SOLIDARIETA' ... come altro?

SOLIDARIETA' ... come altro?
Ci impegniamo senza giudicare chi non s'impegna, senza accusare chi non s'impegna, senza condannare chi non s'impegna, senza cercare perché non s'impegna, senza disimpegnarci perché altri non s'impegna. Ci impegniamo per trovare un senso alla vita, a questa vita, alla nostra vita, una ragione che non sia una delle tante che ben conosciamo e che non ci prendono il cuore, un utile che non sia una delle solite trappole generosamente offerte ...dalla gente pratica. Si vive una sola volta e non vogliamo essere giocati in nome di nessun piccolo interesse. (Primo Mazzolari)

lunedì 2 aprile 2012

2 aprile 2012


2 aprile 2012



colomba.jpgAffezionata piccola grande famiglia di Fatti Mail

"… l'Olocausto concerne tre categorie di persone: le vittime, i carnefici, gli astanti, o spettatori. Ebbene, oggi, tramite la tv, siano tutti spettatori, tutti consapevoli, delle sofferenze altrui anche in lontanissime parti del mondo. Prima, sapere di una carestia terribile in Africa attraverso i giornali era diverso. La tv cambia tutto. Ora vedi, sai. Dunque ti riguarda. E' la globalizzazione della responsabilità. Oltretutto nell'economia globale siamo tutti interdipendenti (quel che fa uno a  Singapore ha un impatto anche su di me e viceversa, anche se io non conosco le connessioni intermedie) e a ciò fa riscontro la vulnerabilità reciproca assicurata". (Z. Bauman)
La lettura di Fatti Mail oggi ri-chiede … un supplemento di tempo.
globalizzazione della responsabilità, interdipendenza, vulnerabilità reciproca …
Da qualche tempo un giovane amico di Fatti Mail segnala la condivisione di un video. E’ un video di denuncia contro un criminale di guerra e contro la tragedia dei bambini soldato ma è anche un evento globale perché questo video – realizzato eccezionalmente bene – chiama tutti coloro che lo guardino, uno per uno, a prendere posizione, ad agire, a fare propria quella quota parte di responsabilità globale citata da Bauman.
La visione di questo video non lascia indifferenti perché racconta la possibilità di mettere in mano ad ognuno di noi il timone della storia. Non solo la propria ma anche quella con la S maiuscola.
Questo video cui è stato chiesto a Fatti Mail di farsi “voce” è un video talmente “gravido” di desiderio di solidarietà mondiale e difesa della vita che la richiesta era di quelle da accogliere "senza se e senza ma” … ma e se … invece esistono e vanno condivisi.
Qualche giorno dopo questa segnalazione gli stessi giovani amici che lo avevano presentato e promosso a Fatti Mail hanno iniziato a sollevare molte perplessità, dubbi. Sono “entrati in crisi”. Pare che la manifestazione del 20 aprile - la notte in cui gli attivisti di Invisible Children tappezzeranno le città di tutto il mondo con  manifesti, adesivi e volantini che mireranno a far conoscere Joseph Kony e la tragedia dei bambini soldato – a Roma non sia neanche più certa (altre città come Torino l’hanno ad oggi invece confermata)
E’ iniziato a girare sul web – lo stesso web che ha reso il video di Kony un fenomeno socio-politico planetario – un altro video che scredita l’iniziativa, i nobili fini e gli stessi organizzatori.
Anche questo secondo video è offerto alla visione delle amiche e degli amici di Fatti Mail.
Diceva nel lontano 1960 il sociologo McLuhan: il mezzo è il messaggio. Una riuscita sintesi per sottolineare quanto i meccanismi comunicativi che sottendano ogni tipologia di mezzo della comunicazione di massa (mass-media) possano diventare – riguardo all’impatto su chi li utilizzi – prevalenti rispetto allo stesso contenuto veicolato: prevalenti e determinanti. (Fra le tesi più illuminanti di McLuhan quella per cui “ogni nuova tecnologia (comprese la ruota, il parlato, la stampa) esercita su di noi una lusinga molto potente, tramite la quale siamo ipnotizzati in uno stato  di "narcisistico torpore". Se non abbiamo gli anticorpi intellettuali adatti, questo capita appena ne veniamo in contatto, e porterà ad accettare come assiomi assoluti, le assunzioni non neutrali intrinseche in quella tecnologia. Se invece riusciamo a evitare di esserne fagocitati, possiamo guardare quella tecnologia dall'esterno, con distacco, e a quel punto riusciremo non solo a vedere con chiarezza i principi sottostanti e le linee di forza esercitate, ma anche i mutamenti sociali diventeranno per noi un libro aperto, sarem in grado di intuirli in anticipo e (in parte) di controllarli”)
Oggi Fatti Mail si interroga – partendo dalla storia della campagna su Kony  - sul valore della “Community” (la comunità globale e virtuale dei surfisti – navigatori della rete) e sul valore o sui valori che segnino ciò che definiamo col nome “Comunità”.
Cos’è una comunità? Tutto ciò che è “plurimo - plurale” può essere definito comunità? Qual è il ruolo, l’atteggiamento, lo “spirito” di chi sia parte di una comunità? Dipende dalla virtualità o da noi riuscire a costruire comunità?
1) Primo video: http://www.kony2012.com/ (in italiano: http://www.youtube.com/watch?v=9Ve3_ziWAIM&feature=relatedAppena cliccate sul link – per avere i sottotitoli in italiano – andate in basso a destra dove ci cono due CC - cliccate sopra – ed appariranno i sottotitoli.
La Community è una realtà virtuale. Una realtà da guardare senza pregiudizi, esaltazioni o timori. La Community può rappresentare una grandissima risorsa come può diventare uno spazio di preoccupanti manipolazioni. E’ importante restare sempre consapevoli rispetto a ciò che realmente sia e possa fornire. E’ importante di fronte ad ogni risposta sapersi sempre porre una nuova domanda. La community può offrire immense opportunità ad ogni realtà che abbia bisogno di condividere SOS o denunciare violazioni … ma la community può sostituire una comunità ?
“κοινωνέω significa comunità, comunanza, comunione: significa qualcosa a cui si partecipa.  Il membro della κοινωνέω è uno che condivide, uno che partecipa, uno che si sente parte di un tutto nel quale gli altri pure sono parte in una logica di scambio, una logica di accoglienza reciproca, una logica di edificazione di un progetto comune.
Però attenzione: la parola comunità (communitas) noi dobbiamo sempre ricordare che è formata da due parole. E’ formata da cum (e tutti sapete che cum significa “con”, dunque evoca l’insieme) e dalla parola munus. Ma la parola munus ha un doppio significato in latino. Perché da un lato munus significa il dovere, significa la funzione, significa l’obbligo che uno ha, ma l’altro significato di munus è dono. Guardate la ricchezza dunque della parola comunità. C’è una realtà che viene sentita come obbligo, come dovere, ma proprio perché si sente questo obbligo e questo dovere come dono per gli altri allora si ha la comunità. E qual’è la cosa che i membri di una comunità hanno in comune? Hanno in comune il munus: il munus non è la proprietà, è il dovere, è una responsabilità ed un dono da fare agli altri. Dunque la communitas non fa cedere ad una proprietà. Anzi i membri della comunità devono uscire da se stessi e devono sentirsi mancanti, donati a, aperti alla comunione. Insomma la comunità è l’insieme di persone unite non tanto da un possesso da spartire, da una proprietà, non tanto da un di più, ma anzi direi da un di meno, da un debito che ciascuno vive verso gli altri. E qual è questo debito? questo debito - che è anche sempre dono - è un debito che comporta dare se stessi. Se uno vuol capire davvero che cosa è la comunità e come si origina la comunità deve percepire che innanzi tutto occorre dare la propria presenza agli altri. Questo, attenzione lo capite da soli, vale per la comunità della famiglia, vale per la comunità del piccolo gruppo, vale per qualunque forma di comunità. Una comunità, se non vuole avere derive patologiche (e la comunità, essendo un corpo, ha le derive patologiche come una persona: è esposta e nulla è garantito), deve iniziare da un movimento in cui ciascuno inizia a dare la propria presenza all’altro. E se non c’è la propria presenza ogni dinamica di comunità non è capace di fecondità, resta sterile, resta debole e non ci fa avanzare. All’interno di questo dare la propria presenza, il dare ascolto all’altro - dare ascolto è più pregnante del semplice ascoltare- è fare dono all’altro di un’accoglienza.” (Enzo Bianchi)
Affezionata piccola grande famiglia di Fatti Mail
In tempi di community nulla può diventare più vitale, salvifico e solidale di una comunità di riferimento ! … una comunità reale – anche se virtuale - come la piccola grande famiglia di Fatti Mail!
Le moltissime richieste di ospitalità giunte in questi giorni rendono preferibile lo sdoppiamento in due del bollettino. A questo seguirà un “Fatti Mail CONDIVIDO”
Nessuno deve restare “senza” uno spazio adeguato.
AVVISATE LE PERSONE DA VOI SEGNALATE - DI CUI FORNITE SOLO UN NUMERO DI TELEFONO -CHE POTREBBERO RICEVERE TELEFONATE IN CUI SI FA RIFERIMENTO A “FATTI MAIL” … è importante aiutare due persone estranee che si parlano a superare il disagio iniziale dovuto spesso proprio alla mancanza di fiducia … Considerate che l’espandersi di Fatti Mail se da una parte aumenta i lettori (e le opportunità di risposte solidali) dall’altra estende anche al di fuori delle spedizioni di Fatti Mail via e-mail la possibile lettura del bollettino. Chiedete quindi a chi vi chiami o vi contatti come sia venuto a conoscenza della vostra richiesta, regolandovi conseguentemente.


BUONA LETTURA :

1) SOS FILIPPO!
Care amiche ed amici di Fatti Mail voglio partire da Filippo perché intorno a lui Fatti Mail ha manifestato in maniera forte e chiara la propria capacità di essere comunità. I genitori di Filippo ringraziano Fatti Mail per le disponibilità arrivate in supporto a Filippo. Disponibilità che oggi danno a questa famiglia un po’ di tranquillità nella gestione dei turni legati alla terapia fisica.
FATTI MAIL ATTIVERA’ SUL BLOG UNA FINESTRA IN CUI SARANNO DI VOLTA IN VOLTA INDICATI I TURNI CRITICI DELLA SETTIMANA IN MODO DA CONSENTIRE A CHI SIA DISPONIBILE DI ATTIVARSI – VISITATE QUINDI IL BLOG CON ASSIDUITA’ PER CONTROLLARE (grazie !!!)

C’è però una nuova sfida che Fatti Mail vuole far propria.
La “terapia fisica” di due ore in cui 5 persone contemporaneamente fanno lavorare gli arti e la testa di Filippo è solo una delle tante attività quotidiane di Filippo che ha una tabella di lavoro che lo vede impegnato (e con lui i suoi genitori) dalla mattina presto alla sera fino al momento di andare a dormire. Una tabella di lavoro in cui si alternano continuamente tanti esercizi fisici ad altrettanti esercizi di stimolazione intellettuale da fare al computer.
La richiesta che oggi Fatti mail lancia è quella di una persona che abbia voglia diregalare un’ora del proprio tempo pomeridiano per fare da tutor a Filippo mentre fa una serie di esercizi al Computer. Questa persona deve solamente stare seduta accanto a Filippo e verificare che lui stia lavorando correttamente e in caso di difficoltà limitarsi a fornire qualche piccolo suggerimento. L’orario potrà essere concordato insieme ai genitori di Filippo. (si può offrire un’ora a settimana, o bisettimanale o al mese - questa attività è pomeridiana)
Grazie fin d’ora a quanti potranno offriere a Filippo ed alla sua famiglia … un po’ di solidale … comunità !!!
gaiaspettaespera@tiscali.it, 


2) AFFITTO STANZA
gentile gaia
volevo chiedere la cortesia di pubblicare su FATTI MAIL la proposta che segue, riguardante l'affitto di una stanza a qualche signora seria onesta e tranquilla a cui possa interessare e di cui ci si possa fidare.
AFFITTASI STANZA SINGOLA
in zona PIAZZA BOLOGNA
a signora lavoratrice seria e tranquilla in un grande appartamento (200 mq e doppi servizi) diviso con me e mia mamma.
Stazione metro Bologna sotto casa, a due passi dalla stazione tiburtina e servita da molte linee di bus.
tel. Laura
La ringrazio infinitamente e le auguro una serena giornata
Laura Luzi -gaiaspettaespera@tiscali.it, 

3) FATIMA ANCORA CERCA
... il tempo passa ed il bisogno di Fatima di lavora aumenta ....
Salve Gaia,
nuovamente mi avvalgo del tuo aiuto per, a mia volta, aiutare. Ti prego di pubblicare sulla FattiMail il seguente appello:
Fatima ha 50 anni, viene da Capo Verde, è in Italia da 20 anni (ha un figlio di 19 anni che ha la cittadinanza italiana) ed è in possesso della carta permanente di soggiorno. E' al mio servizio da tanti anni e posso garantire la sua onestà, riservatezza, discrezione, efficacia. Io sono andata in pensione e non ho più bisogno di lei per lo stesso numero di ore, ma lei si ha lo stesso bisogno di lavorare, anzi, data la perdita di valore acquisitivo del danaro, forse ne anche di più. Quindi è alla ricerca di un lungorario, di un servizio a ore, di un portierato, o di un impiego da badante con alloggio anche per il figlio che, a sua volta, potrebbe collaborare con altre mansioni.
 Grazie
Vera Silveri gaiaspettaespera@tiscali.it, 

4) CERCANO URGENTEMENTE LAVORO:
Gent.ma Gaia,
per farle presente la situazione della giovane signora rumena che si occupa della mia casa da 5 anni (sono l'unico datore di lavoro che l'ha messa in regola!).
Dopo la nascita della seconda bambina – l’anno scorso - ha perso gli altri due datori di lavoro (al nero) che aveva, che nel frattempo si sono riorganizzati, pur avendole confermato a lungo che l'avrebbero richiamata.

Ora anche il marito, che lavora nell'edilizia, è disoccupato dall'inizio dell'anno.

Daniela è persona onestissima, molto precisa e si prende cura della casa come fosse la propria. Per aiutarla ho aggiunto un'ora al suo orario abituale e ora le darò un anticipo sulla liquidazione maturata sino ad oggi, ma ovviamente non basta. Per aiutarli abbiamo due modi:

- rivolgendosi a lei se qualcuno fra voi avesse bisogno di un' aiuto domestico, per il quale troverebbe un'ottima collaboratrice.
- rivolgendosi a suo marito Daniele in caso di ripulitura appartamenti, pittura, ma anche svuotamento cantine, soffitte, traslochi ecc.

Sono ambedue persone disponibili ad andare a lavorare in qualsiasi zona della città SERI e molto accurati nel proprio lavoro. 

ringrazio anticipatamente per quanto potrà fare.

PER COMPLETEZZA DI INFORMAZIONE:
Cara Gaia,
ti ringrazio moltissimo per la tempestività della tua risposta.
La storia di Daniela e Daniele è molto semplice, vengono dalla Romania ma vivono in Italia da dieci anni, e qui sono nate le loro due bambine, Alessia (7 anni) e Annalisa (8 mesi).
Daniele ha 41 anni e ha sempre lavorato - purtroppo quasi sempre in nero, tranne brevissimi periodi in qui è stato messo in regola almeno part-time - nell'ambito dell'edilizia, settore oggi particolarmente in crisi. Pensa che un suo ex datore di lavoro gli deve 2000 euro e non glieli sta dando. Ho offerto a Daniele la possibilità di scrivere per lui una lettera formale di richiesta ma ho capito che ha paura: evidentemente teme che si sparga la voce e che altri possano intimorirsi e non richiamarlo per altri lavori. E' comunque disponibile a qualsiasi tipo di lavoro. Daniela ha 34 anni ed è la migliore collaboratrice domestica che abbia mai avuto, in assoluto. E' anche persona stimabile in generale, a giudicare anche dall'educazione perfetta che ha dato ad Alessia, nonostante la loro vita non sia mai stata facilissima: è infatti una bimba educatissima, dolce ed affettuosa, premurosissima con la sorellina.

Ti ringrazio tantissimo per quanto potrai fare perché il tempo stringe: sono appena arrivate diverse bollette e a breve incomberà l'affitto di casa (ben 600 euro!): se comincia la spirale
indebitamento - stacco servizi - sfratto ..... non ne escono più!!!

Un grazie di cuore
Patrizia 
gaiaspettaespera@tiscali.it, 


5) CERCO TATA TUTTOFARE:
Ciao gaia sono Romina.

Come ti aveva accennato Francesco ti disturbo perchè stiamo cercando disperatamente una ragazza/signora (fidata)che ci tenga la nostra Emma che ha 6 mesi dalle 7 di mattina alle 5 del pomeriggio, deve avere la patente e saper guidare. Ovviamente la metteremmo in regola.

La mattina dovrebbe accompagnare Emma al nido fino all'ora di pranzo, nel tempo libero dovrebbe dare una sistemata a casa e poi andare a riprenderla.
Noi purtroppo non abbiamo possibilità di spazio per metterle a disposizione una stanza nel caso venisse da Roma, ma poi eventualmente una soluzione si troverebbe.
Ci fai la grossa cortesia di estendere questa richiesta a tutte le persone che conosci?

Grazie ROMINA

Per arrivare a Fregene da Roma si può prendere il treno dalle stazioni di termini, ostiense, trastevere o tuscolana e si scende alla fermata fregene-maccarese,
ci vogliono circa 40/50 minuti e poi dalla stazione c'è un autobus che porta vicino al lungomare, che è praticamente dove stiamo noi... solo che arrivare a Fregene per le 7 di mattina vuol dire per chi sta a Roma partire
alle 5 da casa... A me servirebbe da settembre in poi, ovviamente se riusciamo a trovare qualcuno dovrebbe cominciare a venire qui a casa già da giugno per far abituare la piccola.
Magari tramite fatti mail si riesce a trovare qualcuno che sta nei dintorni di fregene, tipo maccarese, focene o fiumicino...
Lo spero tanto!

gaiaspettaespera@tiscali.it, 


6) CERCO COINQUILINA E TIROCINIO:

Buonasera Gaia,
Non so se può aiutarmi a trovare una coinquilina per condividere con me e un'altra ragazza l'appartamento in cui attualmente vivo. La camera è una doppia in via della Badia di Cava, nei pressi della Metro B San Paolo.

mi presento: studio Scienze della Comunicazione Sociale all'Università Pontificia Salesiana qui a Roma, perchè ho una grande passione per il sociale e per tutto ciò che riguarda internet; inoltre sono un Ingegnere (laurea specialistica in Ingegneria per  l'Ambiente e il Territorio) appassionata della natura e dell'ambiente in generale.
Siccome ho pochissima esperienza nel campo della progettazione, sto cercando uno studio tecnico in cui fare un pò di tirocinio, in modo da poter conciliare studio e lavoro

Le auguro una buona serata e un buon lavoro, cordiali saluti, Rosa.
gaiaspettaespera@tiscali.it,   
(Fatti Mail non ospita CV ma posso inviarlo a chi me lo chieda)


7) CERCO ALLOGGIO ALLA PARI:

Sono Daniela mediatrice culturale all'Istituto Nazionale per la prevenzione e la cura delle malattie della povertà, amica di Gaia. Lavoro allo sportello socio sanitario dell'istituto .Mi capitano tante persone con problemi seri in cerca di soluzioni positive.
Oggi chiedo aiuto per una signora Rumena che conosco da tempo per cui posso dire che e' una brava persona .
Ha bisogno di una sistemazione allogiativa alla pari. Poiché puo' prestare sevizio efficiente a chi la potrà ospitarla.
Si chiama Maria Lupoae ha 40 anni . il suo cell è3895943965.
Maria ha due bambine di due e un anno che sono attualmente in affidamento, richiesto dalla madre stessa, perche' la sua situazione allogiativa non era adatta ai bisogni delle bambine Adesso Maria lavora e appena possibile potra' riavere le sue fglie a cui ci tiene tanto .Le struture del circuito publico e della solidarietà non hanno disponibilità di accoglierla .
Ecco il motivo di questa richiesta di aiuto
Daniela: gaiaspettaespera@tiscali.it, 


8) AFFITTO APPARTAMENTO:
Cara Gaia, mio figlio ha un appartamento di 45 mq. in zona Portuense. Lui è affetto  da schizofrenia e si trova in comunità terapeutica da 2 anni e non può abitarci. Avrei bisogno di affittare l'appartamento a persone affidabili per sostenerlo economicamente.
Potrebbero essere studenti fuori sede o lavoratori stagionali, che non abbiano bisogno di fissare lì la propria residenza.
. Le spese sono molto basse.
Se mi puoi aiutare, fammi sapere. 
Il mio nome è Simona De Marinis.
Grazie
gaiaspettaespera@tiscali.it, 


9) CERCO LAVORO INFERMIERA-BADANTE:
Cara Gaia ti pregherei, se ti è possibile, di inserire in "Fatti Mail" il seguente appello. Si tratta di una giovane indiana segnalatami dal fondatore di "Mother & Child", Dr. Thomas Myladdor. Questa ragazza ha una laurea in scienze infermieristiche, si trova ancora in India ma è già in possesso di tutti i documenti in regola per poter lavorare in Italia.
Ti ringrazio per l'attenzione e ti auguro Buona Pasqua marinella cellai

"giovane indiana laureata in scienze infermieristiche, perfetto inglese, ancora no italiano, referenziatissima cerca lavoro in Italia come badante, infermiera, baby sitter, assistenza malati. In attesa di trovare il lavoro ovunque in Italia, avrebbe bisogno di ospitalità presso una famiglia romana per una quindicina di giorni. Per informazioni contattare il Dr. Thomas  
Marinella 

Una Gaia Pasqua a tutti attraverso le parole di Alex Zanoteli scelte da Song-Taaba ONLUS
(la onlus gemmata da Fatti Mail)
"E' degna di credito
solo la speranza che si dà
la speranza che rischia,
quella che lotta contro ogni ingiustizia
e contro ogni menzogna e conformismo.
E’ speranza solo quella che si allea
con i Poveri della Terra ".

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mi chiamo Futuro ... tu come ti chiami ?

mi chiamo Futuro ... tu come ti chiami ?
Dio mi liberi dalla saggezza che non piange, dalla filosofia che non ride e dall'orgoglio che non s'inchina davanti ad un bambino" (K. Gibran) - "Forse ha ragione il gesuita p.John Haughey quando afferma :”Noi occidentali leggiamo il vangelo come se non avessimo soldi e usiamo i soldi come se non conoscessimo nulla del Vangelo" (Alex Zanotelli)

FORSE NON TUTTI SANNO CHE:

1) Mangiare, Dormire, Lavarsi ... è x tutti
sul sito della Comunità di S. Egidio è possibile "sfogliare" guide solidali che informano sulle realtà CITTADINE disponibili a sostenere chi si trovi in difficoltà

http://www.santegidio.org/index.php?&pageID=228

2) Legalità è Solidarietà
I grandissimi "piccoli" numeri delle "mafie" da una parte
e dall'altra i piccoli "grandissimi" numeri di chi quotidianamente tesse scelte solidali e cultura legale per contrastarle: sapere è potere, sapere è vedere video come quello presentato dalla trasmissione "La Storia siamo Noi"

SOLIDARIETA' E AMBIENTE

ACQUA, un popolo di spreconi

ACQUA, un popolo di spreconi

Un popolo di spreconi.

Ne consumiamo ogni giorno più di 250 litri a testa, più di ogni altra nazione europea.

Non siamo i più puliti, ma solo i più spreconi.



Ogni giorno utilizziamo centinaia di litri d’acqua senza prestare molta attenzione; in genere l’atteggiamento più diffuso è quello di pensare che «basta aprire un rubinetto e servirsene a piacere», in realtà le cose non stanno proprio così, è necessario fermarsi a riflettere un attimo per dare il giusto valore ad una risorsa che purtroppo non è infinita.

Senza acqua nessuna forma di vita è possibile, è un bene d’assoluta necessità che diventa sempre più scarso con il passare del tempo per motivi sia di ordine quantitativi (l’acqua oggi a disposizione è pari a circa un terzo di quella disponibile negli anni ‘50 e tra cinquanta anni sarà ulteriormente dimezzata), sia qualitativi (per ogni litro d’acqua potabile, almeno otto risultano contaminati dall’attività umana).

Gli effetti di questa situazione sono sotto gli occhi di tutti: casi crescenti di razionamento idrico; il consumo di acqua minerale o filtrata diventato quasi un obbligo; lievitazione del costo dell’acqua potabile ecc.

Se poi allarghiamo lo sguardo a livello mondiale, il panorama diventa ancora più preoccupante: circa un miliardo e mezzo di persone non dispongono di acqua potabile.

Di fronte ad un quadro tutt’altro che roseo, oltre ad avvicinarsi al rubinetto con maggiore rispetto, diventa importante porsi il problema di come contribuire in prima persona a migliorare la situazione.

D’altra parte, un uso più appropriato dell’acqua non fa bene solo all’ambiente, ma anche al portafogli e con molta probabilità anche alla pace tra i popoli, perché sono oramai numerosi gli analisti politici che individuano nella carenza d’acqua uno dei possibili motivi di conflitto armato tra i paesi.

Che fare?

Per eliminare gli sprechi idrici si può agire su tre fronti: -Ridurre i consumi d’acqua, in modo da erodere il meno possibile questa preziosa risorsa e contrarre l’impatto ambientale (produrre, trasportare e smaltire acqua potabile richiede energia e produce inquinamento). -Contrarre l’impiego di additivi per ridurre l’inquinamento dell’acqua, della natura e dell’ambiente domestico. -Diminuire il consumo energetico per scaldare e distribuire l’acqua al fine di ridurre l’inquinamento ambientale e il consumo di energia fossile. Per raggiungere questi obiettivi è necessario intervenire sia a livello degli stili di vita, modificando alcune abitudini radicate nel tempo, sia a livello di impiantistica, utilizzando apparecchiature progettate con particolare attenzione al risparmio idrico ed energetico per garantire un’efficacia uguale o superiore rispetto ai dispositivi convenzionali. Spesso si tratta di mettere mano al portafogli, ma il più delle volte il risparmio che deriva dall’uso di tali dispositivi ripaga in poco tempo la spesa affrontata per il loro acquisto. Il massimo dei risultati si ottiene quando entrambe queste strategie, cioè modifica delle abitudini e nuova impiantistica, sono adottate insieme. Vediamo ora in dettaglio le varie soluzion possibili.

Riduzione dei consumi

Iniziamo dalla tipologia di utilizzo che impatta maggiormente per poi passare alla seconda e così via prendendo come riferimento il diagram-ma a torta (vedi il grafico ripartizione dei consumi domestici), in altre parole guardiamolo con occhi famelici e gettiamoci a capofitto sulla fetta più grossa per poi passare a quella di dimensioni immediatamente inferiori e cosi via!

  • Docce e bagni.
  • La doccia presenta un minor consumo d’acqua, rispetto al bagno, soprattutto se si tiene l’acqua aperta solo quando serve.
    Inoltre è possibile adottare docce a risparmio energetico, in grado di ridurre i consumi oltre il 70%. In termini pratici, considerando una doc-cia al giorno si possono risparmiare in un anno oltre 50.000 litri d’acqua e diverse centinaia di euro.
    La cosa importante è di utilizzare docce che non si limitino a ridurre il consumo d’acqua (allora tanto vale non aprire totalmente il rubinetto, con il risultato che s’impiega più tempo a lavarsi e si consuma lo stesso quantitativo di acqua), ma sfruttino in maniera più intelligente l’acqua, garantendo un elevato potere lavante a fronte di minori consumi.
    Vi sono inoltre vantaggi secondari interessanti: nel caso di boiler elettrico, più persone riescono a fare la doccia consecutivamente e minori sono i cali di portata per gli altri utenti, l’unico rovescio della medaglia è che, passando meno acqua nei tubi, si deve attendere più tempo l’arrivo dell’acqua calda.

  • Lavaggio stoviglie e biancheria.
  • Nel caso in cui si utilizzino lavatrici o lavastoviglie è bene farle girare sempre a pieno carico; nel caso dei lavaggi a mano evitare l’uso d’acqua corrente e preferire l’acqua raccolta in un lavabo o in una bacinella.
    Sempre per ridurre gli sprechi, non lasciate diventare vecchio lo sporco dei piatti e le macchie ostiche dei tessuti perché richiedono un lavaggio più impegnativo sia da un punto di vista chimico (detersivi) sia energetico (tempi e temperature più elevate); lavare separatamente i pezzi a seconda del grado di sporco.
    Molti si chiederanno: si consuma più acqua, energia e detersivi lavando a mano o a macchina?
    Per rispondere in maniera corretta a questa domanda è necessario conoscere due fattori: grado di riempimento ed «economicità» della macchina da una parte e capacità di lavaggio manuale dall’altra.
    Comunque alcuni studi in materia hanno dimostrato che per lavare lo stesso quantitativo di stoviglie, pari ad un carico intero di una lavapiatti, mediamente si consumano 80 litri d’acqua se lavati a mano; 60 se lavati a macchina; 12 litri nel caso di apparecchi ad elevata efficienza, i quali oltre al risparmio d’acqua consentono una notevole contrazione dei consumi di detersivi ed energia.

  • Vaschette del WC.
  • Le vaschette tradizionali, in genere contengono circa 24 litri, un volume d’acqua tale da permettere una buona azione lavante nel caso di presenze solide…, ma eccessivamente elevata nel caso di rifiuti liquidi.
    Mediamente, con tali sciacquoni si ha un consumo giornaliero di circa 100 litri a persona, in gran parte sprecati.
    Più efficienti sono le vaschette a due mandate, una da 3 e l’altra da 6 litri, grazie alle quali il consumo giornaliero, a parità di funzione, scende a 15 litri d’acqua.
    Se utilizzate in maniera corretta, ossia schiacciando il tasto giusto al momento giusto, con le vaschette a doppia mandata si arriva a risparmiare circa 17.000 litri d’acqua l’anno a persona.
    Quando non si hanno a disposizione vaschette ad hoc, è possibile modificare i tradizionali cassonetti introducendo dei pesi che permettono di ottenere le stesse prestazioni.
    Un altro metodo è di inserire nella vaschetta un mattone o più semplicemente una bottiglia piena d’acqua.
    In quest’ultimo caso si risparmia molta acqua, ma si riduce anche la quantità disponibile per ogni scarico con l’inconveniente di ridurre l’azione lavante.

  • Rubinetti.
  • Vanno aperti solo quando serve e tenuti chiusi mentre ci si insapona o ci si lava i denti; analogamente per lavare la frutta e la verdura è sufficiente usare acqua raccolta in una bacinella e non quella corrente.
    Per dare un’idea concreta di quanto questi gesti quotidiani possano far variare notevolmente il livello dei consumi idrici, analizziamo in dettaglio cosa accade durante il lavaggio dei denti: tenendo aperto il rubinetto per tutto il periodo di pulizia, si arriva a consumare 10.000 litri l’anno a persona; quando il rubinetto viene aperto solo per il risciacquo il consumo d’acqua si riduce a 1600; se poi invece dell’acqua corrente si utilizza quella contenuta in un bicchiere, si arriva a non più di 200 litri d’acqua l’anno!
    Un bel risparmio, vero?
    Per quanto concerne interventi di tipo impiantistico, è possibile sostituire i normali filtrini dei rubinetti (quelli che ogni tanto dobbiamo pulire dal calcare e da altre sporcizie) con dei modelli risparmio energetico (aeratori).
    Come per le docce vale il discorso di acquistare dei modelli che non si limitino a ridurre la portata dell’acqua, ma che producano un getto di eguale capacità lavante con consumi inferiori.

  • Perdite dalle guarnizioni.
  • L’acqua, che a causa di perdite delle guarnizioni gocciola dai rubinetti o dallo sciacquone, sembra poca cosa, ma essendo continuativo, anche il semplice gocciolamento comporta uno spreco inutile di migliaia di litri d’acqua (e di euro).
    Nel caso in cui l’impianto è dotato di accumuli dell’acqua calda, come ad esempio i boiler elettrici, oltre al consumo d’acqua le perdite idriche si tramutano anche in uno spreco d’energia elettrica.
    È pertanto consigliabile di sostituire immediatamente le guarnizioni danneggiate.

  • Ridurre l’Impiego di Additivi
  • Tutti i detergenti, compresi quelli ecologici, comportano un impatto ambientale per la loro produzione, il trasporto e lo smaltimento.
    Inoltre, soprattutto nel caso di detergenti convenzionali, si ha una liberazione di residui tossici nell’ambiente che poi vengono assimilati attraverso la respirazione, la pelle e il consumo di alimenti.
    Ecco perché è bene ridurre al minimo l’impiego di detergenti e detersivi e in ogni caso preferire i prodotti ecologici.
    Ma cosa c’entrano i detersivi con l’acqua?
    È molto semplice: in tutti i processi di pulizia viene utilizzata l’acqua come diluente che, se usata in modo intelligente, riserva ottime sorprese!
    Per il lavaggio di stoviglie e del bucato è possibile trattare energicamente l’acqua con opportuni dispositivi da applicare direttamente alle condotte dell’acqua o direttamente nelle macchine da lavare o sotto forma di additivi, ottenendo circa un dimezzamento dei consumi dei detersivi.
    Per quanto concerne la pulizia delle superfici è consigliabile impiegare dei panni in microfibra dove l’azione chimica degli additivi è completamente sostituita dall’azione meccanica, ossia si pulisce e si sgrassa unicamente utilizzando l’acqua.
    Ma anche in questo caso, per non avere risultati deludenti, è necessario scegliere prodotti d’elevata qualità.

  • Combattere il Calcare
  • Il calcare è ben noto per la tendenza a creare incrostazioni, assai difficili da rimuovere da box doccia, lavelli e rubinetteria in generale; ma i maggiori inconvenienti, il calcare li crea all’interno dell’impianto idraulico, ossia nelle condutture e, soprattutto, nei generatori d’acqua calda (elettrici o a gas).
    Tali depositi creano due tipi di barriere: una termica e una fisica.
    La prima si traduce in un maggior consumo di energia per nulla trascurabile, infatti, per ogni millimetro di deposito di calcare nei tubi, si registra un aumento dei consumi elettrici di circa il 10% e siccome lo strato accumulato in un generatore d’acqua calda può diventare molto spesso, nel tempo, i consumi possono crescere vertiginosamente.
    Analogamente, lo strato di calcare crea anche una barriera fisica al passaggio dell’acqua che, nel caso d’impianto dotato di autoclave, fa anch’esso aumentare i consumi di elettricità.
    Infine va detto che il calcare sollecita maggiormente l’impianto idraulico riducendone la durata.
    Una verifica della presenza di calcare all’interno dei tubi può essere realizzata con una semplice prova.
    Aprite al massimo il rubinetto dell’acqua fredda e notate la portata; dopo qualche istante ripetete la stessa cosa con il rubinetto dell’acqua calda.
    La minore portata dell’acqua calda è essenzialmente dovuta alle incrostazioni di calcare presenti nel generatore di calore!
    Le soluzioni utili per vincere il calcare si dividono in due categorie: trattamenti in grado di inibire il potere di coesione del calcare che, pur continuando ad essere presente nell’acqua, non è più in grado di for-mare incrostazioni; trattamenti di rimozione del calcare dall’acqua.

Ecologia Domestica

Del primo gruppo fanno parte i trattamenti energetici dell’acqua, i catalizzatori ceramici e i campi magnetici.

I primi uniscono le proprietà anticalcare alla riduzione dei consumi di detersivi ed all’eliminazione del problema della formazione della ruggine (molti modelli possono essere installati senza ricorrere all’idraulico).

I catalizzatori ceramici sono estremamente efficaci, ma richiedono un intervento impiantistico così come i dispositivi basati sull’effetto dei campi magnetici.

Tra i dispositivi che operano la rimozione parziale del calcare dall’acqua vi sono gli addolcitori, il cui impiego richiede periodicamente l’aggiunta di sale e un’accurata manutenzione.
Inoltre, sia l’installazione che la manutenzione richiede l’intervento di tecnici specializzati.

LENTE D'INGRANDIMENTO


Stop alla droga? Diciamolo in piazza

di Francesca Sironi - marzo 2013

Parlare di cocaina nei luoghi in cui viene venduta, per sottrarli agli spacciatori e resituirli, almeno per un giorno, alla legalità. Un'occupazione lettaria itinerante, in giro per l'Italia, da Roma a Scampia, da Palermo a Milano. Ecco il progetto 'Tira dritto', nato dall'idea del giornalista di Repubblica Paolo Berizzi


Occupare i fortini della droga. Usando solo la forza della parola. Restituendo, almeno per un giorno, le principali piazze di spaccio d'Italia alla legalità. E' l'obiettivo di "Tira dritto - Stop Cocaina", una campagna ideata dal giornalista Paolo Berizzi e sostenuta dal dipartimento delle politiche antidroga alla Presidenza del consiglio dei ministri. Un'iniziativa a tappe che inizierà mercoledì 27 marzo a Tor Bella Monaca, alla periferia di Roma: «Questi sono luoghi dove centinaia di famiglie vivono spacciando cocaina. Noi vogliamo portare per un pomeriggio le istituzioni, gli esperti, i magistrati e dei testimonial a parlare delle conseguenze dell'uso e della vendita della "regina" delle droghe», spiega Berizzi.

Gli incontri non saranno paludate conferenze ospitate in qualche sala comunale, ma dibattiti all'aperto, per strada: «Si chiamano "Talkstreet" ed è la prima volta che il tema della droga sarà affrontato in questo modo, in Italia. Pensavo fosse un'idea folle, ma molti l'hanno sostenuta».

Berizzi, autore con Antonello Zappadu del libro "La Bamba", in cui ricostruisce il percorso della coca dalle piantagioni colombiane alle vie di Milano, porterà con sé magistrati ed esperti ma anche attori, registi, cantanti. Fra i volti noti ci saranno quelli di Pierfrancesco Favino, Daniele Silvestri, Marco Giallini, Kasia Smutniak, Matteo Garrone: «Ognuno di loro racconterà la sua esperienza, condividerà delle riflessioni sul problema della cocaina. Avere dei testimonial è importante: andremo in quartieri dove sono conosciuti, e questa sarà magari la scusa per portare la gente in piazza».

Gli scambi di parole saranno brevi, promette Berizzi: «Quello che ci interessa veramente è ascoltare gli abitanti dei quartieri. Sentire da loro cosa significa vivere in mezzo alla droga». Niente palco, tendoni o inviti: tutto avverrà per strada, sui marciapiedi, fra le panchine dei parchi pubblici. A moderare gli interventi sarà sempre Elsa di Gati, giornalista di Rai3. La promozione dell'iniziativa sarà fatta sul territorio, dalle associazioni locali: «L'incontro di Roma è promosso con Villa Maraini, che da 40 anni aiuta i tossicodipendenti. Al dibattito interverrà anche il fondatore della comunità, Massimo Barra, un uomo che vive in trincea da tutta la vita».

Per Berizzi i Talkstreet, 15 in tutta Italia, che andranno dallo Zen di Palermo a Corso Como a Milano, dal quartiere Japigia di Bari a Porta Palazzo a Torino, saranno un modo per «occupare» le piazze di spaccio. Una parola forte, "occupare", che spiega così: «Vogliamo portare le istituzioni in mezzo alla gente che tutti i giorni vive a contatto con la cocaina. Vogliamo scendere per strada, non fermarci a una carovana simbolica. Andare nelle piazze di spaccio ci permetterà di dare un segnale forte, usando semplicemente le parole». Le reazioni potrebbero essere diverse: «Dove potremo, dove avremo le carte, le sentenze, faremo i nomi dei signori della droga locali. Ci rivolgeremo anche a loro, alle loro famiglie, nel loro territorio. Non potremmo dare un segnale più forte di questo. Le reazioni potranno essere negative o positive, purché ci siano». Per una volta, infatti, gli abitanti potranno essere protagonisti, non animali da zoo dietro le telecamere né vittime di un gioco più grande di loro: «Non saremo dei meri registratori. Tutto ciò che ci diranno servirà a giornalisti e magistrati per capire meglio il mondo della cocaina, anche dal loro punto di vista».

I contesti saranno ovviamente diversi. Dal degrado di Scampia alle luccicanti vetrine del centro di Firenze o di Bologna. Anche i discorsi cambieranno, col contesto, ma l'obiettivo rimarrà sempre lo stesso: «Accendere i riflettori». Ogni due o tre settimane, a partire dal prossimo 27 marzo, la campagna si sposterà in giro per l'Italia. Sperando di lasciare un segno contro il business della cocaina, che continua ad arricchire le mafie e a rovinare la vita di migliaia di persone: «Oggi la cocaina è molto più di quanto si pensi. Influenza i comportamenti, regola e stravolge le dinamiche sociali, la vita delle città. E' sovrana della quotidianità lavorativa, dai muratori ai parlamentari, dai piloti ai manager, dagli autisti ai chirurghi. Imbianca i licei e le università e incipria i nasi di consumatori sempre più giovani», scrive Berizzi sul sito: «Basterebbe una boccata d'aria pura, una sniffata di libertà, un'indigestione di fiducia, una volta, per un pomeriggio, magari un'ora, per ricordarsi come ci si sente bene padroni di noi stessi»
.

SOLIDARIETA' E CONSUMI

L’economia solidale

è, prima di tutto, un atteggiamento da cui derivano dei comportamenti che determinano un particolare stile di vita. Non si tratta solo, infatti, di aderire alle formule del commercio equo solidale, ma anche, e soprattutto, di rivoluzionare le nostre abitudini quotidiane: l’economia solidale comprende anche il nostro modo di lavare e lavarsi, ossia la quantità e la qualità di acqua, sapone e detersivi che utilizziamo.

Partire, quindi, dalle piccole cose, dalle attività quotidiane che, alla fin fine, costituiscono, in termini di tempo d’esecuzione, una porzione molto ampia di ogni nostra giornata. Limitare i consumi, specie d’acqua, evitare gli sprechi, cooperare con gli altri, sostituire la moda dell’ “usa e getta” con quella del recupero, utilizzare prodotti ecocompatibili, utilizzare l’automobile solo in casi di estrema necessità, impegnarsi a non inquinare, scambiare (tipo libri, cd, attrezzi, ecc.) per evitare di acquistare, sono alcuni imperativi per uno stile di vita un po’ più sobrio.

Zucchero equo-solidale

La nostra società si basa su un flusso continuo di merci e prodotti, e per questo viene definita consumistica. E, certamente, per cambiare le cose occorre intervenire (interferire) su questi automatismi.

Potremmo abbozzare una sorta di decalogo: compra leggero (ovvero prodotti con uno “zaino ecologico” non troppo pesante); compra durevole; compra semplice (in genere, gli oggetti più sofisticati sono meno durevoli, più delicati); compra vicino (per ridurre i danni ambientali che ogni trasporto comporta); compra sano; compra più giusto (e qui ci avviciniamo al discorso del commercio equo); compra prudente (a dispetto di normative e regolamentazioni, non è detto che il materiale acquistato non sia nocivo); compra sincero (evitare cioè i prodotti troppo pubblicizzati, dato che la pubblicità ce la paghiamo noi ed è spesso lontana dalla verità); compra mano d’opera (un metodo per aumentare l’occupazione); investi in futuro

INDIRIZZI UTILI

http://www.retelilliput.org/

http://www.utopie.it/http://www.retecosol.org/

http://www.networketico.it/

http://www.volint.it/http://www.zoes.it/

http://www.vita.it/

http://www.nuovomunicipio.org/

http://www.decrescita.it/

http://www.equonomia.it/

http://www.altreconomia.it/

http://www.altroconsumo.it/

http://www.valori.it/



COMMERCIO EQUO SOLIDALE

http://www.assobdm.it/

http://www.altromercato.it/

http://www.equoland.it/

http://www.transfair.it/

http://www.agices.org/

http://www.commercioetico.it/

http://www.equo.it/

http://www.mondosolidale.it/

http://www.cooperativaisola.org/

http://www.equociqua.it/

GAS

http://www.economia-solidale.org/

http://www.retegas.org/



FINANZA ETICA

http://www.bancaetica.com/

http://www.finanza-etica.itt/



TURISMO RESPONSABILE

http://www.aitr.org/

http://www.tures.it/

http://www.viaggiemiraggi.org/

http://www.viaggisolidali.it/

http://www.humanaitalia.org/



BARATTO

http://www.eticambio.it/

http://www.zerorelativo.it/

http://www.barattopoli.com/

http://www.tuttobaratto.it/

http://www.suesu.it/

da Fatti Mail a ... Song-Taaba ONLUS - Africa e Solidarietà

da Fatti Mail, da una mail spedita per chiedere una mano per il Burkina Faso, l'incontro con Padre Jean Ilboudo e la nascita, nel 2008, di Song-Taaba ONLUS.... Song-Taaba incontra Chiara Castellani, il suo Congo ed inizia un'esperienza umana di amicizia e solidarietà ... di conoscenza e consapevolezza ... che fa compiere ogni giorno nuovi passi ... guardando avanti ...

"A salvare veramente l’Africa non saranno i fondi e gli aiuti. Salveranno vite umane, permettendo loro di sopravvivere, ma non salveranno la vita dell’Africa. Cio’ che importa non sono i mezzi, ma le condizioni. Bisogna permettere all’Africa di ricostruirsi. Bisogna aiutarla a ricostruirsi. L’Africa deve essere prima che avere". (Joseph Ki-Zerbo)

L'Africa deve essere prima che avere ...

e come l'Africa, ognuno di noi

La strada dell'essere è quella i cui passi sono domande e la meta non è un dove ma un chi ...

Una strada che lo sguardo lungo e visionario di Padre Jean Ilboudo ha fatto intravedere a tutti noi

Song-Taaba è e vuole essere questo: la possibilità di percorrere questa strada

http://song-taabaonlus.ning.com/

Be Ye Ka Ye?: cosa c'è lì che non c'è qui?

Nulla o forse tutto: la voglia di muoversi, di interrogarsi,
di cercare il valore della vita ...

http://www.youtube.com/watch?v=WQGF1fqEruQ

la vita di Chiara Castellani

http://www.youtube.com/watch?v=HON6FoFUPnI

e di chiunque abbia voglia di vivere la solidarietà ...
se sei fra questi ... contatta:
segreteria@song-taabaonlus.org,


.... x iniziare a guardare l'Africa dal ... lato giusto:
Nel suo docu-film, Silvestro Montanaro, svela un'Africa
consapevole, dignitosa, aperta al futuro, segnata da ferite interne ed esterne,
creativa, saggia. Un' Africa da ascoltare, da capire, da scoprire e da cui
imparare:
http://www.ceraunavolta.rai.it/dl/portali/site/puntata/ContentItem-5a587b72-ded6-4320-942f-572599d3406c.html,