SOLIDARIETA' ... come altro?

SOLIDARIETA' ... come altro?
Ci impegniamo senza giudicare chi non s'impegna, senza accusare chi non s'impegna, senza condannare chi non s'impegna, senza cercare perché non s'impegna, senza disimpegnarci perché altri non s'impegna. Ci impegniamo per trovare un senso alla vita, a questa vita, alla nostra vita, una ragione che non sia una delle tante che ben conosciamo e che non ci prendono il cuore, un utile che non sia una delle solite trappole generosamente offerte ...dalla gente pratica. Si vive una sola volta e non vogliamo essere giocati in nome di nessun piccolo interesse. (Primo Mazzolari)

sabato 21 maggio 2011

21 maggio 2011

21 maggio 2011
 
 
Affezionata piccola grande famiglia di Fatti Mail
 
Abitiamo un mondo che appare ogni giorno più complicato
Un’apparenza che talvolta angoscia, talvolta schiaccia, talvolta allontana, talvolta disorienta.
 
Complicato  il mondo o il nostro modo di pensarlo ...  contaminati  - come ormai siamo - da un incessante bombardamento di informazioni, voci,  impegni, urgenze, attività … ?
Cercare di aggiungere ogni giorno qualcosa fa  perdere l’orientamento.
Un indigesto frullato di saperi, averi, poteri  … che inquina lo spirito e porta a smarrire la capacità di misurare la vita  sapendo (ancora) trovare tempo per ogni cosa … sapendo cogliere le occasioni (che potrebbero non tornare ) … sapendo liberare spazi fuori e dentro di noi … sapendo dire si o no quando è giusto dirli … sapendo costruire gerarchie di valori che sappiano farci addormentare  con la coscienza "a posto" ....sapendo vivere l’altro accanto a me come bussola al mio camminare …
 
Un camminare in cui altro è chiunque condivida la mia strada … e prossimo  colui che sta camminando al mio fianco … è un camminare da viaggiatori illuminati ed esperti ...
Tornare a scoprire l’altro che si fa prossimo e il prossimo nel volto di ogni altro … è tornare a vivere a misura d’uomo …
è tornare a praticare la semplicità ….
 
E la semplicità è un ottimo codice per decifrare l’esistenza …
 
“Norberto Bobbio, di poco più anziano di mio padre e originario di una terra prossima alla mia ricorda questi 3 detti lapidari. In essi ho ritrovato gli insegnamenti di mio padre che ignaro della perfezione racchiusa nel 3 era solito aggiungerne anche un quarto.
Il primo – Fa’ el tu duvèr, cherpa ma va avanti! – è una sorta di traduzione popolare dell’imperativo categorico kantiano: fare il proprio dovere a costo di crepare è il fondamento dell’etica individuale. Ognuno nella vita è chiamato a fare qualcosa: esiste per ciascuno un compito che, per duro che sia, va svolto senza indugio, c’è un fine che va perseguito senza distrazioni. Cosa resta oggi? Oggi in cui tutto è a breve durata, oggi in cui ogni scelta è rimandata e, non appena presa, è revocabile alla prima difficoltà; oggi in cui non si ha nemmeno la percezione che esista un “dover essere e dover fare”. Per quelli della mia generazione accogliere quel comandamento non lasciava spazio al dubbio: si abbracciava un compito che diventava una missione alla quale ci si dedicava senza demordere. Era una questione di fedeltà, senza la quale non vi poteva essere onestà né sul lavoro né nei rapporti. “Questo è il tuo dovere” era la frase che chiudeva ogni discussione. Ma subito accanto a questo comando, pesante come un macigno, un secondo ammonimento, quasi volto a correggere possibili fraintendimenti da “superuomini”. Esagerume nenta! “Non esageriamo” Parole pronunciate sovente come un adagio in reazione ad espressioni altezzose, arroganti, vanitose: occorre avere il senso dei propri limiti, saper aderire alla realtà quotidiana, e chi meglio dei contadini sa scrutare i segni del cielo tenendo saldamente i piedi per terra? Così anche quando uno si costruiva la casa o ristrutturava la cascina, doveva cercare di farla bella ma modesta, senza accorgimenti appariscenti, senza ostentazione di ricchezza. Negli edifici come nel vestirsi, nel raccontare se stessi come nel reagire al successo, era segno di saggezza, e fonte di stima, restare nella semplicità, lontano da ogni orgoglio e pretesa.
Il terzo comando suonava più come un consiglio, una dose spicciola di saggezza del vivere di fronte a difficoltà che spicciole non erano: L’è question ‘d nen piessla, “Si tratta di non prendersela” . La vita era dura, sovente grama, le disavventure più frequenti di oggi e non coperte da previdenze e assicurazioni. E poi le vicende familiari, i problemi di salute, con la mutua che si limitava a rimborsare le spese sostenute e non copriva i ricoveri e gli interventi più costosi, le scomparse premature che colpivano al cuore le famiglie e le loro fonti di sostentamento. Allora “è questione di non prendersela”, di attenuare il dolore, di cercare di fermare la sofferenza, di allargare lo sguardo al di là del male che ci ha colpito, di reagire per continuare a vivere senza farsi paralizzare dalle disgrazie. Non cinismo ma volontà di porre un limite anche al dolore, di fissare e difendere un confine affinché il male non lo varcasse travolgendo l’intera esistenza. E poi era un consiglio di saggezza anche di fronte alle più quotidiane calunnie, ai dispetti, alle offese di vicini o parenti, un sano antidoto al rancore ed alla vendetta. Infine la quarta massima, quella che Bobbio non cita: Mes-ciuma nenta el robi! “Non mescoliamo le cose!”. Principio minimo di ordine. Non mescolare le cose è principio di ordine che esige trasparenza di pensiero, chiarezza di discorso, rettitudine nell’agire. Ci sono – si diceva nel’immediatezza del linguaggio contadino – cose degli uomini e cose delle donne, cose della religione e cose politiche, cose di Dio e cose terrene, questioni di interessi e questioni di affetti: non mescoliamo tutto. Principio estremamente esigente, ma fecondo per i rapporti umani come per il dare forma alla propria vita: nessun ibrido, nessuno sconfinamento di campo, nessun appiattimento in un magma indefinito, ma il sapore schietto di un vino non tagliato. Si questi 4 comandi monferrini sono per me un magistero umano che ha edificato la mia etica laica.” (Enzo Bianchi)
 
Semplicità … per ritrovare il sapore schietto di un vino non tagliato, il valore di un sorriso, il gusto profondo di un gesto solidale …
 
VI PREGO DI AVVISARE LE PERSONE DA VOI SEGNALATE E DI CUI FORNITE SOLO UN NUMERO DI TELEFONO CHE POTREBBERO RICEVERE TELEFONATE IN CUI SI FA RIFERIMENTO A “FATTI MAIL” … è importante aiutare due persone estranee che si parlano a poter superare il disagio iniziale che spesso viene proprio dalla mancanza di fiducia …
 
 
 
BUONA LETTURA:
 
Inizio condividendo gli aggiornamenti che arrivano sui nostri piccoli amici ricoverati al Bambin Gesù …
 
Sono felice comunicarti che la piccola Israa è tornata in reparto perchè la sua situazione è migliorata ed è fuori dal coma.
Venerdi prossimo il piccolo Mohamed effettuerà il trapianto.
Continuerò a tenerti informata.” Mario Ligozzi 
 
Passo quindi a presentarvi una richiesta che mi è arrivata da lontano (nello spazio) ma da molto vicino (nel cuore)
 
Ho ricevuto una mail dalla dott.ssa Chiara Castellani, attualmente in Congo. Chiara ha avviato 3 anni fa un progetto che ha consentito a due giovani donne, due suore di Kenge di venire in Italia a frequentare un Corso di Scienze Infermieristiche. UN progetto della durata di 3 anni, finanziato per 3 anni. Le due suore che sono ora in Italia hanno però avuto un po’ di iniziali difficoltà ad imparare l’italiano e alla fine dei 3 anni sono riuscite a perseguire il quasi completamento degli esami, mancano ancora gli ultimi esami e la tesi. E’ però finita la copertura finanziaria. E’ urgente trovare per loro vitto e alloggio per un anno. Entro massimo un anno avranno completato gli studi e rientreranno a Kimbau dove Chiara ha veramente molto bisogno di loro. Chi può ospitarle offrendo loro x un anno  vitto e alloggio gratuitamente così da poter loro consentire di completare i loro studi e tornare in Congo ad aiutare la loro gente? (loro sono disponibili in cambio dell’ospitalità ricevuta di dare una mano a chi le ospiterà, inoltre sono di fatto quasi infermiere e questo significa che hanno delle competenze che possono essere utili a chi dovesse avere parenti con qualche problema infermieristico da gestire)… chiunque abbia indicazioni da dare o proposte da offrire può contattare direttamente la sottoscritta
Grazie!!!!:
 
 
 
Segnalo infine un incontro per il quale i tempi di iscrizione sono molto stretti:
 
Nell’ambito della prima edizione della “SETTIMANA DELLA CULTURA ISLAMICA”, 23/31 maggio 2011, realizzata da ROMA CAPITALE  in collaborazione con il Centro Culturale Islamico d'Italia - Grande Moschea di Roma, si svolgerà  l’incontro di martedì 24 Maggio (ore 10-13) presso la Grande Moschea di Roma dal  titolo “Religioni e democrazia”, con la partecipazione, tra gli altri, del Rabbino capo di Roma  Riccardo Di Segni, del Vescovo di Mazzara del Vallo mons. Domenico Mogavero e dei ministri per gli Affari religiosi di Marocco e Tunisia. 
Accogliendo l’invito rivolto dal segretario generale del Centro Culturale Islamico d’Italia, dr Abdellah Redouane,  alla nostra sezione di RELIGIONS FOR PEACE, lo estendiamo alle amiche ed agli amici dell’area di Roma, che saranno benvenuti a questo importante evento che affronta un tema decisivo per un futuro di sicurezza condivisa e solidale nel Mediterraneo.
 Si prega di confermare la propria partecipazione ad info@religioniperlapaceitalia.org , entro lunedì 23 maggio 2011.
Per i partecipanti l’appuntamento è all’entrata della Grande Moschea alle ore 9,30
 
 
1)         CERCHIAMO CASA
 
Carissima Gaia,
era un po’ di tempo che volevo scriverti ma avevo perso l’indirizzo di posta elettronica che mi avevi
.
Ti volevo girare la richiesta della famiglia di un compagno di classe di mio figlio che sta cercando una casa in affitto nelle zone Aurelio – Boccea – Torrevecchia – Pineta Sacchetti. Questa famiglia, che conosco da circa sei-sette anni, vive da molto tempo (penso da una ventina d’anni circa) vicino a Via della Pineta Sacchetti in un appartamento molto piccolo che ormai è diventato troppo piccolo in quanto l’unico figlio, che ormai ha sedici anni, è costretto a dormire nella stessa stanza dei genitori da quando è nato.
Considerate le esigenze e le possibilità economiche, sarebbe necessaria una casa di circa settanta metri quadrati per un affitto mensile non superiore a € 1.000,00 (ivi comprese le spese condominiali).
Forse, con la tua rete di conoscenze, qualcosa viene fuori! Intanto ti ringrazio moltissimo per quello che potrai fare….
Ciao e grazie ancora.
 
Paolo Miscia              .
gaiaspettaespera@tiscali.it,
 
 
 
2)    CERCO LAVORO -  sos
 
C'è qualcuno/a che può offrire una lavoro ad una signora cinquantenne improvvisamente disoccupata con un marito anch'egli senza lavoro. La signora è disponibile anche a lavorare come collaboratrice domestica avendo urgente bisogno di un introito.
Chi potesse darle da lavorare può scrivere a me () o telefonarmi 06 Nino
   
gaiaspettaespera@tiscali.it,
 
3)   CERCA LAVORO
Buongiorno
vi segnaliamo la nostra baby sitter che da luglio è libera.
Lei ha perso il suo lavoro di badante che svolgeva la notte
e la mattina presso una persona anziana,
il pomeriggio stava da noi, con i nostri tre bimbi.
Non è mai arrivata tardi e svolge anche i lavori di casa.
E' una ragazza molto carina, sorridente e dolce con i bambini,
e poi è anche lei una mamma e questo mi ha fatto sempre stare molto tranquilla.
Inutile dire che ha bisogno di lavorare, stiamo cercando di aiutarla.
Vi lascio il suo numero
 Mary Ann
e anche il mio per eventuali ulteriori referenze.
Francesca Cifola Molinari -  
gaiaspettaespera@tiscali.it,
 
 
4)   SOS CORREDINO PER SIJI
 
Cara Gaia, una mia amica indiana di nome Siji sta cercando con una
certa urgenza:
 una culla con lenzuolini, un marsupio, un passeggino e
tutto quello che il Signore vorra' farle avere attraverso di noi, per la
sua bimba in arrivo per il mese di Giugno.
Qualcuno puo' aiutarla?  Il telefono e' 
Grazie   Federica -  
gaiaspettaespera@tiscali.it,
 
5)   OFFRO LAVORO
Torno a riproporre questa richiesta già presentata un po’ di tempo fa’ sperando che la costanza premi la ricerca …
 
Cara Gaia, Cari amici di Fatti Mail
Ho tre bimbi, lavoro e sono per lunghi periodi da sola.
Una bimba non è autosufficiente.
Cerco una persona dotata di pazienza, onestà, volenterosa, seria con esperienza e sopratutto affidatissima.
Disponibilità di lavoro:
lungo orario; oppure
fissa con vitto e alloggio
.
L'aiuto in particolare è rivolto alla bimba non autosufficiente, e poi per faccende domestche e altro.
Se ha la patente e la macchina ancora meglio, in quanto la bimba segue 4 volte a settimana terapia al S. Lucia via Ardeatina
e frequenta la scuola pubblica dell'infanzia nonostante la sua età.
Garantire una seria continuità o non per breve periodo.
.
Spero tanto di riuscirci ne abbiamo proprio necessità. Un sincero saluto. Aspetto notizie. Grazie. Abitiamo eur Cecchignola (autobus che arrivano: 218 e 763)quartiere castello della cecchignola.
Genoveffa B. -
 
gaiaspettaespera@tiscali.it,
 
6)         TEATRO SOLIDALE …da non perdere!
 
io andrò … e spero di incontrare molti amici di Fatti mail !!!
 
 
Cari tutti!
 
Siamo riusciti assieme alla collaborazione di molti amici a organizzare uno Spettacolo di Beneficenza a favore dell'Associazione per i bambini autistici "Il piccolo albero di qui" Onlus.
Saremo in scena con "Le Sorelle", testo liberamente tratto da "Le Serve" di Jean Jenet, con la compagnia teatrale Omphalos a
 TEATRO TESTACCIO, Via Romolo Gessi n. 8 
nei giorni 7 e 8 Giugno ore 21.00, costo del biglietto 10 euro.
L'incasso andrà interamente devoluto all'Associazione per finanziare progetti volti all'integrazione dei bambini e ragazzi con autismo in contesti di vita sociale e collettiva.
E' possibile acquistare il biglietto in prevendita o direttamente al teatro le serate dello spettacolo, chi fosse interessato può contattarmi rispondendo a questa mail o telefonandomi al 338 76 36 816, per informazioni o per aggiungervi in lista.
 
Piccola descrizione dello spettacolo: Un thriller noir che vi porterà nei meandri della psiche di due serve a inizio 900, nella casa di una Signora "simbolo" della superficialità borghese dell'epoca, in un "teatro alla rovescia" dove finzione e realtà si confondono portandoci nel mondo dei mostri e delle false apparenze. La finzione è un mezzo per scoprire la verità attraverso la menzogna e Jenet, con i suoi personaggi mostri, simboli ed archetipi, coinvolge lo spettatore in una metamorfosi e nella catarsi finale in un continuum di tensione e di rovesciamento di ruoli, tra tenerezza e violenza, amore ed odio, lascivia e indifferenza.
 
La diffusione di questo evento più che autorizzata è entusiasticamente consigliata!!
 
Grazie a tutti e spero di vedervi il 7 oppure l' 8 giugno per contribuire a un loro sorriso (e ne fanno tanti!!).
 
francesca geloso  francesca.geloso@gmail.com,
 
 
 

gaiaspettaespera@tiscali.it,

Nessun commento:

Posta un commento

mi chiamo Futuro ... tu come ti chiami ?

mi chiamo Futuro ... tu come ti chiami ?
Dio mi liberi dalla saggezza che non piange, dalla filosofia che non ride e dall'orgoglio che non s'inchina davanti ad un bambino" (K. Gibran) - "Forse ha ragione il gesuita p.John Haughey quando afferma :”Noi occidentali leggiamo il vangelo come se non avessimo soldi e usiamo i soldi come se non conoscessimo nulla del Vangelo" (Alex Zanotelli)

FORSE NON TUTTI SANNO CHE:

1) Mangiare, Dormire, Lavarsi ... è x tutti
sul sito della Comunità di S. Egidio è possibile "sfogliare" guide solidali che informano sulle realtà CITTADINE disponibili a sostenere chi si trovi in difficoltà

http://www.santegidio.org/index.php?&pageID=228

2) Legalità è Solidarietà
I grandissimi "piccoli" numeri delle "mafie" da una parte
e dall'altra i piccoli "grandissimi" numeri di chi quotidianamente tesse scelte solidali e cultura legale per contrastarle: sapere è potere, sapere è vedere video come quello presentato dalla trasmissione "La Storia siamo Noi"

SOLIDARIETA' E AMBIENTE

ACQUA, un popolo di spreconi

ACQUA, un popolo di spreconi

Un popolo di spreconi.

Ne consumiamo ogni giorno più di 250 litri a testa, più di ogni altra nazione europea.

Non siamo i più puliti, ma solo i più spreconi.



Ogni giorno utilizziamo centinaia di litri d’acqua senza prestare molta attenzione; in genere l’atteggiamento più diffuso è quello di pensare che «basta aprire un rubinetto e servirsene a piacere», in realtà le cose non stanno proprio così, è necessario fermarsi a riflettere un attimo per dare il giusto valore ad una risorsa che purtroppo non è infinita.

Senza acqua nessuna forma di vita è possibile, è un bene d’assoluta necessità che diventa sempre più scarso con il passare del tempo per motivi sia di ordine quantitativi (l’acqua oggi a disposizione è pari a circa un terzo di quella disponibile negli anni ‘50 e tra cinquanta anni sarà ulteriormente dimezzata), sia qualitativi (per ogni litro d’acqua potabile, almeno otto risultano contaminati dall’attività umana).

Gli effetti di questa situazione sono sotto gli occhi di tutti: casi crescenti di razionamento idrico; il consumo di acqua minerale o filtrata diventato quasi un obbligo; lievitazione del costo dell’acqua potabile ecc.

Se poi allarghiamo lo sguardo a livello mondiale, il panorama diventa ancora più preoccupante: circa un miliardo e mezzo di persone non dispongono di acqua potabile.

Di fronte ad un quadro tutt’altro che roseo, oltre ad avvicinarsi al rubinetto con maggiore rispetto, diventa importante porsi il problema di come contribuire in prima persona a migliorare la situazione.

D’altra parte, un uso più appropriato dell’acqua non fa bene solo all’ambiente, ma anche al portafogli e con molta probabilità anche alla pace tra i popoli, perché sono oramai numerosi gli analisti politici che individuano nella carenza d’acqua uno dei possibili motivi di conflitto armato tra i paesi.

Che fare?

Per eliminare gli sprechi idrici si può agire su tre fronti: -Ridurre i consumi d’acqua, in modo da erodere il meno possibile questa preziosa risorsa e contrarre l’impatto ambientale (produrre, trasportare e smaltire acqua potabile richiede energia e produce inquinamento). -Contrarre l’impiego di additivi per ridurre l’inquinamento dell’acqua, della natura e dell’ambiente domestico. -Diminuire il consumo energetico per scaldare e distribuire l’acqua al fine di ridurre l’inquinamento ambientale e il consumo di energia fossile. Per raggiungere questi obiettivi è necessario intervenire sia a livello degli stili di vita, modificando alcune abitudini radicate nel tempo, sia a livello di impiantistica, utilizzando apparecchiature progettate con particolare attenzione al risparmio idrico ed energetico per garantire un’efficacia uguale o superiore rispetto ai dispositivi convenzionali. Spesso si tratta di mettere mano al portafogli, ma il più delle volte il risparmio che deriva dall’uso di tali dispositivi ripaga in poco tempo la spesa affrontata per il loro acquisto. Il massimo dei risultati si ottiene quando entrambe queste strategie, cioè modifica delle abitudini e nuova impiantistica, sono adottate insieme. Vediamo ora in dettaglio le varie soluzion possibili.

Riduzione dei consumi

Iniziamo dalla tipologia di utilizzo che impatta maggiormente per poi passare alla seconda e così via prendendo come riferimento il diagram-ma a torta (vedi il grafico ripartizione dei consumi domestici), in altre parole guardiamolo con occhi famelici e gettiamoci a capofitto sulla fetta più grossa per poi passare a quella di dimensioni immediatamente inferiori e cosi via!

  • Docce e bagni.
  • La doccia presenta un minor consumo d’acqua, rispetto al bagno, soprattutto se si tiene l’acqua aperta solo quando serve.
    Inoltre è possibile adottare docce a risparmio energetico, in grado di ridurre i consumi oltre il 70%. In termini pratici, considerando una doc-cia al giorno si possono risparmiare in un anno oltre 50.000 litri d’acqua e diverse centinaia di euro.
    La cosa importante è di utilizzare docce che non si limitino a ridurre il consumo d’acqua (allora tanto vale non aprire totalmente il rubinetto, con il risultato che s’impiega più tempo a lavarsi e si consuma lo stesso quantitativo di acqua), ma sfruttino in maniera più intelligente l’acqua, garantendo un elevato potere lavante a fronte di minori consumi.
    Vi sono inoltre vantaggi secondari interessanti: nel caso di boiler elettrico, più persone riescono a fare la doccia consecutivamente e minori sono i cali di portata per gli altri utenti, l’unico rovescio della medaglia è che, passando meno acqua nei tubi, si deve attendere più tempo l’arrivo dell’acqua calda.

  • Lavaggio stoviglie e biancheria.
  • Nel caso in cui si utilizzino lavatrici o lavastoviglie è bene farle girare sempre a pieno carico; nel caso dei lavaggi a mano evitare l’uso d’acqua corrente e preferire l’acqua raccolta in un lavabo o in una bacinella.
    Sempre per ridurre gli sprechi, non lasciate diventare vecchio lo sporco dei piatti e le macchie ostiche dei tessuti perché richiedono un lavaggio più impegnativo sia da un punto di vista chimico (detersivi) sia energetico (tempi e temperature più elevate); lavare separatamente i pezzi a seconda del grado di sporco.
    Molti si chiederanno: si consuma più acqua, energia e detersivi lavando a mano o a macchina?
    Per rispondere in maniera corretta a questa domanda è necessario conoscere due fattori: grado di riempimento ed «economicità» della macchina da una parte e capacità di lavaggio manuale dall’altra.
    Comunque alcuni studi in materia hanno dimostrato che per lavare lo stesso quantitativo di stoviglie, pari ad un carico intero di una lavapiatti, mediamente si consumano 80 litri d’acqua se lavati a mano; 60 se lavati a macchina; 12 litri nel caso di apparecchi ad elevata efficienza, i quali oltre al risparmio d’acqua consentono una notevole contrazione dei consumi di detersivi ed energia.

  • Vaschette del WC.
  • Le vaschette tradizionali, in genere contengono circa 24 litri, un volume d’acqua tale da permettere una buona azione lavante nel caso di presenze solide…, ma eccessivamente elevata nel caso di rifiuti liquidi.
    Mediamente, con tali sciacquoni si ha un consumo giornaliero di circa 100 litri a persona, in gran parte sprecati.
    Più efficienti sono le vaschette a due mandate, una da 3 e l’altra da 6 litri, grazie alle quali il consumo giornaliero, a parità di funzione, scende a 15 litri d’acqua.
    Se utilizzate in maniera corretta, ossia schiacciando il tasto giusto al momento giusto, con le vaschette a doppia mandata si arriva a risparmiare circa 17.000 litri d’acqua l’anno a persona.
    Quando non si hanno a disposizione vaschette ad hoc, è possibile modificare i tradizionali cassonetti introducendo dei pesi che permettono di ottenere le stesse prestazioni.
    Un altro metodo è di inserire nella vaschetta un mattone o più semplicemente una bottiglia piena d’acqua.
    In quest’ultimo caso si risparmia molta acqua, ma si riduce anche la quantità disponibile per ogni scarico con l’inconveniente di ridurre l’azione lavante.

  • Rubinetti.
  • Vanno aperti solo quando serve e tenuti chiusi mentre ci si insapona o ci si lava i denti; analogamente per lavare la frutta e la verdura è sufficiente usare acqua raccolta in una bacinella e non quella corrente.
    Per dare un’idea concreta di quanto questi gesti quotidiani possano far variare notevolmente il livello dei consumi idrici, analizziamo in dettaglio cosa accade durante il lavaggio dei denti: tenendo aperto il rubinetto per tutto il periodo di pulizia, si arriva a consumare 10.000 litri l’anno a persona; quando il rubinetto viene aperto solo per il risciacquo il consumo d’acqua si riduce a 1600; se poi invece dell’acqua corrente si utilizza quella contenuta in un bicchiere, si arriva a non più di 200 litri d’acqua l’anno!
    Un bel risparmio, vero?
    Per quanto concerne interventi di tipo impiantistico, è possibile sostituire i normali filtrini dei rubinetti (quelli che ogni tanto dobbiamo pulire dal calcare e da altre sporcizie) con dei modelli risparmio energetico (aeratori).
    Come per le docce vale il discorso di acquistare dei modelli che non si limitino a ridurre la portata dell’acqua, ma che producano un getto di eguale capacità lavante con consumi inferiori.

  • Perdite dalle guarnizioni.
  • L’acqua, che a causa di perdite delle guarnizioni gocciola dai rubinetti o dallo sciacquone, sembra poca cosa, ma essendo continuativo, anche il semplice gocciolamento comporta uno spreco inutile di migliaia di litri d’acqua (e di euro).
    Nel caso in cui l’impianto è dotato di accumuli dell’acqua calda, come ad esempio i boiler elettrici, oltre al consumo d’acqua le perdite idriche si tramutano anche in uno spreco d’energia elettrica.
    È pertanto consigliabile di sostituire immediatamente le guarnizioni danneggiate.

  • Ridurre l’Impiego di Additivi
  • Tutti i detergenti, compresi quelli ecologici, comportano un impatto ambientale per la loro produzione, il trasporto e lo smaltimento.
    Inoltre, soprattutto nel caso di detergenti convenzionali, si ha una liberazione di residui tossici nell’ambiente che poi vengono assimilati attraverso la respirazione, la pelle e il consumo di alimenti.
    Ecco perché è bene ridurre al minimo l’impiego di detergenti e detersivi e in ogni caso preferire i prodotti ecologici.
    Ma cosa c’entrano i detersivi con l’acqua?
    È molto semplice: in tutti i processi di pulizia viene utilizzata l’acqua come diluente che, se usata in modo intelligente, riserva ottime sorprese!
    Per il lavaggio di stoviglie e del bucato è possibile trattare energicamente l’acqua con opportuni dispositivi da applicare direttamente alle condotte dell’acqua o direttamente nelle macchine da lavare o sotto forma di additivi, ottenendo circa un dimezzamento dei consumi dei detersivi.
    Per quanto concerne la pulizia delle superfici è consigliabile impiegare dei panni in microfibra dove l’azione chimica degli additivi è completamente sostituita dall’azione meccanica, ossia si pulisce e si sgrassa unicamente utilizzando l’acqua.
    Ma anche in questo caso, per non avere risultati deludenti, è necessario scegliere prodotti d’elevata qualità.

  • Combattere il Calcare
  • Il calcare è ben noto per la tendenza a creare incrostazioni, assai difficili da rimuovere da box doccia, lavelli e rubinetteria in generale; ma i maggiori inconvenienti, il calcare li crea all’interno dell’impianto idraulico, ossia nelle condutture e, soprattutto, nei generatori d’acqua calda (elettrici o a gas).
    Tali depositi creano due tipi di barriere: una termica e una fisica.
    La prima si traduce in un maggior consumo di energia per nulla trascurabile, infatti, per ogni millimetro di deposito di calcare nei tubi, si registra un aumento dei consumi elettrici di circa il 10% e siccome lo strato accumulato in un generatore d’acqua calda può diventare molto spesso, nel tempo, i consumi possono crescere vertiginosamente.
    Analogamente, lo strato di calcare crea anche una barriera fisica al passaggio dell’acqua che, nel caso d’impianto dotato di autoclave, fa anch’esso aumentare i consumi di elettricità.
    Infine va detto che il calcare sollecita maggiormente l’impianto idraulico riducendone la durata.
    Una verifica della presenza di calcare all’interno dei tubi può essere realizzata con una semplice prova.
    Aprite al massimo il rubinetto dell’acqua fredda e notate la portata; dopo qualche istante ripetete la stessa cosa con il rubinetto dell’acqua calda.
    La minore portata dell’acqua calda è essenzialmente dovuta alle incrostazioni di calcare presenti nel generatore di calore!
    Le soluzioni utili per vincere il calcare si dividono in due categorie: trattamenti in grado di inibire il potere di coesione del calcare che, pur continuando ad essere presente nell’acqua, non è più in grado di for-mare incrostazioni; trattamenti di rimozione del calcare dall’acqua.

Ecologia Domestica

Del primo gruppo fanno parte i trattamenti energetici dell’acqua, i catalizzatori ceramici e i campi magnetici.

I primi uniscono le proprietà anticalcare alla riduzione dei consumi di detersivi ed all’eliminazione del problema della formazione della ruggine (molti modelli possono essere installati senza ricorrere all’idraulico).

I catalizzatori ceramici sono estremamente efficaci, ma richiedono un intervento impiantistico così come i dispositivi basati sull’effetto dei campi magnetici.

Tra i dispositivi che operano la rimozione parziale del calcare dall’acqua vi sono gli addolcitori, il cui impiego richiede periodicamente l’aggiunta di sale e un’accurata manutenzione.
Inoltre, sia l’installazione che la manutenzione richiede l’intervento di tecnici specializzati.

LENTE D'INGRANDIMENTO


Stop alla droga? Diciamolo in piazza

di Francesca Sironi - marzo 2013

Parlare di cocaina nei luoghi in cui viene venduta, per sottrarli agli spacciatori e resituirli, almeno per un giorno, alla legalità. Un'occupazione lettaria itinerante, in giro per l'Italia, da Roma a Scampia, da Palermo a Milano. Ecco il progetto 'Tira dritto', nato dall'idea del giornalista di Repubblica Paolo Berizzi


Occupare i fortini della droga. Usando solo la forza della parola. Restituendo, almeno per un giorno, le principali piazze di spaccio d'Italia alla legalità. E' l'obiettivo di "Tira dritto - Stop Cocaina", una campagna ideata dal giornalista Paolo Berizzi e sostenuta dal dipartimento delle politiche antidroga alla Presidenza del consiglio dei ministri. Un'iniziativa a tappe che inizierà mercoledì 27 marzo a Tor Bella Monaca, alla periferia di Roma: «Questi sono luoghi dove centinaia di famiglie vivono spacciando cocaina. Noi vogliamo portare per un pomeriggio le istituzioni, gli esperti, i magistrati e dei testimonial a parlare delle conseguenze dell'uso e della vendita della "regina" delle droghe», spiega Berizzi.

Gli incontri non saranno paludate conferenze ospitate in qualche sala comunale, ma dibattiti all'aperto, per strada: «Si chiamano "Talkstreet" ed è la prima volta che il tema della droga sarà affrontato in questo modo, in Italia. Pensavo fosse un'idea folle, ma molti l'hanno sostenuta».

Berizzi, autore con Antonello Zappadu del libro "La Bamba", in cui ricostruisce il percorso della coca dalle piantagioni colombiane alle vie di Milano, porterà con sé magistrati ed esperti ma anche attori, registi, cantanti. Fra i volti noti ci saranno quelli di Pierfrancesco Favino, Daniele Silvestri, Marco Giallini, Kasia Smutniak, Matteo Garrone: «Ognuno di loro racconterà la sua esperienza, condividerà delle riflessioni sul problema della cocaina. Avere dei testimonial è importante: andremo in quartieri dove sono conosciuti, e questa sarà magari la scusa per portare la gente in piazza».

Gli scambi di parole saranno brevi, promette Berizzi: «Quello che ci interessa veramente è ascoltare gli abitanti dei quartieri. Sentire da loro cosa significa vivere in mezzo alla droga». Niente palco, tendoni o inviti: tutto avverrà per strada, sui marciapiedi, fra le panchine dei parchi pubblici. A moderare gli interventi sarà sempre Elsa di Gati, giornalista di Rai3. La promozione dell'iniziativa sarà fatta sul territorio, dalle associazioni locali: «L'incontro di Roma è promosso con Villa Maraini, che da 40 anni aiuta i tossicodipendenti. Al dibattito interverrà anche il fondatore della comunità, Massimo Barra, un uomo che vive in trincea da tutta la vita».

Per Berizzi i Talkstreet, 15 in tutta Italia, che andranno dallo Zen di Palermo a Corso Como a Milano, dal quartiere Japigia di Bari a Porta Palazzo a Torino, saranno un modo per «occupare» le piazze di spaccio. Una parola forte, "occupare", che spiega così: «Vogliamo portare le istituzioni in mezzo alla gente che tutti i giorni vive a contatto con la cocaina. Vogliamo scendere per strada, non fermarci a una carovana simbolica. Andare nelle piazze di spaccio ci permetterà di dare un segnale forte, usando semplicemente le parole». Le reazioni potrebbero essere diverse: «Dove potremo, dove avremo le carte, le sentenze, faremo i nomi dei signori della droga locali. Ci rivolgeremo anche a loro, alle loro famiglie, nel loro territorio. Non potremmo dare un segnale più forte di questo. Le reazioni potranno essere negative o positive, purché ci siano». Per una volta, infatti, gli abitanti potranno essere protagonisti, non animali da zoo dietro le telecamere né vittime di un gioco più grande di loro: «Non saremo dei meri registratori. Tutto ciò che ci diranno servirà a giornalisti e magistrati per capire meglio il mondo della cocaina, anche dal loro punto di vista».

I contesti saranno ovviamente diversi. Dal degrado di Scampia alle luccicanti vetrine del centro di Firenze o di Bologna. Anche i discorsi cambieranno, col contesto, ma l'obiettivo rimarrà sempre lo stesso: «Accendere i riflettori». Ogni due o tre settimane, a partire dal prossimo 27 marzo, la campagna si sposterà in giro per l'Italia. Sperando di lasciare un segno contro il business della cocaina, che continua ad arricchire le mafie e a rovinare la vita di migliaia di persone: «Oggi la cocaina è molto più di quanto si pensi. Influenza i comportamenti, regola e stravolge le dinamiche sociali, la vita delle città. E' sovrana della quotidianità lavorativa, dai muratori ai parlamentari, dai piloti ai manager, dagli autisti ai chirurghi. Imbianca i licei e le università e incipria i nasi di consumatori sempre più giovani», scrive Berizzi sul sito: «Basterebbe una boccata d'aria pura, una sniffata di libertà, un'indigestione di fiducia, una volta, per un pomeriggio, magari un'ora, per ricordarsi come ci si sente bene padroni di noi stessi»
.

SOLIDARIETA' E CONSUMI

L’economia solidale

è, prima di tutto, un atteggiamento da cui derivano dei comportamenti che determinano un particolare stile di vita. Non si tratta solo, infatti, di aderire alle formule del commercio equo solidale, ma anche, e soprattutto, di rivoluzionare le nostre abitudini quotidiane: l’economia solidale comprende anche il nostro modo di lavare e lavarsi, ossia la quantità e la qualità di acqua, sapone e detersivi che utilizziamo.

Partire, quindi, dalle piccole cose, dalle attività quotidiane che, alla fin fine, costituiscono, in termini di tempo d’esecuzione, una porzione molto ampia di ogni nostra giornata. Limitare i consumi, specie d’acqua, evitare gli sprechi, cooperare con gli altri, sostituire la moda dell’ “usa e getta” con quella del recupero, utilizzare prodotti ecocompatibili, utilizzare l’automobile solo in casi di estrema necessità, impegnarsi a non inquinare, scambiare (tipo libri, cd, attrezzi, ecc.) per evitare di acquistare, sono alcuni imperativi per uno stile di vita un po’ più sobrio.

Zucchero equo-solidale

La nostra società si basa su un flusso continuo di merci e prodotti, e per questo viene definita consumistica. E, certamente, per cambiare le cose occorre intervenire (interferire) su questi automatismi.

Potremmo abbozzare una sorta di decalogo: compra leggero (ovvero prodotti con uno “zaino ecologico” non troppo pesante); compra durevole; compra semplice (in genere, gli oggetti più sofisticati sono meno durevoli, più delicati); compra vicino (per ridurre i danni ambientali che ogni trasporto comporta); compra sano; compra più giusto (e qui ci avviciniamo al discorso del commercio equo); compra prudente (a dispetto di normative e regolamentazioni, non è detto che il materiale acquistato non sia nocivo); compra sincero (evitare cioè i prodotti troppo pubblicizzati, dato che la pubblicità ce la paghiamo noi ed è spesso lontana dalla verità); compra mano d’opera (un metodo per aumentare l’occupazione); investi in futuro

INDIRIZZI UTILI

http://www.retelilliput.org/

http://www.utopie.it/http://www.retecosol.org/

http://www.networketico.it/

http://www.volint.it/http://www.zoes.it/

http://www.vita.it/

http://www.nuovomunicipio.org/

http://www.decrescita.it/

http://www.equonomia.it/

http://www.altreconomia.it/

http://www.altroconsumo.it/

http://www.valori.it/



COMMERCIO EQUO SOLIDALE

http://www.assobdm.it/

http://www.altromercato.it/

http://www.equoland.it/

http://www.transfair.it/

http://www.agices.org/

http://www.commercioetico.it/

http://www.equo.it/

http://www.mondosolidale.it/

http://www.cooperativaisola.org/

http://www.equociqua.it/

GAS

http://www.economia-solidale.org/

http://www.retegas.org/



FINANZA ETICA

http://www.bancaetica.com/

http://www.finanza-etica.itt/



TURISMO RESPONSABILE

http://www.aitr.org/

http://www.tures.it/

http://www.viaggiemiraggi.org/

http://www.viaggisolidali.it/

http://www.humanaitalia.org/



BARATTO

http://www.eticambio.it/

http://www.zerorelativo.it/

http://www.barattopoli.com/

http://www.tuttobaratto.it/

http://www.suesu.it/

da Fatti Mail a ... Song-Taaba ONLUS - Africa e Solidarietà

da Fatti Mail, da una mail spedita per chiedere una mano per il Burkina Faso, l'incontro con Padre Jean Ilboudo e la nascita, nel 2008, di Song-Taaba ONLUS.... Song-Taaba incontra Chiara Castellani, il suo Congo ed inizia un'esperienza umana di amicizia e solidarietà ... di conoscenza e consapevolezza ... che fa compiere ogni giorno nuovi passi ... guardando avanti ...

"A salvare veramente l’Africa non saranno i fondi e gli aiuti. Salveranno vite umane, permettendo loro di sopravvivere, ma non salveranno la vita dell’Africa. Cio’ che importa non sono i mezzi, ma le condizioni. Bisogna permettere all’Africa di ricostruirsi. Bisogna aiutarla a ricostruirsi. L’Africa deve essere prima che avere". (Joseph Ki-Zerbo)

L'Africa deve essere prima che avere ...

e come l'Africa, ognuno di noi

La strada dell'essere è quella i cui passi sono domande e la meta non è un dove ma un chi ...

Una strada che lo sguardo lungo e visionario di Padre Jean Ilboudo ha fatto intravedere a tutti noi

Song-Taaba è e vuole essere questo: la possibilità di percorrere questa strada

http://song-taabaonlus.ning.com/

Be Ye Ka Ye?: cosa c'è lì che non c'è qui?

Nulla o forse tutto: la voglia di muoversi, di interrogarsi,
di cercare il valore della vita ...

http://www.youtube.com/watch?v=WQGF1fqEruQ

la vita di Chiara Castellani

http://www.youtube.com/watch?v=HON6FoFUPnI

e di chiunque abbia voglia di vivere la solidarietà ...
se sei fra questi ... contatta:
segreteria@song-taabaonlus.org,


.... x iniziare a guardare l'Africa dal ... lato giusto:
Nel suo docu-film, Silvestro Montanaro, svela un'Africa
consapevole, dignitosa, aperta al futuro, segnata da ferite interne ed esterne,
creativa, saggia. Un' Africa da ascoltare, da capire, da scoprire e da cui
imparare:
http://www.ceraunavolta.rai.it/dl/portali/site/puntata/ContentItem-5a587b72-ded6-4320-942f-572599d3406c.html,