che «basta aprire un rubinetto e servirsene a piacere», in realtà le cose non stanno proprio così, è necessario fermarsi a riflettere un attimo per dare il giusto valore ad una risorsa che purtroppo non è infinita.

Senza acqua nessuna forma di vita è possibile, è un bene d’assoluta necessità che diventa sempre più scarso con il passare del tempo per motivi sia di ordine quantitativi (l’acqua oggi a disposizione è pari a circa un terzo di quella disponibile negli anni ‘50 e tra cinquanta anni sarà ulteriormente dimezzata), sia qualitativi (per ogni litro d’acqua potabile, almeno otto risultano contaminati dall’attività umana).

Gli effetti di questa situazione sono sotto gli occhi di tutti: casi crescenti di razionamento idrico; il consumo di acqua minerale o filtrata diventato quasi un obbligo; lievitazione del costo dell’acqua potabile ecc.

Se poi allarghiamo lo sguardo a livello mondiale, il panorama diventa ancora più preoccupante: circa un miliardo e mezzo di persone non dispongono di acqua potabile.

Di fronte ad un quadro tutt’altro che roseo, oltre ad avvicinarsi al rubinetto con maggiore rispetto, diventa importante porsi il problema di come contribuire in prima persona a migliorare la situazione.

D’altra parte, un uso più appropriato dell’acqua non fa bene solo all’ambiente, ma anche al portafogli e con molta probabilità anche alla pace tra i popoli, perché sono oramai numerosi gli analisti politici che individuano nella carenza d’acqua uno dei possibili motivi di conflitto armato tra i paesi.

Che fare?

Per eliminare gli sprechi idrici si può agire su tre fronti: -Ridurre i consumi d’acqua, in modo da erodere il meno possibile questa preziosa risorsa e contrarre l’impatto ambientale (produrre, trasportare e smaltire acqua potabile richiede energia e produce inquinamento). -Contrarre l’impiego di additivi per ridurre l’inquinamento dell’acqua, della natura e dell’ambiente domestico. -Diminuire il consumo energetico per scaldare e distribuire l’acqua al fine di ridurre l’inquinamento ambientale e il consumo di energia fossile. Per raggiungere questi obiettivi è necessario intervenire sia a livello degli stili di vita, modificando alcune abitudini radicate nel tempo, sia a livello di impiantistica, utilizzando apparecchiature progettate con particolare attenzione al risparmio idrico ed energetico per garantire un’efficacia uguale o superiore rispetto ai dispositivi convenzionali. Spesso si tratta di mettere mano al portafogli, ma il più delle volte il risparmio che deriva dall’uso di tali dispositivi ripaga in poco tempo la spesa affrontata per il loro acquisto. Il massimo dei risultati si ottiene quando entrambe queste strategie, cioè modifica delle abitudini e nuova impiantistica, sono adottate insieme. Vediamo ora in dettaglio le varie soluzion possibili.

Riduzione dei consumi

Iniziamo dalla tipologia di utilizzo che impatta maggiormente per poi passare alla seconda e così via prendendo come riferimento il diagram-ma a torta (vedi il grafico ripartizione dei consumi domestici), in altre parole guardiamolo con occhi famelici e gettiamoci a capofitto sulla fetta più grossa per poi passare a quella di dimensioni immediatamente inferiori e cosi via!

  • Docce e bagni.
  • La doccia presenta un minor consumo d’acqua, rispetto al bagno, soprattutto se si tiene l’acqua aperta solo quando serve.
    Inoltre è possibile adottare docce a risparmio energetico, in grado di ridurre i consumi oltre il 70%. In termini pratici, considerando una doc-cia al giorno si possono risparmiare in un anno oltre 50.000 litri d’acqua e diverse centinaia di euro.
    La cosa importante è di utilizzare docce che non si limitino a ridurre il consumo d’acqua (allora tanto vale non aprire totalmente il rubinetto, con il risultato che s’impiega più tempo a lavarsi e si consuma lo stesso quantitativo di acqua), ma sfruttino in maniera più intelligente l’acqua, garantendo un elevato potere lavante a fronte di minori consumi.
    Vi sono inoltre vantaggi secondari interessanti: nel caso di boiler elettrico, più persone riescono a fare la doccia consecutivamente e minori sono i cali di portata per gli altri utenti, l’unico rovescio della medaglia è che, passando meno acqua nei tubi, si deve attendere più tempo l’arrivo dell’acqua calda.

  • Lavaggio stoviglie e biancheria.
  • Nel caso in cui si utilizzino lavatrici o lavastoviglie è bene farle girare sempre a pieno carico; nel caso dei lavaggi a mano evitare l’uso d’acqua corrente e preferire l’acqua raccolta in un lavabo o in una bacinella.
    Sempre per ridurre gli sprechi, non lasciate diventare vecchio lo sporco dei piatti e le macchie ostiche dei tessuti perché richiedono un lavaggio più impegnativo sia da un punto di vista chimico (detersivi) sia energetico (tempi e temperature più elevate); lavare separatamente i pezzi a seconda del grado di sporco.
    Molti si chiederanno: si consuma più acqua, energia e detersivi lavando a mano o a macchina?
    Per rispondere in maniera corretta a questa domanda è necessario conoscere due fattori: grado di riempimento ed «economicità» della macchina da una parte e capacità di lavaggio manuale dall’altra.
    Comunque alcuni studi in materia hanno dimostrato che per lavare lo stesso quantitativo di stoviglie, pari ad un carico intero di una lavapiatti, mediamente si consumano 80 litri d’acqua se lavati a mano; 60 se lavati a macchina; 12 litri nel caso di apparecchi ad elevata efficienza, i quali oltre al risparmio d’acqua consentono una notevole contrazione dei consumi di detersivi ed energia.

  • Vaschette del WC.
  • Le vaschette tradizionali, in genere contengono circa 24 litri, un volume d’acqua tale da permettere una buona azione lavante nel caso di presenze solide…, ma eccessivamente elevata nel caso di rifiuti liquidi.
    Mediamente, con tali sciacquoni si ha un consumo giornaliero di circa 100 litri a persona, in gran parte sprecati.
    Più efficienti sono le vaschette a due mandate, una da 3 e l’altra da 6 litri, grazie alle quali il consumo giornaliero, a parità di funzione, scende a 15 litri d’acqua.
    Se utilizzate in maniera corretta, ossia schiacciando il tasto giusto al momento giusto, con le vaschette a doppia mandata si arriva a risparmiare circa 17.000 litri d’acqua l’anno a persona.
    Quando non si hanno a disposizione vaschette ad hoc, è possibile modificare i tradizionali cassonetti introducendo dei pesi che permettono di ottenere le stesse prestazioni.
    Un altro metodo è di inserire nella vaschetta un mattone o più semplicemente una bottiglia piena d’acqua.
    In quest’ultimo caso si risparmia molta acqua, ma si riduce anche la quantità disponibile per ogni scarico con l’inconveniente di ridurre l’azione lavante.

  • Rubinetti.
  • Vanno aperti solo quando serve e tenuti chiusi mentre ci si insapona o ci si lava i denti; analogamente per lavare la frutta e la verdura è sufficiente usare acqua raccolta in una bacinella e non quella corrente.
    Per dare un’idea concreta di quanto questi gesti quotidiani possano far variare notevolmente il livello dei consumi idrici, analizziamo in dettaglio cosa accade durante il lavaggio dei denti: tenendo aperto il rubinetto per tutto il periodo di pulizia, si arriva a consumare 10.000 litri l’anno a persona; quando il rubinetto viene aperto solo per il risciacquo il consumo d’acqua si riduce a 1600; se poi invece dell’acqua corrente si utilizza quella contenuta in un bicchiere, si arriva a non più di 200 litri d’acqua l’anno!
    Un bel risparmio, vero?
    Per quanto concerne interventi di tipo impiantistico, è possibile sostituire i normali filtrini dei rubinetti (quelli che ogni tanto dobbiamo pulire dal calcare e da altre sporcizie) con dei modelli risparmio energetico (aeratori).
    Come per le docce vale il discorso di acquistare dei modelli che non si limitino a ridurre la portata dell’acqua, ma che producano un getto di eguale capacità lavante con consumi inferiori.

  • Perdite dalle guarnizioni.
  • L’acqua, che a causa di perdite delle guarnizioni gocciola dai rubinetti o dallo sciacquone, sembra poca cosa, ma essendo continuativo, anche il semplice gocciolamento comporta uno spreco inutile di migliaia di litri d’acqua (e di euro).
    Nel caso in cui l’impianto è dotato di accumuli dell’acqua calda, come ad esempio i boiler elettrici, oltre al consumo d’acqua le perdite idriche si tramutano anche in uno spreco d’energia elettrica.
    È pertanto consigliabile di sostituire immediatamente le guarnizioni danneggiate.

  • Ridurre l’Impiego di Additivi
  • Tutti i detergenti, compresi quelli ecologici, comportano un impatto ambientale per la loro produzione, il trasporto e lo smaltimento.
    Inoltre, soprattutto nel caso di detergenti convenzionali, si ha una liberazione di residui tossici nell’ambiente che poi vengono assimilati attraverso la respirazione, la pelle e il consumo di alimenti.
    Ecco perché è bene ridurre al minimo l’impiego di detergenti e detersivi e in ogni caso preferire i prodotti ecologici.
    Ma cosa c’entrano i detersivi con l’acqua?
    È molto semplice: in tutti i processi di pulizia viene utilizzata l’acqua come diluente che, se usata in modo intelligente, riserva ottime sorprese!
    Per il lavaggio di stoviglie e del bucato è possibile trattare energicamente l’acqua con opportuni dispositivi da applicare direttamente alle condotte dell’acqua o direttamente nelle macchine da lavare o sotto forma di additivi, ottenendo circa un dimezzamento dei consumi dei detersivi.
    Per quanto concerne la pulizia delle superfici è consigliabile impiegare dei panni in microfibra dove l’azione chimica degli additivi è completamente sostituita dall’azione meccanica, ossia si pulisce e si sgrassa unicamente utilizzando l’acqua.
    Ma anche in questo caso, per non avere risultati deludenti, è necessario scegliere prodotti d’elevata qualità.

  • Combattere il Calcare
  • Il calcare è ben noto per la tendenza a creare incrostazioni, assai difficili da rimuovere da box doccia, lavelli e rubinetteria in generale; ma i maggiori inconvenienti, il calcare li crea all’interno dell’impianto idraulico, ossia nelle condutture e, soprattutto, nei generatori d’acqua calda (elettrici o a gas).
    Tali depositi creano due tipi di barriere: una termica e una fisica.
    La prima si traduce in un maggior consumo di energia per nulla trascurabile, infatti, per ogni millimetro di deposito di calcare nei tubi, si registra un aumento dei consumi elettrici di circa il 10% e siccome lo strato accumulato in un generatore d’acqua calda può diventare molto spesso, nel tempo, i consumi possono crescere vertiginosamente.
    Analogamente, lo strato di calcare crea anche una barriera fisica al passaggio dell’acqua che, nel caso d’impianto dotato di autoclave, fa anch’esso aumentare i consumi di elettricità.
    Infine va detto che il calcare sollecita maggiormente l’impianto idraulico riducendone la durata.
    Una verifica della presenza di calcare all’interno dei tubi può essere realizzata con una semplice prova.
    Aprite al massimo il rubinetto dell’acqua fredda e notate la portata; dopo qualche istante ripetete la stessa cosa con il rubinetto dell’acqua calda.
    La minore portata dell’acqua calda è essenzialmente dovuta alle incrostazioni di calcare presenti nel generatore di calore!
    Le soluzioni utili per vincere il calcare si dividono in due categorie: trattamenti in grado di inibire il potere di coesione del calcare che, pur continuando ad essere presente nell’acqua, non è più in grado di for-mare incrostazioni; trattamenti di rimozione del calcare dall’acqua.

Ecologia Domestica

Del primo gruppo fanno parte i trattamenti energetici dell’acqua, i catalizzatori ceramici e i campi magnetici.

I primi uniscono le proprietà anticalcare alla riduzione dei consumi di detersivi ed all’eliminazione del problema della formazione della ruggine (molti modelli possono essere installati senza ricorrere all’idraulico).

I catalizzatori ceramici sono estremamente efficaci, ma richiedono un intervento impiantistico così come i dispositivi basati sull’effetto dei campi magnetici.

Tra i dispositivi che operano la rimozione parziale del calcare dall’acqua vi sono gli addolcitori, il cui impiego richiede periodicamente l’aggiunta di sale e un’accurata manutenzione.
Inoltre, sia l’installazione che la manutenzione richiede l’intervento di tecnici specializzati.

SOLIDARIETA' E CONSUMI

L’economia solidale

è, prima di tutto, un atteggiamento da cui derivano dei comportamenti che determinano un particolare stile di vita. Non si tratta solo, infatti, di aderire alle formule del commercio equo solidale, ma anche, e soprattutto, di rivoluzionare le nostre abitudini quotidiane: l’economia solidale comprende anche il nostro modo di lavare e lavarsi, ossia la quantità e la qualità di acqua, sapone e detersivi che utilizziamo.

Partire, quindi, dalle piccole cose, dalle attività quotidiane che, alla fin fine, costituiscono, in termini di tempo d’esecuzione, una porzione molto ampia di ogni nostra giornata. Limitare i consumi, specie d’acqua, evitare gli sprechi, cooperare con gli altri, sostituire la moda dell’ “usa e getta” con quella del recupero, utilizzare prodotti ecocompatibili, utilizzare l’automobile solo in casi di estrema necessità, impegnarsi a non inquinare, scambiare (tipo libri, cd, attrezzi, ecc.) per evitare di acquistare, sono alcuni imperativi per uno stile di vita un po’ più sobrio.

Zucchero equo-solidale

La nostra società si basa su un flusso continuo di merci e prodotti, e per questo viene definita consumistica. E, certamente, per cambiare le cose occorre intervenire (interferire) su questi automatismi.

Potremmo abbozzare una sorta di decalogo: compra leggero (ovvero prodotti con uno “zaino ecologico” non troppo pesante); compra durevole; compra semplice (in genere, gli oggetti più sofisticati sono meno durevoli, più delicati); compra vicino (per ridurre i danni ambientali che ogni trasporto comporta); compra sano; compra più giusto (e qui ci avviciniamo al discorso del commercio equo); compra prudente (a dispetto di normative e regolamentazioni, non è detto che il materiale acquistato non sia nocivo); compra sincero (evitare cioè i prodotti troppo pubblicizzati, dato che la pubblicità ce la paghiamo noi ed è spesso lontana dalla verità); compra mano d’opera (un metodo per aumentare l’occupazione); investi in futuro

INDIRIZZI UTILI

http://www.retelilliput.org/

http://www.utopie.it/http://www.retecosol.org/

http://www.networketico.it/

http://www.volint.it/http://www.zoes.it/

http://www.vita.it/

http://www.nuovomunicipio.org/

http://www.decrescita.it/

http://www.equonomia.it/

http://www.altreconomia.it/

http://www.altroconsumo.it/

http://www.valori.it/



COMMERCIO EQUO SOLIDALE

http://www.assobdm.it/

http://www.altromercato.it/

http://www.equoland.it/

http://www.transfair.it/

http://www.agices.org/

http://www.commercioetico.it/

http://www.equo.it/

http://www.mondosolidale.it/

http://www.cooperativaisola.org/

http://www.equociqua.it/

GAS

http://www.economia-solidale.org/

http://www.retegas.org/



FINANZA ETICA

http://www.bancaetica.com/

http://www.finanza-etica.itt/



TURISMO RESPONSABILE

http://www.aitr.org/

http://www.tures.it/

http://www.viaggiemiraggi.org/

http://www.viaggisolidali.it/

http://www.humanaitalia.org/



BARATTO

http://www.eticambio.it/

http://www.zerorelativo.it/

http://www.barattopoli.com/

http://www.tuttobaratto.it/

http://www.suesu.it/

da Fatti Mail a ... Song-Taaba ONLUS - Africa e Solidarietà

da Fatti Mail, da una mail spedita per chiedere una mano per il Burkina Faso, l'incontro con Padre Jean Ilboudo e la nascita, nel 2008, di Song-Taaba ONLUS.... Song-Taaba incontra Chiara Castellani, il suo Congo ed inizia un'esperienza umana di amicizia e solidarietà ... di conoscenza e consapevolezza ... che fa compiere ogni giorno nuovi passi ... guardando avanti ...

"A salvare veramente l’Africa non saranno i fondi e gli aiuti. Salveranno vite umane, permettendo loro di sopravvivere, ma non salveranno la vita dell’Africa. Cio’ che importa non sono i mezzi, ma le condizioni. Bisogna permettere all’Africa di ricostruirsi. Bisogna aiutarla a ricostruirsi. L’Africa deve essere prima che avere". (Joseph Ki-Zerbo)

L'Africa deve essere prima che avere ...

e come l'Africa, ognuno di noi

La strada dell'essere è quella i cui passi sono domande e la meta non è un dove ma un chi ...

Una strada che lo sguardo lungo e visionario di Padre Jean Ilboudo ha fatto intravedere a tutti noi

Song-Taaba è e vuole essere questo: la possibilità di percorrere questa strada

http://song-taabaonlus.ning.com/

Be Ye Ka Ye?: cosa c'è lì che non c'è qui?

Nulla o forse tutto: la voglia di muoversi, di interrogarsi,
di cercare il valore della vita ...

http://www.youtube.com/watch?v=WQGF1fqEruQ

la vita di Chiara Castellani

http://www.youtube.com/watch?v=HON6FoFUPnI

e di chiunque abbia voglia di vivere la solidarietà ...
se sei fra questi ... contatta:
segreteria@song-taabaonlus.org,


.... x iniziare a guardare l'Africa dal ... lato giusto:
Nel suo docu-film, Silvestro Montanaro, svela un'Africa
consapevole, dignitosa, aperta al futuro, segnata da ferite interne ed esterne,
creativa, saggia. Un' Africa da ascoltare, da capire, da scoprire e da cui
imparare:
http://www.ceraunavolta.rai.it/dl/portali/site/puntata/ContentItem-5a587b72-ded6-4320-942f-572599d3406c.html,