SOLIDARIETA' ... come altro?

SOLIDARIETA' ... come altro?
Ci impegniamo senza giudicare chi non s'impegna, senza accusare chi non s'impegna, senza condannare chi non s'impegna, senza cercare perché non s'impegna, senza disimpegnarci perché altri non s'impegna. Ci impegniamo per trovare un senso alla vita, a questa vita, alla nostra vita, una ragione che non sia una delle tante che ben conosciamo e che non ci prendono il cuore, un utile che non sia una delle solite trappole generosamente offerte ...dalla gente pratica. Si vive una sola volta e non vogliamo essere giocati in nome di nessun piccolo interesse. (Primo Mazzolari)

lunedì 23 aprile 2012

23 APRILE 2012


23 aprile 2012


Affezionata piccola grande famiglia di Fatti Mail

… lasciamoci pro-vocare ….

Cosa è importante?

Far buon uso delle crisi. Non siamo così meschini, e perciò diciamo far buon uso delle crisi, delle catastrofi, dei drammi, dei vari naufragi. Nel corso della vita ho raggiunto la certezza che le catastrofi servano ed evitarci il peggio. E il peggio: come potrei spiegare cos’è il peggio? Il peggio è proprio aver trascorso la vita senza naufragi, essere rimasti sempre e solo alla superficie delle cose, aver danzato al ballo delle ombre, aver sguazzato nella palude dei “si dice”, delle apparenze, non essere mai sato scaraventato in un’altra dimensione. Le crisi, nella società in cui viviamo, sono davvero ciò che ancora si è trovato di meglio, in mancanza di un maestro, quando non ce n’è a portata di mano, per entrare nell’altra dimensione. Nella nostra società tutta l’ambizione, tutta la concentrazione è rivolta a sviare la nostra attenzione da tutto ciò che è importante. Un sistema di fili spinati per non avere accesso alla nostra profondità” 
(Christine Singer)

La realtà in cui stiamo quotidianamente vivendo – o sopravvivendo? -  obbliga a considerare parte delle scelte compiute  - individualmente e collettivamente - non corrette: altrimenti non sarebbe crisi la parola più usata x descrivere il tempo attuale.

Ma se tutto stesse veramente concorrendo a sviare l’attenzione da ciò che veramente è importante un buon uso di una rete solidale – oltre che delle crisi -  potrebbe aiutarci a ritrovare proprio i dove, i quando, i chi o i cosa  siano “importanti”.

E’ più importante imparare a riempire tutti gli spazi o imparare a crearne di vuoti ?

E’ più importante considerare il tempo come una dimensione su cui esercitare potere assoluto in modo da piegare ogni minuto alla nostra programmazione temendo solo l’imprevisto o imparare a leggere ogni imprevisto come una porta sull’invisibile, sul bene nascosto, sull’altro che cerca, sulla vita che chiama, sorprende ed insegna ?

E’ più importante e vincente imparare a capire al volo cosa gli altri abbiano da offrirci o imparare a scoprire  cosa noi abbiamo da offrire a chi sia compagno di strada o si faccia prossimo ?

E’ più importante valutare sapendo dare ad ogni cosa il suo prezzo o saper riconoscere, al di là dei prezzi,  quale bisogno (vero o indotto) ogni cosa sottenda ?

Cosa è importante … x vivere questa nostra unica vita pienamente, felici, in armonia con l’ambiente e solidali con chi ci viva accanto ?
Cosa è importante … x ritrovare tutti uno sguardo giusto, impegnato, libero, dignitoso, uno sguardo che sappia cercare e vedere l’oltre e l’altro?
Cosa è importante … per ritrovare il gusto di sentirci protagonisti e non spettatori dei nostri giorni ?

… ancora provocazioni, ancora Christine Singer …

“Sarebbe un errore credere che la crisi sia qualcosa di normale. Un amico antropologo mi ha riferito queste parole di un africano che gli diceva: “Ma signore, noi non abbiamo crisi, abbiamo le iniziazioni” E le iniziazioni sono la ritualizzazione di questi passaggi, cioè la possibilità per l’uomo di passare da uno stato di individuo naturale, primitivo, a quell’universo ampliato, in cui si rivela l’altra faccia delle cose. Capita che tutte queste iniziazioni, nella loro diversità ed inventività, abbiano tutte lo stesso scopo: mettere l’iniziato in contatto con la morte: muori e diventa. Che si tratti dei riti degli aborigeni australiani o delle prove a cui vengono sottoposti i giovani indiani, non c’è tutta via un rito – e se ne potrebbero ricordare miriadi – che sia così crudele come la mancanza di rito. E la vita non ha altra scelta che farci precipitare in seguito in una iniziazione, questa volta selvaggia, che si svolge non più nell’ambito di coloro che ci vogliono bene o che ci guidino:  sciamani, preti, iniziati, comunità, ma nella solitudine di un destino. Certe catastrofi si verificano solo per evitarci il peggio! Può veramente sembrare molto cinico parlare così. Ho sperimentato quel periodo in cui, quando si sentono parole simili e si è sprofondati nella disperazione più profonda, tali affermazioni sembrano di un cinismo insopportabile. E tuttavia, quando si è incominciato a capire che la vita è un pellegrinaggio, quando ad una tappa di questo pellegrinaggio, si guarda indietro, ci si accorge veramente che le donne e gli uomini che ci hanno fatto più soffrire su questa terra sono i nostri veri maestri e che le sofferenze, le disperazioni, le malattie, i lutti, le crisi sono stati veramente le nostre sorelle e i nostri fratelli lungo la strada. So bene che questo può assumere una colorazione insopportabile quando ci si trova in una fase di disperazione; ma è incredibilmente bello fermarsi nel corso del cammino, guardare indietro e dirsi: “E’ vero, e così!”

 … non c’è tuttavia un rito che sia così crudele come la mancanza di rito … noi, fortunatamente,  un piccolo rito lo abbiamo: leggere Fatti Mail 


AVVISATE LE PERSONE DA VOI SEGNALATE -  DI CUI FORNITE SOLO UN NUMERO DI TELEFONO -CHE POTREBBERO RICEVERE TELEFONATE IN CUI SI FA RIFERIMENTO A “FATTI MAIL” … è importante aiutare due persone estranee che si parlano a superare il disagio iniziale dovuto spesso proprio alla mancanza di fiducia … Considerate che l’espandersi di Fatti Mail se da una parte aumenta i lettori (e le opportunità di risposte solidali) dall’altra estende anche al di fuori delle spedizioni di Fatti Mail via e-mail la possibile lettura del bollettino. Chiedete quindi a chi vi chiami o vi contatti come sia venuto a conoscenza della vostra richiesta, regolandovi conseguentemente. 


BUONA LETTURA :



1) CERCO MEDICO

Carissima Gaia,
SONO – non senza preoccupazione -  alla ricerca di un medico per mia nipote Maria Alberta. Da dicembre è stata aggredita da ipertiroidite autoimmune, patologia che si è sovrapposta alle altre (particolarmente alla mcs),  causate da due incidenti automobilistici (uno da tamponamento), patologie che stanno provando eccessivamente questa piccola famiglia abbandonata. Dopo dieci anni non sono riusciti a trovare nemmeno un medico che si prenda a cuore la salute di questa ragazza piena di vita. Ancora durante la presente settimana, dopo particolari visite mediche costosissime  per questa fase peggiorativa, Maria Alberta si trova disperatamente senza un medico che la segua con attenzione e continuità.

     Sarebbe estremamente necessario un medico che faccia da punto di riferimento e che li aiuti a trovare una “rotta” pur essendo non facile.

    Come ti scrissi, dallo scorso dicembre lo scatenarsi dell'ipertiroidite autoimmune ha peggiorato la situazione già complessa della salute fisica di Maria Alberta, che da allora trascorre le notti camminando su e giù senza poter dormire perché non riesce a respirare per mancanza di fiato, irritabilità e smagrimento enorme. Questi evidenti sintomi classici di detta patologia sono aggravati dalla “multiple chemical sensitive (mcs)”, che pochissimi medici conoscono (!), e quasi nessuno sa come curare nelle sue diverse manifestazioni.
   Con enorme sforzo e due seguenti giorni di prostrazione fisica, mia sorella Lucia con mio cognato e Maria Alberta sono andati a Milano da due endocrinologi, i quali, non sapendo tener conto delle altre difficoltà della ragazza, li hanno lasciati senza un nulla di fatto, ad eccezione della prescrizione di quel farmaco, il Tapazole (notizie anche su web), che fa star peggio Maria Alberta.

  Qui in Roma, il dott. Genovesi, specialista dell’mcs, ha indicato l’analisi di 9 codici genetici di Maria Alberta, che dovrei ottenere dal Sant’Andrea, quando ricevessi e consegnassi il suo prelievo ematico da Arona.

   Roma è lontana da Arona, e Maria Alberta non può viaggiare, se non per percorsi non eccessivi.
   La drammaticità del caso dipende dal fatto che Maria Alberta non è stata seguita sistematicamente da nessuno specialista lungo lo scorso decennio.    
 Cosa comporta quell’ipomobilità del diaframma? .....
    Ecco quello che posso dirti di Maria Alberta e ciò che si dovrebbe far conoscere a qualche bravo professionista che voglia prendersi a cuore di rendere meno disperata la situazione di lei e della sua provatissima famiglia.  

    Da parte della famiglia di Maria Alberta un cordiale ringraziamento  
 sorella Giulia  gaiaspettaespera@tiscali.it, 


2) CERCA SOSTEGNO FAMILIARE:

Ciao Gaia ho da chiederti se pensi di poter usare fatti mail o altri canali a te consueti per una situazione che sta seguendo l’assistente sociale con cui collaboravo alla ASL, che, come altre volte in passato, tenta soluzioni alternative o in aggiunta alle poche che ormai consentono le scarse risorse dei Servizi Pubblici.
Si tratta di un bimbo di 4 anni, la cui mamma si è suicidata, e che è rimasta con il papà (anziano) ed una sorella di 15 anni.
La mia amica Assistente Sociale pensava di supportare la monogenitorialità del padre affiancando al nucleo una valida figura di supporto che provvedesse alla piccola (accompagnarla e riprenderla da scuola, stare con lei nelle ore diurne, in cui il padre è impegnato per il lavoro, stabilendo una relazione rassicurante) con un incarico di volontariato e/o con una disponibilità a svolgere anche  un ruolo formale di  affido, ma limitato alle ore diurne, e di semplice supporto ed integrazione alle relazioni familiari.

Vedi tu … so che l’Ass. Soc. sta un po’ facendo girare la voce a tutto campo …

Baci, e di nuovo  TANTI AUGURI A TUTTI!!
Rosalba
Ass.  Soc. ( Anna D’Arcangelo): gaiaspettaespera@tiscali.it,            


3)                       CERCO ASSISTENTE DOMICILIARE:

Gara Gaia,
  
In questi ultimi giorni sono stata coinvolta fisicamente e psicologicamente da evento/situazione familiare grave (malattia precipitata, morte il 1 aprile, della mia consuocera)

Mio genero ha un fratello con distrofia muscolare progressiva, per cui da oltre cinque anni è definitivamente in sedia a rotelle;
 anni, quasi 50, professione medico.
Da quando nel 1987 morì il padre …  il dramma si abbatté ancor più nel dramma.           La mamma  si è chiusa caparbiamente, insieme con il figlio malato, nel dolore (cupo)   nel rifiuto sempre di risolvere le problematiche pratiche del quotidiano: si è logorata fisicamente per assistere il figlio non accettando che estranei  "girassero per la loro casa" .
Ci si potrebbe scrivere un tristissimo romanzo su quanto queste due persone si siano "incartati" da soli vivendo male.

Ora si è nuovamente davanti al fatto compiuto: si deve trovare prestissimo una soluzione stabile per fare fronte al quotidiano.

Ho proposto tante soluzioni, ma non è facile. La cosa più ovvia e giusta: una persona fissa che sostituisca la figura madre/casalinga (la spesa, cucinare, pulizie, che comunque di notte sia una presenza indispensabile in casa), e in più persona/autista che si dedichi soltanto a lui: dal lunedì al venerdì: dalle 10 circa, pulizia personale e vestizione  (i movimenti si limitano dal tronco ma  comunque serve  sempre un aiuto: non riesce, per esempio ad abbottonarsi camicia, giacca), quindi lo accompagni con macchina allo studio medico (da Mostacciano, dove abita, a Monteverde Nuovo dov'è lo studio medico: professionalmente è medico molto valido!) 
 orario studio dalle 15 alle 20 max . Attualmente ha uno studente, che però non può assicurare sempre la sua presenza.
  
Concludendo, per ora occorre subito una signora fissa all'incirca 50enne (non importa la nazionalità) ma che comunque, pur dovendo badare soltanto  alla casa, abbia la patente per sostituire l'autista in caso di sua indisponibilità. Superfluo precisare che sia persona libera da altri vincoli personali, dotata di profondo spirito umano che possa ricreare in piccola parte un ambiente e calore familiare quotidiano.

Altra soluzione potrebbe essere uomo (che parli italiano) anch'egli libero da legami familiari e sempre di mezza età, con patentefisso che sappia cucinare, far la spesa; a giorni alterni, poi,   andrebbe una donna a ore che già va  per pulizie, stiraggio, etc.

Perdona la lungaggine ma mi è sembrato giusto sviscerare prima tutti gli aspetti del problema perché si possa elaborare un annuncio abbastanza sintetico ma
esaustivo per far capire il problema. Leggo sempre i vs. annunci
Mi rimetto alla vs. esperienza e alla vs. dedizione.

Grazie Veramente di cuore Pace e Bene a tutti e tante benedizioni.
un abbraccio,

 Mariaconcetta e Francesca

gaiaspettaespera@tiscali.it, 


4)       CERCO COINQUILINE E LAVORO:

Ciao Gaia,

Come stai?

ti scrivo perché ho bisogno del tuo aiuto.

Da quest'anno mi sono iscritta alla specialistica di Informazione Editoria e Giornalismo, le lezioni mi impegnano molto tempo, ma devo trovare un lavoretto. Ho 26 anni e sono una ragazza seria,  amo il contatto umano ed interagire con gli altri, soprattutto i più piccoli. Ho bisogno di trovare un lavoretto per guadagnare due soldini e fare esperienza, mettermi alla prova e rendermi utile. Posso fare qualunque cosa: baby sitter, animatrice, aiuto compiti o nel campo dell'editoria, scrivere piccoli articoli per un giornale o una redazione.

In più nel mio appartamento si sono liberate due stanze, zona Re di Roma, libere dal primo Maggio. Due belle stanze ampie in zona collegata, cerco due studenti/ studentesse brava gente! E' importante perchè ora sono sola e chi viene deve condividere con me la casa.

Ti ringrazio infinitamente anche solo per il tempo che mi dedichi nel leggere queste righe.


Un bacione e GRAZIE

Elisa 
gaiaspettaespera@tiscali.it, 


5)       TIBERIO CERCA LAVORO:

Cara Gaia,

Ricevo fatti mail e vorrei chiederti se puoi inserire una domanda di lavoro per una persona rom che seguo e conosco affidabile e onesta,
per i contatti puoi mettere Teresa Ossella 328.9696043 o indirizzo email.

Tiberio Galiceanu, nato a Craiova il 10.05.1969,padre di famiglia  - 9 figli i 3 maggiori sono sposati e 6 sono a casa, vanno tutti a scuola -  CERCA lavoro come operaio generico, facchino,addetto alle pulizie, lavapiatti, aiuto giardiniere ....
Recentemente, presso la Fondazione il Faro, ha fatto il corso di aiutopizzaiolo mostrando molto interesse e capacità, purtroppo ha già 42 anni e questo rende difficile l'inserimento lavorativo
E' disposto a trasferirsi anche in altre regioni, lasciando la famiglia pur di trovare lavoro, é interessato anche ad un lavoro come operaio agricolo,bracciante,addetto al bestiame ecc.ama molto la terra, la campagna.

E' una persona semplice, affidabile, che si impegna nel lavoro, nella parrocchia dove stava si occupava di tutto: pulizie, giardino, pittura, riparazioni muratura ecc, purtroppo il parroco é cambiato ed ha scelto altro personale, noi lo vedremmo anche molto bene in una comunità come uomo di fiducia tuttofare, ma lettoscrittura é molto carente.
Grazie di cuore, buona giornata



6)       LETTERE SOLIDALI:

Un’amica di Fatti Mail mi chiede di valutare se inserire questa richiesta … è una richiesta di solidarietà … e la solidarietà ha un passaporto che non conosce frontiere (almeno) su Fatti Mail!:

Ciao gaia ricevo da un amico medico. Valuta tu

ti inoltro questo appello. Se sei d'accordo fallo girare alla tua mailing list.
Penso sia un appello da accogliere.
Vincenzo 


Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i nostri maro', non
hanno nè televisione nè giornali italiani e hanno chiesto di poter
ricevere lettere e cartoline per non sentirsi troppo lontani
dall'Italia.
Chiunque volesse scrivere loro ecco di seguito
l'indirizzo:

Consulate General of Italy in Mumbai
Kanchenjunga,
Ground Floor
72 G.Deshmukh Marg
Mumbai - 400 026

7)       AFFITTO APPARTAMENTO:
 
AFFITTASI
Batteria Nomentana- Appartamento di 50mq a Via Val d’Aosta 106, ben strutturato: ampio salone, camera da letto, cucina e bagno. Ben collegato: situato davanti alla stazione Nomentana(FR1), fermata bus per il centro e Metro B1 di imminente apertura. libero dal 1 maggio.
Se interessati contattarmi 

Giulia Bellavitis  -
gaiaspettaespera@tiscali.it, 

8)       ANKA CERCA ALLOGGIO:


Carissima Gaia,

Anka una ragazza rumena cerca urgentemente una stanza dove alloggiare.
Arriva il 19 aprile, ha un lavoro e naturalmente può pagare un fitto.
E' una ragazza fidata e meritevole di aiuto.
Per informazioni telefonare a Corrado

Grazie ed un grande abbraccio

Dario
Email 
gaiaspettaespera@tiscali.it, 

9)       VIVIANA CERCA INFORMAZIONI UTILI:

Cara Gaia, 
Sono Viviana,
Ti scrivo di nuovo e stavolta non è per me,

Il mio problema è questo: il mio compagno è Argentino, ovvero un temibile e spaventoso EXTRACOMUNITARIO! 

Dopo varie peripezie e dopo un mio lungo viaggio nella sua terra splendida, stiamo cercando di ricongiungerci, stavolta qui in Italia, per passare almeno 4 o 5 mesi insieme.. che lusso!!!
Abbiamo deciso che torneremo insieme a Buenos Aires, e credo che stabiliremo il nostro futuro li, dato che questa nostra bella Italia sembra voler cacciare dai suoi confini tutti i suoi figli (laureati in possesso di master e titoli vari) ed a tutti costi..

Il problema nasce dal fatto che lui non può assolutamente restare qui in Italia per così tanto tempo senza poter lavorare (lui è chef e proprietario di un ristorante a Buenos Aires, che però durante il periodo invernale-che coincide con la nostra estate-resta chiuso), ed inoltre un visto per solo turismo, oltre a vietargli il lavoro, lo obbligherebbe a lasciarmi dopo 90 giorni...

Mi chiedevo se tra il popolo di Fatti Mail ci fosse qualcuno in grado di aiutarmi con le pratiche per un visto come badante/stagionale oppure offrendogli un lavoro da stagionale presso la cucina di un ristorante (come ho già detto è uno chef diplomato, ma andrebbe benissimo anche come aiuto) che gli permetta di entrare in Italia con un permesso di lavoro stagionale e guadagnare ciò che basta a sopravvivere considerando che vitto e alloggio già li ha assicurati presso di me, parla perfettamente l' italiano, l'inglese e lo spagnolo (è nato in Argentina da madre inglese e padre di origini italiane). 

Ho uno zio che purtroppo è invalido a causa di un intervento di trapianto di fegato, e sarebbe ben felice di poterlo avere come aiuto in casa, dogsitter e compagnia visto che lo ha già conosciuto e lo adora.. Mi chiedevo quindi se ci fosse qualcuno in grado di aiutarmi, consigliarmi e illuminarmi la giusta via da seguire nella intricata strada che le leggi anti immigrazione hanno riempito con trappole di vario genere e tranelli di cavilli legali, un consulente del lavoro, un avvocato o qualcuno che abbia dovuto fare lo stesso per altri amici lontani... Mi sento terribilmente sola di fronte a tante leggi legiucole e cavilli che sembrano fatti apposta per tenere gli stranieri fuori dall'Italia...
Facciamo vedere che questo nostro splendido paese non è solo popolato da razzisti, che le nostre porte sono aperte alla bellezza della diversità, che siamo pronti ad accogliere chiunque venga armato di un sorriso aperto e di voglia di fare.. Se c'è qualcuno che mi può aiutare a ricongiungermi al mio cuore, se qualcuno ha delle informazioni per me...


Grazie! 

Viviana

gaiaspettaespera@tiscali.it, 




10)              AGGIORNAMENTI SOS FILIPPO:

posso non condividere una mail che è diretta a tutta la famiglia di Fatti Mail ?!

Carissima,
il mondo fortunatamente è sempre pieno di sorprese!

La settimana prima di Pasqua, sono venute quattro donne della parrocchia di Sant'Ambrogio, rispondendo all'annuncio di Fatti Mail, per dare la loro disponibilità per aiutare Filippo. 
Per prima è venuta Angela, di nome e di fatto. 
Poi rispondendo sempre all'appello di Fatti Mail è venuta una delle sue quattro figlie, Fioretta, a fare il programma intellettivo a Filippo. 
Oggi durante il crociato ho detto che ero disperata perché non riuscivo a trovare una palestra dove Filippo potesse fare degli esercizi particolari che a casa non può fare per problemi di spazio.
Subito Angela, che era presente, mi dice sorpresa, perché io non ne sapevo niente, che c'è una bellissima palestra nella loro parrocchia.
Inoltre la figlia è la vice presidente dell'associazione che la gestisce. 
Così domani alle 11 l'andiamo a vedere. Ma non è finita qui. 
Fioretta ha preso da poco un pre-diploma come trainer al CONI, e che il suo fidanzato è gia un esperto trainer sportivo! 
Questa è la ciliegina sulla panna.
Ora si tratta di vedere come organizzarci con i volontari e magari con Fioretta e il suo fidanzato.
Meno male che c'è la famiglia di Fatti Mail!
Complimenti hai avuto un'idea meravigliosa e generosa.
Un caloroso abbraccio a te e a tutta la famiglia.
Valeria.

Ripropongo:       MARIA CERCA LAVORO

Sono Daniela mediatrice culturale all'Istituto Nazionale per la prevenzione e la cura delle malattie della povertà, amica di Gaia e Vito. Lavoro allo sportello socio sanitario dell'istituto .Mi capitano tante persone con problemi seri in cerca di soluzioni positive. Oggi chiedo aiuto per una signora Rumena che conosco da tempo per cui posso dire che e' una brava persona . Ha bisogno di una sistemazione allogiativa alla pari. poichè puo' prestare sevizio efficiente a chi la potrà ospitarla. Si chiama Maria Lupoae ha 40 anni  . il suo cell è3895943965. Maria ha due bambine di due  e un anno che sono  attualmente in affidamento, richiesto dalla madre stessa  ,perche' la sua situazione allogiativa non era adata ai bisogni delle bambine Adesso Maria lavora e appena possibile potra' riavere le sue   fglie a cui ci tiene tanto .Le struture del circuito publico e della solidarietà non hanno disponibilità di accoglierla . Ecco il motivo di questa richiesta di aiuto
Daniela 
gaiaspettaespera@tiscali.it, 


TESTIMONIANZE SOLIDALI:
Arrivano mail che contengono preziose testimonianze di solidarietà – offerta, ricevuta, seminata, cercata,  – mail da condividere e far lievitare …. 


1)  L'sperienza con i Rom di Fratel Luciano: 

ho ricevuto da un'amica di Fatti Mail una lettera  di Padre Luciano -  Padre Marianista che lavora in Albania con i rom. E’ possibile leggerla per intero nella pagina “Storie Solidali” del Blog Fatti Mail. A seguire un estratto:

COSA  MI  HA   INSEGNATO    L’ESPERIENZA CON I ROM
 …. La carità senza la giustizia è falsa ( meglio incompleta..?)

Monsignor Giovanni Nervo, ex Presidente della Caritas italiana, diceva  che “ la cultura cattolica è più attenta all’assistenza che alla tutela dei diritti e ha una certa difficoltà a coniugare compiutamente carità e giustizia “. E’ vero e lo dico per primo a me stesso …. quante volte ho pensato che anch’io  avrei dovuto dormire su un’aiuola, davanti al comune di Lezhe, per sostenere la causa di famiglie rom senza  un tetto  e buttate su una strada; oppure  non avrei dovuto permettere che una donna, appena partorito, passasse  la notte in una baracca al freddo … oppure che una famiglia  di 5 persone viva in una stanzetta di 4 metri quadrati, con le pareti di cartone, senza bagno....oppure …. oppure …..ecc..
Sappiamo che la  giustizia senza la carità è incompleta, ma la carità senza la giustizia, cioè senza la difesa e il rispetto dei diritti, è falsa. e molte persone, anche ben intenzionate, non comprendono la  “cattiveria“ di questa relazione. Perché è una relazione  che si instaura per le cose che si concedono e solamente una parte di sé viene posta in relazione e   poi le parti non hanno pari dignità o possibilità di ritorno.
Insomma  la carità senza giustizia  è elemosina.
Cioè, come la giustizia non sta da sola,  così anche la carità non può stare senza la giustizia.
La giustizia priva del soffio della carità corre il rischio di ridursi ad un burocratico riconoscimento dei diritti.. …” Non c’è niente di più ingiusto che fare parti uguali fra diseguali”, diceva don Milani e noi  l’abbiamo scritto sulla parete di   una nostra aula al Centro.
Altrettanto, c’è il rischio che si supplisca alla giustizia con la carità, che spesso certifica e perpetua le ineguaglianze, che attribuisce differenze di valore tra gli esseri umani, non difende  e non rispetta i diritti della persona. Questa sarebbe, è,una carità che funge da alibi all’ingiustizia.
Su questo tema, vorrei fare una proposta: dovremmo confrontarci di più e discutere  fra di noi, per poter dare maggior qualità e incisività alla nostra testimonianza.


2)   L'autismo e il senso della vita:

Carissimi
forse lo sapete, o forse no (ma adesso lo sapete!), il 2 Aprile è stata la giornata Mondiale di sensibilizzazione sull'autismo promossa dall'ONU. Per l'occasione il Vaticano per voce del presidente del pontificio consiglio per gli operatori sanitari, ha emesso un comunicato, un appello alla "vicinanza" ai soggetti autistici e alle loro famiglie.
http://www.zenit.org/article-30146?l=italian,
Dal desiderio di "risposta" a tale appello, è nata una lettera che si è trasformata in un messaggio di speranza, e se non è questo un messaggio Pasquale, cos'é?
Vogliamo condividere, ora con tutti voi, quanto già anticipato ad alcuni

Buona Pasqua Passata

Cinzia e Luigi con Marco, Daniele e Sofia

ciao

Buongiorno!
Siamo Cinzia e Luigi, genitori di Marco, Daniele e Sofia di 10, 8 e 4 anni.
Viviamo in un piccolo comune della bassa Brianza che fa parte della Comunità Pastorale “Regina degli Apostoli”, alla quale, per come possiamo, cerchiamo di offrire la nostra collaborazione per quello che serve.
Il 2 Aprile siamo stati  indirettamente destinatari, così come molte altre famiglie in tutto il mondo di un messaggio del Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari, S.E.R. Arcivescovo Zygmunt Zimowski.
Si tratta dell’”Appello alla sensibilità e alla vicinanza solidale alle persone autistiche e alle loro famiglie” emesso in occasione della giornata mondiale di sensibilizzazione sull’Autismo, promossa dall’ONU (World Autism Awareness Day).
Di fatto siamo “l’oggetto” dell’appello emesso dal Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari”, in quanto l’Autismo ha colpito Daniele, il nostro secondo figlio.
Daniele è colpito da una forma grave di autismo, definito clinicamente a basso funzionamento, che, oltre al resto, compromette anche le capacità verbali.
Non sapendo come far pervenire direttamente all’arcivescovo Zimowski una nostra risposta, abbiamo deciso di inviarla a tutti coloro con cui siamo in contatto a livello istituzionale all’interno della nostra diocesi a partire dal nostro parroco, con la speranza che si inneschi una catena di inoltri che infine raggiungano il destinatario.
Non è nostra intenzione elencare i problemi che la presenza pervasiva dell’Autismo comporta per Daniele e per la nostra vita, non serve; non solo questi sono riassunti nel testo dell’appello che riportiamo in calce, ma non possono essere compresi a pieno se non facendone un’esperienza diretta.
Leggendo l’appello dell’Arcivescovo Zimowski emerge la “profonda sofferenza”in cui versano le persone colpite da autismo e le loro famiglie e di come la Chiesa sull’esempio della parabola evangelica del “Buon Samaritano”, cerchi farsi “Compagna di strada”.
D’altra parte le più recenti indagini del Censis  ufficializzano che in Italia
·    la metà delle madri di persone con autismo ha dovuto lasciare il lavoro o ridurlo (quando non hanno potuto neppure iniziarlo).
·    In più della metà delle famiglie in cui è presente un figlio con autismo si assiste a fenomeni di rottura del legame fra i genitori con forme di separazione e divorzio (il più delle volte se ne vanno i padri) 
·    per ottenere la diagnosi occorrono da 1 a 3 anni
·    oltre il 30% degli adolescenti e adulti non riceve nessun intervento;
·    nel 20% dei casi le famiglie inseguono ipotesi di trattamento inutili, dannosi e spesso molto costosi
·    L’assistenza rimane nella grande maggioranza  dei casi un onere esclusivo della famiglia con un impatto rilevante non solo sulla qualità della vita, ma anche sui progetti, le scelte, l’inclusione e la partecipazione delle persone con autismo a lungo termine
Le 781 parole dell’appello suonano rassicuranti e confortanti: frasi come “…la chiesa intende esprimere la propria vicinanza…” oppure “… la chiesa avverte impellente il compito di porsi accanto a queste persone…”, esprimono sicuramente atteggiamenti  positivi.
Non solo atteggiamenti ma anche fatti concreti come la possibilità di accedere a percorsi terapeutici grazie a un progetto reso possibile dai finanziamenti erogati dalla Caritas Ambrosiana (ancora per due anni, poi si vedrà) con i fondi 8x1000 della Chiesa Cattolica (per informazioni www.cascinasanvincenzo.org).
Di questo non possiamo che esserne grati a tutti coloro, persone e istituzioni che lo hanno reso possibile.
La nostra ferma convinzione del fatto che “la Chiesa siamo noi” nel senso che non esiste distinzione fra chi “sta vicino” e fra chi “avverte la vicinanza” e che la solidarietà deriva dalla consapevolezza della fratellanza che ci unisce nella sequela di Cristo (…siamo o non siamo tutti sulla stessa barca?), vorremmo testimoniare che l’Autismo con tutti i problemi che ne derivano, non è portatore esclusivamente di disgrazie!
Intendiamoci bene, non è facile avere a che fare con l’autismo e tantomeno augureremmo un’esperienza del genere a chiunque.
Non abbiamo scelto noi l’autismo e se avessimo la possibilità di far sparire dalla nostra vita i problemi che ne derivano, lo faremmo volentieri, però questo, al momento non è possibile. 
La qualità della vita (e vorremmo dire la “verità sulla nostra vita”) dipende da come noi  affrontiamo gli “intoppi” che troviamo sul cammino (..non è stato così anche per la Chiesa delle origini? Non è capitato così anche a Pietro che mentre andava a pregare “di nascosto” al tempio con Giovanni dopo la Pentecoste, è incappato nel paralitico che poi ha guarito?  - At.3, 1-26 – Pietro ha dovuto gestire un “intoppo” al suo programma della giornata...cosa sarebbe successo se Pietro non si fosse fermato e non avesse guarito il paralitico?
Spesso gli “intoppi” della vita mettono  in luce o ci obbligano a considerare le cose come stanno nella realtà (idee, convinzioni, credenze, valori…). Dalle risposte che noi diamo dipende la qualità della vita.
Nel corso di questi anni siamo molto cambiati “grazie” all’autismo di nostro figlio.
Siamo partiti dal considerare, per via del nostro senso di onnipotenza, l’autismo come un nemico da abbattere fino ad arrivare oggi a dire: “Abbiamo fatto pace con l’Autismo”. Daniele con il suo autismo ci consente di “concretizzare” e “provare” i valori su cui poggia la nostra famiglia.
Il motto che in questi anni la nostra famiglia si è data è il seguente:
 “Se vedi un bisogno, soddisfalo, trova una via oppure creala perché in mezzo ad ogni difficoltà c’è sempre l’inizio della sua soluzione”.
Questo ci ha permesso di vivere con serenità le difficoltà che comunque ci sono e sono tante.
La nostra preghiera quotidiana recita: “Donaci Signore l’Umiltà e la Sapienza per riconoscere il tuo disegno sulla nostra famiglia, donaci il coraggio per scegliere la tua volontà e non la nostra, donaci la forza per sostenere la scelta e donaci la pazienza quando le forze vengono meno, perché le forze vengono meno”.
Le esperienze non sono sempre rose e fiori: ci capita di avere a che fare con persone che chiedono ragione del comportamento alcune volte socialmente inadeguato di Daniele, anche all’interno delle nostre comunità.
Come genitori siamo spesso in difficoltà nel trovare le risposte più adatte alle circostanze. L’istinto ci farebbe rispondere che Daniele si comporta in quel modo perché autistico mentre quale dovrebbe essere la giustificazione alla maleducazione dei nostri interlocutori!?
Poi invece ci fermiamo a riflettere e capiamo che se queste persone non sono in grado di conoscere e capire l’autismo, come possiamo pretendere che capiscano la natura della propria domanda e che probabilmente qualche problema lo hanno pure loro!?
A pensarci bene, come ha sottolineato un altro genitore, in questi casi, si potrebbe rispondere che già “Qualcuno” ha avuto modo di dire: ”Se foste ciechi non avreste alcuna colpa; invece voi dite ‘noi vediamo’. Il vostro peccato dunque rimane”.
La nostra esperienza da alcuni anni la stiamo raccogliendo in un sito internet - www.autisticamente.it - dove raccogliamo le nostre riflessioni settimanali nella rubrica “Diario di Bordo”.
Qui nel 2010 abbiamo pubblicato un articolo dal titolo “Angeli e Demoni” per descrivere appunto come il “Demone” dell’autismo può assumere le fattezze di un “Angelo” , messaggero di aspetti importanti per la nostra vita.
Questo è tutto, volevamo solo testimoniare che vivere con relativa serenità è possibile!, Questo è il nostro contributo alla Chiesa!
Un’ultima cosa, se mai queste righe potessero raggiungere mons. Zimowski….Monsignore, per cortesia, dica ai suoi collaboratori di informarsi meglio: L’autismo non è un “grave disturbo psicologico” ma è una sindrome di natura neurobiologica; già ci pensiamo noi genitori a farci venire i sensi di colpa, ci manca solo che qualcuno ci aiuti improvvidamente in questo.
Infine un forte richiamo ad un cambiamento di mentalità, a rendere concreto il contenuto del suddetto appello.
Che la Pasqua porti davvero in noi quel cambiamento di mentalità che auspichiamo! Altrimenti tutto si traduce soltanto in riti magici

Cristo è risorto…veramente!

Cinzia e Luigi Brambilla - 
gaiaspettaespera@tiscali.it, 



CONSAPEVOLEZZA&SOLIDARIETA’

Una cittadinanza consapevole è una cittadinanza più solidale.
(ricevo e volentieri condivido alcuni spunti di “consapevolezza” dalla rete di Raffaele Magrone)

RIFIUTI E AMBIENTE:

Gestione rifiuti
San Francisco, 7 milioni di abitanti, ha raggiunto il 78% di raccolta differenziata dei rifiuti (e senza inceneritori). Qualcuno ancora pensa che nelle grandi città non si possa fare? Guardate questi video – al centro della pagina -  di Presa Diretta
http://www.cacaonline.it/index.php/econotizie/ecologia/752-san-francisco-raccolta-differenziata-rifiuti.html%20
(Fonte: Marco Boschini)

BENZINA E DINTORNI:

1)    Come lo stato e le multinazionali del petrolio speculano sul prezzo della benzina. UN video francese che offre informazioni utili a tutti:

http://youtu.be/bvrZi-xN6nw
2)    Inventa il sistema per risparmiare carburante ma in Italia la sua idea non interessa²
La notizia sta girando in rete in questi giorni. Leonardo Grieco, meccanico di Saltrio (Varese), sta sperimentando un dispositivo elettronico di sua invenzione in grado di dimezzare i consumi di carburante nell'auto. Costa poco meno di 2mila euro ed è, in pratica, se abbiamo ben capito, una sorta di frizione automatica che mantiene sempre l'auto al miglior regime di giri, fra i 1.700 e i 2.300, quando il motore dà la coppia migliore.
Il signor Grieco ha montato il sistema su una vecchia Skoda 1900 turbo diesel: Ho già fatto 50mila chilometri con questa macchina e i risultati sono sorprendenti. Questa auto, che oggi ha 290 mila chilometri, fa abitualmente attorno ai 500 chilometri con un pieno, da quando ho montato il sistema Kds sono stabilmente sopra i mille. Questa scoperta potrebbe valere metà del combustibile mondiale, ci ho speso dieci anni di lavoro e tentativi. Abbiamo scritto alle case automobilistiche di tutto il pianeta: a Marchionne, a Montezemolo, negli Stati Uniti, in Corea, dappertutto.
Gli ha risposto solo la Motorizzazione svizzera che lo ha ufficialmente autorizzato.
 
Lo montano in un'officina nel Canton Ticino.
(Fonte: Informarexresistere)

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mi chiamo Futuro ... tu come ti chiami ?

mi chiamo Futuro ... tu come ti chiami ?
Dio mi liberi dalla saggezza che non piange, dalla filosofia che non ride e dall'orgoglio che non s'inchina davanti ad un bambino" (K. Gibran) - "Forse ha ragione il gesuita p.John Haughey quando afferma :”Noi occidentali leggiamo il vangelo come se non avessimo soldi e usiamo i soldi come se non conoscessimo nulla del Vangelo" (Alex Zanotelli)

FORSE NON TUTTI SANNO CHE:

1) Mangiare, Dormire, Lavarsi ... è x tutti
sul sito della Comunità di S. Egidio è possibile "sfogliare" guide solidali che informano sulle realtà CITTADINE disponibili a sostenere chi si trovi in difficoltà

http://www.santegidio.org/index.php?&pageID=228

2) Legalità è Solidarietà
I grandissimi "piccoli" numeri delle "mafie" da una parte
e dall'altra i piccoli "grandissimi" numeri di chi quotidianamente tesse scelte solidali e cultura legale per contrastarle: sapere è potere, sapere è vedere video come quello presentato dalla trasmissione "La Storia siamo Noi"

SOLIDARIETA' E AMBIENTE

ACQUA, un popolo di spreconi

ACQUA, un popolo di spreconi

Un popolo di spreconi.

Ne consumiamo ogni giorno più di 250 litri a testa, più di ogni altra nazione europea.

Non siamo i più puliti, ma solo i più spreconi.



Ogni giorno utilizziamo centinaia di litri d’acqua senza prestare molta attenzione; in genere l’atteggiamento più diffuso è quello di pensare che «basta aprire un rubinetto e servirsene a piacere», in realtà le cose non stanno proprio così, è necessario fermarsi a riflettere un attimo per dare il giusto valore ad una risorsa che purtroppo non è infinita.

Senza acqua nessuna forma di vita è possibile, è un bene d’assoluta necessità che diventa sempre più scarso con il passare del tempo per motivi sia di ordine quantitativi (l’acqua oggi a disposizione è pari a circa un terzo di quella disponibile negli anni ‘50 e tra cinquanta anni sarà ulteriormente dimezzata), sia qualitativi (per ogni litro d’acqua potabile, almeno otto risultano contaminati dall’attività umana).

Gli effetti di questa situazione sono sotto gli occhi di tutti: casi crescenti di razionamento idrico; il consumo di acqua minerale o filtrata diventato quasi un obbligo; lievitazione del costo dell’acqua potabile ecc.

Se poi allarghiamo lo sguardo a livello mondiale, il panorama diventa ancora più preoccupante: circa un miliardo e mezzo di persone non dispongono di acqua potabile.

Di fronte ad un quadro tutt’altro che roseo, oltre ad avvicinarsi al rubinetto con maggiore rispetto, diventa importante porsi il problema di come contribuire in prima persona a migliorare la situazione.

D’altra parte, un uso più appropriato dell’acqua non fa bene solo all’ambiente, ma anche al portafogli e con molta probabilità anche alla pace tra i popoli, perché sono oramai numerosi gli analisti politici che individuano nella carenza d’acqua uno dei possibili motivi di conflitto armato tra i paesi.

Che fare?

Per eliminare gli sprechi idrici si può agire su tre fronti: -Ridurre i consumi d’acqua, in modo da erodere il meno possibile questa preziosa risorsa e contrarre l’impatto ambientale (produrre, trasportare e smaltire acqua potabile richiede energia e produce inquinamento). -Contrarre l’impiego di additivi per ridurre l’inquinamento dell’acqua, della natura e dell’ambiente domestico. -Diminuire il consumo energetico per scaldare e distribuire l’acqua al fine di ridurre l’inquinamento ambientale e il consumo di energia fossile. Per raggiungere questi obiettivi è necessario intervenire sia a livello degli stili di vita, modificando alcune abitudini radicate nel tempo, sia a livello di impiantistica, utilizzando apparecchiature progettate con particolare attenzione al risparmio idrico ed energetico per garantire un’efficacia uguale o superiore rispetto ai dispositivi convenzionali. Spesso si tratta di mettere mano al portafogli, ma il più delle volte il risparmio che deriva dall’uso di tali dispositivi ripaga in poco tempo la spesa affrontata per il loro acquisto. Il massimo dei risultati si ottiene quando entrambe queste strategie, cioè modifica delle abitudini e nuova impiantistica, sono adottate insieme. Vediamo ora in dettaglio le varie soluzion possibili.

Riduzione dei consumi

Iniziamo dalla tipologia di utilizzo che impatta maggiormente per poi passare alla seconda e così via prendendo come riferimento il diagram-ma a torta (vedi il grafico ripartizione dei consumi domestici), in altre parole guardiamolo con occhi famelici e gettiamoci a capofitto sulla fetta più grossa per poi passare a quella di dimensioni immediatamente inferiori e cosi via!

  • Docce e bagni.
  • La doccia presenta un minor consumo d’acqua, rispetto al bagno, soprattutto se si tiene l’acqua aperta solo quando serve.
    Inoltre è possibile adottare docce a risparmio energetico, in grado di ridurre i consumi oltre il 70%. In termini pratici, considerando una doc-cia al giorno si possono risparmiare in un anno oltre 50.000 litri d’acqua e diverse centinaia di euro.
    La cosa importante è di utilizzare docce che non si limitino a ridurre il consumo d’acqua (allora tanto vale non aprire totalmente il rubinetto, con il risultato che s’impiega più tempo a lavarsi e si consuma lo stesso quantitativo di acqua), ma sfruttino in maniera più intelligente l’acqua, garantendo un elevato potere lavante a fronte di minori consumi.
    Vi sono inoltre vantaggi secondari interessanti: nel caso di boiler elettrico, più persone riescono a fare la doccia consecutivamente e minori sono i cali di portata per gli altri utenti, l’unico rovescio della medaglia è che, passando meno acqua nei tubi, si deve attendere più tempo l’arrivo dell’acqua calda.

  • Lavaggio stoviglie e biancheria.
  • Nel caso in cui si utilizzino lavatrici o lavastoviglie è bene farle girare sempre a pieno carico; nel caso dei lavaggi a mano evitare l’uso d’acqua corrente e preferire l’acqua raccolta in un lavabo o in una bacinella.
    Sempre per ridurre gli sprechi, non lasciate diventare vecchio lo sporco dei piatti e le macchie ostiche dei tessuti perché richiedono un lavaggio più impegnativo sia da un punto di vista chimico (detersivi) sia energetico (tempi e temperature più elevate); lavare separatamente i pezzi a seconda del grado di sporco.
    Molti si chiederanno: si consuma più acqua, energia e detersivi lavando a mano o a macchina?
    Per rispondere in maniera corretta a questa domanda è necessario conoscere due fattori: grado di riempimento ed «economicità» della macchina da una parte e capacità di lavaggio manuale dall’altra.
    Comunque alcuni studi in materia hanno dimostrato che per lavare lo stesso quantitativo di stoviglie, pari ad un carico intero di una lavapiatti, mediamente si consumano 80 litri d’acqua se lavati a mano; 60 se lavati a macchina; 12 litri nel caso di apparecchi ad elevata efficienza, i quali oltre al risparmio d’acqua consentono una notevole contrazione dei consumi di detersivi ed energia.

  • Vaschette del WC.
  • Le vaschette tradizionali, in genere contengono circa 24 litri, un volume d’acqua tale da permettere una buona azione lavante nel caso di presenze solide…, ma eccessivamente elevata nel caso di rifiuti liquidi.
    Mediamente, con tali sciacquoni si ha un consumo giornaliero di circa 100 litri a persona, in gran parte sprecati.
    Più efficienti sono le vaschette a due mandate, una da 3 e l’altra da 6 litri, grazie alle quali il consumo giornaliero, a parità di funzione, scende a 15 litri d’acqua.
    Se utilizzate in maniera corretta, ossia schiacciando il tasto giusto al momento giusto, con le vaschette a doppia mandata si arriva a risparmiare circa 17.000 litri d’acqua l’anno a persona.
    Quando non si hanno a disposizione vaschette ad hoc, è possibile modificare i tradizionali cassonetti introducendo dei pesi che permettono di ottenere le stesse prestazioni.
    Un altro metodo è di inserire nella vaschetta un mattone o più semplicemente una bottiglia piena d’acqua.
    In quest’ultimo caso si risparmia molta acqua, ma si riduce anche la quantità disponibile per ogni scarico con l’inconveniente di ridurre l’azione lavante.

  • Rubinetti.
  • Vanno aperti solo quando serve e tenuti chiusi mentre ci si insapona o ci si lava i denti; analogamente per lavare la frutta e la verdura è sufficiente usare acqua raccolta in una bacinella e non quella corrente.
    Per dare un’idea concreta di quanto questi gesti quotidiani possano far variare notevolmente il livello dei consumi idrici, analizziamo in dettaglio cosa accade durante il lavaggio dei denti: tenendo aperto il rubinetto per tutto il periodo di pulizia, si arriva a consumare 10.000 litri l’anno a persona; quando il rubinetto viene aperto solo per il risciacquo il consumo d’acqua si riduce a 1600; se poi invece dell’acqua corrente si utilizza quella contenuta in un bicchiere, si arriva a non più di 200 litri d’acqua l’anno!
    Un bel risparmio, vero?
    Per quanto concerne interventi di tipo impiantistico, è possibile sostituire i normali filtrini dei rubinetti (quelli che ogni tanto dobbiamo pulire dal calcare e da altre sporcizie) con dei modelli risparmio energetico (aeratori).
    Come per le docce vale il discorso di acquistare dei modelli che non si limitino a ridurre la portata dell’acqua, ma che producano un getto di eguale capacità lavante con consumi inferiori.

  • Perdite dalle guarnizioni.
  • L’acqua, che a causa di perdite delle guarnizioni gocciola dai rubinetti o dallo sciacquone, sembra poca cosa, ma essendo continuativo, anche il semplice gocciolamento comporta uno spreco inutile di migliaia di litri d’acqua (e di euro).
    Nel caso in cui l’impianto è dotato di accumuli dell’acqua calda, come ad esempio i boiler elettrici, oltre al consumo d’acqua le perdite idriche si tramutano anche in uno spreco d’energia elettrica.
    È pertanto consigliabile di sostituire immediatamente le guarnizioni danneggiate.

  • Ridurre l’Impiego di Additivi
  • Tutti i detergenti, compresi quelli ecologici, comportano un impatto ambientale per la loro produzione, il trasporto e lo smaltimento.
    Inoltre, soprattutto nel caso di detergenti convenzionali, si ha una liberazione di residui tossici nell’ambiente che poi vengono assimilati attraverso la respirazione, la pelle e il consumo di alimenti.
    Ecco perché è bene ridurre al minimo l’impiego di detergenti e detersivi e in ogni caso preferire i prodotti ecologici.
    Ma cosa c’entrano i detersivi con l’acqua?
    È molto semplice: in tutti i processi di pulizia viene utilizzata l’acqua come diluente che, se usata in modo intelligente, riserva ottime sorprese!
    Per il lavaggio di stoviglie e del bucato è possibile trattare energicamente l’acqua con opportuni dispositivi da applicare direttamente alle condotte dell’acqua o direttamente nelle macchine da lavare o sotto forma di additivi, ottenendo circa un dimezzamento dei consumi dei detersivi.
    Per quanto concerne la pulizia delle superfici è consigliabile impiegare dei panni in microfibra dove l’azione chimica degli additivi è completamente sostituita dall’azione meccanica, ossia si pulisce e si sgrassa unicamente utilizzando l’acqua.
    Ma anche in questo caso, per non avere risultati deludenti, è necessario scegliere prodotti d’elevata qualità.

  • Combattere il Calcare
  • Il calcare è ben noto per la tendenza a creare incrostazioni, assai difficili da rimuovere da box doccia, lavelli e rubinetteria in generale; ma i maggiori inconvenienti, il calcare li crea all’interno dell’impianto idraulico, ossia nelle condutture e, soprattutto, nei generatori d’acqua calda (elettrici o a gas).
    Tali depositi creano due tipi di barriere: una termica e una fisica.
    La prima si traduce in un maggior consumo di energia per nulla trascurabile, infatti, per ogni millimetro di deposito di calcare nei tubi, si registra un aumento dei consumi elettrici di circa il 10% e siccome lo strato accumulato in un generatore d’acqua calda può diventare molto spesso, nel tempo, i consumi possono crescere vertiginosamente.
    Analogamente, lo strato di calcare crea anche una barriera fisica al passaggio dell’acqua che, nel caso d’impianto dotato di autoclave, fa anch’esso aumentare i consumi di elettricità.
    Infine va detto che il calcare sollecita maggiormente l’impianto idraulico riducendone la durata.
    Una verifica della presenza di calcare all’interno dei tubi può essere realizzata con una semplice prova.
    Aprite al massimo il rubinetto dell’acqua fredda e notate la portata; dopo qualche istante ripetete la stessa cosa con il rubinetto dell’acqua calda.
    La minore portata dell’acqua calda è essenzialmente dovuta alle incrostazioni di calcare presenti nel generatore di calore!
    Le soluzioni utili per vincere il calcare si dividono in due categorie: trattamenti in grado di inibire il potere di coesione del calcare che, pur continuando ad essere presente nell’acqua, non è più in grado di for-mare incrostazioni; trattamenti di rimozione del calcare dall’acqua.

Ecologia Domestica

Del primo gruppo fanno parte i trattamenti energetici dell’acqua, i catalizzatori ceramici e i campi magnetici.

I primi uniscono le proprietà anticalcare alla riduzione dei consumi di detersivi ed all’eliminazione del problema della formazione della ruggine (molti modelli possono essere installati senza ricorrere all’idraulico).

I catalizzatori ceramici sono estremamente efficaci, ma richiedono un intervento impiantistico così come i dispositivi basati sull’effetto dei campi magnetici.

Tra i dispositivi che operano la rimozione parziale del calcare dall’acqua vi sono gli addolcitori, il cui impiego richiede periodicamente l’aggiunta di sale e un’accurata manutenzione.
Inoltre, sia l’installazione che la manutenzione richiede l’intervento di tecnici specializzati.

LENTE D'INGRANDIMENTO


Stop alla droga? Diciamolo in piazza

di Francesca Sironi - marzo 2013

Parlare di cocaina nei luoghi in cui viene venduta, per sottrarli agli spacciatori e resituirli, almeno per un giorno, alla legalità. Un'occupazione lettaria itinerante, in giro per l'Italia, da Roma a Scampia, da Palermo a Milano. Ecco il progetto 'Tira dritto', nato dall'idea del giornalista di Repubblica Paolo Berizzi


Occupare i fortini della droga. Usando solo la forza della parola. Restituendo, almeno per un giorno, le principali piazze di spaccio d'Italia alla legalità. E' l'obiettivo di "Tira dritto - Stop Cocaina", una campagna ideata dal giornalista Paolo Berizzi e sostenuta dal dipartimento delle politiche antidroga alla Presidenza del consiglio dei ministri. Un'iniziativa a tappe che inizierà mercoledì 27 marzo a Tor Bella Monaca, alla periferia di Roma: «Questi sono luoghi dove centinaia di famiglie vivono spacciando cocaina. Noi vogliamo portare per un pomeriggio le istituzioni, gli esperti, i magistrati e dei testimonial a parlare delle conseguenze dell'uso e della vendita della "regina" delle droghe», spiega Berizzi.

Gli incontri non saranno paludate conferenze ospitate in qualche sala comunale, ma dibattiti all'aperto, per strada: «Si chiamano "Talkstreet" ed è la prima volta che il tema della droga sarà affrontato in questo modo, in Italia. Pensavo fosse un'idea folle, ma molti l'hanno sostenuta».

Berizzi, autore con Antonello Zappadu del libro "La Bamba", in cui ricostruisce il percorso della coca dalle piantagioni colombiane alle vie di Milano, porterà con sé magistrati ed esperti ma anche attori, registi, cantanti. Fra i volti noti ci saranno quelli di Pierfrancesco Favino, Daniele Silvestri, Marco Giallini, Kasia Smutniak, Matteo Garrone: «Ognuno di loro racconterà la sua esperienza, condividerà delle riflessioni sul problema della cocaina. Avere dei testimonial è importante: andremo in quartieri dove sono conosciuti, e questa sarà magari la scusa per portare la gente in piazza».

Gli scambi di parole saranno brevi, promette Berizzi: «Quello che ci interessa veramente è ascoltare gli abitanti dei quartieri. Sentire da loro cosa significa vivere in mezzo alla droga». Niente palco, tendoni o inviti: tutto avverrà per strada, sui marciapiedi, fra le panchine dei parchi pubblici. A moderare gli interventi sarà sempre Elsa di Gati, giornalista di Rai3. La promozione dell'iniziativa sarà fatta sul territorio, dalle associazioni locali: «L'incontro di Roma è promosso con Villa Maraini, che da 40 anni aiuta i tossicodipendenti. Al dibattito interverrà anche il fondatore della comunità, Massimo Barra, un uomo che vive in trincea da tutta la vita».

Per Berizzi i Talkstreet, 15 in tutta Italia, che andranno dallo Zen di Palermo a Corso Como a Milano, dal quartiere Japigia di Bari a Porta Palazzo a Torino, saranno un modo per «occupare» le piazze di spaccio. Una parola forte, "occupare", che spiega così: «Vogliamo portare le istituzioni in mezzo alla gente che tutti i giorni vive a contatto con la cocaina. Vogliamo scendere per strada, non fermarci a una carovana simbolica. Andare nelle piazze di spaccio ci permetterà di dare un segnale forte, usando semplicemente le parole». Le reazioni potrebbero essere diverse: «Dove potremo, dove avremo le carte, le sentenze, faremo i nomi dei signori della droga locali. Ci rivolgeremo anche a loro, alle loro famiglie, nel loro territorio. Non potremmo dare un segnale più forte di questo. Le reazioni potranno essere negative o positive, purché ci siano». Per una volta, infatti, gli abitanti potranno essere protagonisti, non animali da zoo dietro le telecamere né vittime di un gioco più grande di loro: «Non saremo dei meri registratori. Tutto ciò che ci diranno servirà a giornalisti e magistrati per capire meglio il mondo della cocaina, anche dal loro punto di vista».

I contesti saranno ovviamente diversi. Dal degrado di Scampia alle luccicanti vetrine del centro di Firenze o di Bologna. Anche i discorsi cambieranno, col contesto, ma l'obiettivo rimarrà sempre lo stesso: «Accendere i riflettori». Ogni due o tre settimane, a partire dal prossimo 27 marzo, la campagna si sposterà in giro per l'Italia. Sperando di lasciare un segno contro il business della cocaina, che continua ad arricchire le mafie e a rovinare la vita di migliaia di persone: «Oggi la cocaina è molto più di quanto si pensi. Influenza i comportamenti, regola e stravolge le dinamiche sociali, la vita delle città. E' sovrana della quotidianità lavorativa, dai muratori ai parlamentari, dai piloti ai manager, dagli autisti ai chirurghi. Imbianca i licei e le università e incipria i nasi di consumatori sempre più giovani», scrive Berizzi sul sito: «Basterebbe una boccata d'aria pura, una sniffata di libertà, un'indigestione di fiducia, una volta, per un pomeriggio, magari un'ora, per ricordarsi come ci si sente bene padroni di noi stessi»
.

SOLIDARIETA' E CONSUMI

L’economia solidale

è, prima di tutto, un atteggiamento da cui derivano dei comportamenti che determinano un particolare stile di vita. Non si tratta solo, infatti, di aderire alle formule del commercio equo solidale, ma anche, e soprattutto, di rivoluzionare le nostre abitudini quotidiane: l’economia solidale comprende anche il nostro modo di lavare e lavarsi, ossia la quantità e la qualità di acqua, sapone e detersivi che utilizziamo.

Partire, quindi, dalle piccole cose, dalle attività quotidiane che, alla fin fine, costituiscono, in termini di tempo d’esecuzione, una porzione molto ampia di ogni nostra giornata. Limitare i consumi, specie d’acqua, evitare gli sprechi, cooperare con gli altri, sostituire la moda dell’ “usa e getta” con quella del recupero, utilizzare prodotti ecocompatibili, utilizzare l’automobile solo in casi di estrema necessità, impegnarsi a non inquinare, scambiare (tipo libri, cd, attrezzi, ecc.) per evitare di acquistare, sono alcuni imperativi per uno stile di vita un po’ più sobrio.

Zucchero equo-solidale

La nostra società si basa su un flusso continuo di merci e prodotti, e per questo viene definita consumistica. E, certamente, per cambiare le cose occorre intervenire (interferire) su questi automatismi.

Potremmo abbozzare una sorta di decalogo: compra leggero (ovvero prodotti con uno “zaino ecologico” non troppo pesante); compra durevole; compra semplice (in genere, gli oggetti più sofisticati sono meno durevoli, più delicati); compra vicino (per ridurre i danni ambientali che ogni trasporto comporta); compra sano; compra più giusto (e qui ci avviciniamo al discorso del commercio equo); compra prudente (a dispetto di normative e regolamentazioni, non è detto che il materiale acquistato non sia nocivo); compra sincero (evitare cioè i prodotti troppo pubblicizzati, dato che la pubblicità ce la paghiamo noi ed è spesso lontana dalla verità); compra mano d’opera (un metodo per aumentare l’occupazione); investi in futuro

INDIRIZZI UTILI

http://www.retelilliput.org/

http://www.utopie.it/http://www.retecosol.org/

http://www.networketico.it/

http://www.volint.it/http://www.zoes.it/

http://www.vita.it/

http://www.nuovomunicipio.org/

http://www.decrescita.it/

http://www.equonomia.it/

http://www.altreconomia.it/

http://www.altroconsumo.it/

http://www.valori.it/



COMMERCIO EQUO SOLIDALE

http://www.assobdm.it/

http://www.altromercato.it/

http://www.equoland.it/

http://www.transfair.it/

http://www.agices.org/

http://www.commercioetico.it/

http://www.equo.it/

http://www.mondosolidale.it/

http://www.cooperativaisola.org/

http://www.equociqua.it/

GAS

http://www.economia-solidale.org/

http://www.retegas.org/



FINANZA ETICA

http://www.bancaetica.com/

http://www.finanza-etica.itt/



TURISMO RESPONSABILE

http://www.aitr.org/

http://www.tures.it/

http://www.viaggiemiraggi.org/

http://www.viaggisolidali.it/

http://www.humanaitalia.org/



BARATTO

http://www.eticambio.it/

http://www.zerorelativo.it/

http://www.barattopoli.com/

http://www.tuttobaratto.it/

http://www.suesu.it/

da Fatti Mail a ... Song-Taaba ONLUS - Africa e Solidarietà

da Fatti Mail, da una mail spedita per chiedere una mano per il Burkina Faso, l'incontro con Padre Jean Ilboudo e la nascita, nel 2008, di Song-Taaba ONLUS.... Song-Taaba incontra Chiara Castellani, il suo Congo ed inizia un'esperienza umana di amicizia e solidarietà ... di conoscenza e consapevolezza ... che fa compiere ogni giorno nuovi passi ... guardando avanti ...

"A salvare veramente l’Africa non saranno i fondi e gli aiuti. Salveranno vite umane, permettendo loro di sopravvivere, ma non salveranno la vita dell’Africa. Cio’ che importa non sono i mezzi, ma le condizioni. Bisogna permettere all’Africa di ricostruirsi. Bisogna aiutarla a ricostruirsi. L’Africa deve essere prima che avere". (Joseph Ki-Zerbo)

L'Africa deve essere prima che avere ...

e come l'Africa, ognuno di noi

La strada dell'essere è quella i cui passi sono domande e la meta non è un dove ma un chi ...

Una strada che lo sguardo lungo e visionario di Padre Jean Ilboudo ha fatto intravedere a tutti noi

Song-Taaba è e vuole essere questo: la possibilità di percorrere questa strada

http://song-taabaonlus.ning.com/

Be Ye Ka Ye?: cosa c'è lì che non c'è qui?

Nulla o forse tutto: la voglia di muoversi, di interrogarsi,
di cercare il valore della vita ...

http://www.youtube.com/watch?v=WQGF1fqEruQ

la vita di Chiara Castellani

http://www.youtube.com/watch?v=HON6FoFUPnI

e di chiunque abbia voglia di vivere la solidarietà ...
se sei fra questi ... contatta:
segreteria@song-taabaonlus.org,


.... x iniziare a guardare l'Africa dal ... lato giusto:
Nel suo docu-film, Silvestro Montanaro, svela un'Africa
consapevole, dignitosa, aperta al futuro, segnata da ferite interne ed esterne,
creativa, saggia. Un' Africa da ascoltare, da capire, da scoprire e da cui
imparare:
http://www.ceraunavolta.rai.it/dl/portali/site/puntata/ContentItem-5a587b72-ded6-4320-942f-572599d3406c.html,