SOLIDARIETA' ... come altro?

SOLIDARIETA' ... come altro?
Ci impegniamo senza giudicare chi non s'impegna, senza accusare chi non s'impegna, senza condannare chi non s'impegna, senza cercare perché non s'impegna, senza disimpegnarci perché altri non s'impegna. Ci impegniamo per trovare un senso alla vita, a questa vita, alla nostra vita, una ragione che non sia una delle tante che ben conosciamo e che non ci prendono il cuore, un utile che non sia una delle solite trappole generosamente offerte ...dalla gente pratica. Si vive una sola volta e non vogliamo essere giocati in nome di nessun piccolo interesse. (Primo Mazzolari)

giovedì 31 luglio 2014

agosto

Fatti Mail  

Affezionata piccola grande famiglia di Fatti Mail

In questo periodo è difficile affrontare le proprie giornate senza fare i conti con l’incapacità ad esprimere piena solidarietà proprio a chi in questi momenti avrebbe assoluto bisogno di riceverla



31 LUGLIO:


Il Guardian titola:
The world stands disgraced:
Il mondo è caduto in disgrazia


Un titolo, un’assoluta verità.


Quando il mondo inizia a dare i numeri
numeri fatti di vite umane
La disgrazia è per tutti
La mancanza è di tutti


Non sapremo mai cosa sarebbe stato questo nostro tempo se le vite stroncate nelle varie guerre in atto avessero potuto completare le loro storie
se ai tanti bambini fosse stato permesso …  crescere,
se ai padri ed alle madri fosse stato permesso …  amarli.


Quando il mondo inizia a dare i numeri
E quei numeri sono vite umane
anche 1 è un numero troppo grande.
Perché 1 è figlio di qualche donna, come me, che con lui perderà il respiro e il futuro.


Quando il mondo dà i numeri
Bisogna prendere il peso di quei numeri e trascinarlo nella coscienza
Perché inizi a far lievitare nuove consapevolezze e nuove volontà
Non c’è via per la pace, la pace è la via (Dalai Lama)


Ho visto le foto di una bambina che cerca sotto le macerie di quella che doveva essere stata la sua casa dei libri
Un’immagine, un cortocircuito di disperazione e   speranza  


Credo che ognuno di noi dovrebbe iniziare a cercare tra le proprie macerie i propri libri

Le macerie che portiamo dentro, ci sono e sono tante, sono quelle sotto cui abbiamo seppellito la capacità di indignarci e   gridare i nostri BASTA così tanto e così forte … da farli sentire
I nostri libri   sono quelli che racconteranno le scelte di pace che sapremo porre in essere


  speriamo di riuscire a scriverne uno …



29 LUGLIO:


UCRAINA… Oltre 1100 morti e 3442 feriti 
LIBIA 97 morti e 404 feriti 
MOSUL  quasi 3.000 cristiani hanno lasciato Mosul dopo l'ultimatum "conversione o morte" lanciato dai jihadisti …
GAZA  le vittime palestinesi sono 1.034, di cui 832 civili - 221 bambini - e i feriti 6.233. Le vittime israeliane sono, a questa mattina 56 di cui 3 civili …
SIRIA… Oltre 100.000 morti in 3 anni 

Numeri

Numeri da dare 
e da dire

Numeri che possono aumentare quanto vogliono, tanto …
Numeri che sommati tutti insieme non misureranno mai e poi mai l’entità della follia che li alimenta
Numeri bui come le case di Gaza 
Numeri cinici come gli interessi che li generano
Numeri disgustosi come l’annientamento dei civili
e di tutti questi pericolosissimi bambini
Numeri da contare di notte, come le pecore, senza però volersi addormentare 
Numeri recisi come i legami per sempre sottratti
Numeri selvaggi come le armi che li moltiplicano 
Numeri impietosi come tutti coloro che leggendoli riescono a non farli “contare”
Numeri violenti come il dolore quando nessuno vuol più sentirlo gridare
Numeri complici come i silenzi che li azzerano
Numeri sparsi agli angoli del globo
Numeri disumani come sento di diventare io, leggendoli,
ogni giorno di più
Stanotte piove, 
almeno il cielo 
riesce ancora a versare lacrime 
quelle che ho dimenticato di avere

Lo invidio ...



23 LUGLIO:


Mi uccide

Questo silenzio

Questa comunità internazionale – che poi sarei io moltiplicata "n” – afasica

Leggiamo, scriviamo, guardiamo.

Razzi, bombe, deturpazioni, macerie:
due parole di rammarico  e si volta pagina,  
si   cambia canale.
Però … ste immagini sempre mentre si mangia …

Qualche anno fa nello spot pubblicitario di una nota acqua minerale una particella di sodio
girovagava urlando: c’è nessuno?

Vorrei girare per le strade chiedendo anch’io:
C’è nessuno?

C’è nessuno che come me senta il bisogno di gridare BASTA

Basta far finta di non capire, di usare le distanze (globali solo quando fa comodo), di girare la testa perché: tutti sti bambini mutilati non ci si fa proprio a guardarli …  
Basta lasciare che sia possibile massacrarsi senza che nessuno faccia nulla.

C’è nessuno che senta il bisogno di gridare NO
No alla guerra. Punto.

No all’ipocrisia di leggi e diritti internazionali scritti solo come esercizi di stile

Sarò banale, basica, terra terra ma come la mia credibilità di genitore non è data dal   proclamare dei principi ma passa attraverso il mio compromettermi    
anche la credibilità dei valori professati dagli organismi internazionali e dalle donne e dagli uomini che quei valori sentano propri dovrebbe includere la capacità di compromettersi.

Non basta dire: non si mettono mai le mani addosso al prossimo per nessuna ragione. Bisogna essere anche in prima persona in grado di farlo fino ad arrivare a mettersi fisicamente in mezzo ai propri figli – o chiunque arrivi alle mani – perché smettano.

In questi giorni penso spesso a quel giovane, esile, studente universitario che si mise davanti al carrarmato in piazza Tienanmen.

C’è bisogno di compromettersi.
C’è bisogno di gesti che testimonino i propri valori.
Altrimenti è come non averne.

Ho letto libri – buona parte di quelli citati in questi giorni – ho letto articoli, approfondimenti, giornali.

Però non riesco a smettere di pensare che la priorità oggi non sia capire esattamente l’origine del male piuttosto mettersi in gioco per testimoniarne l’insensatezza.

Mettersi davanti ai carrarmati della Storia

Scendere in piazza a stendere striscioni come quello arcobaleno per dare alle coscienze una possibilità di risveglio. 

Ho poche certezze.
Una delle quali è che non ci possa salvare da soli.

Non credo che israeliani e palestinesi possano da soli andare oltre le sabbie mobili dei pregiudizi reciproci, delle vendette, delle cieche assertività, degli estremismi radicali, delle mutilazioni delle verità e dei corpi, dell’annichilimento dell’altro in cui la storia li ha precipitati.
Nessuno potrebbe

Ci vuole tempo e prima ancora ci vuole l’impegno di tutti a compromettersi.

Mi atterrisce pensare che se oggi ad essere in guerra fosse il mio Paese   il mio destino sarebbe quello che vedo riservare ai civili mediorientali (ma anche a quanti scappino ogni giorno via mare o via terra per sopravvivere ad altre guerre): qualche dichiarazione di principio e nessun gesto concreto  

La violenza può portare a cortocircuiti tali da lasciare al buio ogni ragione ed ogni verità.

Da un parte c’è un popolo che ha scelto di usare come saluto quotidiano la parola “shalom” – pace – ma ha dimenticato che non c’è pace senza giustizia. E la giustizia passa attraverso il riconoscimento del valore di ogni persona diversa da me. Un popolo che ha subito la vergogna della cancellazione della propria umanità da un delirante nemico che dava i numeri non solo di fronte alla storia ma incidendoli sulle braccia di chi poi veniva ridotto a semplice “pezzo” di ricambio dentro un Lager.  Un popolo che sembra non accorgersi di come si possa scivolare negli stessi errori ed orrori quando al valore di un essere umano venga aggiunto anche un solo ma o se.

Scrive Gideon Levy: Non c’è modo di arrivare ad una pace giusta quando il gioco consiste nella de-umanizzazione dei palestinesi. Non c’è modo di arrivare ad una giusta pace quando la demonizzazione dei palestinesi è inculcata quotidianamente nelle menti della gente.
Quelli che sono convinti che ogni palestinese è una persona sospetta e che ogni palestinese vuole “gettare a mare gli ebrei”, non faranno mai la pace con i palestinesi. La maggioranza degli Israeliani è convinta della verità di queste affermazioni. Nell’ultimo decennio, i due popoli sono stati separati gli uni dagli altri. Il giovane israeliano medio non incontrerà mai un suo coetaneo palestinese, se non durante il servizio militare (e solo se farà il servizio militare nei Territori [occupati]). Neanche il giovane palestinese medio incontra mai un suo coetaneo israeliano, se non il soldato che brontola e sbuffa ai checkpoint, o irrompe a casa sua nel bel mezzo della notte, o il colono che usurpa la sua terra o che incendia i suoi alberi.  Di conseguenza, l’unico incontro tra i due popoli avviene tra gli occupanti, che sono armati e violenti, e gli occupati, che sono disperati e anche loro tendenzialmente violenti. Sono passati i tempi in cui i palestinesi lavoravano in Israele e gli israeliani facevano la spesa in Palestina. E’ passato il tempo delle relazioni quasi normali e quasi paritarie che sono esistite per pochi decenni tra i due popoli che condividono lo stesso territorio. E’ molto facile, in questa situazione, incitare e infiammare i due popoli uno contro l’altro, spargere paure e instillare nuovo odio oltre a quello che già c’è. Anche questa è una sicura ricetta contro la pace.

Dall’altra parte c’è la scelta a lasciare ai razzi ogni parola: la prima quanto l’ultima. Parole di morte ad un nemico a cui non si può e non si vuole più dare alcun tipo di riconoscimento. Nessuno stato di Israele, nessun israeliano.

Non ci si può salvare da soli
Nella bibbia si parla di operatori di pace.
Mi ha sempre colpita questa parola: operatori.
Per avere la pace bisogna “operare”: darsi da fare. Agire.
Mi chiedo allora se - nei bilanci della Storia -  le responsabilità di chi scelga la guerra non finiscano alla fine per essere le stesse di chi abbia scelto di non agire a favore della pace.
Tutto ciò che è necessario al trionfo del male è che gli uomini buoni non facciano nulla (E. Burke)
La pace   - come diceva don Tonino Bello - prima che traguardo, è cammino
Se la pace è cammino … la speranza è saper camminare gli uni per gli altri.
Saper e voler camminare per chiunque si sia fermato
 ... di fronte al male. 

… C’è nessuno …?


Da oggi ogni richiesta ricevuta verrà pubblicata a settembre
A TUTTI UNA SERENA ESTATE




Due ulteriori condivisioni:

1)    Chiunque voglia segnalarmi iniziative da promuovere, NON mi mandi ALLEGATI, NE’ LOCANDINE … ma tutto il comunicato direttamente come testo della mail

2)     Nella colonna di destra del BLOG   c'è una finestrella 
"CERCO … TROVO …"
basta digitare una  parola chiave  e   appariranno tutte le volte in cui,  in una qualunque Fatti Mail degli ultimi 2 anni, sia stata citata quella parola   … può essere un'utile strumento di prima ricerca
(ovviamente poi c'è sempre l’ archivio!)




AVVISATE LE PERSONE DA VOI SEGNALATE -  DI CUI FORNITE SOLO UN NUMERO DI TELEFONO - CHE POTREBBERO RICEVERE TELEFONATE IN CUI SI FARA’ RIFERIMENTO A “FATTI MAIL” … è importante aiutare due persone estranee che si parlano a superare il disagio iniziale dovuto spesso proprio alla mancanza di fiducia … Considerate che l’espandersi di Fatti Mail se da una parte aumenta i lettori (e le opportunità di risposte solidali) dall’altra estende anche al di fuori delle spedizioni di Fatti Mail via e-mail la possibile lettura del bollettino. Chiedete quindi a chi vi chiami o vi contatti come sia venuto a conoscenza della vostra richiesta, regolandovi conseguentemente. 



BUONA LETTURA :
Le richieste legate alla ricerca di lavoro  - oggi come sempre - chiamano tutti coloro che vogliano “essere” solidali  a “fare” un gesto in più: una lettura approfondita, un passa parola, un’attenzione ad offerte che possano capitare alla nostra attenzione.  Non sono bigliettini attaccati ad una bacheca … sono amici, persone che stanno portando un peso – diverso ma gravoso in ogni caso – e chiedono il nostro sostegno … per non restarne schiacciati. Grazie




1)           LARA SOS  LAVORO:



La ricerca della costruzione
Buongiorno a tutti, ho quasi 43 anni, sono una ragioniera, assistente educativa - di lunghissima esperienza - con minori a rischio, sono anche sommelier ( fisar);    attualmente sono un insegnante di pilates studio e matwork certificata BBU. Non sono schizofrenica, malgrado le diverse personalità. Sono molto versatile e ancora in grado di imparare altri mestieri. Parlo abbastanza bene l'inglese e bene lo spagnolo. La richiesta che pongo al mondo in questo momento è un'opportunità di lavoro più stabile per poter ricostruire un'esistenza dalle caratteristiche nomadi e precarie. Vivo a nord di Roma, a Ladispoli . Chiedo un lavoro che mi permetta di cominciare a mettere un mattone sull'altro, vi sembrerà tardi, io però intendo tentare lo stesso. Vi ringrazio in anticipo, per avermi accolto in questo particolare angolo di rete sociale. Grazie Lara Calisi –




2)           SAVERIO OFFRE VIA-VAI:

devi spedire zia al paesello??
devi mandare i ragazzi al mare ma non hai tempo??
devi andare in appennino ma non sai come arrivarci??
ci penso io !!

saverio offresi con la propria station wagon  
come autista accompagnatore da e per aeroporti h24
quest'anno tariffe anticrisi !!! 
(fiumicino euro 36;  ciampino 30).

per lunghe percorrenze:  tariffa a 30 centesimi il kilometro 
la tariffe non comprende : pedaggi autostradali (andata e ritorno)
- tasse di parcheggio -

CALCOLO KILOMETRICO COMPLESSIVO BASATO SU ANDATA E  RITORNO
ALLA BASE DI PARTENZA (vale anche per l'autostrada)
(qualora anche da me da solo)

facchinaggio,  piccoli trasporti : tariffe da concordare.

saverio ambrogetti  - - scambioditutto@gmail.com
    s  a  j  e  r  o


...Se  vuoi  qualcosa  che  non  hai  mai  avuto,  devi  essere  pronto  a  fare  qualcosa  che  non  hai  mai  fatto...
( Guido Paolo De Felice )




3)           SOS LAVATRICE URGENTE:

Cari amici,
che che se ne dica in giro che i Rom sono sporchi e non si lavano, la lavatrice della “nostra” famiglia si è arresa al bucato giornaliero di 7 persone.

Se conoscete qualcuno che ne ha una inutilizzata e in discrete condizioni, disponibile a regalargliela o a dargliela a prezzi popolari, fatemi sapere.

Un caro saluto, Gino - gaia.fattimail@gmail.com,  



4)           SOS MAMMA ERITREA:
cara gaia,
una nuova emergenza in via curtatone 3

una giovane mamma che parla solo eritreo, arrivata da poco con 4 bambini piccoli è in difficoltà in via curtatone 3 dove alloggia una comunità di eritrei.
il marito è ricoverato allo spallanzani e lei non ha nessun aiuto nè economico nè pratico, c’ è bisogno di latte in polvere e tutto quanto è possibile per aiutarla.
contattare
samuel che parla inglese ...

Annalisa - gaia.fattimail@gmail.com,  




5)           SE CHIUDO GLI OCCHI VEDO CHE …

Gent.me, gent.mi,

come già annunciato, il 18 settembre prossimo, con il sostegno di Save the Children, uscirà il film Se chiudo gli occhi non sono più qui di Vittorio Moroni, che sarà contemporaneamente proposto alle scuole di tutta Italia.
Nell’ambito delle proiezioni per le scuole che potranno essere organizzate con biglietto ridotto per i ragazzi, le classi partecipanti potranno aderire al contest dal titolo Se chiudo gli occhi vedo che, realizzato da Lo Scrittoio in media partnership con Smemoranda.
Agli studenti iscritti, suddivisi per classi, verrà chiesto di elaborare un testo su una tematica del film insieme all’insegnante di riferimento. Gli elaborati saranno poi valutati da una giuria di professionisti e personalità del settore (in via di definizione): la classe il cui elaborato risulterà il migliore, parteciperà gratuitamente a un workshop di cinema con il regista Vittorio Moroni.
A breve saranno disponibili informazioni su come partecipare sui siti

Come sempre vi ringrazio per l’attenzione.
Con i migliori saluti

Antonella Montesi 
Comunicazione, promozione e ricerca cinematografiche
Progetti Cinema/Scuole
349/77.67.796
Profilo

Ufficio stampa - Lo Scrittoio
Alessandra Olivi

Distribuzione c/o Lo Scrittoio
Richiesta proiezioni: distribuzione@scrittoio.net





6)           SONDAGGIO E SOLIDARIETA’:

Ciao Gaia,

per il prossimo Fatti Mail ti riporto qui sotto il testo di un annuncio da inserire in “Condivido”

Grazie

Walter


Importante ricerca a livello europeo alla quale siamo invitati a partecipare  

Nell'ambito della collaborazione tra l'associazione Per Formare e ATDAL OVER 40 è stato dato il via al sondaggio rivolto agli over 40 sulle motivazioni all'apprendimento e sulle loro scelte riguardo alla formazione.
Il sondaggio, che si vuole diffondere il più largamente possibile in Italia (metodologia “snow ball” = campionamento a valanga, cioè basato sul fatto che le persone passino parola sul questionario a propri parenti, amici e conoscenti), è stato elaborato da Per Formare in collaborazione con l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano (Facoltà di Sociologia - centro di ricerca WWELL).
Il sondaggio rientra tra le attività del Progetto IMAL, "Innovations in Mature Adult Learning", finanziato dal Lifelong Learning Programme - Grundtvig, ed è condotto contemporaneamente in Danimarca, Grecia, Italia, Polonia, Spagna e Turchia.
I risultati saranno resi pubblici a fine progetto (2015) e consentiranno di far luce sui fattori che possono influenzare la motivazione degli adulti alla formazione continua e sulle forme di apprendimento informale, molto diffuse, ma delle quali si sa ancora troppo poco.   
I dati raccolti saranno gestiti dai partner di IMAL nel rispetto delle normative sulla privacy ed elaborati in modo aggregato (per es. sotto forma di valori percentuali e punteggi medi) esclusivamente per le finalità del progetto.

Il questionario consiste in 5 sezioni e richiede circa 15 minuti per la sua compilazione, che va fatta completamente on line cliccando quioppure sul seguente link:



GRAZIE  A TUTTI  COLORO CHE VORRANNO COMPILARE IL QUESTIONARIO E FARLO CONOSCERE AD ALTRI !



7)           PELLEGRINAGGI MEDJUGORJE:

Pellegrinaggi Medjugorje 2014
dal 13 al 18 agosto 
dal 29 settembre al 4 ottobre
dal 24 ottobre al 29 ottobre
dal 29 dicembre al 4 gennaio 
Costo a partire da 320 euro 
Programma:   Funzioni  serali  Parrocchia  San  Giacomo,  incontri  e  catechesi,  Monte  delleapparizioni  “Podbrdo”.  Monte  della  Croce  “Krizevac”;  Croce  Blu,  Gesù  Risorto,incontro con veggenti e apparizione (ove è possibile),  Tihaljina (dove c’è la statuaoriginale della Madonna di Medj), Mostar o Siroki Brijeg (ove è possibile), Tomba P.Slavko; visita e testimonianze Comunità.  Informazioni:
Loredana cell. 3381535119                          Antonio cell. 336600555Facebook: Mir Regina della Pace MedjugorjeEmail: mir.reginadellapace@gmail.com,             pellegrinaggi@mac.com,
              I pellegrinaggi verranno effettuati al raggiungimento di 30 pellegrini. Le date e il programma potrebbero subire variazioni a causa di imprevisti variE’ gradito il passa parola! Grazie - Loredana



CONDIVIDO:
EVENTI, ATTVITIVA’, INIZIATIVE A CARATTERE SOLIDALE E/O CULTURALE.  
A SEGUIRE ALCUNE SEGNALAZIONI DI EVENTI, ATTVITIVA’, INIZIATIVE A CARATTERE SOLIDALE E/O CULTURALE. … vita e solidarietà … per imparare a crescere insieme  
BUONA LETTURA:


GAZA - SAVE THE CHILDREN
31 luglio 2014 Gaza:
Save the children,
quasi un milione di bambini intrappolati senza elettricità, acqua e servizi medici a casa dell’esaurimento di carburante
Le strutture sanitarie sono al collasso per l’incremento di parti prematuri, casi da trauma e mancanza di medicine
Elettricità e acqua si stanno esaurendo e le famiglie di Gaza stanno affrontando il completo collasso dei servizi essenziali. Le strutture sanitarie sono particolarmente colpite e alcuni ospedali hanno carburante necessario a far funzionare i generatori di elettricità solo per altri 4-5 giorni. Un milione di bambini rischia di rimanere intrappolato in una zona di guerra senza accesso all'elettricità, all'acqua o ai servizi medici.
Allo stato attuale, in seguito agli attacchi aerei sull’unica centrale elettrica di Gaza, i residenti stanno ricevendo energia elettrica per un massimo di due ore al giorno, se non per niente. Non sono stati consegnati rifornimenti idrici e le pompe per liquame non funzionano, ed esso si riversa nelle strade causando serie preoccupazioni per la possibile diffusione di malattie nei rifugi sovraffollati.

"In ospedale abbiamo carburante forse per una settimana al massimo e se finisce dovremo fermare il nostro lavoro. Sarà davvero un disastro. Il nostro è uno dei pochi ospedali che sta lavorando in quest’area. Se questa guerra continua, a Gaza tutto collasserà", denuncia Yousef al-Sweiti, Direttore dell'ospedale al-Awda, supportato da Save the Children nel nord di Gaza.
Le strutture sanitarie di Gaza sono state attaccate e sono già oltre il limite per l’elevato numero di casi da trauma, l’aumento di parti prematuri e per la scarsità di forniture di medicinali.
David Hassel di Save the Children dichiara: “Il gigantesco sforzo che si sta facendo negli ospedali di Gaza, con dottori e infermieri che cercano di salvare le vite dei bambini in condizioni disperate, sottolinea l’assoluta necessità di un cessate il fuoco duraturo. Le organizzazioni umanitarie debbono avere la possibilità di portare cibo, acqua, medicine e carburante – di cui c’è estremo bisogno – per alleviare le sofferenze dei bambini”.
“Il completo collasso del sistema sanitario e delle infrastrutture a Gaza sarebbe catastrofico per i bambini che stanno già pagando con le loro vite: ogni ora muore un bambino”.
Save the Children condanna qualsiasi distruzione di infrastrutture civili, compresi gli attacchi alle scuole e chi li compie ne dovrà risponde.
Save the Children fa appello alla comunità internazionale affinché risponda alla guerra in corso contro i bambini mettendo in campo tutta la sua influenza diplomatica per fermare questo bagno di sangue e fare sì che le parti in conflitto concordino misure di lungo periodo che fermino questa assurda spirale di violenze, compresa la fine del blocco.
Sono disponibili foto che documentano il raddoppio delle morti conseguenti a parti prematuri e l’enorme pressione sulle strutture sanitarie

Per sostenere l’intervento di Save the Children a Gaza: 
http://www.savethechildren.it/gaza
Sono possibili interviste di approfondimento dall’area di crisi.
Ufficio stampa Save the Children Italia
Tel. 06-48070023-81-63-71



GAZA - CARITAS

Dopo la veglia di preghiera interreligiosa che la Caritas ha promosso a Roma in tutti i centri diocesani lo scorso 15 luglio, in contemporanea con i fedeli ebrei e musulmani riuniti a Tel Aviv e Gerusalemme, la Diocesi di Roma aderisce all’appello lanciato da Caritas Internationalis per aiutare la popolazione di Gaza duramente provata. Per questo la Caritas romana istituisce un fondo di 10 mila euro, che va ad aggiungersi ai 5 mila che ha già inviato al Caritas Baby Hospital di Betlemme, e promuove una colletta in tutte le parrocchie della Diocesi.
«Noi crediamo che la Chiesa non possa restare in silenzio davanti a fatti come questi. Non possiamo rimanere fermi a guardare senza fare nulla. Gaza era già in una situazione drammatica, costretta a vivere assediata da 12 anni, e con tre conflitti che si sono susseguiti negli ultimi otto anni, un’altra guerra non potrà che peggiorare le condizioni di vita e aumentare le sofferenze». Così fr. Raed Abusahlia, direttore di Caritas Gerusalemme, descrive la situazione a Gaza, dove l’organismo cattolico assiste – nelle brevi ore di tregua umanitaria, con i mezzi che le sono rimasti a disposizione e con le limitazioni dovute al crescere delle operazioni militari – malati e feriti, bambini impauriti e rimasti orfani, mentre si soffre la sete e il caldo dell’estate, con mancanza di acqua potabile e frequenti interruzioni dell’elettricità.
Il programma di emergenza di Caritas prevede la fornitura di medicinali e materiale medico ai quattro ospedali della zona oltre alla fornitura di combustibile per i generatori, assolutamente necessari per operare in sicurezza durante le frequenti interruzioni di energia elettrica. Avviata anche la distribuzione di pacchi viveri a oltre 2.000 famiglie, di kit igienici a oltre 3.000 famiglie e di lenzuola e coperte ad altre 500 famiglie. La seconda parte del programma di aiuti prevede poi il supporto economico a oltre 2.000 famiglie per far fronte alle spese di prima emergenza oltre a un aiuto psicologico appropriato per i bambini costretti a rimanere sotto i bombardamenti oltre all’assistenza medica per tutti coloro che hanno dovuto allontanarsi dalle loro case e trovare rifugi di fortuna.
Il costo totale del programma è di 1.130.855 euro
Come donare:
Caritas Diocesana di Roma – Vicariato di Roma
Causale “EMERGENZA GAZA 2014”
Piazza S. Giovanni in Laterano 6 – 00184 Roma
Conto corrente postale N. 82881004
Bonifico bancario: Banco Posta (IBAN: IT77K0760103200000082881004)


IRAQ APPELLI ALLA PACE - CARITAS
La violenza, mai veramente cessata in Iraq, come confermano i continui attentati contro i civili, ha trovato nuovo vigore nelle ultime settimane con l’offensiva lanciata dalle milizie radicali dello Stato Islamico dell’Iraq e del Levante (ISIS). Questo gruppo, nato in Siriadove pure continua l’ecatombe di civili e la fuga di milioni di persone - agisce ora in Iraq.
Migliaia e migliaia di famiglie fuggono, come ci conferma 
Caritas Iraq, i cui operatori, già attivi a sostegno dei rifugiati siriani entrati nel paese, si trovano ora ad aiutare anche gli sfollati iracheni alla ricerca di un riparo. “Anche se siamo presi di mira come cristiani - affermano - noi continuiamo il nostro servizio per tutti coloro che hanno bisogno”. 
Per far fronte alla situazione di emergenza la Caritas ha concentrato nelle ultime settimane tutte le attività sugli aiuti - viveri, medicinali e prodotti igienici - per la nuova ondata di sfollati e si sta prendendo cura di 2.550 famiglie, accolte in particolare in 12 villaggi della pianura di Ninive e nel settore di Alqosh. 
Le strutture della Chiesa sono messe a disposizione di tutti e gli operatori Caritas intensificano gli sforzi, anche se costretti a lavorare in condizioni di pericolo e di incertezza. Per poter continuare a fornire aiuti hanno rivolto pertanto un primo appello alla rete internazionale Caritas per circa 190.000 euro.
In ben cinque dei 18 governatorati (regioni) in cui è suddivido il paese, vi è una situazione di “conflitto armato violento”. Nel solo mese di giugno sono state uccise oltre 1.500 persone e vi sono 600.000 sfollati all’interno del paese. Inoltre 5 ospedali sono stati saccheggiati e tre moschee sciite sono state distrutte a Mosul, rinvigorendo così il conflitto identitario con i musulmani sunniti. Sempre a Mosul i cristiani sono stati fatti oggetto di violenze e costretti a fuggire dalle loro case. Mai era successo in tredici secoli di convivenza con l’islam.
In tutte le regioni ricordate, in particolare nelle provincie di Dyala, Salahuddin, Anbar e Falluja, i servizi di base hanno le scorte in via di esaurimento, l’elettricità non viene distribuita per più di sei ore al giorno. L’acqua potabile scarseggia, con temperature che superano in estate i 45°. Come sempre i bambini sono le vittime più colpite. Il Kurdistan, nella parte Nord del paese, ha le strade bloccate e a sua volta è teatro di scontri con le milizie terroriste dell'ISIS
 Da oltre 10 anni Caritas Iraq opera in una situazione di violenza e insicurezza, ma grazie alla diffusione dei suoi centri in tutto il paese riesce a portare aiuti concreti.

Caritas Italiana si unisce ancora una volta a quanti chiedono che si fermino le armi e, per continuare a sostenere gli sforzi della Caritas locale, rilancia l’appello alla solidarietà.
Per sostenere gli interventi in corso, si possono inviare offerte a Caritas Italiana, via Aurelia 796 – 00165 Roma, tramite C/C POSTALE N. 347013 specificando nella causale: “Iraq”
Offerte sono possibili anche tramite altri canali, tra cui:
• UniCredit, via Taranto 49, Roma – Iban: IT 88 U 02008 05206 000011063119
• Banca Prossima, piazza della Libertà 13, Roma – Iban: IT 06 A 03359 01600 100000012474
• Banco Posta, viale Europa 175, Roma – Iban: IT91 P076 0103 2000 0000 0347 013
• Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma – Iban: IT 29 U 05018 03200 000000011113



SALVARE ALEPPO – S. EGIDIO

Migliaia di voci per salvare Aleppo: l'assedio continua, tante sono le vittime. FIRMIAMO E DIFFONDIAMO QUESTO APPELLO!

Ogni giorno si aggiungono adesioni all'appello promosso da Andrea Riccardi: tra le più recenti, Mario Soares, il card. Crescenzio Sepe, Baruch Tenembaum, l'ex presidente dell'UNESCO, Federico Mayor Zaragoza

"Si deve fermare una strage che dura da due anni. Occorre un intervento internazionale per liberare Aleppo dall'assedio. Ci vuole un soprassalto di responsabilità da parte dei Governi coinvolti: dalla Turchia, schierata con i ribelli, alla Russia, autorevole presso Assad. Salvare Aleppo val più che un'affermazione di parte sul campo! Si debbono predisporre corridoi umanitari e rifornimenti per i civili. E poi si deve trattare a oltranza la fine dei combattimenti. Una forza d'interposizione Onu sarebbe opportuna. Certo richiede tempo per essere realizzata e collaborazione da parte di Damasco. Intanto la gente di Aleppo muore. Bisogna imporre la pace in nome di chi soffre. Una sorta di "Aleppo città aperta". leggi tutto
Con queste parole Andrea Riccardi ha lanciato un appello alla comunità internazionale per la salvezza della città di Aleppo, in Siria, dove continuano bombardamenti, con un enorme numero di vittime. Alla sua si sono unite migliaia di voci, da ogni parte del mondo. 
UNISCITI ANCHE TU, FIRMA L'APPELLO ONLINE
Tra le adesioni finora pervenute, i premi Nobel per la Pace Desmond Tutu e Perez Esquivel
uomini e donne di 72 nazioni diverse. Il numero delle adesioni cresce di giorno in giorno,
tanto che non è possibile pubblicarle tutte, (qui una lista parziale)
Fino ad ora (il contatore si aggiorna costantemente) sono giunte 
3057 firme.
CONTINUIAMO A DIFFONDERE QUESTO APPELLO, PERCHE' SI AFFERMINO LE RAGIONI DELLA VITA E DELLA PACE. 




RETI   AMICHE:
Segnalo a tutti gli amici di Fatti Mail  la rete con cui spesso condividiamo sfide solidali:
- la rete di Raffaele Magrone


Lo spirito di gratuità che muove Fatti Mail implica che chiunque abbia ricevuto (o riceva) ospitalità circa  un proprio comunicato lo faccia in spirito di condivisione dell'idealità solidale accettando di essere parte di uno spazio in cui la comunicazione sia tanto un dire quanto un ascoltare. La solidarietà ha infatti necessariamente due direzioni quella del chiedere e quella dell'offrire. Se non sono entrambe vissute ed accolte non potrà esserci spazio di solidarietà.
Nei Fatti  - e nelle Mail - questo significa accettare:
-        che il proprio indirizzo e-mail entri nella mailing list di Fatti Mail (che non ne farà uso alcuno al di fuori della spedizione on-line delle news letter 2/3 volte al mese)
-        ed essere disponibili a leggere i bollettini che si riceveranno con la stessa solidarietà che si è sperato altri abbiano messo in gioco leggendo  il proprio annuncio

-   per ritrovare i testi delle passate fatti mail cliccate su:

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mi chiamo Futuro ... tu come ti chiami ?

mi chiamo Futuro ... tu come ti chiami ?
Dio mi liberi dalla saggezza che non piange, dalla filosofia che non ride e dall'orgoglio che non s'inchina davanti ad un bambino" (K. Gibran) - "Forse ha ragione il gesuita p.John Haughey quando afferma :”Noi occidentali leggiamo il vangelo come se non avessimo soldi e usiamo i soldi come se non conoscessimo nulla del Vangelo" (Alex Zanotelli)

FORSE NON TUTTI SANNO CHE:

1) Mangiare, Dormire, Lavarsi ... è x tutti
sul sito della Comunità di S. Egidio è possibile "sfogliare" guide solidali che informano sulle realtà CITTADINE disponibili a sostenere chi si trovi in difficoltà

http://www.santegidio.org/index.php?&pageID=228

2) Legalità è Solidarietà
I grandissimi "piccoli" numeri delle "mafie" da una parte
e dall'altra i piccoli "grandissimi" numeri di chi quotidianamente tesse scelte solidali e cultura legale per contrastarle: sapere è potere, sapere è vedere video come quello presentato dalla trasmissione "La Storia siamo Noi"

SOLIDARIETA' E AMBIENTE

ACQUA, un popolo di spreconi

ACQUA, un popolo di spreconi

Un popolo di spreconi.

Ne consumiamo ogni giorno più di 250 litri a testa, più di ogni altra nazione europea.

Non siamo i più puliti, ma solo i più spreconi.



Ogni giorno utilizziamo centinaia di litri d’acqua senza prestare molta attenzione; in genere l’atteggiamento più diffuso è quello di pensare che «basta aprire un rubinetto e servirsene a piacere», in realtà le cose non stanno proprio così, è necessario fermarsi a riflettere un attimo per dare il giusto valore ad una risorsa che purtroppo non è infinita.

Senza acqua nessuna forma di vita è possibile, è un bene d’assoluta necessità che diventa sempre più scarso con il passare del tempo per motivi sia di ordine quantitativi (l’acqua oggi a disposizione è pari a circa un terzo di quella disponibile negli anni ‘50 e tra cinquanta anni sarà ulteriormente dimezzata), sia qualitativi (per ogni litro d’acqua potabile, almeno otto risultano contaminati dall’attività umana).

Gli effetti di questa situazione sono sotto gli occhi di tutti: casi crescenti di razionamento idrico; il consumo di acqua minerale o filtrata diventato quasi un obbligo; lievitazione del costo dell’acqua potabile ecc.

Se poi allarghiamo lo sguardo a livello mondiale, il panorama diventa ancora più preoccupante: circa un miliardo e mezzo di persone non dispongono di acqua potabile.

Di fronte ad un quadro tutt’altro che roseo, oltre ad avvicinarsi al rubinetto con maggiore rispetto, diventa importante porsi il problema di come contribuire in prima persona a migliorare la situazione.

D’altra parte, un uso più appropriato dell’acqua non fa bene solo all’ambiente, ma anche al portafogli e con molta probabilità anche alla pace tra i popoli, perché sono oramai numerosi gli analisti politici che individuano nella carenza d’acqua uno dei possibili motivi di conflitto armato tra i paesi.

Che fare?

Per eliminare gli sprechi idrici si può agire su tre fronti: -Ridurre i consumi d’acqua, in modo da erodere il meno possibile questa preziosa risorsa e contrarre l’impatto ambientale (produrre, trasportare e smaltire acqua potabile richiede energia e produce inquinamento). -Contrarre l’impiego di additivi per ridurre l’inquinamento dell’acqua, della natura e dell’ambiente domestico. -Diminuire il consumo energetico per scaldare e distribuire l’acqua al fine di ridurre l’inquinamento ambientale e il consumo di energia fossile. Per raggiungere questi obiettivi è necessario intervenire sia a livello degli stili di vita, modificando alcune abitudini radicate nel tempo, sia a livello di impiantistica, utilizzando apparecchiature progettate con particolare attenzione al risparmio idrico ed energetico per garantire un’efficacia uguale o superiore rispetto ai dispositivi convenzionali. Spesso si tratta di mettere mano al portafogli, ma il più delle volte il risparmio che deriva dall’uso di tali dispositivi ripaga in poco tempo la spesa affrontata per il loro acquisto. Il massimo dei risultati si ottiene quando entrambe queste strategie, cioè modifica delle abitudini e nuova impiantistica, sono adottate insieme. Vediamo ora in dettaglio le varie soluzion possibili.

Riduzione dei consumi

Iniziamo dalla tipologia di utilizzo che impatta maggiormente per poi passare alla seconda e così via prendendo come riferimento il diagram-ma a torta (vedi il grafico ripartizione dei consumi domestici), in altre parole guardiamolo con occhi famelici e gettiamoci a capofitto sulla fetta più grossa per poi passare a quella di dimensioni immediatamente inferiori e cosi via!

  • Docce e bagni.
  • La doccia presenta un minor consumo d’acqua, rispetto al bagno, soprattutto se si tiene l’acqua aperta solo quando serve.
    Inoltre è possibile adottare docce a risparmio energetico, in grado di ridurre i consumi oltre il 70%. In termini pratici, considerando una doc-cia al giorno si possono risparmiare in un anno oltre 50.000 litri d’acqua e diverse centinaia di euro.
    La cosa importante è di utilizzare docce che non si limitino a ridurre il consumo d’acqua (allora tanto vale non aprire totalmente il rubinetto, con il risultato che s’impiega più tempo a lavarsi e si consuma lo stesso quantitativo di acqua), ma sfruttino in maniera più intelligente l’acqua, garantendo un elevato potere lavante a fronte di minori consumi.
    Vi sono inoltre vantaggi secondari interessanti: nel caso di boiler elettrico, più persone riescono a fare la doccia consecutivamente e minori sono i cali di portata per gli altri utenti, l’unico rovescio della medaglia è che, passando meno acqua nei tubi, si deve attendere più tempo l’arrivo dell’acqua calda.

  • Lavaggio stoviglie e biancheria.
  • Nel caso in cui si utilizzino lavatrici o lavastoviglie è bene farle girare sempre a pieno carico; nel caso dei lavaggi a mano evitare l’uso d’acqua corrente e preferire l’acqua raccolta in un lavabo o in una bacinella.
    Sempre per ridurre gli sprechi, non lasciate diventare vecchio lo sporco dei piatti e le macchie ostiche dei tessuti perché richiedono un lavaggio più impegnativo sia da un punto di vista chimico (detersivi) sia energetico (tempi e temperature più elevate); lavare separatamente i pezzi a seconda del grado di sporco.
    Molti si chiederanno: si consuma più acqua, energia e detersivi lavando a mano o a macchina?
    Per rispondere in maniera corretta a questa domanda è necessario conoscere due fattori: grado di riempimento ed «economicità» della macchina da una parte e capacità di lavaggio manuale dall’altra.
    Comunque alcuni studi in materia hanno dimostrato che per lavare lo stesso quantitativo di stoviglie, pari ad un carico intero di una lavapiatti, mediamente si consumano 80 litri d’acqua se lavati a mano; 60 se lavati a macchina; 12 litri nel caso di apparecchi ad elevata efficienza, i quali oltre al risparmio d’acqua consentono una notevole contrazione dei consumi di detersivi ed energia.

  • Vaschette del WC.
  • Le vaschette tradizionali, in genere contengono circa 24 litri, un volume d’acqua tale da permettere una buona azione lavante nel caso di presenze solide…, ma eccessivamente elevata nel caso di rifiuti liquidi.
    Mediamente, con tali sciacquoni si ha un consumo giornaliero di circa 100 litri a persona, in gran parte sprecati.
    Più efficienti sono le vaschette a due mandate, una da 3 e l’altra da 6 litri, grazie alle quali il consumo giornaliero, a parità di funzione, scende a 15 litri d’acqua.
    Se utilizzate in maniera corretta, ossia schiacciando il tasto giusto al momento giusto, con le vaschette a doppia mandata si arriva a risparmiare circa 17.000 litri d’acqua l’anno a persona.
    Quando non si hanno a disposizione vaschette ad hoc, è possibile modificare i tradizionali cassonetti introducendo dei pesi che permettono di ottenere le stesse prestazioni.
    Un altro metodo è di inserire nella vaschetta un mattone o più semplicemente una bottiglia piena d’acqua.
    In quest’ultimo caso si risparmia molta acqua, ma si riduce anche la quantità disponibile per ogni scarico con l’inconveniente di ridurre l’azione lavante.

  • Rubinetti.
  • Vanno aperti solo quando serve e tenuti chiusi mentre ci si insapona o ci si lava i denti; analogamente per lavare la frutta e la verdura è sufficiente usare acqua raccolta in una bacinella e non quella corrente.
    Per dare un’idea concreta di quanto questi gesti quotidiani possano far variare notevolmente il livello dei consumi idrici, analizziamo in dettaglio cosa accade durante il lavaggio dei denti: tenendo aperto il rubinetto per tutto il periodo di pulizia, si arriva a consumare 10.000 litri l’anno a persona; quando il rubinetto viene aperto solo per il risciacquo il consumo d’acqua si riduce a 1600; se poi invece dell’acqua corrente si utilizza quella contenuta in un bicchiere, si arriva a non più di 200 litri d’acqua l’anno!
    Un bel risparmio, vero?
    Per quanto concerne interventi di tipo impiantistico, è possibile sostituire i normali filtrini dei rubinetti (quelli che ogni tanto dobbiamo pulire dal calcare e da altre sporcizie) con dei modelli risparmio energetico (aeratori).
    Come per le docce vale il discorso di acquistare dei modelli che non si limitino a ridurre la portata dell’acqua, ma che producano un getto di eguale capacità lavante con consumi inferiori.

  • Perdite dalle guarnizioni.
  • L’acqua, che a causa di perdite delle guarnizioni gocciola dai rubinetti o dallo sciacquone, sembra poca cosa, ma essendo continuativo, anche il semplice gocciolamento comporta uno spreco inutile di migliaia di litri d’acqua (e di euro).
    Nel caso in cui l’impianto è dotato di accumuli dell’acqua calda, come ad esempio i boiler elettrici, oltre al consumo d’acqua le perdite idriche si tramutano anche in uno spreco d’energia elettrica.
    È pertanto consigliabile di sostituire immediatamente le guarnizioni danneggiate.

  • Ridurre l’Impiego di Additivi
  • Tutti i detergenti, compresi quelli ecologici, comportano un impatto ambientale per la loro produzione, il trasporto e lo smaltimento.
    Inoltre, soprattutto nel caso di detergenti convenzionali, si ha una liberazione di residui tossici nell’ambiente che poi vengono assimilati attraverso la respirazione, la pelle e il consumo di alimenti.
    Ecco perché è bene ridurre al minimo l’impiego di detergenti e detersivi e in ogni caso preferire i prodotti ecologici.
    Ma cosa c’entrano i detersivi con l’acqua?
    È molto semplice: in tutti i processi di pulizia viene utilizzata l’acqua come diluente che, se usata in modo intelligente, riserva ottime sorprese!
    Per il lavaggio di stoviglie e del bucato è possibile trattare energicamente l’acqua con opportuni dispositivi da applicare direttamente alle condotte dell’acqua o direttamente nelle macchine da lavare o sotto forma di additivi, ottenendo circa un dimezzamento dei consumi dei detersivi.
    Per quanto concerne la pulizia delle superfici è consigliabile impiegare dei panni in microfibra dove l’azione chimica degli additivi è completamente sostituita dall’azione meccanica, ossia si pulisce e si sgrassa unicamente utilizzando l’acqua.
    Ma anche in questo caso, per non avere risultati deludenti, è necessario scegliere prodotti d’elevata qualità.

  • Combattere il Calcare
  • Il calcare è ben noto per la tendenza a creare incrostazioni, assai difficili da rimuovere da box doccia, lavelli e rubinetteria in generale; ma i maggiori inconvenienti, il calcare li crea all’interno dell’impianto idraulico, ossia nelle condutture e, soprattutto, nei generatori d’acqua calda (elettrici o a gas).
    Tali depositi creano due tipi di barriere: una termica e una fisica.
    La prima si traduce in un maggior consumo di energia per nulla trascurabile, infatti, per ogni millimetro di deposito di calcare nei tubi, si registra un aumento dei consumi elettrici di circa il 10% e siccome lo strato accumulato in un generatore d’acqua calda può diventare molto spesso, nel tempo, i consumi possono crescere vertiginosamente.
    Analogamente, lo strato di calcare crea anche una barriera fisica al passaggio dell’acqua che, nel caso d’impianto dotato di autoclave, fa anch’esso aumentare i consumi di elettricità.
    Infine va detto che il calcare sollecita maggiormente l’impianto idraulico riducendone la durata.
    Una verifica della presenza di calcare all’interno dei tubi può essere realizzata con una semplice prova.
    Aprite al massimo il rubinetto dell’acqua fredda e notate la portata; dopo qualche istante ripetete la stessa cosa con il rubinetto dell’acqua calda.
    La minore portata dell’acqua calda è essenzialmente dovuta alle incrostazioni di calcare presenti nel generatore di calore!
    Le soluzioni utili per vincere il calcare si dividono in due categorie: trattamenti in grado di inibire il potere di coesione del calcare che, pur continuando ad essere presente nell’acqua, non è più in grado di for-mare incrostazioni; trattamenti di rimozione del calcare dall’acqua.

Ecologia Domestica

Del primo gruppo fanno parte i trattamenti energetici dell’acqua, i catalizzatori ceramici e i campi magnetici.

I primi uniscono le proprietà anticalcare alla riduzione dei consumi di detersivi ed all’eliminazione del problema della formazione della ruggine (molti modelli possono essere installati senza ricorrere all’idraulico).

I catalizzatori ceramici sono estremamente efficaci, ma richiedono un intervento impiantistico così come i dispositivi basati sull’effetto dei campi magnetici.

Tra i dispositivi che operano la rimozione parziale del calcare dall’acqua vi sono gli addolcitori, il cui impiego richiede periodicamente l’aggiunta di sale e un’accurata manutenzione.
Inoltre, sia l’installazione che la manutenzione richiede l’intervento di tecnici specializzati.

LENTE D'INGRANDIMENTO


Stop alla droga? Diciamolo in piazza

di Francesca Sironi - marzo 2013

Parlare di cocaina nei luoghi in cui viene venduta, per sottrarli agli spacciatori e resituirli, almeno per un giorno, alla legalità. Un'occupazione lettaria itinerante, in giro per l'Italia, da Roma a Scampia, da Palermo a Milano. Ecco il progetto 'Tira dritto', nato dall'idea del giornalista di Repubblica Paolo Berizzi


Occupare i fortini della droga. Usando solo la forza della parola. Restituendo, almeno per un giorno, le principali piazze di spaccio d'Italia alla legalità. E' l'obiettivo di "Tira dritto - Stop Cocaina", una campagna ideata dal giornalista Paolo Berizzi e sostenuta dal dipartimento delle politiche antidroga alla Presidenza del consiglio dei ministri. Un'iniziativa a tappe che inizierà mercoledì 27 marzo a Tor Bella Monaca, alla periferia di Roma: «Questi sono luoghi dove centinaia di famiglie vivono spacciando cocaina. Noi vogliamo portare per un pomeriggio le istituzioni, gli esperti, i magistrati e dei testimonial a parlare delle conseguenze dell'uso e della vendita della "regina" delle droghe», spiega Berizzi.

Gli incontri non saranno paludate conferenze ospitate in qualche sala comunale, ma dibattiti all'aperto, per strada: «Si chiamano "Talkstreet" ed è la prima volta che il tema della droga sarà affrontato in questo modo, in Italia. Pensavo fosse un'idea folle, ma molti l'hanno sostenuta».

Berizzi, autore con Antonello Zappadu del libro "La Bamba", in cui ricostruisce il percorso della coca dalle piantagioni colombiane alle vie di Milano, porterà con sé magistrati ed esperti ma anche attori, registi, cantanti. Fra i volti noti ci saranno quelli di Pierfrancesco Favino, Daniele Silvestri, Marco Giallini, Kasia Smutniak, Matteo Garrone: «Ognuno di loro racconterà la sua esperienza, condividerà delle riflessioni sul problema della cocaina. Avere dei testimonial è importante: andremo in quartieri dove sono conosciuti, e questa sarà magari la scusa per portare la gente in piazza».

Gli scambi di parole saranno brevi, promette Berizzi: «Quello che ci interessa veramente è ascoltare gli abitanti dei quartieri. Sentire da loro cosa significa vivere in mezzo alla droga». Niente palco, tendoni o inviti: tutto avverrà per strada, sui marciapiedi, fra le panchine dei parchi pubblici. A moderare gli interventi sarà sempre Elsa di Gati, giornalista di Rai3. La promozione dell'iniziativa sarà fatta sul territorio, dalle associazioni locali: «L'incontro di Roma è promosso con Villa Maraini, che da 40 anni aiuta i tossicodipendenti. Al dibattito interverrà anche il fondatore della comunità, Massimo Barra, un uomo che vive in trincea da tutta la vita».

Per Berizzi i Talkstreet, 15 in tutta Italia, che andranno dallo Zen di Palermo a Corso Como a Milano, dal quartiere Japigia di Bari a Porta Palazzo a Torino, saranno un modo per «occupare» le piazze di spaccio. Una parola forte, "occupare", che spiega così: «Vogliamo portare le istituzioni in mezzo alla gente che tutti i giorni vive a contatto con la cocaina. Vogliamo scendere per strada, non fermarci a una carovana simbolica. Andare nelle piazze di spaccio ci permetterà di dare un segnale forte, usando semplicemente le parole». Le reazioni potrebbero essere diverse: «Dove potremo, dove avremo le carte, le sentenze, faremo i nomi dei signori della droga locali. Ci rivolgeremo anche a loro, alle loro famiglie, nel loro territorio. Non potremmo dare un segnale più forte di questo. Le reazioni potranno essere negative o positive, purché ci siano». Per una volta, infatti, gli abitanti potranno essere protagonisti, non animali da zoo dietro le telecamere né vittime di un gioco più grande di loro: «Non saremo dei meri registratori. Tutto ciò che ci diranno servirà a giornalisti e magistrati per capire meglio il mondo della cocaina, anche dal loro punto di vista».

I contesti saranno ovviamente diversi. Dal degrado di Scampia alle luccicanti vetrine del centro di Firenze o di Bologna. Anche i discorsi cambieranno, col contesto, ma l'obiettivo rimarrà sempre lo stesso: «Accendere i riflettori». Ogni due o tre settimane, a partire dal prossimo 27 marzo, la campagna si sposterà in giro per l'Italia. Sperando di lasciare un segno contro il business della cocaina, che continua ad arricchire le mafie e a rovinare la vita di migliaia di persone: «Oggi la cocaina è molto più di quanto si pensi. Influenza i comportamenti, regola e stravolge le dinamiche sociali, la vita delle città. E' sovrana della quotidianità lavorativa, dai muratori ai parlamentari, dai piloti ai manager, dagli autisti ai chirurghi. Imbianca i licei e le università e incipria i nasi di consumatori sempre più giovani», scrive Berizzi sul sito: «Basterebbe una boccata d'aria pura, una sniffata di libertà, un'indigestione di fiducia, una volta, per un pomeriggio, magari un'ora, per ricordarsi come ci si sente bene padroni di noi stessi»
.

SOLIDARIETA' E CONSUMI

L’economia solidale

è, prima di tutto, un atteggiamento da cui derivano dei comportamenti che determinano un particolare stile di vita. Non si tratta solo, infatti, di aderire alle formule del commercio equo solidale, ma anche, e soprattutto, di rivoluzionare le nostre abitudini quotidiane: l’economia solidale comprende anche il nostro modo di lavare e lavarsi, ossia la quantità e la qualità di acqua, sapone e detersivi che utilizziamo.

Partire, quindi, dalle piccole cose, dalle attività quotidiane che, alla fin fine, costituiscono, in termini di tempo d’esecuzione, una porzione molto ampia di ogni nostra giornata. Limitare i consumi, specie d’acqua, evitare gli sprechi, cooperare con gli altri, sostituire la moda dell’ “usa e getta” con quella del recupero, utilizzare prodotti ecocompatibili, utilizzare l’automobile solo in casi di estrema necessità, impegnarsi a non inquinare, scambiare (tipo libri, cd, attrezzi, ecc.) per evitare di acquistare, sono alcuni imperativi per uno stile di vita un po’ più sobrio.

Zucchero equo-solidale

La nostra società si basa su un flusso continuo di merci e prodotti, e per questo viene definita consumistica. E, certamente, per cambiare le cose occorre intervenire (interferire) su questi automatismi.

Potremmo abbozzare una sorta di decalogo: compra leggero (ovvero prodotti con uno “zaino ecologico” non troppo pesante); compra durevole; compra semplice (in genere, gli oggetti più sofisticati sono meno durevoli, più delicati); compra vicino (per ridurre i danni ambientali che ogni trasporto comporta); compra sano; compra più giusto (e qui ci avviciniamo al discorso del commercio equo); compra prudente (a dispetto di normative e regolamentazioni, non è detto che il materiale acquistato non sia nocivo); compra sincero (evitare cioè i prodotti troppo pubblicizzati, dato che la pubblicità ce la paghiamo noi ed è spesso lontana dalla verità); compra mano d’opera (un metodo per aumentare l’occupazione); investi in futuro

INDIRIZZI UTILI

http://www.retelilliput.org/

http://www.utopie.it/http://www.retecosol.org/

http://www.networketico.it/

http://www.volint.it/http://www.zoes.it/

http://www.vita.it/

http://www.nuovomunicipio.org/

http://www.decrescita.it/

http://www.equonomia.it/

http://www.altreconomia.it/

http://www.altroconsumo.it/

http://www.valori.it/



COMMERCIO EQUO SOLIDALE

http://www.assobdm.it/

http://www.altromercato.it/

http://www.equoland.it/

http://www.transfair.it/

http://www.agices.org/

http://www.commercioetico.it/

http://www.equo.it/

http://www.mondosolidale.it/

http://www.cooperativaisola.org/

http://www.equociqua.it/

GAS

http://www.economia-solidale.org/

http://www.retegas.org/



FINANZA ETICA

http://www.bancaetica.com/

http://www.finanza-etica.itt/



TURISMO RESPONSABILE

http://www.aitr.org/

http://www.tures.it/

http://www.viaggiemiraggi.org/

http://www.viaggisolidali.it/

http://www.humanaitalia.org/



BARATTO

http://www.eticambio.it/

http://www.zerorelativo.it/

http://www.barattopoli.com/

http://www.tuttobaratto.it/

http://www.suesu.it/

da Fatti Mail a ... Song-Taaba ONLUS - Africa e Solidarietà

da Fatti Mail, da una mail spedita per chiedere una mano per il Burkina Faso, l'incontro con Padre Jean Ilboudo e la nascita, nel 2008, di Song-Taaba ONLUS.... Song-Taaba incontra Chiara Castellani, il suo Congo ed inizia un'esperienza umana di amicizia e solidarietà ... di conoscenza e consapevolezza ... che fa compiere ogni giorno nuovi passi ... guardando avanti ...

"A salvare veramente l’Africa non saranno i fondi e gli aiuti. Salveranno vite umane, permettendo loro di sopravvivere, ma non salveranno la vita dell’Africa. Cio’ che importa non sono i mezzi, ma le condizioni. Bisogna permettere all’Africa di ricostruirsi. Bisogna aiutarla a ricostruirsi. L’Africa deve essere prima che avere". (Joseph Ki-Zerbo)

L'Africa deve essere prima che avere ...

e come l'Africa, ognuno di noi

La strada dell'essere è quella i cui passi sono domande e la meta non è un dove ma un chi ...

Una strada che lo sguardo lungo e visionario di Padre Jean Ilboudo ha fatto intravedere a tutti noi

Song-Taaba è e vuole essere questo: la possibilità di percorrere questa strada

http://song-taabaonlus.ning.com/

Be Ye Ka Ye?: cosa c'è lì che non c'è qui?

Nulla o forse tutto: la voglia di muoversi, di interrogarsi,
di cercare il valore della vita ...

http://www.youtube.com/watch?v=WQGF1fqEruQ

la vita di Chiara Castellani

http://www.youtube.com/watch?v=HON6FoFUPnI

e di chiunque abbia voglia di vivere la solidarietà ...
se sei fra questi ... contatta:
segreteria@song-taabaonlus.org,


.... x iniziare a guardare l'Africa dal ... lato giusto:
Nel suo docu-film, Silvestro Montanaro, svela un'Africa
consapevole, dignitosa, aperta al futuro, segnata da ferite interne ed esterne,
creativa, saggia. Un' Africa da ascoltare, da capire, da scoprire e da cui
imparare:
http://www.ceraunavolta.rai.it/dl/portali/site/puntata/ContentItem-5a587b72-ded6-4320-942f-572599d3406c.html,