SOLIDARIETA' ... come altro?

SOLIDARIETA' ... come altro?
Ci impegniamo senza giudicare chi non s'impegna, senza accusare chi non s'impegna, senza condannare chi non s'impegna, senza cercare perché non s'impegna, senza disimpegnarci perché altri non s'impegna. Ci impegniamo per trovare un senso alla vita, a questa vita, alla nostra vita, una ragione che non sia una delle tante che ben conosciamo e che non ci prendono il cuore, un utile che non sia una delle solite trappole generosamente offerte ...dalla gente pratica. Si vive una sola volta e non vogliamo essere giocati in nome di nessun piccolo interesse. (Primo Mazzolari)

mercoledì 30 gennaio 2013

30 gennaio 2013


30 gennaio 2013 

Affezionata piccola grande famiglia di Fatti Mail 

Ero adolescente quando ho iniziato a sentire il bisogno disperato di sapere.
Forse  capire.
Ma questa è una realtà che pone inevitabilmente in conflitto sapere e capire.
Acquisire l’uno sembra far  perdere l’altro. 
Si possono capire le ragioni dell’economia, del potere,  di un'ideologia, perfino della guerra.
Ma  nessuna di queste ragioni sfiora quella che ho sempre sentito come la ragione o verità ultima della Shoah. Una ragione sotterrata. Taciuta. Confusa. 
Ho letto libri. Tutti quelli che potevano spingermi in questo tunnel senza fine e senza senso che ha attraversato l’Europa.  Ho visto film. Tanti film.
Ma può l’indicibile essere detto? Possono le parole esprimere l’indegnità di una follia  che neanche il silenzio riesce forse ad onorare?

La memoria -  però -  non ha alternative al racconto.
Ed i racconti, come lucciole nel  buio fitto della Storia,  tentano allora di illuminarci sui confini ultimi del male.
Racconti di sopravvissuti, di eroi, di razze, religioni,  emarginazione, vita nei ghetti, nei campi di lavoro, storie di  segregazione prima, di sterminio poi. Racconti di esodi. Partenze senza ritorni. Deportazioni. Annientamento.

In tutti questi anni ho però sempre intuito come ogni pezzetto aggiunto al puzzle di questa abominevole pagina del passato piuttosto che aiutare a definirne il senso finisse per   sfumarlo,  allontanarlo da me. 
Forse perché il sacrosanto bisogno di celebrare la memoria  ha fatto emergere principalmente uno dei protagonisti della Storia. Una “parte”.  Una parte rappresentata da sei milioni di persone. Ma comunque una sola parte.
Non si possono compiutamente onorare quei sei milioni di   morti riducendo tutta la Storia ad un’indegna partita tra nazisti ed ebrei.

L’inquietudine dolorosa che in questi anni ha attraversato le mie letture e le mie visioni - lentamente -  ha  preso forma e corpi. 
Altri corpi però. I corpi vivi dei milioni e milioni di europei che hanno visto giorno dopo giorno comprimere libertà, sottrarre  beni, cancellare  diritti, annichilire la dignità dei loro vicini di casa, colleghi di lavoro, insegnati dei figli, medici curanti,  conoscenti, amici, parenti  … ebrei … senza far lavorare i necessari anticorpi.

Che il male aggredisca un organismo – individuale o collettivo – è nell’ordine delle cose. Esistono gli anticorpi proprio perché se è impossibile immaginare che il male non attacchi è possibile invece fermarne la pervasività. Non è allora il male a dare scandalo. E’ l’assenza di reazione. E’ accettare di vedere vignette denigratorie, cartelli di divieto, ghetti urbani, leggi razziali senza reagire. Senza insorgere. Senza individuare il punto oltre il quale nessuno può costringere qualcun altro a spingersi   a meno di  perdere ineluttabilmente ogni forma e grado  di consenso. Senza far scattare  appunto gli anticorpi. Anticorpi che obbligano a ribellarsi o ammutinarsi.

Un punto - quel punto -  dato dal valore unico e condiviso dell’essere - tutti -  “umani”
L’atrocità, la mostruosità, la nefandezza della Shoah è fortemente marcata, nel raccontarla, dall’enormità dei numeri: 6 milioni di ebrei morti nei campi di sterminio. Ma se proprio dobbiamo “dare i numeri” per attivare le coscienze  e  valutare i fatti della Storia dobbiamo necessariamente affiancare al numero dei morti quello dei vivi. I circa 230 milioni di europei che hanno convissuto con questa empietà.

230 milioni di anticorpi che hanno rinunciato ad attivarsi ed a distinguere l’essere dal fare. 
Posso scegliere di fare o non fare. Posso essere quindi colpito per ciò che ho fatto o non ho fatto.
Ma non posso scegliere di essere o non essere.
Né è pensabile colpire qualcuno per ciò che    è – alto, calvo, cattolico, nero, francese, ebreo …  – o per ciò che non è.           Per ciò che non nasca da una volontà o per ciò che non dia adito ad una scelta. 
Banale.
Banale come il male.
E nella banalità assoluta del male c’è perfino la sua scarsa operosità.
Come sintetizza sapientemente Edmund Burke – filosofo e politico irlandese vissuto nel 1700 - Tutto ciò che è necessario per il trionfo del male è che gli uomini buoni non facciano nulla.
La storia dell’olocausto – se vogliamo ricordarla onorevolmente -  ha quindi più protagonisti: gli ebrei, i nazisti ed i milioni e milioni di cittadini europei ciechi muti e sordi di fronte alla banalità del male.
Non tutti. E’ vero. Ma raccontare le storie di chi reagì è  proprio nel segno dell’ eccezione e questo basta a confermare la tragicità  della regola.
Conosciamo le principali discriminanti: disinformazione, manipolazione del sapere, paura, antisemitismo ideologico.
Ma non arrivano a cancellare quel piccolissimo ma dirimente 230 milionesimo di responsabilità. 
Sul territorio del Terzo Reicht furono istituiti più di 20,000 campi (strutture varie di detenzione). Di questi 6 furono campi di sterminio. Nel periodo di massima attività furono uccisi fino a 6000 ebrei al giorno.
Nel 1933 in Germania furono emanate le leggi di “degiudeizzazione” con cui si iniziò ordinando il licenziamento e l’esclusione da tutte le  cariche pubbliche degli ebrei. 
Quante domande quei 230 milioni di anticorpi avrebbero potuto porsi ogni giorno … quante …
E’ possibile che in campo di “prigionia” arrivino quotidianamente migliaia di persone e questo campo abbia sempre le stesse dimensioni?
E’ possibile veder cancellare diritti fondamentali di individui solo in nome del loro credo? Individui che magari  conosci anche  personalmente e non far nulla ?
E’ possibile veder partire e passare treni blindati con voci e mani di donne, anziani, bambini – civili - senza chiedersi quale guerra possa giustificarne la riduzione a merci?
E’ possibile  non voler sapere o capire cosa stesse accadendo ?

Infinite domande. 
Una risposta certa: è ed è stato possibile.

Ed allora …  potrebbe - può - essere possibile ancora. 
E’ questo il brivido che taglia l’anima di chiunque si accosti alla storia della Shoah. 
Perché la storia possa insegnare bisogna leggerla con l’umiltà del voler imparare. 
Sostituendo alla superbia dell’ oggi non potrebbe accadere più  la vigilanza  dell’esercizio quotidiano dei propri anticorpi.

E sono tante le realtà piccole e grandi - di emarginazione, ingiustizia, diseguaglianza, discriminazione -  che ogni giorno “chiamano”  la nostra indignazione prima e la nostra reazione poi … ad esercitarsi a “rispondere”. A fare e farci domande. A non girare la testa. A scegliere la parte da cui stare (perché c’è sempre una parte giusta ed una sbagliata) A non giustificare tutto e tutti. A dare il proprio piccolissimo “buon”  contributo.

Perché il male prevalga non è prioritario che qualcuno faccia del male ma che ognuno di noi riduca, comprima, rinunci  alla possibilità di compiere quotidianamente il bene possibile.

Una lezione questa che una rete di solidarietà non può non voler apprendere e tentare di mettere in pratica  …

Tante le ricerche di lavoro: leggiamo ognuna come se fosse l’unica, facendo nostra la trepidazione delle amiche ed amici che l’abbiano scritta!


AVVISATE LE PERSONE DA VOI SEGNALATE -  DI CUI FORNITE SOLO UN NUMERO DI TELEFONO -CHE POTREBBERO RICEVERE TELEFONATE IN CUI SI FA RIFERIMENTO A “FATTI MAIL” … è importante aiutare due persone estranee che si parlano a superare il disagio iniziale dovuto spesso proprio alla mancanza di fiducia … Considerate che l’espandersi di Fatti Mail se da una parte aumenta i lettori (e le opportunità di risposte solidali) dall’altra estende anche al di fuori delle spedizioni di Fatti Mail via e-mail la possibile lettura del bollettino. Chiedete quindi a chi vi chiami o vi contatti come sia venuto a conoscenza della vostra richiesta, regolandovi conseguentemente. 


BUONA LETTURA :



1)        OCSANA CERCA LAVORO:

Cara Gaia, 
conosco  una ragazza ventottenne dello sri lanka, a cui è morto da poco il

Carissima Gaia, leggo sempre con estremo piacere  il  bollettino mensile “fatti  mail”
Gradirei venisse inserito un appello ed una segnalazione a favore di una Signora,  Pavlyshyn Ocsana , Ucraina di anni 44, prossima a rientrare qui in Italia dopo un periodo di qualche mese trascorso nel suo paese (Ternopoli)

 Detta  signora, eccellente sotto ogni profilo e da me conosciuta personalmente nel corso del suo primo soggiorno, ha fatto un’esperienza come badante fissa presso una signora anziana (attività intrapresa grazie ad una mia segnalazione …), ma malgrado che questa signora fosse pienamente soddisfatta del servizio ricevuto, Ocsana non ha potuto proseguire questo tipo di collaborazione a causa della limitatissima libertà e delle continue vessazioni subite. Rientrando ora in Italia sarebbe più propensa a intraprendere un’attività più consona alle sue capacità ed alle sue esperienze (nel suo paese è stata insegnante di musica, ispettrice teatrale e presentatrice televisiva )  

Sarebbe quindi interessata innanzitutto a trovare una stanza   presso una signora anziana (Roma Nord) garantendo assistenza notturna e pulizia dell’abitazione in cambio di vitto e alloggio. Sarebbe  inoltre disponibile a collaborare  durante il giorno presso studi privati ( medici, legali, commerciali) in qualità di “receptionist” addetta cioè al ricevimento dei Clienti/utenti ed a piccoli lavori di segreteria. Tale compito le è congeniale per lo stile della persona, la dolcezza ed il garbo dei tratti nonché dalla ottima presenza della sua figura.. Le sue pretese economiche sono assolutamente miti e limitate.

Qualsiasi segnalazione gradirei poterla ricevere al mio n.ro personale .... a cui risponde Fernando Carboni (in qualità di volontario della Caritas)
Grazie di cuore per tutto quello che potrà nascere da questo appello !!!
Buona domenica cara Gaia !

Dott. Fernando Carboni
e-mail: gaiaspettaespera@tiscali.it, 



2)                ABOU CERCA LAVORO!
Cara Gaia,  
Ciao Gaia,
ricevo da un'amica che si sta dando da fare per questo ragazzo ivoriano, e ho pensato di segnalarlo a Fatti Mail.
Grazie!
Paula

Vi trasmetto in allegato il curriculum di un mio amico ivoriano, Abou Bakary Touré, residente a Roma, con perfetta conoscenza dell'italiano e del francese, oltre che di alcune lingue africane. Di professione sarebbe attore e anche mediatore culturale, ma è rimasto senza lavoro e in questo periodo vorrebbe trovare un'occupazione fissa che gli consenta di mantenersi in Italia. E' molto bravo con i ragazzi, quindi come baby-sitter, animatore, intrattenitore, accompagnatore, ecc., ma è disposto a lavorare, oltre che nei suoi settori di interesse, anche nel campo della ristorazione/alberghiero/pulizie/servizi/assistenza diurna anziani, ecc., a ROMA e dintorni.
Vi prego di far circolare queste informazioni e di contattare me o Abou direttamente per qualsiasi opportunità lavorativa.
Un sentito ringraziamento!
Cristina Gaggiani - ....
Se necessario Abou può fornire anche altre referenze (ad es. quella del Direttore del Centro Affabulazioni di Ostia, con il quale egli collabora da parecchio).
Grazie per quello che fate e incrociamo le dita!
Buona giornata, Cristina


Buonasera,
ho il piacere di inviarvi il mio cv per proporvi la mia collaborazione. Mi chiamo Bakary Touré, sono originario della Costa D'Avorio e vivo in Italia da circa 10 anni.Sono di Madrelingua francese e parlo perfettamente l'Italiano, il bambarà e alcune lingue africane. Lavoro nell'ambito dell'Intercultura come Mediatore Interculturale e in progetti di teatro ed educazione alla multiculturalità con alcune associazioni.Mi piacerebbe incontrarvi per una possibile collaborazione.

Distinti Saluti Bakary Touré - 

gaiaspettaespera@tiscali.it, 

3)        MAURIZIO CERCA LAVORO:

Mi chiamo Maurizio fra pochi gg compiro' 49 anni e da circa un anno ho perso il mio lavoro .
Mi sto' adoperando affinché  il lavoro di mia conoscenza non venga perduto e cerco costantemente di migliorare con nuovi corsi .
Di cosa mi occupo : sono un Promoter o Consulente per quanto riguarda i materiali di consumo quali la cancelleria , i mobili per ufficio , toner , stampa e quantaltro .
Ora da pochi gg sto effetuando un corso su la  sicurezza del proprio appartamento o ufficio . Sono tutte ditte di serieta' e questo e' il requisito piu' importante per me . Sono a Vs disposizione per ulteriori informazioni o altro .
Comunque Vi ringrazio per l'ascolto e che il Signore Vi illumini   nell'amore e fraternità.
Vi saluto e ringrazio . - Maurizio  -

gaiaspettaespera@tiscali.it, 


4)        LAURA CERCA LAVORO:

Salve, mi chiamo Laura Fracassi, sono un'educatrice professionale con laurea tri
ennale, ho 36 anni ed una splendida famiglia che da poco più di un anno comprende un bellissimo bambino di nome Giacomo. Dopo 13 anni di lavoro in una casa famiglia con bambini dai o ai 10 anni mi ritrovo senza lavoro! Quindi mi rivolgo a chi avesse bisogno di una BABY-SITTER esperta con cui andare sul sicuro, anche con bimbi molto piccoli!Potrei essere la persona di fiducia che cercate!

Laura
gaiaspettaespera@tiscali.it, 


5)        ROSARIO CERCA PRIMO LAVORO:

Cara Gaia, 
affido a te e a fattimail la fiduciosa ricerca di primo impiego del mio caro amico Rosario Sarcià, giovane siciliano ex studente universitario quasi trentenne che si affaccia con fiducia al mercato del lavoro romano. Rosario cerca prevalentemente un impiego nella organizzazione di promozione prodotti/eventi. Per come lo conosco (e lo conosco bene), posso assicurare che è un ragazzo poliedrico, brillante e creativo, che può dare molto a un'azienda o associazione che sia alla ricerca di figure professionali per la promozione. Si è sempre dedicato a fotografia, spettacolo, musica e si muove con una certa dimestichezza ad un livello professionale in questi settori. Rosario così si descrive:
"Nel campo dell'organizzazione di eventi di spettacolo ho lavorato nell'organizzazione del festival del cinema africano di Roma-Panfricana 2007- (accompagnatore di registi di lingua inglese; presentazione di film in programma).
In comunicazione ho sviluppato delle competenze relative alla figura del copywriter (autore testi/soggetti per pubblicità, clame).
In fotografia ho una conoscenza tecnica sia relativa al livello analogico (sviluppo e stampa in baritata) che a quello digitale (buono utilizzo di photoshop, esperienza con reflex base Nikon D40).
La mia figura professionale di riferimento è quella del copywriter per la promozione di prodotti/servizi/imprese.  Affine a ciò concepisco l'attività di promozione/organizzazione eventi anche in figure attigue a quella promozionale (ufficio stampa; interazione coi direttori artistici, prestatori d'opera etc.;)
Rosario Sarcià
Cell: ....
Sono ovviamente disposto a fornire referenze e a rispondere a ogni domanda. Ho informato Rosario dell'inserimento in fattimail, dicendo che presto qualcuno lo contatterà 
matteo 
gaiaspettaespera@tiscali.it, 

           
6)        OFFRO LAVORO:
Cara Gaia,
un'amica cerca una persona a supporto dell'ufficio esteri della sua azienda; ecco i dettagli, spero non sia un testo troppo lungo. Grazie e un saluto. Valeria  
Ruolo: Office Manager 
Supporta l'ufficio Estero interfacciandosi  con il Dirigente preposto nella gestione quotidiana delle attività, con compiti di carattere sia organizzativo che esecutivo.

Responsabilità:

·          gestione delle relazioni con i clienti secondo le procedure in atto nell'ufficio estero;
·                  raccolta e analisi delle esigenze del cliente per trasformarle in specifiche proposte da sottoporre al Manager di riferimento;
·                  gestione agenda e incontri del Manager di riferimento; 
·                  gestione della corrispondenza telematica e cartacea; 
·                  prenotazione e organizzazione di viaggi, meeting e Fiere;
·                  organizzazione delle spedizioni; gestione ordini dei clienti nel rispetto delle procedure vigenti;
·                  predisposizione di presentazioni e relativi documenti; 
·       ricerca e archiviazione documenti;
·       elaborazione dati e predisposizione di report mensili.

Il candidato, deve possedere un Diploma di maturità o Laurea ed eccellenti competenze linguistiche (ottimo inglese con almeno una seconda lingua straniera preferibilmente Cinese o Russo).
Deve anche avere ottime capacità organizzative e di relazione ad alti livelli, spirito di iniziativa e problem solving, capacità di negoziazione e diplomazia e deve possedere anche una eccellente padronanza dei mezzi informatici. Completano il profilo un’esperienza pregressa nel ruolo all'interno di contesti organizzativi multinazionali, forte adattabilità e disponibilità al lavoro di gruppo.

Occorre che il colloquio avvenga sia in Italiano che in Inglese.

Cordiali Saluti

Giordana Danesi 
gaiaspettaespera@tiscali.it, 

7)        CRISTINA CERCA  LAVORO:
COLF BABY SITTER TATA BRAVISSIMA DISPONIBILE 8.30-14.30
Cristina ha 30 anni, rumena, è molto dolce con i bambini, esperta anche di neonati.
Ha la patente della macchina e ha conseguito anche la patente europea del computer. 
Parla un italiano molto buono ed è perfettamente in grado di gestire sia la casa (fare la spesa, cucinare, fare il bucato, stirare), sia i bambini (dare le medicine, prenderli a scuola, starci insieme il pomeriggio, gestire i capricci...) in totale autonomia.
Puntuale, superaffidabile e ordinata, è stata da noi per 5 anni.

Ha avuto un bambino e cerca ora un lavoro più breve dalle 8.30 alle 14.30
Contatti: Cristina ...
Referenze: Chiara Aluffi ...
gaiaspettaespera@tiscali.it, 


8)        ETTORE CERCA LAVORO X UN AMICO

Cara Gaia,
ho il marito della badante di mia suocera che fino ad oggi ha aiutato un Signore di 93 anni facendogli tutto e restava a casa anche la domenica ovviamente pagato. Poichè è rimasto senza lavoro causa morte dell'anziano è disponibile subito.
Per contatti telefonatemi cell. ....o scrivetemi:
 ...
Grazie
Ettore -
gaiaspettaespera@tiscali.it, 


9)        SOS OSPITALITA’:
Cari amici
Ricevo questa comunicazione che mi premuro di diffondere più possibile -
Si cerca ospitalità per questi 5 ragazzi: 3 maschi - 2 femmine
se conoscete qualcuno che ha la possibilità di rispondere a questa esigenza, 
chiamate questo nr. ....

Grazie per la collaborazione - Rosa Graziuso

KERCH
Italiani di Crimea - ( ID annuncio: L13011745152723 )
Cell....

Nella regione della Crimea (Ucraina) vive una piccola comunità di circa 300 persone di origine italiana, discendenti di emigrati  Italiani di Crimea - soprattutto pugliesi arrivati lì all'inizio dell'800. Deportati nei Gulag della Siberia nel 1942 come rappresaglia contro l'invasione  italiana dell'Unione Sovietica, gli italiani di Crimea - la cui unica "colpa" era quella di essere appunto di origine italiana -  sono stati decimati dal freddo, dalla fame e dai lavori forzati. Dopo la dissoluzione dell'Unione Sovietica sono tornati in Crimea e ora lo Stato italiano li sta aiutando in vari modi, in particolare offrendo borse di studio per mantenere vivo il ricordo della lingua. 
Cinque ragazzi arriveranno appunto il 2 di marzo, per frequentare un corso di italiano alla Dante Alighieri (centro di Roma), ma la borsa di studio non è particolarmente generosa. Cerchiamo quindi una sistemazione per tre mesi, a Roma, a Ostia o a Ciampino, in un unico appartamento con tre stanze da letto (due doppie e una singola) per i mesi di marzo, aprile e maggio con wifi free

Sono persone assolutamente per bene e affidabili, già venute lo scorso anno a Perugia sempre grazie a una borsa trimestrale del Ministero degli Esteri. Nella foto vediamo alcuni di loro riuniti a studiare italiano in casa dell'insegnante, a Kerch, in Crimea. 

IMPORTANTE: 
i ragazzi hanno già avviato le pratiche per la richiesta del visto e tra i documenti che devono allegare c'è anche il  contratto d'affitto dell'alloggio, quindi la decisione va presa in tempi rapidi.

Rosa  -
gaiaspettaespera@tiscali.it, 



10)   CERCO PARTNER:

PER LIBRERIA ARTISTICA+BISTROT MA NON SOLO...
Cerco partner(s) per condividere l'uso di uno spazio molto centrale (più stanze, con affaccio su strada), attualmente libero e in stand by, già dotato di licenza di libreria-bistrot, in zona via Merulana/Colle Oppio (di fatto già Rione Monti).

L'idea:
saresti ad esempio interessato/a all'affitto in esclusiva di una stanza (in particolare per una qualche attività di vendita attinente a libri, arte/letteratura/cultura) oppure alla condivisione di un affitto per tot ore a settimana, al fine di poter tenere in questa zona tuoi corsi* di: musica, recitazione, scrittura, arte varia, fotografia?? (*Ovviamente SOLO qualora sapessi di avere un tuo potenziale bacino di utenti o in ogni caso ti facesse comodo disporre di una tale location, a fronte di un affitto commisurato alle sole ore di utilizzo).
Rispondi direttamente x email o chiamami: ....
Grazie.
Raffaele -
gaiaspettaespera@tiscali.it, 


11)   AFFITTO APPARTAMENTO:

Cara Gaia,
ho un delizioso appartamento a monte verde nuovo che si è liberato. Puoi aiutarmi a far girare la voce per trovare un bravo inquilino? L’appartamento è stato appena ristrutturato   ed è TUTTO nuovo (pavimenti, porte, finestre, cucina, bagni, zanzariere ecc.) si trova in Vicolo di Valtellina una stradina privata su via agnelli, molto silenziosa; ha posto auto e moto nel giardino condominiale chiuso agli esterni; è un II piano senza  ascensore; 2 camere; soggiorno con cucina, bagno soppalco termo autonomo ….. è davvero una delizia! Il prezzo è Euro ….
 Per info .... Valeria
Grazie della collaborazione
Valeria Ciavarelli -
gaiaspettaespera@tiscali.it, 

12)           AFFITTO CAMERA
Affittasi CAMERA singola zona Battistini-Boccea, in 
casa con salotto, giardino, posto auto, termoautonomo, internet,
 
telefonate gratis verso i fissi. Metro a 10 minuti a piedi, autobus, anche
 
notturni, sotto casa. Libera dal 1 Marzo

Silvia,
 
gaiaspettaespera@tiscali.it, 





CONDIVIDO:
EVENTI, ATTVITIVA’, INIZIATIVE A CARATTERE SOLIDALE E/O CULTURALE.  
A SEGUIRE ALCUNE SEGNALAZIONI DI EVENTI, ATTVITIVA’, INIZIATIVE A CARATTERE SOLIDALE E/O CULTURALE. … vita e solidarietà … per imparare a crescere insieme  
BUONA LETTURA:


INCONTRI CARCERATI E CARCERE
Carissimi amici,
venerdì 1° febbraio alle 19,15 a san Policarpo avremo il secondo incontro su CARCERATI E CARCERE 
promosso dal Gruppo Missionario della Parrocchia san Policarpo insieme con AIFO Gruppo Roma Sud. 
In particolare parleremo di LAVORO, sia in carcere che dopo il carcere.

Avremo occasione di ascoltare gli interventi:
- del Garante per i Diritti dei Detenuti del Lazio (Angiolo Marroni), 
- di una educatrice nel carcere di Rebibbia (Luisa Giustiniani), 
- di un commissario nel carcere di Rebibbia, 
- di un volontario Caritas nel Centro di Ascolto di Rebibbia (Guido Salamone). 
Avremo poi le testimonianze di chi il lavoro in carcere e fuori del carcere lo "realizza" veramente: le Cooperative Sociali 
- EDERA, 
- MADE IN JAIL, 
- SYNTAX ERROR progetto LIBERAMENS...A.


Per ogni eventuale chiarimento potete contattarmi.

Arrivederci al 1° febbraio da  Paolo - capuzzos1@alice.it,


FINANZA E POTERE NELLA CHIESA:

Roma - 16 febbraio 2013, ore 10-17
Sala dei Verbiti (via dei Verbiti, 1 - Metro B Piramide) 
Il rapporto tra Dio e Cesare nell'epoca della secolarizzazione e della religione civile: FINANZA E POTERE NELLA CHIESA 
Marina Caffiero 
 Le ragioni del Vangelo e quelle di Costantino: un bivio ricorrente nella storia della Chiesa
Sergio Tanzarella
 Dal potere temporale al potere "Concordato":  e la Chiesa dei poveri?
Ferruccio Pinotti
 I soldi e il Vaticano: finanza, immobili, uso del territorio a partire dalle vicende dello IOR 
Coordina Giovanni Avena 
pranzo a buffet 
ore 14.30 - Tavola Rotonda  
Chiesa povera: promessa disattesa o utopia impossibile? 
A partire dal patto delle catacombe sottoscritto da 40 Padri conciliari prima di lasciare Roma 
Introduce e coordina Marco Politi 
Interventi di
Giovanni Franzoni, Enzo Marzo, Gian Mario Gillio, Flavia Zucco  
ore 16 - Dibattito 

UN IMPEGNO CHE CONTINUA 
Oggi alla luce della lezione conciliare e inserendoci nell'ambito delle riflessioni di cattolici, cristiani, non credenti e diversamente credenti avviata a 50 anni dall'apertura di quella inattesa e sorprendente apertura della Chiesa cattolica, vogliamo andare ancora più a fondo nell'analisi della commistione tra trono ed altare, attraverso uno studio su eredità costantiniana e fede cristiana nel cattolicesimo italiano che tenti di enucleare quegli interessi materiali che sono stati l’inconfessabile causa del tradimento del dettato evangelico. 
Nel Concilio ebbe una sua specifica e irrisolta vicenda la problematica della "Chiesa dei poveri". Alla fine dei lavori, 40 vescovi - prima di lasciare Roma – si riunirono in una catacomba della città e sottoscrissero un ”patto delle catacombe”. Con questo patto quei vescovi assumevano l'impegno di una vita povera al servizio dei poveri. 
Alla luce di quel Patto ci proponiamo di esaminare come la Santa Sede e la Chiesa italiana coniugano il rapporto fra FINANZA E POTERE, e come questo sia alternativo alla testimonianza evangelica.
  
Promotori: Adista - Nuova Proposta - Cipax - Gruppo di controinformazione ecclesiale - Comunità Cristiana di Base San Paolo - Noi siamo chiesa (Nodo romano) - Confronti 
Informazioni: info@adista.it

DICHIARIAMO ILLEGALE LA POVERTA’

La Comunità cristiana di base di San Paolo e il Cipax (Centro Interconfessionale per la pace)
Invitano  a partecipare alla presentazione del manifesto
“Dichiariamo illegale la povertà”

Giovedì 31 gennaio 2013 ore 18,00
Ne parleranno:
Nicoletta Teodosi  del Collegamento Italiano Lotta alla Povertà, Roma - European Anti Poverty Nework

Bruno Amoroso del Centro Studi  F. Caffé,
Università di Roskilde, Danimarca

Giovanni Franzoni della Comunità cristiana di base di San Paolo

Presso il salone della Comunità, in Via Ostiense 152/B
(metro B Garbatella – bus 23 e769)


LE MASCHERE DELL’IDENTITA’:
WORKSHOP Le maschere dell'identità
sabato 9 febbraio ore 10-16.30

I/le partecipanti esplorano la tematica dell'identità e della maschera sociale attaverso il metodo del Teatro dell'Oppresso e della Narrazione partecipata.
Il laboratorio è condotto da Uri Noy Meir e Ilaria Olimpico.
Uri Noy Meir è regista, attore e facilitatore di laboratori di arte partecipativa. Ha condotto laboratori in Nepal, USA, Croazia, Israele/Palestina, Estonia, India, Italia e Irlanda del Nord. Ilaria Olimpico è formatrice/facilitatrice e raccontastorie. Si occupa di intercultura, questioni di genere e gestione non violenta dei conflitti, intrecciando narrazione, teatro ed educazione non formale.

Sabato 9 e domenica 10 febbraio "TheAlbero Aperto" presso Il Piccolo Re di Roma (Via Trebula 5, Roma) , due giorni di workshops e spettacoli: 
"Non solo la Moglie Ebrea", un adattamento di Brecht con Forum; "Lo Zingaro felice" di e con Antun Blazevic; un workshop sulle questioni delle identità con tecniche di Teatro dell'Oppresso e non solo; lo spettacolo e la mostra interattiva "Storie e Immagini dalla Palestina" a cura del gruppo "Resistenza Teatrale"; Workshop di Playback Theater di Hanin Tarabay del FREEDOM THEATER dalla Palestina.
Prenotazioni obbligatorie thealbero@ymail.com 3393294223 
Seguici su Facebook: https://www.facebook.com/Thealbero
e visita il nostro blog: http://thealbero.wordpress.com/


EQUOCIQUA’

Care amiche e cari amici,

la bottega Equociquà! Laurentina (Via della Divisione Torino 51) vi invita a due preziosi momenti 
dedicati alla tradizione della narrazione orale curati da 
Giovanna Conforto, narratrice, autrice, attrice, storyteller internazionale:

sabato 2 febbraio Giovanna proporrà dalle16:30 alle 17:30 
FAVOLE DALL'ORIENTE VICINO E LONTANO, l'ingresso è libero! 
Dopo le favole offriremo una 
merenda equa a tutti i bambini; 

martedì 5 febbraio Giovanna condurrà un vero e proprio 
Laboratorio di Tecniche di Narrazione Orale, 
dalle ore 20:00 alle 23:00: il lavoro sarà dedicato principalmente alla voce e 
alla differenza tra la narrazione in terza persona e quella in prima persona 
partendo da una delle fiabe delle Mille E Una Notte. 
Quota di partecipazione 15,00 €,  
iscrivetevi entro lunedì 4 febbraio con una mail a eventi@equociqua.it
Vi aspettiamo!!
Equociquà! -


RUAH ACTION:

CENTRO CULTURALE
RUAH ACTION
Roma, VIA RASELLA 54
(solo tesserati)
Mercoledi- 30 gennaio- ore 19.00
  Spazio Libro
 L’azione dello Spirito
La Morte non esiste (Edizioni Piemme) con  Pippo Franco
 Presenta Alberto Di Giglio/ Legge Cinzia Carrea
Segue piccolo menu per i soci

Giovedi  31 gennaio ore 19.00
Spazio Cinema Ciclo di conferenze su
Roberto Rossellini e il Sacro
Relatore Padre Virgilio Fantuzzi-
 Critico cinematografico di Civiltà Cattolica
 Segue Piccolo Menu per i Soci

Venerdi  1 FEBBRAIO ore 19.00
  Spazio Docu-Arte
  SINFONIE DI COLORI
Magie dell’Arte Catalana e  Fiamminga
Due documentari di Luigi Boneschi
      Segue piccolo menu per i soci

Sabato  2 FEBBRAIO ore 19.00
Spazio Cinema
IL CIBO DELL'ANIMA    
di Piero Cannizzaro
(Viaggio nelle comunità  ebraiche e nella clausura monastica)
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Prenotazione obbligatoria

Info:336.863610

La serata su Francesco d'Assisi con Liliana Cavani è stata spostata a venerdi 8 febbraio.
 Non più venerdi 1 febbraio.


I MISTERI DEL FEMMINILE:

I MISTERI DEL FEMMINILE
LABORATORIO ESPERIENZIALE PER DONNE IN CAMMINO
Condotto da Paola M. Vitale
DOMENICA 17 FEBBRAIO
 h 9.30 – 18.00
LA FANCIULLA SENZA MANI
Fiaba dell’Europa Centrale

“La fanciulla senza mani” copre con le sue tematiche il viaggio dell’intera esistenza di una donna; la fiaba ci parla dei viaggi fondamentali dell’anima femminile, del suo procedere in un percorso di iniziazione che dura tutta la vita. Ci dona coraggio per continuare il nostro cammino ricordandoci che anche quando tutto sembra oscurarsi la luce della nostra anima è sempre pronta a guidarci verso la vita.

Il laboratorio “I Misteri del Femminile”  è rivolto a tutte le donne che vogliono ricercare un contatto autentico con il proprio essere femminile, sperimentare le proprie potenzialità, portare la ricchezza dell’essere donna nei diversi ambiti di vita.

Il laboratorio, a carattere esperienziale, utilizza la parola, il movimento, la musica, l’espressione artistica e creativa e  fornisce come  sfondo e guida al lavoro personale  la fiaba. Nella fiaba infatti viviamo l’esperienza del contatto con immagini archetipiche, ovvero modelli, “potenze del destino”, che parlano il linguaggio della nostra anima e che sono attive nella vita di ognuna di noi.
Il laboratorio si articola in incontri periodici di una giornata.

Paola Maria Vitale, 51 anni, è medico omeopata e psicoterapeuta. Negli anni ha approfondito il significato delle tematiche del femminile  rispetto alle diverse fasi della vita della donna.

Per informazioni e prenotazioni:
Studio “…il sole e l’altre stelle”
Via Sangemini 46 int. A2  00135 Roma
cell. 3397419550; paola.vitale@email.it,





CONSAPEVOLEZZA&SOLIDARIETA’
Una cittadinanza consapevole è una cittadinanza più solidale.

SENZA CORRUZIONE RIPARTE IL FUTURO
Due anni fa Libera e Avviso Pubblico hanno lanciato la campagna “Corrotti!”. Un grido per risvegliare coscienze e impegno contro un malcostume sociale che ha profonde ripercussioni sull’economia del Paese. La corruzione sottrae ingenti risorse al bene pubblico, quindi a quei diritti e a quelle opportunità – sanciti dalla Costituzione – che dovrebbero garantire a ciascuno una vita libera, dignitosa, laboriosa.
Quella campagna raccolse ben 1 milione e 200mila firme, e giocò un ruolo non indifferente nel chiedere una legge sulla corruzione che ponesse il nostro Paese all’altezza degli standard europei e delle democrazie più avanzate.
Una legge, nel novembre scorso, è stata approvata, ma in una forma non sufficientemente incisiva.
L’obiettivo è di potenziare la legge anticorruzione entro i primi cento giorni di legislatura, e di far crescere in ogni ambito della vita sociale la consapevolezza e la corresponsabilità.
È essenziale non solo che tu firmi la petizione, ma che la diffondi e la fai circolare: tante più saranno le adesioni, tanto più forte, trasversale e collettivo sarà quel grido che chiede alla politica un salto di qualità affinché sia davvero politica trasparente, politica al servizio del bene comune.
La democrazia è incompatibile non solo con l’individualismo e la disonestà. Lo è anche con l’apatia, con l’indifferenza, con la rassegnazione. Facciamo allora di questo grido una voce davvero collettiva capace di spronarci tutti a ripartire per costruire insieme un futuro migliore.
d. Luigi Ciotti

ARANCE DIGNITA’ LAVORO
Emergenza Rosarno. La raccolta delle arance diventa nuovamente una vergogna. Oltre mille persone vivono al freddo dell’inverno nella tendopoli di San Ferdinando, in condizioni disumane dentro un ghetto fatto di alloggi di fortuna in plastica o eternit. 
Tra poco ci saranno le elezioni e per questo vogliamo lanciare un messaggio a tutti i candidati premier: non vi voteremo senza il vostro impegno per Rosarno.
A tutti i candidati: non vi voteremo in mancanza di un impegno concreto in campagna elettorale. Per conquistare la nostra fiducia, dovrete richiedere alle Istituzioni di inviare i fondi necessari per abitazioni degne.
Siamo di Terrelibere.org, uno dei primi siti web italiani a produrre inchieste, tra cui quella su Rosarno. Lo facciamo perchè siamo convinti dell'importanza di tenere alta la guardia su un caso mediatico che è esploso e poi è stato dimenticato, lasciando i braccianti di Rosarno nelle stesse condizioni di sfruttamento senza contratti regolari, salari giusti e condizioni abitative dignitose.

… ATTIVARE LA VIGILANZA E LA CAPACITA’ DI PORCI DOMANDE PUO’ FAR ARRIVARE DAVANTI AD UN “MURO” … CHE MAI AVREBBE DOVUTO RAPPRESENTARE UNA “SOLUZIONE” …
GERUSALEMME -  IL PIANTO DEL MURO (DI Guia Faglia)

Gerusalemme. Ho esultato quando abbiamo trovato una casa con vista. Muro.
Di lá non c’è il verde del Parco, ma la Palestina che si è per poco imbiancata di neve.
Subito dopo la cupola della roccia e il muro del pianto è il luogo piú simbolico da vedere dalla finestra. Inoltre è vicino alla scuola di mia figlia e ovviamente piú economico.
Luogo controverso, illegale, paradigmatico è uno spazio condiviso che allo stesso tempo sancisce l’unilateralitá del potere israeliano come forza occupante.
Cionostante è capace di creare fenomeni di socializzazione dei piú disparati.
Nelle aree urbane è costituito da pannelli prefabbricati alti 8-9 metri con un buco in alto per essere installati con la gru. Ne esistono varianti a mattoni e con motivi decorativi come se fosse possibile imbellettarlo. In alcune parti è fatto di rete metallica elettrificata.
Il cemento grigio trasuda squallore contenutistico ed estetico.
Artisti di strada come il francese JR1 e l’inglese Banksy2 sono stati capaci di trasformarlo in luogo d’arte. Bansky ha chiaramente espresso il suo parere sul muro di separazione: è una disgrazia, la struttura piú invasiva e degradante al mondo, che offre peró l’eccitante possibilitá di potersi trasformare nella piú lunga galleria della libertá di parola e cattiva arte3. In diversi artisti hanno contribuito, ognuno per qualche metro. Su 708 chilometri di muro, il successo rimane parziale.
JR ha affisso poster enormi affiancando ritratti di una persona israeliana e una palestinese che fanno lo stesso lavoro. La provocazione è che è raramente possibile distinguere la nazionalitá dei due. Ho scattato la foto qui sotto circa un anno e mezzo fa a Betlemme e ieri ho visto che purtroppo i manifesti di JR si sono quasi completamente dissolti per l’azione della pioggia e del sole, lasciando di nuovo emergere il grigiore.
Banksy fa sognare: che ci siano paesaggi caraibici oltre il muro, dipingendo finestre e scostando tende; che il cemento sia carta, suggerendo una linea tratteggiata con una forbice per ritagliarvi un’apertura; che sia fantasticamente superabile, con una scaletta a pioli o come fa una bambina con le treccine, appesa ai suoi palloncini
Il muro stesso è luogo di illegalitá. La sua costruzione è iniziata nel 2002 da parte dello stato di Israele in difesa dei propri cittadini per prevenire ‘l’infiltrazione di terroristi ed elementi criminali’. La Corte Internazionale di Giustizia, pur riconoscendo ad Israele il diritto all’autodifesa, si è detta non convinta che la costruzione del muro fosse l’unica risposta possibile. L’impressione è che ci sia un chiaro desiderio espansionistico connesso alla realizzazione del muro, declinato nell’acquisizione forzata di terra, in violazione del’articolo 2 (4) della Carta delle Nazioni Unite. Si stima infatti che una volta completato, il muro sia all’85% su suolo palestinese e non lungo la ‘green line’, ovvero il confine tracciato sulla mappa con una penna verde nel 1949 e internazionalmente accettato come confine tra Israele e Palestina. Se quest’operazione contnuasse, il muro sarebbeluogo di annessione, donando a Israele di 530 km2 di terra palestinese, inclusa tutta Gerusalemme Est, e lasciando una popolazione di 350.000 palestinesi intrappolata tra il muro e la green line.
Nel 2004 la Corte Internazionale di Giustizia ha sancito che la costruzione del muro e il regime di controllo ad esso associato sono contro le leggi internazionali. Ha quindi richiesto l’immediata interruzione della costruzione, il suo smantellamento e la restituzione di, tra gli altri, case, aziende e poderi agricoli requisiti ai palestinesi o la compensazione di coloro a cui sono stati demoliti. Da allora nulla è successo. Anzi, è continuata la costruzione.
La domanda su cosa sia illegale sorge spontanea quando vedo ragazzi e uomini palestinesi che scavalcano il muro aprendosi un varco tra il filo spinato e calandosi con una corda da quell’altezza considerevole. Rischiano parecchio, perché se vengono perquisiti e sono senza permessi vanno dritti in galera. Non voglio parlare qui della condizione di chi viene incarcerato per mesi senza nemmeno il diritto di sapere perché né di poter essere visitato dalla famiglia. Una condizione che ha sollevato una forte protesta qualche mese fa con un lunghissimo sciopero della fame da parte di alcuni detenuti.
Al muro sono connessi i posti di blocco, punti in cui la linea doppia continua si fa tratteggiata. Per alcuni: gli internazionali, gli israeliani e i palestinesi a cui è stato concesso il permesso, evento piuttosto raro e complesso, come mostra il video gioco ironico ma esplicativo realizzato e pubblicato con sottotitoli in inglese da due organizzazioni israeliane per la difesa dei diritti umani .

Per i Palestinesi che contestano l’occupazione e il muro, i posti di blocco sono luoghi di protesta. Qalandiya, situato tra Gerusalemme e Ramallah, è uno tra i piú rinomati per la severitá dei controlli israeliani. Alcune organizzazioni internazionali vietano ai propri operatori di passarci perché è spesso arena di scontri.
Dalla parte palestinese un gruppo di ragazzi manifestava urlando slogan e sventolando bandiere. Avanzava verso il posto di blocco, sulla strada dove le macchine erano in attesa di passare. Osservavo da una postazione privilegiata, dall’alto di un sedile vicino al finestrino sull’autobus proveniente da Ramallah, anch’esso in coda. Sullo spartitraffico, lungo il mio stesso lato, due soldati israeliani avanzavano in direzione contraria alla coda di veicoli. Alla mia altezza, con il loro elmetto appena sotto al mio naso al di lá del vetro, uno ha dato una gomitata d’incoraggiamento all’altro che ha preso la mira con un fucile che terminava in una specie di funghetto bianco e ha sparato un fumogeno. Un rumore che fa sobbalzare, una scena da guerriglia urbana intanto che la quotidianitá scorre imperterrita tra donne velate che spingono il passeggino e venditori ambulanti che propongono merci improbabili ai finestrini degli automobilisti fermi. I ragazzi si sono sparpagliati correndo tra le macchine e i militari sono tornati alla jeep parcheggiata sul lato israeliano di quel luogo di conflitto per riposizionare un nuovo fumogeno sull’arma.
Qalandiya è anche luogo di solidarietá. Dal 2001 l’organizzazione di donne israeliane Machsomwatch conduce osservazioni quotidiane nei posti di blocco per documentare quello che accade, le violazioni nei confronti dei Palestinesi e la negazione del loro diritto a muoversi liberamente nella loro terra. Diffondendo la documentazione raccolta cercano di influenzare l’opinione pubblica in Israele e nel mondo per porre fine all’occupazione che ritengono distruttiva sia per la societá israeliana che per quella palestinese. Ho avuto il grande piacere di conoscere Ilana che mi ha raccontato della sua esperienza di volontaria per Machsomwatch e della frustazione quando da parte israeliana è stato loro imposto di condurre l’osservazione da dietro una transenna, ad una certa distanza dai militari. In questo modo è stata fortemente ridotta la loro capacitá di interagire coi soldati per promuovere un comportamento rispettoso dei diritti umani ed evitare che Qalandiya continuasse ad essere un noto ed odiato luogo di sopraffazione.

Che anche un luogo di frattura come il muro costruito da Israele in Palestina istituisca interessanti relazioni sociali è un gradevole dato di fatto che non fa comunque smettere di augurarsi il suo pronto abbattimento.

Guia Faglia
Guia Faglia si è occupata di educazione, giovani, architettura e teatro a Monza e dintorni fino alla trentina. 
Poi si è trasferita in Montenegro con il marito Marco e due figlie di pochi anni. Ha lavorato cosí appassionatamente su educazione e diritti dei bambini con i Rom rifugiatisi li’ dopo la guerra in Kossovo che all’ufficio d’igiene di Monza le hanno chiesto se fosse nomade. Forse anche per via di una figlia molto abbronzata e decisamente spettinata.
 
Ma le vaccinazioni sarebbero servite loro per trasferirsi sei anni in Uganda, nell’Africa orientale. Passata ai diritti delle donne, si è occupata di progetti contro la violenza di genere nel Nord Uganda massacrato dalla guerriglia.
 
Dopo aver agito, è andata a pensarci su in Ighilterra grazie a un master su Genere, Sessualitá e Diritti Umani.
 
Da poco piú di un anno vive a Gerusalemme Est dove fa volontariato con le donne Palestinesi, coordina i volontari in tutto il mondo per una rete che si occupa della relazione tra genere e disastri e lavora a un progetto mediterraneo.
 


RETI   AMICHE:
Segnalo a tutti gli amici di Fatti Mail  le reti amiche con cui spesso condividiamo sfide solidali:
- la rete di Raffaele Magrone
- Scambiotutto di Saverio Ambrogetti


Lo spirito di gratuità che muove Fatti Mail implica che chiunque abbia ricevuto (o riceva) ospitalità circa  un proprio comunicato lo faccia in spirito di condivisione dell'idealità solidale accettando di essere parte di uno spazio in cui la comunicazione sia tanto un dire quanto un ascoltare. La solidarietà ha infatti necessariamente due direzioni quella del chiedere e quella dell'offrire. Se non sono entrambe vissute ed accolte non potrà esserci spazio di solidarietà.
Nei Fatti  - e nelle Mail - questo significa accettare:
-       che il proprio indirizzo e-mail entri nella mailing list di Fatti Mail (che non ne farà uso alcuno al di fuori della spedizione on-line delle news letter 2/3 volte al mese)
-       ed essere disponibili a leggere i bollettini che si riceveranno con la stessa solidarietà che si è sperato altri abbiano messo in gioco leggendo  il proprio annuncio

1 commento:

  1. condivido 3 tra le varie risposte ricevute perché aggiungono punti di vista ulteriori al tema della responsabilità individuale nei confronti della Storia:

    Cara Gaia,
    mi è piaciuta moltissimo la riflessione di apertura.
    E che la Storia non insegni nulla lo dimostra il fatto che proprio Oggi continuano soprusi, violenze eccidi e genocidi di massa, nel silenzio, indifferenza e/o manipolazione informatica non solo degli europei, ma di gran parte del mondo "civilizzato"
    Vorrei tanto che la Giornata della Memoria fosse dedicata non solo a quel che successe agli Ebrei, ma anche agli Armeni, ai Curdi, ai Tutsi, ai nativi americani, alle vittime di dittatura e così via, senza dimenticare i Palestinesi che da 50 anni ormai patiscono i soprusi ( e gli eccidi sistematici) di un sistema imposto con la potenza delle armi....ironia della sorte...proprio da parte di chi rappresenta quelle vittime che oggi giustamente commemoriamo.
    Un abbraccio
    Emanuela


    Cara Gaia,
    I brividi me l’hai fatti venire questo è certo, tutte storie terribili che so perché grazie a Dio il silenzio per questo orribile sterminio non è mai calato da allora.
    Purtroppo devo dire che come 230.000.000 di europei tacquero allora, oggi si tace sugli stermini dei cristiani nel mondo ad opera sempre più spesso di gruppi armati mussulmani.
    Ma gli stermini dei cristiani ci sono sempre stati nei secoli e gli stessi cattolici tendono pure quasi ad esaltare il tutto, con il discorso del cosiddetto “sacrificio del sangue” a testimonianza della propria fede.
    Il fatto che non avvengano in massa, ma sicuramente con una cadenza quasi giornaliera quindi conti fatti si parla di milioni di morti anche se distribuiti nel tempo, non significa che siano meno atroci e assurdi.
    Tutto questo dovrebbe far riflettere sul fatto che siamo ancora ciechi e sordi a volte, di fronte agli orrori contemporanei di questa umanità.
    Siccome tra vent’anni forse si capirà la mostruosità del tutto, non voglio fare parte di quelli che hanno taciuto in questa occasione.
    Esprimiamo quindi un pensiero e un tributo, per tutti quei popoli o minoranze religiose che subiscono stermini ancora oggi.
    Maria Luisa

    La riflessione sulla responsabilità di "tutti" o quasi rispetto a quanto accaduto durante la shoah, mi fa pensare a cosa dirà la storia, le generazioni future rispetto al nostro silenzio e al nostro "non fare", riguardo alle violenze che subiscono i migranti qui da noi e nei paesi che attraversano per arrivare in Europa; alle migliaia di morti nei nostri mari ma anche nei deserti africani, alla situazione dei sopravvissuti, sia nei campi in Italia sia in quelli in Africa, dove le leggi ed i diritti sono sospesi ... siamo tutti responsabili? Credo proprio di sì... Alessandro

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mi chiamo Futuro ... tu come ti chiami ?

mi chiamo Futuro ... tu come ti chiami ?
Dio mi liberi dalla saggezza che non piange, dalla filosofia che non ride e dall'orgoglio che non s'inchina davanti ad un bambino" (K. Gibran) - "Forse ha ragione il gesuita p.John Haughey quando afferma :”Noi occidentali leggiamo il vangelo come se non avessimo soldi e usiamo i soldi come se non conoscessimo nulla del Vangelo" (Alex Zanotelli)

FORSE NON TUTTI SANNO CHE:

1) Mangiare, Dormire, Lavarsi ... è x tutti
sul sito della Comunità di S. Egidio è possibile "sfogliare" guide solidali che informano sulle realtà CITTADINE disponibili a sostenere chi si trovi in difficoltà

http://www.santegidio.org/index.php?&pageID=228

2) Legalità è Solidarietà
I grandissimi "piccoli" numeri delle "mafie" da una parte
e dall'altra i piccoli "grandissimi" numeri di chi quotidianamente tesse scelte solidali e cultura legale per contrastarle: sapere è potere, sapere è vedere video come quello presentato dalla trasmissione "La Storia siamo Noi"

SOLIDARIETA' E AMBIENTE

ACQUA, un popolo di spreconi

ACQUA, un popolo di spreconi

Un popolo di spreconi.

Ne consumiamo ogni giorno più di 250 litri a testa, più di ogni altra nazione europea.

Non siamo i più puliti, ma solo i più spreconi.



Ogni giorno utilizziamo centinaia di litri d’acqua senza prestare molta attenzione; in genere l’atteggiamento più diffuso è quello di pensare che «basta aprire un rubinetto e servirsene a piacere», in realtà le cose non stanno proprio così, è necessario fermarsi a riflettere un attimo per dare il giusto valore ad una risorsa che purtroppo non è infinita.

Senza acqua nessuna forma di vita è possibile, è un bene d’assoluta necessità che diventa sempre più scarso con il passare del tempo per motivi sia di ordine quantitativi (l’acqua oggi a disposizione è pari a circa un terzo di quella disponibile negli anni ‘50 e tra cinquanta anni sarà ulteriormente dimezzata), sia qualitativi (per ogni litro d’acqua potabile, almeno otto risultano contaminati dall’attività umana).

Gli effetti di questa situazione sono sotto gli occhi di tutti: casi crescenti di razionamento idrico; il consumo di acqua minerale o filtrata diventato quasi un obbligo; lievitazione del costo dell’acqua potabile ecc.

Se poi allarghiamo lo sguardo a livello mondiale, il panorama diventa ancora più preoccupante: circa un miliardo e mezzo di persone non dispongono di acqua potabile.

Di fronte ad un quadro tutt’altro che roseo, oltre ad avvicinarsi al rubinetto con maggiore rispetto, diventa importante porsi il problema di come contribuire in prima persona a migliorare la situazione.

D’altra parte, un uso più appropriato dell’acqua non fa bene solo all’ambiente, ma anche al portafogli e con molta probabilità anche alla pace tra i popoli, perché sono oramai numerosi gli analisti politici che individuano nella carenza d’acqua uno dei possibili motivi di conflitto armato tra i paesi.

Che fare?

Per eliminare gli sprechi idrici si può agire su tre fronti: -Ridurre i consumi d’acqua, in modo da erodere il meno possibile questa preziosa risorsa e contrarre l’impatto ambientale (produrre, trasportare e smaltire acqua potabile richiede energia e produce inquinamento). -Contrarre l’impiego di additivi per ridurre l’inquinamento dell’acqua, della natura e dell’ambiente domestico. -Diminuire il consumo energetico per scaldare e distribuire l’acqua al fine di ridurre l’inquinamento ambientale e il consumo di energia fossile. Per raggiungere questi obiettivi è necessario intervenire sia a livello degli stili di vita, modificando alcune abitudini radicate nel tempo, sia a livello di impiantistica, utilizzando apparecchiature progettate con particolare attenzione al risparmio idrico ed energetico per garantire un’efficacia uguale o superiore rispetto ai dispositivi convenzionali. Spesso si tratta di mettere mano al portafogli, ma il più delle volte il risparmio che deriva dall’uso di tali dispositivi ripaga in poco tempo la spesa affrontata per il loro acquisto. Il massimo dei risultati si ottiene quando entrambe queste strategie, cioè modifica delle abitudini e nuova impiantistica, sono adottate insieme. Vediamo ora in dettaglio le varie soluzion possibili.

Riduzione dei consumi

Iniziamo dalla tipologia di utilizzo che impatta maggiormente per poi passare alla seconda e così via prendendo come riferimento il diagram-ma a torta (vedi il grafico ripartizione dei consumi domestici), in altre parole guardiamolo con occhi famelici e gettiamoci a capofitto sulla fetta più grossa per poi passare a quella di dimensioni immediatamente inferiori e cosi via!

  • Docce e bagni.
  • La doccia presenta un minor consumo d’acqua, rispetto al bagno, soprattutto se si tiene l’acqua aperta solo quando serve.
    Inoltre è possibile adottare docce a risparmio energetico, in grado di ridurre i consumi oltre il 70%. In termini pratici, considerando una doc-cia al giorno si possono risparmiare in un anno oltre 50.000 litri d’acqua e diverse centinaia di euro.
    La cosa importante è di utilizzare docce che non si limitino a ridurre il consumo d’acqua (allora tanto vale non aprire totalmente il rubinetto, con il risultato che s’impiega più tempo a lavarsi e si consuma lo stesso quantitativo di acqua), ma sfruttino in maniera più intelligente l’acqua, garantendo un elevato potere lavante a fronte di minori consumi.
    Vi sono inoltre vantaggi secondari interessanti: nel caso di boiler elettrico, più persone riescono a fare la doccia consecutivamente e minori sono i cali di portata per gli altri utenti, l’unico rovescio della medaglia è che, passando meno acqua nei tubi, si deve attendere più tempo l’arrivo dell’acqua calda.

  • Lavaggio stoviglie e biancheria.
  • Nel caso in cui si utilizzino lavatrici o lavastoviglie è bene farle girare sempre a pieno carico; nel caso dei lavaggi a mano evitare l’uso d’acqua corrente e preferire l’acqua raccolta in un lavabo o in una bacinella.
    Sempre per ridurre gli sprechi, non lasciate diventare vecchio lo sporco dei piatti e le macchie ostiche dei tessuti perché richiedono un lavaggio più impegnativo sia da un punto di vista chimico (detersivi) sia energetico (tempi e temperature più elevate); lavare separatamente i pezzi a seconda del grado di sporco.
    Molti si chiederanno: si consuma più acqua, energia e detersivi lavando a mano o a macchina?
    Per rispondere in maniera corretta a questa domanda è necessario conoscere due fattori: grado di riempimento ed «economicità» della macchina da una parte e capacità di lavaggio manuale dall’altra.
    Comunque alcuni studi in materia hanno dimostrato che per lavare lo stesso quantitativo di stoviglie, pari ad un carico intero di una lavapiatti, mediamente si consumano 80 litri d’acqua se lavati a mano; 60 se lavati a macchina; 12 litri nel caso di apparecchi ad elevata efficienza, i quali oltre al risparmio d’acqua consentono una notevole contrazione dei consumi di detersivi ed energia.

  • Vaschette del WC.
  • Le vaschette tradizionali, in genere contengono circa 24 litri, un volume d’acqua tale da permettere una buona azione lavante nel caso di presenze solide…, ma eccessivamente elevata nel caso di rifiuti liquidi.
    Mediamente, con tali sciacquoni si ha un consumo giornaliero di circa 100 litri a persona, in gran parte sprecati.
    Più efficienti sono le vaschette a due mandate, una da 3 e l’altra da 6 litri, grazie alle quali il consumo giornaliero, a parità di funzione, scende a 15 litri d’acqua.
    Se utilizzate in maniera corretta, ossia schiacciando il tasto giusto al momento giusto, con le vaschette a doppia mandata si arriva a risparmiare circa 17.000 litri d’acqua l’anno a persona.
    Quando non si hanno a disposizione vaschette ad hoc, è possibile modificare i tradizionali cassonetti introducendo dei pesi che permettono di ottenere le stesse prestazioni.
    Un altro metodo è di inserire nella vaschetta un mattone o più semplicemente una bottiglia piena d’acqua.
    In quest’ultimo caso si risparmia molta acqua, ma si riduce anche la quantità disponibile per ogni scarico con l’inconveniente di ridurre l’azione lavante.

  • Rubinetti.
  • Vanno aperti solo quando serve e tenuti chiusi mentre ci si insapona o ci si lava i denti; analogamente per lavare la frutta e la verdura è sufficiente usare acqua raccolta in una bacinella e non quella corrente.
    Per dare un’idea concreta di quanto questi gesti quotidiani possano far variare notevolmente il livello dei consumi idrici, analizziamo in dettaglio cosa accade durante il lavaggio dei denti: tenendo aperto il rubinetto per tutto il periodo di pulizia, si arriva a consumare 10.000 litri l’anno a persona; quando il rubinetto viene aperto solo per il risciacquo il consumo d’acqua si riduce a 1600; se poi invece dell’acqua corrente si utilizza quella contenuta in un bicchiere, si arriva a non più di 200 litri d’acqua l’anno!
    Un bel risparmio, vero?
    Per quanto concerne interventi di tipo impiantistico, è possibile sostituire i normali filtrini dei rubinetti (quelli che ogni tanto dobbiamo pulire dal calcare e da altre sporcizie) con dei modelli risparmio energetico (aeratori).
    Come per le docce vale il discorso di acquistare dei modelli che non si limitino a ridurre la portata dell’acqua, ma che producano un getto di eguale capacità lavante con consumi inferiori.

  • Perdite dalle guarnizioni.
  • L’acqua, che a causa di perdite delle guarnizioni gocciola dai rubinetti o dallo sciacquone, sembra poca cosa, ma essendo continuativo, anche il semplice gocciolamento comporta uno spreco inutile di migliaia di litri d’acqua (e di euro).
    Nel caso in cui l’impianto è dotato di accumuli dell’acqua calda, come ad esempio i boiler elettrici, oltre al consumo d’acqua le perdite idriche si tramutano anche in uno spreco d’energia elettrica.
    È pertanto consigliabile di sostituire immediatamente le guarnizioni danneggiate.

  • Ridurre l’Impiego di Additivi
  • Tutti i detergenti, compresi quelli ecologici, comportano un impatto ambientale per la loro produzione, il trasporto e lo smaltimento.
    Inoltre, soprattutto nel caso di detergenti convenzionali, si ha una liberazione di residui tossici nell’ambiente che poi vengono assimilati attraverso la respirazione, la pelle e il consumo di alimenti.
    Ecco perché è bene ridurre al minimo l’impiego di detergenti e detersivi e in ogni caso preferire i prodotti ecologici.
    Ma cosa c’entrano i detersivi con l’acqua?
    È molto semplice: in tutti i processi di pulizia viene utilizzata l’acqua come diluente che, se usata in modo intelligente, riserva ottime sorprese!
    Per il lavaggio di stoviglie e del bucato è possibile trattare energicamente l’acqua con opportuni dispositivi da applicare direttamente alle condotte dell’acqua o direttamente nelle macchine da lavare o sotto forma di additivi, ottenendo circa un dimezzamento dei consumi dei detersivi.
    Per quanto concerne la pulizia delle superfici è consigliabile impiegare dei panni in microfibra dove l’azione chimica degli additivi è completamente sostituita dall’azione meccanica, ossia si pulisce e si sgrassa unicamente utilizzando l’acqua.
    Ma anche in questo caso, per non avere risultati deludenti, è necessario scegliere prodotti d’elevata qualità.

  • Combattere il Calcare
  • Il calcare è ben noto per la tendenza a creare incrostazioni, assai difficili da rimuovere da box doccia, lavelli e rubinetteria in generale; ma i maggiori inconvenienti, il calcare li crea all’interno dell’impianto idraulico, ossia nelle condutture e, soprattutto, nei generatori d’acqua calda (elettrici o a gas).
    Tali depositi creano due tipi di barriere: una termica e una fisica.
    La prima si traduce in un maggior consumo di energia per nulla trascurabile, infatti, per ogni millimetro di deposito di calcare nei tubi, si registra un aumento dei consumi elettrici di circa il 10% e siccome lo strato accumulato in un generatore d’acqua calda può diventare molto spesso, nel tempo, i consumi possono crescere vertiginosamente.
    Analogamente, lo strato di calcare crea anche una barriera fisica al passaggio dell’acqua che, nel caso d’impianto dotato di autoclave, fa anch’esso aumentare i consumi di elettricità.
    Infine va detto che il calcare sollecita maggiormente l’impianto idraulico riducendone la durata.
    Una verifica della presenza di calcare all’interno dei tubi può essere realizzata con una semplice prova.
    Aprite al massimo il rubinetto dell’acqua fredda e notate la portata; dopo qualche istante ripetete la stessa cosa con il rubinetto dell’acqua calda.
    La minore portata dell’acqua calda è essenzialmente dovuta alle incrostazioni di calcare presenti nel generatore di calore!
    Le soluzioni utili per vincere il calcare si dividono in due categorie: trattamenti in grado di inibire il potere di coesione del calcare che, pur continuando ad essere presente nell’acqua, non è più in grado di for-mare incrostazioni; trattamenti di rimozione del calcare dall’acqua.

Ecologia Domestica

Del primo gruppo fanno parte i trattamenti energetici dell’acqua, i catalizzatori ceramici e i campi magnetici.

I primi uniscono le proprietà anticalcare alla riduzione dei consumi di detersivi ed all’eliminazione del problema della formazione della ruggine (molti modelli possono essere installati senza ricorrere all’idraulico).

I catalizzatori ceramici sono estremamente efficaci, ma richiedono un intervento impiantistico così come i dispositivi basati sull’effetto dei campi magnetici.

Tra i dispositivi che operano la rimozione parziale del calcare dall’acqua vi sono gli addolcitori, il cui impiego richiede periodicamente l’aggiunta di sale e un’accurata manutenzione.
Inoltre, sia l’installazione che la manutenzione richiede l’intervento di tecnici specializzati.

LENTE D'INGRANDIMENTO


Stop alla droga? Diciamolo in piazza

di Francesca Sironi - marzo 2013

Parlare di cocaina nei luoghi in cui viene venduta, per sottrarli agli spacciatori e resituirli, almeno per un giorno, alla legalità. Un'occupazione lettaria itinerante, in giro per l'Italia, da Roma a Scampia, da Palermo a Milano. Ecco il progetto 'Tira dritto', nato dall'idea del giornalista di Repubblica Paolo Berizzi


Occupare i fortini della droga. Usando solo la forza della parola. Restituendo, almeno per un giorno, le principali piazze di spaccio d'Italia alla legalità. E' l'obiettivo di "Tira dritto - Stop Cocaina", una campagna ideata dal giornalista Paolo Berizzi e sostenuta dal dipartimento delle politiche antidroga alla Presidenza del consiglio dei ministri. Un'iniziativa a tappe che inizierà mercoledì 27 marzo a Tor Bella Monaca, alla periferia di Roma: «Questi sono luoghi dove centinaia di famiglie vivono spacciando cocaina. Noi vogliamo portare per un pomeriggio le istituzioni, gli esperti, i magistrati e dei testimonial a parlare delle conseguenze dell'uso e della vendita della "regina" delle droghe», spiega Berizzi.

Gli incontri non saranno paludate conferenze ospitate in qualche sala comunale, ma dibattiti all'aperto, per strada: «Si chiamano "Talkstreet" ed è la prima volta che il tema della droga sarà affrontato in questo modo, in Italia. Pensavo fosse un'idea folle, ma molti l'hanno sostenuta».

Berizzi, autore con Antonello Zappadu del libro "La Bamba", in cui ricostruisce il percorso della coca dalle piantagioni colombiane alle vie di Milano, porterà con sé magistrati ed esperti ma anche attori, registi, cantanti. Fra i volti noti ci saranno quelli di Pierfrancesco Favino, Daniele Silvestri, Marco Giallini, Kasia Smutniak, Matteo Garrone: «Ognuno di loro racconterà la sua esperienza, condividerà delle riflessioni sul problema della cocaina. Avere dei testimonial è importante: andremo in quartieri dove sono conosciuti, e questa sarà magari la scusa per portare la gente in piazza».

Gli scambi di parole saranno brevi, promette Berizzi: «Quello che ci interessa veramente è ascoltare gli abitanti dei quartieri. Sentire da loro cosa significa vivere in mezzo alla droga». Niente palco, tendoni o inviti: tutto avverrà per strada, sui marciapiedi, fra le panchine dei parchi pubblici. A moderare gli interventi sarà sempre Elsa di Gati, giornalista di Rai3. La promozione dell'iniziativa sarà fatta sul territorio, dalle associazioni locali: «L'incontro di Roma è promosso con Villa Maraini, che da 40 anni aiuta i tossicodipendenti. Al dibattito interverrà anche il fondatore della comunità, Massimo Barra, un uomo che vive in trincea da tutta la vita».

Per Berizzi i Talkstreet, 15 in tutta Italia, che andranno dallo Zen di Palermo a Corso Como a Milano, dal quartiere Japigia di Bari a Porta Palazzo a Torino, saranno un modo per «occupare» le piazze di spaccio. Una parola forte, "occupare", che spiega così: «Vogliamo portare le istituzioni in mezzo alla gente che tutti i giorni vive a contatto con la cocaina. Vogliamo scendere per strada, non fermarci a una carovana simbolica. Andare nelle piazze di spaccio ci permetterà di dare un segnale forte, usando semplicemente le parole». Le reazioni potrebbero essere diverse: «Dove potremo, dove avremo le carte, le sentenze, faremo i nomi dei signori della droga locali. Ci rivolgeremo anche a loro, alle loro famiglie, nel loro territorio. Non potremmo dare un segnale più forte di questo. Le reazioni potranno essere negative o positive, purché ci siano». Per una volta, infatti, gli abitanti potranno essere protagonisti, non animali da zoo dietro le telecamere né vittime di un gioco più grande di loro: «Non saremo dei meri registratori. Tutto ciò che ci diranno servirà a giornalisti e magistrati per capire meglio il mondo della cocaina, anche dal loro punto di vista».

I contesti saranno ovviamente diversi. Dal degrado di Scampia alle luccicanti vetrine del centro di Firenze o di Bologna. Anche i discorsi cambieranno, col contesto, ma l'obiettivo rimarrà sempre lo stesso: «Accendere i riflettori». Ogni due o tre settimane, a partire dal prossimo 27 marzo, la campagna si sposterà in giro per l'Italia. Sperando di lasciare un segno contro il business della cocaina, che continua ad arricchire le mafie e a rovinare la vita di migliaia di persone: «Oggi la cocaina è molto più di quanto si pensi. Influenza i comportamenti, regola e stravolge le dinamiche sociali, la vita delle città. E' sovrana della quotidianità lavorativa, dai muratori ai parlamentari, dai piloti ai manager, dagli autisti ai chirurghi. Imbianca i licei e le università e incipria i nasi di consumatori sempre più giovani», scrive Berizzi sul sito: «Basterebbe una boccata d'aria pura, una sniffata di libertà, un'indigestione di fiducia, una volta, per un pomeriggio, magari un'ora, per ricordarsi come ci si sente bene padroni di noi stessi»
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SOLIDARIETA' E CONSUMI

L’economia solidale

è, prima di tutto, un atteggiamento da cui derivano dei comportamenti che determinano un particolare stile di vita. Non si tratta solo, infatti, di aderire alle formule del commercio equo solidale, ma anche, e soprattutto, di rivoluzionare le nostre abitudini quotidiane: l’economia solidale comprende anche il nostro modo di lavare e lavarsi, ossia la quantità e la qualità di acqua, sapone e detersivi che utilizziamo.

Partire, quindi, dalle piccole cose, dalle attività quotidiane che, alla fin fine, costituiscono, in termini di tempo d’esecuzione, una porzione molto ampia di ogni nostra giornata. Limitare i consumi, specie d’acqua, evitare gli sprechi, cooperare con gli altri, sostituire la moda dell’ “usa e getta” con quella del recupero, utilizzare prodotti ecocompatibili, utilizzare l’automobile solo in casi di estrema necessità, impegnarsi a non inquinare, scambiare (tipo libri, cd, attrezzi, ecc.) per evitare di acquistare, sono alcuni imperativi per uno stile di vita un po’ più sobrio.

Zucchero equo-solidale

La nostra società si basa su un flusso continuo di merci e prodotti, e per questo viene definita consumistica. E, certamente, per cambiare le cose occorre intervenire (interferire) su questi automatismi.

Potremmo abbozzare una sorta di decalogo: compra leggero (ovvero prodotti con uno “zaino ecologico” non troppo pesante); compra durevole; compra semplice (in genere, gli oggetti più sofisticati sono meno durevoli, più delicati); compra vicino (per ridurre i danni ambientali che ogni trasporto comporta); compra sano; compra più giusto (e qui ci avviciniamo al discorso del commercio equo); compra prudente (a dispetto di normative e regolamentazioni, non è detto che il materiale acquistato non sia nocivo); compra sincero (evitare cioè i prodotti troppo pubblicizzati, dato che la pubblicità ce la paghiamo noi ed è spesso lontana dalla verità); compra mano d’opera (un metodo per aumentare l’occupazione); investi in futuro

INDIRIZZI UTILI

http://www.retelilliput.org/

http://www.utopie.it/http://www.retecosol.org/

http://www.networketico.it/

http://www.volint.it/http://www.zoes.it/

http://www.vita.it/

http://www.nuovomunicipio.org/

http://www.decrescita.it/

http://www.equonomia.it/

http://www.altreconomia.it/

http://www.altroconsumo.it/

http://www.valori.it/



COMMERCIO EQUO SOLIDALE

http://www.assobdm.it/

http://www.altromercato.it/

http://www.equoland.it/

http://www.transfair.it/

http://www.agices.org/

http://www.commercioetico.it/

http://www.equo.it/

http://www.mondosolidale.it/

http://www.cooperativaisola.org/

http://www.equociqua.it/

GAS

http://www.economia-solidale.org/

http://www.retegas.org/



FINANZA ETICA

http://www.bancaetica.com/

http://www.finanza-etica.itt/



TURISMO RESPONSABILE

http://www.aitr.org/

http://www.tures.it/

http://www.viaggiemiraggi.org/

http://www.viaggisolidali.it/

http://www.humanaitalia.org/



BARATTO

http://www.eticambio.it/

http://www.zerorelativo.it/

http://www.barattopoli.com/

http://www.tuttobaratto.it/

http://www.suesu.it/

da Fatti Mail a ... Song-Taaba ONLUS - Africa e Solidarietà

da Fatti Mail, da una mail spedita per chiedere una mano per il Burkina Faso, l'incontro con Padre Jean Ilboudo e la nascita, nel 2008, di Song-Taaba ONLUS.... Song-Taaba incontra Chiara Castellani, il suo Congo ed inizia un'esperienza umana di amicizia e solidarietà ... di conoscenza e consapevolezza ... che fa compiere ogni giorno nuovi passi ... guardando avanti ...

"A salvare veramente l’Africa non saranno i fondi e gli aiuti. Salveranno vite umane, permettendo loro di sopravvivere, ma non salveranno la vita dell’Africa. Cio’ che importa non sono i mezzi, ma le condizioni. Bisogna permettere all’Africa di ricostruirsi. Bisogna aiutarla a ricostruirsi. L’Africa deve essere prima che avere". (Joseph Ki-Zerbo)

L'Africa deve essere prima che avere ...

e come l'Africa, ognuno di noi

La strada dell'essere è quella i cui passi sono domande e la meta non è un dove ma un chi ...

Una strada che lo sguardo lungo e visionario di Padre Jean Ilboudo ha fatto intravedere a tutti noi

Song-Taaba è e vuole essere questo: la possibilità di percorrere questa strada

http://song-taabaonlus.ning.com/

Be Ye Ka Ye?: cosa c'è lì che non c'è qui?

Nulla o forse tutto: la voglia di muoversi, di interrogarsi,
di cercare il valore della vita ...

http://www.youtube.com/watch?v=WQGF1fqEruQ

la vita di Chiara Castellani

http://www.youtube.com/watch?v=HON6FoFUPnI

e di chiunque abbia voglia di vivere la solidarietà ...
se sei fra questi ... contatta:
segreteria@song-taabaonlus.org,


.... x iniziare a guardare l'Africa dal ... lato giusto:
Nel suo docu-film, Silvestro Montanaro, svela un'Africa
consapevole, dignitosa, aperta al futuro, segnata da ferite interne ed esterne,
creativa, saggia. Un' Africa da ascoltare, da capire, da scoprire e da cui
imparare:
http://www.ceraunavolta.rai.it/dl/portali/site/puntata/ContentItem-5a587b72-ded6-4320-942f-572599d3406c.html,