SOLIDARIETA' ... come altro?

SOLIDARIETA' ... come altro?
Ci impegniamo senza giudicare chi non s'impegna, senza accusare chi non s'impegna, senza condannare chi non s'impegna, senza cercare perché non s'impegna, senza disimpegnarci perché altri non s'impegna. Ci impegniamo per trovare un senso alla vita, a questa vita, alla nostra vita, una ragione che non sia una delle tante che ben conosciamo e che non ci prendono il cuore, un utile che non sia una delle solite trappole generosamente offerte ...dalla gente pratica. Si vive una sola volta e non vogliamo essere giocati in nome di nessun piccolo interesse. (Primo Mazzolari)

lunedì 5 agosto 2013

5 agosto 2013

Fatti Mail  
 
Affezionata piccola grande famiglia di Fatti Mail

Le due parole più ascoltate   in questi giorni sono:
Buone Vacanze
Anche Fatti Mail con questo  bollettino saluta tutti fino a metà settembre
… “scambiarsi”    un augurio
però
implica   si sappia  bene cosa ci si voglia augurare


Vacanza nel suo significato etimologico significa l' essere vuoto  (dal latino vacare)
Vuoto può essere   un’assenza, un non essere, un non fare, un non più avere
Oppure un’opportunità, un riuscire a far spazio, togliere qualcosa perché possa finalmente esserci qualcos’altro
Il termine latino vacantia significa mancanza


Le vacanze possono allora essere un tempo (iltempo) in cui ascoltare le nostre mancanze
Quelle più profonde, quelle più silenziose, quelle più significative
Quelle di cui non dobbiamo mai avere paura
Sapere cosa ci manchi è infatti l’unico modo per poter iniziare a cercarlo


A volte a mancarci è qualcuno (un amico trascurato, un rapporto fratturato, una persona cara che non sappiamo neanche più perché non  sentiamo), a volte è un modo di vivere, un cambiamento, una scelta, a volte è intraprendere una nuova attività o fissare una meta diversa,  a volte è del tempo, a volte un po’ di silenzio, a volte poter ricordare  …


Ci prospettano infinite forme di divertimento il cui scopo spesso è solo “alzare il volume” dell’esistenza o aggiungere ulteriori  azioni così da non “sentire” più alcuna mancanza …
non sentirla però  non significa non averla …


Felicità è  inseguire (o essere inseguiti da)  un  divertire che stordisca e annichilisca o  cercare quella pienezza che sappia guardare alle proprie mancanze con serenità – senza giudizi – riconoscendo in ognuna di esse una voce da ascoltare per imparare a conoscere meglio  chi siamo … e chi siano realmente  gli altri ?


Mancanze e vuoti non sono sempre da ridurre a segni negativi talvolta – spesso – sono positive occasioni di novità.
In un cassetto pieno – in una vita  “occupata” - non posso custodire nulla …
Per accogliere … tutto e tutti … c’è bisogno di spazio
Fuori e – ancor più -  dentro noi stessi:

“è importante saper accogliere; è ancora più bello di qualsiasi abbellimento o decorazione. Lo dico perché quando siamo generosi nell’accogliere una persona e condividiamo qualcosa con lei - un po’ di cibo, un posto nella nostra casa, il nostro tempo - non solo non rimaniamo più poveri, ma ci arricchiamo. So bene che quando qualcuno che ha bisogno di mangiare bussa alla vostra porta, voi trovate sempre un modo di condividere il cibo; come dice il proverbio, si può sempre “aggiungere più acqua ai fagioli”! Si può sempre “aggiungere più acqua ai fagioli”! Sempre! E voi lo fate con amore, mostrando che la vera ricchezza non sta nelle cose, ma nel cuore!
E il popolo brasiliano, in particolare le persone più semplici, può offrire al mondo una preziosa lezione di solidarietà, questa, solidarietà, una parola spesso dimenticata o taciuta, perché scomoda. Sembra quasi una parolaccia. Solidarietà. Vorrei fare appello a chi possiede più risorse, alle autorità pubbliche e a tutti gli uomini di buona volontà impegnati per la giustizia sociale: non stancatevi di lavorare per un mondo più giusto e più solidale! Nessuno può rimanere insensibile alle disuguaglianze che ancora ci sono nel mondo! Ognuno, secondo le proprie possibilità e responsabilità, sappia offrire il suo contributo per mettere fine a tante ingiustizie sociali. Non è la cultura dell’egoismo, non è, dell’individualismo, che spesso regola la nostra società, quella che costruisce e porta ad un mondo più abitabile, non è, ma la cultura della solidarietà; vedere nell’altro non un concorrente o un numero, ma un fratello, e siamo tutti fratelli.
Nessuno sforzo di “pacificazione” sarà duraturo, non ci saranno armonia e felicità per una società che ignora, che mette ai margini e che abbandona nella periferia una parte di se stessa.
Non lasciamo entrare nel nostro cuore la cultura dello scartabile. Non lasciamo entrare nel nostro cuore la cultura dello scartabile. Perché siamo tutti fratelli. Nessuno è scartabile!
Una società così semplicemente impoverisce se stessa, anzi perde qualcosa di essenziale per se stessa. Ricordiamolo sempre: solo quando si è capaci di condividere ci si arricchisce veramente; tutto ciò che si condivide si moltiplica! La misura della grandezza di una società è data dal modo con cui essa tratta chi è più bisognoso, chi non ha altro che la sua povertà!” (brani estratti dal discorso del Papa alla comunità di Varginha in una favella brasiliana)

A TUTTE LE AMICHE E GLI AMICI
DELL’AFFEZIONATA PICCOLA GRANDE FAMIGLIA
DI FATTI MAIL:
 BUONE VACANZE!



Due ulteriori condivisioni:

1)    Chiunque voglia segnalarmi iniziative da promuovere, se vuole che le possa utilizzare NON mi mandi ALLEGATI, NE’ LOCANDINE … ma tutto il comunicato direttamente come testo della mail
2)  Le richieste di solidarietà legate alla ricerca di lavoro  - oggi come sempre - chiamano tutti coloro che vogliano “essere” solidali  a “fare” un gesto in più: una lettura approfondita, un passa parola, un’attenzione ad offerte che possano capitare alla nostra attenzione.  Non sono bigliettini attaccati ad una bacheca … sono amici, persone che stanno portando un peso – diverso ma gravoso in ogni caso – e chiedono il nostro sostegno … per non restarne schiacciati. Grazie


AVVISATE LE PERSONE DA VOI SEGNALATE -  DI CUI FORNITE SOLO UN NUMERO DI TELEFONO -CHE POTREBBERO RICEVERE TELEFONATE IN CUI SI FA RIFERIMENTO A “FATTI MAIL” … è importante aiutare due persone estranee che si parlano a superare il disagio iniziale dovuto spesso proprio alla mancanza di fiducia … Considerate che l’espandersi di Fatti Mail se da una parte aumenta i lettori (e le opportunità di risposte solidali) dall’altra estende anche al di fuori delle spedizioni di Fatti Mail via e-mail la possibile lettura del bollettino. Chiedete quindi a chi vi chiami o vi contatti come sia venuto a conoscenza della vostra richiesta, regolandovi conseguentemente. 



BUONA LETTURA :





                ABDALLAH CERCA LAVORO
Sono un extracomunitario con regolare permesso di soggiorno.
Resiedo a Roma. Attualmente sono disoccupato e ho due figlie da mantenere.

Ho frequentato l'università in Marocco. In Italia ho frequentato un corso multidisciplinare di formazione su Rifugiati e Migranti a l'università la sapienza in collaborazione con l'Alto commissariato delle Nazioni unite per i Rifugiati (UNHCR), il consiglio italiano per i rifugiati (CIR), La caritas di Roma e l'associazione per lo studio del problema mondiale dei rifugiati (AWR).in più un corso  universitario in comunicazione e Mediazione culturale (Accademia Asus). Sono alla ricerca di un occupazione e vi chiedo per favore di aiutarmi per trovare un lavoro. Infine vi ringrazio in anticipo per il vostro tempo dedicato al mio problema, e sono in attesa di una risposta positiva.

EL ouardi  Abdallah                                                                            
            gaia.fattimail@gmail.com,  
(PER REFERENZE:  prof. De Sole ....)


        DANIELE CERCA LAVORO:

DANIELE CERCA urgentemente LAVORO:

Daniele vive in Italia ormai da 12 anni con la moglie Daniela e le
loro due bimbe di 9 e 2 anni,  nate nel nostro paese. E' un ottimo
pittore e muratore,
ma ormai da troppi mesi riesce a lavorare solo in modo estremamente
saltuario. E' pertanto disponibile anche a qualsiasi altro tipo di
lavoro. E' persona onesta, seria ed affidabile, è dotato di spirito di
iniziativa e disposto a raggiungervi in qualsiasi zona della città ma
ha urgente bisogno di  lavorare per risolvere importanti problemi
personali e familiari
Grazie
(cell. ....  Daniele).

Come sempre ti ringrazio.
Patrizia
            gaia.fattimail@gmail.com,  



        AIUTIAMO CHIARA A VIVERE:

Fatti Mail Garantisce sulla serietà ed affidabilità di questa stra-ordinaria richiesta di aiuto che speriamo possa trovare … risposte generose!

Vogliamo condividere questo SOS   di Nicola e Daniela (Caltanissetta) per una ragazza (che conoscono bene, essendo amica di una loro figlia) che è affetta da una grave malattia e dovrà essere operata urgentemente negli Stati Uniti.
Alla solidarietà per Chiara si sta interessando anche la curia vescovile di Caltanissetta ed il vescovo Mons. Russotto  che in proposito ha fatto degli interventi su una televisione privata di Caltanissetta.

Purtroppo a oggi la cifra raccolta è ancora lontana da quella necessaria per coprire tutte le spese. 

Nel testo della mail di Daniela e Nicola, che inoltriamo, potrete trovare le indicazioni per un aiuto concreto.
 

Un abbraccio a tutti Anna e Roberto

Carissimi, di seguito una richiesta d'aiuto per una ragazzina di tredici anni che necessita d'un intervento neurochirurgico  urgentissimo e costosissimo  da effettuarsi negli Stati uniti a New York.
vi preghiamo, aiutiamola!

un abbraccio da Nicola e Daniela.

AIUTIAMO CHIARA a Vivere la sua adolescenza

Chiara ha una malattia molto rara, la sindrome di Arnold-Chiari I e una rara malformazione alla fossa cranica posteriore, e ha la necessità di fare un intervento di neurochirurgia negli Stati Uniti. Per questa ragione stiamo effettuando una raccolta fondi che dia la possibilità a Chiara di effettuare l'operazione.
Per donare puoi rivolgerti a MARIA CONCETTA CELESTRE (mamma di Chiara)
Tel. 328.3779263 o fare un Bonifico Bancario intestato a:
MARIA CONCETTA CELESTRE
IBAN: IT20P0895216700000000137120
CAUSALE: AIUTIAMO CHIARA

CHIARA potrà continuare a vivere anche grazie al vostro aiuto.
GRUPPO FACEBOOK "AIUTIAMO CHIARA" (scritto tutto Maiuscolo)
GRUPPO FACEBOOK "Aiutiamo chiara ad avere una vita migliore"
- See more at:
http://www.aiutiamochiara.it/index.php/2-non-categorizzato/4-aiutiamo-chiara#sthash.3bfFfemj.4eaOFMtU.dpuf


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        AFFIDABILE AUTISTA:
devi mandare zia al paesello??
devi mandare i ragazzi al mare ma non hai tempo??
devi andare in appennino ma non sai come arrivarci??
ci penso io !!

saverio offresi con la propria station wagon  
come autista accompagnatore da e per aeroporti
(fiumicino euro 40;  ciampino 35).

per lunghe percorrenze:  tariffa a 28 centesimi il kilometro 
la tariffe non comprende : pedaggi autostradali (andata e ritorno)
- tasse di parcheggio -

CALCOLO KILOMETRICO COMPLESSIVO BASATO SU ANDATA E  RITORNO
ALLA BASE DI PARTENZA 
(qualora anche da me da solo)

facchinaggio,  piccoli trasporti: tariffe da concordare.

saverio ambrogetti  - gaia.fattimail@gmail.com,  
-- 
   
        CASA IN AFFITTO X UNIVERSITARI

Cara Gaia,
i Settori romani hanno ricevuto una richiesta di aiuto da parte  di una coppia brasiliana, Maria do Rosario ( .... ) e Marco Antonio Gazzinelli, per la figlia Juliana (conosce già un po’ l’ italiano) - .... -  che studierà a Roma Tre per un anno e - con altri tre amici - cerca un appartamento: 
"Siamo Maria do Rosario e Marco Antonio Gazzinelli, membri delle Equipes Notre Dame brasiliane (movimento di spiritualità coniugale)
Abbiamo una figlia che va studiare a Roma per un anno, all’Università degli studi Roma Tre, per il programma Scienza senza Frontiere, del governo federale brasiliano..
Lei arriverà il 20 agosto, con altre 3 persone che vivranno insieme. Non vi chiediamo di accogliere la nostra figlia e i suoi amici, ma solo di dare qualche informazioni utili su Roma, i quartieri vivibili, e qualche consigli necessari per avere un buon tempo a Roma (telefonia mobile, banca, ospedale, permesso di soggiorno).
Attualmente stiamo ricercando alberghi e appartamenti su internet, alcuni designato dall'Università, ma crediamo che sia difficile scegliere un appartamento senza vederlo e senza conoscere la città. Vorremo trovare un appartamento vicino all'università, con 4 camere da letto, quindi se qualcuno di voi ha alcuna informazione su questo tema, ci aiuterà anche molto.
Segui i nostri contatti:
Maria do Rosário:  
Marco Antonio,  Juliana 

Fraterni saluti!
Maria do Rosário e Marco Antonio."
CHI AVESSE INFORMAZIONI O PROPOSTE PUO’ CONTATTARE DIRETTAMENTE JULIANA....  FACENDO RIFERIMENTO A FATTI MAIL (E’ STATA INFORMATA DELL’INSERIMENTO NELLA RETE) OPPURE GERARDO ....  
          gaia.fattimail@gmail.com,  

      LA STORIA DI MARINELLA:

Ciao Gaia questa volta non ti scrivo per me ma per il caso di una mia amica, il suo nome è Marinella Colombo una donna che da 3 anni non vede i suoi figli. Sta lottando con tutte le forze contro lo Jugendamt tedesco (Il tribunale dei minori tedesco) che gli ha sottratto i suoi figli. Ti scrivo il link dove puoi trovare la pubblicazione del suo appello e nell'appello stesso vi è spiegato tutto.
Ti chiedo che a settembre quando ripartirai con Fatti Mail tu possa pubblicare l'appello di Marinella Colombo e diffondere il suo appello per aiutare Marinella Colombo a riavere i suoi figli.
Grazie Gaia perchè so che tu sei sempre disponibile quando si tratta di parlare di solidarietà.
Questo è il link dove entrando vi trovi l'appello di Marinella Colombo. In fondo all'appello stesso trovi scritta l'autorizzazione che da Marinella a diffondere il suo appello. Un abbraccio forte e presto Isabella isabellamarsi@live.it,
Per sicurezza ti incollo anche il testo del suo appello

Perchè sulle anomalie dello Jugendamt non cada il silenzio 

Riceviamo e pubblichiamo l'appello di Marinella Colombo che da tre anni lotta per riavere i suoi figli  25/07/13
Egregi On. Angelilli, Muscardini, Rinaldi, Mazzoni, Toia, 
Gentili Roberta, Cristiana, Niccolò, Erminia, Patrizia,
dopo quasi tre anni che non vedo più i miei figli, molto probabilmente ormai germanizzati e sicuramente non più bilingui, dopo che “l’amorevole padre tedesco” ha con successo assicurato il suo mantenimento per gli anni a venire con una valanga di processi contro di me e la mia famiglia, tutti volti a toglierci anche l’ultimo centesimo, e prima di dar fuoco a casa mia, da lui già pignorata ma che renderò invendibile, vorrei sapere per cortesia se è possibile chiedere alle autorità tedesche quanto segue:
-Quando sottomettono il rientro in Italia di un minore sottratto dalla madre tedesca al fatto che contro di lei non ci sia un mandato di arresto e nessuna conseguenza penale, mentre ne emettono uno ed esigono a più riprese l’estradizione se la madre è italiana, ritengono che gli accordi internazionali siamo finalizzati a servire i soli interessi tedeschi?
-Quando lo Jugendamt scrive che i bambini hanno diritto a due genitori, nel momento in cui si trovano in Italia, mentre dichiara (anche in questo caso con uno scritto) che lo Jugendamt è “fuori gioco” nel momento in cui si trovano sul suolo tedesco, che tipo di superiorità razziale, politica e culturale intende sostenere?
-Quando il cosiddetto “Verfahrensbeistand” comunemente spacciato per “avvocato del bambino” (in realtà ulteriore difensore degli interessi tedeschi) interviene nei procedimenti dichiarando di conoscere la famiglia, mentre non ha mai visto e non si è mai confrontato con il genitore non-tedesco, che cosa intende per famiglia, forse lo Stato tedesco?
- Quando il tribunale familiare tedesco non attribuisce mai un diritto di visita al genitore non- collocatario, cioè quello straniero (negli altri paesi, i diritti di affido/collocazione e visita vengono ripartiti tra i due genitori, in Germania il genitore tedesco finisce per detenere tutto, affido/collocamento e visite), ma esige che questi apra un procedimento a parte, dimostrando non si sa quali qualità (che mai riesce a fare in quanto, appunto, straniero), anziché riconosce automaticamente il suo diritto naturale di padre/madre (che andrebbe negato solo in provati casi di inidoneità), ritiene che i genitori non-tedeschi siano per definizione criminali, violenti o pazzi?   Per usare i termini che ritrovo con frequenza nelle traduzioni di testi giuridici, di quanti “Erzeuger” (donatore di sperma) e “Bauchmama” o “Gebärmaschine“ (macchina riproduttiva) ha ancora bisogno il grande popolo tedesco per lasciarci in pace, anziché continuare ad attirare lavoratori stranieri dei quali approfittare, con il miraggio di un falso eldorado?   Da parte delle autorità tedesche e della Commissione, gradirei ricevere delle risposte scritte a questi quesiti che non sono frutto della mia fantasia, ma il risultato di una documentata statistica effettuata con documenti originali di coppie miste nelle quali un genitore è tedesco.
Rivoglio i miei figli, ma oltre a dimostrare tutte le nefandezze che ci sono state fatte e le ingiustizie che abbiamo subito (come d’altronde tutti gli altri genitori e bambini stranieri), non so più cosa fare.  Chiedo a voi, che siete nella posizione migliore per riflettere ed agire, di cercare di porre fine, o almeno di interrompere (vacanze in Italia), questo strazio.
Con stima, vi ringrazio e vi autorizzo a trasmettere questa lettera a chi riterrete opportuno, o a pubblicarla.




CONDIVIDO:
EVENTI, ATTVITIVA’, INIZIATIVE A CARATTERE SOLIDALE E/O CULTURALE.  
A SEGUIRE ALCUNE SEGNALAZIONI DI EVENTI, ATTVITIVA’, INIZIATIVE A CARATTERE SOLIDALE E/O CULTURALE. … vita e solidarietà … per imparare a crescere insieme  
BUONA LETTURA:



FAMIGLIE IN RETE&SALUTE MENTALE
Progetto "Volontari e Famiglie in Rete" per la salute mentale
CORSO DI FORMAZIONE PER VOLONTARI E FAMILIARI SU SALUTE MENTALE E MARGINALITA' SOCIALE.
Per tutto il mese di agosto rimangono aperte le iscrizioni al corso che partirà il 19 ottobre 2013. Le finalità del corso sono quelle di formare un gruppo di volontari per facilitare l’inserimento sociale e agevolare il percorso terapeutico delle persone affette da disagio psichico; di fornire strumenti e conoscenze a familiari e volontari per affrontare in modo consapevole il tema della salute mentale; di attivare sul territorio un servizio di ascolto e assistenza per prevenire forme di isolamento e marginalità sociale.
Per maggiori informazioni visita il sito: www.fondazionediliegro.it

ANGELI DEI RIFUGIATI
ti scrivo per darti una bella notizia: se hai la curiosità di sapere qualcosa in più sul programma Angeli dei Rifugiati, da oggi puoi visitare il sito www.angelodeirifugiati.it,

Si tratta di un luogo virtuale dove l'UNHCR incontra i suoi sostenitori e racconta loro quello che succede nel mondo attraverso le storie dei rifugiati, le notizie, le foto e i video che arrivano direttamente dal campo.

Nel sito troverai le notizie e gli aggiornamenti dal campo, e in particolare una sezione su Dadaab, il campo rifugiati più grande del mondo. Ma non mancano le informazioni sugli Angeli, con una mappa che racconta quanti sono e da quali città d'Italia vengono. La sezione che riporta domande e risposte più frequenti dovrebbe soddisfare ogni tua curiosità o dubbio su come aderire al programma.

Attraverso la fotogallery e la videogallery lasciamo che siano le immagini a parlare, senza commenti o intermediazioni.

Darti la possibilità di ascoltare la voce e vedere il volto delle persone che stai aiutando è il nostro modo per chiederti di aderire al programma Angeli dei Rifugiati, ma anche di ringraziarti per quello che fai.
grazie, ti aspettiamo!


MEDICAL CAMP – WORLD FRIENDS

Non sempre i malati delle baraccopoli di Nairobi riescono a raggiungere il Neema Hospital per ricevere le cure adeguate. Per questo motivo World Friends ha organizzato i “Medical Camp”: missioni dello staff del Neema Hospital per visite completamente gratuite in baraccopoli.

Il programma “Medical Camps” di World Friends è parte delle attività del Ruaraka Uhai Neema Hospital. Mira a migliorare l'accesso alle cure sanitarie, fornendo assistenza gratuita alla popolazione più vulnerabile che vive nelle baraccopoli. Ogni mese si svolge un Medical Camp in una zona diversa di Nairobi Nord-Est per aiutare le persone più povere che vivono nelle baraccopoli di Nairobi e in particolare i bambini e le giovani donne.
Come si organizza un Medical Camp:
Gli operatori e i collaboratori di World Friends presenti nella baraccopoli di Babadogo avvisano la popolazione del posto che è in programma una giornata di visite gratuite in baraccopoli gestite dallo staff medico del Neema Hospital. Grazie al passaparola, il Medical Camp coinvolge anche gli abitanti dei sobborghi vicini (Huruma, Kariobangi, Lucky Summer…)

L’obiettivo di World Friends è riuscire ad organizzare un Medical Camp al mese.
Un Medical Camp coinvolge:
1 medico
1 assistente medico
2 infermieri
1 assistente amministrativo per la registrazione dei pazienti

Le attività svolte:
Visite e consulenze mediche
Distribuzione gratuita di farmaci ai pazienti esaminati e formazione sul loro utilizzo
Informazioni di educazione sanitaria per la prevenzione delle patologie più comuni
Informazione sui  servizi del Neema Hospital per far conoscere alle fasce più povere della popolazione i servizi del centro polivalente di World Friends.
Il progetto Medical Camps riceve il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria.



Medical Camp vengono realizzati da World Friends in stretta collaborazione con le organizzazioni keniote ed internazionali così come con i gruppi della società civile per migliorare l'accesso alle cure sanitarie, fornendo assistenza gratuita alla popolazione più vulnerabile che vive nelle baraccopoli e per far fronte particolari iniziative come la "Giornata internazionale per i bambini di strada", organizzata in collaborazione con il gruppo "Nairobi Child-Protection" per la protezione dell'infanzia.



MARCIA PER LA GIUSTIZIA
La Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi e la Fondazione "Robert
20a Marcia per la Giustizia Agliana - Quarrata Sabato 14 settembre 2013
 "Diritti per tutti"

saranno presenti: 
Cecile KYENGE, ministra dell'Integrazione  
Luigi CIOTTI, Gruppo Abele, Libera
Antonietta POTENTE, suora domenicana 
Gherardo COLOMBO, presidente Garzanti Libri
Benedetta TOBAGI, giornalista 
Wuer KAIXI, leader protesta piazza Tienanmen del 1989
Note organizzative: Ritrovo ore 18,00 ad Agliana, Piazza Gramsci - Arrivo a Quarrata - Piazza Risorgimento ore 21. Per informazioni: Tel. 0573-750539; 339-5910178
Alle ore 17 è prevista la partenza da Quarrata di un autobus per Agliana al fine di portare i partecipanti che desiderano lasciare la macchina a Quarrata. 
Al termine della Marcia i bus navetta provvederanno a riportare ad Agliana i partecipanti
Chi è provvisto di sacco a pelo sarà ospitato presso il Palazzetto dello Sport di Quarrata g.c.
Ricordiamo l'autotassazione libera ma continuativa a sostegno dei progetti della Rete come nostra forma di giustizia restitutiva. Ricordiamo il rinnovo alla nostra rivista “In Dialogo” 
Notiziario della Rete Radiè Resch per il 2013
c/c p. n. 11468519 postale Iban: IT 15 N 07601 13800 000011468519  o sul conto corrente bancario: 
bancario Iban: IT 42 M 08922 70500 000000004665 intestati a: Notiziario della Rete Radié Reschindicando la causale
                     
Chi è in possesso dell'indirizzo elettronico ce lo invii. Risparmieremo carta e denaro
Di fronte al grido di Dio, dopo l'assassinio di Abele:"Caino dov'é tuo fratello?", grido che ancora risuona in ogni parte del mondo, non c'é alternativa al pentimento, alla presa d'atto della propria, specifica responsabilità, al pianto.
Ha sorpreso questo riferimento al piangere e alla accorata considerazione che forse nessuno piange più per questa sofferenza e le tante morti, perché tutti ripiegati sul proprio io e volti alla soddisfazione dei propri desideri. 
Eppure ha ragione il papa: bisogna reimparare a piangere ad esprimersi in modo concreto, immediato e non simbolico che qualcosa di prezioso, la commozione verso l'altro, si é persa, come si è smarrito il peso del dramma che queste tragedie comportano. 


VELA & DISABILITA’:

PROGETTO VELA E DISABILITA': ESSERE PROTAGONISTI NELLA VITA E NELLO SPORT
Aiutaci a realizzare il progetto. Con soli 20 euro potrai contribuire ad assistere per una settimana uno delle 25 persone con disagio psichico che partecipano alle attività.
L’iniziativa è realizzata dalla Fondazione Di Liegro in collaborazione con l’Associazione “Oltre le Barriere-Onlus” di Salerno e intende promuovere l’avvicinamento di persone con disagio psichico al mare, attraverso lo sport velico. 
Le attività previste dal progetto Vela e disabilità – che durerà 12 mesi - hanno lo scopo di accrescere le capacità delle persone con disabilità. Un’esperienza unica, a bordo di una barca, in mezzo al mare e alla natura, senza barriere e senza differenze, favorendo l’integrazione tra persone disabili e normodotate e rafforzando la percezione delle capacità e delle potenzialità dei destinatari.
Chiunque può sostenere il progetto:
- mettendo a disposizione il proprio tempo (per accompagnare in barca le persone con disagio psichico e per assisterle nel percorso riabilitativo);
- mettendo a disposizione risorse (c’è bisogno di barche a vela per l'addestramento e la partecipazione ad alcune regate);
- donando ora direttamente sul sito www.fondazionediliegro.it (pulsante giallo "Donazione" o cliccando qui), oppure tramite:
·         bonifico bancario intestato a Fondazione Internazionale Don Luigi Di Liegro – onlus, via Ostiense, 106 – 00154 Roma, c/c Banca di Credito Cooperativo – Roma, IBAN IT08Z0832703226000000244000
·         c/c postale n. 97970008 intestato a Fondazione Internazionale Don Luigi Di Liegro – onlus, via Ostiense, 106 – 00154 Roma
Per informazioni scrivi a info@fondazionediliegro.it

FOLOSOFIA DI STRADA
L’Associazione Wega, insieme alla Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno, organizza la seconda edizione del FILOFEST 2013 - Festival della Filosofia di Strada - che si svolgerà il 30/31 agosto e 01 settembre 2013 ad Amandola e Smerillo (Fermo) nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini.

La filosofia nei luoghi della quotidianità: piazze, bar, agriturismi, hotel, negli auditorium, in mezzo alla natura. Colazioni filosofiche, Filosofia per Bambini, Aperitivi filosofici, Passeggiate meditative e molto altro.

La filosofia che si spoglia del cliché di squisita attività intellettuale accessibile a pochi, chiusa negli studi e nelle biblioteche degli accademici, per vivere una nuova esistenza in mezzo alla gente comune, nei luoghi della quotidianità, entrando nei momenti e nelle abitudini usuali delle persone, diventando stimolante compagna di viaggio nella vita di ognuno.

Una decina di illustri filosofi da tutta Italia saranno presenti alla seconda edizione del Filofest, Festival della Filosofia di Strada, ovvero per “non filosofi”.
La manifestazione vuole avvicinare la filosofia a tutti, con un linguaggio accessibile, favorendo la partecipazione, il coinvolgimento, lo scambio tra i partecipanti ed i filosofi. La filosofia che va incontro al cittadino comune, per proporre un cammino insieme di riscoperta e approfondimento dei significati dell’esistenza.

Tema conduttore “Osare il Varco”. Quest’ultimo inteso nell’accezione più ampia di simboli e significati, come fase delicata, terra di mezzo, verso il cambiamento e la trasformazione spirituale, interiore, culturale, ideologica, comportamentale, che chiude una fase di vita e ne apre una nuova, inesplorata. Attraverso il dialogo con i filosofi si vuole contribuire a riscoprire la filosofia come atteggiamento mentale e stile di vita praticabile da ogni essere umano.

Direttore scientifico il prof. Augusto Cavadi, filosofo e fondatore della scuola di formazione socio-politica “G. Falcone” di Palermo.
L’edizione 2013 di FILOFEST annovera, tra gli altri, il prof. Gaspare Mura, docente emerito di filosofia ed ermeneutica nelle Pontificie Università Urbaniana e Lateranense di Roma; il prof. Luigi Lombardi Vallauri, ordinario di Filosofia del Diritto all’Università di Firenze; il prof. Duccio Demetrio, docente di filosofia dell’educazione nell’Università La Bicocca, Milano; il prof. Roberto Mancini ordinario di filosofia teoretica nell’Università di Macerata; il Professor Neri Pollastri, docente di teoria e prassi della consulenza filosofica nell’Università Cà Foscari di Venezia, cofondatore di Phronesis - Associazione Italiana per la consulenza filosofica;

Il Direttore del Festival Augusto Cavadi e il Filosofo Cesare Catà presenteranno FILOFEST 2013, giovedì 29 agosto, alle ore 21, a Fermo, nella Sala dei Ritratti, in Piazza del Popolo, che ospita nel periodo estivo, dal pomeriggio, il tradizionale mercatino del giovedì dell’antiquariato e dell’artigianato.

Per info:
0736396128 (martedì e giovedì)
3343004636 (tutti i giorni)

ZALAB: MARE MADRE
MARE MADRE
IL PROGETTO
A otto anni dall’inaugurazione del Museo Narrante dell’Emigrazione, l’apertura della nuova sezione dedicata all’immigrazione è un atto dovuto in una regione come la Calabria che, da terra di emigrazione, diviene meta per i migranti.
L’arrivo della Vlora al porto di Bari l’8 agosto 1991 segna, per il nostro paese, l’inizio di una nuova e dolorosa storia. La voce di Erri De Luca ci introduce in un percorso di otto minuti di immagini e storie tratte da
 documentari di ZaLab, dell’Archivio Memorie Migranti e da video della Guardia Costiera.  Un'installazione video all'interno di un container, per ricordare i tragici viaggi, attraverso il mare e il deserto, cui sono sottoposti i migranti di questo ventesimo secolo, spesso in fuga da drammi sofferti nei paesi di origine.
Lo spazio di uno sguardo. L’occasione di fermarsi per conoscere, capire, ascoltare gli occhi, il silenzio, la storia. (A.Segre)

TE LO REGALO SE VIENI A PRENDERLO
video promo di TE LO REGALO SE VIENI A PRENDERLO
validissimo gruppo su Fb segnalato da Saverio




CONSAPEVOLEZZA&SOLIDARIETA’
Una cittadinanza consapevole è una cittadinanza più solidale.

UNA BATTAGLIA DI CIVILTA’
Una battaglia di civiltà
Presa di posizione della Fondazione nigrizia onlus  dei missionari comboniani contro le mancate dimissioni da vice presidente del Senato dell’esponente leghista, e sull’inerzia colpevole della maggioranza parlamentare.
La decenza evidentemente non appartiene all’etica politica di Roberto Calderoli, vice presidente,pro tempore, del Senato. Le dimissioni? Ma quando mai? Bastano le scuse personali, a suo dire, a Cécile Kyenge  per chiudere in modo indolore la vicenda delle offese alla ministra dell’integrazione (“Quando la vedo non posso non pensare a un orango”).
Ma non può finire così. Rievocare quel parallelo (negro=scimmia) significa sdoganare uno schema di pensiero che, in un passato non molto lontano, ha portato alla morte di milioni di africani. È questa la differenza con gli altri beceri insulti (dal caimano, al nano, alla pitonessa …) che si scambiano quotidianamente i politici d’alta scuola del teatrino italiano e che contribuiscono all’imbarbarimento del linguaggio, dei rapporti e della vita pubblica. Perché battersi contro il cattivo linguaggio significa anche opporsi al declino della civiltà.
Sappiamo che la paura dello straniero è un bacino inesauribile per chi fa politica. Ma la Lega Nord, da sempre si è spinta oltre: nell’annientamento dell’altro/a già nelle parole. La biografia di Calderoli e dei suoi sodali lo testimonia. La ricchezza del pensiero invece richiede, anzi esige, ricchezza di linguaggio. Mentre è da più di 20 anni che il linguaggio leghista disegna una democrazia povera di principi e ricca di angoscia.
Come missionari comboniani, come Fondazione Nigrizia riteniamo inaccettabile il girare la testa dall’altra parte. Questa non assunzione di responsabilità, non solo del gruppo dirigente leghista, ma della stessa maggioranza che controlla le aule parlamentari e che avrebbe i numeri per sfiduciare Calderoli.
Riteniamo che le parole siano degli atti dei quali è necessario fronteggiare le conseguenze. E se moralismo significa battersi per evitare che sia espulso dal dibattito pubblico ogni barlume di etica civile, riteniamo sia giusta questa battaglia moralista. Anche, se non soprattutto, all’interno delle istituzioni.
Può infatti, come ha ricordato Gad Lerner, “un’istituzione parlamentare come il Senato della Repubblica avere fra i suoi vice-presidenti un esponente politico che nega l’altrui cittadinanza con argomenti relativi al luogo di nascita? Può permettersi, la nostra Repubblica, di concedere un tale ruolo pubblico a chi semina veleno razzista e alimenta il pregiudizio verso una parte dei suoi concittadini?!”.
Noi pensiamo di no. Per questo ribadiamo, assieme alla nostra vicinanza alla ministra Kyenge, il nostro sconcerto per l’impermeabilità del parlamento italiano alle ragioni che dovrebbero portare alle immediate dimissioni di Roberto Calderoli.
Fondazione Nigrizia - Missionari Comboniani

PETIZIONE ANTI MAFIA
In Italia la legge considera solo il denaro come mezzo di scambio elettorale tra mafie e politica corrotta. Tuttavia accade raramente che il politico ricorra alla mazzetta per comprare voti dai clan. Molto più spesso baratta il favore elettorale con altro genere di “utilità”: ad esempio informazioni su appalti, ma anche posti di lavoro, cariche importanti, garanzia d’impunità ostacolando il lavoro delle forze dell'ordine.
La campagna Riparte il futuro, promossa da Libera e Gruppo Abele, lavora da mesi per potenziare l'articolo 416 ter del codice penale, che disciplina lo scambio elettorale politico-mafioso, mediante appunto l'aggiunta della voce “altra utilità”. 
Dopo l’approvazione all’unanimità alla Camera manca la votazione della Commissione Giustizia del Senato, a cui Il Presidente Pietro Grasso ha attribuito poteri deliberanti, evitando così il passaggio del voto in Aula. Una misura straordinaria che non veniva adottata dal 2008.
Leonardo Ferrante,
Referente scientifico di Riparte il futuro

Vedere il passare delle stagioni, coltivare e gustare i prodotti dell’orto, prendersi cura degli animali, ma anche partecipare a corsi di lingua e laboratori di cucina e, naturalmente, giocare in compagnia. In Emilia Romagna sta per nascere un agriasilo per ripensare l’educazione e gli stili di vita insieme agli adulti, per sperimentare un modo diverso di vivere
Vi piace l’idea che i vostri figli, da zero a sei anni, possano crescere in un contesto agricolo? Se la risposta è affermativa, non vi resterà che seguire con attenzione l’evolversi del progetto Agrinfanzia che una mamma di Ravenna, Patrizia Fanara, in qualità di responsabile organizzativa, sta portando avanti da un paio di anni insieme a diverse professionalità. L’obiettivo finale è aprire un agriasilo, cioè una struttura educativa dedicata proprio alla fascia pre-scolare dove i bambini facciano esperienza della natura, in campagna e tra gli animali. E mentre Patrizia sbriga la burocrazia, attende permessi e via libera, Agrinfanzia si fa strada. L’ultima iniziativa riguarda “English at the Farm”, un laboratorio di inglese che si terrà alla Fattoria didattica Artemisia di Godo di Russi in collaborazione con la scuola di inglese Ma. Ma. Centre. Dal 2 al 6 settembre, dalle 14:30 alle 18:30, si terranno in fattoria laboratori creativi, giochi, canzoni e filastrocche per avvicinare con divertimento i bambini – da 5 a 12 anni – alla scoperta della lingua e della cultura inglese (per chi si iscrive entro oggi sono previste tariffe promozionali).
Il laboratorio di inglese è una prova di qualcosa che verrà?
Sì, ci piacerebbe aprire una scuola d’inglese in fattoria. Per ora, intorno ai nostri progetti, abbiamo trovato l’interesse di Artemisia e di un’azienda agricola di Faenza. Speriamo che la collaborazione possa ampliarsi. L’agriasilo che vorremmo aprire sarebbe il primo in Emilia-Romagna: una bella sperimentazione che però ha bisogno di tempo per essere realizzata.
Che cosa state aspettando?
Il nostro progetto è stato presentato al Comune e alla Provincia di Ravenna, al Comune di Faenza, al Comune di Russi e presto lo presenteremo anche alla Regione. Facciamo da apripista, il nostro è un progetto pilota. La normativa sugli agriasili in Emilia-Romagna non esiste. La speranza è che possano essere normati al più presto. Intanto, abbiamo visitato strutture simili in giro per l’Italia, come La Piemontesina, un agriasilo piemontese o Il Cavallo a Dondolo, un agrinido che si trova a Mezzocorona, in Trentino.
Nell’attesa, che cosa avete in mente per l’inverno?
Vogliamo organizzare laboratori di alimentazione e di cucina per le famiglie, ma anche un centro per bambini e genitori da tenere aperto il sabato mattina. E poi laboratori domenicali. Mi piace l’idea di raccogliere le esigenze delle famiglie, sempre più indirizzate verso servizi flessibili, elastici. Ecco perché stiamo pensando anche ad un servizio serale per quei genitori che lavorano di notte e non hanno una rete parentale che li supporti. Vogliamo che le famiglie, al di là dell’orario tradizionale fisso, possano avere l’opportunità di usufruire alla nostra offerta quando ne hanno davvero bisogno.(da comune-info.net)

Ascanio Celestini | 25 luglio 2013 | 0 commenti
Alla fine di maggio Rossella scrive una mail sul nostro sito nella quale si presenta dicendo: «mio figlio Lorenzo, 18 anni, a meno da un mese dal suo 19° compleanno (20 agosto – leoncino), dallo scorso 18 luglio non c’è più. Era andato in piscina con la fidanzata per passare una giornata di gioia dopo aver preso la maturità classica. Poco dopo essere entrato nella vasca, si è sentito male, ha avuto un arresto cardiaco, l’hanno portato fuori della vasca, hanno tentato la respirazione bocca a bocca, ma non c’è stato niente da fare. Purtroppo la piscina non era dotata di defibrillatore: forse, se ci fosse stato, Lorenzo sarebbe ancora qui con me».
E continua chiedendo se fosse possibile dedicargli un mio spettacolo e raccogliere «delle offerte per acquistare un altro defibrillatore, che Ascanio potrebbe regalare a una istituzione da stabilire». Così il 19 luglio, con l’aiuto degli organizzatori del festival autoprodotto Eclettica, ci prepariamo per la sottoscrizione. Il pomeriggio incontro Rossella nel piccolo stand dove fanno dimostrazioni per spiegare come si effettua un massaggio cardiaco e utilizzare un defibrillatore.
Mi dice: «La prima cosa che ho pensato in ospedale, in attesa di vedere mio figlio, è stata ‘fare qualcosa’. Quel fare qualcosa è iniziato già dal giorno del funerale. Ho dette a tutte le persone più care di non comprare fiori, ma fare una piccola colletta per poter regalare un defibrillatore che effettivamente abbiamo poi regalato all’Asd Calcio Colli Albani a 5. Poi abbiamo fatto un’altra colletta e abbiamo regalato un defibrillatore a Castel del Giudice che è un paesino che si trova in alto Molise, Isernia. Il primo ospedale lo ha a quindici o venti chilometri di distanza, perciò un defibrillatore è una cosa utilissima. Dopo queste due esperienze è nata l’idea del comitato “Facciamo Ripartire il Cuore. Questi defibrillatori costano poco più di mille euro e devono essere presenti dove c’è alta frequentazione di persone. I morti per arresto cardiaco sono quasi 70 mila l’anno e può colpire tutti. Noi cerchiamo di regalare i defibrillatori soprattutto nelle periferia dove i centri sportivi sono più poveri. Una palestra di lusso non ha difficoltà a spendere mille euro».
Che i morti per arresto cardiaco fossero così tanti non lo immaginavo. Così come non immaginavo che con un migliaio di euro si può dotare una scuola o un centro sportivo di un oggetto che può concretamente salvare la vita a qualcuno.
Per Rossella è diventata una missione. Ed è anche una maniera meravigliosa di fare politica senza partiti e bandiere. Perché spendere mille euro per un defibrillatore può essere anche soltanto un modo bello per aiutare il prossimo, ma quando le istituzioni evitano di investire nella salute a favore di capitoli di spesa meno edificanti la questione diventa politica.
Quanti defibrillatori si acquistano con un F-35?
E anche la scelta di aiutare chi vive in periferia è un atto politico.
A proposito … il defibrillatore acquistato con la sottoscrizione di pochi giorni fa andrà alla palestra Ad Maiore di Casalbertone. 
* La pubblicazione di questo testo è stata autorizzata dall’autore (l’articolo è anche nel blog di Ascanio Celestini pubblicato da Il fatto quotidiano).


RETI   AMICHE:
Segnalo a tutti gli amici di Fatti Mail  la rete con cui spesso condividiamo sfide solidali:
- la rete di Raffaele Magrone


Lo spirito di gratuità che muove Fatti Mail implica che chiunque abbia ricevuto (o riceva) ospitalità circa  un proprio comunicato lo faccia in spirito di condivisione dell'idealità solidale accettando di essere parte di uno spazio in cui la comunicazione sia tanto un dire quanto un ascoltareLa solidarietà ha infatti necessariamente due direzioni quella del chiedere e quella dell'offrire. Se non sono entrambe vissute ed accolte non potrà esserci spazio di solidarietà.
Nei Fatti  - e nelle Mail - questo significa accettare:
-       che il proprio indirizzo e-mail entri nella mailing list di Fatti Mail (che non ne farà uso alcuno al di fuori della spedizione on-line delle news letter 2/3 volte al mese)
-       ed essere disponibili a leggere i bollettini che si riceveranno con la stessa solidarietà che si è sperato altri abbiano messo in gioco leggendo  il proprio annuncio


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mi chiamo Futuro ... tu come ti chiami ?

mi chiamo Futuro ... tu come ti chiami ?
Dio mi liberi dalla saggezza che non piange, dalla filosofia che non ride e dall'orgoglio che non s'inchina davanti ad un bambino" (K. Gibran) - "Forse ha ragione il gesuita p.John Haughey quando afferma :”Noi occidentali leggiamo il vangelo come se non avessimo soldi e usiamo i soldi come se non conoscessimo nulla del Vangelo" (Alex Zanotelli)

FORSE NON TUTTI SANNO CHE:

1) Mangiare, Dormire, Lavarsi ... è x tutti
sul sito della Comunità di S. Egidio è possibile "sfogliare" guide solidali che informano sulle realtà CITTADINE disponibili a sostenere chi si trovi in difficoltà

http://www.santegidio.org/index.php?&pageID=228

2) Legalità è Solidarietà
I grandissimi "piccoli" numeri delle "mafie" da una parte
e dall'altra i piccoli "grandissimi" numeri di chi quotidianamente tesse scelte solidali e cultura legale per contrastarle: sapere è potere, sapere è vedere video come quello presentato dalla trasmissione "La Storia siamo Noi"

SOLIDARIETA' E AMBIENTE

ACQUA, un popolo di spreconi

ACQUA, un popolo di spreconi

Un popolo di spreconi.

Ne consumiamo ogni giorno più di 250 litri a testa, più di ogni altra nazione europea.

Non siamo i più puliti, ma solo i più spreconi.



Ogni giorno utilizziamo centinaia di litri d’acqua senza prestare molta attenzione; in genere l’atteggiamento più diffuso è quello di pensare che «basta aprire un rubinetto e servirsene a piacere», in realtà le cose non stanno proprio così, è necessario fermarsi a riflettere un attimo per dare il giusto valore ad una risorsa che purtroppo non è infinita.

Senza acqua nessuna forma di vita è possibile, è un bene d’assoluta necessità che diventa sempre più scarso con il passare del tempo per motivi sia di ordine quantitativi (l’acqua oggi a disposizione è pari a circa un terzo di quella disponibile negli anni ‘50 e tra cinquanta anni sarà ulteriormente dimezzata), sia qualitativi (per ogni litro d’acqua potabile, almeno otto risultano contaminati dall’attività umana).

Gli effetti di questa situazione sono sotto gli occhi di tutti: casi crescenti di razionamento idrico; il consumo di acqua minerale o filtrata diventato quasi un obbligo; lievitazione del costo dell’acqua potabile ecc.

Se poi allarghiamo lo sguardo a livello mondiale, il panorama diventa ancora più preoccupante: circa un miliardo e mezzo di persone non dispongono di acqua potabile.

Di fronte ad un quadro tutt’altro che roseo, oltre ad avvicinarsi al rubinetto con maggiore rispetto, diventa importante porsi il problema di come contribuire in prima persona a migliorare la situazione.

D’altra parte, un uso più appropriato dell’acqua non fa bene solo all’ambiente, ma anche al portafogli e con molta probabilità anche alla pace tra i popoli, perché sono oramai numerosi gli analisti politici che individuano nella carenza d’acqua uno dei possibili motivi di conflitto armato tra i paesi.

Che fare?

Per eliminare gli sprechi idrici si può agire su tre fronti: -Ridurre i consumi d’acqua, in modo da erodere il meno possibile questa preziosa risorsa e contrarre l’impatto ambientale (produrre, trasportare e smaltire acqua potabile richiede energia e produce inquinamento). -Contrarre l’impiego di additivi per ridurre l’inquinamento dell’acqua, della natura e dell’ambiente domestico. -Diminuire il consumo energetico per scaldare e distribuire l’acqua al fine di ridurre l’inquinamento ambientale e il consumo di energia fossile. Per raggiungere questi obiettivi è necessario intervenire sia a livello degli stili di vita, modificando alcune abitudini radicate nel tempo, sia a livello di impiantistica, utilizzando apparecchiature progettate con particolare attenzione al risparmio idrico ed energetico per garantire un’efficacia uguale o superiore rispetto ai dispositivi convenzionali. Spesso si tratta di mettere mano al portafogli, ma il più delle volte il risparmio che deriva dall’uso di tali dispositivi ripaga in poco tempo la spesa affrontata per il loro acquisto. Il massimo dei risultati si ottiene quando entrambe queste strategie, cioè modifica delle abitudini e nuova impiantistica, sono adottate insieme. Vediamo ora in dettaglio le varie soluzion possibili.

Riduzione dei consumi

Iniziamo dalla tipologia di utilizzo che impatta maggiormente per poi passare alla seconda e così via prendendo come riferimento il diagram-ma a torta (vedi il grafico ripartizione dei consumi domestici), in altre parole guardiamolo con occhi famelici e gettiamoci a capofitto sulla fetta più grossa per poi passare a quella di dimensioni immediatamente inferiori e cosi via!

  • Docce e bagni.
  • La doccia presenta un minor consumo d’acqua, rispetto al bagno, soprattutto se si tiene l’acqua aperta solo quando serve.
    Inoltre è possibile adottare docce a risparmio energetico, in grado di ridurre i consumi oltre il 70%. In termini pratici, considerando una doc-cia al giorno si possono risparmiare in un anno oltre 50.000 litri d’acqua e diverse centinaia di euro.
    La cosa importante è di utilizzare docce che non si limitino a ridurre il consumo d’acqua (allora tanto vale non aprire totalmente il rubinetto, con il risultato che s’impiega più tempo a lavarsi e si consuma lo stesso quantitativo di acqua), ma sfruttino in maniera più intelligente l’acqua, garantendo un elevato potere lavante a fronte di minori consumi.
    Vi sono inoltre vantaggi secondari interessanti: nel caso di boiler elettrico, più persone riescono a fare la doccia consecutivamente e minori sono i cali di portata per gli altri utenti, l’unico rovescio della medaglia è che, passando meno acqua nei tubi, si deve attendere più tempo l’arrivo dell’acqua calda.

  • Lavaggio stoviglie e biancheria.
  • Nel caso in cui si utilizzino lavatrici o lavastoviglie è bene farle girare sempre a pieno carico; nel caso dei lavaggi a mano evitare l’uso d’acqua corrente e preferire l’acqua raccolta in un lavabo o in una bacinella.
    Sempre per ridurre gli sprechi, non lasciate diventare vecchio lo sporco dei piatti e le macchie ostiche dei tessuti perché richiedono un lavaggio più impegnativo sia da un punto di vista chimico (detersivi) sia energetico (tempi e temperature più elevate); lavare separatamente i pezzi a seconda del grado di sporco.
    Molti si chiederanno: si consuma più acqua, energia e detersivi lavando a mano o a macchina?
    Per rispondere in maniera corretta a questa domanda è necessario conoscere due fattori: grado di riempimento ed «economicità» della macchina da una parte e capacità di lavaggio manuale dall’altra.
    Comunque alcuni studi in materia hanno dimostrato che per lavare lo stesso quantitativo di stoviglie, pari ad un carico intero di una lavapiatti, mediamente si consumano 80 litri d’acqua se lavati a mano; 60 se lavati a macchina; 12 litri nel caso di apparecchi ad elevata efficienza, i quali oltre al risparmio d’acqua consentono una notevole contrazione dei consumi di detersivi ed energia.

  • Vaschette del WC.
  • Le vaschette tradizionali, in genere contengono circa 24 litri, un volume d’acqua tale da permettere una buona azione lavante nel caso di presenze solide…, ma eccessivamente elevata nel caso di rifiuti liquidi.
    Mediamente, con tali sciacquoni si ha un consumo giornaliero di circa 100 litri a persona, in gran parte sprecati.
    Più efficienti sono le vaschette a due mandate, una da 3 e l’altra da 6 litri, grazie alle quali il consumo giornaliero, a parità di funzione, scende a 15 litri d’acqua.
    Se utilizzate in maniera corretta, ossia schiacciando il tasto giusto al momento giusto, con le vaschette a doppia mandata si arriva a risparmiare circa 17.000 litri d’acqua l’anno a persona.
    Quando non si hanno a disposizione vaschette ad hoc, è possibile modificare i tradizionali cassonetti introducendo dei pesi che permettono di ottenere le stesse prestazioni.
    Un altro metodo è di inserire nella vaschetta un mattone o più semplicemente una bottiglia piena d’acqua.
    In quest’ultimo caso si risparmia molta acqua, ma si riduce anche la quantità disponibile per ogni scarico con l’inconveniente di ridurre l’azione lavante.

  • Rubinetti.
  • Vanno aperti solo quando serve e tenuti chiusi mentre ci si insapona o ci si lava i denti; analogamente per lavare la frutta e la verdura è sufficiente usare acqua raccolta in una bacinella e non quella corrente.
    Per dare un’idea concreta di quanto questi gesti quotidiani possano far variare notevolmente il livello dei consumi idrici, analizziamo in dettaglio cosa accade durante il lavaggio dei denti: tenendo aperto il rubinetto per tutto il periodo di pulizia, si arriva a consumare 10.000 litri l’anno a persona; quando il rubinetto viene aperto solo per il risciacquo il consumo d’acqua si riduce a 1600; se poi invece dell’acqua corrente si utilizza quella contenuta in un bicchiere, si arriva a non più di 200 litri d’acqua l’anno!
    Un bel risparmio, vero?
    Per quanto concerne interventi di tipo impiantistico, è possibile sostituire i normali filtrini dei rubinetti (quelli che ogni tanto dobbiamo pulire dal calcare e da altre sporcizie) con dei modelli risparmio energetico (aeratori).
    Come per le docce vale il discorso di acquistare dei modelli che non si limitino a ridurre la portata dell’acqua, ma che producano un getto di eguale capacità lavante con consumi inferiori.

  • Perdite dalle guarnizioni.
  • L’acqua, che a causa di perdite delle guarnizioni gocciola dai rubinetti o dallo sciacquone, sembra poca cosa, ma essendo continuativo, anche il semplice gocciolamento comporta uno spreco inutile di migliaia di litri d’acqua (e di euro).
    Nel caso in cui l’impianto è dotato di accumuli dell’acqua calda, come ad esempio i boiler elettrici, oltre al consumo d’acqua le perdite idriche si tramutano anche in uno spreco d’energia elettrica.
    È pertanto consigliabile di sostituire immediatamente le guarnizioni danneggiate.

  • Ridurre l’Impiego di Additivi
  • Tutti i detergenti, compresi quelli ecologici, comportano un impatto ambientale per la loro produzione, il trasporto e lo smaltimento.
    Inoltre, soprattutto nel caso di detergenti convenzionali, si ha una liberazione di residui tossici nell’ambiente che poi vengono assimilati attraverso la respirazione, la pelle e il consumo di alimenti.
    Ecco perché è bene ridurre al minimo l’impiego di detergenti e detersivi e in ogni caso preferire i prodotti ecologici.
    Ma cosa c’entrano i detersivi con l’acqua?
    È molto semplice: in tutti i processi di pulizia viene utilizzata l’acqua come diluente che, se usata in modo intelligente, riserva ottime sorprese!
    Per il lavaggio di stoviglie e del bucato è possibile trattare energicamente l’acqua con opportuni dispositivi da applicare direttamente alle condotte dell’acqua o direttamente nelle macchine da lavare o sotto forma di additivi, ottenendo circa un dimezzamento dei consumi dei detersivi.
    Per quanto concerne la pulizia delle superfici è consigliabile impiegare dei panni in microfibra dove l’azione chimica degli additivi è completamente sostituita dall’azione meccanica, ossia si pulisce e si sgrassa unicamente utilizzando l’acqua.
    Ma anche in questo caso, per non avere risultati deludenti, è necessario scegliere prodotti d’elevata qualità.

  • Combattere il Calcare
  • Il calcare è ben noto per la tendenza a creare incrostazioni, assai difficili da rimuovere da box doccia, lavelli e rubinetteria in generale; ma i maggiori inconvenienti, il calcare li crea all’interno dell’impianto idraulico, ossia nelle condutture e, soprattutto, nei generatori d’acqua calda (elettrici o a gas).
    Tali depositi creano due tipi di barriere: una termica e una fisica.
    La prima si traduce in un maggior consumo di energia per nulla trascurabile, infatti, per ogni millimetro di deposito di calcare nei tubi, si registra un aumento dei consumi elettrici di circa il 10% e siccome lo strato accumulato in un generatore d’acqua calda può diventare molto spesso, nel tempo, i consumi possono crescere vertiginosamente.
    Analogamente, lo strato di calcare crea anche una barriera fisica al passaggio dell’acqua che, nel caso d’impianto dotato di autoclave, fa anch’esso aumentare i consumi di elettricità.
    Infine va detto che il calcare sollecita maggiormente l’impianto idraulico riducendone la durata.
    Una verifica della presenza di calcare all’interno dei tubi può essere realizzata con una semplice prova.
    Aprite al massimo il rubinetto dell’acqua fredda e notate la portata; dopo qualche istante ripetete la stessa cosa con il rubinetto dell’acqua calda.
    La minore portata dell’acqua calda è essenzialmente dovuta alle incrostazioni di calcare presenti nel generatore di calore!
    Le soluzioni utili per vincere il calcare si dividono in due categorie: trattamenti in grado di inibire il potere di coesione del calcare che, pur continuando ad essere presente nell’acqua, non è più in grado di for-mare incrostazioni; trattamenti di rimozione del calcare dall’acqua.

Ecologia Domestica

Del primo gruppo fanno parte i trattamenti energetici dell’acqua, i catalizzatori ceramici e i campi magnetici.

I primi uniscono le proprietà anticalcare alla riduzione dei consumi di detersivi ed all’eliminazione del problema della formazione della ruggine (molti modelli possono essere installati senza ricorrere all’idraulico).

I catalizzatori ceramici sono estremamente efficaci, ma richiedono un intervento impiantistico così come i dispositivi basati sull’effetto dei campi magnetici.

Tra i dispositivi che operano la rimozione parziale del calcare dall’acqua vi sono gli addolcitori, il cui impiego richiede periodicamente l’aggiunta di sale e un’accurata manutenzione.
Inoltre, sia l’installazione che la manutenzione richiede l’intervento di tecnici specializzati.

LENTE D'INGRANDIMENTO


Stop alla droga? Diciamolo in piazza

di Francesca Sironi - marzo 2013

Parlare di cocaina nei luoghi in cui viene venduta, per sottrarli agli spacciatori e resituirli, almeno per un giorno, alla legalità. Un'occupazione lettaria itinerante, in giro per l'Italia, da Roma a Scampia, da Palermo a Milano. Ecco il progetto 'Tira dritto', nato dall'idea del giornalista di Repubblica Paolo Berizzi


Occupare i fortini della droga. Usando solo la forza della parola. Restituendo, almeno per un giorno, le principali piazze di spaccio d'Italia alla legalità. E' l'obiettivo di "Tira dritto - Stop Cocaina", una campagna ideata dal giornalista Paolo Berizzi e sostenuta dal dipartimento delle politiche antidroga alla Presidenza del consiglio dei ministri. Un'iniziativa a tappe che inizierà mercoledì 27 marzo a Tor Bella Monaca, alla periferia di Roma: «Questi sono luoghi dove centinaia di famiglie vivono spacciando cocaina. Noi vogliamo portare per un pomeriggio le istituzioni, gli esperti, i magistrati e dei testimonial a parlare delle conseguenze dell'uso e della vendita della "regina" delle droghe», spiega Berizzi.

Gli incontri non saranno paludate conferenze ospitate in qualche sala comunale, ma dibattiti all'aperto, per strada: «Si chiamano "Talkstreet" ed è la prima volta che il tema della droga sarà affrontato in questo modo, in Italia. Pensavo fosse un'idea folle, ma molti l'hanno sostenuta».

Berizzi, autore con Antonello Zappadu del libro "La Bamba", in cui ricostruisce il percorso della coca dalle piantagioni colombiane alle vie di Milano, porterà con sé magistrati ed esperti ma anche attori, registi, cantanti. Fra i volti noti ci saranno quelli di Pierfrancesco Favino, Daniele Silvestri, Marco Giallini, Kasia Smutniak, Matteo Garrone: «Ognuno di loro racconterà la sua esperienza, condividerà delle riflessioni sul problema della cocaina. Avere dei testimonial è importante: andremo in quartieri dove sono conosciuti, e questa sarà magari la scusa per portare la gente in piazza».

Gli scambi di parole saranno brevi, promette Berizzi: «Quello che ci interessa veramente è ascoltare gli abitanti dei quartieri. Sentire da loro cosa significa vivere in mezzo alla droga». Niente palco, tendoni o inviti: tutto avverrà per strada, sui marciapiedi, fra le panchine dei parchi pubblici. A moderare gli interventi sarà sempre Elsa di Gati, giornalista di Rai3. La promozione dell'iniziativa sarà fatta sul territorio, dalle associazioni locali: «L'incontro di Roma è promosso con Villa Maraini, che da 40 anni aiuta i tossicodipendenti. Al dibattito interverrà anche il fondatore della comunità, Massimo Barra, un uomo che vive in trincea da tutta la vita».

Per Berizzi i Talkstreet, 15 in tutta Italia, che andranno dallo Zen di Palermo a Corso Como a Milano, dal quartiere Japigia di Bari a Porta Palazzo a Torino, saranno un modo per «occupare» le piazze di spaccio. Una parola forte, "occupare", che spiega così: «Vogliamo portare le istituzioni in mezzo alla gente che tutti i giorni vive a contatto con la cocaina. Vogliamo scendere per strada, non fermarci a una carovana simbolica. Andare nelle piazze di spaccio ci permetterà di dare un segnale forte, usando semplicemente le parole». Le reazioni potrebbero essere diverse: «Dove potremo, dove avremo le carte, le sentenze, faremo i nomi dei signori della droga locali. Ci rivolgeremo anche a loro, alle loro famiglie, nel loro territorio. Non potremmo dare un segnale più forte di questo. Le reazioni potranno essere negative o positive, purché ci siano». Per una volta, infatti, gli abitanti potranno essere protagonisti, non animali da zoo dietro le telecamere né vittime di un gioco più grande di loro: «Non saremo dei meri registratori. Tutto ciò che ci diranno servirà a giornalisti e magistrati per capire meglio il mondo della cocaina, anche dal loro punto di vista».

I contesti saranno ovviamente diversi. Dal degrado di Scampia alle luccicanti vetrine del centro di Firenze o di Bologna. Anche i discorsi cambieranno, col contesto, ma l'obiettivo rimarrà sempre lo stesso: «Accendere i riflettori». Ogni due o tre settimane, a partire dal prossimo 27 marzo, la campagna si sposterà in giro per l'Italia. Sperando di lasciare un segno contro il business della cocaina, che continua ad arricchire le mafie e a rovinare la vita di migliaia di persone: «Oggi la cocaina è molto più di quanto si pensi. Influenza i comportamenti, regola e stravolge le dinamiche sociali, la vita delle città. E' sovrana della quotidianità lavorativa, dai muratori ai parlamentari, dai piloti ai manager, dagli autisti ai chirurghi. Imbianca i licei e le università e incipria i nasi di consumatori sempre più giovani», scrive Berizzi sul sito: «Basterebbe una boccata d'aria pura, una sniffata di libertà, un'indigestione di fiducia, una volta, per un pomeriggio, magari un'ora, per ricordarsi come ci si sente bene padroni di noi stessi»
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SOLIDARIETA' E CONSUMI

L’economia solidale

è, prima di tutto, un atteggiamento da cui derivano dei comportamenti che determinano un particolare stile di vita. Non si tratta solo, infatti, di aderire alle formule del commercio equo solidale, ma anche, e soprattutto, di rivoluzionare le nostre abitudini quotidiane: l’economia solidale comprende anche il nostro modo di lavare e lavarsi, ossia la quantità e la qualità di acqua, sapone e detersivi che utilizziamo.

Partire, quindi, dalle piccole cose, dalle attività quotidiane che, alla fin fine, costituiscono, in termini di tempo d’esecuzione, una porzione molto ampia di ogni nostra giornata. Limitare i consumi, specie d’acqua, evitare gli sprechi, cooperare con gli altri, sostituire la moda dell’ “usa e getta” con quella del recupero, utilizzare prodotti ecocompatibili, utilizzare l’automobile solo in casi di estrema necessità, impegnarsi a non inquinare, scambiare (tipo libri, cd, attrezzi, ecc.) per evitare di acquistare, sono alcuni imperativi per uno stile di vita un po’ più sobrio.

Zucchero equo-solidale

La nostra società si basa su un flusso continuo di merci e prodotti, e per questo viene definita consumistica. E, certamente, per cambiare le cose occorre intervenire (interferire) su questi automatismi.

Potremmo abbozzare una sorta di decalogo: compra leggero (ovvero prodotti con uno “zaino ecologico” non troppo pesante); compra durevole; compra semplice (in genere, gli oggetti più sofisticati sono meno durevoli, più delicati); compra vicino (per ridurre i danni ambientali che ogni trasporto comporta); compra sano; compra più giusto (e qui ci avviciniamo al discorso del commercio equo); compra prudente (a dispetto di normative e regolamentazioni, non è detto che il materiale acquistato non sia nocivo); compra sincero (evitare cioè i prodotti troppo pubblicizzati, dato che la pubblicità ce la paghiamo noi ed è spesso lontana dalla verità); compra mano d’opera (un metodo per aumentare l’occupazione); investi in futuro

INDIRIZZI UTILI

http://www.retelilliput.org/

http://www.utopie.it/http://www.retecosol.org/

http://www.networketico.it/

http://www.volint.it/http://www.zoes.it/

http://www.vita.it/

http://www.nuovomunicipio.org/

http://www.decrescita.it/

http://www.equonomia.it/

http://www.altreconomia.it/

http://www.altroconsumo.it/

http://www.valori.it/



COMMERCIO EQUO SOLIDALE

http://www.assobdm.it/

http://www.altromercato.it/

http://www.equoland.it/

http://www.transfair.it/

http://www.agices.org/

http://www.commercioetico.it/

http://www.equo.it/

http://www.mondosolidale.it/

http://www.cooperativaisola.org/

http://www.equociqua.it/

GAS

http://www.economia-solidale.org/

http://www.retegas.org/



FINANZA ETICA

http://www.bancaetica.com/

http://www.finanza-etica.itt/



TURISMO RESPONSABILE

http://www.aitr.org/

http://www.tures.it/

http://www.viaggiemiraggi.org/

http://www.viaggisolidali.it/

http://www.humanaitalia.org/



BARATTO

http://www.eticambio.it/

http://www.zerorelativo.it/

http://www.barattopoli.com/

http://www.tuttobaratto.it/

http://www.suesu.it/

da Fatti Mail a ... Song-Taaba ONLUS - Africa e Solidarietà

da Fatti Mail, da una mail spedita per chiedere una mano per il Burkina Faso, l'incontro con Padre Jean Ilboudo e la nascita, nel 2008, di Song-Taaba ONLUS.... Song-Taaba incontra Chiara Castellani, il suo Congo ed inizia un'esperienza umana di amicizia e solidarietà ... di conoscenza e consapevolezza ... che fa compiere ogni giorno nuovi passi ... guardando avanti ...

"A salvare veramente l’Africa non saranno i fondi e gli aiuti. Salveranno vite umane, permettendo loro di sopravvivere, ma non salveranno la vita dell’Africa. Cio’ che importa non sono i mezzi, ma le condizioni. Bisogna permettere all’Africa di ricostruirsi. Bisogna aiutarla a ricostruirsi. L’Africa deve essere prima che avere". (Joseph Ki-Zerbo)

L'Africa deve essere prima che avere ...

e come l'Africa, ognuno di noi

La strada dell'essere è quella i cui passi sono domande e la meta non è un dove ma un chi ...

Una strada che lo sguardo lungo e visionario di Padre Jean Ilboudo ha fatto intravedere a tutti noi

Song-Taaba è e vuole essere questo: la possibilità di percorrere questa strada

http://song-taabaonlus.ning.com/

Be Ye Ka Ye?: cosa c'è lì che non c'è qui?

Nulla o forse tutto: la voglia di muoversi, di interrogarsi,
di cercare il valore della vita ...

http://www.youtube.com/watch?v=WQGF1fqEruQ

la vita di Chiara Castellani

http://www.youtube.com/watch?v=HON6FoFUPnI

e di chiunque abbia voglia di vivere la solidarietà ...
se sei fra questi ... contatta:
segreteria@song-taabaonlus.org,


.... x iniziare a guardare l'Africa dal ... lato giusto:
Nel suo docu-film, Silvestro Montanaro, svela un'Africa
consapevole, dignitosa, aperta al futuro, segnata da ferite interne ed esterne,
creativa, saggia. Un' Africa da ascoltare, da capire, da scoprire e da cui
imparare:
http://www.ceraunavolta.rai.it/dl/portali/site/puntata/ContentItem-5a587b72-ded6-4320-942f-572599d3406c.html,