SOLIDARIETA' ... come altro?

SOLIDARIETA' ... come altro?
Ci impegniamo senza giudicare chi non s'impegna, senza accusare chi non s'impegna, senza condannare chi non s'impegna, senza cercare perché non s'impegna, senza disimpegnarci perché altri non s'impegna. Ci impegniamo per trovare un senso alla vita, a questa vita, alla nostra vita, una ragione che non sia una delle tante che ben conosciamo e che non ci prendono il cuore, un utile che non sia una delle solite trappole generosamente offerte ...dalla gente pratica. Si vive una sola volta e non vogliamo essere giocati in nome di nessun piccolo interesse. (Primo Mazzolari)

sabato 6 dicembre 2014

6 dicembre 2014

Fatti Mail  







Affezionata piccola grande famiglia di Fatti Mail





Individuo … persona … comunità

Queste tre parole su cui tentiamo ed abbiamo tentato di riflettere

per fondare scelte solidali,
per vivere in modo più accogliente,
per innestare in tutte le dimensioni del nostro quotidiano umanità e rispetto

Queste tre parole sono state affrontate nel recente discorso del papa a Strasburgo.

Un discorso che – al di là dei credo di ognuno – contiene spunti utili alle personali ricerche di senso:
Mi preme anzitutto sottolineare lo stretto legame che esiste fra queste due parole: “dignità” e “trascendente”.
La “dignità” è una parola-chiave che ha caratterizzato la ripresa del secondo dopo guerra. … La percezione dell’importanza dei diritti umani nasce proprio come esito di un lungo cammino, fatto anche di molteplici sofferenze e sacrifici, che ha contribuito a formare la coscienza della preziosità, unicità e irripetibilità di ogni singola persona umana. Tale consapevolezza culturale trova fondamento non solo negli avvenimenti della storia, ma soprattutto nel pensiero europeo … dando luogo proprio al concetto di “persona”.
Oggi …  persistono fin troppe situazioni in cui gli esseri umani sono trattati come oggetti, dei quali si può programmare la concezione, la configurazione e l’utilità, e che poi possono essere buttati via quando non servono più, perché diventati deboli, malati o vecchi.
Effettivamente quale dignità esiste quando manca la possibilità di esprimere liberamente il proprio pensiero o di professare senza costrizione la propria fede religiosa? Quale dignità è possibile senza una cornice giuridica chiara, che limiti il dominio della forza e faccia prevalere la legge sulla tirannia del potere? Quale dignità può mai avere un uomo o una donna fatto oggetto di ogni genere di discriminazione? Quale dignità potrà mai trovare una persona che non ha il cibo o il minimo essenziale per vivere e, peggio ancora, che non ha il lavoro che lo unge di dignità?
Promuovere la dignità della persona significa riconoscere che essa possiede diritti inalienabili di cui non può essere privata ad arbitrio di alcuno e tanto meno a beneficio di interessi economici.
Occorre però prestare attenzione per non cadere in alcuni equivoci che possono nascere da un fraintendimento del concetto di diritti umani e da un loro paradossale abuso. Vi è infatti oggi la tendenza verso una rivendicazione sempre più ampia di diritti individuali, sono tentato di dire “individualistici”, che cela una concezione di persona umana staccata da ogni contesto sociale e antropologico, quasi come una “monade” (μονάς), sempre più insensibile alle altre “monadi” intorno a sé. Al concetto di diritto non sembra più associato quello altrettanto essenziale e complementare di dovere, così che si finisce per affermare i diritti del singolo senza tenere conto che ogni essere umano è legato a un contesto sociale, in cui i suoi diritti e doveri sono connessi a quelli degli altri e al bene comune della società stessa.
Ritengo perciò che sia quanto mai vitale approfondire oggi una cultura dei diritti umani che possa sapientemente legare la dimensione individuale, o, meglio, personale, a quella del bene comune, a quel “noi-tutti” formato da individui, famiglie e gruppi intermedi che si uniscono in comunità sociale. Infatti, se il diritto di ciascuno non è armonicamente ordinato al bene più grande, finisce per concepirsi senza limitazioni e dunque per diventare sorgente di conflitti e di violenze.
Parlare della dignità trascendente dell’uomo, significa dunque fare appello alla sua natura, alla sua innata capacità di distinguere il bene dal male, a quella “bussola” inscritta nei nostri cuori e che Dio ha impresso nell’universo creato; soprattutto significa guardare all’uomo non come a un assoluto, ma come a un essere relazionale

Le parole sono importanti.

Lo sono - in modo particolare - quando si trovino ad essere pronunciate da chi sia investito di autorevolezza perché diventano parole capaci di raggiungere le orecchie di molti.

I gesti però … lo sono ancora di più

I gesti sono l’unica modalità a noi data di immettere le parole nella vita. I gesti partoriscono le parole e le consegnano al mondo.

Posso pronunciare quanto voglio la parola “accogliere” ma sarà solo un riempire l’aria di suoni finché “accogliere” non si farà gesto di accoglienza: invitare a cena qualcuno che ha bisogno di me (piuttosto che io di lui!), ospitare un ragazzo che debba studiare per un periodo fuori sede (senza pensare di fare della sua necessità occasione di guadagno), condividere i propri spazi con chi abbia perso i suoi (senza delegare solo e sempre a “centri” che di accogliente non hanno neanche l’aggettivo) … ma anche, semplicemente,  aprire le braccia e ricevere in un caldo abbraccio chi sappiamo aver bisogno  di tenerezza …

Sono i gesti che poniamo in essere a rendere questo mondo un luogo – più o meno – accogliente

… ed è solo del gesto   la capacità di tracciare nuovi percorsi …

Come il gesto compiuto recentemente, ancora una volta, dal Papa. Un gesto di apparente “piccolezza” che svela un’immensa grandezza spirituale. Un gesto di sostanziale tenerezza che rivela – proprio perché tale -  la centralità della persona al di sopra degli stessi principi messi in campo. Un gesto che parte dal muovere se stessi per chiamare l’altro a muoversi.

Un gesto semplice: fare un passo verso, chinarsi sussurrando: “Benedica me e la Chiesa di Roma” ed infine   abbracciarsi. Un gesto - quello di papa Francesco verso il patriarca Bartolomeo - che mi ha profondamente toccata.

Posso parlare di UNITA’ solo se inizio io …  a muovermi verso di te.

Unità significa che il noi è più importante dell’io.

Unità non è “unico” - unico pensiero, unico agire, unico principio - unità è invece scoprire, grazie alla vicinanza, la diversità del tu. Una diversità che offre ciò che manca al mio “io”

Essere uniti nella diversità è un valore, una ricchezza, talmente grande che il mio io volentieri si fa piccolo e si mette al servizio del nostro incontro.

Il mio io - con tutte le sue ragioni, logiche e desideri - è poca cosa se per arrivare ad affermarsi o prevalere … ti perde.
Perde te che, con la tua diversità, hai svelato a me ciò che non sono e con la tua vicinanza hai arricchito la mia esistenza.

Il gesto del Papa incarna la parola unità. Unità dei cristiani.

Ma quel gesto in realtà è l’unico che possa fondare qualunque Unità.
L’unità di una famiglia, di un gruppo, di un’associazione, di una società.

Un mondo popolato da infiniti “io” auto referenti, i cui bisogni sono irrinunciabili e la cui narrazione è autogestita (selfie docet) sa essere ancora capace di guardare al “tu” come alla propria principale ricchezza? Un mondo in cui parlano solo le proprie ragioni sa ancora ricordare che la verità abita sempre anche nelle ragioni degli altri? Un mondo che sa guardare solo ciò che divida sa capire che è nel riscoprire ciò che   accomuni l’unica strada capace di condurci ad una pacifica, fraterna, convivenza?

“Noi apparteniamo ad un gruppo quando camminiamo insieme, consapevoli di aver bisogno gli uni degli altri, deboli o forti, abili o no. Se camminiamo verso la libertà interiore, questa appartenenza non ispirerà sensi di superiorità. Non cercherà di escludere il debole, il povero, lo straniero, anzi lo includerà, perché essi hanno il potere segreto di aprire i nostri occhi alla fiducia reciproca ed alla comprensione. Ci vorrà tempo. Ma noi tutti siamo chiamati a seguire questo cammino se vogliamo divenire pienamente umani, vincere le divisioni e l’oppressione che regnano nel mondo e operare per la pace. Se ciascuno di noi, oggi, si impegna su questo cammino e trova il coraggio di perdonare e di chiedere perdono, noi non saremo più dominati dalle nostre ferite passate. Dovunque noi siamo possiamo costruire un mondo nuovo se, giorno dopo giorno, trasformeremo i nostri cuori e accetteremo la nostra umanità” 
(Jean Vanier)




Tre ulteriori condivisioni:

1)    Chiunque voglia segnalarmi iniziative da promuovere, NON mi mandi ALLEGATI, NE’ LOCANDINE … ma tutto il comunicato direttamente come testo della mail
2)    Il BLOG è aggiornato costantemente. Nella colonna di destra alle voci SOS o IN PRIMO PIANO sono continuamente inserite iniziative o richieste solidali
3)    Sempre nella colonna di destra del BLOG   c'è una finestrella 
"CERCO … TROVO …"
basta digitare una  parola chiave  e   appariranno tutte le volte in cui,  in una qualunque Fatti Mail degli ultimi 2 anni, sia stata citata quella parola   … può essere un'utile strumento di prima ricerca (ovviamente poi c'è sempre l’ archivio!)


AVVISATE LE PERSONE DA VOI SEGNALATE -  DI CUI FORNITE SOLO UN NUMERO DI TELEFONO - CHE POTREBBERO RICEVERE TELEFONATE IN CUI SI FARA’ RIFERIMENTO A Fatti Mail … è importante aiutare due persone estranee   a superare il disagio iniziale … Considerate che l’espandersi di Fatti Mail se da una parte aumenta i lettori (e le opportunità di risposte solidali) dall’altra estende anche al di fuori delle spedizioni di Fatti Mail, via e-mail, la possibile lettura del bollettino. Chiedete quindi a chi vi chiami o vi contatti come sia venuto a conoscenza della vostra richiesta, regolandovi conseguentemente. 



BUONA LETTURA :
Le richieste legate alla ricerca di lavoro  - oggi come sempre - chiamano tutti coloro che vogliano “essere” solidali  a “fare” un gesto in più: una lettura approfondita, un passa parola, un’attenzione ad offerte che possano capitare alla nostra attenzione.  Non sono bigliettini attaccati ad una bacheca … sono amici, persone che stanno portando un peso – diverso ma gravoso in ogni caso – e chiedono il nostro sostegno … per non restarne schiacciati. Grazie



1)           DINA CERCA LAVORO:
Cara Gaia,
vorrei inserire un annuncio su Fattimail.
Mariya, una badante ucraina, a causa della morte della signora che assisteva  da tempo, purtroppo è rimasta senza lavoro. Mi è stata segnalata dal figlio  della signora che lei ha assistito, disposto a fornire ottime referenze riguardo  all'impegno e la serietà con cui si è dedicata alla sua mamma. Mariya si fermerà a Roma ancora per 15 giorni e rientrerà in Italia verso il 15 gennaio per cui se ci sono persone  interessate è consigliabile contattarla al più presto.
Il suo numero di cellulare è il seguente: ...
Grazie,
un caro saluto


  
2)           CAMPER (urgente) E SOLIDARIETA’:

Cara Gaia,
ti riscrivo il testo in modo che possa capire anche chi non conosce l'antefatto di Borka:

Ieri Vito, il mediatore culturale di Save the Children   mi ha segnalato una donna con tre figli che sta in una situazione alloggiativa drammatica: vivono in una tenda autocostruita vicino alla stazione tuscolana.

Considera che per l’altra famiglia ci abbiamo messo quasi due anni a trovargli casa, ora per togliere dalla strada anche loro, senza doverli dividere tra le varie strutture che potrebbero accoglierli un po’ qua e un po’ la (tra l’altro una delle figlie è disabile per cui non è proprio il caso di separarli), crediamo che al momento l’unica soluzione ragionevole sia trovargli un camper dove ripararli almeno dalla pioggia.

Se penso a quanto abbiamo penato per togliere la prima famiglia dal camper, penso che questa sia una cosa folle ma la momento non vedo alternative.

Se quindi per caso tra i tuoi contatti avete amici che hanno smesso di fare i camperisti e tengono il camper buttato in fondo al garage, fammi sapere.

Grazie e un caro saluto. Gino gaia.fattimail@gmail.com,  




3)                 REGALO PANTALONI XXL:
 
regalo 2 pantaloni taglia XXL 
vedere foto allegate
​buone condizioni d'uso: vissuti ma gajardi!!!
ciao
Save​rio –gaia.fattimail@gmail.com,  
  

4)                 SOS FARMACI OSPEDALE GAZA:

A conclusione dell’incontro

“PER UNA PACE GIUSTA IN PALESTINA”

è stata decisa una raccolta farmaci PER L’OSPEDALE DI GAZA

Coloro che lo desiderano possono portare le seguenti tipologie di materiale sanitario:

siringhe, materiale sterilizzato, antinfiammatori, disinfettanti, antibiotici a largo spettro, antidolorifici, aghi, cotone, guanti, garze, cerotti, bende, acido Tranexamico (tranex-antiemorragico)

DOMENICA 7 DICEMBRE – S. Leone via Boccea, 60

Il materiale sarà consegnato all’Ospedale di Gaza tramite la Croce Rossa Italiana


5)           SOS: COME DISINFESTARE?

Cara Gaia se conosci qualcuno che ci può insegnare a disinfestare in spirito di solidarietà gli ambienti di via Curtatone dalle cimici da letto poi provvederemmo noi a effettuare delle disinfestazioni periodiche.
Fammi sapere grazie
Annalisa – gaia.fattimail@gmail.com,  


6)                 AAA CERCASI BILANCIA:

Cara Gaia,
La mia nuova dimora si trova a San Lorenzo e vivo con una ragazza stupenda che ama la vita e le buone pratiche.
Ti scrivo per informarti di una nuova attività:
Abbiamo organizzato una consegna settimanale di frutta, verdura e pane biologici provenienti dalla provincia di Roma.
Abbiamo bisogno di una bilancia per pesare i prodotti.
Gli amici di Fatti Mail interessati a ricevere la cassetta da 5 kg di frutta e verdura + pane a lievitazione naturale al costo complessivo di 16 euro possono scrivere a eliblu27@gmail.com,  ogalazraki@yahoo.it per ricevere altri dettagli e contatti.
Se potessi inserire questo annuncio con la richiesta della BILANCIA e della descrizione del G.A.S Baffo, sede l'Associazione culturale "Il baffo della Gioconda" in via degli Arunci 40,  ci saresti tanto di aiuto.
Grazie mille!
Un abbraccio di sole!
Elisa e Gio

   

7)                 A PROPOSITO DI MURI …

Cara Gaia,
Leggo sempre con interesse Fatti Mail come espressione di attenzione agli “ultimi”.                                                      
Parliamo dunque di muri: il muro di Berlino come separazione, emarginazione, chiusura….allora festa per il suo crollo, riunione di popoli, democrazia….il “NOI”. Bello!  e ben pubblicizzato da giornali,radio,TV.                                                                                     
Mi chiedo però perché QUEL muro disturba e non altri muri? Perché tolleriamo altri muri? Perché non c’è la stessa indignazione e sofferenza guardando il muro di GAZA? Perché la comunità internazionale lo tollera o fa finta di non vedere? E non solo i politici ma tutta la società occidentale, i media, la pubblica opinione? Quale tara c’è nel popolo palestinese che non lo renda soggetto di diritto come tutti gli altri, né degno di essere difeso se vittima di genocidio, laddove si commemorano continuamente altri genocidi?      Minoranza delle minoranze, un popolo destinato a scomparire secondo il piano ebraico, ben portato avanti da decenni, un popolo che da sessant’anni non conosce pace, i cui figli e nipoti son cresciuti tra la guerra e i divieti, senza conoscere la gioventù, invecchiato nell’odio e umiliazione.
Ma si tollera il muro, e ben alto, e ben lungo! E dietro quel muro famiglie spezzate, vite precarie, senza diritto alcuno, neanche quello al pronto soccorso in caso di bisogno, o diritto al lavoro, alla casa, precaria anche quella perché spesso abbattuta, diritto alla scuola, diritto all’acqua spesso negata, diritto a guadagnarsi da vivere con agricoltura (olivi e alberi sradicati) o pesca (proibita al largo dove c’è il pesce).
E il diritto all’infanzia? Alla famiglia? Alla vecchiaia tranquilla?
Eppure c’è un muro davanti a questo popolo, lui incolpevole, un popolo che non ha sterminato nessuno, non ha colpe storiche sulla coscienza tranne quello di esistere là, dove un giorno un folle progetto politico ha deciso di creare una nuova terra scacciando il popolo che ci abitava da generazioni, togliendogli case e terre, in nome di una pacificazione!  la pace costruita sull’ingiustizia e l’abuso, sulla prevaricazione non è pace, è solo oppressione odiosa. E porterà frutti di male.
Dunque questo muro, che non disturba, di cui non si parla, se non da parte di quattro gatti, che non rischia certo di essere smantellato, da cosa è sostenuto? Non dal cemento o acciaio, molto di più dalla nostra indifferenza, dalla durezza del nostro cuore che non si lascia penetrare nemmeno dalle immagini dei massacri a cui abbiamo assistito, questa estate, tra un telegiornale e un piatto di pastasciutta.
Vorrei farvi leggere questo discorso di un’ebrea critica verso questo muro e le sue politiche.
X LEGGERLO CLICCARE QUI:
Mi sembrano punti importanti di riflessione che trovano davvero poco posto  nel mondo attuale, ma  possono trovarlo in un posto differente come Fatti Mail; grazie dell'attenzione   e cari saluti                   
 Luciana Crestani - gaia.fattimail@gmail.com,  

9)                 SOLIDARIETA’ IN TEMPO DI CRISI
L’esperienza di Fatti Mail ospite, a TV 2000, in una puntata di “SIAMO NOI” sul tema: LA SOLIDARIETA’ IN TEMPO DI CRISI





CONDIVIDO:
EVENTI, ATTVITIVA’, INIZIATIVE A CARATTERE SOLIDALE E/O CULTURALE.  
A SEGUIRE ALCUNE SEGNALAZIONI DI EVENTI, ATTVITIVA’, INIZIATIVE A CARATTERE SOLIDALE E/O CULTURALE. … vita e solidarietà … per imparare a crescere insieme  
BUONA LETTURA:


PEDALA CONTRO GLI STEREOTIPI
Dalla rete di Raffaele Magrone:

Calendario 2015: pedala ogni mese contro gli stereotipi!
Pochi sanno che in Italia almeno 4 rom e sinti su 5 (130 mila uomini, donne e bambini) vivono “mimetizzati” in abitazioni convenzionali, svolgendo regolare lavoro e conducendo una vita che non ha nulla di diverso dall’esistenza di una qualsiasi famiglia, italiana o straniera, che vive sul territorio italiano. È a loro che l’Associazione 21 luglio ha scelto di dedicare il nuovo Calendario 2015, nell’ intento di smontare i soliti stereotipi e pregiudizi verso rom e sinti: http://www.21luglio.org/calendario-2015/, Il Calendario 2015 vuole scattare una fotografia della condizione lavorativa e occupazionale delle comunità rom e sinte in Italia. Dietro ogni scatto c’è un volto, una storia, una speranza. Ma soprattutto c’è un desiderio di inclusione e una volontà a “portare onestamente a casa un pezzo di pane,” come più di qualcuno ci ha tenuto a raccontare.
Con una donazione di soli 5 euro puoi ordinare il Calendario on line e riceverlo direttamente a casa! Sfoglia il Calendario, ordinalo subito e pedala ogni mese contro gli stereotipi!


COME AIUTARE I POVERI A BETLEMME

Inizia l’Avvento: scopri come lo vivono i più poveri di Betlemme, e come puoi aiutarli

In questo inizio di Avvento, a Betlemme il sole è tornato a risplendere, dopo il freddo intenso e le piogge ininterrotte dei giorni scorsi.
Dopo il tradizionale ingresso del Custode Pierbattista Pizzaballa insieme agli scout la città si prepara al Natale: un gruppo di operai è alle prese con le luci che presto illumineranno Star Street. A piazza della mangiatoia l’imponente albero di natale è quasi pronto per essere acceso e le bancarelle multietniche del mercatino natalizio hanno preso il posto delle macchine che di solito sostano lì. L’aria ha l’odore degli hummus e dei falafel venduti ai lati della piazza, e i colori dei cappellini dei pellegrini in visita nella città. Le voci dei venditori ambulanti e le grida dei bambini si mescolano alle note della banda musicale ingaggiata in occasione della prima domenica di Avvento.
A Betlemme  molte famiglie non hanno acqua potabile a sufficienza né il gas per la cucina o il riscaldamento, e senza  un aiuto quindi rischiano di passare il Natale al freddo.
Per questo è importante sostenere la campagna di Natale dell’Associazione pro Terra Sancta in favore dei poveri di Betlemme. Con il tuo contributo regali ai bambini la possibilità di ricevere un’istruzione migliore, agli anziani un pasto caldo e le medicine di cui hanno bisogno, e alle famiglie un aiuto concreto per far fronte alle esigenze quotidiane più urgenti.

Ogni contributo è fondamentale. Guarda a che punto siamo:

                              http://www.proterrasancta.org/it/aiuta-la-terra-santa/aiutaci/,


LA LUCE ILLUMINI LE TENEBRE

RELIGIONI PER LA PACE:            
LA LUCE ILLUMINI LE TENEBRE - CONCERTO INTERRELIGIOSO PER LA PACE 
 Gruppo musicale ebraico Ozen Orkestra   e coro turco Intercultural Dialogue Chorus of Izmir
 ROMA, 15 Dicembre 2014, ore 20 -  Aula Magna Facoltà Valdese
Via Pietro Cossa, 42 (Piazza Cavour)  


EQUAMENTE

Come ogni anno, vi aspettiamo in Bottega l'8 Dicembre per festeggiare il nostro compleanno

Per l'occasione la Bottega sarà aperta sia la mattina che il pomeriggio. Vi aspettiamo per farvi scoprire le nostre proposte per il Natale, assaggiare panettoni e torroni, e per brindare insieme ai nostri 16 anni di attività sul territorio!
Dalle ore 18:00, aperitivo-degustazione con i prodotti della Bottega e per il consueto appuntamento mensile con il cineforum. In programma questo mese, "La terra degli uomini rossi", un film di forte denuncia politica e morale che ci fa volare in Brasile, tra le popolazioni indigene del Mato Grosso.
La prenotazione per il cineforum è obbligatoria! Scriveteci a info.equamente@libero.it,  o chiamateci allo 06.5828707
DEGUSTAZIONE + FILM: 8 € Vi aspettiamo in Bottega!


ZALAB

AL VIA IL TOUR DI "COME IL PESO DELL'ACQUA"
Come il Peso dell'Acqua è un documentario teatrale di Giuseppe Battiston, Stefano Liberti, Marco Paolini e Andrea Segre, diretto da Andrea Segre e realizzato da RAI 3 con Ruvido per l'anniversario della strage di Lampedusa del 3 Ottobre 2013. Da dicembre inizia la sua distribuzione con ZaLab. Trova la proiezione  più vicina a teMaggiori informazioni
Per organizzare una proiezione: distribuzione@zalab.org  

NESSUNO MI PIANGE A SOSTEGNO DELLE FAMIGLIE DEI DETENUTI

Carceri più umane significa carceri che non annientino le famiglie
NESSUNO MI PIANGE
Nessuno mi piange e’ un breve documentario in cui un detenuto, in carcere da 19 anni, si racconta. La mancanza di contatti con l’esterno e’ una scelta obbligata per reazione alle attuali condizioni delle carceri in Italia.
In carcere i detenuti scontano la loro pena, ma questo si riversa anche sulle loro famiglie che andrebbero protette e tutelate. Quando sei un detenuto e hai solo 10 minuti alla settimana di chiamate è difficile essere un padre, un marito, un compagno, un fratello, un amico presente. Le sei ore al mese di colloquio non sono sufficienti a mantenere un legame stabile e sincero, soprattutto se vieni trasferito in un carcere lontano da casa, lontano dalla famiglia. I colloqui si svolgono in spazi angusti e privi di intimita’. Estenuanti attese, perquisizioni, lunghe procedure e poi… “il colloquio è finito”.
Le proiezioni del documentario “Nessuno mi piange” di Silvia Giosmin sono un’occasione per tenere viva l’attenzione sulle problematiche delle carceri italiane e per raccogliere le firme a sostegno della campagna “Per qualche metro e un po’ di amore in più”. Le firme raccolte accompagneranno la proposta di legge per liberalizzare le telefonate, come avviene in moltissimi Paesi al mondo, e per consentire i colloqui riservati. Una legge così, aiutando a salvare l’affetto delle famiglie delle persone detenute, produrrebbe “sicurezza sociale” e aiuterebbe il reinserimento dei detenuti nella società abbassando il rischio di recidiva.
LA PETIZIONE
"Per qualche metro e un po' di amore in più", è questo lo slogan scelto dalle organizzazioni aderenti alla Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia per l'avvio della campagna nazionale per il diritto all'affettività nelle carceri italiane. Una mobilitazione per chiedere all'Europa di occuparsi anche delle famiglie dei detenuti, e sollecitare il governo italiano a introdurre misure nuove per tutelarle. Una raccolta di firme per chiedere una legge per liberalizzare le telefonate e per consentire i colloqui riservati. La scadenza per sostenere questa campagna è il 24 dicembre, vigilia di Natale e festa delle famiglie.
PER SAPERNE DI PIÙ



L’ALTRO CHE MI ALTERA

Cari amici,
tutte le volte che ci mettiamo in rapporto con gli "altri", immancabilmente in noi si genera un cambiamento. L'altro ci "altera", in positivo o in negativo. Il delicato tema dei nostri rapporti personali e sociali sarà al centro del prossimo convegno invernale, che si terrà a Roma dal 2 al 5 gennaio 2015.  Saranno con noi per offrirci spunti di riflessione:
don Luigi Verdi della comunità di Romena, sr. Rita Giaretta della Comunità Rut di Caserta, don Carlo Molari, le professoresse Shahrazad Husmand e Cristina Simonelli, il prof. Luigino Bruni.
Vi linko ancora una volta il depliant e ricordo a chi desidera partecipare che il 10 dicembre scadranno le facilitazioni per iscriversi al convegno a condizioni vantaggiose.
Un caro saluto e a presto - Don Mario - http://www.oreundici.org/,



DIALOGHI DI S. EUSTACHIO
11 DICEMBRE: L’incontro estremo: DOLORE E MORTE
Incontro con il medico Adelaide Ricciotti
P.zza S. Eustachio, 19,30
Per ogni maggiore informazione, potete esaminare il sito web "www.santeustachio.it"

e la pagina di facebook "santeustachio" www.facebook.com/basilicadisanteustachio




GREENPEACE - CALENDARIO
è arrivato il calendario 2015 di Greenpeace. Acquistalo subito e ci aiuterai a difendere il Pianeta!
Dodici bellissime foto ripercorrono il nostro impegno a favore della natura incontaminata e delle specie a rischio, che difendiamo ogni giorno dall'azione sconsiderata dell'uomo e dagli interessi di alcune multinazionali. Vogliamo garantire un futuro al Pianeta per le generazioni che verranno.
E quest'anno una novità: gli ecotips!* Ogni mese è accompagnato da utili suggerimenti per vivere più green!
Acquistando il calendario 2015 di Greenpeace ci aiuterai a far sentire la nostra voce indipendente e ci permetterai di continuare a denunciare i crimini ambientali e a combatterli.
Grazie!




SERVIZIO CIVILE NAZIONALE

Cari/e tutti/e,
con la presente vi segnaliamo che sono stati pubblicati i bandi per i Progetti di Servizio Civile Nazionale nell'ambito del Programma Europeo Garanzia Giovani.

AUCI cerca giovani per la sede di Roma da inserire nel progetto "IN-COMUNE per un impegno di cittadinanza interculturale e di sussidiarietà sociale".

I requisiti per partecipare sono: 
- età compresa tra i 18 e i 29 anni (non compiuti alla data di presentazione della domanda - quindi 28 anni e 364 giorni);
- essere regolarmente residenti in Italia (cittadini italiani e stranieri regolarmente residenti);
- essere disoccupati o inoccupati e registrati al programma "Iniziativa Occupazione Giovani";
- non aver riportato condanne.

Non costituisce impedimento alla presentazione della domanda l'aver svolto il Servizio Civile Nazionale  ai sensi della L.64/2001 o aver iniziato il Servizio Civile e per qualsivoglia motivo interrotto.

La scadenza per la raccolta delle domande è alle ore 14:00
del 15 dicembre 2014.

Per sapere di più su requisiti necessari, documentazione per candidarsi e come inviare la propria candidatura nonchè sul progetto stesso, potete consultare i segienti siti:

Per informazioni rivolgersi a AUCI:
Ciconvallazione Cornelia n. 293 - 00167 Roma tel: 06.6633321



PRANZO DI NATALE SOLIDALE

PRANZO di NATALE con i POVERI 2014 - Solidarietà con la Comunità di Sant’Egidio Basilica di San Lorenzo fuori le mura a Roma. Il GIORNO DI NATALE PARTECIPA AL PRANZO DI NATALE CON I POVERI CHE LA COMUNITÀ DI SANT’ EGIDIO ORGANIZZA A ROMA....Puoi aiutare in tanti modi:- cucinare per il Pranzo- servire (anche con tutta la tua famiglia) durante il Pranzo- preparare le sale e apparecchiare- preparare i regali per gli ospiti Info: 328.1250699 – 334.8135420 - https://www.facebook.com/events/1549522508617414,  




TEATRO & SOLIDARIETA’
Poche  ma significative parole sulla missione portata avanti dalle nostre suore. 
Le suore sono missionarie del Sacro Cuore di Gesu, congregazione fondata da Santa Francesca Cabrini. Hanno diverse missioni e le più importanti sono in Brasile, Siberia ed Etiopia.
Noi partecipiamo con il ricavato del teatro al progetto " Educare con Madre Cabrini" per la missione di Dubbo in Etiopia ed in particolare miriamo a garantire un animale (mucca, pecora, galline) per ogni bambino e la fornitura di pane per più tempo possibile. L'anno scorso abbiamo potuto raggiungere l'obiettivo grazie alla partecipazione di molti. Anche quest' anno vorremmo realizzare nuovamente il nostro progetto.
Quindi
 + siamo A TEATRO + doniamo!
Teatro Anfitrione: 
Il nome dell'opera è "Parenti Serpenti",
di scena dal 10 al 13 dicembre ore 21.
Il costo del biglietto è di € 14.00


Un caro saluto e un grazie per tutto ciò che farete per sostenere questa missione.
Anna Maria


CESTI NATALIZI SOLIDALI
CESTI NATALIZI Cesti e confezioni natalizi solidali e... concorrenziali per contenuto confezionamento prezzi, a favore del progettoquadrifoglionlus.org (visitare il sito: www.progettoquadrifoglionlus.org) Da 30, 40, 50 euro e oltre secondo richiesta; ma anche confezioni/pensierini a partire da 10 euro. Prodotti: panettone, pandoro, torrone, cotechino, lenticchie e legumi secchi, frutta secca, caffè, miele, cioccolate, biscotti, marmellate, tisane e thè, salumi, parmigiano e formaggi stagionati, olio extra vergine, vino rosso e prosecco, verdure sott’ olio; ogni cesto contiene un   prodotto di erboristeria, oggetto in ceramica o percellana, candele, pietre dure/portafortuna, profumi per la casa… Contatti: marimaco@alice.it,  macon2.degabecchetti@virgilio.it,  cell. 339.4570322; per chi abiti in zona Sud/EUR recandosi all’Istituto Massimo, Via M:Massimo 7 rivolgendosi in portineria.
Qui la lettera di aggiornamento rivolta ai benefattori delle Case-famiglia del Quadrifoglio: https://app.box.com/s/dn9wxjmdpamsmcnsyzbj,   


SONG-TAABA ONLUS
DALLE 11,00 ALLE 17,00 lunedì 8 dicembre
PRESSO LA NOSTRA SEDE UNO SPAZIO NATALIZIO DOVE TROVARE TANTI DONI E TORRONI SOLIDALI
bigiotteria, artigianato burkinabè, mantelle, sciarpe girocollo,  oggettistica africana, tessuti batik, palle natalizie africane!
TUTTO IL RICAVATO ANDRA’ A SOSTEGNO DEI PROGETTI DI ALFABETIZZAZIONE IN BURKINA FASO E DI FORMAZIONE INFERMERIESTICA, CURE E PREVENZIONE AIDS IN CONGO segreteria@song-taabaonlus.org,





CONSAPEVOLEZZA&SOLIDARIETA’
Una cittadinanza consapevole è una cittadinanza più solidale.

La responsabilità delle oltre tremila vittime per l'amianto dell'Eternit e di uno dei peggiori disastri ambientali della storia italiana è stata cancellata dalla prescrizione.
Noi non ci stiamo e vogliamo subito mettere fine a questo incubo.
L'orologio della prescrizione deve fermarsi non appena viene nominato un giudice che comincia a lavorare, congelando i tempi per evitare che si creino intenzionalmente ritardi. Vogliamo una prescrizione che smetta di decorrere dal momento dell’esercizio dell'azione penale, cioè da quando il Pubblico ministero affida il procedimento al Giudice.
In tal modo, se l'azione giudiziaria inizia anche un giorno prima che il reato cada in prescrizione, il processo non si ferma e arriverà a giudizio.
In Italia ci vogliono 500 giorni per arrivare ad una sentenza di primo grado e abbiamo una media di 165mila prescrizioni all'anno che costano allo Stato circa 84 milioni di euro. Altri numeri? Sulla corruzione, ad esempio: ci sono ad oggi solo undici persone in carcere per questo reato, sempre grazie all’effetto della prescrizione.
CLICCA SUL TESTO:
La prescrizione in Italia è diventata un modo per difendersi dai processi, e non nei processi. Vogliamo una prescrizione che abbia un effetto di garanzia e non sia un privilegio.

Basta impunità, vogliamo #lafinedellincubo


Grazie, Libera e Gruppo Abele via Change.org,

FONDO X LA MESSA IN SICUREZZA TERRITORIO
La Liguria, ancora una volta, è in ginocchio. Alluvioni, maltempo, ma soprattutto il fallimento di anni di politiche di gestione del territorio. Crediamo che sia possibile dare una risposta concreta.
Servono centinaia di milioni di euro per mettere in sicurezza il territorio ligure. E servono subito.
Chiediamo che venga istituito un Fondo per la messa in sicurezza del territorio, la formazione per l’autoprotezione dei cittadini, il sostegno ai commercianti, artigiani e agricoltori, gestito in maniera trasparente e alimentato, come proposto dall’associazione ambientalista Legambiente, dai proventi dei pedaggi autostradali nella Regione Liguria e riorientando i miliardi previsti per una nuova autostrada, la Gronda di Genova.
La società civile vuole far sentire la sua voce. È necessario trovare una soluzione per combattere gli effetti di scelte fondate su interessi che spesso sono altri rispetto all'interesse dei cittadini e alla legalità.
Vogliamo, come scrive il presidente di Legambiente Liguria Santo Grammatico, "sbloccare dalla crisi il futuro del nostro Paese". Per la Liguria, oggi in ginocchio, e per tutta l'Italia questo fondo è il primo passo.


Questa petizione è sostenuta da Riparte il futuro, Libera, Gruppo Abele e Legambiente
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Un mese fa, dopo la tragica alluvione del 9-10 ottobre a Genova, Libera ha lanciato una raccolta fondi per sostenere quelle realtà del volontariato sociale più bisognose di interventi (circoli ricreativi, associazioni di volontariato, pubbliche assistenze...). La raccolta fondi prosegue, nel tentativo di aiutare chi vive situazioni di disagio.
Il conto corrente per la raccolta di fondi Iban: IT58T0501803200000000170472 -LIBERA LIGURIA causale: Emergenza Genova 2014



RETI   AMICHE:
Segnalo a tutti gli amici di Fatti Mail  la rete con cui spesso condividiamo sfide solidali:
- la rete di Raffaele Magrone


Lo spirito di gratuità che muove Fatti Mail implica che chiunque abbia ricevuto (o riceva) ospitalità circa  un proprio comunicato lo faccia in spirito di condivisione dell'idealità solidale accettando di essere parte di uno spazio in cui la comunicazione sia tanto un dire quanto un ascoltareLa solidarietà ha infatti necessariamente due direzioni quella del chiedere e quella dell'offrire. Se non sono entrambe vissute ed accolte non potrà esserci spazio di solidarietà.
Nei Fatti  - e nelle Mail - questo significa accettare:
-        che il proprio indirizzo e-mail entri nella mailing list di Fatti Mail (che non ne farà uso alcuno al di fuori della spedizione on-line delle news letter 2/3 volte al mese)
-        ed essere disponibili a leggere i bollettini che si riceveranno con la stessa solidarietà che si è sperato altri abbiano messo in gioco leggendo  il proprio annuncio

-   per ritrovare i testi delle passate fatti mail cliccate su:

Una Gaia giornata!

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mi chiamo Futuro ... tu come ti chiami ?

mi chiamo Futuro ... tu come ti chiami ?
Dio mi liberi dalla saggezza che non piange, dalla filosofia che non ride e dall'orgoglio che non s'inchina davanti ad un bambino" (K. Gibran) - "Forse ha ragione il gesuita p.John Haughey quando afferma :”Noi occidentali leggiamo il vangelo come se non avessimo soldi e usiamo i soldi come se non conoscessimo nulla del Vangelo" (Alex Zanotelli)

FORSE NON TUTTI SANNO CHE:

1) Mangiare, Dormire, Lavarsi ... è x tutti
sul sito della Comunità di S. Egidio è possibile "sfogliare" guide solidali che informano sulle realtà CITTADINE disponibili a sostenere chi si trovi in difficoltà

http://www.santegidio.org/index.php?&pageID=228

2) Legalità è Solidarietà
I grandissimi "piccoli" numeri delle "mafie" da una parte
e dall'altra i piccoli "grandissimi" numeri di chi quotidianamente tesse scelte solidali e cultura legale per contrastarle: sapere è potere, sapere è vedere video come quello presentato dalla trasmissione "La Storia siamo Noi"

SOLIDARIETA' E AMBIENTE

ACQUA, un popolo di spreconi

ACQUA, un popolo di spreconi

Un popolo di spreconi.

Ne consumiamo ogni giorno più di 250 litri a testa, più di ogni altra nazione europea.

Non siamo i più puliti, ma solo i più spreconi.



Ogni giorno utilizziamo centinaia di litri d’acqua senza prestare molta attenzione; in genere l’atteggiamento più diffuso è quello di pensare che «basta aprire un rubinetto e servirsene a piacere», in realtà le cose non stanno proprio così, è necessario fermarsi a riflettere un attimo per dare il giusto valore ad una risorsa che purtroppo non è infinita.

Senza acqua nessuna forma di vita è possibile, è un bene d’assoluta necessità che diventa sempre più scarso con il passare del tempo per motivi sia di ordine quantitativi (l’acqua oggi a disposizione è pari a circa un terzo di quella disponibile negli anni ‘50 e tra cinquanta anni sarà ulteriormente dimezzata), sia qualitativi (per ogni litro d’acqua potabile, almeno otto risultano contaminati dall’attività umana).

Gli effetti di questa situazione sono sotto gli occhi di tutti: casi crescenti di razionamento idrico; il consumo di acqua minerale o filtrata diventato quasi un obbligo; lievitazione del costo dell’acqua potabile ecc.

Se poi allarghiamo lo sguardo a livello mondiale, il panorama diventa ancora più preoccupante: circa un miliardo e mezzo di persone non dispongono di acqua potabile.

Di fronte ad un quadro tutt’altro che roseo, oltre ad avvicinarsi al rubinetto con maggiore rispetto, diventa importante porsi il problema di come contribuire in prima persona a migliorare la situazione.

D’altra parte, un uso più appropriato dell’acqua non fa bene solo all’ambiente, ma anche al portafogli e con molta probabilità anche alla pace tra i popoli, perché sono oramai numerosi gli analisti politici che individuano nella carenza d’acqua uno dei possibili motivi di conflitto armato tra i paesi.

Che fare?

Per eliminare gli sprechi idrici si può agire su tre fronti: -Ridurre i consumi d’acqua, in modo da erodere il meno possibile questa preziosa risorsa e contrarre l’impatto ambientale (produrre, trasportare e smaltire acqua potabile richiede energia e produce inquinamento). -Contrarre l’impiego di additivi per ridurre l’inquinamento dell’acqua, della natura e dell’ambiente domestico. -Diminuire il consumo energetico per scaldare e distribuire l’acqua al fine di ridurre l’inquinamento ambientale e il consumo di energia fossile. Per raggiungere questi obiettivi è necessario intervenire sia a livello degli stili di vita, modificando alcune abitudini radicate nel tempo, sia a livello di impiantistica, utilizzando apparecchiature progettate con particolare attenzione al risparmio idrico ed energetico per garantire un’efficacia uguale o superiore rispetto ai dispositivi convenzionali. Spesso si tratta di mettere mano al portafogli, ma il più delle volte il risparmio che deriva dall’uso di tali dispositivi ripaga in poco tempo la spesa affrontata per il loro acquisto. Il massimo dei risultati si ottiene quando entrambe queste strategie, cioè modifica delle abitudini e nuova impiantistica, sono adottate insieme. Vediamo ora in dettaglio le varie soluzion possibili.

Riduzione dei consumi

Iniziamo dalla tipologia di utilizzo che impatta maggiormente per poi passare alla seconda e così via prendendo come riferimento il diagram-ma a torta (vedi il grafico ripartizione dei consumi domestici), in altre parole guardiamolo con occhi famelici e gettiamoci a capofitto sulla fetta più grossa per poi passare a quella di dimensioni immediatamente inferiori e cosi via!

  • Docce e bagni.
  • La doccia presenta un minor consumo d’acqua, rispetto al bagno, soprattutto se si tiene l’acqua aperta solo quando serve.
    Inoltre è possibile adottare docce a risparmio energetico, in grado di ridurre i consumi oltre il 70%. In termini pratici, considerando una doc-cia al giorno si possono risparmiare in un anno oltre 50.000 litri d’acqua e diverse centinaia di euro.
    La cosa importante è di utilizzare docce che non si limitino a ridurre il consumo d’acqua (allora tanto vale non aprire totalmente il rubinetto, con il risultato che s’impiega più tempo a lavarsi e si consuma lo stesso quantitativo di acqua), ma sfruttino in maniera più intelligente l’acqua, garantendo un elevato potere lavante a fronte di minori consumi.
    Vi sono inoltre vantaggi secondari interessanti: nel caso di boiler elettrico, più persone riescono a fare la doccia consecutivamente e minori sono i cali di portata per gli altri utenti, l’unico rovescio della medaglia è che, passando meno acqua nei tubi, si deve attendere più tempo l’arrivo dell’acqua calda.

  • Lavaggio stoviglie e biancheria.
  • Nel caso in cui si utilizzino lavatrici o lavastoviglie è bene farle girare sempre a pieno carico; nel caso dei lavaggi a mano evitare l’uso d’acqua corrente e preferire l’acqua raccolta in un lavabo o in una bacinella.
    Sempre per ridurre gli sprechi, non lasciate diventare vecchio lo sporco dei piatti e le macchie ostiche dei tessuti perché richiedono un lavaggio più impegnativo sia da un punto di vista chimico (detersivi) sia energetico (tempi e temperature più elevate); lavare separatamente i pezzi a seconda del grado di sporco.
    Molti si chiederanno: si consuma più acqua, energia e detersivi lavando a mano o a macchina?
    Per rispondere in maniera corretta a questa domanda è necessario conoscere due fattori: grado di riempimento ed «economicità» della macchina da una parte e capacità di lavaggio manuale dall’altra.
    Comunque alcuni studi in materia hanno dimostrato che per lavare lo stesso quantitativo di stoviglie, pari ad un carico intero di una lavapiatti, mediamente si consumano 80 litri d’acqua se lavati a mano; 60 se lavati a macchina; 12 litri nel caso di apparecchi ad elevata efficienza, i quali oltre al risparmio d’acqua consentono una notevole contrazione dei consumi di detersivi ed energia.

  • Vaschette del WC.
  • Le vaschette tradizionali, in genere contengono circa 24 litri, un volume d’acqua tale da permettere una buona azione lavante nel caso di presenze solide…, ma eccessivamente elevata nel caso di rifiuti liquidi.
    Mediamente, con tali sciacquoni si ha un consumo giornaliero di circa 100 litri a persona, in gran parte sprecati.
    Più efficienti sono le vaschette a due mandate, una da 3 e l’altra da 6 litri, grazie alle quali il consumo giornaliero, a parità di funzione, scende a 15 litri d’acqua.
    Se utilizzate in maniera corretta, ossia schiacciando il tasto giusto al momento giusto, con le vaschette a doppia mandata si arriva a risparmiare circa 17.000 litri d’acqua l’anno a persona.
    Quando non si hanno a disposizione vaschette ad hoc, è possibile modificare i tradizionali cassonetti introducendo dei pesi che permettono di ottenere le stesse prestazioni.
    Un altro metodo è di inserire nella vaschetta un mattone o più semplicemente una bottiglia piena d’acqua.
    In quest’ultimo caso si risparmia molta acqua, ma si riduce anche la quantità disponibile per ogni scarico con l’inconveniente di ridurre l’azione lavante.

  • Rubinetti.
  • Vanno aperti solo quando serve e tenuti chiusi mentre ci si insapona o ci si lava i denti; analogamente per lavare la frutta e la verdura è sufficiente usare acqua raccolta in una bacinella e non quella corrente.
    Per dare un’idea concreta di quanto questi gesti quotidiani possano far variare notevolmente il livello dei consumi idrici, analizziamo in dettaglio cosa accade durante il lavaggio dei denti: tenendo aperto il rubinetto per tutto il periodo di pulizia, si arriva a consumare 10.000 litri l’anno a persona; quando il rubinetto viene aperto solo per il risciacquo il consumo d’acqua si riduce a 1600; se poi invece dell’acqua corrente si utilizza quella contenuta in un bicchiere, si arriva a non più di 200 litri d’acqua l’anno!
    Un bel risparmio, vero?
    Per quanto concerne interventi di tipo impiantistico, è possibile sostituire i normali filtrini dei rubinetti (quelli che ogni tanto dobbiamo pulire dal calcare e da altre sporcizie) con dei modelli risparmio energetico (aeratori).
    Come per le docce vale il discorso di acquistare dei modelli che non si limitino a ridurre la portata dell’acqua, ma che producano un getto di eguale capacità lavante con consumi inferiori.

  • Perdite dalle guarnizioni.
  • L’acqua, che a causa di perdite delle guarnizioni gocciola dai rubinetti o dallo sciacquone, sembra poca cosa, ma essendo continuativo, anche il semplice gocciolamento comporta uno spreco inutile di migliaia di litri d’acqua (e di euro).
    Nel caso in cui l’impianto è dotato di accumuli dell’acqua calda, come ad esempio i boiler elettrici, oltre al consumo d’acqua le perdite idriche si tramutano anche in uno spreco d’energia elettrica.
    È pertanto consigliabile di sostituire immediatamente le guarnizioni danneggiate.

  • Ridurre l’Impiego di Additivi
  • Tutti i detergenti, compresi quelli ecologici, comportano un impatto ambientale per la loro produzione, il trasporto e lo smaltimento.
    Inoltre, soprattutto nel caso di detergenti convenzionali, si ha una liberazione di residui tossici nell’ambiente che poi vengono assimilati attraverso la respirazione, la pelle e il consumo di alimenti.
    Ecco perché è bene ridurre al minimo l’impiego di detergenti e detersivi e in ogni caso preferire i prodotti ecologici.
    Ma cosa c’entrano i detersivi con l’acqua?
    È molto semplice: in tutti i processi di pulizia viene utilizzata l’acqua come diluente che, se usata in modo intelligente, riserva ottime sorprese!
    Per il lavaggio di stoviglie e del bucato è possibile trattare energicamente l’acqua con opportuni dispositivi da applicare direttamente alle condotte dell’acqua o direttamente nelle macchine da lavare o sotto forma di additivi, ottenendo circa un dimezzamento dei consumi dei detersivi.
    Per quanto concerne la pulizia delle superfici è consigliabile impiegare dei panni in microfibra dove l’azione chimica degli additivi è completamente sostituita dall’azione meccanica, ossia si pulisce e si sgrassa unicamente utilizzando l’acqua.
    Ma anche in questo caso, per non avere risultati deludenti, è necessario scegliere prodotti d’elevata qualità.

  • Combattere il Calcare
  • Il calcare è ben noto per la tendenza a creare incrostazioni, assai difficili da rimuovere da box doccia, lavelli e rubinetteria in generale; ma i maggiori inconvenienti, il calcare li crea all’interno dell’impianto idraulico, ossia nelle condutture e, soprattutto, nei generatori d’acqua calda (elettrici o a gas).
    Tali depositi creano due tipi di barriere: una termica e una fisica.
    La prima si traduce in un maggior consumo di energia per nulla trascurabile, infatti, per ogni millimetro di deposito di calcare nei tubi, si registra un aumento dei consumi elettrici di circa il 10% e siccome lo strato accumulato in un generatore d’acqua calda può diventare molto spesso, nel tempo, i consumi possono crescere vertiginosamente.
    Analogamente, lo strato di calcare crea anche una barriera fisica al passaggio dell’acqua che, nel caso d’impianto dotato di autoclave, fa anch’esso aumentare i consumi di elettricità.
    Infine va detto che il calcare sollecita maggiormente l’impianto idraulico riducendone la durata.
    Una verifica della presenza di calcare all’interno dei tubi può essere realizzata con una semplice prova.
    Aprite al massimo il rubinetto dell’acqua fredda e notate la portata; dopo qualche istante ripetete la stessa cosa con il rubinetto dell’acqua calda.
    La minore portata dell’acqua calda è essenzialmente dovuta alle incrostazioni di calcare presenti nel generatore di calore!
    Le soluzioni utili per vincere il calcare si dividono in due categorie: trattamenti in grado di inibire il potere di coesione del calcare che, pur continuando ad essere presente nell’acqua, non è più in grado di for-mare incrostazioni; trattamenti di rimozione del calcare dall’acqua.

Ecologia Domestica

Del primo gruppo fanno parte i trattamenti energetici dell’acqua, i catalizzatori ceramici e i campi magnetici.

I primi uniscono le proprietà anticalcare alla riduzione dei consumi di detersivi ed all’eliminazione del problema della formazione della ruggine (molti modelli possono essere installati senza ricorrere all’idraulico).

I catalizzatori ceramici sono estremamente efficaci, ma richiedono un intervento impiantistico così come i dispositivi basati sull’effetto dei campi magnetici.

Tra i dispositivi che operano la rimozione parziale del calcare dall’acqua vi sono gli addolcitori, il cui impiego richiede periodicamente l’aggiunta di sale e un’accurata manutenzione.
Inoltre, sia l’installazione che la manutenzione richiede l’intervento di tecnici specializzati.

LENTE D'INGRANDIMENTO


Stop alla droga? Diciamolo in piazza

di Francesca Sironi - marzo 2013

Parlare di cocaina nei luoghi in cui viene venduta, per sottrarli agli spacciatori e resituirli, almeno per un giorno, alla legalità. Un'occupazione lettaria itinerante, in giro per l'Italia, da Roma a Scampia, da Palermo a Milano. Ecco il progetto 'Tira dritto', nato dall'idea del giornalista di Repubblica Paolo Berizzi


Occupare i fortini della droga. Usando solo la forza della parola. Restituendo, almeno per un giorno, le principali piazze di spaccio d'Italia alla legalità. E' l'obiettivo di "Tira dritto - Stop Cocaina", una campagna ideata dal giornalista Paolo Berizzi e sostenuta dal dipartimento delle politiche antidroga alla Presidenza del consiglio dei ministri. Un'iniziativa a tappe che inizierà mercoledì 27 marzo a Tor Bella Monaca, alla periferia di Roma: «Questi sono luoghi dove centinaia di famiglie vivono spacciando cocaina. Noi vogliamo portare per un pomeriggio le istituzioni, gli esperti, i magistrati e dei testimonial a parlare delle conseguenze dell'uso e della vendita della "regina" delle droghe», spiega Berizzi.

Gli incontri non saranno paludate conferenze ospitate in qualche sala comunale, ma dibattiti all'aperto, per strada: «Si chiamano "Talkstreet" ed è la prima volta che il tema della droga sarà affrontato in questo modo, in Italia. Pensavo fosse un'idea folle, ma molti l'hanno sostenuta».

Berizzi, autore con Antonello Zappadu del libro "La Bamba", in cui ricostruisce il percorso della coca dalle piantagioni colombiane alle vie di Milano, porterà con sé magistrati ed esperti ma anche attori, registi, cantanti. Fra i volti noti ci saranno quelli di Pierfrancesco Favino, Daniele Silvestri, Marco Giallini, Kasia Smutniak, Matteo Garrone: «Ognuno di loro racconterà la sua esperienza, condividerà delle riflessioni sul problema della cocaina. Avere dei testimonial è importante: andremo in quartieri dove sono conosciuti, e questa sarà magari la scusa per portare la gente in piazza».

Gli scambi di parole saranno brevi, promette Berizzi: «Quello che ci interessa veramente è ascoltare gli abitanti dei quartieri. Sentire da loro cosa significa vivere in mezzo alla droga». Niente palco, tendoni o inviti: tutto avverrà per strada, sui marciapiedi, fra le panchine dei parchi pubblici. A moderare gli interventi sarà sempre Elsa di Gati, giornalista di Rai3. La promozione dell'iniziativa sarà fatta sul territorio, dalle associazioni locali: «L'incontro di Roma è promosso con Villa Maraini, che da 40 anni aiuta i tossicodipendenti. Al dibattito interverrà anche il fondatore della comunità, Massimo Barra, un uomo che vive in trincea da tutta la vita».

Per Berizzi i Talkstreet, 15 in tutta Italia, che andranno dallo Zen di Palermo a Corso Como a Milano, dal quartiere Japigia di Bari a Porta Palazzo a Torino, saranno un modo per «occupare» le piazze di spaccio. Una parola forte, "occupare", che spiega così: «Vogliamo portare le istituzioni in mezzo alla gente che tutti i giorni vive a contatto con la cocaina. Vogliamo scendere per strada, non fermarci a una carovana simbolica. Andare nelle piazze di spaccio ci permetterà di dare un segnale forte, usando semplicemente le parole». Le reazioni potrebbero essere diverse: «Dove potremo, dove avremo le carte, le sentenze, faremo i nomi dei signori della droga locali. Ci rivolgeremo anche a loro, alle loro famiglie, nel loro territorio. Non potremmo dare un segnale più forte di questo. Le reazioni potranno essere negative o positive, purché ci siano». Per una volta, infatti, gli abitanti potranno essere protagonisti, non animali da zoo dietro le telecamere né vittime di un gioco più grande di loro: «Non saremo dei meri registratori. Tutto ciò che ci diranno servirà a giornalisti e magistrati per capire meglio il mondo della cocaina, anche dal loro punto di vista».

I contesti saranno ovviamente diversi. Dal degrado di Scampia alle luccicanti vetrine del centro di Firenze o di Bologna. Anche i discorsi cambieranno, col contesto, ma l'obiettivo rimarrà sempre lo stesso: «Accendere i riflettori». Ogni due o tre settimane, a partire dal prossimo 27 marzo, la campagna si sposterà in giro per l'Italia. Sperando di lasciare un segno contro il business della cocaina, che continua ad arricchire le mafie e a rovinare la vita di migliaia di persone: «Oggi la cocaina è molto più di quanto si pensi. Influenza i comportamenti, regola e stravolge le dinamiche sociali, la vita delle città. E' sovrana della quotidianità lavorativa, dai muratori ai parlamentari, dai piloti ai manager, dagli autisti ai chirurghi. Imbianca i licei e le università e incipria i nasi di consumatori sempre più giovani», scrive Berizzi sul sito: «Basterebbe una boccata d'aria pura, una sniffata di libertà, un'indigestione di fiducia, una volta, per un pomeriggio, magari un'ora, per ricordarsi come ci si sente bene padroni di noi stessi»
.

SOLIDARIETA' E CONSUMI

L’economia solidale

è, prima di tutto, un atteggiamento da cui derivano dei comportamenti che determinano un particolare stile di vita. Non si tratta solo, infatti, di aderire alle formule del commercio equo solidale, ma anche, e soprattutto, di rivoluzionare le nostre abitudini quotidiane: l’economia solidale comprende anche il nostro modo di lavare e lavarsi, ossia la quantità e la qualità di acqua, sapone e detersivi che utilizziamo.

Partire, quindi, dalle piccole cose, dalle attività quotidiane che, alla fin fine, costituiscono, in termini di tempo d’esecuzione, una porzione molto ampia di ogni nostra giornata. Limitare i consumi, specie d’acqua, evitare gli sprechi, cooperare con gli altri, sostituire la moda dell’ “usa e getta” con quella del recupero, utilizzare prodotti ecocompatibili, utilizzare l’automobile solo in casi di estrema necessità, impegnarsi a non inquinare, scambiare (tipo libri, cd, attrezzi, ecc.) per evitare di acquistare, sono alcuni imperativi per uno stile di vita un po’ più sobrio.

Zucchero equo-solidale

La nostra società si basa su un flusso continuo di merci e prodotti, e per questo viene definita consumistica. E, certamente, per cambiare le cose occorre intervenire (interferire) su questi automatismi.

Potremmo abbozzare una sorta di decalogo: compra leggero (ovvero prodotti con uno “zaino ecologico” non troppo pesante); compra durevole; compra semplice (in genere, gli oggetti più sofisticati sono meno durevoli, più delicati); compra vicino (per ridurre i danni ambientali che ogni trasporto comporta); compra sano; compra più giusto (e qui ci avviciniamo al discorso del commercio equo); compra prudente (a dispetto di normative e regolamentazioni, non è detto che il materiale acquistato non sia nocivo); compra sincero (evitare cioè i prodotti troppo pubblicizzati, dato che la pubblicità ce la paghiamo noi ed è spesso lontana dalla verità); compra mano d’opera (un metodo per aumentare l’occupazione); investi in futuro

INDIRIZZI UTILI

http://www.retelilliput.org/

http://www.utopie.it/http://www.retecosol.org/

http://www.networketico.it/

http://www.volint.it/http://www.zoes.it/

http://www.vita.it/

http://www.nuovomunicipio.org/

http://www.decrescita.it/

http://www.equonomia.it/

http://www.altreconomia.it/

http://www.altroconsumo.it/

http://www.valori.it/



COMMERCIO EQUO SOLIDALE

http://www.assobdm.it/

http://www.altromercato.it/

http://www.equoland.it/

http://www.transfair.it/

http://www.agices.org/

http://www.commercioetico.it/

http://www.equo.it/

http://www.mondosolidale.it/

http://www.cooperativaisola.org/

http://www.equociqua.it/

GAS

http://www.economia-solidale.org/

http://www.retegas.org/



FINANZA ETICA

http://www.bancaetica.com/

http://www.finanza-etica.itt/



TURISMO RESPONSABILE

http://www.aitr.org/

http://www.tures.it/

http://www.viaggiemiraggi.org/

http://www.viaggisolidali.it/

http://www.humanaitalia.org/



BARATTO

http://www.eticambio.it/

http://www.zerorelativo.it/

http://www.barattopoli.com/

http://www.tuttobaratto.it/

http://www.suesu.it/

da Fatti Mail a ... Song-Taaba ONLUS - Africa e Solidarietà

da Fatti Mail, da una mail spedita per chiedere una mano per il Burkina Faso, l'incontro con Padre Jean Ilboudo e la nascita, nel 2008, di Song-Taaba ONLUS.... Song-Taaba incontra Chiara Castellani, il suo Congo ed inizia un'esperienza umana di amicizia e solidarietà ... di conoscenza e consapevolezza ... che fa compiere ogni giorno nuovi passi ... guardando avanti ...

"A salvare veramente l’Africa non saranno i fondi e gli aiuti. Salveranno vite umane, permettendo loro di sopravvivere, ma non salveranno la vita dell’Africa. Cio’ che importa non sono i mezzi, ma le condizioni. Bisogna permettere all’Africa di ricostruirsi. Bisogna aiutarla a ricostruirsi. L’Africa deve essere prima che avere". (Joseph Ki-Zerbo)

L'Africa deve essere prima che avere ...

e come l'Africa, ognuno di noi

La strada dell'essere è quella i cui passi sono domande e la meta non è un dove ma un chi ...

Una strada che lo sguardo lungo e visionario di Padre Jean Ilboudo ha fatto intravedere a tutti noi

Song-Taaba è e vuole essere questo: la possibilità di percorrere questa strada

http://song-taabaonlus.ning.com/

Be Ye Ka Ye?: cosa c'è lì che non c'è qui?

Nulla o forse tutto: la voglia di muoversi, di interrogarsi,
di cercare il valore della vita ...

http://www.youtube.com/watch?v=WQGF1fqEruQ

la vita di Chiara Castellani

http://www.youtube.com/watch?v=HON6FoFUPnI

e di chiunque abbia voglia di vivere la solidarietà ...
se sei fra questi ... contatta:
segreteria@song-taabaonlus.org,


.... x iniziare a guardare l'Africa dal ... lato giusto:
Nel suo docu-film, Silvestro Montanaro, svela un'Africa
consapevole, dignitosa, aperta al futuro, segnata da ferite interne ed esterne,
creativa, saggia. Un' Africa da ascoltare, da capire, da scoprire e da cui
imparare:
http://www.ceraunavolta.rai.it/dl/portali/site/puntata/ContentItem-5a587b72-ded6-4320-942f-572599d3406c.html,