SOLIDARIETA' ... come altro?

SOLIDARIETA' ... come altro?
Ci impegniamo senza giudicare chi non s'impegna, senza accusare chi non s'impegna, senza condannare chi non s'impegna, senza cercare perché non s'impegna, senza disimpegnarci perché altri non s'impegna. Ci impegniamo per trovare un senso alla vita, a questa vita, alla nostra vita, una ragione che non sia una delle tante che ben conosciamo e che non ci prendono il cuore, un utile che non sia una delle solite trappole generosamente offerte ...dalla gente pratica. Si vive una sola volta e non vogliamo essere giocati in nome di nessun piccolo interesse. (Primo Mazzolari)

lunedì 15 luglio 2013

15 luglio 2013


Fatti Mail




Affezionata piccola grande famiglia di Fatti Mail

Se la solidarietà potesse avere un suo alfabeto

A starebbe per  ACCOGLIENZA

Accogliere
Accogliere sempre
Accogliere tutto
Accogliere tutti

Accogliere il silenzio,  
il dolore,  il  tempo,
la semplicità,  
la  vita,    
i volti …

Accogliere il silenzio 
per poter   accogliere e discernere le    parole (a volte troppe) che scandiscono le nostre giornate. Il silenzio  gravidanza delle parole. Attesa che prepara la parola “giusta”. Ascolto delle parole “nostre”: quelle che abitano l’intimità. Quelle che raccontano a noi stessi – ancor prima che agli altri – chi siamo e cosa realmente vogliamo. Ridurre il silenzio è ridurre il valore delle parole. E’ diventare sempre meno capaci di capire e scegliere.  E’ dimenticare chi siamo … fino a che …  parole “altrui” lo decideranno per noi.

Accogliere il dolore. 
Tutto oggi concorre a cancellarne il valore. A proclamarne il rifiuto o quanto meno la banalizzazione. Eppure solo l’accoglienza autentica del dolore può aiutare ognuno di noi a diventare la persona che è destinata a poter essere. Il dolore, come la gioia scolpisce  vita. Compie da solo ciò che i venti compiono con le montagne: definisce, disegna, svela. Grazie ai venti le montagne conquistano la loro mirabile forma. E come il vento il dolore lascia e porta via. Possiamo restare fermi alla sofferenza dei distacchi e delle prove o accogliere, oltre la pena, il dono del cambiamento. Un cambiamento che ci rivela sempre piccole grandi verità: La vostra gioia è il vostro dolore senza maschera,  E il pozzo da cui scaturisce il vostro riso, è stato sovente colmo di lacrime.  E come può essere altrimenti? Quanto più a fondo vi scava il dolore, tanta più gioia potrete contenere.  (K. Gibran)

Accogliere il tempo. 
Apparentemente sembriamo essere arrivati tutti ben oltre l’accoglienza. Abbiamo raggiunto il dominio: orologi sofisticati, agende, tablet, promemoria elettronici, planning apps   ma al di là delle apparenze nessuno ha mai realmente tempo per chi o per ciò che vorrebbe, amerebbe, sognerebbe. Chiamiamo progresso l’arte di far sentire carnefici le vittime, di farle sorridere fiere mentre entrano nel mattatoio del loro destino magari con gli occhi incollati all’ultimo smartphone. La paura di perdere tempo ha fatto forse perdere a tutti qualcosa di molto più pregiato: se stessi.

Accogliere la semplicità. 
Accogliere la bellezza del camminare piuttosto che l’ultimo modello di scarpe da “urlo”, l’ebbrezza  di “ascoltare” pregevole ben oltre  qualunque iphone.  Accogliere il valore delle cose senza confonderlo tra le cose di valore. Accogliere la normalità in ogni forma e grado di diversità.  Accogliere la ricchezza di vivere profondamente un’ amicizia  piuttosto che “chiederla o accettarla” da migliaia di persone. 

Accogliere la vita. 
Accogliere le infinite forme con cui decide di rivelarsi. Soprattutto quelle  fuori dall’ ordinario cui affida la propria straordinarietà. Accogliere l’imprevisto, i cambiamenti di programma, accogliere l’inatteso, l’insopportabile, accogliere   luce e   buio, accogliere il vicino che bussa e il “lontano” che non sa più dove bussare. Accogliere la vita altrui per scoprire che ciò che stiamo accogliendo è la nostra.

Accogliere i volti  
con la tenerezza e l’umiltà di chi sappia riconoscere una scintilla “divina” nello sguardo di qualunque  prossimo:  

NESSUN uomo è un’isola. Nessuna isola è un’isola. Era stato il parroco dell’isola a invitare il papa, il mese scorso. “Quando alcune settimane fa ho appreso questa notizia, che purtroppo tante volte si è ripetuta, il pensiero vi è tornato continuamente come una spina nel cuore che porta sofferenza. E allora ho sentito che dovevo venire qui oggi a pregare, a compiere un gesto di vicinanza, ma anche a risvegliare le nostre coscienze perché ciò che è accaduto non si ripeta, non si ripeta per favore”. Francesco predilige un tono affabile, come questo “per favore”, come la descrizione della meta cui tendono i migranti, “persone in viaggio verso qualcosa di migliore”. Ricorda i richiami di Dio ad Adamo, “Dove sei, Adamo?” e a Caino, “Dov’è tuo fratello?”, e toglie alla tragedia degli annegati il segno della sventura ineluttabile per assimilarla all’omissione di soccorso e, anzi, all’omicidio. “Tanti di noi, mi includo anch’io, siamo disorientati, non siamo più attenti al mondo in cui viviamo, non curiamo, non custodiamo quello che Dio ha creato per tutti e non siamo più capaci neppure di custodirci gli uni gli altri”. Parola di naviganti, “disorientato”, di chi ha perso il suo oriente,
della “anestesia del cuore”, della “globalizzazione dell’indifferenza”. “Chi è il responsabile del sangue di questi fratelli e sorelle? Nessuno! Tutti noi rispondiamo così: non sono io, io non c’entro, saranno altri, non certo io. Ma Dio chiede a ciascuno di noi: ‘Dov’è il sangue di tuo
fratello che grida fino a me?’. La cultura del benessere… ci fa vivere in bolle di sapone, che sono belle, ma non sono nulla…”. Abbiamo dimenticato come si fa a piangere per la pena degli altri e la nostra indifferenza, dice, e ha cura di usare il “noi” che lo chiama in correità, salvo abbandonarlo per la terza persona plurale dei “trafficanti, quelli che sfruttano la povertà degli altri”, e “coloro che nell’anonimato prendono decisioni socio-economiche che aprono la strada a drammi come questo”. Coloro, i pescicani umani piccoli e grossi, hanno già in uggia la mania (lieta, del resto, non lugubre né vittimista) di questo gesuita infrancescato per la semplicità e i poveri. Si sentivano al riparo della distinzione fra quel che è di Cesare e quel che è di Dio. I non credenti, o i credenti a loro modo, hanno però altrettante buone ragioni per temere il giudizio dei bisognosi e per abbracciare i lebbrosi. Che Cesare e i suoi impiegati non possono perseguitare o disprezzare se non tradendo se stessi, oltre che il loro Dio. Per non dire di Gesù, quel famoso pauperista” (Adriano Sofri)



Due ulteriori condivisioni:

1)    Chiunque voglia segnalarmi iniziative da promuovere, se vuole che le possa utilizzare NON mi mandi ALLEGATI, NE’ LOCANDINE … ma tutto il comunicato direttamente come testo della mail
2)  Le richieste di solidarietà legate alla ricerca di lavoro  - oggi come sempre - chiamano tutti coloro che vogliano “essere” solidali  a “fare” un gesto in più: una lettura approfondita, un passa parola, un’attenzione ad offerte che possano capitare alla nostra attenzione.  Non sono bigliettini attaccati ad una bacheca … sono amici, persone che stanno portando un peso – diverso ma gravoso in ogni caso – e chiedono il nostro sostegno … per non restarne schiacciati. Grazie


AVVISATE LE PERSONE DA VOI SEGNALATE -  DI CUI FORNITE SOLO UN NUMERO DI TELEFONO -CHE POTREBBERO RICEVERE TELEFONATE IN CUI SI FA RIFERIMENTO A “FATTI MAIL” … è importante aiutare due persone estranee che si parlano a superare il disagio iniziale dovuto spesso proprio alla mancanza di fiducia … Considerate che l’espandersi di Fatti Mail se da una parte aumenta i lettori (e le opportunità di risposte solidali) dall’altra estende anche al di fuori delle spedizioni di Fatti Mail via e-mail la possibile lettura del bollettino. Chiedete quindi a chi vi chiami o vi contatti come sia venuto a conoscenza della vostra richiesta, regolandovi conseguentemente. 


BUONA LETTURA :



                SOS DA E PER FILIPPO
Vogliamo provare a dare alla solidarietà la forma di una PEDALATA?
Vogliamo regalare a Filippo questa bella esperienza ?

Carissima Gaia,
dopo tutto questo tempo, circa un anno, ci rifacciamo vivi.

La famiglia di Fattimail, però c'è stata sempre vicina e ci ha sostenuto costantemente nel lavoro riabilitativo di Filippo a casa.
Il recupero sta andando molto bene, a tal punto che per i prossimi sei mesi sospenderemo per riprendere forse a Gennaio.

Ti terremo senz'altro informata.
Volevamo chiedere un ulteriore sforzo, se era possibile. 
Filippo parte con gli scout per il lago Trasimeno il 18 Luglio e avrebbe bisogno per il 22 e il 23 di una persona capace di andare in bicicletta per accompagnarlo con il tandem. Il padre purtroppo sta con un tutore al braccio, in seguito ad un incidente, e non può più andare.
Abbiamo cercato tra tutti gli scout che conosciamo, ma anche loro partono ognuno con i propri clan.
Cari saluti a tutti,
Valeria e Alessio

            gaia.fattimail@gmail.com,  


        EMILIA OTTIMA BADANTE:

Ciao Gaia
Ti scrivo per aiutare una signora eccezionale che sta cercando lavoro .
Grazie se potrai mettere l'annuncio in rete.
Un caro saluto e grazie
Nelly

Ecco il testo: vorrei tentare di aiutare una signora alla quale devo molto . Si e' presa cura di mio padre e di me e mio fratello alla morte di mia madre. Ora e' rimasta senza lavoro. cerca lavoro fisso come colf/ badante. Fidatissima romena da 15 anni in Italia cucina e pulisce in modo eccellente, ha conoscenze infermieristiche. E' onestissima intelligente, risolve problemi . Posso dare eccellenti referenze. Si chiama Emilia ecco il suo cellulare ...
Grazie Nelly - gaia.fattimail@gmail.com,  


      ADINA OTTIMA BADANTE:

Cara Gaia, mi rivolgo a te e a Fatti mail per segnalare la richiesta di lavoro della badante di mia madre rimasta senza lavoro per il recente decesso della mia mamma.
Ho redatto un suo C:V: e sarei molto grata se lo potessi inserire nella lettera fatti mail (è a disposizione di chi lo chieda a Fatti Mail)
Adina ha 45 anni è di nazionalità rumena ed è persona validissima e referenziata. Per la mia mamma e per noi figli è stata di grande aiuto, soprattutto per l’affetto e la pazienza sempre dimostrata. Ha permesso a mia madre di vivere gli ultimi mesi con serenità e spesso con allegria.
Grazie per la tua sempre gentile disponibilità e complimenti per il lavoro che fai … Margherita

Adina ....
DOCUMENTI IN REGOLA, RESIDENZA A ROMA, DISPONIBILITA’ IMMEDIATA
OTTIME REFERENZE, RESPONSABILE, AFFETTUOSA, PAZIENTE

margherita   gaia.fattimail@gmail.com,  


       APPARTAMENTO ROMA NORD:
Mi chiamo Rosa, io abito in zona Roma Nord, sulla Via Flaminia Vecchia - ho avuto una proposta da parte di una amica per la condivisione del suo appartamento, i suoi tre figli hanno trovato lavoro e scelto di vivere fuori Roma, così lei si trova a vivere sola in una casa ampia. Ho accettato e sono orientata a lasciare libero il mio appartamento, in affitto, che amo e che mi ha aiutato tanto nella mia ambientazione in una Roma, tanto bella, ma anche tanto caotica... Vengo dal Friuli Venezia Giulia, una regione dove il verde é dominante e la vita scorre lenta...

Vorrei lasciare questo appartamento a qualcuno che possa apprezzare la sua posizione - posso parlare con i proprietari di casa per segnalare una persona a subentro, questo desidererei fare. 

La casa si trova su di una collina, due terrazzi ampi con vista su Tevere e lago di pesca sportiva - il Panorama é fantastico e... a 20 min. dal Centro città.  Proprio sotto casa ai piedi della collina, si trova una fermata  della Metro di superficie - In una Roma, così complicata per il traffico, avere la Metro a portata di mano é una grande cosa - ci sono anche Bus verso Ponte Milvio e Foro Italico (200), bus verso l'Ospedale S. Andrea che si può raggiungere in circa in 10 min. -  bus notturno (N24)

La zona é ben servita.

Il costo di affitto é si aggira attorno ai …. con condominio - le stanze sono due ampie, cucina attrezzata e con terrazzo abitabilissimo .. io ho creato il mio piccolo orto e giardino sui due terrazzi... bagno, ampio ingresso che ho destinato a piccolo salotto con divano letto per ospiti in emergenza e armadio guardaroba.  Soffitta, posto bici al riparo - parcheggio libero sotto casa, in una strada senza traffico perché a fondo cieco -  enorme terrazzo sul tetto e ambiente al riparo per stendere i panni.

E' stato arredato da me,  posso lasciare gli arredi, a chi interessa, ed é questo che vorrei fare  -  la cucina é su misura -
l'ambientazione é semplice, ma funzionale.
Posso inviare foto - Per contatto e ulteriori info chiamare: Rosa 
             gaia.fattimail@gmail.com,  


        CATERINA CERCA TATA:
Cara Gaia,
Chiedo il tuo aiuto (e quello di fattimail) per trovare una collaboratrice domestica fissa che ci accompagni a Maratea per la seconda metà di luglio e agosto.
Dovrebbe occuparsi della casa e dell'assistenza a mia zia di 91 anni.
Ti prego di aiutarmi, e di farmi sapere qualcosa, se puoi.
Mia zia e mia madre si sono trovate benissimo con una signora lo scorso anno, che adesso lavora come badante fissa presso una signora anziana e non può lasciarla.
Un abbraccio.
Caterina

Caterina
Tel:+ 
gaia.fattimail@gmail.com,  


      AFFIDABILE AUTISTA:
devi mandare zia al paesello??
devi mandare i ragazzi al mare ma non hai tempo??
devi andare in appennino ma non sai come arrivarci??
ci penso io !!

saverio offresi con la propria station wagon  
come autista accompagnatore da e per aeroporti
(fiumicino euro 40;  ciampino 35).

per lunghe percorrenze:  tariffa a 28 centesimi il kilometro 
la tariffe non comprende : pedaggi autostradali (andata e ritorno)
- tasse di parcheggio -

CALCOLO KILOMETRICO COMPLESSIVO BASATO SU ANDATA E  RITORNO
ALLA BASE DI PARTENZA 
(qualora anche da me da solo)

facchinaggio,  piccoli trasporti: tariffe da concordare.

saverio ambrogetti  - gaia.fattimail@gmail.com,  
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       AIUTO COMPITI:
Pronto intervento Aiuto Compiti! Hai bisogno di un sostegno nello studio?
Devi recuperare i debiti estivi e ti serve una mano nello studio della Matematica o della Fisica? Devi esercitarti oralmente, organizzare mappe concettuali, tesine e ricerche?
Chiama Maria: ...... Esperienza con bimbi e adolescenti.
Massima serietà e affidabilità. Metodo di studio personalizzato.
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APPARTAMENTO ARREDATO E CLIMATIZZATO, COMPOSTO DA: INGRESSO,SALOTTO CON CUCINA ALL'AMERICANA, AMPIA CAMERA DA LETTO, CAMERETTA, BAGNO E BALCONE MQ 65 VICINISSIMO STAZIONE VILLA BONELLI, CENTRO E ROMA
FIUMICINO.
Grazie molte e grazie per la Rete, direi più tessuto solidale!

EURO …  TEL: 
Antonella: gaia.fattimail@gmail.com


                            SECONDA CASA IN AFFITTO

AFFITTASI APPARTAMENTO ROMA
 Sto aiutando una signora anziana ad affittare un suo appartamento rimasto libero. Si tratta di un appartamento di circa 85mq, con 3 belle ampie camere, una cucina semiarredata, un grande bagno e un grande ingresso, un ripostiglio e un balconcino, molto luminoso, tutti gli affacci sono in cortile-giardino interno . 1° piano, viale Cristoforo Colombo di fronte entrata ex fiera di Roma in palazzo d’epoca. Prezzo appetibilissimo.. Io l’ho visto e vi assicuro che ne vale la pena.. la signora, una expreside,  è anziana e vuole solo totale affidabilità quindi contratto regolare..  Chi è interessato può chiamare me MariaCarla(Volpini) ....oppure scrivere a: ....
REGALASI CUCINA: INTERESSA A QUALCUNO? 
Desideriamo regalare una cucina  in buono stato formata da  5 pensili colore grigio-celeste, un sopralavello, tre pezzi base + 2. Unica richiesta: la rapidità del prenderla ...
Maria Carla gaia.fattimail@gmail.com

   SOS CERCO TELEFONO


salve a tutti
cerco telefono UMTS funzionante in regalo, 
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grazie in anticipo saverio

       SAJERO


   SERVIZIO PSICOLOGICO DOMICILIARE:

Servizio Psicologico Domiciliare per l'Anziano
attivato dai consultori di Psicoanalisi Applicata di Roma. Il servizio resterà in funzione anche per i mesi estivi, compreso agosto.
Tel a 334 – 8507450 oppure 334 – 2776522

MAGGIORI INFO E DETTAGLI: https://www.box.com/s/iip49xft7oxg75s2hgd2,
(dalla rete di Raffaele Magrone)



CONDIVIDO:
EVENTI, ATTVITIVA’, INIZIATIVE A CARATTERE SOLIDALE E/O CULTURALE.  
A SEGUIRE ALCUNE SEGNALAZIONI DI EVENTI, ATTVITIVA’, INIZIATIVE A CARATTERE SOLIDALE E/O CULTURALE. … vita e solidarietà … per imparare a crescere insieme  
BUONA LETTURA:

TE LO REGALO SE VIENI A PRENDERLO
validissimo gruppo su Fb segnalato da Saverio

ORGANIZZAZIONE MONDIALE SANITA’
Raccontare il diritto alla salute attraverso la storia e la riforma dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) è un’opportunità politica rilevante, nel momento in cui la crisi economico-finanziaria si abbatte sui paesi e sul settore pubblico con nuove ricette di austerità e riduzione dell’investimento nazionale sulla sanità -- l’Italia non fa eccezione.

Illustrare i successi e le battaglie dell’OMS, l’unica istituzione intergovernativa con il compito di conseguire il più alto livello di salute per la popolazione del pianeta,  è un modo per richiamare i singoli paesi – governi e parlamenti - alle loro responsabilità in campo sanitario, sia sul piano nazionale che internazionale. Oggi più che mai, l’OMS deve fare i conti con i temi corrosivi delle disuguaglianze e gli effetti della globalizzazione, le regole del commercio internazionale e la mercificazione della salute.

Il 5° rapporto dell’Osservatorio Italiano sulla Salute Globale (OISG) affronta questi nodi nella attualità del processo di riforma dell’OMS, che potrebbe ridisegnare il modo in cui l’agenzia è governata, e finanziata.

L’OMS e il diritto  alla salute: quale futuro
Roma, 18 Luglio 2013 Camera dei Deputati
Ore 17:00  Sala del Cenacolo  Vicolo Valdina, 3
Interverranno
Nicoletta Dentico, presidente Osservatorio Italiano sulla  Salute Globale
Eduardo Missoni,  vice-presidente Osservatorio Italiano sulla  Salute Globale
Luigi Ferrajoli, giurista ed esperto di diritti umani
Daniel Lopez Acuna,  Ufficio del Direttore Generale dell’OMS, Ginevra
Nerina Dirindin,  membro della Commissione Sanità del Senato
Federica Mogherini,  membro della Commissione Esteri della Camera
Modera il dibattito Anna Maria Giordano, giornalista di Radio 3 Mondo
Si prega confermare la partecipazione scrivendo a redazioneOISG@gmail.com.
Gli uomini devono indossare una giacca (anche senza cravatta)

LIBRI TATTILI: CONCORSO!
La Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi e la Fondazione "Robert Hollman" sono liete di presentare l’edizione 2013 del concorso TOCCA A TE!, secondo concorso italiano di letteratura tattile illustrata.
TOCCA A TE! nasce per sostenere e promuovere l'editoria tattile e per stimolare la creazione, la produzione e la diffusione di libri tattili illustrati a livello nazionale
Luogo d'incontro di tutti gli autori di bozzetti tattili, il Concorso TOCCA A TE!

premierà gli album più belli e selezionerà i 5 partecipanti italiani alla XI Edizione del Concorso Internazionale Typhlo & Tactus, che si svolgerà a Helsinki (Finlandia) dal 24 al 27 ottobre 2013.

Anche in questa edizione, infatti, il Gruppo Typhlo & Tactus, estende la competizione a tutti i paesi del mondo, decidendo di accogliere al concorso solamente 5 libri per ogni nazione partecipante. TOCCA A TE! rappresenta quindi anche la preselezione al Concorso Typhlo & Tactus 2013.
La Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi e la Fondazione Hollman raccoglieranno sul territorio nazionale i libri partecipanti, e organizzeranno la giuria giudicatrice dei migliori libri in concorso, e si impegneranno, qualora ne esistano le condizioni di riproducibilità, ad editare i libri vincitori, i quali entreranno a far parte della collana per l’infanzia “Sotto a chi tocca!”. Impegno che deriva dalla consapevolezza dell'importanza che il libro riveste nello sviluppo del bambino, quale fonte imprescindibile di conoscenza, sperimentazione, gioco, integrazione scolastica e sociale.
La giuria di esperti incaricata di nominare i vincitori e di selezionare i 5 libri che parteciperanno alla XI Edizione del Concorso Internazionale Typhlo & Tactus 2013 sarà composta di esperti nazionali nell’ambito della disabilità visiva e della letteratura per l’infanzia. Sarà una giuria mista di persone cieche, ipovedenti e vedenti.

Il vincitore di questa edizione 2013 di “TOCCA A TE!” riceverà un premio in denaro di 1.500 euro.
Il Concorso avrà luogo il giorno nelle giornate del 20-21-22 settembre 2013 presso la biblioteca internazionale Edmondo De Amicis di Genova e si concluderà con la proclamazione dei vincitori.

Il Concorso è dedicato alla memoria di Mauro L. Evangelista


SOS SIRIA:
il coro altre note è lieto di invitarti al concerto  
Da Gerusalemme l’invito del Custode a celebrare messe di suffragio di padre François Mourad, ucciso in un convento francescano, e di tutte le vittime di questo conflitto: “Preghiamo perché questa guerra assurda e vergognosa finisca presto e che la gente di Siria possa tornare presto alla normalità”. - http://www.proterrasancta.org/it/ -
Ricordiamo a tutti gli Amici pro Terra Sancta l’Emergenza Siria

AIUTACI a sostenere la popolazione siriana, a far arrivare cibo e medicinali, e a dare un sostegno concreto a tutti frati e i religiosi che vivono in Siria, perché possano continuare a essere un segno di speranza per tutti.

                Puoi donare: 

ONLINE SU:
www.proterrasancta.org/it/aiutaci/ 

SU CONTO CORRENTE:
ATS - Associazione di Terra Santa
Banca Popolare Etica
IBAN: IT67 W050 18121010 0000 0122691
BIC CODE: CCRTIT2T84A


WFP: EMERGENZE ALIMENTARI

L’Ecuador ospita il più alto numero di rifugiati di tutto l’emisfero occidentale. Il WFP lavora con le altre agenzie delle Nazioni Unite e con il governo locale per assistere queste persone.
QUITO – Carmen, suo marito e i loro tre figli sono fuggiti dalla Colombia nove mesi fa per scappare alla violenza di gruppi armati nel paese. 
La famiglia vive nel quartiere povero di una città di frontiera nell’Ecuador settentrionale, dove ha affittato una stanza con annessa una piccola cucina all’interno di una casa. Nel sua città di origine, Carmen aveva un piccolo negozio di cucito e suo marito possedeva un autobus. Ma hanno lasciato tutto e ora il reddito della famiglia dipende dalla vendita di succo di cocco per le strade della loro nuova città. Ogni giorno, il marito di Carmen compra cocchi e prepara il succo con l’aiuto del figlio maggiore. Il ragazzo mostra con orgoglio il tritatutto manuale che, lui e il padre, utilizzano per ridurre il cocco in poltiglia. Di solito preparano due secchi di succo di cocco al giorno. Un bicchiere di succo viene venduto a 25 centesimi di dollaro.
Voucher alimentari
Con un reddito così limitato, la vita è dura. Carmen dice che quando piove faticano a vendere anche un solo succo di cocco. Oggi la figlia piccola ha la febbre. Suo marito, invece, si è ferito ad un braccio e ha bisogno di cure quotidiane.
“Le razioni mensili del WFP ci danno un po’ di respiro” dice Carmen, spiegando come i voucher alimentari che ottiene dal WFP le danno la possibilità di comprare frutta, verdura e carne fresca presso il negozio locale. “Con questa piccola scheda, la mia famiglia può avere un’alimentazione abbastanza sana”.
Una grande comunità di rifugiati 
Carmen e la sua famiglia sono parte di una grande comunità di rifugiati in Ecuador, paese che ospita il più alto numero di rifugiati di tutto l’emisfero occidentale. Approssimativamente, ogni mese un migliaio di richiedenti asilo attraversa il confine, fuggendo dalla violenza in Colombia.
UN Women el'UNHCR lavorano con il WFP per assistere i rifugiati. Con il sostegno del governo locale, il WFP fornisce assistenza alimentare sia ai rifugiati sia alle famiglie più vulnerabili dell’Ecuador nelle comunità di accoglienza. I voucher alimentari sono il modo più efficace per garantire ai rifugiati e ai loro ospiti l’accesso al cibo e alla nutrizione di cui hanno bisogno.
dona ora:


TEATRO CON PROIETTI & SOLIDARIETA’:

Quest’anno il Globe festeggia dieci anni di attività e l’allestimento del Romeo e Giulietta, curato da Proietti, è davvero mirabile. Gli attori sono tutti giovani e preparatissimi e la rilettura del testo è stata  attualizzata con degli innesti “rap” tanto sorprendenti quanto piacevoli, senza mai trascurare la portata drammaturgica dell’autore 
Inoltre il ricavato sarà dedicato ad una raccolta benefica che presento a seguire. Buon divertimento - simona

 in esclusiva per la Fondazione Insieme per Roma, da parte di Gigi Proietti, una replica per la sera del 22 luglio del suo Romeo e Giulietta al Globe Theatre di villa Borghese
Adesso serve l'impegno di ciascuno di noi 1000 biglietti in due settimane...una bella sfida ma tutti insieme possiamo farcela !

Il ricavato andrà a favore del progetto Crea la Tua Giornata della Cortesia, giunto alla terza edizione, che ha visto fino ad oggi coinvolti oltre 2.500 bambini di più di 50 scuole elementari romane. Tutti i dettagli, foto e video del progetto sono visibili sul nostro sito webwww.fondazioneinsiemeperroma.org Abbiamo messo in piedi, con grande sforzo e poche risorse, una vera e propria scuola di manutenzione civica con progetti concreti sul territorio.

Nel 2012 abbiamo anche ottenuto un prestigioso riconoscimento dal Presidente della repubblica Giorgio Napolitano per l'importanza dei progetti fatti e dei temi affrontati (inclusione sociale, integrazione, valorizzazione delle diversità). 
Con una piccola donazione puoi aiutarci a fare molto. 
- 1 biglietto con una donazione minima di 30,00 Euro 
- 5 biglietti con una donazione minima di 140,00 Euro si possono
- 10 biglietti con una donazione minima di 250,00 Eur
- 25 biglietti con una donazione minima di 500,00 Euro
- 50 biglietti con una donazione minima di 1.100,00 Euro
- 100 biglietti con una donazione minima di 2.000,00 Euro

Per i bambini fino a 12 anni la donazione è di 10,00 Euro

Basta fare una donazione e inviarci la ricevuta unitamente a nome, cognome, indirizzo, codice fiscale, mail o numero di fax, e un recapito telefonico all'indirizzo eventi@fondazioneinsiemeperroma.org o via fax +39 06 87782275

Iban IT 18 M 08327 03239 000000002256
Intestato a: Fondazione Insieme per Roma
Piazza Orazio GIUSTINIANI 4 Roma
Causale: Donazione Serata beneficenza 22 luglio

 invieremo la ricevuta della donazione effettuata con il numero di prenotazione e le modalità per ritirare i biglietti.



ESODO: ESSERE IN CAMMINO
Esodo nasce nel 1979 dall'incontro di esperienze maturate dai Preti operai, dalle comunità di base veneziane, dai gruppi biblici... La cultura e l'azione del movimento operaio e sindacale di quegli anni e i fermenti post-conciliari hanno costituito un punto di riferimento forte anche per la maturazione della ricerca e testimonianza di fede, per la sua "liberazione" dalle incrostazioni dogmatiche e intolleranti. 
I nostri percorsi cercano perciò di smontare le maschere idolatriche che fanno religiosa la politica e politica la religione, oggi sempre più in nome dell'ideologia dell'interesse individuale. In questa direzione abbiamo continuamente cercato di ascoltare/usare le parole in quanto aperte, interrogative, narrative, capaci di creare dialogo e comunicazione, di rinviare a verità non esclusive e negatrici di altre verità..
Per questo soprattutto nell'ultima fase abbiamo aperto le nostre parole allo scambio con nuovi linguaggi, non solo quelli della tradizione ebraico-cristiana occidentale, ma di altre religioni, spiritualità e culture, anche quelle che attraversano la morte della religione. Abbiamo inoltre utilizzato anche linguaggi non scritti come il teatro e la musica, il viaggio alla conoscenza di altri popoli.
Per questo abbiamo rafforzato l'Associazione Esodo, che promuove, oltre alla rivista trimestrale, anche molte altre iniziative, e che è costituita da tutti gli abbonati.
Sono per noi tutti strumenti di lavoro, attraverso cui capire dagli altri, dalle differenze, la nostra storia personale, le nostre contraddizioni, comuni a molti, diversi "perciò estranei alle acquisizioni consolidate, stranieri nei paesi attraversati, minoranza resistente nei confronti delle mode, delle convenienze, dell’impegno omologante nell' "appartenenza di gruppo" (Esodo, settembre 1999).
Una responsabilità ci appare oggi forte e primaria: l'incontro interreligioso non può non affrontare il nodo storico del rapporto tra le religioni e la violenza, l'intolleranza, le guerre. E quindi la necessità di costruire la pace come "nuovo nome dello sviluppo".  http://www.esodo.net/index.htm

ZALAB: ITALIAN SLUM
L'INIZIATIVA

Nel mondo una persona su sei vive in una baracca. In Italia non si sa quanti siano, eppure esistono nel disinteresse generale. Con il lancio di “le Voragini di San Berillo” ZaLab inizia un viaggio nell’universo Slum in Italia. Questa pagina ospiterà nel corso delle prossime settimane documenti, testimonianze, numeri su un fenomeno, quello delle baraccopoli, che ormai caratterizza la skyline delle principali città italiane. Le Voragini di Catania sono difficilmente distinguibili dagli insediamenti lungo il Tevere e l'Aniene a Roma, sul Lungostura Lazio a Torino o anche a Genova, Milano e Napoli.
Per questo, con il lancio di “Le Voragini di San Berillo” ZaLab inizia un breve viaggio chiamato ITALIAN SLUM.
Proporremo nelle prossime settimane una serie di interviste e approfondimenti tematici su questo ambito poco conosciuto: attivisti, operatori sociali e ricercatori ci aiuteranno a comprendere la complessità e la portata di un fenomeno che costringe oltre 1 milione di persone in Italia a vivere nella più totale precarietà.
E’ possibile partecipare all’iniziativa inviando testi e materiale audio-video sull’argomento a comunicazione@zalab.org o inviando un tweet con hashtag#italianslum.

CHI SIAMO

ZaLab produce laboratori di video partecipativo e documentari in contesti interculturali e in situazioni di marginalità geografica e sociale. 

I laboratori di ZaLab si rivolgono a chi non ha possibilità di esprimersi con il video, ma che per questo sa offrire spesso uno sguardo completamente inedito sulla realtà. Fino a oggi ZaLab ha realizzato laboratori di video partecipativo in diverse regioni d’Italia, in Spagna, in Germania, in Tunisia e in Palestina. 

I documentari di ZaLab possono nascere da un laboratorio o dal percorso individuale di un autore. I documentari di ZaLab raccontano vite ignorate e segnate dai conflitti di oggi, con il desiderio di farne storie per tutti. 

ZaLab sviluppa infine un’ampia progettualità sul web, per diffondere nello spazio della comunicazione globale le esperienze creative e i racconti maturati in contesti di margine. 

EDUCAZIONEGLOBALE
Ho aperto un blog dove si discute di educazione e di istruzione.
ci sono nuovi post sul blog. Ecco su quali temi
1. Perchè nei licei si studia ancora latino? Il latino serve ancora?


2. Vivere all'estero con i bambini: vita da expat in Germania 


3. Cosa vuol dire educazione globale? La mission del blog. Perché oggi educare non significa più formare cittadini di uno Stato nazionale ma cittadini di un mondo globale, interconnesso e multiculturale. 
http://www.educazioneglobale.com/chi-sono/

A presto
E. C.


THE ALBERO NEWS

TheAlbero Newsletter Luglio 2013

Chiedo scusa alla favola antica, se non mi piace l’avara formica. Io sto dalla parte della cicala che il più bel canto non vende, regala. (Rodari)

Aggiornamenti:

Lunedì 15 luglio va in scena "Giochi di genere" al Teatro lo Spazio per il concorso "Autori nel cassetto, attori sul comò",

Da venerdì 19 a mercoledì 24 luglio si svolge il seminario esperienza di auto-costruzione e teatro forum a Casalbordino, in Abruzzo. E' possibile partecipare anche solo per alcuni giorni. *contributo simbolico di 10 euro al giorno. Info: 3342834302
Vieni a imparare l'utilizzo di materiali naturali con Francesco e la costruzione di scene di teatro forum con Uri.

Domenica 28 luglio, Ilaria e Uri partono per la Sardegna. E' ancora possibile saltare in aereo (
a prezzi scontati!) e raggiungerci per il seminario dall'1 al 10 agosto per un altro mondo possibile


QI GONG IN MONTAGNA (CN):
QI GONG  in montagna
Ritrovo domenica 14 luglio davanti al comune di ONCINO (CN)  ore 9.30
Immersi nella natura della valle Po, per un’intera giornata faremo esercizi orientali per ridare vigore all’organismo.
Automassaggio – qi gong con i bastoni –qi gong  libero - meditazione in movimento – meditazione con i cristalli - esercizi con gli alberi – ecc. 
prezzo : 30 €
località: Boschi e valli sopra il comune di ONCINO  CN
orari: dalle ore 10.00 alle ore 17.00
cosa portare: un bastone, stuoino, cibo vegetariano da condividere.
Info & prenotazioni:  Giovanni     tel. 3477251957 

SAN PIETRO DI SORRES
           
SAN  PIETRO DI SORRES
Programma estivo  2013
Come ogni anno i  Monaci di S. Pietro di Sorres sono lieti di accogliere quanti desiderano sostare qualche giorno nella loro foresteria,offrendo ,in un clima di silenzio,di ascolto della Parola di Dio e di preghiera,la possibilità di seguire un Corso di Esercizi Spirituali o una settimana di studio.
Qui di seguito le diverse proposte:

1.Corsi di  Esercizi spirituali per LAICI: 15/20 luglio (guidati da P. Ugo Puggioni) e  9/14 settembre(guidati da P. Gianni Pinna).
2.Corsi di Esercizi Spirituali per RELIGIOSE: 22/27 luglio ( guidati da P. Gianni Pinna),29/ 3 ag.  e 16/21 settembre ( guidati da P. Ugo Puggioni).
3.Corso di  Esercizi Spirituali per Sacerdoti,Diaconi perm.e Religiosi: 26/30 agosto ( guidati da S.E.Mons.Carlo Ghidelli,arciv.em.).
4.Settimane bibliche: 8/12  luglio ( guidata da D. Angelo Passaro e da Mons.Rinaldo Fabris),5/10 agosto (guidata da M.Pina Scanu).
5.Quattro giorni di studio su Chiesa e Musica : 20/24 agosto, sul tema :La musica e il canto esprimono la fede(guidati da G.Baroffio,A.Rosso e un Vescovo della Sardegna).
6.Corso di Iconografia 1/8 settembre ( guidato dal Maestro Michele A.Ziccheddu).
7.Corso Ora et Laboratorio 18/20 ottobre.E’ un laboratorio di comunicazione a ritmo di silenzio e preghiera  (guidato da P.Ab Antonio Musi e Sèan Patrick Lovett).
8.Giornata di studio 16 novembre su Abbey Programme:La Regola Benedettina per Imprenditori e Manager  (guidata dal dr Paolo Bianchi).
Tel. 079.824991,Cell.338.3725533 , e.mail:padrebruno@alice.it


APPELLO ACQUA PUBBLICA

Un primo risultato in Europa: l'acqua fuori dalla direttiva concessioni

Tre  giorni per raccogliere 5000 firme  e  superare il quorum nazionale affiancando l’Italia agli altri 11 paesi che  ce l’hanno  già fatta contribuendo ad un risultato storico. L’iniziativa dei cittadini europei (ICE) per l’acqua diritto umano in pochi mesi ha superato il milione e mezzo di firme  ed è riuscita già a mettere in imbarazzo la Commissione Europea. Lo scorso venerdì , il Commissario Europeo al Mercato Interno, Michel Barnier, ha dovuto prendere atto della grande mobilitazione sul tema dichiarando che il servizio idrico verrà stralciato dalla direttiva concessioni che è un provvedimento che rischia di accelerare ulteriormente le privatizzazioni dei servizi pubblici.

Aiutaci raggiungere l’obiettivo in Italia, firma, fai firmare e diffondi l’inziativa dei cittadini europei per l’acqua pubblica.
Sito dove firmare in pochi minuti l'appello ICE:www.acquapubblica.eu

La dichiarazione del commissario Barnier di voler escludere l'acqua dalle direttive sulle concessioni.
Sostanzialmente va nella direzione di escludere dal mercato l'acqua e riprende esplicitamente l'iniziativa dell'ICE.
 (http://ec.europa.eu/commission_2010-2014/barnier/docs/speeches/20130621_water-out-of-concessions-directive_en.pdf)

CONSAPEVOLEZZA&SOLIDARIETA’
Una cittadinanza consapevole è una cittadinanza più solidale.

LA CITTA’ E’ DEI BAMBINI
L’idea della Città dei bambini nasce dall’analisi critica dello sviluppo delle città nell’ultimo secolo, pensate in base ai bisogni e i desideri di un solo cittadino specifico: adulto, maschio e lavoratore. «La città dei bambini» mira a una nuova filosofia di governo della città, assumendo i bambini come garanti delle necessità di tutti, rendendoli partecipi alle decisioni urbanistiche delle amministrazioni, chiedendo loro pareri rispetto all’utilizzo dello spazio pubblico.
«A voi che siete architetti vorrei lasciare un messaggio in una bottiglia. Considerate il vostro lavoro come creazione di luoghi futuri per i bambini. La città e i paesaggi andranno a forgiare il loro mondo di immagini e desideri. Vorrei anche che provaste a considerare ciò che per definizione è l’esatto contrario del vostro lavoro: voi infatti non dovete solo costruire edifici, bensì creare spazi di libertà, spazi liberi per conservare l’equilibrio dei vuoti, affinchè la sovrabbondanza non ci renda invisibili i mondi che ci circondano».
Wim Wenders
Francesco Tonucci è il responsabile della Città dei bambini, progetto internazionale del Consiglio nazionale delle Ricerche dell’Istituto di scienze e di tecnologie della cognizione. L’idea della Città dei bambini nasce dall’analisi critica dello sviluppo delle città nell’ultimo secolo. Tutti i grandi insediamenti urbani devastati dalle guerre mondiali, racconta Tonucci, non sono stati ricostruiti in base ai bisogni e i desideri della cittadinanza tutta, ma considerando un solo cittadino specifico: adulto, maschio e lavoratore.  Così le fasce escluse da questo profilo – bambini, persone con disabilità, anziani – oggi faticano a vivere e spostarsi per le città, costretti a condividere gli spazi con i giocattoli preferiti dell’adulto maschio lavoratore: le automobili. Se abbiamo voglia di cambiare questa situazione, continua il pedagogista, i bambini ci possono aiutare.
Il progetto «La città dei bambini» mira dunque a una nuova filosofia di governo della città, assumendo i bambini come garanti delle necessità di tutti, rendendoli partecipi alle decisioni urbanistiche delle amministrazioni, chiedendo loro pareri rispetto all’utilizzo dello spazio pubblico. «Studi tra i più autorevoli sulla sviluppo dell’intelligenza dimostrano che il momento di maggiore sviluppo delle capacità cognitive dell’uomo è collocato nei primi anni della sua vita – spiega Tonucci – per cui escludere i più giovani dalla partecipazione e dalle scelte politiche è un grave errore, inoltre c’è una ragione giuridica per cui i bambini devono essere interpellati: si tratta della legge internazionale contenuta nella Convenzione dei diritti dell’uomo e ratificata da tutti gli stati del mondo nel 1989, che riconosce il bambino come un cittadino sin dalla nascita».
«La città dei bambini» promuove e incoraggia la partecipazione dei piccoli alle scelte urbanistiche, organizzando incontri, mediando i messaggi dei bambini e proponendoli alle amministrazioni. Tonucci ha raccontato che recentemente un bambino di una città del Nord Italia ha chiesto che metà dei parcheggi della sua città fossero trasformati in spazi per giocare, «una proposta che alla gran parte dei cittadini adulti potrebbe sembrare ridicola, ma che a noi sembra invece imbarazzante: quel bambino si è posto sullo stesso piano di un’automobile, chiedendo di condividere 50-50 gli spazi  della sua città».
Altro grande pilastro del progetto è il recupero dell’autonomia dei giovani, promuovendo azioni di incoraggiamento affinchè i genitori lascino andare i figli a scuola da soli. Negli anni Settanta quasi il 100 per cento dei bambini di scuola primaria andava a scuola autonomamente, oggi la percentuale è crollata al 7 per cento, un cambiamento culturale pericoloso e non privo di gravi conseguenze. «Se non lasciamo vivere la strada ai nostri bambini, se non insegniamo loro la fiducia negli altri, le nostre città saranno sempre meno sicure e le generazioni future sempre meno capaci di rapportarsi con le cose del mondo. Nel corso di un lavoro che abbiamo realizzato a Rosario, in Argentina, un bimbo di cinque anni ha detto una cosa molto importante: “Io credo che gli adulti ci possono aiutare. Però da lontano”». (Comune Info: http://comune-info.net/2013/06/la-citta-e-dei-bambini/)

PAKISTAN “ROSA”: DIRITTO ALL’ISTRUZIONE
Lo scorso 15 giugno, quindici ragazze sono state assassinate in Pakistan perchè volevano un'istruzione.
Molta gente conosce la mia storia, eppure ogni giorno accadono molte vicende simili alla mia, storie di ragazze e ragazzi che lottano per la propria istruzione.
Il diritto all'istruzione, uno dei più basilari al mondo, è sotto attacco.
Abbiamo bisogno di cambiare questo dato di fatto e per farlo ho bisogno del tuo aiuto.
Il 12 luglio compierò 16 anni. Quel giorno consegnerò personalmente le firme al Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon.
Io sono stata vittima di un attacco terrorista per aver difeso l'istruzione delle ragazze. Le ragazze assassinate in Pakistan non avevano nulla a che fare con la politica: volevano soltanto emanciparsi attraverso l'istruzione.
Grazie,
Malala Yousafzai via Change.org

PESTICIDI TOSSICI E MEDICINE
Greenpeace pubblica oggi il rapporto “Erbe cinesi: elisir di salute o cocktail di pesticidi?” dove rivela che prodotti legati alla medicina tradizionale cinese a base di erbe in vendita in Italia, altri Paesi europei e Nord America, possono contenere un cocktail tossico di residui di pesticidi, anche superiori ai Limiti Massimi di Residui (LMR) ammessi.
Dei 36 campioni testati da Greenpeace e provenienti da Italia, Francia, Germania, Olanda, Regno Unito, Canada e Stati Uniti, 32 contengono residui di tre o più pesticidi. Nei campioni di caprifoglio acquistati in Canada e Germania, per esempio, sono stati trovati rispettivamente 24 e 26 pesticidi. Mentre in Italia, in soli tre campioni è stata riscontrata la presenza di ben 23 residui di antiparassitari diversi, tra cui due vietati in Cina (carbofuran e phorate). I risultati ottenuti dimostrato che in questi mercati i consumatori sono potenzialmente esposti a pesticidi classificati come estremamente pericolosi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).
“Chiediamo alle autorità europee controlli e sistemi di monitoraggio più severi per escludere la presenza di residui di antiparassitari nei prodotti alimentari. Le aziende, inoltre, devono adottare sistemi di verifica efficaci per gli alimenti importati, distribuiti o venduti direttamente ai consumatori. Così facendo potremo sia fare acquisti senza temere di portare un cocktail di pesticidi sulle nostre tavole, che iniziare a invertire il trend in crescita dell’utilizzo di antiparassitari in agricoltura”. – sottolinea Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura Sostenibile di Greenpeace.
L’esposizione a lungo termine ai pesticidi può portare a un accumulo nel corpo di residui chimici tossici, capaci di causare disturbi cognitivi e disfunzioni al sistema ormonale e riproduttivo.
I residui di pesticidi trovati nei prodotti a base di erbe cinesi evidenziano il fallimento dell’attuale sistema agricolo industriale fortemente dipendente da prodotti chimici tossici, a scapito della salute e dell’ambiente. Un recente rapporto di Greenpeace sugli effetti dei pesticidi sulle api e gli altri insetti impollinatori sottolinea come la dipendenza dell’agricoltura di stampo industriale verso la chimica non solo sta contribuendo al declino delle colonie di api, ma rischia di compromettere la sicurezza alimentare in Europa.
Greenpeace ritiene necessario aumentare i finanziamenti da destinare alla ricerca pubblica per pratiche agricole ecologiche e in particolare per l’applicazione di alternative sostenibili per il controllo dei parassiti rispetto al pesante utilizzo di prodotti chimici.
“Invece di aspettare che le api spariscano per sempre o che la contaminazione da sostanze chimiche coinvolga altri prodotti alimentari, l’Italia e gli altri Paesi europei dovrebbero agire subito per agevolare la transizione verso un’agricoltura sostenibile” – conclude Ferrario.
I risultati diffusi oggi sono parte di un’indagine di Greenpeace Est-Asia. Altri dati, pubblicati lo scorso 24 giugno, dimostravano la presenza di allarmanti residui di pesticidi nei prodotti locali a base di erbe venduti in Cina, confermando l’urgenza di porre fine all’uso di prodotti chimici nell’agricoltura intensiva di stampo industriale.
- Leggi il briefing in italiano “Erbe cinesi: elisir di salute o cocktail di pesticidi?”:http://www.greenpeace.org/italy/it/ufficiostampa/rapporti/Erbe-cinesi/
- Leggi il rapporto integrale in inglese: http://www.greenpeace.org/italy/Global/italy/report/2013/agricoltura/chinese-herbs-report.pdf
- Leggi il rapporto di Greenpeace Est-Asia: http://www.greenpeace.org/international/Global/eastasia/publications/reports/food-agriculture/2013/chinese-herbs-pesticides-report.pdf
- Leggi il rapporto “Api in declino” su http://salviamoleapi.org/


TOSSICODIPENDENZE: USCIRE DAI VECCHI STEREOTIPI:

Dalla comunità chiusa a luogo che deve fornire una progettualità larga e inclusiva più che un contenimento. Una testimonianza sul campo: «è necessario cambiare stereotipi sull’immagine del tossicodipendente in comunità (per esempio in merito all'età) e mettere in atto un intervento diversificato da quello per “adulti”.

 … Il fenomeno delle dipendenze è in continuo mutamento, e uno dei tanti cambiamenti evidenti è l’abbassamento dell’età d’inizio di abuso delle sostanze stupefacenti e dell’alcool. Pertanto il target degli interventi di prevenzione e riabilitazione si modifica, anche nell'ambito delle comunità residenziali. Nella comunità "Casa del giovane" di Pavia dal 2008 sono entrati 46 soggetti sotto i 21 anni, di cui uno ha solo 14 anni. 
 … Tutti i ragazzi hanno iniziato l’abuso di sostanze con i cannabinoidi, il 29% all'età di 12 anni, e il 90% entro i 15 anni. I ragazzi hanno dichiarato di assumere come sostanza primaria d'abuso i cannabinoidi (54%), l'eroina (27%), la cocaina (16%) e gli allucinogeni (3%). L'84% utilizza almeno un'altra sostanza stupefacente, in particolare emerge la cocaina come sostanza "secondaria" d'abuso per coloro che hanno dichiarato di utilizzare i cannabinoidi e l'eroina come sostanza primaria.
L'assunzione dell'eroina avviene per via endovenosa nel 50% dei casi e attraverso il fumo nel restante 50%. La cocaina per il 30% viene sniffata, per il 20% viene fumata, per il 10% viene iniettata e per il 40% viene assunta con modalità multiple.
Gli anni che intercorrono tra l'inizio del consumo di cannabinoidi e la prima assunzione di un'altra sostanza stupefacente sono in media 2. Quindi esiste un periodo "finestra" in cui i ragazzi hanno già iniziato un consumo di stupefacenti, ma non sono ancora passati ad altre sostanze e a una vera e propria dipendenza.
Il 40% dichiara di abusare anche di alcol, e questo comportamento inizia tra i 12 e i 15 anni per la maggioranza, quindi in concomitanza, se non addirittura prima, dei cannabinoidi.
All'80% dei ragazzi che assumono eroina è stata prescritta una terapia sostitutiva (56% Subutex, 44% metadone), mentre un soggetto (2,6%) è in trattamento con antabuse. Questo dato è importante perchè le terapie sostitutive hanno un significato e un impatto diverso per i più giovani e spesso l'assunzione di una terapia sostitutiva implica che diversi mesi in comunità siano dedicati solo allo scalaggio di essa e alle difficoltà che comporta, posticipando l'inizio di un lavoro personale su di sè che vada oltre la dipendenza fisica da una sostanza.
 … L'importanza di intervenire tempestivamente e in modo risolutivo è data anche dalla considerazione che nell'adolescenza il sistema nervoso centrale è ancora in fase di sviluppo: la corteccia cerebrale arriva alla sua piena maturità dopo il 20° anno di vita  e l’insorgenza del disturbo in età adolescenziale fa sì che la dipendenza si radichi come elemento strutturale della personalità in via di sviluppo, con conseguenze sempre più gravi per il futuro. Il consumo di sostanze negli adolescenti incide negativamente su aspetti fondamentali della vita, fino a comprometterli gravemente: le relazioni sociali, le relazioni familiari, il percorso scolastico, la situazione legale…
L’adolescenza è un periodo caratterizzato da comportamenti orientati alla ricerca di novità e all’assunzione del rischio, dall' immaturità nel controllo degli impulsi, da una reattività accentuata agli incentivi, e dalla ricerca di vantaggi immediati rispetto a quelli a lungo termine. Queste caratteristiche chiaramente li rendono più vulnerabili ai comportamenti di dipendenza e meno recettivi agli interventi di tipo ambulatoriale, che non hanno una continuità nella vita quotidiana. Nella società attuale gli adolescenti si trovano sempre più in una condizione di rischio: il raggiungimento dell’autonomia è sempre più ritardato e il giovane si sente più fragile e si rivolge a “oggetti sostitutivi”, i nuovi canali di comunicazione espongono a stimoli sempre più precoci e non filtrati dagli adulti, l'influenza del gruppo dei coetanei è sempre più forte e vincolante.
Alla luce di questi dati e di queste considerazioni è necessario agire precocemente sul problema della dipendenza e con interventi che siano davvero risolutivi. Si tratta di affrontare situazioni in cui il problema va ben oltre la dipendenza da una sostanza, coinvolgendo lo stile di vita del ragazzo, la sua personalità e le sue relazioni interpersonali e, perchè questo accada, non è pensabile che sia sufficiente un trattamento ambulatoriale. La comunità garantisce una presa in carico globale della persona, e soprattutto l'allontanamento da un ambiente e da uno stile di vita che impediscono anche al ragazzo più motivato di cambiare davvero, perchè rappresentano un richiamo troppo forte all'abuso di sostanze. Il percorso deve essere a lungo termine, perchè per raggiungere un vero cambiamento personale non possono bastare pochi mesi. Inoltre, con i più giovani è indispensabile garantire continuità anche dopo l’uscita dalla comunità, per mantenere un punto di riferimento costante nel reinserimento e nelle tappe successive della vita.
 … Il fatto che il numero delle interruzioni del percorso sia inferiore nei più giovani rispetto alla media significa che un intervento precoce di tipo residenziale può essere efficace già a questa età e prevenire drammatiche conseguenze future.

… PER LEGGERE TUTTO L’ARTICOLO tratto da VITA:


RETI   AMICHE:
Segnalo a tutti gli amici di Fatti Mail  la rete con cui spesso condividiamo sfide solidali:
- la rete di Raffaele Magrone


Lo spirito di gratuità che muove Fatti Mail implica che chiunque abbia ricevuto (o riceva) ospitalità circa  un proprio comunicato lo faccia in spirito di condivisione dell'idealità solidale accettando di essere parte di uno spazio in cui la comunicazione sia tanto un dire quanto un ascoltare. La solidarietà ha infatti necessariamente due direzioni quella del chiedere e quella dell'offrire. Se non sono entrambe vissute ed accolte non potrà esserci spazio di solidarietà.
Nei Fatti  - e nelle Mail - questo significa accettare:
-       che il proprio indirizzo e-mail entri nella mailing list di Fatti Mail (che non ne farà uso alcuno al di fuori della spedizione on-line delle news letter 2/3 volte al mese)
-       ed essere disponibili a leggere i bollettini che si riceveranno con la stessa solidarietà che si è sperato altri abbiano messo in gioco leggendo  il proprio annuncio

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mi chiamo Futuro ... tu come ti chiami ?

mi chiamo Futuro ... tu come ti chiami ?
Dio mi liberi dalla saggezza che non piange, dalla filosofia che non ride e dall'orgoglio che non s'inchina davanti ad un bambino" (K. Gibran) - "Forse ha ragione il gesuita p.John Haughey quando afferma :”Noi occidentali leggiamo il vangelo come se non avessimo soldi e usiamo i soldi come se non conoscessimo nulla del Vangelo" (Alex Zanotelli)

FORSE NON TUTTI SANNO CHE:

1) Mangiare, Dormire, Lavarsi ... è x tutti
sul sito della Comunità di S. Egidio è possibile "sfogliare" guide solidali che informano sulle realtà CITTADINE disponibili a sostenere chi si trovi in difficoltà

http://www.santegidio.org/index.php?&pageID=228

2) Legalità è Solidarietà
I grandissimi "piccoli" numeri delle "mafie" da una parte
e dall'altra i piccoli "grandissimi" numeri di chi quotidianamente tesse scelte solidali e cultura legale per contrastarle: sapere è potere, sapere è vedere video come quello presentato dalla trasmissione "La Storia siamo Noi"

SOLIDARIETA' E AMBIENTE

ACQUA, un popolo di spreconi

ACQUA, un popolo di spreconi

Un popolo di spreconi.

Ne consumiamo ogni giorno più di 250 litri a testa, più di ogni altra nazione europea.

Non siamo i più puliti, ma solo i più spreconi.



Ogni giorno utilizziamo centinaia di litri d’acqua senza prestare molta attenzione; in genere l’atteggiamento più diffuso è quello di pensare che «basta aprire un rubinetto e servirsene a piacere», in realtà le cose non stanno proprio così, è necessario fermarsi a riflettere un attimo per dare il giusto valore ad una risorsa che purtroppo non è infinita.

Senza acqua nessuna forma di vita è possibile, è un bene d’assoluta necessità che diventa sempre più scarso con il passare del tempo per motivi sia di ordine quantitativi (l’acqua oggi a disposizione è pari a circa un terzo di quella disponibile negli anni ‘50 e tra cinquanta anni sarà ulteriormente dimezzata), sia qualitativi (per ogni litro d’acqua potabile, almeno otto risultano contaminati dall’attività umana).

Gli effetti di questa situazione sono sotto gli occhi di tutti: casi crescenti di razionamento idrico; il consumo di acqua minerale o filtrata diventato quasi un obbligo; lievitazione del costo dell’acqua potabile ecc.

Se poi allarghiamo lo sguardo a livello mondiale, il panorama diventa ancora più preoccupante: circa un miliardo e mezzo di persone non dispongono di acqua potabile.

Di fronte ad un quadro tutt’altro che roseo, oltre ad avvicinarsi al rubinetto con maggiore rispetto, diventa importante porsi il problema di come contribuire in prima persona a migliorare la situazione.

D’altra parte, un uso più appropriato dell’acqua non fa bene solo all’ambiente, ma anche al portafogli e con molta probabilità anche alla pace tra i popoli, perché sono oramai numerosi gli analisti politici che individuano nella carenza d’acqua uno dei possibili motivi di conflitto armato tra i paesi.

Che fare?

Per eliminare gli sprechi idrici si può agire su tre fronti: -Ridurre i consumi d’acqua, in modo da erodere il meno possibile questa preziosa risorsa e contrarre l’impatto ambientale (produrre, trasportare e smaltire acqua potabile richiede energia e produce inquinamento). -Contrarre l’impiego di additivi per ridurre l’inquinamento dell’acqua, della natura e dell’ambiente domestico. -Diminuire il consumo energetico per scaldare e distribuire l’acqua al fine di ridurre l’inquinamento ambientale e il consumo di energia fossile. Per raggiungere questi obiettivi è necessario intervenire sia a livello degli stili di vita, modificando alcune abitudini radicate nel tempo, sia a livello di impiantistica, utilizzando apparecchiature progettate con particolare attenzione al risparmio idrico ed energetico per garantire un’efficacia uguale o superiore rispetto ai dispositivi convenzionali. Spesso si tratta di mettere mano al portafogli, ma il più delle volte il risparmio che deriva dall’uso di tali dispositivi ripaga in poco tempo la spesa affrontata per il loro acquisto. Il massimo dei risultati si ottiene quando entrambe queste strategie, cioè modifica delle abitudini e nuova impiantistica, sono adottate insieme. Vediamo ora in dettaglio le varie soluzion possibili.

Riduzione dei consumi

Iniziamo dalla tipologia di utilizzo che impatta maggiormente per poi passare alla seconda e così via prendendo come riferimento il diagram-ma a torta (vedi il grafico ripartizione dei consumi domestici), in altre parole guardiamolo con occhi famelici e gettiamoci a capofitto sulla fetta più grossa per poi passare a quella di dimensioni immediatamente inferiori e cosi via!

  • Docce e bagni.
  • La doccia presenta un minor consumo d’acqua, rispetto al bagno, soprattutto se si tiene l’acqua aperta solo quando serve.
    Inoltre è possibile adottare docce a risparmio energetico, in grado di ridurre i consumi oltre il 70%. In termini pratici, considerando una doc-cia al giorno si possono risparmiare in un anno oltre 50.000 litri d’acqua e diverse centinaia di euro.
    La cosa importante è di utilizzare docce che non si limitino a ridurre il consumo d’acqua (allora tanto vale non aprire totalmente il rubinetto, con il risultato che s’impiega più tempo a lavarsi e si consuma lo stesso quantitativo di acqua), ma sfruttino in maniera più intelligente l’acqua, garantendo un elevato potere lavante a fronte di minori consumi.
    Vi sono inoltre vantaggi secondari interessanti: nel caso di boiler elettrico, più persone riescono a fare la doccia consecutivamente e minori sono i cali di portata per gli altri utenti, l’unico rovescio della medaglia è che, passando meno acqua nei tubi, si deve attendere più tempo l’arrivo dell’acqua calda.

  • Lavaggio stoviglie e biancheria.
  • Nel caso in cui si utilizzino lavatrici o lavastoviglie è bene farle girare sempre a pieno carico; nel caso dei lavaggi a mano evitare l’uso d’acqua corrente e preferire l’acqua raccolta in un lavabo o in una bacinella.
    Sempre per ridurre gli sprechi, non lasciate diventare vecchio lo sporco dei piatti e le macchie ostiche dei tessuti perché richiedono un lavaggio più impegnativo sia da un punto di vista chimico (detersivi) sia energetico (tempi e temperature più elevate); lavare separatamente i pezzi a seconda del grado di sporco.
    Molti si chiederanno: si consuma più acqua, energia e detersivi lavando a mano o a macchina?
    Per rispondere in maniera corretta a questa domanda è necessario conoscere due fattori: grado di riempimento ed «economicità» della macchina da una parte e capacità di lavaggio manuale dall’altra.
    Comunque alcuni studi in materia hanno dimostrato che per lavare lo stesso quantitativo di stoviglie, pari ad un carico intero di una lavapiatti, mediamente si consumano 80 litri d’acqua se lavati a mano; 60 se lavati a macchina; 12 litri nel caso di apparecchi ad elevata efficienza, i quali oltre al risparmio d’acqua consentono una notevole contrazione dei consumi di detersivi ed energia.

  • Vaschette del WC.
  • Le vaschette tradizionali, in genere contengono circa 24 litri, un volume d’acqua tale da permettere una buona azione lavante nel caso di presenze solide…, ma eccessivamente elevata nel caso di rifiuti liquidi.
    Mediamente, con tali sciacquoni si ha un consumo giornaliero di circa 100 litri a persona, in gran parte sprecati.
    Più efficienti sono le vaschette a due mandate, una da 3 e l’altra da 6 litri, grazie alle quali il consumo giornaliero, a parità di funzione, scende a 15 litri d’acqua.
    Se utilizzate in maniera corretta, ossia schiacciando il tasto giusto al momento giusto, con le vaschette a doppia mandata si arriva a risparmiare circa 17.000 litri d’acqua l’anno a persona.
    Quando non si hanno a disposizione vaschette ad hoc, è possibile modificare i tradizionali cassonetti introducendo dei pesi che permettono di ottenere le stesse prestazioni.
    Un altro metodo è di inserire nella vaschetta un mattone o più semplicemente una bottiglia piena d’acqua.
    In quest’ultimo caso si risparmia molta acqua, ma si riduce anche la quantità disponibile per ogni scarico con l’inconveniente di ridurre l’azione lavante.

  • Rubinetti.
  • Vanno aperti solo quando serve e tenuti chiusi mentre ci si insapona o ci si lava i denti; analogamente per lavare la frutta e la verdura è sufficiente usare acqua raccolta in una bacinella e non quella corrente.
    Per dare un’idea concreta di quanto questi gesti quotidiani possano far variare notevolmente il livello dei consumi idrici, analizziamo in dettaglio cosa accade durante il lavaggio dei denti: tenendo aperto il rubinetto per tutto il periodo di pulizia, si arriva a consumare 10.000 litri l’anno a persona; quando il rubinetto viene aperto solo per il risciacquo il consumo d’acqua si riduce a 1600; se poi invece dell’acqua corrente si utilizza quella contenuta in un bicchiere, si arriva a non più di 200 litri d’acqua l’anno!
    Un bel risparmio, vero?
    Per quanto concerne interventi di tipo impiantistico, è possibile sostituire i normali filtrini dei rubinetti (quelli che ogni tanto dobbiamo pulire dal calcare e da altre sporcizie) con dei modelli risparmio energetico (aeratori).
    Come per le docce vale il discorso di acquistare dei modelli che non si limitino a ridurre la portata dell’acqua, ma che producano un getto di eguale capacità lavante con consumi inferiori.

  • Perdite dalle guarnizioni.
  • L’acqua, che a causa di perdite delle guarnizioni gocciola dai rubinetti o dallo sciacquone, sembra poca cosa, ma essendo continuativo, anche il semplice gocciolamento comporta uno spreco inutile di migliaia di litri d’acqua (e di euro).
    Nel caso in cui l’impianto è dotato di accumuli dell’acqua calda, come ad esempio i boiler elettrici, oltre al consumo d’acqua le perdite idriche si tramutano anche in uno spreco d’energia elettrica.
    È pertanto consigliabile di sostituire immediatamente le guarnizioni danneggiate.

  • Ridurre l’Impiego di Additivi
  • Tutti i detergenti, compresi quelli ecologici, comportano un impatto ambientale per la loro produzione, il trasporto e lo smaltimento.
    Inoltre, soprattutto nel caso di detergenti convenzionali, si ha una liberazione di residui tossici nell’ambiente che poi vengono assimilati attraverso la respirazione, la pelle e il consumo di alimenti.
    Ecco perché è bene ridurre al minimo l’impiego di detergenti e detersivi e in ogni caso preferire i prodotti ecologici.
    Ma cosa c’entrano i detersivi con l’acqua?
    È molto semplice: in tutti i processi di pulizia viene utilizzata l’acqua come diluente che, se usata in modo intelligente, riserva ottime sorprese!
    Per il lavaggio di stoviglie e del bucato è possibile trattare energicamente l’acqua con opportuni dispositivi da applicare direttamente alle condotte dell’acqua o direttamente nelle macchine da lavare o sotto forma di additivi, ottenendo circa un dimezzamento dei consumi dei detersivi.
    Per quanto concerne la pulizia delle superfici è consigliabile impiegare dei panni in microfibra dove l’azione chimica degli additivi è completamente sostituita dall’azione meccanica, ossia si pulisce e si sgrassa unicamente utilizzando l’acqua.
    Ma anche in questo caso, per non avere risultati deludenti, è necessario scegliere prodotti d’elevata qualità.

  • Combattere il Calcare
  • Il calcare è ben noto per la tendenza a creare incrostazioni, assai difficili da rimuovere da box doccia, lavelli e rubinetteria in generale; ma i maggiori inconvenienti, il calcare li crea all’interno dell’impianto idraulico, ossia nelle condutture e, soprattutto, nei generatori d’acqua calda (elettrici o a gas).
    Tali depositi creano due tipi di barriere: una termica e una fisica.
    La prima si traduce in un maggior consumo di energia per nulla trascurabile, infatti, per ogni millimetro di deposito di calcare nei tubi, si registra un aumento dei consumi elettrici di circa il 10% e siccome lo strato accumulato in un generatore d’acqua calda può diventare molto spesso, nel tempo, i consumi possono crescere vertiginosamente.
    Analogamente, lo strato di calcare crea anche una barriera fisica al passaggio dell’acqua che, nel caso d’impianto dotato di autoclave, fa anch’esso aumentare i consumi di elettricità.
    Infine va detto che il calcare sollecita maggiormente l’impianto idraulico riducendone la durata.
    Una verifica della presenza di calcare all’interno dei tubi può essere realizzata con una semplice prova.
    Aprite al massimo il rubinetto dell’acqua fredda e notate la portata; dopo qualche istante ripetete la stessa cosa con il rubinetto dell’acqua calda.
    La minore portata dell’acqua calda è essenzialmente dovuta alle incrostazioni di calcare presenti nel generatore di calore!
    Le soluzioni utili per vincere il calcare si dividono in due categorie: trattamenti in grado di inibire il potere di coesione del calcare che, pur continuando ad essere presente nell’acqua, non è più in grado di for-mare incrostazioni; trattamenti di rimozione del calcare dall’acqua.

Ecologia Domestica

Del primo gruppo fanno parte i trattamenti energetici dell’acqua, i catalizzatori ceramici e i campi magnetici.

I primi uniscono le proprietà anticalcare alla riduzione dei consumi di detersivi ed all’eliminazione del problema della formazione della ruggine (molti modelli possono essere installati senza ricorrere all’idraulico).

I catalizzatori ceramici sono estremamente efficaci, ma richiedono un intervento impiantistico così come i dispositivi basati sull’effetto dei campi magnetici.

Tra i dispositivi che operano la rimozione parziale del calcare dall’acqua vi sono gli addolcitori, il cui impiego richiede periodicamente l’aggiunta di sale e un’accurata manutenzione.
Inoltre, sia l’installazione che la manutenzione richiede l’intervento di tecnici specializzati.

LENTE D'INGRANDIMENTO


Stop alla droga? Diciamolo in piazza

di Francesca Sironi - marzo 2013

Parlare di cocaina nei luoghi in cui viene venduta, per sottrarli agli spacciatori e resituirli, almeno per un giorno, alla legalità. Un'occupazione lettaria itinerante, in giro per l'Italia, da Roma a Scampia, da Palermo a Milano. Ecco il progetto 'Tira dritto', nato dall'idea del giornalista di Repubblica Paolo Berizzi


Occupare i fortini della droga. Usando solo la forza della parola. Restituendo, almeno per un giorno, le principali piazze di spaccio d'Italia alla legalità. E' l'obiettivo di "Tira dritto - Stop Cocaina", una campagna ideata dal giornalista Paolo Berizzi e sostenuta dal dipartimento delle politiche antidroga alla Presidenza del consiglio dei ministri. Un'iniziativa a tappe che inizierà mercoledì 27 marzo a Tor Bella Monaca, alla periferia di Roma: «Questi sono luoghi dove centinaia di famiglie vivono spacciando cocaina. Noi vogliamo portare per un pomeriggio le istituzioni, gli esperti, i magistrati e dei testimonial a parlare delle conseguenze dell'uso e della vendita della "regina" delle droghe», spiega Berizzi.

Gli incontri non saranno paludate conferenze ospitate in qualche sala comunale, ma dibattiti all'aperto, per strada: «Si chiamano "Talkstreet" ed è la prima volta che il tema della droga sarà affrontato in questo modo, in Italia. Pensavo fosse un'idea folle, ma molti l'hanno sostenuta».

Berizzi, autore con Antonello Zappadu del libro "La Bamba", in cui ricostruisce il percorso della coca dalle piantagioni colombiane alle vie di Milano, porterà con sé magistrati ed esperti ma anche attori, registi, cantanti. Fra i volti noti ci saranno quelli di Pierfrancesco Favino, Daniele Silvestri, Marco Giallini, Kasia Smutniak, Matteo Garrone: «Ognuno di loro racconterà la sua esperienza, condividerà delle riflessioni sul problema della cocaina. Avere dei testimonial è importante: andremo in quartieri dove sono conosciuti, e questa sarà magari la scusa per portare la gente in piazza».

Gli scambi di parole saranno brevi, promette Berizzi: «Quello che ci interessa veramente è ascoltare gli abitanti dei quartieri. Sentire da loro cosa significa vivere in mezzo alla droga». Niente palco, tendoni o inviti: tutto avverrà per strada, sui marciapiedi, fra le panchine dei parchi pubblici. A moderare gli interventi sarà sempre Elsa di Gati, giornalista di Rai3. La promozione dell'iniziativa sarà fatta sul territorio, dalle associazioni locali: «L'incontro di Roma è promosso con Villa Maraini, che da 40 anni aiuta i tossicodipendenti. Al dibattito interverrà anche il fondatore della comunità, Massimo Barra, un uomo che vive in trincea da tutta la vita».

Per Berizzi i Talkstreet, 15 in tutta Italia, che andranno dallo Zen di Palermo a Corso Como a Milano, dal quartiere Japigia di Bari a Porta Palazzo a Torino, saranno un modo per «occupare» le piazze di spaccio. Una parola forte, "occupare", che spiega così: «Vogliamo portare le istituzioni in mezzo alla gente che tutti i giorni vive a contatto con la cocaina. Vogliamo scendere per strada, non fermarci a una carovana simbolica. Andare nelle piazze di spaccio ci permetterà di dare un segnale forte, usando semplicemente le parole». Le reazioni potrebbero essere diverse: «Dove potremo, dove avremo le carte, le sentenze, faremo i nomi dei signori della droga locali. Ci rivolgeremo anche a loro, alle loro famiglie, nel loro territorio. Non potremmo dare un segnale più forte di questo. Le reazioni potranno essere negative o positive, purché ci siano». Per una volta, infatti, gli abitanti potranno essere protagonisti, non animali da zoo dietro le telecamere né vittime di un gioco più grande di loro: «Non saremo dei meri registratori. Tutto ciò che ci diranno servirà a giornalisti e magistrati per capire meglio il mondo della cocaina, anche dal loro punto di vista».

I contesti saranno ovviamente diversi. Dal degrado di Scampia alle luccicanti vetrine del centro di Firenze o di Bologna. Anche i discorsi cambieranno, col contesto, ma l'obiettivo rimarrà sempre lo stesso: «Accendere i riflettori». Ogni due o tre settimane, a partire dal prossimo 27 marzo, la campagna si sposterà in giro per l'Italia. Sperando di lasciare un segno contro il business della cocaina, che continua ad arricchire le mafie e a rovinare la vita di migliaia di persone: «Oggi la cocaina è molto più di quanto si pensi. Influenza i comportamenti, regola e stravolge le dinamiche sociali, la vita delle città. E' sovrana della quotidianità lavorativa, dai muratori ai parlamentari, dai piloti ai manager, dagli autisti ai chirurghi. Imbianca i licei e le università e incipria i nasi di consumatori sempre più giovani», scrive Berizzi sul sito: «Basterebbe una boccata d'aria pura, una sniffata di libertà, un'indigestione di fiducia, una volta, per un pomeriggio, magari un'ora, per ricordarsi come ci si sente bene padroni di noi stessi»
.

SOLIDARIETA' E CONSUMI

L’economia solidale

è, prima di tutto, un atteggiamento da cui derivano dei comportamenti che determinano un particolare stile di vita. Non si tratta solo, infatti, di aderire alle formule del commercio equo solidale, ma anche, e soprattutto, di rivoluzionare le nostre abitudini quotidiane: l’economia solidale comprende anche il nostro modo di lavare e lavarsi, ossia la quantità e la qualità di acqua, sapone e detersivi che utilizziamo.

Partire, quindi, dalle piccole cose, dalle attività quotidiane che, alla fin fine, costituiscono, in termini di tempo d’esecuzione, una porzione molto ampia di ogni nostra giornata. Limitare i consumi, specie d’acqua, evitare gli sprechi, cooperare con gli altri, sostituire la moda dell’ “usa e getta” con quella del recupero, utilizzare prodotti ecocompatibili, utilizzare l’automobile solo in casi di estrema necessità, impegnarsi a non inquinare, scambiare (tipo libri, cd, attrezzi, ecc.) per evitare di acquistare, sono alcuni imperativi per uno stile di vita un po’ più sobrio.

Zucchero equo-solidale

La nostra società si basa su un flusso continuo di merci e prodotti, e per questo viene definita consumistica. E, certamente, per cambiare le cose occorre intervenire (interferire) su questi automatismi.

Potremmo abbozzare una sorta di decalogo: compra leggero (ovvero prodotti con uno “zaino ecologico” non troppo pesante); compra durevole; compra semplice (in genere, gli oggetti più sofisticati sono meno durevoli, più delicati); compra vicino (per ridurre i danni ambientali che ogni trasporto comporta); compra sano; compra più giusto (e qui ci avviciniamo al discorso del commercio equo); compra prudente (a dispetto di normative e regolamentazioni, non è detto che il materiale acquistato non sia nocivo); compra sincero (evitare cioè i prodotti troppo pubblicizzati, dato che la pubblicità ce la paghiamo noi ed è spesso lontana dalla verità); compra mano d’opera (un metodo per aumentare l’occupazione); investi in futuro

INDIRIZZI UTILI

http://www.retelilliput.org/

http://www.utopie.it/http://www.retecosol.org/

http://www.networketico.it/

http://www.volint.it/http://www.zoes.it/

http://www.vita.it/

http://www.nuovomunicipio.org/

http://www.decrescita.it/

http://www.equonomia.it/

http://www.altreconomia.it/

http://www.altroconsumo.it/

http://www.valori.it/



COMMERCIO EQUO SOLIDALE

http://www.assobdm.it/

http://www.altromercato.it/

http://www.equoland.it/

http://www.transfair.it/

http://www.agices.org/

http://www.commercioetico.it/

http://www.equo.it/

http://www.mondosolidale.it/

http://www.cooperativaisola.org/

http://www.equociqua.it/

GAS

http://www.economia-solidale.org/

http://www.retegas.org/



FINANZA ETICA

http://www.bancaetica.com/

http://www.finanza-etica.itt/



TURISMO RESPONSABILE

http://www.aitr.org/

http://www.tures.it/

http://www.viaggiemiraggi.org/

http://www.viaggisolidali.it/

http://www.humanaitalia.org/



BARATTO

http://www.eticambio.it/

http://www.zerorelativo.it/

http://www.barattopoli.com/

http://www.tuttobaratto.it/

http://www.suesu.it/

da Fatti Mail a ... Song-Taaba ONLUS - Africa e Solidarietà

da Fatti Mail, da una mail spedita per chiedere una mano per il Burkina Faso, l'incontro con Padre Jean Ilboudo e la nascita, nel 2008, di Song-Taaba ONLUS.... Song-Taaba incontra Chiara Castellani, il suo Congo ed inizia un'esperienza umana di amicizia e solidarietà ... di conoscenza e consapevolezza ... che fa compiere ogni giorno nuovi passi ... guardando avanti ...

"A salvare veramente l’Africa non saranno i fondi e gli aiuti. Salveranno vite umane, permettendo loro di sopravvivere, ma non salveranno la vita dell’Africa. Cio’ che importa non sono i mezzi, ma le condizioni. Bisogna permettere all’Africa di ricostruirsi. Bisogna aiutarla a ricostruirsi. L’Africa deve essere prima che avere". (Joseph Ki-Zerbo)

L'Africa deve essere prima che avere ...

e come l'Africa, ognuno di noi

La strada dell'essere è quella i cui passi sono domande e la meta non è un dove ma un chi ...

Una strada che lo sguardo lungo e visionario di Padre Jean Ilboudo ha fatto intravedere a tutti noi

Song-Taaba è e vuole essere questo: la possibilità di percorrere questa strada

http://song-taabaonlus.ning.com/

Be Ye Ka Ye?: cosa c'è lì che non c'è qui?

Nulla o forse tutto: la voglia di muoversi, di interrogarsi,
di cercare il valore della vita ...

http://www.youtube.com/watch?v=WQGF1fqEruQ

la vita di Chiara Castellani

http://www.youtube.com/watch?v=HON6FoFUPnI

e di chiunque abbia voglia di vivere la solidarietà ...
se sei fra questi ... contatta:
segreteria@song-taabaonlus.org,


.... x iniziare a guardare l'Africa dal ... lato giusto:
Nel suo docu-film, Silvestro Montanaro, svela un'Africa
consapevole, dignitosa, aperta al futuro, segnata da ferite interne ed esterne,
creativa, saggia. Un' Africa da ascoltare, da capire, da scoprire e da cui
imparare:
http://www.ceraunavolta.rai.it/dl/portali/site/puntata/ContentItem-5a587b72-ded6-4320-942f-572599d3406c.html,