SOLIDARIETA' ... come altro?

SOLIDARIETA' ... come altro?
Ci impegniamo senza giudicare chi non s'impegna, senza accusare chi non s'impegna, senza condannare chi non s'impegna, senza cercare perché non s'impegna, senza disimpegnarci perché altri non s'impegna. Ci impegniamo per trovare un senso alla vita, a questa vita, alla nostra vita, una ragione che non sia una delle tante che ben conosciamo e che non ci prendono il cuore, un utile che non sia una delle solite trappole generosamente offerte ...dalla gente pratica. Si vive una sola volta e non vogliamo essere giocati in nome di nessun piccolo interesse. (Primo Mazzolari)

martedì 26 giugno 2012

26 giugno 2012


26 giugno 2012


Affezionata piccola grande famiglia di Fatti Mail

Questo sole prorompente che sta inondando le nostre giornate

con le sue vampe, la sua potenza, la sua assoluta luminosità genera  tanta forza quanta spossatezza: luce e calore crescono insieme …

Sole ...  luce calore (da accettare o combattere)   ... buio  

Un buio che non è assenza di luce ma la modalità con cui la luce è offerta per dare alla vita i suoi”tempi”

Viviamo oggi sotto molti soli  pensando di poter “godere” luci senza calore o buio ...
 … sbagliando ...   
dal sole ...    luce, calore, buio ... 

e da  quale sole arriverà la luce di questo progresso accompagnato dal calore di un consumo che sta surriscaldando un’economia sempre meno “potente”?

Un’ abbagliante economia privata del suo buio, del suo “giusto” spazio. Quel buio rigenerante dove possano aver valore - anche -  l’equità, la giustizia sociale, la qualità di un vivere qualificato da aria sana, cibi sani, ambiente sano …

Forse è tempo di domande  e di affidare non solo “alla luce” la nostra felicità. La vita è scandita tanto dalla luce quanto dal buio. E vivere solo  e sempre sotto la luce può rendere … folli, esasperati e infelici.

Luce, calore, buio:  sappiamo valorizzarli o finiamo per subirli?  Quanto – più o meno consapevolmente – siamo artefici di un sur-riscaldamento  che affidi la nostra soddisfazione principalmente (unicamente?) al rapporto con i beni piuttosto che alle relazioni con le persone? Quanto siamo spettatori o attori delle scelte collettive che ci riguardino?

Qual’ è il nostro ruolo?

Rapporto Istat 2012: “Il 33,7% delle donne tra i 25 e i 54 anni in Italia non percepisce alcun reddito, contro il 4% dei Paesi scandinavi
Il Paese dove appena il 20,3% dei figli degli operai è arrivato all'università, contro il 61,9% dei figli delle classi agiate, della generazione nata negli anni '80. Dove il 30% dei figli degli operai abbandona le scuole superiori contro appena il 6,7% dei figli di dirigenti, imprenditori, liberi professionisti.
Ma è soprattutto ora, con la crisi, che le disuguaglianze si sono ampliate a livelli insopportabili per un Paese civile. Un Paese civile le colma attraverso la scuola e i servizi sociali. In Italia la scuola e i servizi sociali aumentano a dismisura le disparità tra Nord e Sud, uomini e donne, garantiti e atipici, giovani e anziani. 
"Nelle coppie in cui la donna non lavora (30% del totale) è più alta la frequenza dei casi in cui lei non ha accesso al conto corrente (47,1% contro il 28,6% degli uomini); non è libera di spendere per sé stessa (28,3%), non condivide le decisioni importanti con il partner (circa il 20%); non è titolare dell'abitazione di proprietà". Inoltre le moglie separate o divorziate sono più esposte al rischio di povertà a fronte dei mariti nella stessa situazione: 24% contro 15,3%.
Il peso degli occupati atipici (cioè dipendenti a tempo determinato, collaboratori o prestatori d'opera occasionali) sul totale degli occupati è in aumento.
I servizi sociali, proprio come la scuola, dovrebbero attuare il secondo comma dell'articolo 3 della Costituzione: mettere i cittadini svantaggiati nelle medesime condizioni di partenza di quelli privilegiati. 
E invece là dove l'economia è depressa, e dove è più importante il ruolo dei servizi sociali pubblici, si spende meno e male. Qualche dato: le strutture residenziali per anziani offrono in media 37 posti letto ogni 1000 anziani residenti nel Nord, e appena 10 al Sud. I livelli più alti di soddisfazione per i servizi ospedalieri si riscontrano in Piemonte, Valle d'Aosta, Trento, Veneto, Emilia Romagna e Toscana, i più bassi in Campania e Sicilia. 
Per i servizi sociali i comuni calabresi spendono 26 euro a persona, quelli della Provincia Autonoma di Trento 295 euro. Per i disabili i comuni del Sud spendono otto volte meno di quelli del Nord. I nidi pubblici sono presenti nel 78% dei Comuni del Nord-Est ma nel 21% di quelli del Sud.”

Dati che raccontano una popolazione che forse ha preferito - nel tempo -  farsi “contare” piuttosto che “contare” lei stessa.

Non tutti però … non sempre … non ora
Ho ricevuto da un amico di Fatti Mail una testimonianza che restituisce all’afonia dei numeri  ... volto e parola:

CONDIVISIONE DA SAVERIO

....colloquio di MARTEDI 12 ......

Società di contact center concessionaria del recupero crediti, per importante operatore di
internet e telefonia...
Offrono contratto di collaborazione per 24 mesi, 6 ore al giorno per 5 giorni la
settimana, 420 euro LORDI AL MESE, più euro 1,5 (un euro e mezzo) per ogni contatto
positivo.
 sono un po’ giù
OVVERO
l'ennesimo colloquio inconcludente di un sistema che prende per disperazione i più deboli, conscio della responsabilità di non aver studiato, il conto che mi presenta oggi, questo sistema di cose, è veramente un po' troppo caro: il concetto di flessibilità ha completamente spostato il rischio imprenditoriale sui lavoratori, dai quali si pretende però una impossibile capacità di spesa.
Il lavoro non c'è per tutti; è un dato oggettivo.
Non tutte le imprese ancora in piedi hanno bisogno della capacità, qualsiasi esse siano,
delle migliaia di persone oggi senza occupazione, di contro tendono alla riduzione dei
lavoratori che hanno in seno in poche parole...SIAMO TROPPI ...... e questo sistema economico basato sulla sovra-produzione finalizzata alla iperbolica riduzione dei costi e alla altrettanta iperbolica impennata degli utili di pochissimi, oggi, mostra la corda: il colloquio è stato solo l'ennesima puntata di una corsa al ribasso morale ed economico, una corsa che non può certo risollevare questo paese, ma sprofondarlo quanto prima nella guerra civile.

Una popolazione che ha preferito l’abbaglio delle luci  piuttosto che verificare, pretendere ... valere.

 Che ha preferito delegare pigramente o passivamente scelte e soluzioni piuttosto che rispondere di ognuno di quei doveri che i diritti chiamano. 

Partecipare è uno dei tanti modi in cui si possa praticare una reale solidarietà, una visione del bene che passi dall’individuale al collettivo, una virtuosa bipolarità: diritti doveri.

 Il bene stesso  è un diritto ed un dovere.  
Il bene è la luce accolta unitamente al buio.

L'esperienza del vuoto e della tenebra è qualcosa di “originario”, qualcosa che ci precede non solo a livello temporale, ma esistenziale, e da cui non possiamo prescindere. L'autentica spiritualità non è orientata alla sola luce, ma sa accogliere il buio, la notte, il silenzio, perchè rappresenta la nostra parte più nascosta, l'ombra che abita la profondità del nostro essere, quella zona grigia di noi stessi che non sappiamo abbracciare e accogliere. È l'incompiuto che chiede di essere riconosciuto e amato, anche se è difficile amare la nostra debolezza e fragilità. Ma non c'è cammino verso il compimento di noi stessi, non c'è fioritura del nostro essere senza questo passaggio di accettazione delle nostre notti ancestrali e primigenie, dei vuoti originari che ci abitano e da cui non dobbiamo scappare. In fondo, l'egoismo (qualcuno lo chiama.. “peccato”) che cos'è se non questa rimozione del buio, questa non accettazione dei passaggi nella notte e nel silenzio?
Nella notte e nel silenzio, può riemergere quello che abbiamo dentro, schiacciato da troppe immagini, cose e rumori: chi siamo, dove andiamo, perché viviamo... Rischiamo di non essere più capaci di vivere il silenzio, il vuoto, la notte. Irraggiamo di mille luci le nostre notti, per non fare i conti con le nostre oscurità, che chiedono invece di essere solo riconosciute e amate. Ci affanniamo a riempire i nostri spazi e tempi vuoti... basta vedere come vanno le nostre giornate, sempre di corsa, sempre piene di cose, di impegni. Riempiamo di cose la nostra vita e quella delle persone che amiamo, trascurando che faremmo meglio a togliere, invece di aggiungere.
Non possiamo vivere solo di luce, di pieno, di parola,.. abbiamo bisogno di entrare nella notte, nel vuoto e nel silenzio, abbiamo bisogno di questi passaggi per vivere. Non c'è vita senza morte. E non c 'è morte senza vita. Non c'è luce senza buio, e non c'è buio senza luce. Non c'è parola senza il silenzio e non c'è silenzio senza parola. (Luca Buccheri)

… non c’è luce senza buio e  … non c’è buio senza luce:

Per aiutare la popolazione colpita dal Terremoto in Emilia:
Confcooperative Emilia Romagna, codice IBAN: IT54 O 07072 02406 029000154708, presso l’EMILBANCA Filiale S. Donato-Bologna;
La causale da riportare è: “Aiuto Pro Terremoto Emilia”.

Cari tutti,
finalmente un momento di calma per raccogliere un po' i pensieri di qs giorni.
Siamo stati colpiti da una catastrofe che non avremmo mai e poi mai potuto immaginare.
Siamo vivi ma molti di noi hanno un futuro tutto da inventare.
Case e/o aziende crollate del tutto o in parte, danni da riparare, corsi della vita da ritracciare.
Il terremoto ha portato via le nostre certezze ma ne sta portando di altre: che nessuno è rimasto solo nel momento della paura e del bisogno.
Se veniste nelle nostre zone vedreste delle scene bellissime. Un po' le ha descritte Gramellini nell'articolo "La vita, nonostante" sulla Stampa (articolo che vi invito a leggere per capire un po' il nostro stile nell'affrontare le difficoltà), un altro po' Concita de Gregorio ieri su Repubblica, dove ha intervistato un nostro noto imprenditore (e anche mio ex titolare).
Anche io ho vissuto esperienze inedite e ho imparato piano piano a gestire ogni attimo in modo singolo rispetto al resto.
Qui si impara veramente a vivere l'attimo presente, sempre con le scarpe da ginnastica ai piedi, ma anche con una goccia di profumo "prestato" se si può per ritrovare un po' di serenità e di fiducia in sé stessi.
Come dicevo già stamattina, a Cavezzo servono tante, tante cose, ma prima di tutto TENDE.Se ne avete a disposizione, potete contattare il Comune di Cavezzo tramite la Protezione Civile.E' vero che si chiede di rispettare il canale Protezione Civile, però le necessità sono così tante e personalizzate per ognuna delle persone coinvolte da qs evento che anche l'aiuto "sparso", purché ben mirato, è ben accetto.
Potete contattare Umanità Nuova della ns zona per saperne di più, si stanno già muovendo sul territorio per andare ad approfondire ogni singola situazione di amici e conoscenti per poi arrivare possibilmente sempre più al largo.
Ognuno reagisce alla paura come può. E' importante poter reagire alla paura come meglio si vuole, perché dobbiamo pur trovare un equilibrio. Penso sia importante per ognuno di noi poter dormire alla notte, per questo molti si sono spostati dai centri più colpiti e più traballanti ancora oggi per poter tirare fiato. Non si può vivere con una tensione costante per tutti questi giorni, e in caso di nuove emergenze, dobbiamo avere le forze per poter scappare e metterci in salvo.

La cosa più bella e preziosa è non sentirsi soli... E voi ci siete riusciti a non farmi sentire sola, avete risposto a qualsiasi mia necessità.
  
Continuerò nei prossimi giorni con gli aggiornamenti e sono sicura che ci saranno tante bellissime sorprese anche dal punto di vista politico. Qui si costruisce non solo un'Emilia nuova, ma anche un'Italia nuova.
Un grosso abbraccio a ciascuno di voi, Katia”  

Per aiutare inviando prime necessità si possono prendere contatti tramite

Stefania ...  che così scrive a Fatti Mail:

Ieri ho ricevuto da mia zia che fa parte del Movimento dei Focolarini (Chiara Lubich) questa testimonianza di Katia che come commenta anche lei è un tangibile segno di speranza e di forte incoraggiamento al SI PUO' FARE QUALCOSA quando ci si trova ad affrontare  anche le più grandi avversità, e ho pensato che forse avresti voluto/potuto pubblicarlo su Fatti Mail, perchè a prescindere dai canali ufficiali attraverso cui viene chiesto di veicolare gli aiuti, a volte è possibile fare arrivare prima i beni di prima necessità attraverso delle onlus locali come Umanità Nuova (citata sotto) o addiritttura altre associazioni (non propriamente nate per fare volontariato) tra cui anche Umanità Nova di Reggio Emilia che è attivissima su Internet:

In breve le cose che sembra che servano di più sono: acqua, prodotti per l'igiene in generale, asciugamani, prodotti a lunga conservazione, giochi per bimbi, fornelli da campeggio, coperte, cuscini, tende in buone condizioni, teloni , materassini comodi, sacchi a pelo, antizanzare.

grazie e a presto - Stefania gaiaspettaespera@tiscali.it,
  


AVVISATE LE PERSONE DA VOI SEGNALATE -  DI CUI FORNITE SOLO UN NUMERO DI TELEFONO -CHE POTREBBERO RICEVERE TELEFONATE IN CUI SI FA RIFERIMENTO A “FATTI MAIL” … è importante aiutare due persone estranee che si parlano a superare il disagio iniziale dovuto spesso proprio alla mancanza di fiducia … Considerate che l’espandersi di Fatti Mail se da una parte aumenta i lettori (e le opportunità di risposte solidali) dall’altra estende anche al di fuori delle spedizioni di Fatti Mail via e-mail la possibile lettura del bollettino. Chiedete quindi a chi vi chiami o vi contatti come sia venuto a conoscenza della vostra richiesta, regolandovi conseguentemente. 

BUONA LETTURA :

  
1)      SAVERIO AUTISTA

Devi mandare i ragazzi al mare??......ce li porto io!! Devi spedire zia al paesello??         ce la porto io!! Hai prenotato un agriturismo   non sai manco dove sull’Appennino?? ti ci porto io!!  

mi offro come: - autista - accompagnatore  - piccole movimentazioni di cose  - passaggi per aeroporto Etc.
PARLO OTTIMO INGLESE E FRANCESE risiedo in zona aurelia-torrevecchia in immediati pressi GRA macchina spaziosa station wagon alimentata a benzina e gpl
tariffa kilometrica per gpl 0,15 centesimi di euro per 1 km
tariffa oraria € 10,00 l’ora
tariffe entrambe calcolate partendo dal mio domicilio

SAVERIO
gaiaspettaespera@tiscali.it,


2)     GRAZIANO  CERCA LAVORO:

Ciao Gaia, spero che tu stia bene.

Ti scrivo per segnalare alla rete Fatti Mail Generoso Graziano. Si tratta di un uomo di 52 anni, che è rimasto senza lavoro. Ha una famiglia composta di quattro persone, con due figli studenti. E' persona seria, capace e assolutamente affidabile. E' invalido civile al 55%.
Stai bene. don Paolo

Ciao
Don Paolo mi hai chiesto di scrivere due parole per presentarmi alla sig.ra Gaia

  
Pace e Bene

Il 23 Dicembre 1991 segna un evento che converte il mio cuore a Cristo, e sigilla l'inizio di un cammino di ricerca e desiderio del dono della fede, maturato nelle esperienze personali e vocazionali
prima come padre e coniuge, poi come risposta a questo Amore donatomi da Cristo, nelle esperienze con il prossimo come testimone ed appartenente alla chiesa di Cristo.
Rimasi molto legato agli esenpi di vita di S.Francesco e di S.Maria Faustina Kowalska, e di come loro come altri Santi ,abbiano fatto di una parola o di una frase del Vangelo il fondamento di tutta la loro
vita terrena alla sequela di Cristo povero e Misericordioso.
Mi hanno colpito due passi del Vangelo.
Il primo in Matteo:"Voi invece cercate prima il regno di Dio e fate la sua volontà:tutto il resto Dio ve lo darà in più".Ho cercato... credendo nel Signore, impegnandomi di seguire quanto Lui ci ha insegnato,
ed amandolo con tutto il mio cuore attraverso i fatti quotidiani, e talvolta ho sperimentato questa perfetta beatitudine che si prova nel proprio cuore, che mi infonde fiducia speranza ed abbandono alla
Sua Provvidenza.
Il secondo nella lettera ai Romani,  S.Paolo ci rende certi che "Tutto concorre al bene di quelli che amano Dio"
Ho vissuto una vita ricca di difficoltà e prove, ma ho sempre sperimentato che se Dio tollera un male, è sempre e unicamente per ricavarne un bene.Certo al momento la cosa negativa per noi..... un lavoro faticoso o la perdita di un lavoro, fa male , ma se accettiamo , sperimentiamo che in fondo c'è sicuramente un significativo vantaggio per noi, ed anche se dovessimo rinunciare  a tutto ciò che pensiamo di avere ,
non avremo nient'altro che rinunciato al meno per ottenere un più : la Vita.
Anche in questa mia attuale prova di semi-indigenza ho sperimentato il conforto ,la speranza, la pace, e l'accrescimento umano in me e la mia famiglia.
Il mio sogno era di fare il medico del corpo e dello spirito al sevizio degli ammalati.
Purtroppo dopo la Maturità scientifica sono stato indirizzato , per convenienza ad iniziare Economia e Commercio.
Se avrei le possibilità economiche farei il volontario.... ma comunque resta sempre il sogno di un lavoro anche ausiliare al servizio degli ammalati , in particolare degli anziani.
E chissà.... se Dio vuole, può.

Grazie di avermi prestato la vostra attenzione.

Graziano Generoso
gaiaspettaespera@tiscali.it,


3)      WANDA  CERCA LAVORO:

Cara Gaia,
ti chiedo ospitalità’  PER un annuncio
Ti ringrazio se potrai inserirlo nella prossima Fatti Mai.
Ginevra 

Sto disperatamente cercando lavoro per la Sig.ra Wanda  Kus, una Signora  polacca  di 60 anni  che parla abbstanza bene l'italiano.
E' una donna pratica , affidabile, socievole, molto attiva e volenterosa .
Ha già lavorato per 8 anni  in Italia dal 1993 al 2001.
E' tornata in Polonia  per un periodo  a dare una mano ai figli  per badare ai nipotini.
Da qulache mese  è di nuovo  a Roma  e sta cercando  un lavoro fisso con dormire  di pulizie  presso una famiglia  o anche  come assistente -badante  per le persone anziane .
Ha già molta esperienza  perchè come  ho accennato  ha già lavorato in Italia per 8 anni presso una famiglia . Abbiamo anche a disposizione ottime referenze della Sig.ra Wanda  .
Mi rivolgo a voi perchè la Sig.ra mi è molto cara  e ci tengo tantissimo ad aiutarLa.
  Wanda 
Grazie di cuore
Isabella
 gaiaspettaespera@tiscali.it,
             
   


4)     SOS DETENUTI REBIBBIA:


Cari amici 
Una  nostra socia Valeria opera a Rebibbia come psicologa e ci segnala una situazione disperata che riguarda specialmente i detenuti stranieri che non hanno il sostegno della famiglia (circa il 40 per cento e per la maggior parte giovani).  Le condizioni igienico-sanitarie, ci dice, sono allarmanti. Le istituzioni non hanno fondi e anche i volontari sono in difficoltà perchè i magazzini sono vuoti. La maggior parte delle persone entra in carcere (circa 250 persone al mese a Rebibbia) solo con quello che ha addosso e non può cambiarsi per molti giorni, o coprirsi a sufficienza d'inverno.  Pur battendosi all'esterno per il rispetto dei diritti fondamentali della persona, Valeria ci chiede una mano per organizzare una raccolta per far fronte a queste emergenze. 

Altrevie, in collaborazione con Cara Garbatella, intende rispondere a questo drammatico appello. Gli articoli richiesti sono :

Biancheria intima : calze mutande magliette
Pantaloni, pantaloncini
Camicie e magliette
Felpe, maglioni
Ciabatte e scarpe
Da vestire tutto tranne gli imbottiti tipo piumini o trapuntati, o le scarpe da ginnastica con la suola alta (doppia) che per ragioni di sicurezza non fanno passare.
Asciugamani, accappatoi, teli da bagno.
Bagnoschiuma, shampo, dentifricio, sapone, carta igienica, spazzolino da denti.
Sigarette e tabacco.
Tutto da uomo.

Tutti questi articoli potranno essere portati alla Villetta di Garbatella -  dalle 18 alle 20, entrata in Via degli Armatori  previo contatto. 

Per consegne contattare :

Sandra Venturini            Anna Maria Procacci
gaiaspettaespera@tiscali.it,

Un caro saluto.


5)      BICICLETTA PER ABOBAKAR

Ciao a tutti,
sto cercando una bicicletta in regalo per un ragazzo di 22 anni del Niger, chiamato Abobakar che abita a Vicovaro-Mandela, e per venire a scuola deve camminare ogni giorno più da 11 km, per prendere l'autobus. Lo fa anche quando torna alle 10 di sera. 
La bicicletta farebbe questo percorso più sicuro, veloce e riposato...
     , 
Grazie! Mariana gaiaspettaespera@tiscali.it,



6)     CERCO LAVORO ESTIVO + ALLOGGIO

Ciao Gaia, come stai?
Sono Teresa                                          Segue sempre i tuoi FATTI MAIL.
Cortesemente la mia domanda e l'aiuto che ti chiedo sono questi:

Ho una figlia di 22 Anna che studia all'accademia di belle arti di Brera è innamoratissima di Roma.
La fine giugno finisce i corsi e le piacerebbe trovare un lavoretto per 2/3 mesi (luglio/agosto/sett) a Roma, con anche un alloggio, ti garantisco che è brava e volenterosa.

Se tu hai qualche cosa sotto mano per quel periodo??
Ti ringrazio anticipatamente un saluto
 Teresa gaiaspettaespera@tiscali.it,
  
7)     MICHELE CERCA LAVORO:


Ciao Gaia,
vorrei inserire tra gli annunci, se possibile, la ricerca di lavoro come giardiniere di un mio amico, padre di famiglia che frequenta il mio stesso gruppo di preghiera da diversi anni.
Si è trasferito dalla Puglia da poco ed abita a Monteporzio. Cercherebbe lavoro come giardiniere in qualsiasi località. Si chiama Michele e il suo recapito è 3485362988.


8)      SOS AUTOVETTURA


Mi sono operata ad un ginocchio posso guidare, ma posso camminare solo con le stampelle e tutti i giorni devo recarmi a fare fisioterapia da Piazzale degli Eroi al Don Gnocchi che sta a Ponte Milvio. Cerco qualcuno che, dietro compenso non esagerato, possa accompagnarmi
O, in alternativa una autovettura funzionante:
in regalo, a poco prezzo o ad un affitto modico
Avrei anche bisogno di qualcuno che si offrisse - dietro compenso non esagerato -  di venirmi a fare la spesa una volta a settimana e cucinarmi qualcosa da mettere nel freezer per tutta la settimana
Grazie. Vera
gaiaspettaespera@tiscali.it,


9)    ANTONELLA AFFITTA:

Appartamento Bilocale  a Roma, Montemario
Via della Tenuta di S. Agata, di fronte entrata Trionfale del policlinico A. Gemelli
Privato affitta piccolo appartamento appena ripulito, di circa 45 m2, composto d
a: cucina abitabile completamente arredata (anche lavatrice) aperta su piccolo g
iardino pavimentato, piccolo corridoio con soppalco, bagno grande arredato, sogg
iorno-camera da letto con apertura su altro spazio esterno, con piccola tettoia
 
e cancello scorrevole su strada. Strada tranquilla, supermercato a 50 m, farmacia, giornalaio 100 m., fermate autobus 20 m.
Solo referenziati con lavoro a tempo indeterminato.
Dimensione: 45 m2
  - Stanze: 2 - Bagni: 1  - Piano: Terra - Riscaldamento: Autonomo
Giardino: Privato

gaiaspettaespera@tiscali.it,


10)       CERCO CASA ESTIVA IN AFFITTO:

Buongiorno,
… una richiesta personale: chiedo a tutti gli amici in “LETTURA”  di segnalarmi eventuali contatti o disponibilità di vostra conoscenza per trovare in affitto ad agosto (per due famiglie) una casetta al mare nella zona di Roccella Ionica.

Grazie 
  
Raffaele gaiaspettaespera@tiscali.it,



11)                    BIMBI IN BARCA:

Ciao vi scrivo perchè forse potete essere interessati a questa informazione:
Dal 29 luglio al 4 agosto dei cari amici (http://www.asdlaposte.com/ oppure https://www.facebook.com/LaPosteMAXI)
organizzano una settimana in barca per bambini sopra i 7 anni all'isola d'Elba.
L'associazione lavora da anni con i bambini (WWF, Panda Avventure, Save the Children) e adulti proponendo crociere in barca a vela.
In questo caso si propone una settimana dalla domenica 29 luglio al sabato 4 agosto  con imbarco e sbarco a PortoFerraio; si offre anche la possibilità di essere accompagnati da Roma con pagamento dei biglietti di treno e traghetto a parte. Il costo della settimana è di €450 a bambino (!)
Se siete interessati potete scrivere a asdlaposte@gmail.com oppure telefonare a                         +393388141899            .
Girate pure la mail a chi pensate possa essere interessat@

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mi chiamo Futuro ... tu come ti chiami ?

mi chiamo Futuro ... tu come ti chiami ?
Dio mi liberi dalla saggezza che non piange, dalla filosofia che non ride e dall'orgoglio che non s'inchina davanti ad un bambino" (K. Gibran) - "Forse ha ragione il gesuita p.John Haughey quando afferma :”Noi occidentali leggiamo il vangelo come se non avessimo soldi e usiamo i soldi come se non conoscessimo nulla del Vangelo" (Alex Zanotelli)

FORSE NON TUTTI SANNO CHE:

1) Mangiare, Dormire, Lavarsi ... è x tutti
sul sito della Comunità di S. Egidio è possibile "sfogliare" guide solidali che informano sulle realtà CITTADINE disponibili a sostenere chi si trovi in difficoltà

http://www.santegidio.org/index.php?&pageID=228

2) Legalità è Solidarietà
I grandissimi "piccoli" numeri delle "mafie" da una parte
e dall'altra i piccoli "grandissimi" numeri di chi quotidianamente tesse scelte solidali e cultura legale per contrastarle: sapere è potere, sapere è vedere video come quello presentato dalla trasmissione "La Storia siamo Noi"

SOLIDARIETA' E AMBIENTE

ACQUA, un popolo di spreconi

ACQUA, un popolo di spreconi

Un popolo di spreconi.

Ne consumiamo ogni giorno più di 250 litri a testa, più di ogni altra nazione europea.

Non siamo i più puliti, ma solo i più spreconi.



Ogni giorno utilizziamo centinaia di litri d’acqua senza prestare molta attenzione; in genere l’atteggiamento più diffuso è quello di pensare che «basta aprire un rubinetto e servirsene a piacere», in realtà le cose non stanno proprio così, è necessario fermarsi a riflettere un attimo per dare il giusto valore ad una risorsa che purtroppo non è infinita.

Senza acqua nessuna forma di vita è possibile, è un bene d’assoluta necessità che diventa sempre più scarso con il passare del tempo per motivi sia di ordine quantitativi (l’acqua oggi a disposizione è pari a circa un terzo di quella disponibile negli anni ‘50 e tra cinquanta anni sarà ulteriormente dimezzata), sia qualitativi (per ogni litro d’acqua potabile, almeno otto risultano contaminati dall’attività umana).

Gli effetti di questa situazione sono sotto gli occhi di tutti: casi crescenti di razionamento idrico; il consumo di acqua minerale o filtrata diventato quasi un obbligo; lievitazione del costo dell’acqua potabile ecc.

Se poi allarghiamo lo sguardo a livello mondiale, il panorama diventa ancora più preoccupante: circa un miliardo e mezzo di persone non dispongono di acqua potabile.

Di fronte ad un quadro tutt’altro che roseo, oltre ad avvicinarsi al rubinetto con maggiore rispetto, diventa importante porsi il problema di come contribuire in prima persona a migliorare la situazione.

D’altra parte, un uso più appropriato dell’acqua non fa bene solo all’ambiente, ma anche al portafogli e con molta probabilità anche alla pace tra i popoli, perché sono oramai numerosi gli analisti politici che individuano nella carenza d’acqua uno dei possibili motivi di conflitto armato tra i paesi.

Che fare?

Per eliminare gli sprechi idrici si può agire su tre fronti: -Ridurre i consumi d’acqua, in modo da erodere il meno possibile questa preziosa risorsa e contrarre l’impatto ambientale (produrre, trasportare e smaltire acqua potabile richiede energia e produce inquinamento). -Contrarre l’impiego di additivi per ridurre l’inquinamento dell’acqua, della natura e dell’ambiente domestico. -Diminuire il consumo energetico per scaldare e distribuire l’acqua al fine di ridurre l’inquinamento ambientale e il consumo di energia fossile. Per raggiungere questi obiettivi è necessario intervenire sia a livello degli stili di vita, modificando alcune abitudini radicate nel tempo, sia a livello di impiantistica, utilizzando apparecchiature progettate con particolare attenzione al risparmio idrico ed energetico per garantire un’efficacia uguale o superiore rispetto ai dispositivi convenzionali. Spesso si tratta di mettere mano al portafogli, ma il più delle volte il risparmio che deriva dall’uso di tali dispositivi ripaga in poco tempo la spesa affrontata per il loro acquisto. Il massimo dei risultati si ottiene quando entrambe queste strategie, cioè modifica delle abitudini e nuova impiantistica, sono adottate insieme. Vediamo ora in dettaglio le varie soluzion possibili.

Riduzione dei consumi

Iniziamo dalla tipologia di utilizzo che impatta maggiormente per poi passare alla seconda e così via prendendo come riferimento il diagram-ma a torta (vedi il grafico ripartizione dei consumi domestici), in altre parole guardiamolo con occhi famelici e gettiamoci a capofitto sulla fetta più grossa per poi passare a quella di dimensioni immediatamente inferiori e cosi via!

  • Docce e bagni.
  • La doccia presenta un minor consumo d’acqua, rispetto al bagno, soprattutto se si tiene l’acqua aperta solo quando serve.
    Inoltre è possibile adottare docce a risparmio energetico, in grado di ridurre i consumi oltre il 70%. In termini pratici, considerando una doc-cia al giorno si possono risparmiare in un anno oltre 50.000 litri d’acqua e diverse centinaia di euro.
    La cosa importante è di utilizzare docce che non si limitino a ridurre il consumo d’acqua (allora tanto vale non aprire totalmente il rubinetto, con il risultato che s’impiega più tempo a lavarsi e si consuma lo stesso quantitativo di acqua), ma sfruttino in maniera più intelligente l’acqua, garantendo un elevato potere lavante a fronte di minori consumi.
    Vi sono inoltre vantaggi secondari interessanti: nel caso di boiler elettrico, più persone riescono a fare la doccia consecutivamente e minori sono i cali di portata per gli altri utenti, l’unico rovescio della medaglia è che, passando meno acqua nei tubi, si deve attendere più tempo l’arrivo dell’acqua calda.

  • Lavaggio stoviglie e biancheria.
  • Nel caso in cui si utilizzino lavatrici o lavastoviglie è bene farle girare sempre a pieno carico; nel caso dei lavaggi a mano evitare l’uso d’acqua corrente e preferire l’acqua raccolta in un lavabo o in una bacinella.
    Sempre per ridurre gli sprechi, non lasciate diventare vecchio lo sporco dei piatti e le macchie ostiche dei tessuti perché richiedono un lavaggio più impegnativo sia da un punto di vista chimico (detersivi) sia energetico (tempi e temperature più elevate); lavare separatamente i pezzi a seconda del grado di sporco.
    Molti si chiederanno: si consuma più acqua, energia e detersivi lavando a mano o a macchina?
    Per rispondere in maniera corretta a questa domanda è necessario conoscere due fattori: grado di riempimento ed «economicità» della macchina da una parte e capacità di lavaggio manuale dall’altra.
    Comunque alcuni studi in materia hanno dimostrato che per lavare lo stesso quantitativo di stoviglie, pari ad un carico intero di una lavapiatti, mediamente si consumano 80 litri d’acqua se lavati a mano; 60 se lavati a macchina; 12 litri nel caso di apparecchi ad elevata efficienza, i quali oltre al risparmio d’acqua consentono una notevole contrazione dei consumi di detersivi ed energia.

  • Vaschette del WC.
  • Le vaschette tradizionali, in genere contengono circa 24 litri, un volume d’acqua tale da permettere una buona azione lavante nel caso di presenze solide…, ma eccessivamente elevata nel caso di rifiuti liquidi.
    Mediamente, con tali sciacquoni si ha un consumo giornaliero di circa 100 litri a persona, in gran parte sprecati.
    Più efficienti sono le vaschette a due mandate, una da 3 e l’altra da 6 litri, grazie alle quali il consumo giornaliero, a parità di funzione, scende a 15 litri d’acqua.
    Se utilizzate in maniera corretta, ossia schiacciando il tasto giusto al momento giusto, con le vaschette a doppia mandata si arriva a risparmiare circa 17.000 litri d’acqua l’anno a persona.
    Quando non si hanno a disposizione vaschette ad hoc, è possibile modificare i tradizionali cassonetti introducendo dei pesi che permettono di ottenere le stesse prestazioni.
    Un altro metodo è di inserire nella vaschetta un mattone o più semplicemente una bottiglia piena d’acqua.
    In quest’ultimo caso si risparmia molta acqua, ma si riduce anche la quantità disponibile per ogni scarico con l’inconveniente di ridurre l’azione lavante.

  • Rubinetti.
  • Vanno aperti solo quando serve e tenuti chiusi mentre ci si insapona o ci si lava i denti; analogamente per lavare la frutta e la verdura è sufficiente usare acqua raccolta in una bacinella e non quella corrente.
    Per dare un’idea concreta di quanto questi gesti quotidiani possano far variare notevolmente il livello dei consumi idrici, analizziamo in dettaglio cosa accade durante il lavaggio dei denti: tenendo aperto il rubinetto per tutto il periodo di pulizia, si arriva a consumare 10.000 litri l’anno a persona; quando il rubinetto viene aperto solo per il risciacquo il consumo d’acqua si riduce a 1600; se poi invece dell’acqua corrente si utilizza quella contenuta in un bicchiere, si arriva a non più di 200 litri d’acqua l’anno!
    Un bel risparmio, vero?
    Per quanto concerne interventi di tipo impiantistico, è possibile sostituire i normali filtrini dei rubinetti (quelli che ogni tanto dobbiamo pulire dal calcare e da altre sporcizie) con dei modelli risparmio energetico (aeratori).
    Come per le docce vale il discorso di acquistare dei modelli che non si limitino a ridurre la portata dell’acqua, ma che producano un getto di eguale capacità lavante con consumi inferiori.

  • Perdite dalle guarnizioni.
  • L’acqua, che a causa di perdite delle guarnizioni gocciola dai rubinetti o dallo sciacquone, sembra poca cosa, ma essendo continuativo, anche il semplice gocciolamento comporta uno spreco inutile di migliaia di litri d’acqua (e di euro).
    Nel caso in cui l’impianto è dotato di accumuli dell’acqua calda, come ad esempio i boiler elettrici, oltre al consumo d’acqua le perdite idriche si tramutano anche in uno spreco d’energia elettrica.
    È pertanto consigliabile di sostituire immediatamente le guarnizioni danneggiate.

  • Ridurre l’Impiego di Additivi
  • Tutti i detergenti, compresi quelli ecologici, comportano un impatto ambientale per la loro produzione, il trasporto e lo smaltimento.
    Inoltre, soprattutto nel caso di detergenti convenzionali, si ha una liberazione di residui tossici nell’ambiente che poi vengono assimilati attraverso la respirazione, la pelle e il consumo di alimenti.
    Ecco perché è bene ridurre al minimo l’impiego di detergenti e detersivi e in ogni caso preferire i prodotti ecologici.
    Ma cosa c’entrano i detersivi con l’acqua?
    È molto semplice: in tutti i processi di pulizia viene utilizzata l’acqua come diluente che, se usata in modo intelligente, riserva ottime sorprese!
    Per il lavaggio di stoviglie e del bucato è possibile trattare energicamente l’acqua con opportuni dispositivi da applicare direttamente alle condotte dell’acqua o direttamente nelle macchine da lavare o sotto forma di additivi, ottenendo circa un dimezzamento dei consumi dei detersivi.
    Per quanto concerne la pulizia delle superfici è consigliabile impiegare dei panni in microfibra dove l’azione chimica degli additivi è completamente sostituita dall’azione meccanica, ossia si pulisce e si sgrassa unicamente utilizzando l’acqua.
    Ma anche in questo caso, per non avere risultati deludenti, è necessario scegliere prodotti d’elevata qualità.

  • Combattere il Calcare
  • Il calcare è ben noto per la tendenza a creare incrostazioni, assai difficili da rimuovere da box doccia, lavelli e rubinetteria in generale; ma i maggiori inconvenienti, il calcare li crea all’interno dell’impianto idraulico, ossia nelle condutture e, soprattutto, nei generatori d’acqua calda (elettrici o a gas).
    Tali depositi creano due tipi di barriere: una termica e una fisica.
    La prima si traduce in un maggior consumo di energia per nulla trascurabile, infatti, per ogni millimetro di deposito di calcare nei tubi, si registra un aumento dei consumi elettrici di circa il 10% e siccome lo strato accumulato in un generatore d’acqua calda può diventare molto spesso, nel tempo, i consumi possono crescere vertiginosamente.
    Analogamente, lo strato di calcare crea anche una barriera fisica al passaggio dell’acqua che, nel caso d’impianto dotato di autoclave, fa anch’esso aumentare i consumi di elettricità.
    Infine va detto che il calcare sollecita maggiormente l’impianto idraulico riducendone la durata.
    Una verifica della presenza di calcare all’interno dei tubi può essere realizzata con una semplice prova.
    Aprite al massimo il rubinetto dell’acqua fredda e notate la portata; dopo qualche istante ripetete la stessa cosa con il rubinetto dell’acqua calda.
    La minore portata dell’acqua calda è essenzialmente dovuta alle incrostazioni di calcare presenti nel generatore di calore!
    Le soluzioni utili per vincere il calcare si dividono in due categorie: trattamenti in grado di inibire il potere di coesione del calcare che, pur continuando ad essere presente nell’acqua, non è più in grado di for-mare incrostazioni; trattamenti di rimozione del calcare dall’acqua.

Ecologia Domestica

Del primo gruppo fanno parte i trattamenti energetici dell’acqua, i catalizzatori ceramici e i campi magnetici.

I primi uniscono le proprietà anticalcare alla riduzione dei consumi di detersivi ed all’eliminazione del problema della formazione della ruggine (molti modelli possono essere installati senza ricorrere all’idraulico).

I catalizzatori ceramici sono estremamente efficaci, ma richiedono un intervento impiantistico così come i dispositivi basati sull’effetto dei campi magnetici.

Tra i dispositivi che operano la rimozione parziale del calcare dall’acqua vi sono gli addolcitori, il cui impiego richiede periodicamente l’aggiunta di sale e un’accurata manutenzione.
Inoltre, sia l’installazione che la manutenzione richiede l’intervento di tecnici specializzati.

LENTE D'INGRANDIMENTO


Stop alla droga? Diciamolo in piazza

di Francesca Sironi - marzo 2013

Parlare di cocaina nei luoghi in cui viene venduta, per sottrarli agli spacciatori e resituirli, almeno per un giorno, alla legalità. Un'occupazione lettaria itinerante, in giro per l'Italia, da Roma a Scampia, da Palermo a Milano. Ecco il progetto 'Tira dritto', nato dall'idea del giornalista di Repubblica Paolo Berizzi


Occupare i fortini della droga. Usando solo la forza della parola. Restituendo, almeno per un giorno, le principali piazze di spaccio d'Italia alla legalità. E' l'obiettivo di "Tira dritto - Stop Cocaina", una campagna ideata dal giornalista Paolo Berizzi e sostenuta dal dipartimento delle politiche antidroga alla Presidenza del consiglio dei ministri. Un'iniziativa a tappe che inizierà mercoledì 27 marzo a Tor Bella Monaca, alla periferia di Roma: «Questi sono luoghi dove centinaia di famiglie vivono spacciando cocaina. Noi vogliamo portare per un pomeriggio le istituzioni, gli esperti, i magistrati e dei testimonial a parlare delle conseguenze dell'uso e della vendita della "regina" delle droghe», spiega Berizzi.

Gli incontri non saranno paludate conferenze ospitate in qualche sala comunale, ma dibattiti all'aperto, per strada: «Si chiamano "Talkstreet" ed è la prima volta che il tema della droga sarà affrontato in questo modo, in Italia. Pensavo fosse un'idea folle, ma molti l'hanno sostenuta».

Berizzi, autore con Antonello Zappadu del libro "La Bamba", in cui ricostruisce il percorso della coca dalle piantagioni colombiane alle vie di Milano, porterà con sé magistrati ed esperti ma anche attori, registi, cantanti. Fra i volti noti ci saranno quelli di Pierfrancesco Favino, Daniele Silvestri, Marco Giallini, Kasia Smutniak, Matteo Garrone: «Ognuno di loro racconterà la sua esperienza, condividerà delle riflessioni sul problema della cocaina. Avere dei testimonial è importante: andremo in quartieri dove sono conosciuti, e questa sarà magari la scusa per portare la gente in piazza».

Gli scambi di parole saranno brevi, promette Berizzi: «Quello che ci interessa veramente è ascoltare gli abitanti dei quartieri. Sentire da loro cosa significa vivere in mezzo alla droga». Niente palco, tendoni o inviti: tutto avverrà per strada, sui marciapiedi, fra le panchine dei parchi pubblici. A moderare gli interventi sarà sempre Elsa di Gati, giornalista di Rai3. La promozione dell'iniziativa sarà fatta sul territorio, dalle associazioni locali: «L'incontro di Roma è promosso con Villa Maraini, che da 40 anni aiuta i tossicodipendenti. Al dibattito interverrà anche il fondatore della comunità, Massimo Barra, un uomo che vive in trincea da tutta la vita».

Per Berizzi i Talkstreet, 15 in tutta Italia, che andranno dallo Zen di Palermo a Corso Como a Milano, dal quartiere Japigia di Bari a Porta Palazzo a Torino, saranno un modo per «occupare» le piazze di spaccio. Una parola forte, "occupare", che spiega così: «Vogliamo portare le istituzioni in mezzo alla gente che tutti i giorni vive a contatto con la cocaina. Vogliamo scendere per strada, non fermarci a una carovana simbolica. Andare nelle piazze di spaccio ci permetterà di dare un segnale forte, usando semplicemente le parole». Le reazioni potrebbero essere diverse: «Dove potremo, dove avremo le carte, le sentenze, faremo i nomi dei signori della droga locali. Ci rivolgeremo anche a loro, alle loro famiglie, nel loro territorio. Non potremmo dare un segnale più forte di questo. Le reazioni potranno essere negative o positive, purché ci siano». Per una volta, infatti, gli abitanti potranno essere protagonisti, non animali da zoo dietro le telecamere né vittime di un gioco più grande di loro: «Non saremo dei meri registratori. Tutto ciò che ci diranno servirà a giornalisti e magistrati per capire meglio il mondo della cocaina, anche dal loro punto di vista».

I contesti saranno ovviamente diversi. Dal degrado di Scampia alle luccicanti vetrine del centro di Firenze o di Bologna. Anche i discorsi cambieranno, col contesto, ma l'obiettivo rimarrà sempre lo stesso: «Accendere i riflettori». Ogni due o tre settimane, a partire dal prossimo 27 marzo, la campagna si sposterà in giro per l'Italia. Sperando di lasciare un segno contro il business della cocaina, che continua ad arricchire le mafie e a rovinare la vita di migliaia di persone: «Oggi la cocaina è molto più di quanto si pensi. Influenza i comportamenti, regola e stravolge le dinamiche sociali, la vita delle città. E' sovrana della quotidianità lavorativa, dai muratori ai parlamentari, dai piloti ai manager, dagli autisti ai chirurghi. Imbianca i licei e le università e incipria i nasi di consumatori sempre più giovani», scrive Berizzi sul sito: «Basterebbe una boccata d'aria pura, una sniffata di libertà, un'indigestione di fiducia, una volta, per un pomeriggio, magari un'ora, per ricordarsi come ci si sente bene padroni di noi stessi»
.

SOLIDARIETA' E CONSUMI

L’economia solidale

è, prima di tutto, un atteggiamento da cui derivano dei comportamenti che determinano un particolare stile di vita. Non si tratta solo, infatti, di aderire alle formule del commercio equo solidale, ma anche, e soprattutto, di rivoluzionare le nostre abitudini quotidiane: l’economia solidale comprende anche il nostro modo di lavare e lavarsi, ossia la quantità e la qualità di acqua, sapone e detersivi che utilizziamo.

Partire, quindi, dalle piccole cose, dalle attività quotidiane che, alla fin fine, costituiscono, in termini di tempo d’esecuzione, una porzione molto ampia di ogni nostra giornata. Limitare i consumi, specie d’acqua, evitare gli sprechi, cooperare con gli altri, sostituire la moda dell’ “usa e getta” con quella del recupero, utilizzare prodotti ecocompatibili, utilizzare l’automobile solo in casi di estrema necessità, impegnarsi a non inquinare, scambiare (tipo libri, cd, attrezzi, ecc.) per evitare di acquistare, sono alcuni imperativi per uno stile di vita un po’ più sobrio.

Zucchero equo-solidale

La nostra società si basa su un flusso continuo di merci e prodotti, e per questo viene definita consumistica. E, certamente, per cambiare le cose occorre intervenire (interferire) su questi automatismi.

Potremmo abbozzare una sorta di decalogo: compra leggero (ovvero prodotti con uno “zaino ecologico” non troppo pesante); compra durevole; compra semplice (in genere, gli oggetti più sofisticati sono meno durevoli, più delicati); compra vicino (per ridurre i danni ambientali che ogni trasporto comporta); compra sano; compra più giusto (e qui ci avviciniamo al discorso del commercio equo); compra prudente (a dispetto di normative e regolamentazioni, non è detto che il materiale acquistato non sia nocivo); compra sincero (evitare cioè i prodotti troppo pubblicizzati, dato che la pubblicità ce la paghiamo noi ed è spesso lontana dalla verità); compra mano d’opera (un metodo per aumentare l’occupazione); investi in futuro

INDIRIZZI UTILI

http://www.retelilliput.org/

http://www.utopie.it/http://www.retecosol.org/

http://www.networketico.it/

http://www.volint.it/http://www.zoes.it/

http://www.vita.it/

http://www.nuovomunicipio.org/

http://www.decrescita.it/

http://www.equonomia.it/

http://www.altreconomia.it/

http://www.altroconsumo.it/

http://www.valori.it/



COMMERCIO EQUO SOLIDALE

http://www.assobdm.it/

http://www.altromercato.it/

http://www.equoland.it/

http://www.transfair.it/

http://www.agices.org/

http://www.commercioetico.it/

http://www.equo.it/

http://www.mondosolidale.it/

http://www.cooperativaisola.org/

http://www.equociqua.it/

GAS

http://www.economia-solidale.org/

http://www.retegas.org/



FINANZA ETICA

http://www.bancaetica.com/

http://www.finanza-etica.itt/



TURISMO RESPONSABILE

http://www.aitr.org/

http://www.tures.it/

http://www.viaggiemiraggi.org/

http://www.viaggisolidali.it/

http://www.humanaitalia.org/



BARATTO

http://www.eticambio.it/

http://www.zerorelativo.it/

http://www.barattopoli.com/

http://www.tuttobaratto.it/

http://www.suesu.it/

da Fatti Mail a ... Song-Taaba ONLUS - Africa e Solidarietà

da Fatti Mail, da una mail spedita per chiedere una mano per il Burkina Faso, l'incontro con Padre Jean Ilboudo e la nascita, nel 2008, di Song-Taaba ONLUS.... Song-Taaba incontra Chiara Castellani, il suo Congo ed inizia un'esperienza umana di amicizia e solidarietà ... di conoscenza e consapevolezza ... che fa compiere ogni giorno nuovi passi ... guardando avanti ...

"A salvare veramente l’Africa non saranno i fondi e gli aiuti. Salveranno vite umane, permettendo loro di sopravvivere, ma non salveranno la vita dell’Africa. Cio’ che importa non sono i mezzi, ma le condizioni. Bisogna permettere all’Africa di ricostruirsi. Bisogna aiutarla a ricostruirsi. L’Africa deve essere prima che avere". (Joseph Ki-Zerbo)

L'Africa deve essere prima che avere ...

e come l'Africa, ognuno di noi

La strada dell'essere è quella i cui passi sono domande e la meta non è un dove ma un chi ...

Una strada che lo sguardo lungo e visionario di Padre Jean Ilboudo ha fatto intravedere a tutti noi

Song-Taaba è e vuole essere questo: la possibilità di percorrere questa strada

http://song-taabaonlus.ning.com/

Be Ye Ka Ye?: cosa c'è lì che non c'è qui?

Nulla o forse tutto: la voglia di muoversi, di interrogarsi,
di cercare il valore della vita ...

http://www.youtube.com/watch?v=WQGF1fqEruQ

la vita di Chiara Castellani

http://www.youtube.com/watch?v=HON6FoFUPnI

e di chiunque abbia voglia di vivere la solidarietà ...
se sei fra questi ... contatta:
segreteria@song-taabaonlus.org,


.... x iniziare a guardare l'Africa dal ... lato giusto:
Nel suo docu-film, Silvestro Montanaro, svela un'Africa
consapevole, dignitosa, aperta al futuro, segnata da ferite interne ed esterne,
creativa, saggia. Un' Africa da ascoltare, da capire, da scoprire e da cui
imparare:
http://www.ceraunavolta.rai.it/dl/portali/site/puntata/ContentItem-5a587b72-ded6-4320-942f-572599d3406c.html,