SOLIDARIETA' ... come altro?

SOLIDARIETA' ... come altro?
Ci impegniamo senza giudicare chi non s'impegna, senza accusare chi non s'impegna, senza condannare chi non s'impegna, senza cercare perché non s'impegna, senza disimpegnarci perché altri non s'impegna. Ci impegniamo per trovare un senso alla vita, a questa vita, alla nostra vita, una ragione che non sia una delle tante che ben conosciamo e che non ci prendono il cuore, un utile che non sia una delle solite trappole generosamente offerte ...dalla gente pratica. Si vive una sola volta e non vogliamo essere giocati in nome di nessun piccolo interesse. (Primo Mazzolari)

lunedì 23 aprile 2012

CONDIVIDO : EVENTI, ATTIVITA', INIZIATIVE SOLIDALI, aprile 2012


 CONDIVIDO - 23 aprile 2012:
EVENTI, ATTVITIVA’, INIZIATIVE A CARATTERE SOLIDALE E/O CULTURALE.  

Affezionata piccola grande famiglia di Fatti Mail

DIGNITA’ VIOLATA  di Moni Ovadia:

È un’immagine che ferisce: quegli immigrati con lo scotch sulla bocca, le mani legate e gli occhi spaventati, la cui foto ha fatto il giro del web, ci dice più di tante parole che cosa siamo. Quale è l’abisso in cui rischiamo di cadere senza più qualsiasi senso di solidarietà e di rispetto umano. L’immigrato vale meno di una merce da spostare da una parte all’altra del mondo. È il segno di un declino spaventoso.
Eppure, un luogo comune assai diffuso e pigramente accettato dai più, è che l’Occidente abbia espunto dal proprio orizzonte quella disumanità che fu l’incunabolo delle atrocità di cui è disseminata la storia del secolo breve. E naturalmente noi italiani, brava gente per definizione, il cui fascismo sarebbe stato un blando autoritarismo che mandava gli oppositori in vacanza al confino nelle belle isole Eolie o nella allora remota Eboli dove però potevano conversare con Cristo, fra tutte le genti civili e umane del civilizzatissimo Occidente saremmo i più bravi e i più umani . Le stragi di Stato sarebbero un incidente di percorso, il bestiale sfruttamento dei lavoratori africani nei nostri campi di pomodori, anomalie, i respingimenti illegali di immigrati mandati alla tortura, alle violenze carnali e alla morte più atroce nei campi di «concentramento», pardon, campi di raccolta dello spietato rais libico a cui si baciavano le mani per l’ottimo lavoro svolto, un dettaglio sgradevole.
Siamo ancora oggi il Paese in cui, in spregio a tutte le convenzioni internazionali, si ammassano i detenuti nelle carceri in condizioni crudeli, siamo ancora il Paese in cui la tortura non è rubricata come reato, siamo il Paese della macelleria messicana in puro stile fascista sudamericano alla Diaz di Genova. Questo è il Paese che ha promulgato una legge per istituire il reato di clandestinità, un’infamia giuridica ed etica. I retori da barzelletta si sbracciano nel dire appassionatamente che siamo un grande Paese. Ma in che film?
Siamo un Paese che annovera grande gente: i magistrati e le forze dell’ordine, servitori dello stato che hanno dato le loro vita per difendere la legalità e per combattere la mafia, i sacerdoti di strada o quelli antimafia che testimoniano la parola di Gesù nella sua autenticità, le miriadi di eroi quotidiani che lavorano onestamente e nel rispetto delle regole in un Paese che però è ancora il regno della corruzione.
Quando accadono certi fatti, quando immagini così dure da mandare giù ci toccano e ci sconvolgono, allora pensiamo che l’Italia in quanto nazione nelle sue diffuse strutture pubbliche e private non sia un grande Paese. Che sia un Paese meschino che defrauda la povera gente, che disprezza i lavoratori, che perseguita lo straniero e che non ha fatto e non vuole fare i conti con il suo retaggio di violenza latente. Aleggia uno spirito di ferocia e di indifferenza che oggi si specchia nei volti umiliati, imbavagliati come si usa nei sequestri, di due immigrati. Due esseri umani la cui dignità è brutalmente violata da chi dovrebbe avere il compito di vegliarla.


A SEGUIRE ALCUNE SEGNALAZIONI DI EVENTI, ATTVITIVA’, INIZIATIVE A CARATTERE SOLIDALE E/O CULTURALE. … la crisi letta sempre più solidalmente come strada per imparare a crescere insieme  BUONA LETTURA:


1)        SOS SAHEL:
mentre ti scriviamo, nel Sahel oltre un milione di bambini rischia la vita a causa della malnutrizione.

La malnutrizione dei bambini è effetto non solo della scarsa quantità e qualità del cibo, ma anche della mancanza di servizi sanitari e del difficile accesso ad acqua potabile e servizi igienici.

La risposta dell'UNICEF è stata immediata e ha come obiettivo quello di salvare il più alto numero di vite possibile, sostenendo le cure e l'assistenza per i bambini in pericolo.

L'UNICEF ha mobilitato scorte di alimenti terapeutici pronti per l'uso sufficienti fino a giugno.

A questa prima fase di risposta immediata all'emergenza seguiràuna seconda fase volta ad affrontare le cause strutturali della malnutrizione.

TU E LA TUA AZIENDA POTETE AIUTARCI A SALVARE MIGLIAIA DI VITE!

Ecco come:
·         DONA ORA online o con bonifico bancario
IBAN IT51 R 050 1803 2000 0000 0510 051
causale: "EMERGENZA SAHEL"
·         FATTI PORTAVOCE DEI BAMBINI DEL SAHEL presso i dipendenti e i clienti della tua azienda: richiedi la locandina e i banner dell'emergenza scrivendo aemergenzaaziende@unicef.it
Comitato italiano per l'UNICEF 

Comitato italiano per l'UNICEF Onlus
Via Palestro 68 – 00185 Roma
C.F. 01561920586




2)        IL SEGNO DELLE ORME

IL SEGNO DELLE ORME
le strade dell'arte nella memoria del futuro
CASA DELLA MEMORIA E DELLA STORIA | 20 aprile – 25 maggio 2012

a cura di Pierluigi Berto, Bianca Cimiotta Lami, Dario Evola

Alla Casa della Memoria e della Storia il simbolico incontro
tra due generazioni di artisti che dipingono il dolore, l’impegno e la Resistenza

Inaugurazione 19 Aprile 2012 – ore 17.30








La mostra collettiva di pittura, grafica e scultura "Il segno delle orme - Le strade dell'arte nella memoria del futuro" pone a confronto gli allievi dell'Accademia di Belle Arti di Roma con gli artisti della generazione del secondo dopoguerra che hanno partecipato attivamente alle vicende che hanno segnato la Liberazione e la Resistenza.
Il percorso composto da sedici opere d'arte si snoda partendo dall'intimità esistenziale suggerita dalle opere di Vespignani fino ad arrivare alla narrazione di una dolorosa memoria collettiva ispirata da Käthe Kollwitz, unendo le arti e le storie di due generazioni a confronto, che appaiono lontane ma che sono vicine per tensioni, idealità e voglia di cambiamento.
Una memoria che affonda le sue radici nel passato recente del nostro Paese ma che volge il suo sguardo al futuro illuminando colori e linee che contribuiscono a ricostruire paure e lotte di coloro che erano "ragazzi" negli anni della Resistenza e della ricostruzione civile e morale dell'Italia.
Gli artisti coinvolti nell’esposizione sono: Sabina Bernard, Alexandra Bolgova, Gianluca Brando, Laura Cirillo, Michele D’Aloisio, Francesco Di Traglia, Martina Donati, Mario Giordano, Renata Lefel, Gabriele Luciani, Giorgia Marzi, Luigina Massariello, Monica Neri, Uber Passatelli, Giovanni Sigrisi, Claudio Silvano.
Per Dario Evola, è questo un progetto – come scrive nel catalogo della mostra - dove «l’oggetto dei disegni prodotti da questa compagnia di incamminati è la memoria, le cui opere sono la testimonianza di uno sguardo non vissuto direttamente, ma come trasmissione di una esperienza in una corrente ad alta tensione emotiva, quella che passa dal filo della memoria e dell’esperienza estetica. Il segno artistico è progetto di una esperienza, è atto etico nel passaggio estetico».
Di memoria e di memorie, di vite e storie, parlano queste opere d’arte, le quali permettono che la Casa della Memoria si trasformi, cambi pelle perché, come afferma l’Assessore Dino Gasperini sempre nel catalogo della mostra, «la Casa della Memoria e della Storia diventa anche casa della memoria e della storia dell’arte e nell’arte, senza per questo snaturare la propria vocazione e la propria “missione”. L’arte qui riletta e raccontata è quella di documentazione e denuncia di violenze, atrocità e orrori che l’uomo ha commesso ma non può e non deve dimenticare».

L’iniziativa, ideata e patrocinata dalla F.I.A.P. (Federazione Italiana Associazioni Partigiane) di Roma e Lazio presieduta da Vittorio Cimiotta, è promossa da Roma Capitale Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico, Dipartimento Cultura - Servizio Programmazione e Gestione Spazi Culturali - in collaborazione con Zètema Progetto Cultura e Biblioteche di Roma. La mostra è a cura di Bianca Lami Cimiotta, Dario Evola e Pier Luigi Berto. Il catalogo è edito da Edizioni Ensemble.




Casa della Memoria e della Storia
Via San Francesco di Sales, 5 (Trastevere) – Roma
dal lunedì al venerdì, 9.30 - 20.00 sabato e domenica chiuso
chiuso 25 e 30 aprile e 1° maggio 2012

INGRESSO LIBERO
           
3)        EQUOCIQUA’ INVITA A CENA
Care amiche e cari amici,
torna anche ad aprile la cena di Equociquà!, tutta a base di prodotti da agricoltura biologica e del commercio equo e solidale.

L'appuntamento è per lunedì prossimo, 23 aprile alle ore 21:00 in Via di Porta Labicana, 52 presso il locale Jamrock, con una serata dal titolo 
Dedicato al RE Cioccolato, a voi il particolarissimo menù:
Crostini di pane con coulis di fragole, brie e tartufo di cioccolato
Bocconcini di avocado con scaglie di mandorle e cioccolato fondente
Carpaccio di verdure marinate e frutta ai due cioccolati
Mignon al cioccolato con mousse di gongorzola e noci
Fritto primaverile
Caponata di melanzane con crema al cioccolato piccante
Gnocchetti al cacao con fonduta di pecorino, punte di asparagi e scorzette di limone
Riso basmati e selvaggio con crema di peperoni e verdure croccanti
Vellutata di cannellini con olio aromatico al rosmarino
Tortino di cioccolato bianco con cuore caldo ai frutti di bosco
Mattonella di cioccolato fondente al profumo d' arancia
Catalana di cioccolato al latte speziata
Costo a persona € 27,00 inclusa una bevanda (alcolica o analcolica).
Prenotazioni entro sabato 21 a ristoro@equociqua.it o             393/1730868      .
Vi aspettiamo!
Equociquà!

Equociquà! cooperativa sociale onlus - commercio equo e solidale
bottega di borgo: via degli Ombrellari 2, 00193 Roma - tel 066896177
c.f.: 97420810588

4)        LABORATORIO EURITMIA:

Laboratorio di euritmia per le organizzazioni
a cura di Teresa Mazzei e Erica Rizziato
Lo sviluppo nelle organizzazioni presuppone che le persone si attivino consapevolmente
accettando le sfide che il cambiamento propone loro.
Nel fare questo vengono inesorabilmente in contatto con le modalità tramite le quali ci si
rapporta: il pensare, il sentire, il volere.
Spesso le dinamiche nelle quali tali modalità si manifestano sono inconsce ed automatiche
ed il renderle consapevoli aiuta nel trovare forme stimolanti, efficaci e costruttive di
relazione con gli altri.
Tali tematiche sono particolarmente vive nell’ambito delle organizzazioni e del loro sviluppo.
Nel fare questo è bene utilizzare approcci al cambiamento di tipo esplorativo, dove
progressivamente gli individui riescano a collegare il proprio sviluppo individuale a quello
dell’organizzazione.
Alcuni strumenti artistici possono aiutare questo processo.
L’euritmia è un’arte sociale particolarmente efficace in tal senso ed offre l’opportunità di
esplorare in modo diretto le proprie aree di miglioramento nella collaborazione in ambito
organizzativo.
Con l’euritmia si favorisce l’armonizzazione delle facoltà individuali del pensare,
del sentire e del volere permettendo così una sintonia con gli altri nel muoversi in
processi lavorativi comuni.
Diverse aziende, a livello internazionale, hanno integrato seminari di euritmia
nella formazione del personale ed il laboratorio si propone di essere un luogo di
sperimentazione di varie esercizi proposti dalla pioniera dell’euritmia per le
organizzazioni, Annamarie Ehrlich.
Si affronteranno in particolare i seguenti temi:
il collegamento tra lo sviluppo individuale e quello dell'organizzazione
il processo di leadership orizzontale (creare condizioni per cui gli altri si possano attivare)
rispetto alla leadership verticale (io ti conduco, tu mi segui)
il processo di collaborazione tra più persone in funzione di un terzo (il cliente)
Chi può essere interessato
Consulenti, formatori, docenti, imprenditori, responsabili del personale e dello sviluppo
organizzativo, lavoratori e in generale persone interessate ad approfondire il legame tra
forme artistiche e tematiche organizzative.
Luogo
Via Montello n.2 00195 Roma, presso l’associazione Amici dell’Euritmia (metro Lepanto)
Quando
Il venerdi dalle 19 alle 20,30
E’ previsto un contributo per le spese di 20 euro al mese a partecipante
Per informazioni 335-6886082 o 320-3821296

5)        ACQUA&ROMA:

Care e cari,

come forse sapete è in discussione al Comune di Roma una manovra di bilancio che se approvata rappresenterebbe un colpo al cuore ai referendum di giugno e un vero e proprio sfregio a volontà popolare e democrazia. La Giunta Alemanno sta infatti mettendo in vendita un ulteriore 21% delle quote di Acea SpA (facendo passare il Comune dal 51% al 30%) e si prepara a rendere effettivo un piano di privatizzazione e dismissione dei servizi pubblici della città di Roma.
 Da oggi è online www.dilloadalemanno.it <http://www.dilloadalemanno.it> , un sito da cui è possibile far sentire la propria voce e inviare con estrema semplicità una mail al Sindaco di Roma, all'Assessore al bilancio e all'Assessore ai lavori pubblici per chiedere l'immediato stop al piano di privatizzazione. Invitiamo tutte e tutti ad aderire, a scrivere ad Alemanno e a diffondere quanto più possibile questa mail, in modo da inondare il Campidoglio di lettere di protesta.


Coordinamento romano Acqua Pubblica - Forum italiano dei Movimenti per l'Acqua

6)         SARDEGNA: MEMORIA&SPERANZA

I cammini della Sardegna, dalla memoria alla speranza

Il 3 e 4 maggio due giorni di convegno, promossi dal Comune di SEDILO, in Sardegna, e dall’ACCADEMIA ASUS DI SCIENZE UMANE E SOCIALI (www.asusweb.it) , con la partecipazione della Regione, di 80 comuni sardi, delle parrocchie, del Ministero dei beni culturali. La prima gornata sulla memoria del pellegrinaggio e della religiosità popolare, la seconda sui Novenari.
Il convegno si propone di rievocare gli anni dei moti di Giovanni Maria Angioj con uno sguardo particolare al tema del "cammino" come categoria dello spirito e della storia, mettendo in evidenza la sua attualità rispetto alla memoria ed alla speranza.

Al centro del Mediterraneo, la Sardegna può costituire, per il futuro di pace dell'Europa, un crocevia importante e forse unico, da cui ripartire per una ricostruzione che non è solo economica, ma culturale, etica e antropologica. Per questa ricostruzione sembrano significative le categorie della "memoria" e della "speranza" dell'uomo di oggi, categorie che sono importanti perché appartengono al "pellegrinare" dell'uomo. Su questa mozione di intenti, l’ evento si apre a tutte le capacità espressive dell'uomo- culturali, artistiche, religiose- profondamente radicate in quel crocevia di popoli e di tradizioni che è oggi la Sardegna.

Il programma di quest’anno, - che fa seguito all’ evento Caminantes del 2011, - occupa una giornata e mezza, e raccoglie eventi che vanno dall'approfondimento culturale del significato della memoria e della speranza, con il ricordo della tradizione religiosa della Sardegna, alla progettualità di un contributo della Sardegna all’incontro di culture e religioni, fino all’indicazione dei fattori che rendono il “pellegrinaggio” in Sardegna importante per una convivenza di pace . Si farà altresì memoria dei "Vespri sardi", e in particolare della figura esemplare di Giovanni Maria Angioj, quale esempio eroico per le future generazioni. 
Per informazioni, iscirzioni e per leggere il programma completo: http://www.comune.sedilo.or.it/199_540_news_1589.php



7)        ROMA SULLA VIA FRANCIGENA:


Una passeggiata lungo la via Trionfale a Monte Mario – domanica 6 maggio 2012 – ore 9,00-13,00
a Via Francigena che da Canterbury portava a Roma è un itinerario della storia, la via maestra percorsa in passato da migliaia di pellegrini in viaggio per Roma  - in visita alla tomba dell’apostolo Pietro - e una delle più importanti vie di comunicazione europee in epoca medioevale. La presenza di questo percorso sul territorio di Monte Mario , con la grande quantità di persone provenienti da culture anche molto diverse tra loro, ha permesso un eccezionale passaggio di segni, emblemi, culture e linguaggi. E’ nota la frase del poeta tedesco Goethe secondo cui “la coscienza d'Europa è nata sulle vie di pellegrinaggio”. A partire dal 1994 la Via Francigena è stata dichiarata "Itinerario Culturale del Consiglio d'Europa"  assumendo, alla pari del Cammino di Santiago di Compostela dignità sovranazionale.
Associazione Amici di Monte Mario” propone una passeggiata domenicale con partenza dalla chiesa di  S. Francesco in Piazza Monte Gaudio  e conclusione a S. Lazzaro dei Lebbrosi in Borgo S.Lazzaro nei pressi di Piazzale Clodio (altezza Via Tommaso d’Aquino). Sono previste alcune soste illustrate da studiosi dell’arte e una merenda del pellegrino servita all’interno del parco di Monte Mario con vista su S. Pietro . A conclusione della passeggiata sarà conferito l’“Attestato di Pellegrino della Via  Francigena 2012”.

                                                Notizie organizzative:

t  La partecipazione è aperta a tutti, soci e non soci , residenti a Monte Mario e non .
t  A copertura delle spese di organizzazione, la quota di partecipazione pro- capite è fissata in 5 euro, mentre è gratuita per i bambini sotto i 12 anni, accompagnati.
t  Il n° dei partecipanti - per ragioni organizzative - è fissato in massimo 25 persone.
t  Le iscrizioni si accettano
8  fin d’ora presso la Libreria Tirelli in piazzale Medaglie d’Oro n° 35/B,
8  oppure il giorno stesso, prima della partenza, dalle ore 8.45 alle 9.00, nel limite dei posti eventualmente ancora disponibili.

L’appuntamento x la passeggiata è alle ore 9,00 di domenica 6 maggio a P.zza Monte Gaudio, lato Chiesa di S. Francesco
associazione "amici di monte mario"
onlus-organizzazione non lucrativa di utilità sociale - segreteria e fax 06.35503317  www.montemario.org  -  e-mail: amicidimontemario@virgilio.it,

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mi chiamo Futuro ... tu come ti chiami ?

mi chiamo Futuro ... tu come ti chiami ?
Dio mi liberi dalla saggezza che non piange, dalla filosofia che non ride e dall'orgoglio che non s'inchina davanti ad un bambino" (K. Gibran) - "Forse ha ragione il gesuita p.John Haughey quando afferma :”Noi occidentali leggiamo il vangelo come se non avessimo soldi e usiamo i soldi come se non conoscessimo nulla del Vangelo" (Alex Zanotelli)

FORSE NON TUTTI SANNO CHE:

1) Mangiare, Dormire, Lavarsi ... è x tutti
sul sito della Comunità di S. Egidio è possibile "sfogliare" guide solidali che informano sulle realtà CITTADINE disponibili a sostenere chi si trovi in difficoltà

http://www.santegidio.org/index.php?&pageID=228

2) Legalità è Solidarietà
I grandissimi "piccoli" numeri delle "mafie" da una parte
e dall'altra i piccoli "grandissimi" numeri di chi quotidianamente tesse scelte solidali e cultura legale per contrastarle: sapere è potere, sapere è vedere video come quello presentato dalla trasmissione "La Storia siamo Noi"

SOLIDARIETA' E AMBIENTE

ACQUA, un popolo di spreconi

ACQUA, un popolo di spreconi

Un popolo di spreconi.

Ne consumiamo ogni giorno più di 250 litri a testa, più di ogni altra nazione europea.

Non siamo i più puliti, ma solo i più spreconi.



Ogni giorno utilizziamo centinaia di litri d’acqua senza prestare molta attenzione; in genere l’atteggiamento più diffuso è quello di pensare che «basta aprire un rubinetto e servirsene a piacere», in realtà le cose non stanno proprio così, è necessario fermarsi a riflettere un attimo per dare il giusto valore ad una risorsa che purtroppo non è infinita.

Senza acqua nessuna forma di vita è possibile, è un bene d’assoluta necessità che diventa sempre più scarso con il passare del tempo per motivi sia di ordine quantitativi (l’acqua oggi a disposizione è pari a circa un terzo di quella disponibile negli anni ‘50 e tra cinquanta anni sarà ulteriormente dimezzata), sia qualitativi (per ogni litro d’acqua potabile, almeno otto risultano contaminati dall’attività umana).

Gli effetti di questa situazione sono sotto gli occhi di tutti: casi crescenti di razionamento idrico; il consumo di acqua minerale o filtrata diventato quasi un obbligo; lievitazione del costo dell’acqua potabile ecc.

Se poi allarghiamo lo sguardo a livello mondiale, il panorama diventa ancora più preoccupante: circa un miliardo e mezzo di persone non dispongono di acqua potabile.

Di fronte ad un quadro tutt’altro che roseo, oltre ad avvicinarsi al rubinetto con maggiore rispetto, diventa importante porsi il problema di come contribuire in prima persona a migliorare la situazione.

D’altra parte, un uso più appropriato dell’acqua non fa bene solo all’ambiente, ma anche al portafogli e con molta probabilità anche alla pace tra i popoli, perché sono oramai numerosi gli analisti politici che individuano nella carenza d’acqua uno dei possibili motivi di conflitto armato tra i paesi.

Che fare?

Per eliminare gli sprechi idrici si può agire su tre fronti: -Ridurre i consumi d’acqua, in modo da erodere il meno possibile questa preziosa risorsa e contrarre l’impatto ambientale (produrre, trasportare e smaltire acqua potabile richiede energia e produce inquinamento). -Contrarre l’impiego di additivi per ridurre l’inquinamento dell’acqua, della natura e dell’ambiente domestico. -Diminuire il consumo energetico per scaldare e distribuire l’acqua al fine di ridurre l’inquinamento ambientale e il consumo di energia fossile. Per raggiungere questi obiettivi è necessario intervenire sia a livello degli stili di vita, modificando alcune abitudini radicate nel tempo, sia a livello di impiantistica, utilizzando apparecchiature progettate con particolare attenzione al risparmio idrico ed energetico per garantire un’efficacia uguale o superiore rispetto ai dispositivi convenzionali. Spesso si tratta di mettere mano al portafogli, ma il più delle volte il risparmio che deriva dall’uso di tali dispositivi ripaga in poco tempo la spesa affrontata per il loro acquisto. Il massimo dei risultati si ottiene quando entrambe queste strategie, cioè modifica delle abitudini e nuova impiantistica, sono adottate insieme. Vediamo ora in dettaglio le varie soluzion possibili.

Riduzione dei consumi

Iniziamo dalla tipologia di utilizzo che impatta maggiormente per poi passare alla seconda e così via prendendo come riferimento il diagram-ma a torta (vedi il grafico ripartizione dei consumi domestici), in altre parole guardiamolo con occhi famelici e gettiamoci a capofitto sulla fetta più grossa per poi passare a quella di dimensioni immediatamente inferiori e cosi via!

  • Docce e bagni.
  • La doccia presenta un minor consumo d’acqua, rispetto al bagno, soprattutto se si tiene l’acqua aperta solo quando serve.
    Inoltre è possibile adottare docce a risparmio energetico, in grado di ridurre i consumi oltre il 70%. In termini pratici, considerando una doc-cia al giorno si possono risparmiare in un anno oltre 50.000 litri d’acqua e diverse centinaia di euro.
    La cosa importante è di utilizzare docce che non si limitino a ridurre il consumo d’acqua (allora tanto vale non aprire totalmente il rubinetto, con il risultato che s’impiega più tempo a lavarsi e si consuma lo stesso quantitativo di acqua), ma sfruttino in maniera più intelligente l’acqua, garantendo un elevato potere lavante a fronte di minori consumi.
    Vi sono inoltre vantaggi secondari interessanti: nel caso di boiler elettrico, più persone riescono a fare la doccia consecutivamente e minori sono i cali di portata per gli altri utenti, l’unico rovescio della medaglia è che, passando meno acqua nei tubi, si deve attendere più tempo l’arrivo dell’acqua calda.

  • Lavaggio stoviglie e biancheria.
  • Nel caso in cui si utilizzino lavatrici o lavastoviglie è bene farle girare sempre a pieno carico; nel caso dei lavaggi a mano evitare l’uso d’acqua corrente e preferire l’acqua raccolta in un lavabo o in una bacinella.
    Sempre per ridurre gli sprechi, non lasciate diventare vecchio lo sporco dei piatti e le macchie ostiche dei tessuti perché richiedono un lavaggio più impegnativo sia da un punto di vista chimico (detersivi) sia energetico (tempi e temperature più elevate); lavare separatamente i pezzi a seconda del grado di sporco.
    Molti si chiederanno: si consuma più acqua, energia e detersivi lavando a mano o a macchina?
    Per rispondere in maniera corretta a questa domanda è necessario conoscere due fattori: grado di riempimento ed «economicità» della macchina da una parte e capacità di lavaggio manuale dall’altra.
    Comunque alcuni studi in materia hanno dimostrato che per lavare lo stesso quantitativo di stoviglie, pari ad un carico intero di una lavapiatti, mediamente si consumano 80 litri d’acqua se lavati a mano; 60 se lavati a macchina; 12 litri nel caso di apparecchi ad elevata efficienza, i quali oltre al risparmio d’acqua consentono una notevole contrazione dei consumi di detersivi ed energia.

  • Vaschette del WC.
  • Le vaschette tradizionali, in genere contengono circa 24 litri, un volume d’acqua tale da permettere una buona azione lavante nel caso di presenze solide…, ma eccessivamente elevata nel caso di rifiuti liquidi.
    Mediamente, con tali sciacquoni si ha un consumo giornaliero di circa 100 litri a persona, in gran parte sprecati.
    Più efficienti sono le vaschette a due mandate, una da 3 e l’altra da 6 litri, grazie alle quali il consumo giornaliero, a parità di funzione, scende a 15 litri d’acqua.
    Se utilizzate in maniera corretta, ossia schiacciando il tasto giusto al momento giusto, con le vaschette a doppia mandata si arriva a risparmiare circa 17.000 litri d’acqua l’anno a persona.
    Quando non si hanno a disposizione vaschette ad hoc, è possibile modificare i tradizionali cassonetti introducendo dei pesi che permettono di ottenere le stesse prestazioni.
    Un altro metodo è di inserire nella vaschetta un mattone o più semplicemente una bottiglia piena d’acqua.
    In quest’ultimo caso si risparmia molta acqua, ma si riduce anche la quantità disponibile per ogni scarico con l’inconveniente di ridurre l’azione lavante.

  • Rubinetti.
  • Vanno aperti solo quando serve e tenuti chiusi mentre ci si insapona o ci si lava i denti; analogamente per lavare la frutta e la verdura è sufficiente usare acqua raccolta in una bacinella e non quella corrente.
    Per dare un’idea concreta di quanto questi gesti quotidiani possano far variare notevolmente il livello dei consumi idrici, analizziamo in dettaglio cosa accade durante il lavaggio dei denti: tenendo aperto il rubinetto per tutto il periodo di pulizia, si arriva a consumare 10.000 litri l’anno a persona; quando il rubinetto viene aperto solo per il risciacquo il consumo d’acqua si riduce a 1600; se poi invece dell’acqua corrente si utilizza quella contenuta in un bicchiere, si arriva a non più di 200 litri d’acqua l’anno!
    Un bel risparmio, vero?
    Per quanto concerne interventi di tipo impiantistico, è possibile sostituire i normali filtrini dei rubinetti (quelli che ogni tanto dobbiamo pulire dal calcare e da altre sporcizie) con dei modelli risparmio energetico (aeratori).
    Come per le docce vale il discorso di acquistare dei modelli che non si limitino a ridurre la portata dell’acqua, ma che producano un getto di eguale capacità lavante con consumi inferiori.

  • Perdite dalle guarnizioni.
  • L’acqua, che a causa di perdite delle guarnizioni gocciola dai rubinetti o dallo sciacquone, sembra poca cosa, ma essendo continuativo, anche il semplice gocciolamento comporta uno spreco inutile di migliaia di litri d’acqua (e di euro).
    Nel caso in cui l’impianto è dotato di accumuli dell’acqua calda, come ad esempio i boiler elettrici, oltre al consumo d’acqua le perdite idriche si tramutano anche in uno spreco d’energia elettrica.
    È pertanto consigliabile di sostituire immediatamente le guarnizioni danneggiate.

  • Ridurre l’Impiego di Additivi
  • Tutti i detergenti, compresi quelli ecologici, comportano un impatto ambientale per la loro produzione, il trasporto e lo smaltimento.
    Inoltre, soprattutto nel caso di detergenti convenzionali, si ha una liberazione di residui tossici nell’ambiente che poi vengono assimilati attraverso la respirazione, la pelle e il consumo di alimenti.
    Ecco perché è bene ridurre al minimo l’impiego di detergenti e detersivi e in ogni caso preferire i prodotti ecologici.
    Ma cosa c’entrano i detersivi con l’acqua?
    È molto semplice: in tutti i processi di pulizia viene utilizzata l’acqua come diluente che, se usata in modo intelligente, riserva ottime sorprese!
    Per il lavaggio di stoviglie e del bucato è possibile trattare energicamente l’acqua con opportuni dispositivi da applicare direttamente alle condotte dell’acqua o direttamente nelle macchine da lavare o sotto forma di additivi, ottenendo circa un dimezzamento dei consumi dei detersivi.
    Per quanto concerne la pulizia delle superfici è consigliabile impiegare dei panni in microfibra dove l’azione chimica degli additivi è completamente sostituita dall’azione meccanica, ossia si pulisce e si sgrassa unicamente utilizzando l’acqua.
    Ma anche in questo caso, per non avere risultati deludenti, è necessario scegliere prodotti d’elevata qualità.

  • Combattere il Calcare
  • Il calcare è ben noto per la tendenza a creare incrostazioni, assai difficili da rimuovere da box doccia, lavelli e rubinetteria in generale; ma i maggiori inconvenienti, il calcare li crea all’interno dell’impianto idraulico, ossia nelle condutture e, soprattutto, nei generatori d’acqua calda (elettrici o a gas).
    Tali depositi creano due tipi di barriere: una termica e una fisica.
    La prima si traduce in un maggior consumo di energia per nulla trascurabile, infatti, per ogni millimetro di deposito di calcare nei tubi, si registra un aumento dei consumi elettrici di circa il 10% e siccome lo strato accumulato in un generatore d’acqua calda può diventare molto spesso, nel tempo, i consumi possono crescere vertiginosamente.
    Analogamente, lo strato di calcare crea anche una barriera fisica al passaggio dell’acqua che, nel caso d’impianto dotato di autoclave, fa anch’esso aumentare i consumi di elettricità.
    Infine va detto che il calcare sollecita maggiormente l’impianto idraulico riducendone la durata.
    Una verifica della presenza di calcare all’interno dei tubi può essere realizzata con una semplice prova.
    Aprite al massimo il rubinetto dell’acqua fredda e notate la portata; dopo qualche istante ripetete la stessa cosa con il rubinetto dell’acqua calda.
    La minore portata dell’acqua calda è essenzialmente dovuta alle incrostazioni di calcare presenti nel generatore di calore!
    Le soluzioni utili per vincere il calcare si dividono in due categorie: trattamenti in grado di inibire il potere di coesione del calcare che, pur continuando ad essere presente nell’acqua, non è più in grado di for-mare incrostazioni; trattamenti di rimozione del calcare dall’acqua.

Ecologia Domestica

Del primo gruppo fanno parte i trattamenti energetici dell’acqua, i catalizzatori ceramici e i campi magnetici.

I primi uniscono le proprietà anticalcare alla riduzione dei consumi di detersivi ed all’eliminazione del problema della formazione della ruggine (molti modelli possono essere installati senza ricorrere all’idraulico).

I catalizzatori ceramici sono estremamente efficaci, ma richiedono un intervento impiantistico così come i dispositivi basati sull’effetto dei campi magnetici.

Tra i dispositivi che operano la rimozione parziale del calcare dall’acqua vi sono gli addolcitori, il cui impiego richiede periodicamente l’aggiunta di sale e un’accurata manutenzione.
Inoltre, sia l’installazione che la manutenzione richiede l’intervento di tecnici specializzati.

LENTE D'INGRANDIMENTO


Stop alla droga? Diciamolo in piazza

di Francesca Sironi - marzo 2013

Parlare di cocaina nei luoghi in cui viene venduta, per sottrarli agli spacciatori e resituirli, almeno per un giorno, alla legalità. Un'occupazione lettaria itinerante, in giro per l'Italia, da Roma a Scampia, da Palermo a Milano. Ecco il progetto 'Tira dritto', nato dall'idea del giornalista di Repubblica Paolo Berizzi


Occupare i fortini della droga. Usando solo la forza della parola. Restituendo, almeno per un giorno, le principali piazze di spaccio d'Italia alla legalità. E' l'obiettivo di "Tira dritto - Stop Cocaina", una campagna ideata dal giornalista Paolo Berizzi e sostenuta dal dipartimento delle politiche antidroga alla Presidenza del consiglio dei ministri. Un'iniziativa a tappe che inizierà mercoledì 27 marzo a Tor Bella Monaca, alla periferia di Roma: «Questi sono luoghi dove centinaia di famiglie vivono spacciando cocaina. Noi vogliamo portare per un pomeriggio le istituzioni, gli esperti, i magistrati e dei testimonial a parlare delle conseguenze dell'uso e della vendita della "regina" delle droghe», spiega Berizzi.

Gli incontri non saranno paludate conferenze ospitate in qualche sala comunale, ma dibattiti all'aperto, per strada: «Si chiamano "Talkstreet" ed è la prima volta che il tema della droga sarà affrontato in questo modo, in Italia. Pensavo fosse un'idea folle, ma molti l'hanno sostenuta».

Berizzi, autore con Antonello Zappadu del libro "La Bamba", in cui ricostruisce il percorso della coca dalle piantagioni colombiane alle vie di Milano, porterà con sé magistrati ed esperti ma anche attori, registi, cantanti. Fra i volti noti ci saranno quelli di Pierfrancesco Favino, Daniele Silvestri, Marco Giallini, Kasia Smutniak, Matteo Garrone: «Ognuno di loro racconterà la sua esperienza, condividerà delle riflessioni sul problema della cocaina. Avere dei testimonial è importante: andremo in quartieri dove sono conosciuti, e questa sarà magari la scusa per portare la gente in piazza».

Gli scambi di parole saranno brevi, promette Berizzi: «Quello che ci interessa veramente è ascoltare gli abitanti dei quartieri. Sentire da loro cosa significa vivere in mezzo alla droga». Niente palco, tendoni o inviti: tutto avverrà per strada, sui marciapiedi, fra le panchine dei parchi pubblici. A moderare gli interventi sarà sempre Elsa di Gati, giornalista di Rai3. La promozione dell'iniziativa sarà fatta sul territorio, dalle associazioni locali: «L'incontro di Roma è promosso con Villa Maraini, che da 40 anni aiuta i tossicodipendenti. Al dibattito interverrà anche il fondatore della comunità, Massimo Barra, un uomo che vive in trincea da tutta la vita».

Per Berizzi i Talkstreet, 15 in tutta Italia, che andranno dallo Zen di Palermo a Corso Como a Milano, dal quartiere Japigia di Bari a Porta Palazzo a Torino, saranno un modo per «occupare» le piazze di spaccio. Una parola forte, "occupare", che spiega così: «Vogliamo portare le istituzioni in mezzo alla gente che tutti i giorni vive a contatto con la cocaina. Vogliamo scendere per strada, non fermarci a una carovana simbolica. Andare nelle piazze di spaccio ci permetterà di dare un segnale forte, usando semplicemente le parole». Le reazioni potrebbero essere diverse: «Dove potremo, dove avremo le carte, le sentenze, faremo i nomi dei signori della droga locali. Ci rivolgeremo anche a loro, alle loro famiglie, nel loro territorio. Non potremmo dare un segnale più forte di questo. Le reazioni potranno essere negative o positive, purché ci siano». Per una volta, infatti, gli abitanti potranno essere protagonisti, non animali da zoo dietro le telecamere né vittime di un gioco più grande di loro: «Non saremo dei meri registratori. Tutto ciò che ci diranno servirà a giornalisti e magistrati per capire meglio il mondo della cocaina, anche dal loro punto di vista».

I contesti saranno ovviamente diversi. Dal degrado di Scampia alle luccicanti vetrine del centro di Firenze o di Bologna. Anche i discorsi cambieranno, col contesto, ma l'obiettivo rimarrà sempre lo stesso: «Accendere i riflettori». Ogni due o tre settimane, a partire dal prossimo 27 marzo, la campagna si sposterà in giro per l'Italia. Sperando di lasciare un segno contro il business della cocaina, che continua ad arricchire le mafie e a rovinare la vita di migliaia di persone: «Oggi la cocaina è molto più di quanto si pensi. Influenza i comportamenti, regola e stravolge le dinamiche sociali, la vita delle città. E' sovrana della quotidianità lavorativa, dai muratori ai parlamentari, dai piloti ai manager, dagli autisti ai chirurghi. Imbianca i licei e le università e incipria i nasi di consumatori sempre più giovani», scrive Berizzi sul sito: «Basterebbe una boccata d'aria pura, una sniffata di libertà, un'indigestione di fiducia, una volta, per un pomeriggio, magari un'ora, per ricordarsi come ci si sente bene padroni di noi stessi»
.

SOLIDARIETA' E CONSUMI

L’economia solidale

è, prima di tutto, un atteggiamento da cui derivano dei comportamenti che determinano un particolare stile di vita. Non si tratta solo, infatti, di aderire alle formule del commercio equo solidale, ma anche, e soprattutto, di rivoluzionare le nostre abitudini quotidiane: l’economia solidale comprende anche il nostro modo di lavare e lavarsi, ossia la quantità e la qualità di acqua, sapone e detersivi che utilizziamo.

Partire, quindi, dalle piccole cose, dalle attività quotidiane che, alla fin fine, costituiscono, in termini di tempo d’esecuzione, una porzione molto ampia di ogni nostra giornata. Limitare i consumi, specie d’acqua, evitare gli sprechi, cooperare con gli altri, sostituire la moda dell’ “usa e getta” con quella del recupero, utilizzare prodotti ecocompatibili, utilizzare l’automobile solo in casi di estrema necessità, impegnarsi a non inquinare, scambiare (tipo libri, cd, attrezzi, ecc.) per evitare di acquistare, sono alcuni imperativi per uno stile di vita un po’ più sobrio.

Zucchero equo-solidale

La nostra società si basa su un flusso continuo di merci e prodotti, e per questo viene definita consumistica. E, certamente, per cambiare le cose occorre intervenire (interferire) su questi automatismi.

Potremmo abbozzare una sorta di decalogo: compra leggero (ovvero prodotti con uno “zaino ecologico” non troppo pesante); compra durevole; compra semplice (in genere, gli oggetti più sofisticati sono meno durevoli, più delicati); compra vicino (per ridurre i danni ambientali che ogni trasporto comporta); compra sano; compra più giusto (e qui ci avviciniamo al discorso del commercio equo); compra prudente (a dispetto di normative e regolamentazioni, non è detto che il materiale acquistato non sia nocivo); compra sincero (evitare cioè i prodotti troppo pubblicizzati, dato che la pubblicità ce la paghiamo noi ed è spesso lontana dalla verità); compra mano d’opera (un metodo per aumentare l’occupazione); investi in futuro

INDIRIZZI UTILI

http://www.retelilliput.org/

http://www.utopie.it/http://www.retecosol.org/

http://www.networketico.it/

http://www.volint.it/http://www.zoes.it/

http://www.vita.it/

http://www.nuovomunicipio.org/

http://www.decrescita.it/

http://www.equonomia.it/

http://www.altreconomia.it/

http://www.altroconsumo.it/

http://www.valori.it/



COMMERCIO EQUO SOLIDALE

http://www.assobdm.it/

http://www.altromercato.it/

http://www.equoland.it/

http://www.transfair.it/

http://www.agices.org/

http://www.commercioetico.it/

http://www.equo.it/

http://www.mondosolidale.it/

http://www.cooperativaisola.org/

http://www.equociqua.it/

GAS

http://www.economia-solidale.org/

http://www.retegas.org/



FINANZA ETICA

http://www.bancaetica.com/

http://www.finanza-etica.itt/



TURISMO RESPONSABILE

http://www.aitr.org/

http://www.tures.it/

http://www.viaggiemiraggi.org/

http://www.viaggisolidali.it/

http://www.humanaitalia.org/



BARATTO

http://www.eticambio.it/

http://www.zerorelativo.it/

http://www.barattopoli.com/

http://www.tuttobaratto.it/

http://www.suesu.it/

da Fatti Mail a ... Song-Taaba ONLUS - Africa e Solidarietà

da Fatti Mail, da una mail spedita per chiedere una mano per il Burkina Faso, l'incontro con Padre Jean Ilboudo e la nascita, nel 2008, di Song-Taaba ONLUS.... Song-Taaba incontra Chiara Castellani, il suo Congo ed inizia un'esperienza umana di amicizia e solidarietà ... di conoscenza e consapevolezza ... che fa compiere ogni giorno nuovi passi ... guardando avanti ...

"A salvare veramente l’Africa non saranno i fondi e gli aiuti. Salveranno vite umane, permettendo loro di sopravvivere, ma non salveranno la vita dell’Africa. Cio’ che importa non sono i mezzi, ma le condizioni. Bisogna permettere all’Africa di ricostruirsi. Bisogna aiutarla a ricostruirsi. L’Africa deve essere prima che avere". (Joseph Ki-Zerbo)

L'Africa deve essere prima che avere ...

e come l'Africa, ognuno di noi

La strada dell'essere è quella i cui passi sono domande e la meta non è un dove ma un chi ...

Una strada che lo sguardo lungo e visionario di Padre Jean Ilboudo ha fatto intravedere a tutti noi

Song-Taaba è e vuole essere questo: la possibilità di percorrere questa strada

http://song-taabaonlus.ning.com/

Be Ye Ka Ye?: cosa c'è lì che non c'è qui?

Nulla o forse tutto: la voglia di muoversi, di interrogarsi,
di cercare il valore della vita ...

http://www.youtube.com/watch?v=WQGF1fqEruQ

la vita di Chiara Castellani

http://www.youtube.com/watch?v=HON6FoFUPnI

e di chiunque abbia voglia di vivere la solidarietà ...
se sei fra questi ... contatta:
segreteria@song-taabaonlus.org,


.... x iniziare a guardare l'Africa dal ... lato giusto:
Nel suo docu-film, Silvestro Montanaro, svela un'Africa
consapevole, dignitosa, aperta al futuro, segnata da ferite interne ed esterne,
creativa, saggia. Un' Africa da ascoltare, da capire, da scoprire e da cui
imparare:
http://www.ceraunavolta.rai.it/dl/portali/site/puntata/ContentItem-5a587b72-ded6-4320-942f-572599d3406c.html,