SOLIDARIETA' ... come altro?

SOLIDARIETA' ... come altro?
Ci impegniamo senza giudicare chi non s'impegna, senza accusare chi non s'impegna, senza condannare chi non s'impegna, senza cercare perché non s'impegna, senza disimpegnarci perché altri non s'impegna. Ci impegniamo per trovare un senso alla vita, a questa vita, alla nostra vita, una ragione che non sia una delle tante che ben conosciamo e che non ci prendono il cuore, un utile che non sia una delle solite trappole generosamente offerte ...dalla gente pratica. Si vive una sola volta e non vogliamo essere giocati in nome di nessun piccolo interesse. (Primo Mazzolari)

mercoledì 14 novembre 2012

14 novembre 2012


13 novembre 2012
 

Affezionata piccola grande famiglia di Fatti Mail
Fatti Mail è una rete di solidarietà.
C’è - nella dimensione della rete - un potenziale enorme.
Il potenziale del nodo.
L’identità di un nodo è nei legami: essere in quanto
essere con.
Ogni nodo unisce, condivide, sostiene.
Unisce perché condividere il sostenersi lega.
Condivide perché unire tutti  nel sostegno reciproco è alleggerire i pesi di ognuno.
Sostiene perché unirsi nella condivisione è intuire la forza della rete oltre il limite del nodo.
In una rete di solidarietà ogni nodo è persona.
Questo non cambia la natura del “nodo” anzi saper e voler essere nodi rivela – o meno – la nostra umanità che è tale solo qualora sia in grado di fare esperienza di condivisione, sostegno, com-unità.
Stiamo imparando tutti ad analizzare ogni più piccolo aspetto del degrado che ci circonda. Siamo informati, imboccati, iper stimolati, aggiornati, talvolta, fortunatamente, anche indignati.
Vivere un periodo di crisi fa percepire - a tutti - quanto sia e sarebbe stata importante la solidarietà altrui. Ma la misura della solidarietà altrui è quella che io - ieri, oggi, domani - metto a disposizione dell’altro accanto a me.
Sentirne l’assenza o percepirne la presenza delimita la domanda da porci: io ... quanta solidarietà ho immesso nel mio tempo, nel mio spazio, nella mia storia?
Il modo in cui la crisi viene presentata, raccontata, vissuta sembra tendere a svuotare la nostra capacità solidale piuttosto che attivarla. E se questo effetto (collaterale) fosse invece  ... causa?
Questa crisi ha in se tanto il doloroso spasmo di una doglia quanto la creatività propria del travaglio. Sopravvivere è accoglierle entrambe.

C’è nella non risposta, non soluzione, nel non senso quotidiano … un senso altro e alternativo che lentamente sta svelandosi al nostro vivere.

Un senso legato al bisogno – acuto ed esteso - di costruire un futuro ri-fondato sul valore di ogni “persona”. Non è il mondo a dover cambiare per offrirci ciò che vorremmo, siamo noi a dover cambiare per offrire al mondo la possibilità di diventare il luogo in cui sogniamo di vivere, lavorare, crescere, amare ...

Bisogna iniziare a ritrovare ciò che manca "fuori" … dentro di noi.

Quei valori, quegli ideali, quelle aperture, quelle braci sommerse da ceneri … capaci - una volta scintille - di trasformare tutto, ridare calore, bruciare le infinite zavorre che appesantiscono la vita, illuminare i volti … infiammare la storia ...

“Non c’è niente di ciò che viviamo, ognuno nel proprio essere, nei nostri destini particolari, che non sia patrimonio di tutti. Non c’è esperienza, cosa che viviamo che non si spanda, ne abbiamo o no consapevolezza, attraverso il mondo. Tutte le degradazioni che viviamo ci degradano tutti. Tutte le relazioni alte e chiare ci rischiarano tutti e tutti ci elevano. Altri sono collegati sulle stesse lunghezze d’onda e possono amplificarle. Se mi elevo, elevo gli altri. Immaginate una rete di pescatore su una spiaggia. Non posso sollevarne una maglia senza che l’intera rete venga dietro. Non esiste nulla che sia separato. Smettete di credere che le vostre esperienze di solidarietà e d’amore riguardino solo voi. Ognuno di noi, con ciascuna delle sue scelte, dei suoi amori è responsabile dell’amore sulla terra. Ognuno di noi è responsabile, come in quel racconto che vaga dentro di me come un cane perduto. Un uomo si ferma davanti ad un bambino che muore sulla strada. Alza gli occhi al cielo in atteggiamento di rimprovero e si rivolge a Dio: “Non fai niente ?” E la voce di Dio “Come non faccio niente, ho creato te!” Si tratta di questo. Ciascuno di noi è responsabile della qualità dell’amore su questa terra. Vi rendete conto di cosa significhi?” (Christiane Singer)

Affido alla generosa rete di Fatti Mail … a tutti i suoi nodi solidali la necessità di ospitalità di Ibrahim, delicato amico senegalese e di Beatrice, rifugiata congolese che ha bisogno di trovare un qualunque lavoro per poter continuare i suoi studi infermieristici

… ci sono poi alcune amiche ed amici che tornano ad affacciarsi spinti dall’urgenza di poter trovare risposte, dignità, lavoro: Giovanna, Tiziana, Maria Grazia, Isabella e tutti gli altri Costantino, Rachele, Samuele e famiglia, Rosaria, Anna Maria, Michelangelo, Piera, Massimo, Sergio, Maria Concetta, Stefano … nomi, volti, mani in cerca di altre mani tese … che sappiano annodarsi e sostenere …


AVVISATE LE PERSONE DA VOI SEGNALATE - DI CUI FORNITE SOLO UN NUMERO DI TELEFONO –
CHE POTREBBERO RICEVERE TELEFONATE IN CUI SI FACCIA RIFERIMENTO A “FATTI MAIL” … è importante aiutare due persone estranee che si parlino la prima volta a superare il disagio iniziale dovuto spesso proprio alla mancanza di fiducia … Considerate che l’espandersi di Fatti Mail se da una parte aumenta i lettori (e le opportunità di risposte solidali) dall’altra estende anche al di fuori delle spedizioni di Fatti Mail via e-mail la possibile lettura del bollettino. Chiedete quindi a chi vi chiami o vi contatti come sia venuto a conoscenza della vostra richiesta, regolandovi conseguentemente.


BUONA LETTURA :


1) ANCORA SOS PER IBRAHIM:
Vorrei lanciare un SOS speciale alla famiglia di Fatti Mail
E del quale mi faccio garante.
C’è un ragazzo, che chiamerò Ibrahim che sta affrontando presso un ospedale romano delle frequenti cure mediche a causa di una forma di anemia.
Ibrahim vive di trasfusioni e della solidarietà (vera) di quanti lo hanno conosciuto e finora preso a cuore.
Ibrahim è senegalese ed è in regola con il permesso di soggiorno e di lavoro autonomo, che svolge solo nei periodi in cui sta bene.
Sia l’ amica di Fatti Mail che me lo ha fatto conoscere, sia tutti coloro che finora lo hanno aiutato,possono garantire la sua affidabilità e serietà in tutto e per tutto.
Ciò di cui Ibrahim ha bisogno è un alloggio gratuito, se possibile, una camera singola con bagno. I medici che lo seguono informano circa le accortezze che egli deve seguire – semplici e facili da attuare - e che, se richieste, farò conoscere.
Nelle fasi – temporanee - in cui sta bene Ibrahim può lavorare e cercare di retribuire chi gli offrira’ vitto e alloggio. E’ musulmano, osservante, una persona di fede e delicata.
Ci sono fasi in cui sta bene - quelle per le quali c’è bisogno di trovare questa camera con bagno - che si alternano con quelle in cui deve essere ricoverato per trasfusioni.
L’ospedale in cui da tre anni si ricovera periodicamente in regime day hospital (non in reparto) si trova nella zona di Roma nord ovest, motivo per cui non può allontanarsi troppo. Usa i mezzi pubblici e sarebbe troppo complicato e disagevole per lui abitare troppo lontano.
Chi può aprire il cuore e la propria casa a Ibrahim ?
potete contattare direttamente me: gaiaspettaespera@tiscali.it, 
Quanti mi contatteranno saranno messi in contatto con le persone che lo conoscono per avere ulteriori informazioni e referenze. Grazie di cuore a tutti.
Da Ibrahim


2) GIOVANNA CERCA LAVORO:
Ciao, sono Giovanna, ho 37 anni, laureata in Scienze Politiche con indirizzo economico-statistico, disoccupata da 7 mesi dopo 17 anni di lavoro. Ecco un'altra colpita dalla crisi, penserete (a ragione). Prima che di lavoro voglio parlarvi di sentimenti.
Nel 2007 ho perso il lavoro a tempo indeterminato perchè la mia azienda ha chiuso la sede di Roma e dopo qualche mese ho scelto di lavorare in Sony Pictures Home Entertainment (una multinazionale così grande da sicurezza no?) finché non ha chiuso la sede Italiana! Non essendo più in grado di garantire con le mie sole forze di pagare puntualmente l’affitto, ho rinunciato alla mia indipendenza (che durava da ben 11 anni!) e mi sono trasferita a casa dei miei genitori a Civitavecchia. Sono cominciati così una serie di incarichi-sfruttamento-inganno, false promesse … Pur di riuscire a guadagnare qualcosa e non pesare sulla mia famiglia ho dovuto accettare quelle rare occasioni di lavoro che mi si presentavano (anche se erano per poco tempo, se non c’erano garanzie/rispetto, se dovevo fare la pendolare per 6 ore al giorno..). Finché il mio telefono ha smesso di suonare e il mio curriculum non è interessato più a nessuno. Sono diventata vecchia e bambocciona senza volerlo!
Non mi sento inutile, faccio volontariato ad Assisi, offro le mie competenze gratuitamente ad un’associazione senza scopo di lucro, per non parlare dell’ascolto verso amici in difficoltà e la disponibilità verso chi ha bisogno di una collaborazione ma non può pagare. Spero di non avere a breve spese di salute o per la macchina (bollo e assicurazione 2012 li ho pagati!) semplicemente perché non ho più soldi da parte.
E sono qui a chiedere aiuto a voi. Perché mi si spezza il cuore a imporre ai miei genitori ancora sacrifici. Perché quotidianamente mio padre va a chiedere ovunque un’opportunità di lavoro per me. Perché, sinceramente, non avere più lavoro mi ha privata di identità e della dignità che riceve dal lavoro chi impiega con impegno le sue risorse (tempo, capacità, qualità).
La mia esperienza? Gestire aspetti direzionali, amministrativi, contabili, finanziari, contrattuali, analitici, di marketing e comunicazione anche in contesti internazionali (perché parlo inglese, spagnolo e ormai poco tedesco). Posso essere una soluzione per le imprese in questo periodo di crisi economica perché non ho grandi pretese, posso soddisfare diverse esigenze contemporaneamente o nel corso del tempo a seconda delle necessità. Sono capace di lavorare sia in completa autonomia che in team, immediatamente disponibile a lavorare anche con viaggi, trasferte e trasferimenti. Surplus: sono disposta anche a prestazioni volontarie non retribuite pur di occupare il mio tempo libero ed utilizzare magari le mie lingue straniere (che altrimenti ammuffiscono).
Grazie mille a tutti per aver letto le mie parole e un abbraccio solidale!
Giovanna - gaiaspettaespera@tiscali.it,  
(Il CV di Giovanna è a disposizione di chi lo richieda)

3) URGENTE: TIZIANA CERCA LAVORO:
Buongiorno, cara Gaia

una cara amica ha problemi col computer, allora ti giro il suo appello per trovare lavoro e tengo i contatti con lei. Tiziana è in situazione di grave difficoltà, non potendo più pagare l'affitto perché non trova lavoro.

Sono Tiziana, ho 50 anni ed esperienze di lavoro come assistente di anziani e invalidi, ho lavorato in cliniche, come baby-sitter, nel commercio e settore alimentare,
cerco urgentemente qualsiasi lavoro, non so più come pagare l'affitto dopo la perdita di mia madre, nè ho parenti a cui chiedere aiuto. Sono referenziata, il mio cell. 
Grazie, cordiali saluti. Tiziana Carbocci  

Grazie dell'attenzione e della opportunità, molto bello FattiMail! un'oasi di bene nell'egoismo! Luciana
 gaiaspettaespera@tiscali.it, 


4) BEATRICE CERCA LAVORO:
Ho conosciuto Beatrice e spero che la solidarietà di Fatti Mail possa aiutarla a trovare presto un … aiuto!!!
Ciao Gaia
Sono Beatrice, rifugiata congolese , studentessa in infermieristica.
Cerco lavoro per portare avanti gli studi, finire questo progetto e mantenermi. Ho conosciuto anche tuo figlio in una incontro organizzata dal centro Astalli preso la scuola Liceo Dante. E mi ha parlato di Fatti Mail.
Oggi, vorrei chiedere come posso fare per mandare alle persone generose e sensibile, che fanno parte de fatti mail, la mia richiesta di cercare lavoro flessibile che mi permette anche di studiare?
In attesa della tua risposta, vi ringrazio di cuore per la tua disponibilità.
Buon lavoro
Beatrice - gaiaspettaespera@tiscali.it, 


5) URGENTE: ISABELLA CERCA LAVORO
Donna 46 enne in fase di separazione, disabile e disoccupata iscritta alle categorie prottette categoria invalidi civili cerca impiego part-time solo la mattina in centri commerciali o negozi come addetta ausiliaria alle vendite settori casalinghi, abbigliamento, cancelleria e giocattoli. Esperienza di 13 anni presso il Mercatone Uno di Roma.
Luogo di lavoro:
Novara, Biella, Vercelli, Milano e Torino.
Occasionalmente esperienza anche come front office per informazioni e assistenza alla clientela. Esperienza anche come operatrice Telefonica outbound. Disponibilità immediata a qualsiasi tipo di tipologia contrattuale. 
Ottime capacità a lavorare sul pc, in grado di realizzare siti web statici con i seguenti programmi:
 

Frontpage 2003, Microsoft Expression Web 3 Programma WS_ftp LE per caricamento pagine web personalizzate sui siti web Sistemi operativi: Windows XP e Windows 7 Gestione posta elettronica Word Navigazione internet
Grazie Isabella
gaiaspettaespera@tiscali.it, 
.

6) RACHELE INFERMIERA PROFESSIONALE:
Cara Gaia,
Mia moglie lavora all'idi e non viene pagata da 3 mesi e le prospettive non sono buone.
Ha deciso pertanto di ri-mettersi in gioco per attività domiciliari.
Grazie, Marco
OFFRESI INFERMIERA PROFESSIONALE E VIGILATRICE D'INFANZIA
Infermiera professionale competente professionalmente (esperienza in chirurgia vascolare e terapia intensiva neonatale) disponibile ad assistenza domiciliare su chiamata per neonati ed adulti:
- prelievo venoso 
- medicazioni anche di ulcere gravi (amputazioni)
- alimentazione a pazienti con peg
- assistenza a pazienti tracheostomizzati
- flebo
- punture intramuscolare, sottocutanee e venose
Contattare Rachela: 
gaiaspettaespera@tiscali.it, 


7) COSTANTINO CERCA LAVORO:
Ciao Gaia,
nel ringraziarti per il lavoro di informazione e solidarietà, volevo segnalarti il fatto che il
 marito della badante di mia madre cerca lavoro, come accompagnatore, badante per un uomo,domestico, ma è in grado di svolgere tanti altri lavoretti. Si chiama Costantino, ha 53 anni ed è 
di cittadinanza rumena. Ha regolare patente di guida.
Insieme alla moglie hanno lavorato come badanti per molti anni per una coppia vicina di casa di
mia madre, finchè i due coniugi non sono deceduti.
Ora lui cerca lavoro. Come recapito ti lascio quello della moglie
Mariana: 

Grazie Alessandro - 
gaiaspettaespera@tiscali.it, 


8) PACCO DONO X IL DONO DI UNA VITA:
Cara Gaia, ti inoltro questa richiesta di aiuto del mio amico Samuel, congolese, in memoria della sua piccola, morta in Italia dopo la loro rocambolesca immigrazione. Spero che gli possa arrivare in qualche modo il nostro aiuto.
Sempre grazie, Matteo

J-Claude Zola Tombo 
Cari amici,
Vi mandiamo questa e-mail per informarvi che stiamo preparando un pacchetto:
abbigliamento per bambini,
pasta, pomodoro, biscotti,
giocattoli,
bevande ecc -
che apporteremo all'associazione che ha ospitato la nostra figlia Allégresse, morta 17 novembre 2007 all'Ospidale Gesù bambini.Per maggiori informazioni, si prega di contattarci con questi numeri:
gaiaspettaespera@tiscali.it, 
Grazie
Samuel & Famiglia

9) ROSARIA CERCA LAVORO:
Ciao Gaia,
per favore puoi pubblicare su fatti mail la richiesta di Rosaria, 55 anni, che cerca lavoro come assistente di anziani solo di giorno.
E’ una persona fidatissima e disponibile anche per lavori domestici. Ha gia fatto assistenza ad anziani con dedizione ed amore.
Rosaria: .... , la mail è...
Grazie Evola
gaiaspettaespera@tiscali.it, 


10) ANNA MARIA CERCA LAVORO:
Cara Gaia,
ho conosciuto in zona piazza del Popolo una signora in difficoltà di lavoro: attualmente si occupa delle pulizie di una scala condominiale, ma ha bisogno assoluto di un ulteriore anche piccola entrata. Si chiama Anna Maria, ha 55/60 anni, è originaria dell'Umbria ed è disposta ad impiegarsi come domestica, badante, altri lavori semplici e operativi. E' una persona in seria e concreta difficoltà, mi sembra affidabile e sincera.
Il suo numero è...
Tanti bei saluti,
matteo - 
gaiaspettaespera@tiscali.it, 


11) MARIA GRAZIA CERCA LAVORO
Salve sono una ragazza di 26 anni, mi chiamo Mariagrazia e sono laureata alla magistrale di Psicologia clinica.
Ho frequentato l’università di Roma La Sapienza, nello specifico la triennale
di Psicologia dello sviluppo e dell’educazione e la magistrale di Psicologia
clinica, di salute e comunità, con il massimo dei voti.
Durante gli anni di studio ho avuto numerose esperienze lavorative: baby-
sitter, aiuto-compiti, cameriera, pasticciera, hostess, promoter, call center.
Ho concluso il mio percorso universitario ed anche l’anno di tirocinio formativo,
cerco qualsiasi lavoro nel sociale che possa aiutarmi a mantenermi
economicamente e a crescere professionalmente, nonché dal punto di vista personale.
Ho avuto numerose esperienze di volontariato, con comunità d’aiuto a
tossicodipendenti, con case famiglie e in parrocchia
 (caritas diocesana).

In allegato presento il mio Curriculum professionale.
In attesa di una vostra risposta vi ringrazio e vi porgo i miei cordiali
saluti. (IL cv è A DISPOSIZIONE DI CHI LO CHIEDA)

Mariagrazia Tammone
gaiaspettaespera@tiscali.it, 


12) SOS CURE DURANTE LA GRAVIDANZA
Carissima Gaia,
Il Centro di Aiuto alla Vita nella nostra Parrocchia di Santa Giovanna Antida Thouret a Fonte Meravigliosa assiste mamme, molto spesso disagiate e senza coniuge, che rinunciano ad abortire e che vengono seguite da un team di volontari sia durante la gravidanza che nei primi anni di vita dei bimbi, con interventi di tipo psicologico, medico, economico, alimentare e spirituale.
Ogni bimbo che nasce, è un angelo che ha l’opportunità di vivere perché la mamma, sola e priva, molto spesso, di un contesto familiare che la sostenga, trova in persone “di buona volontà”, nuove mamme e papà, fratelli e sorelle, amici ed amiche con cui condividere difficoltà, ma soprattutto la gioia di essere riuscite a donare la vita ad un essere umano, che altrimenti sarebbe finito tra i rifiuti sanitari di un ospedale e nello scarico di una “mammana”.
Sono qui, cara Gaia, a chiedere aiuto nei limiti del possibile, affinché nei modi e nelle quantità che tramite Fatti Mail ci potrai indicare, si possano mettere a disposizione di alcune mamme
ecografie morfologiche o altri interventi diagnostici in gravidanza.
Ti prego di segnalare ai Medici ed alle strutture che eventualmente sono nella rete di Fatti Mail, che ogni intervento verrà segnalato all’Ordine di Malta, i cui vertici sono molto sensibili alla disponibilità del mondo medico verso chi ha bisogno.
Ringrazio te e Fatti Mail per quanto si potrà fare e ti abbraccio.
Michelangelo Guzzardi

gaiaspettaespera@tiscali.it, 


13) BINARIO95: PERCASOAVETE ?
Per il centro diurno Binario95,
(la cui missione è contrastare il cronicizzarsi in stazione dell’emarginazione sociale, che colpisce la popolazione anziana in stato di disagio, e offrire un punto di riferimento e di aggregazione, avviando percorsi di recupero delle capacità relazionali, creative e di reinserimento sociale)
siamo alla ricerca di:
- una scrivania (possibilmente in legno chiaro)
- un tavolino basso rotondo
- mensole bianche o anche solo le staffe da attaccarvi

inoltre, continuiamo a essere alla ricerca di
- tutto quello che è classificabile come cartoleria (colori, matite,
forbici, colla, ecc…)
- tutti i tipi di carta (carta da pacchi, cartoncino, etc...)
- riviste (es di viaggi o medicina ecc…) e libri illustrati
- spago
- nastri, passamanerie, spille da balia
- padelle grandi
- gomitoli e avanzi di lana e cotone
- uncinetti di tutte le misure
- aghi da lana
- cotone sintetico da imbottitura (di solito si trova nei cuscini o nei
giacconi)
- fogli di feltro e sughero
- passamaneria

Piera, per contatti inviare mail a:
gaiaspettaespera@tiscali.it, 


14) AFFITTO CAMERA
Cara Gaia
Affitto camera doppia arredata solo per non residenti in zona piramide ( S.Saba ) Vicinissimo alla FAO e al circo massimo, quindi ben servita dalla Metro e dai Bus. Chiamare Massimo al

grazie di cuore.
gaiaspettaespera@tiscali.it, 


15) REGALO SEDIA A ROTELLE
Cara Gaia,
innanzi tutto voglio dirti che ti leggo sempre con piacere
Ho in casa una sedia a rotelle praticamente nuova (usata un paio di volte) che regalo a chi è interessato ad averla.
Basta passare a prenderla a Roma in zona Circonvallazione Ostiense concordando un orario.
Grazie
Stefano Frigeri - gaiaspettaespera@tiscali.it, 

16) CESTI NATALIZI SOLIDALI
Cesti natalizi solidali
a favore del Progetto Quadrifoglio onlus "aiutiamoli a crescere"
Anche quest’anno il Progetto Quadrifoglio ONLUS organizza la vendita di cesti natalizi di tutte le misure e te li porta … a
 casa!
Il ricavato sarà interamente devoluto al mantenimento invernale delle case famiglia di Sighet (Romania). Il freddo, la neve, la necessità di un abbigliamento adeguato e di riscaldare i locali hanno un costo. Confidiamo nel tuo buon gusto e nel tuo desiderio di passare un Natale sincero
Grazie di cuore!
Per ulteriori informazioni: 
per saperne di più sul progetto:
gaiaspettaespera@tiscali.it, 

17) VENDO 2 AUTO
Carissimi tutti,
vi propongo 2 macchine usate che il mio caro amico Sergio è costretto a vendere per partenza del figlio in Africa per lavoro.
Potete contattarlo, per ulteriori informazioni, al.
gaiaspettaespera@tiscali.it, 
Un saluto caro, Ettore

1. Modello: Citroen C3 Elegance 1.1, anno: Dicembre 2008, Km : 44,000 km, Colore : nero, Benzina/GPL
Prezzo ….

Tagliandata- ABS -Airbag- Alzacristalli anteriore- Radio con CD-Chiusura centralizzata-Aria condizionata 
Computer di bordo

2. Volvo S40 1600 Diesel modello Momentum colore nero metallizzato. Perfetto stato bassi consumi immatricolata il 29 Novembre 2006. 42.000 km unipro sempre garage tagliandata 2 set di pneumatici accessoriata ….


X VISIONARE IL NUOVO
Fatti Mail - CONDIVIDO
EVENTI, ATTIVITA’, INIZIATIVE A CARATTERE SOLIDALE E/O CULTURALE.  
cliccare su:
CONDIVIDO nella colonna a destra, ultima voce di: Archivio BLOG

RETI AMICHE:
Segnalo a tutti gli amici di Fatti Mail le reti amiche con cui spesso condividiamo sfide solidali:
- la rete di Raffaele Magrone
- Scambiotutto di Saverio Ambrogetti

Lo spirito di gratuità che muove Fatti Mail implica che chiunque abbia ricevuto (o riceva) ospitalità circa un proprio comunicato lo faccia in spirito di condivisione dell'idealità solidaleaccettando di essere parte di uno spazio in cui la comunicazione sia tanto un dire quanto un ascoltareLa solidarietà ha infatti necessariamente due direzioni quella del chiedere e quella dell'offrire. Se non sono entrambe vissute ed accolte non potrà esserci spazio di solidarietà.
Nei Fatti (e nelle Mail) questo significa accettare:
- che il proprio indirizzo e-mail entri nella mailing list di Fatti Mail (che non ne farà uso alcuno al di fuori della spedizione on-line delle news letter 2/3 volte al mese)

- ed essere disponibili a leggere i bollettini che si riceveranno con la stessa solidarietà che si è sperato altri abbiano messo in gioco leggendo il proprio annuncio

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mi chiamo Futuro ... tu come ti chiami ?

mi chiamo Futuro ... tu come ti chiami ?
Dio mi liberi dalla saggezza che non piange, dalla filosofia che non ride e dall'orgoglio che non s'inchina davanti ad un bambino" (K. Gibran) - "Forse ha ragione il gesuita p.John Haughey quando afferma :”Noi occidentali leggiamo il vangelo come se non avessimo soldi e usiamo i soldi come se non conoscessimo nulla del Vangelo" (Alex Zanotelli)

FORSE NON TUTTI SANNO CHE:

1) Mangiare, Dormire, Lavarsi ... è x tutti
sul sito della Comunità di S. Egidio è possibile "sfogliare" guide solidali che informano sulle realtà CITTADINE disponibili a sostenere chi si trovi in difficoltà

http://www.santegidio.org/index.php?&pageID=228

2) Legalità è Solidarietà
I grandissimi "piccoli" numeri delle "mafie" da una parte
e dall'altra i piccoli "grandissimi" numeri di chi quotidianamente tesse scelte solidali e cultura legale per contrastarle: sapere è potere, sapere è vedere video come quello presentato dalla trasmissione "La Storia siamo Noi"

SOLIDARIETA' E AMBIENTE

ACQUA, un popolo di spreconi

ACQUA, un popolo di spreconi

Un popolo di spreconi.

Ne consumiamo ogni giorno più di 250 litri a testa, più di ogni altra nazione europea.

Non siamo i più puliti, ma solo i più spreconi.



Ogni giorno utilizziamo centinaia di litri d’acqua senza prestare molta attenzione; in genere l’atteggiamento più diffuso è quello di pensare che «basta aprire un rubinetto e servirsene a piacere», in realtà le cose non stanno proprio così, è necessario fermarsi a riflettere un attimo per dare il giusto valore ad una risorsa che purtroppo non è infinita.

Senza acqua nessuna forma di vita è possibile, è un bene d’assoluta necessità che diventa sempre più scarso con il passare del tempo per motivi sia di ordine quantitativi (l’acqua oggi a disposizione è pari a circa un terzo di quella disponibile negli anni ‘50 e tra cinquanta anni sarà ulteriormente dimezzata), sia qualitativi (per ogni litro d’acqua potabile, almeno otto risultano contaminati dall’attività umana).

Gli effetti di questa situazione sono sotto gli occhi di tutti: casi crescenti di razionamento idrico; il consumo di acqua minerale o filtrata diventato quasi un obbligo; lievitazione del costo dell’acqua potabile ecc.

Se poi allarghiamo lo sguardo a livello mondiale, il panorama diventa ancora più preoccupante: circa un miliardo e mezzo di persone non dispongono di acqua potabile.

Di fronte ad un quadro tutt’altro che roseo, oltre ad avvicinarsi al rubinetto con maggiore rispetto, diventa importante porsi il problema di come contribuire in prima persona a migliorare la situazione.

D’altra parte, un uso più appropriato dell’acqua non fa bene solo all’ambiente, ma anche al portafogli e con molta probabilità anche alla pace tra i popoli, perché sono oramai numerosi gli analisti politici che individuano nella carenza d’acqua uno dei possibili motivi di conflitto armato tra i paesi.

Che fare?

Per eliminare gli sprechi idrici si può agire su tre fronti: -Ridurre i consumi d’acqua, in modo da erodere il meno possibile questa preziosa risorsa e contrarre l’impatto ambientale (produrre, trasportare e smaltire acqua potabile richiede energia e produce inquinamento). -Contrarre l’impiego di additivi per ridurre l’inquinamento dell’acqua, della natura e dell’ambiente domestico. -Diminuire il consumo energetico per scaldare e distribuire l’acqua al fine di ridurre l’inquinamento ambientale e il consumo di energia fossile. Per raggiungere questi obiettivi è necessario intervenire sia a livello degli stili di vita, modificando alcune abitudini radicate nel tempo, sia a livello di impiantistica, utilizzando apparecchiature progettate con particolare attenzione al risparmio idrico ed energetico per garantire un’efficacia uguale o superiore rispetto ai dispositivi convenzionali. Spesso si tratta di mettere mano al portafogli, ma il più delle volte il risparmio che deriva dall’uso di tali dispositivi ripaga in poco tempo la spesa affrontata per il loro acquisto. Il massimo dei risultati si ottiene quando entrambe queste strategie, cioè modifica delle abitudini e nuova impiantistica, sono adottate insieme. Vediamo ora in dettaglio le varie soluzion possibili.

Riduzione dei consumi

Iniziamo dalla tipologia di utilizzo che impatta maggiormente per poi passare alla seconda e così via prendendo come riferimento il diagram-ma a torta (vedi il grafico ripartizione dei consumi domestici), in altre parole guardiamolo con occhi famelici e gettiamoci a capofitto sulla fetta più grossa per poi passare a quella di dimensioni immediatamente inferiori e cosi via!

  • Docce e bagni.
  • La doccia presenta un minor consumo d’acqua, rispetto al bagno, soprattutto se si tiene l’acqua aperta solo quando serve.
    Inoltre è possibile adottare docce a risparmio energetico, in grado di ridurre i consumi oltre il 70%. In termini pratici, considerando una doc-cia al giorno si possono risparmiare in un anno oltre 50.000 litri d’acqua e diverse centinaia di euro.
    La cosa importante è di utilizzare docce che non si limitino a ridurre il consumo d’acqua (allora tanto vale non aprire totalmente il rubinetto, con il risultato che s’impiega più tempo a lavarsi e si consuma lo stesso quantitativo di acqua), ma sfruttino in maniera più intelligente l’acqua, garantendo un elevato potere lavante a fronte di minori consumi.
    Vi sono inoltre vantaggi secondari interessanti: nel caso di boiler elettrico, più persone riescono a fare la doccia consecutivamente e minori sono i cali di portata per gli altri utenti, l’unico rovescio della medaglia è che, passando meno acqua nei tubi, si deve attendere più tempo l’arrivo dell’acqua calda.

  • Lavaggio stoviglie e biancheria.
  • Nel caso in cui si utilizzino lavatrici o lavastoviglie è bene farle girare sempre a pieno carico; nel caso dei lavaggi a mano evitare l’uso d’acqua corrente e preferire l’acqua raccolta in un lavabo o in una bacinella.
    Sempre per ridurre gli sprechi, non lasciate diventare vecchio lo sporco dei piatti e le macchie ostiche dei tessuti perché richiedono un lavaggio più impegnativo sia da un punto di vista chimico (detersivi) sia energetico (tempi e temperature più elevate); lavare separatamente i pezzi a seconda del grado di sporco.
    Molti si chiederanno: si consuma più acqua, energia e detersivi lavando a mano o a macchina?
    Per rispondere in maniera corretta a questa domanda è necessario conoscere due fattori: grado di riempimento ed «economicità» della macchina da una parte e capacità di lavaggio manuale dall’altra.
    Comunque alcuni studi in materia hanno dimostrato che per lavare lo stesso quantitativo di stoviglie, pari ad un carico intero di una lavapiatti, mediamente si consumano 80 litri d’acqua se lavati a mano; 60 se lavati a macchina; 12 litri nel caso di apparecchi ad elevata efficienza, i quali oltre al risparmio d’acqua consentono una notevole contrazione dei consumi di detersivi ed energia.

  • Vaschette del WC.
  • Le vaschette tradizionali, in genere contengono circa 24 litri, un volume d’acqua tale da permettere una buona azione lavante nel caso di presenze solide…, ma eccessivamente elevata nel caso di rifiuti liquidi.
    Mediamente, con tali sciacquoni si ha un consumo giornaliero di circa 100 litri a persona, in gran parte sprecati.
    Più efficienti sono le vaschette a due mandate, una da 3 e l’altra da 6 litri, grazie alle quali il consumo giornaliero, a parità di funzione, scende a 15 litri d’acqua.
    Se utilizzate in maniera corretta, ossia schiacciando il tasto giusto al momento giusto, con le vaschette a doppia mandata si arriva a risparmiare circa 17.000 litri d’acqua l’anno a persona.
    Quando non si hanno a disposizione vaschette ad hoc, è possibile modificare i tradizionali cassonetti introducendo dei pesi che permettono di ottenere le stesse prestazioni.
    Un altro metodo è di inserire nella vaschetta un mattone o più semplicemente una bottiglia piena d’acqua.
    In quest’ultimo caso si risparmia molta acqua, ma si riduce anche la quantità disponibile per ogni scarico con l’inconveniente di ridurre l’azione lavante.

  • Rubinetti.
  • Vanno aperti solo quando serve e tenuti chiusi mentre ci si insapona o ci si lava i denti; analogamente per lavare la frutta e la verdura è sufficiente usare acqua raccolta in una bacinella e non quella corrente.
    Per dare un’idea concreta di quanto questi gesti quotidiani possano far variare notevolmente il livello dei consumi idrici, analizziamo in dettaglio cosa accade durante il lavaggio dei denti: tenendo aperto il rubinetto per tutto il periodo di pulizia, si arriva a consumare 10.000 litri l’anno a persona; quando il rubinetto viene aperto solo per il risciacquo il consumo d’acqua si riduce a 1600; se poi invece dell’acqua corrente si utilizza quella contenuta in un bicchiere, si arriva a non più di 200 litri d’acqua l’anno!
    Un bel risparmio, vero?
    Per quanto concerne interventi di tipo impiantistico, è possibile sostituire i normali filtrini dei rubinetti (quelli che ogni tanto dobbiamo pulire dal calcare e da altre sporcizie) con dei modelli risparmio energetico (aeratori).
    Come per le docce vale il discorso di acquistare dei modelli che non si limitino a ridurre la portata dell’acqua, ma che producano un getto di eguale capacità lavante con consumi inferiori.

  • Perdite dalle guarnizioni.
  • L’acqua, che a causa di perdite delle guarnizioni gocciola dai rubinetti o dallo sciacquone, sembra poca cosa, ma essendo continuativo, anche il semplice gocciolamento comporta uno spreco inutile di migliaia di litri d’acqua (e di euro).
    Nel caso in cui l’impianto è dotato di accumuli dell’acqua calda, come ad esempio i boiler elettrici, oltre al consumo d’acqua le perdite idriche si tramutano anche in uno spreco d’energia elettrica.
    È pertanto consigliabile di sostituire immediatamente le guarnizioni danneggiate.

  • Ridurre l’Impiego di Additivi
  • Tutti i detergenti, compresi quelli ecologici, comportano un impatto ambientale per la loro produzione, il trasporto e lo smaltimento.
    Inoltre, soprattutto nel caso di detergenti convenzionali, si ha una liberazione di residui tossici nell’ambiente che poi vengono assimilati attraverso la respirazione, la pelle e il consumo di alimenti.
    Ecco perché è bene ridurre al minimo l’impiego di detergenti e detersivi e in ogni caso preferire i prodotti ecologici.
    Ma cosa c’entrano i detersivi con l’acqua?
    È molto semplice: in tutti i processi di pulizia viene utilizzata l’acqua come diluente che, se usata in modo intelligente, riserva ottime sorprese!
    Per il lavaggio di stoviglie e del bucato è possibile trattare energicamente l’acqua con opportuni dispositivi da applicare direttamente alle condotte dell’acqua o direttamente nelle macchine da lavare o sotto forma di additivi, ottenendo circa un dimezzamento dei consumi dei detersivi.
    Per quanto concerne la pulizia delle superfici è consigliabile impiegare dei panni in microfibra dove l’azione chimica degli additivi è completamente sostituita dall’azione meccanica, ossia si pulisce e si sgrassa unicamente utilizzando l’acqua.
    Ma anche in questo caso, per non avere risultati deludenti, è necessario scegliere prodotti d’elevata qualità.

  • Combattere il Calcare
  • Il calcare è ben noto per la tendenza a creare incrostazioni, assai difficili da rimuovere da box doccia, lavelli e rubinetteria in generale; ma i maggiori inconvenienti, il calcare li crea all’interno dell’impianto idraulico, ossia nelle condutture e, soprattutto, nei generatori d’acqua calda (elettrici o a gas).
    Tali depositi creano due tipi di barriere: una termica e una fisica.
    La prima si traduce in un maggior consumo di energia per nulla trascurabile, infatti, per ogni millimetro di deposito di calcare nei tubi, si registra un aumento dei consumi elettrici di circa il 10% e siccome lo strato accumulato in un generatore d’acqua calda può diventare molto spesso, nel tempo, i consumi possono crescere vertiginosamente.
    Analogamente, lo strato di calcare crea anche una barriera fisica al passaggio dell’acqua che, nel caso d’impianto dotato di autoclave, fa anch’esso aumentare i consumi di elettricità.
    Infine va detto che il calcare sollecita maggiormente l’impianto idraulico riducendone la durata.
    Una verifica della presenza di calcare all’interno dei tubi può essere realizzata con una semplice prova.
    Aprite al massimo il rubinetto dell’acqua fredda e notate la portata; dopo qualche istante ripetete la stessa cosa con il rubinetto dell’acqua calda.
    La minore portata dell’acqua calda è essenzialmente dovuta alle incrostazioni di calcare presenti nel generatore di calore!
    Le soluzioni utili per vincere il calcare si dividono in due categorie: trattamenti in grado di inibire il potere di coesione del calcare che, pur continuando ad essere presente nell’acqua, non è più in grado di for-mare incrostazioni; trattamenti di rimozione del calcare dall’acqua.

Ecologia Domestica

Del primo gruppo fanno parte i trattamenti energetici dell’acqua, i catalizzatori ceramici e i campi magnetici.

I primi uniscono le proprietà anticalcare alla riduzione dei consumi di detersivi ed all’eliminazione del problema della formazione della ruggine (molti modelli possono essere installati senza ricorrere all’idraulico).

I catalizzatori ceramici sono estremamente efficaci, ma richiedono un intervento impiantistico così come i dispositivi basati sull’effetto dei campi magnetici.

Tra i dispositivi che operano la rimozione parziale del calcare dall’acqua vi sono gli addolcitori, il cui impiego richiede periodicamente l’aggiunta di sale e un’accurata manutenzione.
Inoltre, sia l’installazione che la manutenzione richiede l’intervento di tecnici specializzati.

LENTE D'INGRANDIMENTO


Stop alla droga? Diciamolo in piazza

di Francesca Sironi - marzo 2013

Parlare di cocaina nei luoghi in cui viene venduta, per sottrarli agli spacciatori e resituirli, almeno per un giorno, alla legalità. Un'occupazione lettaria itinerante, in giro per l'Italia, da Roma a Scampia, da Palermo a Milano. Ecco il progetto 'Tira dritto', nato dall'idea del giornalista di Repubblica Paolo Berizzi


Occupare i fortini della droga. Usando solo la forza della parola. Restituendo, almeno per un giorno, le principali piazze di spaccio d'Italia alla legalità. E' l'obiettivo di "Tira dritto - Stop Cocaina", una campagna ideata dal giornalista Paolo Berizzi e sostenuta dal dipartimento delle politiche antidroga alla Presidenza del consiglio dei ministri. Un'iniziativa a tappe che inizierà mercoledì 27 marzo a Tor Bella Monaca, alla periferia di Roma: «Questi sono luoghi dove centinaia di famiglie vivono spacciando cocaina. Noi vogliamo portare per un pomeriggio le istituzioni, gli esperti, i magistrati e dei testimonial a parlare delle conseguenze dell'uso e della vendita della "regina" delle droghe», spiega Berizzi.

Gli incontri non saranno paludate conferenze ospitate in qualche sala comunale, ma dibattiti all'aperto, per strada: «Si chiamano "Talkstreet" ed è la prima volta che il tema della droga sarà affrontato in questo modo, in Italia. Pensavo fosse un'idea folle, ma molti l'hanno sostenuta».

Berizzi, autore con Antonello Zappadu del libro "La Bamba", in cui ricostruisce il percorso della coca dalle piantagioni colombiane alle vie di Milano, porterà con sé magistrati ed esperti ma anche attori, registi, cantanti. Fra i volti noti ci saranno quelli di Pierfrancesco Favino, Daniele Silvestri, Marco Giallini, Kasia Smutniak, Matteo Garrone: «Ognuno di loro racconterà la sua esperienza, condividerà delle riflessioni sul problema della cocaina. Avere dei testimonial è importante: andremo in quartieri dove sono conosciuti, e questa sarà magari la scusa per portare la gente in piazza».

Gli scambi di parole saranno brevi, promette Berizzi: «Quello che ci interessa veramente è ascoltare gli abitanti dei quartieri. Sentire da loro cosa significa vivere in mezzo alla droga». Niente palco, tendoni o inviti: tutto avverrà per strada, sui marciapiedi, fra le panchine dei parchi pubblici. A moderare gli interventi sarà sempre Elsa di Gati, giornalista di Rai3. La promozione dell'iniziativa sarà fatta sul territorio, dalle associazioni locali: «L'incontro di Roma è promosso con Villa Maraini, che da 40 anni aiuta i tossicodipendenti. Al dibattito interverrà anche il fondatore della comunità, Massimo Barra, un uomo che vive in trincea da tutta la vita».

Per Berizzi i Talkstreet, 15 in tutta Italia, che andranno dallo Zen di Palermo a Corso Como a Milano, dal quartiere Japigia di Bari a Porta Palazzo a Torino, saranno un modo per «occupare» le piazze di spaccio. Una parola forte, "occupare", che spiega così: «Vogliamo portare le istituzioni in mezzo alla gente che tutti i giorni vive a contatto con la cocaina. Vogliamo scendere per strada, non fermarci a una carovana simbolica. Andare nelle piazze di spaccio ci permetterà di dare un segnale forte, usando semplicemente le parole». Le reazioni potrebbero essere diverse: «Dove potremo, dove avremo le carte, le sentenze, faremo i nomi dei signori della droga locali. Ci rivolgeremo anche a loro, alle loro famiglie, nel loro territorio. Non potremmo dare un segnale più forte di questo. Le reazioni potranno essere negative o positive, purché ci siano». Per una volta, infatti, gli abitanti potranno essere protagonisti, non animali da zoo dietro le telecamere né vittime di un gioco più grande di loro: «Non saremo dei meri registratori. Tutto ciò che ci diranno servirà a giornalisti e magistrati per capire meglio il mondo della cocaina, anche dal loro punto di vista».

I contesti saranno ovviamente diversi. Dal degrado di Scampia alle luccicanti vetrine del centro di Firenze o di Bologna. Anche i discorsi cambieranno, col contesto, ma l'obiettivo rimarrà sempre lo stesso: «Accendere i riflettori». Ogni due o tre settimane, a partire dal prossimo 27 marzo, la campagna si sposterà in giro per l'Italia. Sperando di lasciare un segno contro il business della cocaina, che continua ad arricchire le mafie e a rovinare la vita di migliaia di persone: «Oggi la cocaina è molto più di quanto si pensi. Influenza i comportamenti, regola e stravolge le dinamiche sociali, la vita delle città. E' sovrana della quotidianità lavorativa, dai muratori ai parlamentari, dai piloti ai manager, dagli autisti ai chirurghi. Imbianca i licei e le università e incipria i nasi di consumatori sempre più giovani», scrive Berizzi sul sito: «Basterebbe una boccata d'aria pura, una sniffata di libertà, un'indigestione di fiducia, una volta, per un pomeriggio, magari un'ora, per ricordarsi come ci si sente bene padroni di noi stessi»
.

SOLIDARIETA' E CONSUMI

L’economia solidale

è, prima di tutto, un atteggiamento da cui derivano dei comportamenti che determinano un particolare stile di vita. Non si tratta solo, infatti, di aderire alle formule del commercio equo solidale, ma anche, e soprattutto, di rivoluzionare le nostre abitudini quotidiane: l’economia solidale comprende anche il nostro modo di lavare e lavarsi, ossia la quantità e la qualità di acqua, sapone e detersivi che utilizziamo.

Partire, quindi, dalle piccole cose, dalle attività quotidiane che, alla fin fine, costituiscono, in termini di tempo d’esecuzione, una porzione molto ampia di ogni nostra giornata. Limitare i consumi, specie d’acqua, evitare gli sprechi, cooperare con gli altri, sostituire la moda dell’ “usa e getta” con quella del recupero, utilizzare prodotti ecocompatibili, utilizzare l’automobile solo in casi di estrema necessità, impegnarsi a non inquinare, scambiare (tipo libri, cd, attrezzi, ecc.) per evitare di acquistare, sono alcuni imperativi per uno stile di vita un po’ più sobrio.

Zucchero equo-solidale

La nostra società si basa su un flusso continuo di merci e prodotti, e per questo viene definita consumistica. E, certamente, per cambiare le cose occorre intervenire (interferire) su questi automatismi.

Potremmo abbozzare una sorta di decalogo: compra leggero (ovvero prodotti con uno “zaino ecologico” non troppo pesante); compra durevole; compra semplice (in genere, gli oggetti più sofisticati sono meno durevoli, più delicati); compra vicino (per ridurre i danni ambientali che ogni trasporto comporta); compra sano; compra più giusto (e qui ci avviciniamo al discorso del commercio equo); compra prudente (a dispetto di normative e regolamentazioni, non è detto che il materiale acquistato non sia nocivo); compra sincero (evitare cioè i prodotti troppo pubblicizzati, dato che la pubblicità ce la paghiamo noi ed è spesso lontana dalla verità); compra mano d’opera (un metodo per aumentare l’occupazione); investi in futuro

INDIRIZZI UTILI

http://www.retelilliput.org/

http://www.utopie.it/http://www.retecosol.org/

http://www.networketico.it/

http://www.volint.it/http://www.zoes.it/

http://www.vita.it/

http://www.nuovomunicipio.org/

http://www.decrescita.it/

http://www.equonomia.it/

http://www.altreconomia.it/

http://www.altroconsumo.it/

http://www.valori.it/



COMMERCIO EQUO SOLIDALE

http://www.assobdm.it/

http://www.altromercato.it/

http://www.equoland.it/

http://www.transfair.it/

http://www.agices.org/

http://www.commercioetico.it/

http://www.equo.it/

http://www.mondosolidale.it/

http://www.cooperativaisola.org/

http://www.equociqua.it/

GAS

http://www.economia-solidale.org/

http://www.retegas.org/



FINANZA ETICA

http://www.bancaetica.com/

http://www.finanza-etica.itt/



TURISMO RESPONSABILE

http://www.aitr.org/

http://www.tures.it/

http://www.viaggiemiraggi.org/

http://www.viaggisolidali.it/

http://www.humanaitalia.org/



BARATTO

http://www.eticambio.it/

http://www.zerorelativo.it/

http://www.barattopoli.com/

http://www.tuttobaratto.it/

http://www.suesu.it/

da Fatti Mail a ... Song-Taaba ONLUS - Africa e Solidarietà

da Fatti Mail, da una mail spedita per chiedere una mano per il Burkina Faso, l'incontro con Padre Jean Ilboudo e la nascita, nel 2008, di Song-Taaba ONLUS.... Song-Taaba incontra Chiara Castellani, il suo Congo ed inizia un'esperienza umana di amicizia e solidarietà ... di conoscenza e consapevolezza ... che fa compiere ogni giorno nuovi passi ... guardando avanti ...

"A salvare veramente l’Africa non saranno i fondi e gli aiuti. Salveranno vite umane, permettendo loro di sopravvivere, ma non salveranno la vita dell’Africa. Cio’ che importa non sono i mezzi, ma le condizioni. Bisogna permettere all’Africa di ricostruirsi. Bisogna aiutarla a ricostruirsi. L’Africa deve essere prima che avere". (Joseph Ki-Zerbo)

L'Africa deve essere prima che avere ...

e come l'Africa, ognuno di noi

La strada dell'essere è quella i cui passi sono domande e la meta non è un dove ma un chi ...

Una strada che lo sguardo lungo e visionario di Padre Jean Ilboudo ha fatto intravedere a tutti noi

Song-Taaba è e vuole essere questo: la possibilità di percorrere questa strada

http://song-taabaonlus.ning.com/

Be Ye Ka Ye?: cosa c'è lì che non c'è qui?

Nulla o forse tutto: la voglia di muoversi, di interrogarsi,
di cercare il valore della vita ...

http://www.youtube.com/watch?v=WQGF1fqEruQ

la vita di Chiara Castellani

http://www.youtube.com/watch?v=HON6FoFUPnI

e di chiunque abbia voglia di vivere la solidarietà ...
se sei fra questi ... contatta:
segreteria@song-taabaonlus.org,


.... x iniziare a guardare l'Africa dal ... lato giusto:
Nel suo docu-film, Silvestro Montanaro, svela un'Africa
consapevole, dignitosa, aperta al futuro, segnata da ferite interne ed esterne,
creativa, saggia. Un' Africa da ascoltare, da capire, da scoprire e da cui
imparare:
http://www.ceraunavolta.rai.it/dl/portali/site/puntata/ContentItem-5a587b72-ded6-4320-942f-572599d3406c.html,