SOLIDARIETA' ... come altro?

SOLIDARIETA' ... come altro?
Ci impegniamo senza giudicare chi non s'impegna, senza accusare chi non s'impegna, senza condannare chi non s'impegna, senza cercare perché non s'impegna, senza disimpegnarci perché altri non s'impegna. Ci impegniamo per trovare un senso alla vita, a questa vita, alla nostra vita, una ragione che non sia una delle tante che ben conosciamo e che non ci prendono il cuore, un utile che non sia una delle solite trappole generosamente offerte ...dalla gente pratica. Si vive una sola volta e non vogliamo essere giocati in nome di nessun piccolo interesse. (Primo Mazzolari)

domenica 30 luglio 2017

Luglio/Agosto 2017

Fatti Mail  












Affezionata piccola grande famiglia di Fatti Mail



Di recente ho visto la foto di un barcone.
Sui bordi, seduti, alcuni migranti, indosso giubbotti salvagente, sguardi stravolti dalla sfida della sopravvivenza.
Al centro, uno sull’altro, una serie di corpi.
Altri migranti. Recuperati in mare, morti.

Questa foto è diventata oggetto di attenzione non, come il buon senso vorrebbe, per “il contenuto” di dolore, dramma, disperazione che incarna, ma per essere stata "censurata" da parte di Facebook

“Ieri il fotoreporter dell'Associated Press Santi Palacios, che sta seguendo l'emergenza migranti nel Mediterraneo e in Libia, ha pubblicato sul suo profilo uno scatto durissimo: decine di africani morti all'interno di un gommone e altri che attendevano di essere salvati mentre vegliavano sui cadaveri.
I corpi nudi straziati dalla traversata.
Poche ore dopo, suscitando una lunga coda di polemiche, il social network ha cancellato la foto di Palacios, che scrive: "Facebook ha eliminato la foto che ho condiviso poche ore fa".
(G.Talignani – Huffpost – 26/07/2017)

I miei nonni paterni erano contadini.
Nella cultura in cui sono cresciuti vita e morte erano due dimensioni inseparabili.
Mio padre mi ha insegnato che il modo in cui si affronta la morte segna il livello di civiltà di un popolo (… o di un “tempo storico”)

Il tempo in cui vivo io la morte non l’ha certamente accolta come i miei nonni, né accettata come mio padre.
Il tempo in cui vivo io la morte l’ha rimossa.
La morte “corporale” come la “morte” di un qualsivoglia "bene" o “diritto”.
E se non c’è morte non c’è dolore.
Se non c’è morte non c’è neanche responsabilità.

Mi torna alla mente un articolo dello psicanalista Massimo Recalcati, letto tempo fa:

 “Il mito di Narciso svela la tendenza, profondamente distruttiva, dell'uomo a restare prigioniero dell'adorazione per il proprio Io. Respingendo l'alterità. Per questa ragione, secondo la psicoanalisi, la violenza umana trova il suo fondamento proprio nel mito di Narciso … La violenza umana non segna  mai una regressione al bestiale ma la dipendenza dell'uomo dal suo narcisismo, dalla sua difficoltà di accogliere veramente l'alterità”

Mi ha colpita questa compresenza – oserei dire interazione – tra morte, violenza ed alterità

Mi ha colpita perché se così è ancora una volta dobbiamo fare i conti con l’illusorietà che ogni eliminazione consegna.
Eliminare non è risolvere.
Che sia l’eliminazione di una foto, di una difficoltà o … di un essere umano.

L’alterità può essere risolta solo affrontandola, vivendola, avvicinandola.
Un’alterità negata, rifiutata, allontanata, genera violenza.
E morte.
Morte dell’altro e di quella parte di noi stessi che l’altro, ogni altro, è chiamato a consegnarci.

La riflessione di Recalcati continua così:

“Il gesto di Caino si può intendere solo attraverso la chiave di Narciso. La psicoanalisi definisce "proiezione" un processo psichico di difesa che consiste nel localizzare nello straniero e nel diverso quelle parti più oscure di noi stessi che non riusciamo ad integrare nella nostra personalità. È l'ambivalenza radicale e inquietante che ci lega a doppio filo ai nostri nemici: lo xenofobo, l'intollerante è il più prossimo a noi stessi, abita in noi stessi prima di incarnarsi nell'altro. Abele è l'intruso, il secondogenito, colui che è arrivato dopo … la sua esistenza impedisce che Caino sia il primo e unico figlio. Il secondogenito impone a Caino l’esperienza dell'alterità.”
Parafrasando: il secondo arrivato, lo straniero … impone al primo arrivato … l’esperienza dell’alterità.

Se accolta … l’alterità non toglie ma completa l’umanità di ciascuno di noi aggiungendo senso e valore alla vita.
Se rifiutata … sottrae significato all'esistenza … provocando morte e morti di ogni età …
Morti costrette a ripetersi e moltiplicarsi …

Tanto noi non vediamo
Noi, piccoli grandi narcisi, nell’acqua (dei social) "riflettiamo" solo noi stessi
… il resto … lo cancelliamo
foto
… vite

donne e uomini ammucchiati dentro un gommone, oggi
“ieri” un bimbo … a faccia in giù … su una spiaggia


2 sett 2015

“Considerate se questo è un uomo
CONSIDERATE SE QUESTO È UN BAMBINO
Che lavora nel fango
CHE GIACE SULLA SPIAGGIA
Che non conosce pace
CHE NON CONOSCE AMORE
Che lotta per mezzo pane
CHE SCAPPA PER MEZZO PANE
Che muore per un sì o per un no.
CHE MUORE PER UN SÌ O PER UN NO

… NOSTRO …

Stamattina la leggo così …
Stamattina Primo Levi
ha “marchiato” il mio sentire
… dopo aver visto
e rivisto
la foto di questo bimbo

Postata e ripostata.

Perché guardare?
… ci si chiede ...
Perché no?
mi verrebbe da rispondere

A casa mia
SE FAI UN DANNO
se fai del male
GUARDARNE LE CONSEGUENZE
è il primo passo
per spingere a rimediarvi

Ma noi - a casa “nostra”, nella casa di nome occidente – abbiamo invece imparato a scindere il male dalle conseguenze
Facciamo il primo
Ed evitiamo di guardare le seconde
Così quando sono talmente grosse come solo la morte di un piccolo uomo può essere
ci scusiamo anche
se le mostriamo
… se “feriamo” la sensibilità collettiva …
perché – è bene saperlo - “ferire” la sensibilità collettiva occidentale oggi è molto, molto più grave, che uccidere un essere umano …

chiediamo scusa

Il "male" anche lieve (ferire la “sensibilità”) fatto a noi stessi lo riconosciamo, quello assoluto (lasciar annegare) fatto agli "altri" non arriviamo neanche a vederlo

Ci siamo tutti sempre profondamente indignati per lo sterminio degli ebrei
I nazisti … brutta gente
Ma i nazisti hanno potuto fare quel che hanno fatto perché
i loro concittadini hanno,
come noi,
salvaguardato la loro sensibilità
proteggendola fuori dalle mura dei lager

Hanno guardato fumo e treni
senza farsi troppe domande
Hanno visto entrare vagonate di gente
(ce ne vuole per arrivare a 6 milioni …)
senza
chiedersi
come mai
quei campi non aumentassero il loro perimetro

Però
ognuna di quelle domande non fatte
un nome ce l'ha,
ed è anche semplice,
quel nome è:
COMPLICITA’

La stessa
nostra
 
Che non “ti” vede
guardando partire i barconi
Che non s’indigna
leggendo le “scuse” per le foto
Che non si vergogna
allontanando gli effetti dalle loro vere cause

io stamattina mi sono fermata a guardarti a lungo

Spiaggiato
Con il volto nella sabbia
Sentivo di doverti almeno questo:
un po’ del mio tempo

Ti ho guardato
e mi scorrevano davanti agli occhi
i miei figli alla tua età
Anche loro sempre sul bagnasciuga
Anche loro sempre nell’acqua
Anche loro piccoli

I miei figli la tua età l’hanno avuta
È il loro passato
Per te invece segnerà
il tuo mutilato futuro

Se questo è un bimbo …
io che madre sono?

Che padri e che madri di futuro siamo per questo nostro tempo?
Che genitori siamo quando non sentiamo più “nostro” ogni bambino?
Che uomini e donne siamo se amputiamo ogni domanda?

…” mio” piccolo bimbo siriano
l’unica acqua salata che avresti dovuto conoscere
doveva essere quelle delle tue lacrime
cadendo mentre …  giocavi

Perdonaci
perché la nostra sensibilità
non solo ti nega le tue
ma
anche le nostre

Perdonami …
piccolino
saresti stato un “grande”
certamente
migliore di me …”
           (Gaia Spera)



TRE ulteriori condivisioni:

1)    Chiunque voglia segnalarmi iniziative da promuovere, NON mi mandi ALLEGATI, NE’ LOCANDINE … ma tutto il comunicato direttamente come testo della mail
2)    Il BLOG è AGGIORNATO COSTANTEMENTE. Nella colonna di destra alle voci SOS o IN PRIMO PIANO sono continuamente inserite iniziative o richieste solidali
3)    Sempre nella colonna di destra del BLOG   c'è una finestrella 
"CERCO … TROVO …"
basta digitare una  parola chiave  e   appariranno tutte le volte in cui,  in una qualunque Fatti Mail degli ultimi 2 anni, sia stata citata quella parola   … può essere un'utile strumento di prima ricerca (ovviamente poi c'è sempre l’ archivio!)


AVVISATE LE PERSONE DA VOI SEGNALATE -  DI CUI FORNITE SOLO UN NUMERO DI TELEFONO - CHE POTREBBERO RICEVERE TELEFONATE IN CUI SI FARA’ RIFERIMENTO A Fatti Mail … è importante aiutare due persone estranee   a superare il disagio iniziale … l’espandersi di Fatti Mail da una parte aumenta i lettori (e le opportunità di risposte solidali) dall’altra estende anche al di fuori delle spedizioni di Fatti Mail via e-mail la possibile lettura del bollettino. Chiedete quindi a chi vi chiami o vi contatti come sia venuto a conoscenza della vostra richiesta, regolandovi conseguentemente. 


BUONA LETTURA :
Le richieste legate alla ricerca di lavoro  - oggi come sempre - chiamano tutti coloro che vogliano “essere” solidali  a “fare” un gesto in più: una lettura approfondita, un passa parola, un’attenzione ad offerte che possano capitare alla nostra attenzione.  Non sono bigliettini attaccati ad una bacheca … sono amici, persone che stanno portando un peso – diverso ma gravoso in ogni caso – e chiedono il nostro sostegno … per non restarne schiacciati. Grazie




1)              UN AIUTO SOLIDALE PER CAMILLA
Cara Fatti Mail,
              un ringraziamento per il vostro interesse alle necessità della famiglia Garcia

La richiesta di aiuto è per Camila, una bambina di 9 anni (terza elementare),
ma occorre qualche premessa perché il problema nasce con la sorella, Adriana che attualmente ha 15 anni.
Adriana è nata con una grave patologia. Patologia rara e poco studiata.
Ecco perché la famiglia 9 anni fa si è trasferita a Roma dall’Equador dove non potevano più trovare cure adeguate.

Dopo qualche anno di miglioramento la situazione è precipitata interessando anche il midollo spinale e quindi una paralisi degli arti inferiori (e in parte di quelli superiori). Successivamente si è dovuti intervenire con un’amputazione della gamba sinistra. E la malattia continua inesorabilmente il suo corso.
Attualmente Adriana è ricoverata senza, per il momento, prospettive di dimissioni.
Con tutto questo, Adriana è riuscita a concludere con successo il primo (e penso ultimo) anno di liceo artistico.
Situazione lavorativa ed economica instabile, ma attualmente possono contare su un’entrata di almeno 1600-1700 euro mensili, compreso l’accompagnamento.
L’interessamento del gruppo di volontariato vincenziano e di tanti amici, ha permesso di poterli collocare a Monteverde (così sono vicini al Bambino Gesù) dove risiedono con un affitto “solidale”

In tutto questo l’altra figlia Camila è stata trascurata e a lungo accudita dal sottoscritto e da altri volontari.
Il problema urgente di Camila è di carattere scolastico, generale, perché nessuno la aiuta ad apprendere (è la sorella che le fa i compiti) e particolare legata alle materie di inglese e matematica, per non dire di italiano e poi la lettura, quanta fatica.
Ecco   sarebbe   necessario   qualcuno   che   se   ne   prenda   cura   con
amore e dedizione. Camila partecipa alle attività del gruppo scout della
parrocchia di Regina Apostolorum di piazza Rosolino Pilo.

Qui sotto i miei riferimenti.    Grazie ancora per l’interessamento.
p. Mario –  gaia.fattimail@gmail.com,  



2)           SOS BADANTE:

Per assistere un mio cognato ultraottantenne che vive a Roma nel quartiere Trieste, in sostituzione del badante titolare, cerco una persona, uomo o donna, disponibile per un servizio notte e giorno da subito a fine agosto.
Se potete segnalarmi qualcuno telefonatemi al 
Grazie.
Nino: 
gaia.fattimail@gmail.com,  



3)           ESEOSA E COURAGE CERCANO LAVORO:

Cara Fatti Mail,
Il mio nome è Mara   

Volevo far  presente la situazione di una mia amica nigeriana in Italia dal gennaio del 2016 che vive a Setteville di Guidonia.

Lei ed il marito sono una giovane coppia di 35 e 31 anni con tre bellissimi bambini: Samuel di 11 anni, Caleb di 7 e Cristiano di 8 mesi. 

Il marito della coppia si chiama Courage Adun e attualmente lavora al magazzino del Panorama che si trova su via Tiburtina con uno stipendio di 800 € mensili. La famiglia paga un affitto di 600 € e dunque vivono in 5 con 200 €.

La moglie si chiama Eseosa Eghomware e attualmente non ha impiego.
Nessuno dei due parla molto bene l'italiano ma sono entrambi fluenti in inglese.

Lui è laureato in Nigeria in economia e commercio, lei è diplomata e capace di usare il computer.

Entrambi sono disposti a qualsiasi tipo di impiego e nel caso del marito sarebbe disponibile anche a dormire fuori casa se è necessario.
Lui è automunito mentre lei non lo è ma è disponibile a muoversi con i mezzi.

Il numero di telefono di Eseosa è xxx ed il suo indirizzo email xxx

Ti lascio anche il mio numero nel caso in cui ci siano difficoltà di lingua: xxx

Spero che tramite Fatti Mail ci sia la possibilità di aiutare questa famiglia.
Grazie - Mara - gaia.fattimail@gmail.com,  



4)           CERCASI … TUTTOFARE:

TUTTOFARE CERCASI PER FATTORIA SOCIALE CONDIVISA IN UMBRIA

Siamo una famiglia romana che ha fondato un anno fa una fattoria Sociale Condivisa in Umbria ( 15 anni fa ha costituito l'Associazione Nazionale Pet e Terapia - vedi pagina Fb ), precisamente sull'Oasi del WWF  di Alviano, pro "ragazzi bisognosi di cure"che un resto del mondo chiama disabili mentali, e con l'obiettivo di fondare la prima Comunità Camphill in Italia.

Cerchiamo un uomo propenso a collaborare con i ragazzi e con gli operatori presenti, in tutte quelle attività che fanno la quotidianità di una fattoria sociale ( orto, accudimento animali, giardinaggio, tiparazione e costruzione recinzioni etc etc )

Enzo Cardogna Presidente ANPET
cell 
gaia.fattimail@gmail.com,  

5)           IGOR CERCA LAVORO:

Il caro amico Igor,
ucraino che vive in Italia da molto tempo è senza lavoro e quindi disponibile.
E' un bravissimo badante con grande esperienza ed è disponibile giorno e notte: cucina, guida, e fa anche iniezioni varie.
Ve lo garantisco, il suo cellulare è: xxx Il mio xxx



6)           GRAZIANO CERCA LAVORO:

Graziano (50 anni) cerca lavoro come:
operaio nei mercati /supermercati 
custode diurno / notturno 
pulizie – giardinaggio – vivaistica e cura del verde.
disponibile anche per altri settori.
Preferibilmente in zona Fiumicino/Roma

telefonare al n. xxx o scrivere a xxx 
Grazie per l'aiuto, buona serata e buon lavoro.
Graziano Marcelli gaia.fattimail@gmail.com,  




7)           SPAZI SOLIDALI:

Buongiorno sono Mauro Tripodi Presidente dell'associazione Il Caprifoglio Onlus di Roma.
Volevo informare le associazioni, in cerca di una sede operativa, che presso la nostra, sita in Via Don Rua 27 (Zona Appio) abbiamo possibilità di condivide lo spazio.

Per informazioni potete chiamare il numero xxx

Grazie


Ciao Gaia, ti ringrazio per l'opportunità.
Mauro Tripodi xxx  Grazie ancora gaia.fattimail@gmail.com,  



8)           CASA PER VACANZE SOLIDALE

Carissima Gaia, volevo chiederti di ripresentare la proposta vacanze in Sicilia nei pressi di Taormina.
Mio fratello in seguito alla perdita di lavoro affitterebbe per le vacanze a famiglie o singoli a prezzi equi vere o intero villino dove vive.
Per informazioni Lia xxx

Ulteriori info: 
si tratta di un villino su due piani, nelle vicinanze di Taormina, con possibilità di affitto di camere o intero villino. E' la sua possibilità di lavoro, dopo la perdita del lavoro  da geometra che aveva svolto per tanti anni e sta facendo fatica nelle spese. I prezzi  per l'affitto sono equi e l'accoglienza molto familiare.
Ringrazio quanti , pur non potendo andare,  potranno aiutarci nella diffusione della proposta di sostegno ad una iniziativa di economia familiare. Grazie. Lia - gaia.fattimail@gmail.com,  



9)           VENDO CASA

Presento la vendita del mio appartamentino per risolvere una situazione economica. E' grazioso e in buono stato. 
Si trova a pochi passi dalla fermata metro C Gardenie.  Composto da ingresso, soggiorno con angolo cottura, camera, cameretta, balcone, bagno. E' in buono stato. Al terzo piano di una piccola palazzina. Ben collegato con  i mezzi pubblici e l'università.
Se ti sarà possibile pubblicarlo più volte. Grazie.
Per informazioni o invio foto Lia xxx - gaia.fattimail@gmail.com,  



10)     AFFITTO CASA

Mia madre affitta un appartamento in zona Bravetta (a via dei Lampugnani), luminoso e tranquillo.
Cucina nuova arredata, 2 stanze da letto grandi, soggiorno grande, 1 bagno.
Balconi in tutte le camere. Contratto con cedolare secca XXX euro.
Arredamento per il resto della casa disponibile.




11)     E …  PRIMA DI SALUTARCI
BUONISSIME NOTIZIE!


Luglio: per molte e molti di noi, vuol dire fine scuola; vuol dire vacanza.
Anche in carcere. Dove, però, “vacanza” significa anche altro.
In carcere, per qualcuno, vuol dire non avere più
- un porto dove ormeggiare quando non voglio condividere un luogo che non mi appartiene  (Fabrizio)
- uno spazio solo apparentemente piccolo e angusto, ma che mi aiuta a riempire il vuoto della cella (Ilario)
- un mondo sano da cui apprendere cose sane, con cui confrontarmi, dialogare, imparare; un mondo che permette di allontanarmi dal brutto della cella, divenendo una evasione mentale salvavita (Vincenzo)
Vincenzo, Pietro, Francesco, Fabrizio, Ilario… Persone stupende con un passato tremendo e un futuro remoto…
Volendo disegnare un ideogramma che spiegasse cosa la scuola è stata per lui, Fabrizio ha disegnato un libro che, cadendo come una falce in direzione del piede, ha spezzato la catena alla quale era legata una palla di pesante metallo…

Non sarà a scuola, Fabrizio, il prossimo anno.
A luglio la direzione del carcere gli ha consegnato il diploma e un encomio: 100/100 agli Esami di Stato!
Un voto così alto non si vedeva da molti anni. I migliori più recenti erano stati il 95 del testardo Vincenzo nel 2014, l’87 del buon Pietro nel 2015, il 93 del bravissimo Francesco lo scorso anno. Vincenzo e Francesco adesso frequentano l’università, a Sassari e a Lecce, e agli esami le lodi piovono come neve a dicembre.
Pietro, invece, trasferito ad Asti subito dopo gli esami di maturità (non si chiamano più così, lo so, ma per Pietro non posso usare altro termine), riceve encomi in continuazione: per il comportamento esemplare e per il lavoro di giardiniere che svolge con entusiasmo e competenza.
Fabrizio, Francesco, Pietro, Vincenzo hanno qualcosa in comune che Vi riguarda: hanno studiato sui libri di Economia aziendale acquistati con il contributo di  Fatti Mail, cioè vostro, e hanno saputo (voluto!) unire alla vostra fiducia nei loro (e nei miei) confronti, la loro ostinata volontà a mostrare la parte migliore che mai avevano potuto tirar fuori.
Fabrizio, Francesco, Pietro, Vincenzo e quanti anche quest’anno studieranno sui “vostri” libri, testimoniano che almeno questo loro bilancio si è chiuso in attivo.
E vi ringraziano. E io con loro.

Prof.a  Alba Monti




CONDIVIDO:
A SEGUIRE ALCUNE SEGNALAZIONI DI EVENTI, ATTIVITIVA’, INIZIATIVE A CARATTERE SOLIDALE E/O CULTURALE 
… vita, solidarietà, crescere insieme ...  
BUONA LETTURA:


FRAGILITA’ DELL’UOMO TENEREZZA DI DIO
Convegno di Spiritualità per il Quotidiano
23 – 27 Agosto – Trevi nell’Umbria
Relatori: Luigi Ciotti – Carlo Molari – Luigi Verdi – Alberto Maggi – Paolo Rozera
Adriana Valerio – Agnese Mascetti – Paolo Ricca – Isabella Guanzini:
Organizzato da: Ore Undici


I BAMBINI DI ALEPPO
IN SIRIA C’È UN LUOGO DOVE I BAMBINI RITROVANO LA SPERANZA

I bambini di Aleppo per anni hanno conosciuto solo l’angoscia e la devastazione della guerra. Ora hanno bisogno di tornare a sperare in un futuro di serenità e di pace. I frati francescani della Custodia di Terra Santa organizzano i Gruppi Estivi delle parrocchie, così che i bambini possano vivere dei momenti di crescita e una esperienza di vita e amicizia nel nome di Gesù.

Ascolta anche tu la voce del Papa: “Non possiamo lasciare soli i ragazzi, per favore!".
                   Aiutiamo i bambini di Aleppo!



E-STATE IN PREGHIERA
La Comunità Monastica Agostiniana del Monastero Santi Quattro Coronati vuole offrire, a tutti coloro che trascorreranno l’estate in città, un’occasione di preghiera, un vero tuffo rigenerante nella vita interiore.

Sono sempre di più le persone che, per motivi vari, non possono scegliere luoghi diversi dalla città per trascorrere le loro vacanze, e tra loro sono tanti quelli che chiedono e cercano spazi di quiete anelando a trascorrere e gustare tempi di preghiera, di raccoglimento, di riflessione e di comunione.

Anche le monache agostiniane dei Santi Quattro Coronati, per vocazione, rimangono in città, condividendo lo stesso anelito di vivere un tempo di intensa relazione con Dio.

Per questo motivo, nelle domeniche di luglio, il 23 e il 30, e in due domeniche di agosto, il 6 e il 13, alle ore 19.00 avrà inizio un tempo prolungato di preghiera e adorazione con l’esposizione eucaristica, la preghiera del Vespro, alcune meditazioni agostiniane, tempi di silenzio e di preghiera personale, fino alle 22.00, per concludere con la preghiera di Compieta.

Le quattro serate di preghiera saranno anche un’opportunità per riflettere insieme su alcune tematiche care al santo padre Agostino e fondamentali per la vita spirituale di ogni credente, di ogni persona inquieta alla ricerca di Dio e di un senso per la vita: il desiderio, l’interiorità, la bellezza, l’amicizia.

La Basilica sarà aperta fino alle 22.00 e sarà possibile per tutti venire in qualunque momento
http://www.monacheagostinianesantiquattrocoronati.it/
“Vogliamo condividere un tuffo rigenerante” spiega Suor Fulvia Sieni, Madre Priora della Comunità, per quanti –  sempre più numerosi – per vari motivi non partono, trascorrono l’estate in città, non potendo scegliere luoghi diversi per trascorrere le vacanze e per quanti sono in cerca di spazi di quiete per trascorrere e gustare tempi di preghiera, di raccoglimento, riflessione e comunione”.
Ingresso libero presso l’antico monastero che sorge tra il Colosseo e San Giovanni in Laterano dalle 19 alle 22 per un tempo prolungato di preghiera ed adorazione, gustando alcune meditazioni agostiniane, tempi di silenzio e preghiera personale. “Un’occasione per dare nuovo vigore alla propria vita interiore” aggiunge Suor Fulvia “e riflettere insieme su alcuni temi – dal desiderio all’interiorià, alla bellezza e all’ amicizia – fondamentali per ogni persona inquieta alla ricerca di Dio e di un senso per la propria vita”. (L.G.)





SPRINTT: PREVENZIONE DISABILITÀ ANZIANI

Millecinquecento ultrasettantenni in 9 nazioni europee, 14 centri universitari coinvolti, oltre 100 giovani ricercatori europei e un finanziamento di 49 milioni di euro. Con questi i numeri il progetto europeo “SPRINTT” (Sarcopenia and Physical fRailty IN older people: multi-componenT Treatment strategies) lancia la sua sfida alla disabilità dell’anziano. “Quando vedete una persona rallentare nel suo incedere, avere necessità di accompagnarsi a qualcuno per camminare, appoggiarsi ogni tanto a un mancorrente. Ecco la fotografia della vecchiaia – spiega il prof. Roberto Bernabei, direttore del Polo Invecchiamento, Neuroscienze, Testa Collo e Ortopedia del Policlinico Gemelli, che coordina il progetto di ricerca -. Attraverso questo progetto per la prima volta e con un finanziamento così cospicuo l’Europa scommette sulle concrete possibilità della scienza di contrastare la conseguenza principale e impattante dell'invecchiamento”.
Il progetto SPRINTT si rivolge a uomini e donne, di almeno 70 anni di età, che vivono a casa (non in case di cura o strutture di lungodegenza) e che sono ad alto rischio di sviluppare disabilità nel medio termine. I partecipanti vengono assegnati in maniera casuale ad un intervento multicomponente che comprende attività fisica, dieta personalizzata e misurazione di vari parametri mediante dispositivi tecnologici, oppure a un gruppo di educazione alla salute. Entrambi i gruppi saranno seguiti per almeno due anni in maniera assolutamente gratuita da un’équipe medica dedicata.
L’attività fisica consiste in esercizi aerobici (per es., camminare), di resistenza (prevalentemente degli arti inferiori, con l’utilizzo di cavigliere con pesi incrementali), di flessibilità e di equilibrio. L’obiettivo minimo sarà di aumentare la quantità di attività fisica ad almeno 150 minuti a settimana (come da linee guida OMS per la popolazione over65). Le sedute di allenamento saranno eseguite 2 volte a settimana presso il centro clinico sotto la supervisione di istruttori dedicati e da 3 a 5 volte al domicilio del partecipante. Nessuno degli esercizi richiederà l’utilizzo di attrezzature ginniche.
A supporto dell’esercizio fisico, il progetto SPRINTT prevede un intervento nutrizionale personalizzato (tramite un vero e proprio “personal trainer” della nutrizione) che si prefigge come obiettivo il raggiungimento di un adeguato introito giornaliero di calorie e proteine, ed uno tecnologico che consiste nel monitoraggio dell'attività fisica tramite un actimetro per una migliore personalizzazione dell’intervento.
I risultati ottenuti da SPRINTT consentiranno una gestione più efficace di una larga fetta della popolazione anziana a rischio di disabilità, per la quale non sono disponibili al momento specifici interventi preventivi.
L’arruolamento del progetto SPRINTT è iniziato lo scorso mese di febbraio e durerà per tutto l’anno. “Venite a trovarci al Policlinico Gemelli, oppure contattateci allo 06/30153921 o all'indirizzo email  sprintt.italia@gmail.com - spiega il prof.  Francesco Landi, geriatra del Gemelli e responsabile europeo dello studio clinico -. Siamo a disposizione per fornire qualsiasi informazione e per programmare una valutazione gratuita dello stato di salute”.



SPORT SENZA FRONTIERE

FORSE NON DIVENTERANNO CAMPIONI MA SARANNO BAMBINI FELICI
COSTRUIRE INSIEME A NOI "JOY SSFSUMMER CAMP" 
S​ul sito c'è una presentazione dettagliata:
http://www.sportsenzafrontiere.it/raccoltafondi/joy-ssf-summer-camp/
Potete
​ sostenerci​
 in vari modi:
2) promuovendo il progetto  su facebook e i vostri canali social e anche via mail
https://www.facebook.com/SportSenzaFrontiereOnlus/
3) iscrivendo i vostri figli, perchè è aperto anche agli esterni, per dare maggior sostenibilità all'iniziativa. I posti sono limitatissimi perchè la precedenza è per i bambini colpiti da sisma. Se avete figli tra i 6 e i 16 anni e volete fargli vivere una bella esperienza di sport&solidarietà scrivete a me oppure a segreteria@sportsenzafrontiere.it
GRAZIE
Roberta
Roberta de Fabritiis
Responsabile comunicazione Sport Senza Frontiere Onlus
Vicolo del Bologna 20-00153 Roma - Mob. +39 3484463946 -www.sportsenzafrontiere.it




PASSEGGIATE PER ROMA


Un sepolcro sotterraneo che ha attraversato i secoli, tra scoperte e morte
(Apertura con permesso speciale)
Sabato 5 Agosto 2017 ore 10.00
A Roma vi sono molti sepolcri sotterranei di epoca repubblicana, ma questo è il maggiore per storia e per i personaggi ivi sepolti. La famiglia che, dal III secolo a.C., eresse un sepolcro sotterraneo a sua imperitura memoria e lode, era quella degli Scipioni, che balzò agli onori di Roma per alcuni personaggi che fecero, davvero, la storia dell’Urbe (come il celebre Scipione l’Africano). Grazie alla fama e ai soldi, scavarono nel tenero tufo una serie di gallerie atte ad ospitare i sarcofagi dei membri più influenti della famiglia. E ancora oggi, addentrandoci all’interno di queste gallerie, è facile comprendere la ricchezza e l’importanza della famiglia. Infine, mai dimenticare ciò che c’è al di fuori del sepolcro, tra fortezze medievali ed un’insula romana del III secolo d.C.
Itinerario – Sepolcro degli Scipioni – Prima proporremo una panoramica sulle tombe repubblicane sulla Via Appia, la strada dove il Sepolcro fu realizzato. Successivamente, comprendendo la tribolata storia della scoperta dell’area archeologica, capiremo come essa sia stata sconvolta da numerosi cambiamenti, moderni e antichi. Strato su strato, il sepolcro non fu più lo stesso. Poi, dopo aver visto un grandioso esempio di colombario di età imperiale, con i tradizionali loculi, ci addentreremo per davvero nel Sepolcro, all’interno delle gallerie tufacee.
Data: Sabato 5 Agosto 2017
Quota di partecipazione: Intero: € 10,00 - Ridotto: € 7,00 (da 10 a 18 anni)- Bambini: gratuito
Ingresso: € 5,00 intero - € 4,00 euro ridotto (residenti a Roma previa esibizione documento valido)
Prenotazione obbligatoria entro e non oltre il giovedì 3 Agosto
Durata Visita:  2h
Appuntamento: Ore 10:00 - Via di Porta San Sebastiano,9
Raccomandazioni: abbigliamento e scarpe comode
Info e prenotazioni:    
Contattare Livia De Stefano
Scrivere all'indirizzo Email:  liviadestefano@passeggiateroma.eu
Tel. 347.1007191 
La visita è guidata da Gianluca Pica, Guida Turistica ufficiale di Roma e Provincia.
A cura dell'associazione Culturale Passeggiate
per Roma





CONSAPEVOLEZZA&SOLIDARIETA’
una cittadinanza consapevole è una cittadinanza più solidale.

TRADUZIONE DEL CV IN LINGUA STRANIERA
Per gli stranieri in cerca di un primo lavoro o per gli italiani che desiderano lavorare all'estero nasce uno sportello di supporto nella traduzione del Curriculum Vitae dal francese, spagnolo e inglese all'italiano o viceversa dall'italiano al francese, spagnolo e inglese. Porta futuro Lazio di Roma Città Universitaria, Via Cesare De Lollis 22,  offre questo servizio gratuitamente. Un'operatore qualificato aiuterà le persone nella fase di traduzione del loro CV, illustrando anche le diverse modalità di presentazione del curriculum e della lettera di presentazione nei contesti italiani e internazionali.

Per maggiori informazioni e per fissare un appuntamento chiamare il numero: 06 49707555 - 06 49707556.
Città Universitaria - Via Cesare De Lollis 22, Roma
Servizio "Centro per l'Impiego Sapienza"
Apertura al pubblico: martedì e giovedì 9,30-13,00
lunedì, mercoledì, venerdì previo appuntamento
cpi.sapienza@cittametropolitanaroma.gov.it


TERMINI SOCIAL CORNER
Si rinnova il Polo Sociale di prossimità di Roma Termini, finanziato da Roma Capitale, che mette a sistema l’Help Ce​nter, l’Unità mobile e il centro di accoglienza diurna e notturna Binario 95: vengono inaugurati spazi nuovi e più grandi, concessi in comodato d’uso gratuito da Ferrovie dello Stato Italiane, in seguito al riassetto interno della stazione Termini, che aveva reso non più funzionali i precedenti locali. 

L'Help Center, lo sportello di ascolto e orientamento per persone in stato di grave marginalità sociale, si arricchisce di un nuovo servizio: il nuovo Magazzino Sociale Cittadino, gestito in stretta collaborazione con la Sala Operativa Sociale di Roma Capitale, è destinato alla raccolta e distribuzione di vestiario, coperte e beni di prima necessità.

ROMPIAMO IL SILENZIO SULL’AFRICA

"Scusatemi se mi rivolgo a voi in questa torrida estate, ma è la crescente sofferenza dei più poveri ed emarginati che mi spinge a farlo. Per questo come missionario uso la penna (anch’io appartengo alla vostra categoria) per far sentire il loro grido, un grido che trova sempre meno spazio nei mass-media italiani.
Trovo infatti la maggior parte dei nostri media, sia cartacei che televisivi, così provinciali, così superficiali, così ben integrati nel mercato globale. So che i mass-media , purtroppo, sono nelle mani dei potenti gruppi economico-finanziari, per cui ognuno di voi ha ben poche possibilità di scrivere quello che vorrebbe. Non vi chiedo atti eroici, ma solo di tentare di far passare ogni giorno qualche notizia per aiutare il popolo italiano a capire i drammi che tanti popoli stanno vivendo. 
Mi appello a voi giornalisti/e perché abbiate il coraggio di rompere l’omertà del silenzio mediatico che grava soprattutto sull’Africa. (Sono poche purtroppo le eccezioni in questo campo!)
È inaccettabile per me il silenzio sulla drammatica situazione nel Sud Sudan (il più giovane stato dell’Africa) ingarbugliato in una paurosa guerra civile che ha già causato almeno trecentomila morti e milioni di persone in fuga.
È inaccettabile il silenzio sul Sudan, retto da un regime dittatoriale in guerra contro il popolo sui monti del Kordofan, i Nuba, il popolo martire dell’Africa e contro le etnie del Darfur.
È inaccettabile il silenzio sulla Somalia in guerra civile da oltre trent’anni con milioni di rifugiati interni ed esterni.
È inaccettabile il silenzio sull’Eritrea, retta da uno dei regimi più oppressivi al mondo, con centinaia di migliaia di giovani in fuga verso l’Europa.
È inaccettabile il silenzio sul Centrafrica che continua ad essere dilaniato da una guerra civile che non sembra finire mai.
È inaccettabile il silenzio sulla grave situazione della zona saheliana dal Ciad al Mali dove i potenti gruppi jihadisti potrebbero costituirsi in un nuovo Califfato dell’Africa nera.
È inaccettabile il silenzio sulla situazione caotica in Libia dov’è in atto uno scontro di tutti contro tutti, causato da quella nostra maledetta guerra contro Gheddafi.
È inaccettabile il silenzio su quanto avviene nel cuore dell’Africa , soprattutto in Congo, da dove arrivano i nostri minerali più preziosi.
È inaccettabile il silenzio su trenta milioni di persone a rischio fame in Etiopia, Somalia , Sud Sudan, nord del Kenya e attorno al Lago Ciad, la peggior crisi alimentare degli ultimi 50 anni secondo l’ONU.
È inaccettabile il silenzio sui cambiamenti climatici in Africa che rischia a fine secolo di avere tre quarti del suo territorio non abitabile.
È inaccettabile il silenzio sulla vendita italiana di armi pesanti e leggere a questi paesi che non fanno che incrementare guerre sempre più feroci da cui sono costretti a fuggire milioni di profughi. (Lo scorso anno l’Italia ha esportato armi per un valore di 14 miliardi di euro!).
Non conoscendo tutto questo è chiaro che il popolo italiano non può capire perché così tanta gente stia fuggendo dalle loro terre rischiando la propria vita per arrivare da noi. 
Questo crea la paranoia dell’“invasione”, furbescamente alimentata anche da partiti xenofobi. 
Questo forza i governi europei a tentare di bloccare i migranti provenienti dal continente nero con l’Africa Compact , contratti fatti con i governi africani per bloccare i migranti.
Ma i disperati della storia nessuno li fermerà. 
Questa non è una questione emergenziale, ma strutturale al sistema economico-finanziario. L’ONU si aspetta già entro il 2050 circa cinquanta milioni di profughi climatici solo dall’Africa. Ed ora i nostri politici gridano: «Aiutiamoli a casa loro», dopo che per secoli li abbiamo saccheggiati e continuiamo a farlo con una politica economica che va a beneficio delle nostre banche e delle nostre imprese, dall’ENI a Finmeccanica.
E così ci troviamo con un Mare Nostrum che è diventato Cimiterium Nostrum dove sono naufragati decine di migliaia di profughi e con loro sta naufragando anche l’Europa come patria dei diritti. Davanti a tutto questo non possiamo rimane in silenzio. (I nostri nipoti non diranno forse quello che noi oggi diciamo dei nazisti?).
Per questo vi prego di rompere questo silenzio - stampa sull’Africa, forzando i vostri media a parlarne. Per realizzare questo, non sarebbe possibile una lettera firmata da migliaia di voi da inviare alla Commissione di Sorveglianza della RAI e alla grandi testate nazionali? E se fosse proprio la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI) a fare questo gesto? Non potrebbe essere questo un’Africa Compact giornalistico, molto più utile al Continente che non i vari Trattati firmati dai governi per bloccare i migranti? Non possiamo rimanere in silenzio davanti a un’altra Shoah che si sta svolgendo sotto i nostri occhi. Diamoci tutti/e da fare perché si rompa questo maledetto silenzio sull’Africa."
                      Alex Zanotelli



RETI   AMICHE:
Segnalo a tutti gli amici di Fatti Mail  la rete con cui spesso condividiamo sfide solidali:
- la rete di Raffaele Magrone

 Lo spirito di gratuità che muove Fatti Mail implica che chiunque abbia ricevuto (o riceva) ospitalità circa  un proprio comunicato lo faccia in spirito di condivisione dell'idealità solidale accettando di essere parte di uno spazio in cui la comunicazione sia tanto un dire quanto un ascoltareLa solidarietà ha infatti necessariamente due direzioni quella del chiedere e quella dell'offrire. Se non sono entrambe vissute ed accolte non potrà esserci spazio di solidarietà.
Nei Fatti  - e nelle Mail - questo significa accettare:
-  che il proprio indirizzo e-mail entri nella mailing list di Fatti Mail (che non ne farà uso alcuno al di fuori della spedizione on-line delle news letter 2/3 volte al mese)
-  ed essere disponibili a leggere i bollettini che si riceveranno con la stessa solidarietà che si è sperato altri abbiano messo in gioco leggendo  il proprio annuncio




mi chiamo Futuro ... tu come ti chiami ?

mi chiamo Futuro ... tu come ti chiami ?
Dio mi liberi dalla saggezza che non piange, dalla filosofia che non ride e dall'orgoglio che non s'inchina davanti ad un bambino" (K. Gibran) - "Forse ha ragione il gesuita p.John Haughey quando afferma :”Noi occidentali leggiamo il vangelo come se non avessimo soldi e usiamo i soldi come se non conoscessimo nulla del Vangelo" (Alex Zanotelli)

FORSE NON TUTTI SANNO CHE:

1) Mangiare, Dormire, Lavarsi ... è x tutti
sul sito della Comunità di S. Egidio è possibile "sfogliare" guide solidali che informano sulle realtà CITTADINE disponibili a sostenere chi si trovi in difficoltà

http://www.santegidio.org/index.php?&pageID=228

2) Legalità è Solidarietà
I grandissimi "piccoli" numeri delle "mafie" da una parte
e dall'altra i piccoli "grandissimi" numeri di chi quotidianamente tesse scelte solidali e cultura legale per contrastarle: sapere è potere, sapere è vedere video come quello presentato dalla trasmissione "La Storia siamo Noi"

SOLIDARIETA' E AMBIENTE

ACQUA, un popolo di spreconi

ACQUA, un popolo di spreconi

Un popolo di spreconi.

Ne consumiamo ogni giorno più di 250 litri a testa, più di ogni altra nazione europea.

Non siamo i più puliti, ma solo i più spreconi.



Ogni giorno utilizziamo centinaia di litri d’acqua senza prestare molta attenzione; in genere l’atteggiamento più diffuso è quello di pensare che «basta aprire un rubinetto e servirsene a piacere», in realtà le cose non stanno proprio così, è necessario fermarsi a riflettere un attimo per dare il giusto valore ad una risorsa che purtroppo non è infinita.

Senza acqua nessuna forma di vita è possibile, è un bene d’assoluta necessità che diventa sempre più scarso con il passare del tempo per motivi sia di ordine quantitativi (l’acqua oggi a disposizione è pari a circa un terzo di quella disponibile negli anni ‘50 e tra cinquanta anni sarà ulteriormente dimezzata), sia qualitativi (per ogni litro d’acqua potabile, almeno otto risultano contaminati dall’attività umana).

Gli effetti di questa situazione sono sotto gli occhi di tutti: casi crescenti di razionamento idrico; il consumo di acqua minerale o filtrata diventato quasi un obbligo; lievitazione del costo dell’acqua potabile ecc.

Se poi allarghiamo lo sguardo a livello mondiale, il panorama diventa ancora più preoccupante: circa un miliardo e mezzo di persone non dispongono di acqua potabile.

Di fronte ad un quadro tutt’altro che roseo, oltre ad avvicinarsi al rubinetto con maggiore rispetto, diventa importante porsi il problema di come contribuire in prima persona a migliorare la situazione.

D’altra parte, un uso più appropriato dell’acqua non fa bene solo all’ambiente, ma anche al portafogli e con molta probabilità anche alla pace tra i popoli, perché sono oramai numerosi gli analisti politici che individuano nella carenza d’acqua uno dei possibili motivi di conflitto armato tra i paesi.

Che fare?

Per eliminare gli sprechi idrici si può agire su tre fronti: -Ridurre i consumi d’acqua, in modo da erodere il meno possibile questa preziosa risorsa e contrarre l’impatto ambientale (produrre, trasportare e smaltire acqua potabile richiede energia e produce inquinamento). -Contrarre l’impiego di additivi per ridurre l’inquinamento dell’acqua, della natura e dell’ambiente domestico. -Diminuire il consumo energetico per scaldare e distribuire l’acqua al fine di ridurre l’inquinamento ambientale e il consumo di energia fossile. Per raggiungere questi obiettivi è necessario intervenire sia a livello degli stili di vita, modificando alcune abitudini radicate nel tempo, sia a livello di impiantistica, utilizzando apparecchiature progettate con particolare attenzione al risparmio idrico ed energetico per garantire un’efficacia uguale o superiore rispetto ai dispositivi convenzionali. Spesso si tratta di mettere mano al portafogli, ma il più delle volte il risparmio che deriva dall’uso di tali dispositivi ripaga in poco tempo la spesa affrontata per il loro acquisto. Il massimo dei risultati si ottiene quando entrambe queste strategie, cioè modifica delle abitudini e nuova impiantistica, sono adottate insieme. Vediamo ora in dettaglio le varie soluzion possibili.

Riduzione dei consumi

Iniziamo dalla tipologia di utilizzo che impatta maggiormente per poi passare alla seconda e così via prendendo come riferimento il diagram-ma a torta (vedi il grafico ripartizione dei consumi domestici), in altre parole guardiamolo con occhi famelici e gettiamoci a capofitto sulla fetta più grossa per poi passare a quella di dimensioni immediatamente inferiori e cosi via!

  • Docce e bagni.
  • La doccia presenta un minor consumo d’acqua, rispetto al bagno, soprattutto se si tiene l’acqua aperta solo quando serve.
    Inoltre è possibile adottare docce a risparmio energetico, in grado di ridurre i consumi oltre il 70%. In termini pratici, considerando una doc-cia al giorno si possono risparmiare in un anno oltre 50.000 litri d’acqua e diverse centinaia di euro.
    La cosa importante è di utilizzare docce che non si limitino a ridurre il consumo d’acqua (allora tanto vale non aprire totalmente il rubinetto, con il risultato che s’impiega più tempo a lavarsi e si consuma lo stesso quantitativo di acqua), ma sfruttino in maniera più intelligente l’acqua, garantendo un elevato potere lavante a fronte di minori consumi.
    Vi sono inoltre vantaggi secondari interessanti: nel caso di boiler elettrico, più persone riescono a fare la doccia consecutivamente e minori sono i cali di portata per gli altri utenti, l’unico rovescio della medaglia è che, passando meno acqua nei tubi, si deve attendere più tempo l’arrivo dell’acqua calda.

  • Lavaggio stoviglie e biancheria.
  • Nel caso in cui si utilizzino lavatrici o lavastoviglie è bene farle girare sempre a pieno carico; nel caso dei lavaggi a mano evitare l’uso d’acqua corrente e preferire l’acqua raccolta in un lavabo o in una bacinella.
    Sempre per ridurre gli sprechi, non lasciate diventare vecchio lo sporco dei piatti e le macchie ostiche dei tessuti perché richiedono un lavaggio più impegnativo sia da un punto di vista chimico (detersivi) sia energetico (tempi e temperature più elevate); lavare separatamente i pezzi a seconda del grado di sporco.
    Molti si chiederanno: si consuma più acqua, energia e detersivi lavando a mano o a macchina?
    Per rispondere in maniera corretta a questa domanda è necessario conoscere due fattori: grado di riempimento ed «economicità» della macchina da una parte e capacità di lavaggio manuale dall’altra.
    Comunque alcuni studi in materia hanno dimostrato che per lavare lo stesso quantitativo di stoviglie, pari ad un carico intero di una lavapiatti, mediamente si consumano 80 litri d’acqua se lavati a mano; 60 se lavati a macchina; 12 litri nel caso di apparecchi ad elevata efficienza, i quali oltre al risparmio d’acqua consentono una notevole contrazione dei consumi di detersivi ed energia.

  • Vaschette del WC.
  • Le vaschette tradizionali, in genere contengono circa 24 litri, un volume d’acqua tale da permettere una buona azione lavante nel caso di presenze solide…, ma eccessivamente elevata nel caso di rifiuti liquidi.
    Mediamente, con tali sciacquoni si ha un consumo giornaliero di circa 100 litri a persona, in gran parte sprecati.
    Più efficienti sono le vaschette a due mandate, una da 3 e l’altra da 6 litri, grazie alle quali il consumo giornaliero, a parità di funzione, scende a 15 litri d’acqua.
    Se utilizzate in maniera corretta, ossia schiacciando il tasto giusto al momento giusto, con le vaschette a doppia mandata si arriva a risparmiare circa 17.000 litri d’acqua l’anno a persona.
    Quando non si hanno a disposizione vaschette ad hoc, è possibile modificare i tradizionali cassonetti introducendo dei pesi che permettono di ottenere le stesse prestazioni.
    Un altro metodo è di inserire nella vaschetta un mattone o più semplicemente una bottiglia piena d’acqua.
    In quest’ultimo caso si risparmia molta acqua, ma si riduce anche la quantità disponibile per ogni scarico con l’inconveniente di ridurre l’azione lavante.

  • Rubinetti.
  • Vanno aperti solo quando serve e tenuti chiusi mentre ci si insapona o ci si lava i denti; analogamente per lavare la frutta e la verdura è sufficiente usare acqua raccolta in una bacinella e non quella corrente.
    Per dare un’idea concreta di quanto questi gesti quotidiani possano far variare notevolmente il livello dei consumi idrici, analizziamo in dettaglio cosa accade durante il lavaggio dei denti: tenendo aperto il rubinetto per tutto il periodo di pulizia, si arriva a consumare 10.000 litri l’anno a persona; quando il rubinetto viene aperto solo per il risciacquo il consumo d’acqua si riduce a 1600; se poi invece dell’acqua corrente si utilizza quella contenuta in un bicchiere, si arriva a non più di 200 litri d’acqua l’anno!
    Un bel risparmio, vero?
    Per quanto concerne interventi di tipo impiantistico, è possibile sostituire i normali filtrini dei rubinetti (quelli che ogni tanto dobbiamo pulire dal calcare e da altre sporcizie) con dei modelli risparmio energetico (aeratori).
    Come per le docce vale il discorso di acquistare dei modelli che non si limitino a ridurre la portata dell’acqua, ma che producano un getto di eguale capacità lavante con consumi inferiori.

  • Perdite dalle guarnizioni.
  • L’acqua, che a causa di perdite delle guarnizioni gocciola dai rubinetti o dallo sciacquone, sembra poca cosa, ma essendo continuativo, anche il semplice gocciolamento comporta uno spreco inutile di migliaia di litri d’acqua (e di euro).
    Nel caso in cui l’impianto è dotato di accumuli dell’acqua calda, come ad esempio i boiler elettrici, oltre al consumo d’acqua le perdite idriche si tramutano anche in uno spreco d’energia elettrica.
    È pertanto consigliabile di sostituire immediatamente le guarnizioni danneggiate.

  • Ridurre l’Impiego di Additivi
  • Tutti i detergenti, compresi quelli ecologici, comportano un impatto ambientale per la loro produzione, il trasporto e lo smaltimento.
    Inoltre, soprattutto nel caso di detergenti convenzionali, si ha una liberazione di residui tossici nell’ambiente che poi vengono assimilati attraverso la respirazione, la pelle e il consumo di alimenti.
    Ecco perché è bene ridurre al minimo l’impiego di detergenti e detersivi e in ogni caso preferire i prodotti ecologici.
    Ma cosa c’entrano i detersivi con l’acqua?
    È molto semplice: in tutti i processi di pulizia viene utilizzata l’acqua come diluente che, se usata in modo intelligente, riserva ottime sorprese!
    Per il lavaggio di stoviglie e del bucato è possibile trattare energicamente l’acqua con opportuni dispositivi da applicare direttamente alle condotte dell’acqua o direttamente nelle macchine da lavare o sotto forma di additivi, ottenendo circa un dimezzamento dei consumi dei detersivi.
    Per quanto concerne la pulizia delle superfici è consigliabile impiegare dei panni in microfibra dove l’azione chimica degli additivi è completamente sostituita dall’azione meccanica, ossia si pulisce e si sgrassa unicamente utilizzando l’acqua.
    Ma anche in questo caso, per non avere risultati deludenti, è necessario scegliere prodotti d’elevata qualità.

  • Combattere il Calcare
  • Il calcare è ben noto per la tendenza a creare incrostazioni, assai difficili da rimuovere da box doccia, lavelli e rubinetteria in generale; ma i maggiori inconvenienti, il calcare li crea all’interno dell’impianto idraulico, ossia nelle condutture e, soprattutto, nei generatori d’acqua calda (elettrici o a gas).
    Tali depositi creano due tipi di barriere: una termica e una fisica.
    La prima si traduce in un maggior consumo di energia per nulla trascurabile, infatti, per ogni millimetro di deposito di calcare nei tubi, si registra un aumento dei consumi elettrici di circa il 10% e siccome lo strato accumulato in un generatore d’acqua calda può diventare molto spesso, nel tempo, i consumi possono crescere vertiginosamente.
    Analogamente, lo strato di calcare crea anche una barriera fisica al passaggio dell’acqua che, nel caso d’impianto dotato di autoclave, fa anch’esso aumentare i consumi di elettricità.
    Infine va detto che il calcare sollecita maggiormente l’impianto idraulico riducendone la durata.
    Una verifica della presenza di calcare all’interno dei tubi può essere realizzata con una semplice prova.
    Aprite al massimo il rubinetto dell’acqua fredda e notate la portata; dopo qualche istante ripetete la stessa cosa con il rubinetto dell’acqua calda.
    La minore portata dell’acqua calda è essenzialmente dovuta alle incrostazioni di calcare presenti nel generatore di calore!
    Le soluzioni utili per vincere il calcare si dividono in due categorie: trattamenti in grado di inibire il potere di coesione del calcare che, pur continuando ad essere presente nell’acqua, non è più in grado di for-mare incrostazioni; trattamenti di rimozione del calcare dall’acqua.

Ecologia Domestica

Del primo gruppo fanno parte i trattamenti energetici dell’acqua, i catalizzatori ceramici e i campi magnetici.

I primi uniscono le proprietà anticalcare alla riduzione dei consumi di detersivi ed all’eliminazione del problema della formazione della ruggine (molti modelli possono essere installati senza ricorrere all’idraulico).

I catalizzatori ceramici sono estremamente efficaci, ma richiedono un intervento impiantistico così come i dispositivi basati sull’effetto dei campi magnetici.

Tra i dispositivi che operano la rimozione parziale del calcare dall’acqua vi sono gli addolcitori, il cui impiego richiede periodicamente l’aggiunta di sale e un’accurata manutenzione.
Inoltre, sia l’installazione che la manutenzione richiede l’intervento di tecnici specializzati.

LENTE D'INGRANDIMENTO


Stop alla droga? Diciamolo in piazza

di Francesca Sironi - marzo 2013

Parlare di cocaina nei luoghi in cui viene venduta, per sottrarli agli spacciatori e resituirli, almeno per un giorno, alla legalità. Un'occupazione lettaria itinerante, in giro per l'Italia, da Roma a Scampia, da Palermo a Milano. Ecco il progetto 'Tira dritto', nato dall'idea del giornalista di Repubblica Paolo Berizzi


Occupare i fortini della droga. Usando solo la forza della parola. Restituendo, almeno per un giorno, le principali piazze di spaccio d'Italia alla legalità. E' l'obiettivo di "Tira dritto - Stop Cocaina", una campagna ideata dal giornalista Paolo Berizzi e sostenuta dal dipartimento delle politiche antidroga alla Presidenza del consiglio dei ministri. Un'iniziativa a tappe che inizierà mercoledì 27 marzo a Tor Bella Monaca, alla periferia di Roma: «Questi sono luoghi dove centinaia di famiglie vivono spacciando cocaina. Noi vogliamo portare per un pomeriggio le istituzioni, gli esperti, i magistrati e dei testimonial a parlare delle conseguenze dell'uso e della vendita della "regina" delle droghe», spiega Berizzi.

Gli incontri non saranno paludate conferenze ospitate in qualche sala comunale, ma dibattiti all'aperto, per strada: «Si chiamano "Talkstreet" ed è la prima volta che il tema della droga sarà affrontato in questo modo, in Italia. Pensavo fosse un'idea folle, ma molti l'hanno sostenuta».

Berizzi, autore con Antonello Zappadu del libro "La Bamba", in cui ricostruisce il percorso della coca dalle piantagioni colombiane alle vie di Milano, porterà con sé magistrati ed esperti ma anche attori, registi, cantanti. Fra i volti noti ci saranno quelli di Pierfrancesco Favino, Daniele Silvestri, Marco Giallini, Kasia Smutniak, Matteo Garrone: «Ognuno di loro racconterà la sua esperienza, condividerà delle riflessioni sul problema della cocaina. Avere dei testimonial è importante: andremo in quartieri dove sono conosciuti, e questa sarà magari la scusa per portare la gente in piazza».

Gli scambi di parole saranno brevi, promette Berizzi: «Quello che ci interessa veramente è ascoltare gli abitanti dei quartieri. Sentire da loro cosa significa vivere in mezzo alla droga». Niente palco, tendoni o inviti: tutto avverrà per strada, sui marciapiedi, fra le panchine dei parchi pubblici. A moderare gli interventi sarà sempre Elsa di Gati, giornalista di Rai3. La promozione dell'iniziativa sarà fatta sul territorio, dalle associazioni locali: «L'incontro di Roma è promosso con Villa Maraini, che da 40 anni aiuta i tossicodipendenti. Al dibattito interverrà anche il fondatore della comunità, Massimo Barra, un uomo che vive in trincea da tutta la vita».

Per Berizzi i Talkstreet, 15 in tutta Italia, che andranno dallo Zen di Palermo a Corso Como a Milano, dal quartiere Japigia di Bari a Porta Palazzo a Torino, saranno un modo per «occupare» le piazze di spaccio. Una parola forte, "occupare", che spiega così: «Vogliamo portare le istituzioni in mezzo alla gente che tutti i giorni vive a contatto con la cocaina. Vogliamo scendere per strada, non fermarci a una carovana simbolica. Andare nelle piazze di spaccio ci permetterà di dare un segnale forte, usando semplicemente le parole». Le reazioni potrebbero essere diverse: «Dove potremo, dove avremo le carte, le sentenze, faremo i nomi dei signori della droga locali. Ci rivolgeremo anche a loro, alle loro famiglie, nel loro territorio. Non potremmo dare un segnale più forte di questo. Le reazioni potranno essere negative o positive, purché ci siano». Per una volta, infatti, gli abitanti potranno essere protagonisti, non animali da zoo dietro le telecamere né vittime di un gioco più grande di loro: «Non saremo dei meri registratori. Tutto ciò che ci diranno servirà a giornalisti e magistrati per capire meglio il mondo della cocaina, anche dal loro punto di vista».

I contesti saranno ovviamente diversi. Dal degrado di Scampia alle luccicanti vetrine del centro di Firenze o di Bologna. Anche i discorsi cambieranno, col contesto, ma l'obiettivo rimarrà sempre lo stesso: «Accendere i riflettori». Ogni due o tre settimane, a partire dal prossimo 27 marzo, la campagna si sposterà in giro per l'Italia. Sperando di lasciare un segno contro il business della cocaina, che continua ad arricchire le mafie e a rovinare la vita di migliaia di persone: «Oggi la cocaina è molto più di quanto si pensi. Influenza i comportamenti, regola e stravolge le dinamiche sociali, la vita delle città. E' sovrana della quotidianità lavorativa, dai muratori ai parlamentari, dai piloti ai manager, dagli autisti ai chirurghi. Imbianca i licei e le università e incipria i nasi di consumatori sempre più giovani», scrive Berizzi sul sito: «Basterebbe una boccata d'aria pura, una sniffata di libertà, un'indigestione di fiducia, una volta, per un pomeriggio, magari un'ora, per ricordarsi come ci si sente bene padroni di noi stessi»
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SOLIDARIETA' E CONSUMI

L’economia solidale

è, prima di tutto, un atteggiamento da cui derivano dei comportamenti che determinano un particolare stile di vita. Non si tratta solo, infatti, di aderire alle formule del commercio equo solidale, ma anche, e soprattutto, di rivoluzionare le nostre abitudini quotidiane: l’economia solidale comprende anche il nostro modo di lavare e lavarsi, ossia la quantità e la qualità di acqua, sapone e detersivi che utilizziamo.

Partire, quindi, dalle piccole cose, dalle attività quotidiane che, alla fin fine, costituiscono, in termini di tempo d’esecuzione, una porzione molto ampia di ogni nostra giornata. Limitare i consumi, specie d’acqua, evitare gli sprechi, cooperare con gli altri, sostituire la moda dell’ “usa e getta” con quella del recupero, utilizzare prodotti ecocompatibili, utilizzare l’automobile solo in casi di estrema necessità, impegnarsi a non inquinare, scambiare (tipo libri, cd, attrezzi, ecc.) per evitare di acquistare, sono alcuni imperativi per uno stile di vita un po’ più sobrio.

Zucchero equo-solidale

La nostra società si basa su un flusso continuo di merci e prodotti, e per questo viene definita consumistica. E, certamente, per cambiare le cose occorre intervenire (interferire) su questi automatismi.

Potremmo abbozzare una sorta di decalogo: compra leggero (ovvero prodotti con uno “zaino ecologico” non troppo pesante); compra durevole; compra semplice (in genere, gli oggetti più sofisticati sono meno durevoli, più delicati); compra vicino (per ridurre i danni ambientali che ogni trasporto comporta); compra sano; compra più giusto (e qui ci avviciniamo al discorso del commercio equo); compra prudente (a dispetto di normative e regolamentazioni, non è detto che il materiale acquistato non sia nocivo); compra sincero (evitare cioè i prodotti troppo pubblicizzati, dato che la pubblicità ce la paghiamo noi ed è spesso lontana dalla verità); compra mano d’opera (un metodo per aumentare l’occupazione); investi in futuro

INDIRIZZI UTILI

http://www.retelilliput.org/

http://www.utopie.it/http://www.retecosol.org/

http://www.networketico.it/

http://www.volint.it/http://www.zoes.it/

http://www.vita.it/

http://www.nuovomunicipio.org/

http://www.decrescita.it/

http://www.equonomia.it/

http://www.altreconomia.it/

http://www.altroconsumo.it/

http://www.valori.it/



COMMERCIO EQUO SOLIDALE

http://www.assobdm.it/

http://www.altromercato.it/

http://www.equoland.it/

http://www.transfair.it/

http://www.agices.org/

http://www.commercioetico.it/

http://www.equo.it/

http://www.mondosolidale.it/

http://www.cooperativaisola.org/

http://www.equociqua.it/

GAS

http://www.economia-solidale.org/

http://www.retegas.org/



FINANZA ETICA

http://www.bancaetica.com/

http://www.finanza-etica.itt/



TURISMO RESPONSABILE

http://www.aitr.org/

http://www.tures.it/

http://www.viaggiemiraggi.org/

http://www.viaggisolidali.it/

http://www.humanaitalia.org/



BARATTO

http://www.eticambio.it/

http://www.zerorelativo.it/

http://www.barattopoli.com/

http://www.tuttobaratto.it/

http://www.suesu.it/

da Fatti Mail a ... Song-Taaba ONLUS - Africa e Solidarietà

da Fatti Mail, da una mail spedita per chiedere una mano per il Burkina Faso, l'incontro con Padre Jean Ilboudo e la nascita, nel 2008, di Song-Taaba ONLUS.... Song-Taaba incontra Chiara Castellani, il suo Congo ed inizia un'esperienza umana di amicizia e solidarietà ... di conoscenza e consapevolezza ... che fa compiere ogni giorno nuovi passi ... guardando avanti ...

"A salvare veramente l’Africa non saranno i fondi e gli aiuti. Salveranno vite umane, permettendo loro di sopravvivere, ma non salveranno la vita dell’Africa. Cio’ che importa non sono i mezzi, ma le condizioni. Bisogna permettere all’Africa di ricostruirsi. Bisogna aiutarla a ricostruirsi. L’Africa deve essere prima che avere". (Joseph Ki-Zerbo)

L'Africa deve essere prima che avere ...

e come l'Africa, ognuno di noi

La strada dell'essere è quella i cui passi sono domande e la meta non è un dove ma un chi ...

Una strada che lo sguardo lungo e visionario di Padre Jean Ilboudo ha fatto intravedere a tutti noi

Song-Taaba è e vuole essere questo: la possibilità di percorrere questa strada

http://song-taabaonlus.ning.com/

Be Ye Ka Ye?: cosa c'è lì che non c'è qui?

Nulla o forse tutto: la voglia di muoversi, di interrogarsi,
di cercare il valore della vita ...

http://www.youtube.com/watch?v=WQGF1fqEruQ

la vita di Chiara Castellani

http://www.youtube.com/watch?v=HON6FoFUPnI

e di chiunque abbia voglia di vivere la solidarietà ...
se sei fra questi ... contatta:
segreteria@song-taabaonlus.org,


.... x iniziare a guardare l'Africa dal ... lato giusto:
Nel suo docu-film, Silvestro Montanaro, svela un'Africa
consapevole, dignitosa, aperta al futuro, segnata da ferite interne ed esterne,
creativa, saggia. Un' Africa da ascoltare, da capire, da scoprire e da cui
imparare:
http://www.ceraunavolta.rai.it/dl/portali/site/puntata/ContentItem-5a587b72-ded6-4320-942f-572599d3406c.html,