SOLIDARIETA' ... come altro?

SOLIDARIETA' ... come altro?
Ci impegniamo senza giudicare chi non s'impegna, senza accusare chi non s'impegna, senza condannare chi non s'impegna, senza cercare perché non s'impegna, senza disimpegnarci perché altri non s'impegna. Ci impegniamo per trovare un senso alla vita, a questa vita, alla nostra vita, una ragione che non sia una delle tante che ben conosciamo e che non ci prendono il cuore, un utile che non sia una delle solite trappole generosamente offerte ...dalla gente pratica. Si vive una sola volta e non vogliamo essere giocati in nome di nessun piccolo interesse. (Primo Mazzolari)

venerdì 3 giugno 2011

3 giugno 2011

3 giugno 2011
 
 
Affezionata piccola grande famiglia di Fatti Mail
Molte richieste, molti annunci, molte segnalazioni …. Molti amici in difficoltà 
 
Fatti Mail è per tutti uno spazio di solidarietà ….
Uno spazio cui si affidano speranze cariche di dolore … uno spazio cui si affidano sofferenze cariche di dignità ….
Uno spazio di parole scritte, persone lette,  frustrazioni impastate a miracoli,  scintille di eternità attraversate da piccole o grandi esperienze di morti quotidiane … .
 
Carissima Gaia, cari amici di fatti mail
grazie per l'aiuto.
 mary ann ha ricevuto diverse proposte,
 saluti e grazie a tutti,
 francesca
 
La contaminazione vita e morte non deve spaventarci piuttosto aiutarci a trovare un modo di esistere che renda facili scelte difficili, che faccia condividere prima che conservare, che chiami ad aprire e mai a chiudere … Un modo di esistere che riveli il valore – autentico – della nostra e di ogni esistenza ….
Vorrei poter offrire ad ognuna delle tante richieste pervenute uno spazio adeguato per valorizzarla al massimo …  ma questo spazio è e può essere solo il cuore di ognuno di noi …. Un cuore che sappia leggere la fatica del vivere altrui con l’attenzione che vorrebbe fosse data alla propria fatica nell’ affrontare un momento di difficoltà …
 
Sono capitate in questi giorni situazioni che mi spingono a mettere in comune un brano di una lettera scritta a un caro amico in un momento di crisi (certa che lui non me ne vorrà …!)
 
C‘è un tempo
per demolire e un tempo per costruire.
Un tempo per piangere e un tempo per ridere,
un tempo per gemere e un tempo per ballare.
Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli,
un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.
Un tempo per cercare e un tempo per perdere,
un tempo per serbare e un tempo per buttar via.
Un tempo per stracciare e un tempo per cucire,
un tempo per tacere e un tempo per parlare.
Un tempo per amare e un tempo per odiare,
un tempo per la guerra e un tempo per la pace
 
 
C’è un tempo.
C’è il tempo dei programmi che saltano e il tempo di quelli che si realizzano
C’è il tempo del digiuno e c’è il tempo della sazietà
 
C‘è un tempo ….
Se mi chiedessero oggi: quale di questi tempi ha più valore ?
 
Grazie  a quanti come voi fanno delle sfide il pane e del resistere l’acqua della loro sopravvivenza quotidiana … grazie a voi direi che il valore del tempo, di ogni tempo è nel saperlo vivere per quello che è e non per quello che dovrebbe contenere.
 
… saperlo vivere per quello che è ….
 
Il passo del Qoelet con cui ho iniziato a scriverti dovrebbe essere bussola al camminare di tutti.
 
La tentazione subdola nel leggerlo è quella di valutare “cosa buona” il costruire, il ridere, il ballare, l’abbracciare, il cercare, il cucire, l’amare, la pace.
 
Ma la verità è che la giustapposizione delle alternative sposta il valore dal modo in cui occupi il tempo ricevuto alla capacità di accogliere ogni tempo per quello che esprime: essere dono, sempre e comunque:
c’è – dato, donato - un tempo!
 
E’ un dono il tempo in cui si costruisce ed è un dono il tempo in cui si demolisce, un dono il tempo in cui si cerca ed un dono il tempo in cui si perde, un dono il tempo in cui si ama e un dono anche il tempo in cui si odia.
Il tempo è un dono al di là di ogni risultato ottenuto.
Il tempo è un dono perché ogni tempo ha qualcosa da “consegnarci”
Saper vivere ogni tempo in pienezza è la prima e la più grande delle sfide.
Il valore di ciò che siamo non è – a mio avviso – nei risultati che produrremo ma nella convinzione prima e nella capacità poi di regalare tutti noi stessi, senza se e senza ma, ad ogni singolo istante di tempo vissuto.
Il cuore, la tenerezza, la pazienza, la carità, la tenacia, l’onestà, l’amore con cui avremo riempito l’ istante presente saranno la misura del valore della nostra esistenza. Anche - ed ancor più! - quando quell’istante lo avremo impiegato ad aspettare, a perdere, a cercare!
 
 
Dedico questa Fatti mail ad ogni essere umano disperso in queste ore in mare ….  Alle loro ed alle nostre attese …. Ai loro ed ai nostri sogni …. Ed a tutto quello che di solidale si può fare ogni giorno per dare – o togliere – vita ai sogni ed alle attese di tutti ...
 
 
VI PREGO DI AVVISARE LE PERSONE DA VOI SEGNALATE E DI CUI FORNITE SOLO UN NUMERO DI TELEFONO CHE POTREBBERO RICEVERE TELEFONATE IN CUI SI FA RIFERIMENTO A “FATTI MAIL” … è importante aiutare due persone estranee che si parlano a poter superare il disagio iniziale che spesso viene proprio dalla mancanza di fiducia …
 
 
 
BUONA LETTURA (prego di leggere ogni richiesta con l’attenzione che merita):
 
 
 
 
1)  DOBBIAMO RACCOGLIERE INSIEME € 1000
 
Cara Gaia,
buongiorno a te e i tuoi cari di Fatti Mail.
Mohammad è stato trapiantato di midollo qualche giorno fa e la situazione è abbastanza positiva anche se ancora si trova in terapia intensiva insieme alla mamma donatrice.
Il fratellone è ancora da Marina e Pino al B&B e potrà restarci fino al 31, dopodiché avremo la possibilità di poterlo accogliere presso un’altra struttura vicino al Bambino Gesù.
In 23 anni di volontariato ho vissuto tanti momenti preoccupanti ed estremamente delicati collegati ai piccoli cuccioli provenienti dall'estero che abbiamo salvato da varie patologie, ma non mi sono mai trovato in una situazione come quella che sto vivendo per Israa.
La nostra piccola Israa non potrà essere salvata.
 Queste sono le parole dei medici del reparto di onco-ematologia E' sempre ricoverata in reparto ed è stato comunicato ai genitori che potranno passare ancora delle ore,dei giorno, forse delle settimane. Giustamente, non riescono ad accettare quanto gli è stato detto e rimangono sempre vicino ad Israa ragalandole grandi sorrisi e alternandosi a massaggiarla alla schiena. Anche se gli viene somministrata la morfina ripetutamente nella giornata, la piccolina ha dei dolori che in alcuni momenti straziano il cuore a chi sta vicino a lei e assiste alla sua sofferenza. Ieri quando è arrivato il papà e il fratellino a trovarla, ho visto la piccola Israa che dava la manina al fratellino guardandolo con due occhietti dolcissimi e pieni d'amore. Voleva. lei, trasmettergli serenità a tranquillizzarli.
Purtroppo questo sogno colmo di speranze, finirà nella più tragica delle soluzioni.
Ho parlato con il papà e mi ha detto che se la piccola Israa non dovesse farcela vorrebbe riportarla al suo Paese.

Vorrei chiedere a tutti i tuoi amici di Fatti Mail di poterci aiutare al fine di rispettare la volontà di questa famiglia.
Vorrei che ci sia -NON UN AMICO CHE VERSI MILLE EURO, MA MILLE AMICI CHE VERSINO UN EURO
Un pensiero e una preghiera a nostro Signore rivolto alla nostra Israa.
 Grazie. Mario 

 Israa
 
versamenti sul conto corrente postale n. 24501009 intestato ad Associazione Umanitaria “Un Grande Cuore” per l’Ospedale pediatrico Bambino Gesù.

Codice IBAN
IT68 P076 0103 2000 0002 4501 009
"Un Grande Cuore"- Associazione Umanitaria per l'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù Viale Lina Cavalieri 104, 00139 Roma Italia - Tel e Fax 0039.06.8811900 - Cell 0039.335.333381- 0039.335.333381
 
I circa mille lettori di Fatti Mail spero sapranno raccogliere questa sfida …
 
 
 
2)              SOS CERCO LAVORO
 
Torno e proporre un amico, Massimo, ospitato qualche tempo fa.
Massimo sta attraversando un momento veramente difficile e chiede a tutti una mano:
 
gaia sono massimo storelli sono quel padre di famiglia se si ricorda che le aveva chiesto aiuto perché ero sia io che mia moglie senza lavoro e che ci stavano sfrattando purtroppo la situazione e sempre la stessa le volevo chiedere comunque se mi può aiutare a far conoscere e provare ed avviare un mio:
si tratterebbe di lavorare come autista o accompagnatore per il trasporto di persone anziane ho di disabili e anche per il trasporto della spesa dal supermercato a casa
mi può aiutare a trovare le persone che necessitano di questo aiuto il servizio? logicamente sarebbe a pagamento
  Massimo si era presentato a Fatti Mail così: mi chiamo massimo storelli sono disoccupato da due anni  sto cercando lavoro ho una moglie e due figli da mantenere siamo in affitto e col problema che io non lavoro e neanche mia moglie lavora rischiamo di andare in strada  puoi aiutarmi a cercare un lavoro sono disperato ho mandato tanti curriculum vita ma non mi risponde nessuno il mio numero di tel. è 340-6524175 e l'indirizzo email è gaiaspettaespera@tiscali.it,  ti prego aiutami.
  Do alcune notizie ho lavorato cinque anni in una azienda come autista infatti io ho la patente B e C poi l'azienda ha fallito e a licenziato tutti di li ho fatto il magazziniere il facchino d'albergo in una struttura a cinque stelle  l'autista in un'azienda alimentare le pulizie in un impresa di pulizie e il facchino dei traslochi e il consulente pubblicitario per un azienda pubblicitaria . E ADESSO SONO DUE ANNI CHE NON LAVORO e nemmeno mia moglie e abbiamo un affitto da pagare le bollette e due ragazzi da far studiare e andando avanti così  rischiamo di andare a finire per strada aiutami . Gaia ti volevo anche chiedere se per caso conosci qualcuno che voglia affittarci una casa possibilmente dalle parti del mare perchè qui dove abito a villa adriana  la padrona ci sta sfrattando grazie mille anche per questo aiuto che dio vi benedica .
 
 
 
3)             SOS CERCANO LAVORO&OSPITALITA’
 
MARIA _
Mi rivolgo a voi per cercare  di aiutare una persona che ha lavorato per noi diversi anni a trovare un nuovo lavoro  , siccome si tratta di una situazione assai complessa , mi scuso fin d'ora per la lunghezza di questa richiesta.
Si tratta di Maria , la nostra peruviana che ha lavorato per noi da 5 anni .
Durante questi anni  è emersa una situazione familiare complessa :  sua  figlia aveva avuto una bambina con un compagno , tristi storie di alcolismo , la bambina affidata ai servizi sociali , e tramite loro ad una  famiglia affidataria di Bologna  . Insomma per farla breve un bel giorno  i servizi sociali contattano Maria  , e visto che la madre non era in grado di occuparsi della bambina ,  gli dicono se vuole farsene carico altrimenti la bambina verrà data in adozione . Maria , con grande senso di responsabilità e generosità decide di volere crescere  la bambina e ci chiede di aiutarla . ... Non si poteva certo  far altrimenti e così questa piccola Natalì di tre anni viene a vivere con noi tutti . Rapidamente si fa adorare da noi e  dalle figlie che considera sue sorelle .  Purtroppo per la piccola , mio marito a causa del suo lavoro è trasferito all’estero, e non possono venire con noi .  Cosi mi trovo a cercare di spargere la voce per aiutare questa bravissima donna a trovarsi un lavoro e un alloggio per lei e la nipotina che adesso ha 5 anni.
 Mi rendo conto che non è facile , perché ci vuole una casa grande,  magari  fra tutti i lettori di Fatti Mail e i loro amici ,esce fuori qualche idea .  
Maria ha 59 anni , peruviana ma in Italia da circa 15 , con permesso di soggiorno e tutto . Grande lavoratrice , non si tira indietro davanti a nulla , molto brava a pulire e stirare e anche per la normale cucina di una famiglia . è una persona veramente molto valida, affidabile , di grande buon senso  e ovviamente di totale fiducia .  
Natalì è una piccolina molto sveglia e simpatica e molto sveglia: Maria fa di tutto perché non disturbi .  (Natali va a scuola dalle 8 alle 4 \ 5 )
La situazione di Maria è complicata dal fatto che la giustizia italiana ha dei tempi biblici : lei ha la cura della bambina in via provvisoria e ci vorranno probabilmente anni per un affido permanente , la questione è seguita presso il tribunale di Bologna , ma il fatto di avere un lavoro e una sistemazione adeguata sono elementi essenziali per il prolungamento dell'affido e speriamo la soluzione in modo permanente , lei teme sempre che la piccola gli venga tolta e data in adozione .  L’estate la passeranno con noi ma per fine agosto dovremmo trovare la soluzione .  Mi scuso nuovamente per la lunghezza , ma è una storia complicata.
Per ora chi abbia qualche proposta per Maria può contattare me: Gaia – gaiaspettaespera@tiscali.it,  ,   
 
 
 
 
4)              OFFRO LAVORO
 
 
Salve sono Stefania
cerco una persona  fidata, volenterosa e seria (ma giocosa all'occasione) disposta a trasferirsi al mare con la mia famiglia dal 1 luglio al 12 agosto e alla quale affidare la cura delle mie due bambine di 6 e quasi 8 anni e della ns casa al mare.
Offro vitto e alloggio (indipendente) e richiedo lungo orario dal lun al sabato.
Indispensabile avere esperienza con i bambini e saper nuotare (o comunque non temere l'acqua).
  contattare Stefania gaiaspettaespera@tiscali.it,    grazie -
 
 
 
5)              CERCHIAMO CASA – Casa Betania
 
 
Cari amici di Casa Betania,
vi scriviamo per chiedervi collaborazione a diffondere la presente richiesta.
Due giovani mamme con una figlia ciascuna (una di 4 ed una di 5 anni) sono alla ricerca di un appartamento con 2 o 3 camere, bagno e cucina, nel quartiere Primavalle-Aurelio-Pineta Sacchetti.
 Le due giovani sono entrambe sud-americane e sono persone molto affidabili. Entrambe hanno permesso di soggiorno ed un lavoro regolare.
Nel loro percorso verso l'autonomia vorrebbero cercare un appartamento tutto per loro che il proprietario fosse disponibile a locare intestando il contratto ad una delle due signore.
Casa Betania le conosce bene e apprezza la loro serietà e affidabilità.
Tutti coloro che potessero fornire risposta sono pregati di contattare Casa Betania (Tel: 06.6145596) Marco o Sabrina.
Un caro saluto
Gli amici di Casa Betania -
 
 
6)              DUE OFFERTE SOLIDALI
 
Cara Gaia,
 ciao Sono Ribes
ti scrivo per due cose:
1)    -  una mia amica inglese, bilingue, inglese-italiano, vorrebbe rendersi utile come volontaria insegnando la lingua inglese ai bambini. Si chiama Laura Gentile, ed è molto brava. Puoi spargere la voce nella tua fattimail.....
2)     inoltre vorrei fare quest'annuncio regalo rete ortopedica a doghe dalla misura di 200 per 130 cm (corrisponde ad una piazza e mezzo), come nuova. la regalo perché non la posso più tenere nel laboratorio dove attualmente è ospitata.
 
 Se qualcuno è interessato non ha che da avvertimi
si trova a roma centro, passeggiata di ripetta, non ci sono scale da fare.
Grazie Cara Gaia
a presto
ribes            gaiaspettaespera@tiscali.it,   
 
7)              AFITTO CASA
 
  Ciao Gaia la mia cara amica Miria, cell. 3405332974, vuole affittare a 500 € al mese + 20 di spese condominiali un appartamentino ammobiliato composto da una stanza con angolo cottura, bagnetto e balconcino, 2° piano senza ascensore.
Sito ad Ostia Via Vincenzo Vannutelli n. 14 (vicino stazione metro Lido Centro).
Miria:              gaiaspettaespera@tiscali.it,   
Ettore  
 
 
8)              SOS – VIVERE INSIEME - FRUTTA
 
Segnalo una Casa d'accoglienza per persone disabili.
“Vivere Insieme”, via Olimpia 1 – 00040 -  Rocca Priora – 06/94430028
E' una struttura molto grande, sia al chiuso che all'esterno.
Sono state tolte le sovvenzioni per il sostentamento e le iniziative per far funzionare questa struttura e, quindi, c'è necessità ora più di prima di far lavorare questa casa organizzandovi pranzi/ricevimenti per le varie occasioni (location semplice e campestre ma molto ben tenuta), eventi, giornate di convivenza, ecc....
 
Questa casa ha bisogno di raccogliere fondi  Ieri mi è stato chiesto se qualcuno ha
giardini con alberi da frutta: se si portano alcune ceste di frutta , loro ne fanno marmellate
che poi vendono. Se ti capita qualche notizia da alunni che hanno "frutta dei loro alberi che
spesso si spreca", passa voce e ripassamela: penso io poi a farla recapitare su ai Castelli.
 
Ciao, mariaconcetta -   
 
 
9)            CERCASI ROULOTTE
 
"Clochard in protesta Luigi Miggiani cerca roulotte per atto di solidarietà: telefonare al n. 06 261799 e chiedere della signora Gloria o della signora Dalida - Associazione ONLUS camminare insieme".
 
Un abbraccio grosso a voi tutti
 
10)            INVITO PRESENTAZIONE LIBRO
 
Che cosa si può credere oggi?
 
Mercoledì 8 giugno alle ore 18,30, al CENTRO RUSSIA ECUMENICA (Roma, Borgo Pio141)  Maria Caterina Jacobelli e Marco Guzzi
presenteranno il libro di Antonio Thellung:
UNA SALDISSIMA FEDE INCERTA (Paoline)
Invito  - per approfondire: www.antoniothellung.it
 
 
 
 
11)           UTILE SAPERE CHE:
 
ho ricevuto da un amico di Fatti mail questa comunicazione che inoltro a tutti
L’acqua in bottiglia lasciata nella vostra automobile è molto dannosa!
È stata identificata come la causa più comune dell’elevato tasso di diossina nella formazione del cancro al seno. Un oncologo ha detto: “ le donne non dovrebbero bere l’acqua dalle bottiglie lasciate nelle automobili. Il calore reagisce con i prodotti chimici della plastica che libera la diossina nell’acqua.” La diossina è una tossina che trova un buon alloggio nel tessuto e genera il cancro al seno. Quindi dovreste essere molto prudenti e non bere mai l’acqua lasciata in automobile se c’è la bottiglia di plastica.
Fate passare il messaggio a tutte le donne che conoscete.
Abbiamo bisogno di diffondere queste informazioni che possono salvare delle donne! Utilizzate una borraccia in acciaio inossidabile o una bottiglia di vetro al posto di quella di plastica!
Fatelo sapere anche a chi una figlia o un figlio se vi pare!
Questa informazione circola dal centro medico dell’esercito. Non mettere i recipienti e gli imballaggi di plastica nel microonde. Né la bottiglia d’acqua nel congelatore. La diossina causa il cancro specialmente quello al seno. La diossina inquina tantissimo le cellule del vostro corpo. Non congelare le vostre bottiglie di plastica con l’acqua così che non liberi diossina dalla plastica.
Il primario della clinica del benessere nell’ospedale di Castle, Edward Fujimoto ha parlato della diossina ed è quindi malvisto. Egli ha detto non dovremmo mai riscaldare il nostro cibo nel microonde, soprattutto nei recipienti di plastica perché la combinazione delle alte temperature libera la diossina nel cibo e di conseguenza nel nostro corpo. Raccomanda invece di utilizzare recipienti di vetro come il pyrex o Corning o recipienti in ceramica, si ottiene lo stesso risultato ma senza diossina. La carne o le zuppe istantanee dovranno essere tolte dal recipiente e riscaldate con qualcos’altro. La carta non è malvagia ma non sapete cosa contiene. È più sicuro utilizzare il vetro soprattutto per riscaldare. Vi ricordiamo che i fast-food hanno modificato i loro imballaggi per diversi problemi di cui la diossina è una delle ragioni. È anche molto dannoso il film plastico (PVC) per rinvolgere e riscaldare il cibo nel microonde. È come una bomba atomica nel cibo, il calore eccessivo miscela la tossina velenosa del film ai cibi. È meglio coprire il cibo con un tovagliolo di carta
 
 
RICEVO DA UN’AMICA dI FATTI MAIL E VOLENTIERI CONDIVIDO CON TUTTI
E' una lettera del 1955 che Don Milani, inviò al direttore del Giornale del Mattino Ettore Bernabei.
Caro direttore, a rileggere l’articolo 3 della Costituzione, “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale…” mi vengono i bordoni.
Guai se non avremo almeno mostrato cosa vorremmo fare… Peccatori come gli altri, passi. Ma ciechi come gli altri no… Che i legislatori cattolici prendano dunque in mano la Rerum Novarum e la Costituzione e stilino una 991 molto più semplice in cui sia detto che l’acqua è di tutti. Quando avranno fatto questo, poco male se poi non si riuscirà a mandare due carabinieri a piantar la bandiera della Repubblica su quella sorgente. Morranno di sete e di rancore nove famiglie di contadini. Poco male. Manderanno qualche accidente al governo e ai preti che lo difendono. Poco male. Partiranno per il piano ad allungarvi le file dei disoccupati e dei senza tetto. Non sarà ancora il maggior male. Purché sia salva almeno la nostra specifica vocazione di illuminati e di illuminatori. Per adempire quella basta il solo enunciare leggi giuste, indipendente dal razzolar poi bene o male. Chi non crede dirà allora di noi che pretendiamo di saper troppo, avrà orrore dei nostri dogmi e delle nostre certezze, negherà che Dio ci abbia parlato o che il Papa ci possa precisare la parola di Dio. Dicendo così avrà detto solo che siamo un po’ troppo cattolici. Per noi è un onore. Ma sommo disonore è invece se potranno dire di noi che, con tutte le pretese di rivelazione che abbiamo, non sappiamo poi neanche di dove veniamo o dove andiamo, e qual è la gerarchia dei valori, e qual è il bene e quale il male, e a chi appartengono le polle d’acqua che sgorgano nel prato di un ricco, in un paesino di poveri.
 
 
e DA UN’ALTRA AMICA dI FATTI MAIL ricevo INVECE QUESTO VIDEO :
(spingere il tasto Ctrl e contemporaneamente cliccare sopra per vedere)
 
 
 

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mi chiamo Futuro ... tu come ti chiami ?

mi chiamo Futuro ... tu come ti chiami ?
Dio mi liberi dalla saggezza che non piange, dalla filosofia che non ride e dall'orgoglio che non s'inchina davanti ad un bambino" (K. Gibran) - "Forse ha ragione il gesuita p.John Haughey quando afferma :”Noi occidentali leggiamo il vangelo come se non avessimo soldi e usiamo i soldi come se non conoscessimo nulla del Vangelo" (Alex Zanotelli)

FORSE NON TUTTI SANNO CHE:

1) Mangiare, Dormire, Lavarsi ... è x tutti
sul sito della Comunità di S. Egidio è possibile "sfogliare" guide solidali che informano sulle realtà CITTADINE disponibili a sostenere chi si trovi in difficoltà

http://www.santegidio.org/index.php?&pageID=228

2) Legalità è Solidarietà
I grandissimi "piccoli" numeri delle "mafie" da una parte
e dall'altra i piccoli "grandissimi" numeri di chi quotidianamente tesse scelte solidali e cultura legale per contrastarle: sapere è potere, sapere è vedere video come quello presentato dalla trasmissione "La Storia siamo Noi"

SOLIDARIETA' E AMBIENTE

ACQUA, un popolo di spreconi

ACQUA, un popolo di spreconi

Un popolo di spreconi.

Ne consumiamo ogni giorno più di 250 litri a testa, più di ogni altra nazione europea.

Non siamo i più puliti, ma solo i più spreconi.



Ogni giorno utilizziamo centinaia di litri d’acqua senza prestare molta attenzione; in genere l’atteggiamento più diffuso è quello di pensare che «basta aprire un rubinetto e servirsene a piacere», in realtà le cose non stanno proprio così, è necessario fermarsi a riflettere un attimo per dare il giusto valore ad una risorsa che purtroppo non è infinita.

Senza acqua nessuna forma di vita è possibile, è un bene d’assoluta necessità che diventa sempre più scarso con il passare del tempo per motivi sia di ordine quantitativi (l’acqua oggi a disposizione è pari a circa un terzo di quella disponibile negli anni ‘50 e tra cinquanta anni sarà ulteriormente dimezzata), sia qualitativi (per ogni litro d’acqua potabile, almeno otto risultano contaminati dall’attività umana).

Gli effetti di questa situazione sono sotto gli occhi di tutti: casi crescenti di razionamento idrico; il consumo di acqua minerale o filtrata diventato quasi un obbligo; lievitazione del costo dell’acqua potabile ecc.

Se poi allarghiamo lo sguardo a livello mondiale, il panorama diventa ancora più preoccupante: circa un miliardo e mezzo di persone non dispongono di acqua potabile.

Di fronte ad un quadro tutt’altro che roseo, oltre ad avvicinarsi al rubinetto con maggiore rispetto, diventa importante porsi il problema di come contribuire in prima persona a migliorare la situazione.

D’altra parte, un uso più appropriato dell’acqua non fa bene solo all’ambiente, ma anche al portafogli e con molta probabilità anche alla pace tra i popoli, perché sono oramai numerosi gli analisti politici che individuano nella carenza d’acqua uno dei possibili motivi di conflitto armato tra i paesi.

Che fare?

Per eliminare gli sprechi idrici si può agire su tre fronti: -Ridurre i consumi d’acqua, in modo da erodere il meno possibile questa preziosa risorsa e contrarre l’impatto ambientale (produrre, trasportare e smaltire acqua potabile richiede energia e produce inquinamento). -Contrarre l’impiego di additivi per ridurre l’inquinamento dell’acqua, della natura e dell’ambiente domestico. -Diminuire il consumo energetico per scaldare e distribuire l’acqua al fine di ridurre l’inquinamento ambientale e il consumo di energia fossile. Per raggiungere questi obiettivi è necessario intervenire sia a livello degli stili di vita, modificando alcune abitudini radicate nel tempo, sia a livello di impiantistica, utilizzando apparecchiature progettate con particolare attenzione al risparmio idrico ed energetico per garantire un’efficacia uguale o superiore rispetto ai dispositivi convenzionali. Spesso si tratta di mettere mano al portafogli, ma il più delle volte il risparmio che deriva dall’uso di tali dispositivi ripaga in poco tempo la spesa affrontata per il loro acquisto. Il massimo dei risultati si ottiene quando entrambe queste strategie, cioè modifica delle abitudini e nuova impiantistica, sono adottate insieme. Vediamo ora in dettaglio le varie soluzion possibili.

Riduzione dei consumi

Iniziamo dalla tipologia di utilizzo che impatta maggiormente per poi passare alla seconda e così via prendendo come riferimento il diagram-ma a torta (vedi il grafico ripartizione dei consumi domestici), in altre parole guardiamolo con occhi famelici e gettiamoci a capofitto sulla fetta più grossa per poi passare a quella di dimensioni immediatamente inferiori e cosi via!

  • Docce e bagni.
  • La doccia presenta un minor consumo d’acqua, rispetto al bagno, soprattutto se si tiene l’acqua aperta solo quando serve.
    Inoltre è possibile adottare docce a risparmio energetico, in grado di ridurre i consumi oltre il 70%. In termini pratici, considerando una doc-cia al giorno si possono risparmiare in un anno oltre 50.000 litri d’acqua e diverse centinaia di euro.
    La cosa importante è di utilizzare docce che non si limitino a ridurre il consumo d’acqua (allora tanto vale non aprire totalmente il rubinetto, con il risultato che s’impiega più tempo a lavarsi e si consuma lo stesso quantitativo di acqua), ma sfruttino in maniera più intelligente l’acqua, garantendo un elevato potere lavante a fronte di minori consumi.
    Vi sono inoltre vantaggi secondari interessanti: nel caso di boiler elettrico, più persone riescono a fare la doccia consecutivamente e minori sono i cali di portata per gli altri utenti, l’unico rovescio della medaglia è che, passando meno acqua nei tubi, si deve attendere più tempo l’arrivo dell’acqua calda.

  • Lavaggio stoviglie e biancheria.
  • Nel caso in cui si utilizzino lavatrici o lavastoviglie è bene farle girare sempre a pieno carico; nel caso dei lavaggi a mano evitare l’uso d’acqua corrente e preferire l’acqua raccolta in un lavabo o in una bacinella.
    Sempre per ridurre gli sprechi, non lasciate diventare vecchio lo sporco dei piatti e le macchie ostiche dei tessuti perché richiedono un lavaggio più impegnativo sia da un punto di vista chimico (detersivi) sia energetico (tempi e temperature più elevate); lavare separatamente i pezzi a seconda del grado di sporco.
    Molti si chiederanno: si consuma più acqua, energia e detersivi lavando a mano o a macchina?
    Per rispondere in maniera corretta a questa domanda è necessario conoscere due fattori: grado di riempimento ed «economicità» della macchina da una parte e capacità di lavaggio manuale dall’altra.
    Comunque alcuni studi in materia hanno dimostrato che per lavare lo stesso quantitativo di stoviglie, pari ad un carico intero di una lavapiatti, mediamente si consumano 80 litri d’acqua se lavati a mano; 60 se lavati a macchina; 12 litri nel caso di apparecchi ad elevata efficienza, i quali oltre al risparmio d’acqua consentono una notevole contrazione dei consumi di detersivi ed energia.

  • Vaschette del WC.
  • Le vaschette tradizionali, in genere contengono circa 24 litri, un volume d’acqua tale da permettere una buona azione lavante nel caso di presenze solide…, ma eccessivamente elevata nel caso di rifiuti liquidi.
    Mediamente, con tali sciacquoni si ha un consumo giornaliero di circa 100 litri a persona, in gran parte sprecati.
    Più efficienti sono le vaschette a due mandate, una da 3 e l’altra da 6 litri, grazie alle quali il consumo giornaliero, a parità di funzione, scende a 15 litri d’acqua.
    Se utilizzate in maniera corretta, ossia schiacciando il tasto giusto al momento giusto, con le vaschette a doppia mandata si arriva a risparmiare circa 17.000 litri d’acqua l’anno a persona.
    Quando non si hanno a disposizione vaschette ad hoc, è possibile modificare i tradizionali cassonetti introducendo dei pesi che permettono di ottenere le stesse prestazioni.
    Un altro metodo è di inserire nella vaschetta un mattone o più semplicemente una bottiglia piena d’acqua.
    In quest’ultimo caso si risparmia molta acqua, ma si riduce anche la quantità disponibile per ogni scarico con l’inconveniente di ridurre l’azione lavante.

  • Rubinetti.
  • Vanno aperti solo quando serve e tenuti chiusi mentre ci si insapona o ci si lava i denti; analogamente per lavare la frutta e la verdura è sufficiente usare acqua raccolta in una bacinella e non quella corrente.
    Per dare un’idea concreta di quanto questi gesti quotidiani possano far variare notevolmente il livello dei consumi idrici, analizziamo in dettaglio cosa accade durante il lavaggio dei denti: tenendo aperto il rubinetto per tutto il periodo di pulizia, si arriva a consumare 10.000 litri l’anno a persona; quando il rubinetto viene aperto solo per il risciacquo il consumo d’acqua si riduce a 1600; se poi invece dell’acqua corrente si utilizza quella contenuta in un bicchiere, si arriva a non più di 200 litri d’acqua l’anno!
    Un bel risparmio, vero?
    Per quanto concerne interventi di tipo impiantistico, è possibile sostituire i normali filtrini dei rubinetti (quelli che ogni tanto dobbiamo pulire dal calcare e da altre sporcizie) con dei modelli risparmio energetico (aeratori).
    Come per le docce vale il discorso di acquistare dei modelli che non si limitino a ridurre la portata dell’acqua, ma che producano un getto di eguale capacità lavante con consumi inferiori.

  • Perdite dalle guarnizioni.
  • L’acqua, che a causa di perdite delle guarnizioni gocciola dai rubinetti o dallo sciacquone, sembra poca cosa, ma essendo continuativo, anche il semplice gocciolamento comporta uno spreco inutile di migliaia di litri d’acqua (e di euro).
    Nel caso in cui l’impianto è dotato di accumuli dell’acqua calda, come ad esempio i boiler elettrici, oltre al consumo d’acqua le perdite idriche si tramutano anche in uno spreco d’energia elettrica.
    È pertanto consigliabile di sostituire immediatamente le guarnizioni danneggiate.

  • Ridurre l’Impiego di Additivi
  • Tutti i detergenti, compresi quelli ecologici, comportano un impatto ambientale per la loro produzione, il trasporto e lo smaltimento.
    Inoltre, soprattutto nel caso di detergenti convenzionali, si ha una liberazione di residui tossici nell’ambiente che poi vengono assimilati attraverso la respirazione, la pelle e il consumo di alimenti.
    Ecco perché è bene ridurre al minimo l’impiego di detergenti e detersivi e in ogni caso preferire i prodotti ecologici.
    Ma cosa c’entrano i detersivi con l’acqua?
    È molto semplice: in tutti i processi di pulizia viene utilizzata l’acqua come diluente che, se usata in modo intelligente, riserva ottime sorprese!
    Per il lavaggio di stoviglie e del bucato è possibile trattare energicamente l’acqua con opportuni dispositivi da applicare direttamente alle condotte dell’acqua o direttamente nelle macchine da lavare o sotto forma di additivi, ottenendo circa un dimezzamento dei consumi dei detersivi.
    Per quanto concerne la pulizia delle superfici è consigliabile impiegare dei panni in microfibra dove l’azione chimica degli additivi è completamente sostituita dall’azione meccanica, ossia si pulisce e si sgrassa unicamente utilizzando l’acqua.
    Ma anche in questo caso, per non avere risultati deludenti, è necessario scegliere prodotti d’elevata qualità.

  • Combattere il Calcare
  • Il calcare è ben noto per la tendenza a creare incrostazioni, assai difficili da rimuovere da box doccia, lavelli e rubinetteria in generale; ma i maggiori inconvenienti, il calcare li crea all’interno dell’impianto idraulico, ossia nelle condutture e, soprattutto, nei generatori d’acqua calda (elettrici o a gas).
    Tali depositi creano due tipi di barriere: una termica e una fisica.
    La prima si traduce in un maggior consumo di energia per nulla trascurabile, infatti, per ogni millimetro di deposito di calcare nei tubi, si registra un aumento dei consumi elettrici di circa il 10% e siccome lo strato accumulato in un generatore d’acqua calda può diventare molto spesso, nel tempo, i consumi possono crescere vertiginosamente.
    Analogamente, lo strato di calcare crea anche una barriera fisica al passaggio dell’acqua che, nel caso d’impianto dotato di autoclave, fa anch’esso aumentare i consumi di elettricità.
    Infine va detto che il calcare sollecita maggiormente l’impianto idraulico riducendone la durata.
    Una verifica della presenza di calcare all’interno dei tubi può essere realizzata con una semplice prova.
    Aprite al massimo il rubinetto dell’acqua fredda e notate la portata; dopo qualche istante ripetete la stessa cosa con il rubinetto dell’acqua calda.
    La minore portata dell’acqua calda è essenzialmente dovuta alle incrostazioni di calcare presenti nel generatore di calore!
    Le soluzioni utili per vincere il calcare si dividono in due categorie: trattamenti in grado di inibire il potere di coesione del calcare che, pur continuando ad essere presente nell’acqua, non è più in grado di for-mare incrostazioni; trattamenti di rimozione del calcare dall’acqua.

Ecologia Domestica

Del primo gruppo fanno parte i trattamenti energetici dell’acqua, i catalizzatori ceramici e i campi magnetici.

I primi uniscono le proprietà anticalcare alla riduzione dei consumi di detersivi ed all’eliminazione del problema della formazione della ruggine (molti modelli possono essere installati senza ricorrere all’idraulico).

I catalizzatori ceramici sono estremamente efficaci, ma richiedono un intervento impiantistico così come i dispositivi basati sull’effetto dei campi magnetici.

Tra i dispositivi che operano la rimozione parziale del calcare dall’acqua vi sono gli addolcitori, il cui impiego richiede periodicamente l’aggiunta di sale e un’accurata manutenzione.
Inoltre, sia l’installazione che la manutenzione richiede l’intervento di tecnici specializzati.

LENTE D'INGRANDIMENTO


Stop alla droga? Diciamolo in piazza

di Francesca Sironi - marzo 2013

Parlare di cocaina nei luoghi in cui viene venduta, per sottrarli agli spacciatori e resituirli, almeno per un giorno, alla legalità. Un'occupazione lettaria itinerante, in giro per l'Italia, da Roma a Scampia, da Palermo a Milano. Ecco il progetto 'Tira dritto', nato dall'idea del giornalista di Repubblica Paolo Berizzi


Occupare i fortini della droga. Usando solo la forza della parola. Restituendo, almeno per un giorno, le principali piazze di spaccio d'Italia alla legalità. E' l'obiettivo di "Tira dritto - Stop Cocaina", una campagna ideata dal giornalista Paolo Berizzi e sostenuta dal dipartimento delle politiche antidroga alla Presidenza del consiglio dei ministri. Un'iniziativa a tappe che inizierà mercoledì 27 marzo a Tor Bella Monaca, alla periferia di Roma: «Questi sono luoghi dove centinaia di famiglie vivono spacciando cocaina. Noi vogliamo portare per un pomeriggio le istituzioni, gli esperti, i magistrati e dei testimonial a parlare delle conseguenze dell'uso e della vendita della "regina" delle droghe», spiega Berizzi.

Gli incontri non saranno paludate conferenze ospitate in qualche sala comunale, ma dibattiti all'aperto, per strada: «Si chiamano "Talkstreet" ed è la prima volta che il tema della droga sarà affrontato in questo modo, in Italia. Pensavo fosse un'idea folle, ma molti l'hanno sostenuta».

Berizzi, autore con Antonello Zappadu del libro "La Bamba", in cui ricostruisce il percorso della coca dalle piantagioni colombiane alle vie di Milano, porterà con sé magistrati ed esperti ma anche attori, registi, cantanti. Fra i volti noti ci saranno quelli di Pierfrancesco Favino, Daniele Silvestri, Marco Giallini, Kasia Smutniak, Matteo Garrone: «Ognuno di loro racconterà la sua esperienza, condividerà delle riflessioni sul problema della cocaina. Avere dei testimonial è importante: andremo in quartieri dove sono conosciuti, e questa sarà magari la scusa per portare la gente in piazza».

Gli scambi di parole saranno brevi, promette Berizzi: «Quello che ci interessa veramente è ascoltare gli abitanti dei quartieri. Sentire da loro cosa significa vivere in mezzo alla droga». Niente palco, tendoni o inviti: tutto avverrà per strada, sui marciapiedi, fra le panchine dei parchi pubblici. A moderare gli interventi sarà sempre Elsa di Gati, giornalista di Rai3. La promozione dell'iniziativa sarà fatta sul territorio, dalle associazioni locali: «L'incontro di Roma è promosso con Villa Maraini, che da 40 anni aiuta i tossicodipendenti. Al dibattito interverrà anche il fondatore della comunità, Massimo Barra, un uomo che vive in trincea da tutta la vita».

Per Berizzi i Talkstreet, 15 in tutta Italia, che andranno dallo Zen di Palermo a Corso Como a Milano, dal quartiere Japigia di Bari a Porta Palazzo a Torino, saranno un modo per «occupare» le piazze di spaccio. Una parola forte, "occupare", che spiega così: «Vogliamo portare le istituzioni in mezzo alla gente che tutti i giorni vive a contatto con la cocaina. Vogliamo scendere per strada, non fermarci a una carovana simbolica. Andare nelle piazze di spaccio ci permetterà di dare un segnale forte, usando semplicemente le parole». Le reazioni potrebbero essere diverse: «Dove potremo, dove avremo le carte, le sentenze, faremo i nomi dei signori della droga locali. Ci rivolgeremo anche a loro, alle loro famiglie, nel loro territorio. Non potremmo dare un segnale più forte di questo. Le reazioni potranno essere negative o positive, purché ci siano». Per una volta, infatti, gli abitanti potranno essere protagonisti, non animali da zoo dietro le telecamere né vittime di un gioco più grande di loro: «Non saremo dei meri registratori. Tutto ciò che ci diranno servirà a giornalisti e magistrati per capire meglio il mondo della cocaina, anche dal loro punto di vista».

I contesti saranno ovviamente diversi. Dal degrado di Scampia alle luccicanti vetrine del centro di Firenze o di Bologna. Anche i discorsi cambieranno, col contesto, ma l'obiettivo rimarrà sempre lo stesso: «Accendere i riflettori». Ogni due o tre settimane, a partire dal prossimo 27 marzo, la campagna si sposterà in giro per l'Italia. Sperando di lasciare un segno contro il business della cocaina, che continua ad arricchire le mafie e a rovinare la vita di migliaia di persone: «Oggi la cocaina è molto più di quanto si pensi. Influenza i comportamenti, regola e stravolge le dinamiche sociali, la vita delle città. E' sovrana della quotidianità lavorativa, dai muratori ai parlamentari, dai piloti ai manager, dagli autisti ai chirurghi. Imbianca i licei e le università e incipria i nasi di consumatori sempre più giovani», scrive Berizzi sul sito: «Basterebbe una boccata d'aria pura, una sniffata di libertà, un'indigestione di fiducia, una volta, per un pomeriggio, magari un'ora, per ricordarsi come ci si sente bene padroni di noi stessi»
.

SOLIDARIETA' E CONSUMI

L’economia solidale

è, prima di tutto, un atteggiamento da cui derivano dei comportamenti che determinano un particolare stile di vita. Non si tratta solo, infatti, di aderire alle formule del commercio equo solidale, ma anche, e soprattutto, di rivoluzionare le nostre abitudini quotidiane: l’economia solidale comprende anche il nostro modo di lavare e lavarsi, ossia la quantità e la qualità di acqua, sapone e detersivi che utilizziamo.

Partire, quindi, dalle piccole cose, dalle attività quotidiane che, alla fin fine, costituiscono, in termini di tempo d’esecuzione, una porzione molto ampia di ogni nostra giornata. Limitare i consumi, specie d’acqua, evitare gli sprechi, cooperare con gli altri, sostituire la moda dell’ “usa e getta” con quella del recupero, utilizzare prodotti ecocompatibili, utilizzare l’automobile solo in casi di estrema necessità, impegnarsi a non inquinare, scambiare (tipo libri, cd, attrezzi, ecc.) per evitare di acquistare, sono alcuni imperativi per uno stile di vita un po’ più sobrio.

Zucchero equo-solidale

La nostra società si basa su un flusso continuo di merci e prodotti, e per questo viene definita consumistica. E, certamente, per cambiare le cose occorre intervenire (interferire) su questi automatismi.

Potremmo abbozzare una sorta di decalogo: compra leggero (ovvero prodotti con uno “zaino ecologico” non troppo pesante); compra durevole; compra semplice (in genere, gli oggetti più sofisticati sono meno durevoli, più delicati); compra vicino (per ridurre i danni ambientali che ogni trasporto comporta); compra sano; compra più giusto (e qui ci avviciniamo al discorso del commercio equo); compra prudente (a dispetto di normative e regolamentazioni, non è detto che il materiale acquistato non sia nocivo); compra sincero (evitare cioè i prodotti troppo pubblicizzati, dato che la pubblicità ce la paghiamo noi ed è spesso lontana dalla verità); compra mano d’opera (un metodo per aumentare l’occupazione); investi in futuro

INDIRIZZI UTILI

http://www.retelilliput.org/

http://www.utopie.it/http://www.retecosol.org/

http://www.networketico.it/

http://www.volint.it/http://www.zoes.it/

http://www.vita.it/

http://www.nuovomunicipio.org/

http://www.decrescita.it/

http://www.equonomia.it/

http://www.altreconomia.it/

http://www.altroconsumo.it/

http://www.valori.it/



COMMERCIO EQUO SOLIDALE

http://www.assobdm.it/

http://www.altromercato.it/

http://www.equoland.it/

http://www.transfair.it/

http://www.agices.org/

http://www.commercioetico.it/

http://www.equo.it/

http://www.mondosolidale.it/

http://www.cooperativaisola.org/

http://www.equociqua.it/

GAS

http://www.economia-solidale.org/

http://www.retegas.org/



FINANZA ETICA

http://www.bancaetica.com/

http://www.finanza-etica.itt/



TURISMO RESPONSABILE

http://www.aitr.org/

http://www.tures.it/

http://www.viaggiemiraggi.org/

http://www.viaggisolidali.it/

http://www.humanaitalia.org/



BARATTO

http://www.eticambio.it/

http://www.zerorelativo.it/

http://www.barattopoli.com/

http://www.tuttobaratto.it/

http://www.suesu.it/

da Fatti Mail a ... Song-Taaba ONLUS - Africa e Solidarietà

da Fatti Mail, da una mail spedita per chiedere una mano per il Burkina Faso, l'incontro con Padre Jean Ilboudo e la nascita, nel 2008, di Song-Taaba ONLUS.... Song-Taaba incontra Chiara Castellani, il suo Congo ed inizia un'esperienza umana di amicizia e solidarietà ... di conoscenza e consapevolezza ... che fa compiere ogni giorno nuovi passi ... guardando avanti ...

"A salvare veramente l’Africa non saranno i fondi e gli aiuti. Salveranno vite umane, permettendo loro di sopravvivere, ma non salveranno la vita dell’Africa. Cio’ che importa non sono i mezzi, ma le condizioni. Bisogna permettere all’Africa di ricostruirsi. Bisogna aiutarla a ricostruirsi. L’Africa deve essere prima che avere". (Joseph Ki-Zerbo)

L'Africa deve essere prima che avere ...

e come l'Africa, ognuno di noi

La strada dell'essere è quella i cui passi sono domande e la meta non è un dove ma un chi ...

Una strada che lo sguardo lungo e visionario di Padre Jean Ilboudo ha fatto intravedere a tutti noi

Song-Taaba è e vuole essere questo: la possibilità di percorrere questa strada

http://song-taabaonlus.ning.com/

Be Ye Ka Ye?: cosa c'è lì che non c'è qui?

Nulla o forse tutto: la voglia di muoversi, di interrogarsi,
di cercare il valore della vita ...

http://www.youtube.com/watch?v=WQGF1fqEruQ

la vita di Chiara Castellani

http://www.youtube.com/watch?v=HON6FoFUPnI

e di chiunque abbia voglia di vivere la solidarietà ...
se sei fra questi ... contatta:
segreteria@song-taabaonlus.org,


.... x iniziare a guardare l'Africa dal ... lato giusto:
Nel suo docu-film, Silvestro Montanaro, svela un'Africa
consapevole, dignitosa, aperta al futuro, segnata da ferite interne ed esterne,
creativa, saggia. Un' Africa da ascoltare, da capire, da scoprire e da cui
imparare:
http://www.ceraunavolta.rai.it/dl/portali/site/puntata/ContentItem-5a587b72-ded6-4320-942f-572599d3406c.html,