SOLIDARIETA' ... come altro?

SOLIDARIETA' ... come altro?
Ci impegniamo senza giudicare chi non s'impegna, senza accusare chi non s'impegna, senza condannare chi non s'impegna, senza cercare perché non s'impegna, senza disimpegnarci perché altri non s'impegna. Ci impegniamo per trovare un senso alla vita, a questa vita, alla nostra vita, una ragione che non sia una delle tante che ben conosciamo e che non ci prendono il cuore, un utile che non sia una delle solite trappole generosamente offerte ...dalla gente pratica. Si vive una sola volta e non vogliamo essere giocati in nome di nessun piccolo interesse. (Primo Mazzolari)

mercoledì 29 gennaio 2014

29 gennaio 2014

Fatti Mail 
 
Affezionata piccola grande famiglia di Fatti Mail
Esistono tanti punti di vista,
molte   possibili “parole”,
diverse facce di una stessa realtà.
Mostrarne una sola – sempre più o meno la stessa – può condizionare il proprio modo di pensare al punto da far dimenticare l’esistenza delle altre.
Un danno enorme
sia per le persone che per la società
Molto, troppo  spesso, proprio nell’ “omesso”   si annida la speranza.
La capacità di guardare l’altro con fiducia.
Il desiderio prima, la volontà poi, di aprirci,  incontrare, accogliere.
E’ nell’ “omesso” il volto solidale e reale di questa nostra comunità umana
Ricevo da tempo – con grande piacere -  la Lettera della Fraternità Anawim. Una pubblicazione in cui si condividono riflessioni di spiritualità. La Fraternità Anawim è una realtà diffusa in tutta Italia:  si articola in piccole comunità che si ispirano  agli Anawim della Bibbia (i poveri, gli umili), “incarnando”  valori di mitezza, semplicità ed umiltà. Comunità in cui:  incontrarsi con altri allo scopo di vivere un'esperienza di amicizia e di amore fraterno e   sostenersi a vicenda nel proprio cammino di vita e di fede … accompagnare i propri membri, mediante il dialogo e la comune ricerca, nell'approfondimento delle grandi questioni relative al perché dell'esistenza ed al senso della vita umana.
Lo stato di salute di una società non dovrebbe essere misurato in base a  ciò che quella società proclami, rediga, promulghi: in pratica in base alle parole con cui scelga quotidianamente di rappresentarsi. Piuttosto dalle scelte individuali e comunitarie, dai comportamenti diffusi  con cui possa essere effettivamente  identificata e riconosciuta.
Una società potrà essere definita, ad esempio,  accogliente se i propri membri e le proprie realtà comunitarie sapranno compiere scelte e gesti di accoglienza: dal rispondere con rispetto e civiltà a chi bussi al vetro della propria auto ad un semaforo, all’invitare a casa   propria chi la vita   sveli privo di   casa  o mettere in campo azioni che promuovano le  istanze di chi sia emarginato,  in difficoltà o molto semplicemente nell’urgenza di essere sostenuto. Queste scelte e questi gesti saranno le parole che descriveranno lo stato di accoglienza di quella società più che qualunque saggio, articolo di giornale, legge, conferenza, dibattito politico.
Scelte e gesti sono le parole “giuste” con cui descrivere lo stato di pluralismo, solidarietà, tolleranza, civiltà di ogni  società.
Nel solo  “scrivere”  come nel solo “parlare” le parole possono viceversa diventare ottime maschere dietro cui subdolamente nascondersi o illudersi.
Sono parole - spregevoli - di questa società le reazioni alla Kyenge ieri,  le teste di porco spedite oggi.
Fortunatamente non le sole che sia possibile ascoltare.
Esistono molte “altre”  belle parole “incarnate”.
Una di queste è OSPITALITA’.
Parola quasi rivoluzionaria quando  nell’aria circolano spifferi gelidi di intolleranza.
L’ho potuta riassaporare – pienamente -  proprio grazie alla Lettera della Fraternità Anawim
Come avviene con la musica, sentendo,   parole “incarnate” è possibile col tempo educare l’ascolto, le scelte, l’umanità propria e del tempo in cui siamo chiamati a vivere.
SI INIZIA DALLE PAROLE SCRITTE (tratte da un testo della teologa Lilia Sebastiani)
Scriveva molti anni fa Jean Daniélou che la civiltà “ha compiuto un passo decisivo, e forse il passo decisivo, il giorno in cui lo straniero da nemico (hostis) è divenuto ospite (hospes) Diversi pensatori del nostro tempo sottolineano, nell’evento dell’ospitalità, l’importanza della soglia: la percezione di venir accolti in uno spazio (non solo fisico!) che non è il proprio. Se vogliamo, la distinzione è necessaria alla relazione tra me e l’altro. Anche se in un certo senso lo straniero è in noi stessi, il sentimento anche gioioso e grato con cui entriamo in una casa che ci ospita è diverso da quello con cui entriamo in casa nostra. Ma parliamo di soglia, non di barriera.
L’accoglienza e l’ospitalità sono chiaramente collegate, inseparabili, non però intercambiabili. L’accoglienza infatti ha una portata più vasta. Se si è accoglienti, lo si è sempre, anche nel modo di pensare; ospitali si può essere solo in circostanze precise. L’ospitalità è una declinazione, un’incarnazione dell’accoglienza, un segno concreto che trasforma la vita del mondo. Molti si considerano ‘ospitali’ perché, avendo amici simpatici, li invitano volentieri a casa loro. Senza dubbio è una buona cosa, dal punto di vista dell’avvaloramento dell’amicizia, ma non è ancora ospitalità, proprio perché si rivolge a persone già ben conosciute, gradite, prescelte. L’invitato non è abbastanza altro. Il vero altro invece è, per usare l’espressione di Enzo Bianchi, “colui che emerge, non scelto, davanti a noi” (Ero straniero e mi avete ospitato, 89).
SI INIZIA DALLE PAROLE SCRITTE  … E SI ARRIVA A SCEGLIERE   DI INCARNARLE.  DI FARLE DIVENTARE VITA.
UNA SCELTA CHE  RENDE TUTTI PIU’ RICCHI,TUTTI PIU’ UMANI, TUTTI PIU’ GRATI.
L’intervento di Lilia Sebastiani sull’ultimo
numero della lettera ci stimola a parlarvi della nostra esperienza in tema di ospitalità ed accoglienza. Dobbiamo partire da piuttosto lontano, dalla Comunità di Taizè … La comunità di Taizè organizza tutti gli anni quello che viene chiamato “un pellegrinaggio di fiducia” in una grande città europea, ed i pellegrini, normalmente molte decine di migliaia di giovani, vengono accolti nella grande maggioranza dalle famiglie della città. Abbiamo partecipato a circa venti incontri, e sono state delle esperienze che ci hanno cambiato. Si tratta di viaggi molto spartani: zaino, sacco a pelo e spesso da 24 a 36 ore di pullman; si giunge in una città sconosciuta: all’accoglienza ti danno un foglio con un indirizzo, delle sommarie indicazioni sull’itinerario, e finalmente si arriva. Si bussa sconosciuti ad una porta sconosciuta e ci si sente dire “BENVENUTI!” e si è benvenuti davvero, e si condivide per alcuni giorni la vita delle famiglie che ti ospitano. Con alcuni dei nostri ospiti è nata un’amicizia che dura tuttora.
L’esperienza dell’essere accolti in questo modo, e l’esperienza di una famiglia di amici piemontesi che ci ha ospitati più volte, e che in una cascina vicino a Pinerolo teneva la casa aperta all’ospitalità, ha deragliato la nostra logica di famiglia che si faceva i fatti suoi, senza dare fastidio e senza cercare fastidi. E un bel giorno ci è arrivata da non so dove una lettera che ci invitava ad entrare in una associazione di accoglienza. L’associazione si chiama SERVAS, (una parola in esperanto che significa
“..siamo al servizio..” , “..siamo a disposizione..”): è un’associazione di ispirazione laica, non violenta, pacifista, nata nel dopoguerra per iniziativa di persone che desideravano contribuire a costruire la pace
attraverso una miglior conoscenza tra uomini di nazioni diverse. Dei “Viaggiatori” presentati dall’associazione vengono ospitati da famiglie (nel linguaggio SERVAS “Porte Aperte”) per qualche giorno, condividendo la vita di chi li ospita ed allacciando tutta una serie di scambi di esperienze e di conoscenza. Noi abbiamo pensato che fosse un’esperienza forte, stimolante e molto formativa non solo per noi, ma anche per i nostri figli allora molto giovani ,ed abbiamo accettato. Il primo anno abbiamo ospitato 17 persone (eravamo l’unica Porta Aperta di Genova, ora siamo più di sessanta) e nel corso degli anni successivi sono arrivati molti altri viaggiatori da tutto il mondo … Poi un giorno un conoscente che sapeva della nostra disponibilità all’accoglienza ci chiese se eravamo disposti ad ospitare la mamma di un bambino ricoverato all’Ospedale Gaslini e che per problemi finanziari aveva difficoltà ad andare in albergo. Devo dire che abbiamo esitato: una cosa è ospitare chi viaggia per studio o per turismo, ben altro ospitare chi fa esperienza del dolore. Però abbiamo accettato, ed abbiamo scoperto un realtà che, pur abitando nello stesso quartiere dell’Ospedale, e pur avendo io frequentato il Gaslini per motivi di lavoro, non immaginavamo nemmeno. La realtà di persone, per esempio, che dormivano su una sedia con la testa appoggiata al lettino del bambino, o che, per mancanza di mezzi, si riducevano a dormire in macchina. Non è stato facile decidere, ma siamo arrivati alla conclusione che se c’era un problema, e se per quel problema potevamo fare qualcosa, allora dovevamo farlo. Abbiamo dato il nostro nome alle assistenti sociali dell’Ospedale che hanno cominciato a mandarci dei genitori di bimbi ricoverati. Sono state esperienze estremamente coinvolgenti, spesso risoltesi felicemente, a volte purtroppo terminate nel dolore. Abbiamo dato qualcosa: un letto, un pasto caldo, la possibilità di una doccia o di fare una lavatrice, un po’ di compagnia, di ascolto e di amicizia, ma abbiamo ricevuto molto di più: la testimonianza di una grande dignità, delle testimonianze di fede di fronte al dolore, delle lezioni su quali sono i problemi veri e le vere difficoltà. Non ci sono praticamente mai state delle vere difficoltà con i nostri ospiti, la difficoltà se mai era quella di far loro capire che non eravamo affittacamere, che non chiedevamo soldi, ma che volevamo semplicemente accogliere. Non eravamo gli unici a fare questo: abbiamo scoperto che altre famiglie della zona lo facevano, e da molto tempo prima di noi. La situazione ora è molto cambiata: sono sorte varie strutture di accoglienza, gestite sia da enti pubblici che da associazioni di volontariato e le situazioni di emergenza sono molto più rare … Qui la nostra storia si conclude; l’accoglienza ora è molto ridotta: la presenza di mia suocera che per molti anni ha avuto gravissimi problemi di salute e che è mancata a 99 anni ci ha bloccati; la casa è più piccola, noi siamo vecchi, i nipotini ci impegnano abbastanza. Se ci sarà richiesto faremo tutto quello che saremo in grado di fare compatibilmente con le nostre possibilità. Ma guardando indietro pensiamo alle circa 150 persone che in 25 anni circa sono passate da noi. C’è chi si è fermato una notte e chi è stato con noi sei mesi, come Giuseppe che dopo l’espianto dei reni aspettava che si liberasse un posto in dialisi nella sua città … Abbiamo fatto qualcosa, anche se potevamo fare di più. Qualche volta non abbiamo aderito alle richieste di accoglienza, magari con qualche buona ragione, ma almeno uno di questi rifiuti mi brucia ancora dopo tanti anni. Considerando la nostra esperienza possiamo solo dire: abbiamo fatto soltanto quello che dovevamo.
Carlo e Luciana

(Fraternità degli Anawim: http://www.anawim.eu/, )



Due ulteriori condivisioni:
1)    Chiunque voglia segnalarmi iniziative da promuovere, NON mi mandi ALLEGATI, NE’ LOCANDINE … ma tutto il comunicato direttamente come testo della mail
2)     Nella colonna di destra del BLOG   c'è una finestrella 
"CERCO … TROVO …"
basta digitare una  parola chiave  e   appariranno tutte le volte in cui,  in una qualunque Fatti Mail degli ultimi 2 anni, sia stata citata quella parola   … può essere un'utile strumento di prima ricerca
(ovviamente poi c'è sempre l’ archivio!)


AVVISATE LE PERSONE DA VOI SEGNALATE -  DI CUI FORNITE SOLO UN NUMERO DI TELEFONO - CHE POTREBBERO RICEVERE TELEFONATE IN CUI SI FARA’ RIFERIMENTO A “FATTI MAIL” … è importante aiutare due persone estranee che si parlano a superare il disagio iniziale dovuto spesso proprio alla mancanza di fiducia … Considerate che l’espandersi di Fatti Mail se da una parte aumenta i lettori (e le opportunità di risposte solidali) dall’altra estende anche al di fuori delle spedizioni di Fatti Mail via e-mail la possibile lettura del bollettino. Chiedete quindi a chi vi chiami o vi contatti come sia venuto a conoscenza della vostra richiesta, regolandovi conseguentemente. 



BUONA LETTURA :
Le richieste legate alla ricerca di lavoro  - oggi come sempre - chiamano tutti coloro che vogliano “essere” solidali  a “fare” un gesto in più: una lettura approfondita, un passa parola, un’attenzione ad offerte che possano capitare alla nostra attenzione.  Non sono bigliettini attaccati ad una bacheca … sono amici, persone che stanno portando un peso – diverso ma gravoso in ogni caso – e chiedono il nostro sostegno … per non restarne schiacciati. Grazie



1)        ADRIANA: PIZZERIA  TIROCINIO

Ciao Gaia,
mi ha parlato di te Enrico  con il quale da un pò di tempo stiamo cercando di sostenere una donna serba rom, Borka,  che sta cercando faticosamente di tagliare con il passato e dare ai suoi 5 figli un futuro migliore.
Tra le tante cose che stiamo cercando di fare  c'è la ricerca di un'attività commerciale di ristorazione (bar, pizzeria, pub,...) dove poter far fare alla figlia maggiorenne, Adriana,  un'esperienza di tirocinio formativo finalizzato all'assunzione. Abbiamo ottenuto dalla provincia di Roma il finanziamento di una borsa lavoro che consentirebbe al datore di lavoro di far lavorare la ragazza per 4 mesi, 4 ore al giorno, senza spendere soldi (lo stipendio è appunto la borsa lavoro) per dare la possibilità a questa ragazza di imparare un mestiere e poi rimanere ovviamente li a lavorare.

La difficoltà che abbiamo è di trovare un datore di lavoro che non approfitti della situazione, accetti di far fare il tirocinio alla ragazza a costo zero e poi, al termine del tirocinio, la mandi via.
La ragazza è seguita dal centro per l'orientamento al lavoro del Borgo Ragazzi don Bosco che la accompagnerebbe anche durante il tirocinio, mediando con il datore li lavoro.
Inoltre al momento sta facendo volontariato presso il laboratorio artigianale di Casa Betania, con grande apprezzamento della responsabile.

Se ti è possibile quindi ti chiedo se tramite Fatti Mail è possibile cercare/trovare un gestore/proprietario di bar o attività commerciale simile, disposto ad attivare la borsa lavoro per Adriana con la possibilità – eventuale -  di assumerla alla fine del tirocinio, se lei dimostrerà di aver imparato a fare il suo lavoro

Ti ringrazio per l'attenzione e per quello che hai scritto nella mail che mi ha girato Enrico, il mia piccola esperienza con questa famiglia Rom mi porta a riconoscermi pienamente nelle tue parole a proposito di confronto.
Gino -
gaia.fattimail@gmail.com,  


2)        SOS MARIA CERCA LAVORO:
Mi chiamo Margherita e chiedo aiuto per Maria
Maria Marzo, una giovane signora che ben conosco ha bisogno urgente di lavorare.
Maria ha perso il marito all’insorgere di una grave malattia di sua figlia Vanessa di 13 anni. Adesso, dopo oltre due anni di cure Vanessa sta meglio anche se deve venire a Roma ancora per le terapie di mantenimento. È tornata a scuola e insieme sono tornate a casa. Ma Maria deve lavorare per poter provvedere a se e sua figlia.
Abita ai castelli e cerca qualunque lavoro (pulizie domestiche, , assistenza anziani, baby sitter) preferibilmente nella zona sud di Roma o Castelli romani. E’ automunita.
Chi potesse darle una mano può contattarla al 3481030855
Grazie
Margherita Ferrucci –gaia.fattimail@gmail.com,  

3)        TERESA CERCA LAVORO:
Mi chiamo Teresa, sono di origine polacca e vivo in Italia, a Roma, da circa 13 anni - la mia età 56 anni -
Ho due figli, ormai indipendenti che vivono con la loro famiglia in Polonia.
La mia esperienza lavorativa si é sviluppata nell'ambito della cura alla persona, assistenza ad adulti e ad anziani, collaborazione per la gestione della casa, commissioni varie, ottima passione per la cucina e attenzione alle diete particolari - 
Ottima conoscenza della lingua italiana
Possesso di Patente B
Seria, onesta, puntuale, allegra e paziente
Possibilità di presentare referenze
La soluzione per me più indicata é una assistenza alla persona che comprenda l'alloggio e il vitto.
Tel. ...
E-mail: ....
Ringrazio   Fatti mail per questa possibilità di divulgare la mia richiesta
e ringrazio anche coloro che mi contatteranno anche per chiedere
eventuali altre informazioni -
Teresa Komorowska
X referenze  Rosa gaia.fattimail@gmail.com,  


4)        SOS GIRELLO CERCASI:
Carissima Gaia,
la richiesta di oggi è per un girello per un bambino algerino nato in Bulgaria di 11 mesi, che ha bisogno di un piccolo stimolo per imparare a camminare.
grazie,
a presto,
(Centro per famiglie Pedro Arrupe,  ass. Centro Astalli 06-8109362)


5)        EILEEN CERCA LAVORO:
Mi chiamo Eileen.  Ho un grande bisogno di lavorare perché  non riesco a vivere e pagarmi l'affitto.
Io sono assistente dentale,ma mi adatto a qualunque lavoro. Ho fatto 6mesi l'ausiliaria a T.Vergata quindi
posso aiutare anche chi ha bisogno di supporto.
Posso pulire appartamenti,non so … qualunque cosa. Grazie Ciao
Eileen 

   
6)        SOS FEDERICA CERCA LAVORO
Cara Gaia,
  spero tanto che Fatti Mail mi aiuti a cercare un lavoro di cui ho veramente bisogno.
Mi chiamo Federica, sono una mamma separata con due figlie studentesse e non riesco ad arrivare alla fine del mese perchè sono disoccupata da ormai 5 anni.
Ho lavorato,fino al 2009 in un negozio di abbigliamento per bambini da 0 a 12 anni, dove svolgevo anche l'attività di vetrinista, inventandomi a seconda della stagione e degli abiti che ritenevo più adatti, a "fabbricare" le 3 vetrine con le bambole, peluches, caramelle e una varietà infinita di accessori, libri di favole, pennarelli, fiori e fiocchetti di tutte le fogge … insomma avevo scoperto di avere gusto e inventiva, che avevano fatto incrementare le vendite del prodotto.
Sono anche piuttosto brava a creare composizioni di piante e fiori, e mi piacerebbe parecchio allestire tavole e creare bomboniere per le cerimonie.
Ho lavorato, molti anni fa, anche in un negozio di porcellane e articoli per la casa, e anche lì mi davo da fare, specialmente nel periodo natalizio e pasquale, sarei disposta anche a fare la baby sitter.
Me la cavo anche piuttosto bene con le torte e i dolcetti … insomma, spero che "Fatti Mail"   mi porti  fortuna per trovare un lavoro.
Questo è il mio cellulare:..... Ringraziandoti in anticipo ti saluto.
7)        LUCIA  CERCA LAVORO
Mi chiamo Lucia, età 53 anni, ho due figli.
Sono in possesso del diploma di Assistente domiciliare e dei Servizi tutelari -  
ho lavorato come assistente domiciliare presso una Cooperativa che si occupa di handicap (10 anni) - 
successivamente in un Centro diurno di accoglienza e assistenza a persone disabili (3 anni) - 
Ho superato un concorso pubblico MIUR per il profilo professionale di Educatore nei Convitti (in graduatoria dal 2003) - 
Ho appena concluso un corso organizzato dalla Regione Lazio in collaborazione con l'Osp. "Forlanini" di Roma per la qualifica di "Assistente Familiare", le competenze e il ruolo di questa figura sono quelle di connessione  tra il paziente, la sua famiglia, le Istituzioni, la struttura sanitaria e altri organismi coinvolti - 
La mia preparazione professionale comprende perciò assistenza e cura alla persona a bambini,  adulti, anziani nelle diverse situazioni di difficoltà - la mia preferenza rimane comunque il lavoro con i bambini
Possesso di Patente B 
Possibilità di presentare referenze e CV
Paziente, portata per il dialogo e la relazione, carattere allegro, responsabile, attenta.
Tel. 06.33612875 - Cell.....
E-mail:.....
Ringrazio   Fatti Mail e quanti vorranno aiutarmi a trovare un lavoro Lucia Grimaldi



8)        DUE GIOVANI CERCANO CASA:
URGENTE. Due giovani lavoratori vogliono affittare a Roma, vicino metro A (dalla stazione Flaminio alla stazione Battistini) un appartamento con: 2 camere, soggiorno con angolo cottura, bagno (posto per lavatrice), riscaldamento autonomo, posto auto. Spese condominiali comprese. Prezzo massimo mensile: 800 euro”. Contattare: 3404928614 oppure ....
Padre Thierry Blot - gaia.fattimail@gmail.com,  

9)        REGALIAMO MACCHINA USATA:
       regaliamo (al prezzo del cambio di proprietà) la nostra kangoo del 2001, 1200 benzina. l'abbiamo acquistata nel 2003 dalla concessionaria renault che l'aveva usata come auto aziendale facendo 10 000 km in due anni. dunque possiamo dire di essere stati praticamente gli unici proprietari.
ha fatto circa di 180.000km (ha il tachimetro, e quindi il contachilometri, che funziona ad intermittenza) ed ha una serie di cose che non ci permettono più di usarla come la nostra unica auto di famiglia: il finestrino del passeggero non funziona, quando diluvia e la macchina è ferma entrano gocce d'acqua dal tetto nella parte anteriore dell'auto, due dei tre direzionatori d'aria sul cruscotto non funzionano bene, c'è un problema con la marmitta catalitica (la cui spia è accesa e noi l'abbiamo ignorata negli ultimi due anni), la carrozzeria esterna ha un po' di bozzi. attualmente le gomme delle ruote sono lisce.
detto questo, però, siccome noi l'abbiamo usata fino a ieri godendo dei suoi spazi e della sua fedeltà, prima di rottamarla vorremmo sapere se a qualcuno che ha bisogno di un'auto ma non ha i soldi per acquistarne una, possa tornare utile.
Marta –  gaia.fattimail@gmail.com,  


10)               SOS CERCO CASA MONTEVERDE:
Maria è la mamma di Max, 8 anni, un compagno di classe di mio figlio
Sono di origine ucraina. Quando lei ha scoperto di essere incinta è partita da sola per Roma, senza avere un lavoro nè conoscere la lingua. Il padre del bambino è sparito e Max non lo ha mai conosciuto.
A Roma Maria ha imparato la lingua e trovato un posto fisso in una casa dove si occupa di pulizie e baby sitter.
Per poter fare questo lavoro a tempo pieno, il figlio è spesso rimasto a casa da solo per tante ore fin da quando aveva 5 anni. Non poteva fare altrimenti e nella casa dove lavora non le hanno permesso di portarsi dietro il figlio.
Le è stata assegnata una casa famiglia qui a Monteverde, vicino alla scuola del figlio.
Ma circa due settimane fa ha dovuto lasciarla (non so il motivo, non so se queste assegnazioni hanno un tempo determinato) ed ora mentre è in cerca di una casa, sta vivendo con il figlio in un bed and breakfast.
Posso garantire personalmente su madre e figlio. Sono persone educatissime, tranquille e discrete (molte di noi della classe le hanno offerto la propria casa per vivere momentaneamente in attesa di nuova sistemazione e lei ha rifiutato per non disturbare). Il figlio è forse il più educato di tutta la classe forse perchè suo malgrado è dovuto crescere prima degli altri

Lei non vuole andare in un'altra casa famiglia, perchè il figlio sta crescendo e preferisce che non viva in una comunità.
E' in cerca di un appartamento molto piccolo, o in alternativa in una casa da dividere con un'altra persona o famiglia. Cerca in zona monteverde, dove lei ha il lavoro (non ha la macchina), la scuola, il doposcuuola e lo sport del figlio.
Può spendere per un affitto al massimo 600€.

Grazie per l'aiuto che potrete darci e se servono altre informazioni chiedetemi pure.    Valentina
(eventualmente anche Maria gaia.fattimail@gmail.com,  


11)              LARISSA: ALLOGGIO E LAVORO:

Cara Gaia,
  Simona, una giovane della Romania, ha una sorella Larissa di vent'anni che è in Italia da pochi mesi, presso una conoscente. Avrebbe necessità di alloggio e lavoro, anche con persona anziana autosufficiente e possibilmente vitto, concordando con piccolo aiuto domestico.
Grazie.
     Simona:   telefono   e-mail:.
Per ulteriori info: suor Giulia gaia.fattimail@gmail.com,  


12)   AFFITTO CASA :
Ciao Gaia,
è possibile mettere su Fatti Mail l'annuncio di un appartamento di un mio amico? E' un architetto che vive a Stoccolma e mi ha chiesto aiuto, garantisco io per lui :-)
Rossella 
AFFITTASI Attico arredato e finemente ristrutturato, ingresso abitabile, salone, cucina, bagno, camera con balcone esposto a sud.
Sito in  via Bresadola 55.
L´appartamento e` ottimamente collegato alla zona Universitaria ed alla stazione Termini (linee tram 19, 14 e 5, piu` bus), si trova a 500 metri dalle stazioni "Teano" e "Mirti" della futura linea C, e`silenzioso, esposto est- sud- ovest, il balcone esposto a sud si affaccia su un cortile interno privato. gaia.fattimail@gmail.com,  

 
CONDIVIDO:
EVENTI, ATTVITIVA’, INIZIATIVE A CARATTERE SOLIDALE E/O CULTURALE.  
A SEGUIRE ALCUNE SEGNALAZIONI DI EVENTI, ATTVITIVA’, INIZIATIVE A CARATTERE SOLIDALE E/O CULTURALE. … vita e solidarietà … per imparare a crescere insieme  
BUONA LETTURA:
DALLA “VISIONE” ALLA CONDIVISIONE =  SOLIDARIETA’
ROMA - IMMIGRAZIONE  - RIFUGIATI  -  CALCIO - INTEGRAZIONE - AMICIZIA
mercoledì 29 gennaio
BLACK STAR
Il Film racconta una storia di relazioni umane in bilico tra commedia e tensioni sociali che ha come sfondo una disputa di quartiere per la gestione di un campo di calcio:
una vera e propria "guerra tra poveri", che è anche una scoperta dell'Altro
FILM + DIBATTITO
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA (fino esaurimento posti)
possibile prenotare fino alle 15,00 del 29 gennaio:
Sala Auditorium della Basilica di  S. Maria degli Angeli, via Cernaia 9 (davanti uscita Metro Repubblica)
– ore 20,15  -
OREUNDICI: ETTY HILLESUM
L’affascinante percorso spirituale e l’impegno innovativo di fronte al terribile contesto sociale di Etty Hillesum, la rendono un testimone attuale per il nostro quotidiano. Abbiamo pensato di riflettere sui suoi scritti in un convegno che terremo a Roma dal 25 al 27 aprile prossimo.
ETTY HILLESUM 
LA RAGAZZA CHE NON SAPEVA
INGINOCCHIARSI
Roma, 25 - 27 aprile 2014
con Mario De Maio, Alessandro Barban, Gerrit Van Oord, Jaap Walvis, Isabella Adinolfi, Roberto Mancini, Carlo Molari
Per info e prenotazioni:

WORLD FRIENS
Nel primo mese del 2014, è doveroso guardare i risultati raggiunti nel 2013 e grazie al vostro sostegno abbiamo raggiunto traguardi importanti. Nell'anno appena trascorso al Neema Hospital, il centro sanitario costruito da World Friends per garantire alle popolazioni più povere e marginalizzate di Nairobi l’accesso alle cure mediche, 118.000 pazienti hanno ricevuto assistitenza medica. Di questi  più di 1/3 sono bambini con meno di 5 anni.  Grazie al lavoro costante dei nostri operatori e soprattutto grazie a molti di voi che continuano a credere in noi e a sostenere i nostri progetti, sempre più persone che vivono nelle baraccopoli di Nairobi possono ricevere assistenza medica gratuita. 
Anche nel 2014 World Friends continuerà a portare la salute direttamente in baraccopoli raggiungendo le popolazioni piu' disagate che vivono nelle periferie di Nairobi, in Kenya. Grazie al programma "Medical Camp", ogni mese i medici di World Friends insieme allo staff del Neema Hospital si recano in una zona diversa di Nairobi per visite completamente gratuite in baraccopoli e distribuzione gratuita di farmaci. 
Nell'ambito di tale programma lo scorso 2013 sono stati realizzati 12 Medical Camp (1 ogni mese) nel corso dei quali sono stati assistiti 2.515 pazienti, in gran parte bambini al di sotto dei 5 anni e donne, che non hanno accesso alle cure mediche.
INFO:
SOSTEGNO:
NELL’AMBITO DEL FESTIVAL DELLA COOPERAZIONE PROMOSSO DAL
FORUM DELLA COOPERAZIONE DELLA PROVINCIA DI FIRENZE 
LUNEDI'  3 FEBBRAIO ORE 17 -SALA QUADRI , VIA GINORI 14  - FIRENZE -
 INCONTRO CON WORLD FRIENDS 
" NESSUNO ESCLUSO, LA DISABILITA' VISTA DA NAIROBI"
Saranno presenti
Antonio Melotto, medico chirurgo referente del  Programma di Riabilitazione su Base Comunitaria negli slums di Nairobi  
Daniela Cuomo, direttore di World Friends.
DURANTE L'INCONTRO PROIEZIONE DEL FILMATO "RIFIUTA LA DISCRIMINAZIONE" 
TI ASPETTIAMO!
Si prega di confermare la propria presenza e di eventuali accompagnatoriscrivendo a comunicazione@world-friends. org oppure  telefonando ai num. 06-50917635 – 3397668513


AAA CERCASI OPERATORI
 A.A.A. CERCASI OPERATORI PER CASA FAMIGLIA PER BAMBINI CON DISABILITA' COMPLESSA
La nostra realtà:
Siamo alla ricerca di due educatori professionali da impiegare nelle nostre case famiglia per bambini portatori di disabilità complessa (fisica e/o mentale).
Chi conosce la nostra realtà sa già che le case famiglia dove sono ospiti i nostri piccoli dalle abilità "speciali" sono pensate come .... se fossero da sempre e per sempre le loro case. 
Vogliono essere luogo accogliente dove i bambini possano sperimentare concretamente attraverso il contatto con gli operatori un'esperienza di accoglienza e accompagnamento.
L’affettività, l’intimità, le cure personalissime consentono ad ogni bambino di sentirsi amabile ed amato, attribuiscono senso e significato alla vita, ad ogni vita, costituiscono linfa e nutrimento nei processi di crescita.
Pensiamo che la vita familiare sia la condizione insostituibile nella formazione della personalità e della socialità: ciò che gli operatori impegnati nelle case desiderano offrire ai nostri bambini è esattamente un ambiente di tipo familiare. Come in tutti gli ambienti di tipo familiare, gli operatori sono chiamati a condividere il quotidiano con i bambini, in un lavoro di gruppo e di alta flessibilità. In particolare sono chiamati a:

- accompagnarli e riprenderli da scuola
- accudirli nelle loro necessità
- preparare i pasti
- pulire la casa affinchè sia per i bambini luogo accogliente
- prendersi cura delle necessità di cura sanitaria ove necessario (incluso l'utilizzo di ausilii quali Peg, Aspiratore, etc. che non presuppongo per l'uso conoscenze di tipo infermieristico).
Cosa cerchiamo:
Due operatori da inserire all’interno delle 3 strutture di accoglienza per bambini disabili che possano - dopo un periodo di conoscenza reciproca - entrare a far parte del gruppo per le sostituzioni degli operatori a partire dal periodo estivo. L’impegno richiesto a regime è per un servizio retribuito di tipo turnante dal lunedì alla domenica anche di notte e nei festivi.
Titolo di studio richiesto (con preferenza): educatore professionale ed esperienze professionali nel campo della disabilità.
Come pensiamo di procedere:
Selezioneremo i curricula pervenuti e contatteremo SOLO i candidati il cui profilo risulterà per noi idoneo sulla base di titoli ed esperienza.
I candidati saranno avvisati telefonicamente o per e-mail ed invitati a un colloquio di gruppo previsto nella prima settimana di febbraio. La data del colloquio di gruppo (che si terrà di mattina dalle 10,00 alle 13,00) sarà comunicata alle persone i cui cv saranno selezionati presso la sede della Cooperativa (Via delle Calasanziane n. 12).
La partecipazione a tale colloquio è presupposto fondamentale per il prosieguo della selezione.
Successivamente al colloquio di gruppo, nelle giornate seguenti verranno svolti colloqui individuali con le persone selezionate al colloquio di gruppo.

Dall'esito dei colloqui individuali discenderanno le fasi successive del percorso di conoscenza reciproca che deve essere intesa come percorso di graduale avvicinamento alla realtà dei bimbi ospiti all'interno delle case famiglia:
-Periodo di prova di 1 settimana (nelle prime settimane di febbraio), con colloquio di verifica finale.
-Stage retribuito di 4 mesi (15 FEBBRAIO- 15 GIUGNO) nella forma della collaborazione occasionale. Lo stage sarà articolato su 20 ore settimanali (da suddividere tra mattina e pomeriggio, anche sabato e domenica). Sarà previsto per tutto il periodo l’affiancamento a nostro personale.
- Colloqui in itinere durante lo stage.
- Colloquio di verifica finale per valutare insieme avvio di contratto a progetto per le sostituzioni (CCNL Coop. Sociali).
Dalla partenza del contratto a progetto è prevista/richiesta la partecipazione ad incontri aggiuntivi quindicinali di formazione e supervisione condotti da un neuropsichiatra infantile psicoterapeuta.
Invitiamo tutti coloro che sono interessati a partecipare all'avvio delle selezioni ad inviare il proprio cv entro il 26 gennaio p.v. al seguente indirizzo di posta elettronica: posta@casabetania.org

ZALAB
         MARE CHIUSO, I NOSTRI ANNI MIGLIORI E LE SCHEGGE DI ZA per la Carta di Lampedusa
Dal 31 gennaio al 2 febbraio, centinaia di persone si ritroveranno sull’isola per scrivere la Carta di Lampedusa: un patto che nasce dal basso per riscrivere la cartografia dei diritti nell’area Euromediterranea. ZaLab aderisce mettendo a disposizione sul proprio sito in streaming gratuito, durante i tre giorni dell’iniziativa, i documentari MARE CHIUSO e I NOSTRI ANNI MIGLIORI Continuiamo a pensare che sia importante raccontare a quante più persone possibile le vicende vaste e diverse di chi in questi anni è passato per Lampedusa, per costrizione o per scelta. Solo dal racconto e dalla conoscenza condivisa possono nascere l’incontro e l’apertura. 
Inoltre, durante la trasmissione in diretta dall’isola, organizzata da Melting Pot Europa e Sherwood, andranno in onda le
 Schegge di Za e pezzi dei documentari girati in questi anni
PROIEZIONI:
Container 158
30 gennaio - Padova, Porto Astra, ore 20.455 febbraio - Parigi, Fleury-Merogis Detention Centre, Festival diritti umani di Parigi7 febbraio - Roma, circolo di cultura fotografica WSP 
Il Pane a Vita
16 febbraio - Appignano del Tronto (AP), Anteprima del festival “Frammenti”23 febbraio - Padova, Carichi Sospesi28 febbraio - Genova, Cine-teatro Albatros di Rivarolo, ore 21.00
L'Ultimo Pastore
24 febbraio - Novara, cinema Araldo
Mare Chiuso
26 gennaio - Reggio Emilia, Circolo Arci Tunnel
dal 27 gennaio al 2 febbraio -
 Trento, Liceo Rosmini
18 febbraio - Roma -
 Liceo Colonna, ore 14.30


TUTOR DIGITALE
DISLESSIA,DISTURBI APPRENDIMENTO:
Dislessia, disturbi di apprendimento,attenzione-concentrazione & Co. Nuovi strumenti per insegnare e studiare senza fatica TUTOR DIGITALE Incontri per INSEGNANTI di ogni ordine e grado, EDUCATORI, LOGOPEDISTI, PEDAGOGISTI, PSICOLOGI
INIZIO CORSI SABATO 1 FEBBRAIO:
(9,30 alle 17,30 )
Programma
32 ORE TEORICO-PRATICHE (nuove strategie e metodologie)
8 ORE APPROFONDIMENTO SUI SOFTWARE DIDATTIC I(facoltativo)
20 ORE DI TIROCINIO PRATICO
(dal lunedì al venerdì:14,30/ 16,30
sabato: 9,20/ 12,00)
Nuovi strumenti e metodologie per la didattica inclusiva
I software compensativi della scuola digitale
Dalla LIM al notebook(computer, software chiavette USB, libri digitali)
Sportello per docenti Primaria -Secondaria
Aula di simulazione digitale per area umanistica – scientifica – linguistica
Consulenza PDP – PEI
Attestato di Partecipazione con il Patrocinio della Regione Lazio
Sede dei Corsi Roma/Nord - Via Riccardo Selvatico, 32
Contributo (euro 250) best@globotricolore.it,  347. 2251780
 Polo Didattico Digitale – TECNOTOWN (Villa Torlonia - Roma)

SCREENING CARDIO GRATUITO
Cardiologie Aperte
Sabato 1 Febbraio è Cardiologie Aperte.. screening cardiovascolare gratuito presso il presidio della Salus Infirmorum via della Lucchina 41 Roma
Ci raccomandiamo e vi ricordiamo di portare tutte le analisi (le più recenti max 3 mesi). Per chi non le avesse consigliamo di effettuarle e portarle con se il giorno dello screening
in particolare
Glicemia Colesterolo totale Colesterolo HDL, LDL Trigliceridi Info
Non si effettueranno prenotazioni, verranno distribuiti in mattinata numeretti in ordine d’arrivo. Si consiglia la calma!


 INCONTRO CONFERENZA S. ONOFRIO:
Cari soci, cari amici
        siamo lieti di invitarvi alla libera Discussione sul tema: "Francesco. Il Papa venuto dalla fine del mondo. Cosa cambia, cosa resta?L'incontro si terrà giovedi 30 Gennaio, alle h. 21:00 presso il
Centro Carpet di Via Luigi Morandi 9, (di fronte al Forte Trionfale).
L'evento è organizzato insieme dall'associazione Civica Roma 19 e l'introduzione sarà a cura di Iacopo Scaramuzzi, Giornalista Vaticanista. 
Partecipate numerosi ed invitate a partecipare!
e-mail assonofrio@libero.it, - 333.801868


CUCIMONDO - CINA
Buongiorno a tutti,
 Siamo lieti di annunciarvi il nostro prossimo appuntamento con i romanzi dei 5 continenti, appuntamento dedicato alla Cina, in particolare ai rapporti tra la Cina e l'Occidente raccontati attraverso un viaggio molto intimo e personale della scrittrice Hu Lanbo nel suo libro 'I petali di orchidea'  scritto in italiano. Questo libro è stato pubblicato per la prima volta nel 2009 con il titolo "La strada per Roma".
Avremo l'onore di discutere questo libro con l'autrice.
La serata avrà luogo il 26 Marzo 2014 presso l'Associazione Culturale La Costumeria in Trastevere, Via della Pelliccia, 37 dalle ore 20.30 alle 23.00.
Abbiamo scoperto da poco che il libro è attualmente fuori catalogo: noi abbiamo ne una copia a disposizione e qualche copia ci verrà fornita dall'autrice. In calce alla mail  trovate gli indirizzi delle librerie dove il libro è ancora disponibile.
La serata è aperta a tutti, anche a chi non abbia letto il libro, ma è curioso di conoscere e sapere di più sulle realtà di questa grande comunità in Italia.
Vi aspettiamo numerosi.
Associazione Cucimondo.
Ingresso gratuito- gradita consumazione.
Nota sull'autrice:
Hu Lanbo, è nata a  Pechino ma vive in Italia da 18 anni ed è sposata con un italiano da cui ha avuto due figli. Ha studiato a Parigi per un dottorato in Letteratura francese. Arrivata in Italia, dopo alcuni anni dedicati ad attività di scambio commerciale con la Cina, ha fondato nel 2001 la rivista bilingue cinese-italiano Cina in Italia e nel 2009 il suo primo libro "La strada per Roma" (La.ca editore), che nel 2012 viene ripubblicato dalla casa editrice Barbera con il titolo "Petali di orchidea".
Sinossi del libro:
Romanzo di formazione di una ragazza che vive gli anni ’50 a Pechino con il padre funzionario di Mao e la madre impegnata a divulgare le idee socialiste in tutta la Cina. La storia ha sviluppi romantici, perché la protagonista conosce ragazzi e ragazze occidentali , e si innamora di un ragazzo francese. Per amore, con molte difficoltà, si trasferirà in Francia, e qui altri stili di vita, altre dinamiche, la porteranno a vivere avventure inaspettate come ballerina e attrice. Nei turbinosi anni ’80 sarà protagonista di una vita felice e ricca di soddisfazioni, ma ben presto difficoltà di vario ordine le faranno rimettere in discussione tutto quanto. Intraprenderà un lungo viaggio di ritorno per poi fuggire di nuovo dalla sua amata e odiata Pechino fino al culmine, che la metterà di fronte a una delle sue più difficili prove: sopravvivere a un male incurabile.
Associazione Cucimondo
 ARANCE EQUOSOLIDALI
A grande richiesta tornano in Bottega le arance della cooperativa "Beppe Montana - Libera Terra".

Un'occasione unica per tutti coloro che, come ci ricorda la cooperativa stessa, preferiscono "indirizzare i propri acquisti verso prodotti freschi, sani, buoni e garantiti da una filiera corta e corretta".

Ordinate al più presto la vostra cassetta di arance e contribuite con il vostro acquisto al ripristino delle terre confiscate alla mafia ed a promuovere una cultura della legalità.
1 cassetta da 7 kg = 12 €
2 cassette = 20 €

Per comunicarci il vostro ordine,scrivetici qui su Facebook o inviate una mail a info.equamente@libero.it, indicando:
nome
cognome
numero di telefono
numero di cassette desiderate

Le arance che vi proponiamo sono coltivate con metodi biologici. Gli agrumi raccolti manualmente e confezionati direttamente in campagna, non subiscono nessun processo di inceratura, lavaggio o lucidatura.

I vostri acquisti saranno disponibili in Bottega Sabato 8 febbraio (mattina: 10:30 -13:00; pomeriggio 16:30-19:30).

Affrettatevi ad ordinare la vostra cassetta di arance!
Ricordiamo a tutti, l'offerta di 2 cassetta a soli 20,00 €. Per prenotare le cassette scriveteci a info.equamente@libero.it,

ANITA B. – CINEMA E STORIA
Anita, un'adolescente di origini ungheresi sopravvissuta ad Auschwitz, è accolta dall'unica parente rimasta viva, sua zia Monika. Nella nuova casa Anita si trova ad affrontare una realtà inaspettata: nessuno, neppure il giovane Eli di cui si innamora, vuole ricordare il passato.
Tra gli incontri con indimenticabili personaggi e la toccante amicizia con il giovane David, Anita si trova presto a dover prendere una decisione che richiederà grande coraggio.
"Venite a incontrare Anita. Seguendo la sua avventura e anche la sua storia d'amore burrascosa, vi confronterete con un'anima della vostra stessa età. Può insegnare che se esci dall'inferno e non ti perdi, dopo non avrai più paura di nulla".
"Anita B." ha ricevuto il patrocinio di Roma Capitale - Assessorato alla Scuola, Infanzia, Giovani e Pari Opportunità e il patrocinio dell'ANP (Associazione Nazionale Dirigenti e Alte Professionalità della Scuola), l'associazione nazionale dei presidi.
È possibile organizzare matinées per le scuole nei cinema di tutta Italia fino al termine dell’anno scolastico 2013/2014. A disposizione degli studenti biglietto a prezzo ridottoingresso gratuito per i docenti accompagnatori e i ragazzi diversamente abili
Per informazioni e prenotazioni: Antonella Montesi - 349/77.67.796 - antonella.montesi@yahoo.it

SOS LIPU CASTEL DI GUIDO
Cari tutti,
probabilmente molti di voi sono già a conoscenza del fatto che mercoledì scorso 22 gennaio, alle ore 4,00 di mattina, un incendio di origine dolosa ha distrutto il Centro Visite dell'Oasi LIPU Castel di Guido.

http://www.repubblica.it/cronaca/2014/01/22/foto/lipu_incendio_doloso_all_oasi_castel_di_guido-76644204/1/#1
Inutile dire che si è trattato di un attacco diretto al nostro lavoro di tutela del territorio e di educazione ambientale; inutile anche aggiungere per noi che si trasformerà un incentivo a fare molto di più!

per questo vi invito a vedere il video che segue e a riflettere ancora una volta sul dove conduce l'ignoranza e la violenza nei confronti della Natura. Un saluto a tutti e buona visione!

http://www.youtube.com/watch?v=DJyK1H1upl0
Alessia De Lorenzis Resp. Oasi LIPU Castel di Guido
tel  0620398662 cell 3285569123
per contribuire alla ricostruzione: http://www.lipu.it/donaprogetto emergenza castel di guido

CONCERTO & SOLIDARIETA’
IL CORO ALTRENOTE E' LIETO DI INVITARVI AL CONCERTO CHE SI TERRA'
DOMENICA 2 FEBBRAIO 2014 ORE 17.30
PRESSO IL TEATRO DELLA  PARROCCHIA DI SAN BASILIO
P.ZA RECANATI 1
Il ricavato sarà utilizzato per i progetti di solidarietà portati avanti dalla parrocchia

LA FIABA E L’ANIMA FEMMINILE 
Venerdi 31 gennaio ore 20.45 incontro con Paola M. Vitale
"TUTTO E' FIABA" (Novalis)
Paola Maria Vitale, medico omeopata e psicoterapeuta, lavora da anni sulle tematiche del femminile in percorsi individuali e in laboratori esperienziali di gruppo (aperti anche agli uomini), utilizzando le fiabe.
In questi contesti la fiaba si rivela un potente mezzo di comprensione e di trasformazione personale,
che ci permette di accedere ai livelli più profondi del nostro essere.
L' incontro, gratuito e aperto a tutti,  è rivolto a quanti sono interessati a queste tematiche  e prevederà dei momenti esperienziali. 
Partecipazione gratuita, è necessaria la prenotazione.
Associazione “il sole e l’altre stelle"
via Sangemini 46 int. A2 00135 Roma

cell. 339 74 19 550 - info@ilsolelaltrestelle.it,

CONSAPEVOLEZZA&SOLIDARIETA’
Una cittadinanza consapevole è una cittadinanza più solidale.
LOTTA ALLO SPRECO ALIMENTARE & GASTRONOMIA
 Regina Tchelly De Araujo Freitas è una giovane donna intraprendente che sta lasciando il segno nella realtà gastronomica brasiliana e non solo, con un progetto il cui nome è già un programma: Favela Organica. Questa iniziativa vede la realizzazione di piccoli orti biologici all’interno di alcune favelas, tra cui quella di Santa Marta, di Babilonia e del Complexo Alemao (più di 200.000 abitanti), “pacificate” nel corso di un’operazione voluta dal governo Lula per liberare questi luoghi dalla violenza e dal disagio profondo che le contraddistinguevano. Oltre alla produzione di cibo sano, locale e organico a vantaggio della comunità (chiamata a prendersene cura direttamente), Favela Organica ha l’ulteriore particolarità di praticare una cucina che utilizza i prodotti in tutte le loro parti, inclusi gli scarti, per provare a incidere sulle abitudini alimentari delle persone. Lavorando sulla pianificazione degli acquisti e dei consumi, il progetto promuove una riflessione sullo scandalo dello spreco alimentare anche nelle realtà più povere, che nell’immaginario collettivo ne sono immuni ma che purtroppo lo vivono ogni giorno.
In tutto il mondo, e soprattutto nel continente sudamericano, parlare di gastronomia troppo spesso significa chiudersi in una prospettiva edonistica e ristretta.  Basti pensare che a fronte di 860 milioni di persone mal-nutrite, di cui 30 milioni ogni anno muoiono per fame, ci sono un miliardo e mezzo di obesi.
 Nel 2010 sposa la causa del biologico partendo con la realizzazione dei primi orti nella sua favela  Inizia ad esibirsi in performance culinarie innovative, presentando ricette inedite a spreco zero. La voce in città inizia a girare. A questo punto il primo salto: con il supporto di Slow Food Brasile incomincia, nella sua piccola casa, a tenere corsi di cucina in cui insegna ai ragazzi a utilizzare tutte le parti dei prodotti, inclusi quelli che normalmente vengono ritenuti scarti, come le bucce della verdura, i semi o l’acqua di cottura di alcuni prodotti. In questo modo l’effetto è duplice: da una parte è forte il messaggio simbolico di limitare al minimo o eliminare completamente lo spreco alimentare, e dall’altra queste pratiche sono una garanzia implicita della “pulizia” della materia prima, che deve essere completamente organica altrimenti non può essere utilizzata in questa maniera.
Il suo modo di intendere il lavoro di cuoca e di gastronoma coniuga il piacere alimentare con l’impegno civile e il coinvolgimento nel benessere della propria comunità, e rientra in un più ampio movimento che si sta sviluppando in tutto il Brasile, con persone e associazioni come Gastromotiva, che forma giovani chef e sostiene progetti di gastronomia sociale:  la visione della gastronomia come strumento di inclusione sociale e di integrazione nelle aree urbane più difficili.
L’America Latina sta vivendo un grande rinascimento gastronomico e non solo, e il Brasile è certamente in prima fila in questo processo.

MORIRO’ PER LA TUA PELLICCIA
Salviamo i visoni dalla morte e dalle sofferenze! In Italia sono ancora presenti circa 20 allevamenti di visoni, con una produzione annuale di 200.000 pelli derivanti dall’uccisione di questi animali. L’associazione Essere Animali ha documentato le condizioni drammatiche di questi allevamenti con il filmato “Morire per una pelliccia”: si vedono animali prigionieri per tutta la vita in gabbie affollate e minuscole e sono stati documentati casi di numerosi visoni feriti alla testa, agli occhi e alle zampe, stressati, con comportamenti compulsivi e stereotipati, costretti a vivere anche accanto ai cadaveri dei loro simili.
Perché anche l’Italia faccia finalmente un passo etico e di rispetto degli animali.
La prigionia negli allevamenti stravolge completamente le esigenze e le necessità dei visoni, animali amanti dell’acqua e di lunghe nuotate, capaci in natura di percorrere chilometri in un solo giorno, costretti invece a vivere in gabbia e privati dell’acqua, del contatto con il terreno e l’erba, della libertà.
Già 6 paesi europei hanno abolito l’allevamento di animali per farne pellicce. Altri, come Germania e Svizzera, hanno posto restrizioni tali da costringere alla chiusura gli allevamenti presenti. Il divieto di allevare volpi e visoni è inoltre in avanzata fase di discussione anche in Irlanda e Belgio.
Grazie, Essere Animali via Change.org
CHI E’ IN AGGUATO NEI NOSTRI VESTITI?
Ciao
oggi voglio raccontarti
 una favola che parla di bambini e di Piccoli Mostriuna favola che non ha avuto ancora un lieto fine … 
C'erano una volta, in un regno non molto lontano, gigantesche fabbriche che producevano i vestiti per i bambini di tutto il mondo. Lontano da occhi indiscreti, furono fatti entrare dei Piccoli Mostri tossici nel processo produttivo. Pericolosi e dispettosi, i mostriciattoli decisero ben presto di fuggire, diffondendosi in tutto il Mondo attraverso laghi e fiumi, e causando GROSSI guai!
Per conoscere questi mostriciattoli spaventosi e le loro orrende abitudini, leggi la breve Guida ai Piccoli Mostri sul sito Little Monster.
La cosa più terrificante fu che queste piccole e spaventose creature scelsero come loro nuova casa gli abiti dei bambini: contagiarono ogni indumento, da quelli più economici ai più costosi, dai vestiti sportivi di Adidas ai capi firmati Burberry (in questo rapportoi 12 marchi per bambini con presenza di sostanze tossiche).
"Questa non è una fiaba, è un incubo!" protestarono i genitori, vedendo i loro bimbi spaventati dai mostriciattoli tossici. Fu così che le mamme e i papà di tutto il Mondo si unirono con un unico obiettivo: scacciare i Piccoli Mostri dai vestiti dei loro bambini.
Grazie, Chiara Campione - Greenpeace Italia Twitter: @ChiaraCampione

Salviamo queste povere creature uccise per vanità! Per la produzione di capi d'abbigliamento con inserti in pelliccia, infatti, i conigli d'angora vengono scuoiati vivi.
Firma per salvarli da una morte ingiusta e cruenta!
#senonfirmiseiunconiglio
All'ambasciata cinese,
Alle ditte produttrici di capi d'abbigliamento in lana d'angora (Max Mara, Stefanel, Zara, Versace)
Scuoiare degli animali vivi per fare una pelliccia è disumano! 
Firma per boicottare i prodotti di pelliccia di conigli d'angora. Stai attento a cosa c'è scritto sull'etichetta degli indumenti che compri. Non renderti complice di una tortura! 
Guarda cosa accade in Cina, dove viene prodotto il 90% delle pellicce d'angora (ATTENZIONE, i contenuti del video sono molto forti).
Un video straziante, che ha sollevato già un mare di polemiche. Prima vengono storditi e legati su una tavola di legno, poi inizia latortura: la pelliccia viene strappata tra le urla del piccolo animale. È questo il destino riservato ai conigli d’angora in Cina.
A diffondere il video è stata la no-profit Peta, associazione per il trattamento etico degli animali. Nelle immagini viene mostrato il trattamento riservato ai conigli per raccogliere il pelo che servirà per produrre quei capi d’abbigliamento che in Occidente si possono vendere a buon mercato. La notizia è stata riportata daFrance 24: secondo l’emittente televisiva francese, l’industria di abbigliamento H&M, in seguito alla diffusione del video, ha deciso di sospendere la produzione degli indumenti fabbricati con la pelliccia del coniglio d’angora.
La portavoce della multinazionale di abbigliamento, Camilla Emilsson Falk, ha affermato: “Dobbiamo controllare se i nostri produttori sono conformi ai nostri standard”. Soltanto il 22 novembre scorso, l’azienda scandinava aveva assicurato che i propri fornitori rispettavano le “normative etiche” imposte dall’Unione Europa.
Un attivista ha visitato da infiltrato una decina di allevamenti, la metà dei quali lavora su animali vivi. La portavoce di Peta, Ashley Fruno spiega: "Le fabbriche riprese nel video si trovano nella province cinesi di Jiangsu e Shandong. E i numeri sono preoccupanti: il 90% delle pellicce d'angora nel mondo proviene proprio dalla Cina"
Ecco perché Peta lancia un vero e proprio Sos ai consumatori:leggete bene l'etichetta di quel che comprate e controllate che non ci sia scritto:
ANGORA FUR
ANGORA RABBIT
ANGORA WOOL
ANGORA WOLLE
RABBIT ANGORA FUR 

Se lo trovate scritto, ricordatevi di queste piccole, povere creature e del loro inutile sacrificio. Firmiamo per boicottare queste pellicce realizzate scuoiando vivi i conigli. Non vogliamo essere complici della tortura!
#senonfirmiseiunconiglio.
RETI   AMICHE:
Segnalo a tutti gli amici di Fatti Mail  la rete con cui spesso condividiamo sfide solidali:
- la rete di Raffaele Magrone
Lo spirito di gratuità che muove Fatti Mail implica che chiunque abbia ricevuto (o riceva) ospitalità circa  un proprio comunicato lo faccia in spirito di condivisione dell'idealità solidale accettando di essere parte di uno spazio in cui la comunicazione sia tanto un dire quanto un ascoltareLa solidarietà ha infatti necessariamente due direzioni quella del chiedere e quella dell'offrire. Se non sono entrambe vissute ed accolte non potrà esserci spazio di solidarietà.
Nei Fatti  - e nelle Mail - questo significa accettare:
-       che il proprio indirizzo e-mail entri nella mailing list di Fatti Mail (che non ne farà uso alcuno al di fuori della spedizione on-line delle news letter 2/3 volte al mese)
-       ed essere disponibili a leggere i bollettini che si riceveranno con la stessa solidarietà che si è sperato altri abbiano messo in gioco leggendo  il proprio annuncio
-   per ritrovare i testi delle passate fatti mail cliccate su:
Una Gaia giornata!

Nessun commento:

Posta un commento

mi chiamo Futuro ... tu come ti chiami ?

mi chiamo Futuro ... tu come ti chiami ?
Dio mi liberi dalla saggezza che non piange, dalla filosofia che non ride e dall'orgoglio che non s'inchina davanti ad un bambino" (K. Gibran) - "Forse ha ragione il gesuita p.John Haughey quando afferma :”Noi occidentali leggiamo il vangelo come se non avessimo soldi e usiamo i soldi come se non conoscessimo nulla del Vangelo" (Alex Zanotelli)

FORSE NON TUTTI SANNO CHE:

1) Mangiare, Dormire, Lavarsi ... è x tutti
sul sito della Comunità di S. Egidio è possibile "sfogliare" guide solidali che informano sulle realtà CITTADINE disponibili a sostenere chi si trovi in difficoltà

http://www.santegidio.org/index.php?&pageID=228

2) Legalità è Solidarietà
I grandissimi "piccoli" numeri delle "mafie" da una parte
e dall'altra i piccoli "grandissimi" numeri di chi quotidianamente tesse scelte solidali e cultura legale per contrastarle: sapere è potere, sapere è vedere video come quello presentato dalla trasmissione "La Storia siamo Noi"

SOLIDARIETA' E AMBIENTE

ACQUA, un popolo di spreconi

ACQUA, un popolo di spreconi

Un popolo di spreconi.

Ne consumiamo ogni giorno più di 250 litri a testa, più di ogni altra nazione europea.

Non siamo i più puliti, ma solo i più spreconi.



Ogni giorno utilizziamo centinaia di litri d’acqua senza prestare molta attenzione; in genere l’atteggiamento più diffuso è quello di pensare che «basta aprire un rubinetto e servirsene a piacere», in realtà le cose non stanno proprio così, è necessario fermarsi a riflettere un attimo per dare il giusto valore ad una risorsa che purtroppo non è infinita.

Senza acqua nessuna forma di vita è possibile, è un bene d’assoluta necessità che diventa sempre più scarso con il passare del tempo per motivi sia di ordine quantitativi (l’acqua oggi a disposizione è pari a circa un terzo di quella disponibile negli anni ‘50 e tra cinquanta anni sarà ulteriormente dimezzata), sia qualitativi (per ogni litro d’acqua potabile, almeno otto risultano contaminati dall’attività umana).

Gli effetti di questa situazione sono sotto gli occhi di tutti: casi crescenti di razionamento idrico; il consumo di acqua minerale o filtrata diventato quasi un obbligo; lievitazione del costo dell’acqua potabile ecc.

Se poi allarghiamo lo sguardo a livello mondiale, il panorama diventa ancora più preoccupante: circa un miliardo e mezzo di persone non dispongono di acqua potabile.

Di fronte ad un quadro tutt’altro che roseo, oltre ad avvicinarsi al rubinetto con maggiore rispetto, diventa importante porsi il problema di come contribuire in prima persona a migliorare la situazione.

D’altra parte, un uso più appropriato dell’acqua non fa bene solo all’ambiente, ma anche al portafogli e con molta probabilità anche alla pace tra i popoli, perché sono oramai numerosi gli analisti politici che individuano nella carenza d’acqua uno dei possibili motivi di conflitto armato tra i paesi.

Che fare?

Per eliminare gli sprechi idrici si può agire su tre fronti: -Ridurre i consumi d’acqua, in modo da erodere il meno possibile questa preziosa risorsa e contrarre l’impatto ambientale (produrre, trasportare e smaltire acqua potabile richiede energia e produce inquinamento). -Contrarre l’impiego di additivi per ridurre l’inquinamento dell’acqua, della natura e dell’ambiente domestico. -Diminuire il consumo energetico per scaldare e distribuire l’acqua al fine di ridurre l’inquinamento ambientale e il consumo di energia fossile. Per raggiungere questi obiettivi è necessario intervenire sia a livello degli stili di vita, modificando alcune abitudini radicate nel tempo, sia a livello di impiantistica, utilizzando apparecchiature progettate con particolare attenzione al risparmio idrico ed energetico per garantire un’efficacia uguale o superiore rispetto ai dispositivi convenzionali. Spesso si tratta di mettere mano al portafogli, ma il più delle volte il risparmio che deriva dall’uso di tali dispositivi ripaga in poco tempo la spesa affrontata per il loro acquisto. Il massimo dei risultati si ottiene quando entrambe queste strategie, cioè modifica delle abitudini e nuova impiantistica, sono adottate insieme. Vediamo ora in dettaglio le varie soluzion possibili.

Riduzione dei consumi

Iniziamo dalla tipologia di utilizzo che impatta maggiormente per poi passare alla seconda e così via prendendo come riferimento il diagram-ma a torta (vedi il grafico ripartizione dei consumi domestici), in altre parole guardiamolo con occhi famelici e gettiamoci a capofitto sulla fetta più grossa per poi passare a quella di dimensioni immediatamente inferiori e cosi via!

  • Docce e bagni.
  • La doccia presenta un minor consumo d’acqua, rispetto al bagno, soprattutto se si tiene l’acqua aperta solo quando serve.
    Inoltre è possibile adottare docce a risparmio energetico, in grado di ridurre i consumi oltre il 70%. In termini pratici, considerando una doc-cia al giorno si possono risparmiare in un anno oltre 50.000 litri d’acqua e diverse centinaia di euro.
    La cosa importante è di utilizzare docce che non si limitino a ridurre il consumo d’acqua (allora tanto vale non aprire totalmente il rubinetto, con il risultato che s’impiega più tempo a lavarsi e si consuma lo stesso quantitativo di acqua), ma sfruttino in maniera più intelligente l’acqua, garantendo un elevato potere lavante a fronte di minori consumi.
    Vi sono inoltre vantaggi secondari interessanti: nel caso di boiler elettrico, più persone riescono a fare la doccia consecutivamente e minori sono i cali di portata per gli altri utenti, l’unico rovescio della medaglia è che, passando meno acqua nei tubi, si deve attendere più tempo l’arrivo dell’acqua calda.

  • Lavaggio stoviglie e biancheria.
  • Nel caso in cui si utilizzino lavatrici o lavastoviglie è bene farle girare sempre a pieno carico; nel caso dei lavaggi a mano evitare l’uso d’acqua corrente e preferire l’acqua raccolta in un lavabo o in una bacinella.
    Sempre per ridurre gli sprechi, non lasciate diventare vecchio lo sporco dei piatti e le macchie ostiche dei tessuti perché richiedono un lavaggio più impegnativo sia da un punto di vista chimico (detersivi) sia energetico (tempi e temperature più elevate); lavare separatamente i pezzi a seconda del grado di sporco.
    Molti si chiederanno: si consuma più acqua, energia e detersivi lavando a mano o a macchina?
    Per rispondere in maniera corretta a questa domanda è necessario conoscere due fattori: grado di riempimento ed «economicità» della macchina da una parte e capacità di lavaggio manuale dall’altra.
    Comunque alcuni studi in materia hanno dimostrato che per lavare lo stesso quantitativo di stoviglie, pari ad un carico intero di una lavapiatti, mediamente si consumano 80 litri d’acqua se lavati a mano; 60 se lavati a macchina; 12 litri nel caso di apparecchi ad elevata efficienza, i quali oltre al risparmio d’acqua consentono una notevole contrazione dei consumi di detersivi ed energia.

  • Vaschette del WC.
  • Le vaschette tradizionali, in genere contengono circa 24 litri, un volume d’acqua tale da permettere una buona azione lavante nel caso di presenze solide…, ma eccessivamente elevata nel caso di rifiuti liquidi.
    Mediamente, con tali sciacquoni si ha un consumo giornaliero di circa 100 litri a persona, in gran parte sprecati.
    Più efficienti sono le vaschette a due mandate, una da 3 e l’altra da 6 litri, grazie alle quali il consumo giornaliero, a parità di funzione, scende a 15 litri d’acqua.
    Se utilizzate in maniera corretta, ossia schiacciando il tasto giusto al momento giusto, con le vaschette a doppia mandata si arriva a risparmiare circa 17.000 litri d’acqua l’anno a persona.
    Quando non si hanno a disposizione vaschette ad hoc, è possibile modificare i tradizionali cassonetti introducendo dei pesi che permettono di ottenere le stesse prestazioni.
    Un altro metodo è di inserire nella vaschetta un mattone o più semplicemente una bottiglia piena d’acqua.
    In quest’ultimo caso si risparmia molta acqua, ma si riduce anche la quantità disponibile per ogni scarico con l’inconveniente di ridurre l’azione lavante.

  • Rubinetti.
  • Vanno aperti solo quando serve e tenuti chiusi mentre ci si insapona o ci si lava i denti; analogamente per lavare la frutta e la verdura è sufficiente usare acqua raccolta in una bacinella e non quella corrente.
    Per dare un’idea concreta di quanto questi gesti quotidiani possano far variare notevolmente il livello dei consumi idrici, analizziamo in dettaglio cosa accade durante il lavaggio dei denti: tenendo aperto il rubinetto per tutto il periodo di pulizia, si arriva a consumare 10.000 litri l’anno a persona; quando il rubinetto viene aperto solo per il risciacquo il consumo d’acqua si riduce a 1600; se poi invece dell’acqua corrente si utilizza quella contenuta in un bicchiere, si arriva a non più di 200 litri d’acqua l’anno!
    Un bel risparmio, vero?
    Per quanto concerne interventi di tipo impiantistico, è possibile sostituire i normali filtrini dei rubinetti (quelli che ogni tanto dobbiamo pulire dal calcare e da altre sporcizie) con dei modelli risparmio energetico (aeratori).
    Come per le docce vale il discorso di acquistare dei modelli che non si limitino a ridurre la portata dell’acqua, ma che producano un getto di eguale capacità lavante con consumi inferiori.

  • Perdite dalle guarnizioni.
  • L’acqua, che a causa di perdite delle guarnizioni gocciola dai rubinetti o dallo sciacquone, sembra poca cosa, ma essendo continuativo, anche il semplice gocciolamento comporta uno spreco inutile di migliaia di litri d’acqua (e di euro).
    Nel caso in cui l’impianto è dotato di accumuli dell’acqua calda, come ad esempio i boiler elettrici, oltre al consumo d’acqua le perdite idriche si tramutano anche in uno spreco d’energia elettrica.
    È pertanto consigliabile di sostituire immediatamente le guarnizioni danneggiate.

  • Ridurre l’Impiego di Additivi
  • Tutti i detergenti, compresi quelli ecologici, comportano un impatto ambientale per la loro produzione, il trasporto e lo smaltimento.
    Inoltre, soprattutto nel caso di detergenti convenzionali, si ha una liberazione di residui tossici nell’ambiente che poi vengono assimilati attraverso la respirazione, la pelle e il consumo di alimenti.
    Ecco perché è bene ridurre al minimo l’impiego di detergenti e detersivi e in ogni caso preferire i prodotti ecologici.
    Ma cosa c’entrano i detersivi con l’acqua?
    È molto semplice: in tutti i processi di pulizia viene utilizzata l’acqua come diluente che, se usata in modo intelligente, riserva ottime sorprese!
    Per il lavaggio di stoviglie e del bucato è possibile trattare energicamente l’acqua con opportuni dispositivi da applicare direttamente alle condotte dell’acqua o direttamente nelle macchine da lavare o sotto forma di additivi, ottenendo circa un dimezzamento dei consumi dei detersivi.
    Per quanto concerne la pulizia delle superfici è consigliabile impiegare dei panni in microfibra dove l’azione chimica degli additivi è completamente sostituita dall’azione meccanica, ossia si pulisce e si sgrassa unicamente utilizzando l’acqua.
    Ma anche in questo caso, per non avere risultati deludenti, è necessario scegliere prodotti d’elevata qualità.

  • Combattere il Calcare
  • Il calcare è ben noto per la tendenza a creare incrostazioni, assai difficili da rimuovere da box doccia, lavelli e rubinetteria in generale; ma i maggiori inconvenienti, il calcare li crea all’interno dell’impianto idraulico, ossia nelle condutture e, soprattutto, nei generatori d’acqua calda (elettrici o a gas).
    Tali depositi creano due tipi di barriere: una termica e una fisica.
    La prima si traduce in un maggior consumo di energia per nulla trascurabile, infatti, per ogni millimetro di deposito di calcare nei tubi, si registra un aumento dei consumi elettrici di circa il 10% e siccome lo strato accumulato in un generatore d’acqua calda può diventare molto spesso, nel tempo, i consumi possono crescere vertiginosamente.
    Analogamente, lo strato di calcare crea anche una barriera fisica al passaggio dell’acqua che, nel caso d’impianto dotato di autoclave, fa anch’esso aumentare i consumi di elettricità.
    Infine va detto che il calcare sollecita maggiormente l’impianto idraulico riducendone la durata.
    Una verifica della presenza di calcare all’interno dei tubi può essere realizzata con una semplice prova.
    Aprite al massimo il rubinetto dell’acqua fredda e notate la portata; dopo qualche istante ripetete la stessa cosa con il rubinetto dell’acqua calda.
    La minore portata dell’acqua calda è essenzialmente dovuta alle incrostazioni di calcare presenti nel generatore di calore!
    Le soluzioni utili per vincere il calcare si dividono in due categorie: trattamenti in grado di inibire il potere di coesione del calcare che, pur continuando ad essere presente nell’acqua, non è più in grado di for-mare incrostazioni; trattamenti di rimozione del calcare dall’acqua.

Ecologia Domestica

Del primo gruppo fanno parte i trattamenti energetici dell’acqua, i catalizzatori ceramici e i campi magnetici.

I primi uniscono le proprietà anticalcare alla riduzione dei consumi di detersivi ed all’eliminazione del problema della formazione della ruggine (molti modelli possono essere installati senza ricorrere all’idraulico).

I catalizzatori ceramici sono estremamente efficaci, ma richiedono un intervento impiantistico così come i dispositivi basati sull’effetto dei campi magnetici.

Tra i dispositivi che operano la rimozione parziale del calcare dall’acqua vi sono gli addolcitori, il cui impiego richiede periodicamente l’aggiunta di sale e un’accurata manutenzione.
Inoltre, sia l’installazione che la manutenzione richiede l’intervento di tecnici specializzati.

LENTE D'INGRANDIMENTO


Stop alla droga? Diciamolo in piazza

di Francesca Sironi - marzo 2013

Parlare di cocaina nei luoghi in cui viene venduta, per sottrarli agli spacciatori e resituirli, almeno per un giorno, alla legalità. Un'occupazione lettaria itinerante, in giro per l'Italia, da Roma a Scampia, da Palermo a Milano. Ecco il progetto 'Tira dritto', nato dall'idea del giornalista di Repubblica Paolo Berizzi


Occupare i fortini della droga. Usando solo la forza della parola. Restituendo, almeno per un giorno, le principali piazze di spaccio d'Italia alla legalità. E' l'obiettivo di "Tira dritto - Stop Cocaina", una campagna ideata dal giornalista Paolo Berizzi e sostenuta dal dipartimento delle politiche antidroga alla Presidenza del consiglio dei ministri. Un'iniziativa a tappe che inizierà mercoledì 27 marzo a Tor Bella Monaca, alla periferia di Roma: «Questi sono luoghi dove centinaia di famiglie vivono spacciando cocaina. Noi vogliamo portare per un pomeriggio le istituzioni, gli esperti, i magistrati e dei testimonial a parlare delle conseguenze dell'uso e della vendita della "regina" delle droghe», spiega Berizzi.

Gli incontri non saranno paludate conferenze ospitate in qualche sala comunale, ma dibattiti all'aperto, per strada: «Si chiamano "Talkstreet" ed è la prima volta che il tema della droga sarà affrontato in questo modo, in Italia. Pensavo fosse un'idea folle, ma molti l'hanno sostenuta».

Berizzi, autore con Antonello Zappadu del libro "La Bamba", in cui ricostruisce il percorso della coca dalle piantagioni colombiane alle vie di Milano, porterà con sé magistrati ed esperti ma anche attori, registi, cantanti. Fra i volti noti ci saranno quelli di Pierfrancesco Favino, Daniele Silvestri, Marco Giallini, Kasia Smutniak, Matteo Garrone: «Ognuno di loro racconterà la sua esperienza, condividerà delle riflessioni sul problema della cocaina. Avere dei testimonial è importante: andremo in quartieri dove sono conosciuti, e questa sarà magari la scusa per portare la gente in piazza».

Gli scambi di parole saranno brevi, promette Berizzi: «Quello che ci interessa veramente è ascoltare gli abitanti dei quartieri. Sentire da loro cosa significa vivere in mezzo alla droga». Niente palco, tendoni o inviti: tutto avverrà per strada, sui marciapiedi, fra le panchine dei parchi pubblici. A moderare gli interventi sarà sempre Elsa di Gati, giornalista di Rai3. La promozione dell'iniziativa sarà fatta sul territorio, dalle associazioni locali: «L'incontro di Roma è promosso con Villa Maraini, che da 40 anni aiuta i tossicodipendenti. Al dibattito interverrà anche il fondatore della comunità, Massimo Barra, un uomo che vive in trincea da tutta la vita».

Per Berizzi i Talkstreet, 15 in tutta Italia, che andranno dallo Zen di Palermo a Corso Como a Milano, dal quartiere Japigia di Bari a Porta Palazzo a Torino, saranno un modo per «occupare» le piazze di spaccio. Una parola forte, "occupare", che spiega così: «Vogliamo portare le istituzioni in mezzo alla gente che tutti i giorni vive a contatto con la cocaina. Vogliamo scendere per strada, non fermarci a una carovana simbolica. Andare nelle piazze di spaccio ci permetterà di dare un segnale forte, usando semplicemente le parole». Le reazioni potrebbero essere diverse: «Dove potremo, dove avremo le carte, le sentenze, faremo i nomi dei signori della droga locali. Ci rivolgeremo anche a loro, alle loro famiglie, nel loro territorio. Non potremmo dare un segnale più forte di questo. Le reazioni potranno essere negative o positive, purché ci siano». Per una volta, infatti, gli abitanti potranno essere protagonisti, non animali da zoo dietro le telecamere né vittime di un gioco più grande di loro: «Non saremo dei meri registratori. Tutto ciò che ci diranno servirà a giornalisti e magistrati per capire meglio il mondo della cocaina, anche dal loro punto di vista».

I contesti saranno ovviamente diversi. Dal degrado di Scampia alle luccicanti vetrine del centro di Firenze o di Bologna. Anche i discorsi cambieranno, col contesto, ma l'obiettivo rimarrà sempre lo stesso: «Accendere i riflettori». Ogni due o tre settimane, a partire dal prossimo 27 marzo, la campagna si sposterà in giro per l'Italia. Sperando di lasciare un segno contro il business della cocaina, che continua ad arricchire le mafie e a rovinare la vita di migliaia di persone: «Oggi la cocaina è molto più di quanto si pensi. Influenza i comportamenti, regola e stravolge le dinamiche sociali, la vita delle città. E' sovrana della quotidianità lavorativa, dai muratori ai parlamentari, dai piloti ai manager, dagli autisti ai chirurghi. Imbianca i licei e le università e incipria i nasi di consumatori sempre più giovani», scrive Berizzi sul sito: «Basterebbe una boccata d'aria pura, una sniffata di libertà, un'indigestione di fiducia, una volta, per un pomeriggio, magari un'ora, per ricordarsi come ci si sente bene padroni di noi stessi»
.

SOLIDARIETA' E CONSUMI

L’economia solidale

è, prima di tutto, un atteggiamento da cui derivano dei comportamenti che determinano un particolare stile di vita. Non si tratta solo, infatti, di aderire alle formule del commercio equo solidale, ma anche, e soprattutto, di rivoluzionare le nostre abitudini quotidiane: l’economia solidale comprende anche il nostro modo di lavare e lavarsi, ossia la quantità e la qualità di acqua, sapone e detersivi che utilizziamo.

Partire, quindi, dalle piccole cose, dalle attività quotidiane che, alla fin fine, costituiscono, in termini di tempo d’esecuzione, una porzione molto ampia di ogni nostra giornata. Limitare i consumi, specie d’acqua, evitare gli sprechi, cooperare con gli altri, sostituire la moda dell’ “usa e getta” con quella del recupero, utilizzare prodotti ecocompatibili, utilizzare l’automobile solo in casi di estrema necessità, impegnarsi a non inquinare, scambiare (tipo libri, cd, attrezzi, ecc.) per evitare di acquistare, sono alcuni imperativi per uno stile di vita un po’ più sobrio.

Zucchero equo-solidale

La nostra società si basa su un flusso continuo di merci e prodotti, e per questo viene definita consumistica. E, certamente, per cambiare le cose occorre intervenire (interferire) su questi automatismi.

Potremmo abbozzare una sorta di decalogo: compra leggero (ovvero prodotti con uno “zaino ecologico” non troppo pesante); compra durevole; compra semplice (in genere, gli oggetti più sofisticati sono meno durevoli, più delicati); compra vicino (per ridurre i danni ambientali che ogni trasporto comporta); compra sano; compra più giusto (e qui ci avviciniamo al discorso del commercio equo); compra prudente (a dispetto di normative e regolamentazioni, non è detto che il materiale acquistato non sia nocivo); compra sincero (evitare cioè i prodotti troppo pubblicizzati, dato che la pubblicità ce la paghiamo noi ed è spesso lontana dalla verità); compra mano d’opera (un metodo per aumentare l’occupazione); investi in futuro

INDIRIZZI UTILI

http://www.retelilliput.org/

http://www.utopie.it/http://www.retecosol.org/

http://www.networketico.it/

http://www.volint.it/http://www.zoes.it/

http://www.vita.it/

http://www.nuovomunicipio.org/

http://www.decrescita.it/

http://www.equonomia.it/

http://www.altreconomia.it/

http://www.altroconsumo.it/

http://www.valori.it/



COMMERCIO EQUO SOLIDALE

http://www.assobdm.it/

http://www.altromercato.it/

http://www.equoland.it/

http://www.transfair.it/

http://www.agices.org/

http://www.commercioetico.it/

http://www.equo.it/

http://www.mondosolidale.it/

http://www.cooperativaisola.org/

http://www.equociqua.it/

GAS

http://www.economia-solidale.org/

http://www.retegas.org/



FINANZA ETICA

http://www.bancaetica.com/

http://www.finanza-etica.itt/



TURISMO RESPONSABILE

http://www.aitr.org/

http://www.tures.it/

http://www.viaggiemiraggi.org/

http://www.viaggisolidali.it/

http://www.humanaitalia.org/



BARATTO

http://www.eticambio.it/

http://www.zerorelativo.it/

http://www.barattopoli.com/

http://www.tuttobaratto.it/

http://www.suesu.it/

da Fatti Mail a ... Song-Taaba ONLUS - Africa e Solidarietà

da Fatti Mail, da una mail spedita per chiedere una mano per il Burkina Faso, l'incontro con Padre Jean Ilboudo e la nascita, nel 2008, di Song-Taaba ONLUS.... Song-Taaba incontra Chiara Castellani, il suo Congo ed inizia un'esperienza umana di amicizia e solidarietà ... di conoscenza e consapevolezza ... che fa compiere ogni giorno nuovi passi ... guardando avanti ...

"A salvare veramente l’Africa non saranno i fondi e gli aiuti. Salveranno vite umane, permettendo loro di sopravvivere, ma non salveranno la vita dell’Africa. Cio’ che importa non sono i mezzi, ma le condizioni. Bisogna permettere all’Africa di ricostruirsi. Bisogna aiutarla a ricostruirsi. L’Africa deve essere prima che avere". (Joseph Ki-Zerbo)

L'Africa deve essere prima che avere ...

e come l'Africa, ognuno di noi

La strada dell'essere è quella i cui passi sono domande e la meta non è un dove ma un chi ...

Una strada che lo sguardo lungo e visionario di Padre Jean Ilboudo ha fatto intravedere a tutti noi

Song-Taaba è e vuole essere questo: la possibilità di percorrere questa strada

http://song-taabaonlus.ning.com/

Be Ye Ka Ye?: cosa c'è lì che non c'è qui?

Nulla o forse tutto: la voglia di muoversi, di interrogarsi,
di cercare il valore della vita ...

http://www.youtube.com/watch?v=WQGF1fqEruQ

la vita di Chiara Castellani

http://www.youtube.com/watch?v=HON6FoFUPnI

e di chiunque abbia voglia di vivere la solidarietà ...
se sei fra questi ... contatta:
segreteria@song-taabaonlus.org,


.... x iniziare a guardare l'Africa dal ... lato giusto:
Nel suo docu-film, Silvestro Montanaro, svela un'Africa
consapevole, dignitosa, aperta al futuro, segnata da ferite interne ed esterne,
creativa, saggia. Un' Africa da ascoltare, da capire, da scoprire e da cui
imparare:
http://www.ceraunavolta.rai.it/dl/portali/site/puntata/ContentItem-5a587b72-ded6-4320-942f-572599d3406c.html,