SOLIDARIETA' ... come altro?

SOLIDARIETA' ... come altro?
Ci impegniamo senza giudicare chi non s'impegna, senza accusare chi non s'impegna, senza condannare chi non s'impegna, senza cercare perché non s'impegna, senza disimpegnarci perché altri non s'impegna. Ci impegniamo per trovare un senso alla vita, a questa vita, alla nostra vita, una ragione che non sia una delle tante che ben conosciamo e che non ci prendono il cuore, un utile che non sia una delle solite trappole generosamente offerte ...dalla gente pratica. Si vive una sola volta e non vogliamo essere giocati in nome di nessun piccolo interesse. (Primo Mazzolari)

sabato 24 dicembre 2011

24 dicembre 2011


Affezionata piccola grande famiglia di Fatti Mail

Il mondo è grande ed è piccolo allo stesso tempo …
Siamo apparentemente avvicinati gli uni agli altri dall’ascolto delle stesse canzoni o dall’indossare le stesse scarpe da ginnastica o dal bere le stesse bibite pur abitando in diversi continenti a distanza di migliaia di chilometri …. E siamo allontanati dai pochi passi che separano due porte su uno stesso pianerottolo, o dall’indifferenza con cui osserviamo chi (la persona che) ci sta pulendo i vetri della machina o dalla totale disinformazione su cosa accada alle popolazioni di quei Paesi meno interessanti per i  media … una disinformazione che fa apparire immensi i nostri problemi, centrali, assoluti, insuperabili …

La solidarietà ha bisogno di essere alimentata dalla conoscenza, dalla possbilità di sentire gli uni le storie, le fatiche e le sfide degli altri, di ritrovare dietro alle parole i volti …

Questo Natale Fatti Mail augura che possa essere per tutti un tempo in cui far spazio all’altro, qualunque sia, ovunque sia, comunque sia vestito o chiamato … perché l’altro non è mai un problema piuttosto è l’unica risorsa che la vita offra per guardare il mondo da altri punti di vista … e magari da quei punti di vista, e solo da quelli, capire finalmente qualcosa di più su noi stessi e sul senso del nostro vivere ….
Stati Uniti ….. “Credo che questo Natale dobbiamo pregare per i ricchi, per quell’1%. Hanno avuto un anno pessimo nel 2010, dato che i loro guadagni in media si sono abbassati di poco meno di un milione di dollari. Per loro il 2011 è andato un po’ meglio… eppure si sentono male, mi dicono che soffrono di frequenti attacchi d’ansia. E’ comprensibile, l’economia mondiale cola a picco e le loro possibilità stanno diminuendo”.
Elvira Arellano, messicana di Michoacán, è diventata un simbolo della lotta degli immigrati ‘latinos’ privi di documenti negli Stati Uniti dopo essere rimasta per oltre un anno rifugiata in una chiesa di Chicago per evitare di essere rimpatriata con la forza. Non è servito: nell’agosto 2007 è stata riportata nel suo paese d’origine e costretta, paradossalmente, a separarsi da suo figlio Saúl, cittadino statunitense, che solo in un secondo momento l’ha raggiunta in Messico. A Michoacán ha fondato l’organizzazione ‘La Familia Latina Unida – Sin Fronteras’ che sostiene le famiglie separate a causa dei rimpatri forzati dagli Stati Uniti e i migranti centroamericani colpiti dalla violenza nel suo paese natale.
Al quotidiano ‘La Prensa’, il più importante e diffuso giornale in lingua spagnola di New York, Arellano affida le sue riflessioni sul Natale visto dagli immigrati: “Noi – scrive – ci sforziamo per passare da un lavoro temporaneo a uno a tempo pieno che frutti un salario minimo. Guadagniamo per pagare l’affitto, la luce e il gas, coprire le spese scolastiche dei nostri figli tutti i mesi, comprare loro vestiti e scarpe nuove, perché i loro piedi non smettono di crescere e crescere. Poi il governo minaccia di multare le aziende per cui lavoriamo se non verificano, attraverso il programma elettronico ‘E-Verify’, se noi lavoratori abbiamo i documenti o no. Ci cacciano. Per quanto cerchiamo, non riusciamo a trovare un lavoro, nemmeno temporaneo”.
Una volta Gesù disse ai suoi discepoli «i poveri li avrete sempre con voi». Questo perché non sempre riusciamo a sopravvivere, la nostra speranza, il nostro ventaglio di possibilità, non vengono dall’economia mondiale ma da un’altra fonte”.
Le possibilità create dalla ricchezza materiale non possono essere paragonate a quelle che sono create dalla vita stessa. Fin da bambina ho sempre desiderato avere figli, Dio ha risposto alla mia preghiera”.
Per gli immigrati, scrive ancora Arellano, “la nascita di Gesù in una famiglia che fu costretta a trasferirsi in un paese straniero ci ricorda la benedizione dei nostri stessi figli e le speranze enormi che ci animano. I figli rappresentano il nostro tesoro, per il quale siamo capaci di sacrificare tutto. Sono il nostro ventaglio di possibilità. Sappiamo, nei nostri cuori, che così come Dio ci benedice con i figli ci proteggerà e ci accompagnerà anche nei momenti più difficili.
Le possibilità create dalla ricchezza materiale – conclude – non possono essere paragonate a quelle create dalla vita”. (fonte Misna)
Ciad …… E’ Natale col sangue quello nei campi attorno a Moissala, in fondo al Ciad, al confine col Centrafrica. Allevatori e agricoltori si battono per il raccolto: i primi devastano i campi per nutrire le mandrie, i secondi difendono il loro miglio e la loro vita. Gli allevatori non lasciano tregua di notte e di giorno e così la guerra della terra si ripete imperterrita ogni anno nella regione del Barh Sara. E’ diventata ormai una tradizione. Delle peggiori. Del resto si tratta di una storia millenaria che la Bibbia ci ricorda bene fin dalle gesta di Caino, agricoltore che fa fuori suo fratello pastore Abele (Gen 4). Quindi ogni protesta che arriva a loro cade nel vuoto. Così il Nord tiene in scacco il Sud. Ma chi difende i poveri e gli oppressi? Quale strada trovare per mettere fine a questa barbarie? Dobbiamo, e lo stiamo facendo, parlare con le autorità che hanno il dovere di proteggere la popolazione. Ma ci dicono che il lavoro è impeccabile, che fanno del loro meglio. Parole di politici. Dobbiamo inseguire la strada della pressione internazionale… ma anche lì quanti potenti stanno facendo affari con il presidente e il suo entourage per il solo petrolio! La nostra sembra una lotta del piccolo Davide contro il gigante Golia… Ma non ci arrendiamo! Qui Natale non è poesia, presepi belli e pranzi sfarzosi. Qui è lotta per la vita. Non violenta, coraggiosa. Ma comunque lotta. (fonte Misna)
Costa D’avorio …. “I bambini del quartiere sono tornati a giocare al pallone dietro casa nostra, proprio sul terreno dove prima si ammazzava la gente. Ai bordi delle strade le ragazze vendono banane fritte e sacchetti di acqua fresca. I camioncini scarburati e zeppi di gente, ti sfrecciano accanto in una nuvola di fumo nero: è bello vedere che ad Abidjan la vita sta tornando quasi come prima. Anche alla Casa Regionale ci sono delle novità: il serbatoio dell’acqua, crivellato dalle raffiche di kalashnikov, è stato rifatto quasi nuovo. Nuova è pure una parte del tetto, dove le lamiere erano partite in seguito alle esplosioni e ho fatto chiudere i fori delle pallottole che hanno trapassato i muri di casa. La città è diventata un immenso cantiere: ovunque ci sono lavori in corso, grossi macchinari che asfaltano le strade, ponti in costruzione, operai al lavoro giorno e notte. Il governo promette ancora tante altre novità.
Nel quartiere però la gente ha paura! Quasi ogni mattina arriva notizia di una parrocchia attaccata, una comunità religiosa derubata, anche qualche prete malmenato dai ladri. Durante i combattimenti dei mesi scorsi, sono state distribuite armi a chi ne voleva, anche ai prigionieri scappati dalle carceri; così ora i furti a mano armata sono all’ordine del giorno. Il mio vescovo di San Pedro, per esempio, ne ha fatto le spese: cinque uomini armati, nel cuore della notte, sono entrati in casa, l’hanno steso a terra, minacciato con fucile e pugnali e hanno rubato tutto quel che potevano portar via, anche i paramenti episcopali. Il sospetto e l’insicurezza sono ancora quelli di prima. Aggiungi poi la crisi economica mondiale ai disastri provocati dalla guerra locale, e capisci che le prossime feste non saranno molto gioiose. Sotto il letto, io tengo sempre una scatoletta con dei soldi: sono per i ladri, quando verranno anche da noi! Un po’ per scaramanzia, un po’ per realismo, ma è meglio aver subito pronto qualcosa da dar loro, per evitare il peggio. E ora che viene Natale, ci ho messo anche un Gesù Bambino: una piccola statuina di plastica fosforescente. Prima di dormire, lo guardo un po’ e penso a tutti quei poveri Cristi, che senza colpa loro, capitano in un mondo sbagliato, fatto di violenza, ingiustizie, cattiverie. Proprio come a Betlemme 2000 anni fa! Così si annuncia il mio Natale di quest’anno: dimesso, con tanta insicurezza e qualche luce di speranza. Come un presepe sotto il letto. E io non ho mai finito di stupirmi di questo Dio che crede ancora nel nostro mondo. Allora posso crederci anch’io.
E’ questo il regalo di Natale che auguro a tutti voi: degli occhi nuovi, capaci di scorgere ovunque il Signore Gesù, anche nelle situazioni più critiche o nei posti più impensati. Buon Natale a tutti  (Padre Dario Dozio, Società missioni africane)
 … occhi nuovi … con cui guardarci gli uni gli altri in modo nuovo … riuscendo a vedere – anche dietro una mail … qualcuno  cui poter tendere una mano …

AVVISATE LE PERSONE DA VOI SEGNALATE - DI CUI FORNITE SOLO UN NUMERO DI TELEFONO -CHE POTREBBERO RICEVERE TELEFONATE IN CUI SI FA RIFERIMENTO A “FATTI MAIL” … è importante aiutare due persone estranee che si parlano a superare il disagio iniziale dovuto spesso proprio alla mancanza di fiducia …



BUONA LETTURA :



1)      GIOVANNA CERCO LAVORO
Ciao Gaia, sono Lia.
Ti  ho scritto altre volte per richiedere la diffusione di alcuni annunci, vorrei provare a diffondere un'altra richiesta , da parte di una mia carissima amica che avrebbe veramente bisogno di trovare un lavoretto. Ha 57 anni, è automunita e ha allevato ben 5 figli. Cercherebbe una possibilità di lavoro qualsiasi ma preferibilmente, data la sua esperienza, come baby sitter, inoltre sa fare anche riparazioni di sartoria. Si chiama Giovanna Politi, Giovanna abita alla Rustica ma è disponibile anche a prelevare a domicilio i capi per le riparazioni.
SI può inviare una mail al mio indirizzo di posta elettronica. gaiaspettaespera@tiscali.it, Grazie Lia


2)      MARINA CERCO LAVORO
Ho scritto queste poche righe, spontanee e non standard come tante fatte.
Spero vada bene: e’ la prima volta che mi racconto cosi.
Mi chiamo Marina ho 40 anni , sono sposata e ho una figlia di 2 anni
Sono disoccupata da un anno e vorrei tanto rimettermi in gioco, ma fuori mi scontro con situazioni assurde,  proprio perchè sono una mamma.
Vorrei rendermi utile , trovare un lavoro anche parttime che mi dia la possibilità’ di offrire  l’esperienza acquisita in questi anni che secondo me va al di la di saper questo o quel programma di software dell’esser mamma o di aver 40 anni.
Ho atteso mia figlia per otto anni e quando ho perso le speranze e’ arrivata la “Provvidenza”  ho fiducia che qualcosa cambierà  per me e per tutti.
Spero di poter dare un futuro dignitoso a mia figlia visto che io e mio marito non abbiamo attualmente un’ occupazione , non posso chiedere di fare il lavoro che a me gratifica tantissimo ( ho lavorato 17 anni presso un’azienda ed ero responsabile commerciale e contabile)  perche’ so che di questi tempi e’ difficile però’ sarei contenta che queste parole sincere vengano percepite  come una richiesta dignitosa
Grazie - BARTOLINI MARINA, gaiaspettaespera@tiscali.it


3)      SOS BADANTE
La mia collega Raffaela ha di nuovo bisogno di Fatti Mail.
Cercasi Badante fissa per signora 89nne, autosufficiente; contratto, stipendio, vitto, alloggio; giorni liberi: sabato pomeriggio e  tutta la domenica.
contattare Raffaela gaiaspettaespera@tiscali.it,
Grazie – Alessandro


UTILI DA SAPERE

1)      CARITAS
Nasce “Roma Reciproca”. Le organizzazioni sociali di ispirazione cattolica propongono un manifesto comune per combattere povertà ed emarginazione
Il direttore della Caritas, monsignor Enrico Feroci, ha presentato il manifesto sottoscritto dalle principali realtà del volontariato cattolico della Diocesi di Roma
“Una voce comune, per continuare a rispondere ai problemi sociali, per reagire a questo stato di crisi che sta colpendo la nostra città, per comprendere le nuove emergenze sociali, in uno spirito di collaborazione rispettoso della storia e della vocazione di ciascun aderente”. Così il direttore della Caritas, monsignor Enrico Feroci, ha presentato il 15 dicembre 2011 il manifesto “Roma città Reciproca”, un documento di intenti per contrastare la povertà e l’esclusione sociale promosso dalle quattordici maggiori organizzazioni sociali di ispirazione cattolica della Diocesi di Roma.
“Roma reciproca” promuoverà iniziative ed interventi in tre direzioni: l’animazione alla carità della comunità cristiana attraverso momenti formativi e spirituali; la riflessione e la verifica sulle attività di promozione per meglio interpretare le trasformazioni sociali che avvengono nella città e per meglio coordinare gli interventi; l’interlocuzione con le istituzioni per una tutela dei più deboli attraverso adeguate politiche di accompagnamento e presa in carico.
Le organizzazioni, coordinate dalla Caritas diocesana, che hanno promosso il manifesto sono: Comunità di Sant’Egidio, Acli, Opera Don Guanella, Opera Don Calabria, Unitalsi Roma, Compagnia delle Opere di Roma e Lazio, Centro Astalli, Borgo Ragazzi Don Bosco, Fondazione Don Gnocchi, Fondazione Don Luigi Di Liegro, Movimento dei Focolari, Comunità di Capodarco di Roma, Associazione Società San Vincenzo de’ Paoli.
Il manifesto è una proposta aperta a chiunque vorrà aderire. “Il sogno – ha spiegato monsignor Feroci – è che chiunque operi a Roma, nel nome del Signore, possa trovare un luogo per riflettere, comprendere e ripartire nell’azione di aiuto alle persone che stentano a trovare una loro integrazione”.
24 dicembre alle ore 17.00 la Messa di Natale presso l'Ostello "Don Luigi Di Liegro" alla Stazione Termini. Alla celebrazione interverranno gli ospiti, i volontari e gli operatori della Caritas diocesana di Roma insieme a rappresentanti delle istituzioni cittadine. La liturgia sarà presieduta dal direttore della Caritas, monsignor Enrico Feroci.
25 dicembre alle ore 10.30 Messa di Natale presso la cappella della Cittadella della carità "Santa Giacinta" presieduta dal direttore della Caritas, monsignor Enrico Feroci.
31 dicembre ore 20.30 Cena e veglione di Capodanno presso la Mensa di Via Marsala.
1 gennaio ore 12.30 Pranzo di Capodanno con i senza dimora preparato dai residenti delle Case famiglia di Villa Glori in collaborazione con le parrocchie della Prefettura VI.
“Roma Insieme” - Fino al 6 gennaio si svolge l’iniziativa Roma Insieme, promossa da Roma Capitale in collaborazione con la Caritas Diocesana di Roma, il Circolo S. Pietro, la Comunità di S. Egidio ed altre organizzazioni. Roma Capitale metterà a disposizione 10 pulmini itineranti, che effettueranno la raccolta di beni utili destinati ai bambini e alle persone bisognose (generi alimentari, vestiario e giocattoli) con l’ausilio di volontari, parrocchie, enti di assistenza e case famiglia. Quanto ricavato dalla Caritas sarà destinato all’Emporio della Solidarietà e al circuito dei Centri di Accoglienza. I volontari Caritas saranno impegnati nella raccolta nei Municipi VI, VIII, IX, X, XII.

2)    PARROCCHIA DI S. GIOVANNA ANTIDA
Segnalo – presso la Parrocchia di Santa Giovanna Antida in via Ferruzzi 110 -  il 26 dicembre nel  teatro Vigna Murata alle 17 un adattamento di "Er vangelo seconno noantri" con una previa digressione sui vangeli apocrifi in particolare il protovangelo di Giacomo, ma sopratutto il presepe vivente del 6 gennaio pomeriggio con oltre 100 figuranti in costume, e 40 installazioni tra capanna della Natività, vecchi mestieri, Tempio di Gerusalemme, residenza di Erode, ecc.
Michelangelo  

3)      LABORATORI X BAMBINI

Cari Bambini,
ecco i prossimi appuntamenti con lo staff di tre colori sul comò:

Un laboratorio Giallo...aspettando l'anno del drago
il 28 e il 29 dicembre costruiremo e dipingeremo insieme il nostro drago portafortuna.
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA: consigliamo a chi fosse interessato di prenotare quanto prima, si accetteranno 20 bambini divisi in due turni (10,30-12,30 e 15,00-17,00) 
durata del corso: due ore circa per due giorni consecutivi;
costo del corso: 60€ (fratellini e sorelline 40€)
età consigliata: 3-7 anni
Un laboratorio tutto Blu: è la notte della Befana!
Come immaginate che sia la Befana? il 5 gennaio daremo forma alla vostra fantasia aiutandovi a fabbricare con la gommapiuma la simpatica vecchietta che tutte le feste si porta via..
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA: consigliamo a chi fosse interessato di prenotare quanto prima, si accetteranno al massimo 20 bambini divisi in due turni (10,30-12,30 e 15,00-17,00) 
durata del corso: due ore circa
costo del corso: 30€ (fratellini e sorelline 20€)
età consigliata: 3-7 anni
PER PRENOTARE i laboratori, inviate una mail a muga@embrio.net (specificando nome, età, e fascia oraria preferita) oppure chiamate il 339/3965020.
Qualora cambiaste idea sulla partecipazione del vostro bambino, siete pregati di informarci quanto prima, permetterete ad altri bambini interessati di partecipare. Grazie!

Questo è il video del baby Workshop di halloween: divertitevi a riconoscere le manine dei vostri bambini!  http://vimeo.com/33805966,
buone feste a tutti!
seguite tre colori sul comò anche sulla pagina facebook!
G i o r g i a  B o r r e l l o          
muga_embrio.net MUtimediaGAllery
Via Giulia 109, 00186 - Roma
mobile: (+39) 339 39 65 020
studio: (+39) 06 45 54 04 84
w w w . e m b r i o . n e t / m u g a


4)    EMERGENCY
SOS EMERGENCY
Aiutaci a non smettere
Cari amici
SOS: a tutti coloro che apprezzano il lavoro e l’esistenza di EMERGENCY, a chi crede nell’eguaglianza in dignità e diritti di tutti gli esseri umani.
Il lavoro di EMERGENCY continua ad aumentare, perché sono in crescita costante le vittime della guerra e della povertà, e curarle è insieme il nostro dovere e il nostro ruolo.
In questo momento, le nostre risorse economiche non ci consentono più di farvi fronte. Abbiamo bisogno di molti soldi per tenere aperti i nostri ospedali, i centri chirurgici per le vittime di guerra, i centri ostetrici, pediatrici, di primo soccorso, di riabilitazione. E per mantenere in vita anche i poliambulatori specialistici gratuiti che EMERGENCY ha aperto in Italia negli ultimi anni.
Vi chiediamo aiuto affinché EMERGENCY, anche nella difficile situazione di oggi, possa continuare a esistere, perché non venga interrotto uno straordinario “esperimento umano” di cura e di cultura.
SOS EMERGENCY. Grazie di raccoglierlo. http://www.sosemergency.it/?trk=1.14,
Gino Strada
Fondatore di EMERGENCY


5)     DESTINATION WEST AFRICA
Ciao a tutti,
non possiamo che ringraziare tutte le persone che ci hanno sostenuto ed aiutato durante tutto l'anno. Sarebbe impossibile riuscire a ringraziare tutti personalmente, ma il nostro affetto è per ognuno di voi che ha contribuito alla riuscita dei nostri piccoli ma grandi progetti. Vi auguriamo un 2012 serene e pieno di musica, sereno ricco di nuovi spunti positivi.

Vogliamo vedervi ancora più numerosi per crescere ancora insieme nel 2012.

Abbiamo tre piccoli regali per cominciare al meglio il nuovo anno:
1)  una sala tutta nuova, più comoda per chi viene da fuori roma, e più accogliente... ve lo siete veramente meritato!!!  http://www.mustdanza.it/ 

2) La tessera gratuita per chi si iscriverà entro il 7 gennaio ai prossimi stage...quindi uno sconto di 10 euro!!!

3) Un super appuntamento con per il 28-29 gennaio con FANTA CAMARA e SOURAKHATA DIOUBATE - http://www.destinationwestafrica.org/stage-e-laboratori.html


6)     SONG-TAABA ONLUS invita:

20 gennaio 2012 ore 20,45
Song-Taaba ONLUS serata incontro con
Silvestro Montanaro
giornalista, autore televisivo, testimone attento e coraggioso dell’emarginazione e delle realtà dei paesi Terzi
Silvestro Montanaro porterà in visione un suo docu/film da cui emergerà un’Africa inaspettata: l’Africa della speranza e del futuro. Seguirà una personale testimonianza del dott. Montanaro e uno spazio di dibattito. La serata è aperta a tutti, le tematiche assolutamente interessanti per chi voglia approfondire la propria conoscenza della realtà africana, per chi sia già impegnato in esperienze di sostegno e cooperazione e per chi abbia a cuore un proprio percorso di formazione permanente (studenti, giovani, adulti in cammino).
Sala Giovanni Paolo II, presso Parrocchia S. Giovanna Antida, via Ferruzzi 110
Chi pensi di partecipare segnali fin d’ora  la propria presenza o quella dei gruppi con cui penserà di aderire: segreteria@song-taabaonlus.org ci aiuterete ad organizzare tutto al meglio


E … per chi abbia ancora voglia di leggere … le parole di don Paolo Farinella … x un Natale di spirituale autenticità …

“Celebrare il Natale significa accorgersi di un Dio che cammina con noi, accanto a noi, dentro di noi, vicino a noi perché lui è la Parola che vive nell’anima del nostro cuore. Ogni volta che …
-    fai una promessa d’amore gratuito, Dio è Parola incarnata nel tuo cuore.
-    guardi una persona con occhi accoglienti, Dio è Parola incarnata nel tuo sguardo.
-    ascolti il bisogno dell’altro, Dio è Parola incarnata nella tua vita.
-    senti il grido di chi invoca aiuto, Dio è Parola incarnata nel tuo orecchio.
-    tendi una mano a qualcuno, Dio è Parola incarnata nella tua carne.
-    perdi tempo con le persone e le ami, Dio è Parola incarnata nel tuo tempo d’amore.
-    presti denaro senza interessi, Dio è Parola incarnata nella tua giustizia.
-    accogli chiunque come figlio di Dio, Dio è Parola incarnata nella tua identità.
-    sei misericordioso con chi pecca contro di te, Dio è Parola incarnata nella tua fecondità.
-    compi gesti di pace e comunione, Dio è Parola incarnata nel mondo attraverso di te.
-    ami gratuitamente senza chiedere in cambio nulla, Dio è Parola incarnata senza fine.
-    condividi con gli altri ciò che sei e ciò che hai, Dio è Parola incarnata di risurrezione.
-    soffri unendoti alla sofferenza del mondo, Dio è Parola incarnata nel dolore del mondo.
-    sei te stesso/a, immagine e somiglianza di Dio, Dio è Parola incarnata che crea e rigenera.
-    a Natale, rinasci come creatura nuova, Dio è Parola che nasce in te e vi resta per l’eternità.
-    Ogni volta. Sempre!” (don Paolo Farinella)


Buon Natale e Buon 2012!

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mi chiamo Futuro ... tu come ti chiami ?

mi chiamo Futuro ... tu come ti chiami ?
Dio mi liberi dalla saggezza che non piange, dalla filosofia che non ride e dall'orgoglio che non s'inchina davanti ad un bambino" (K. Gibran) - "Forse ha ragione il gesuita p.John Haughey quando afferma :”Noi occidentali leggiamo il vangelo come se non avessimo soldi e usiamo i soldi come se non conoscessimo nulla del Vangelo" (Alex Zanotelli)

FORSE NON TUTTI SANNO CHE:

1) Mangiare, Dormire, Lavarsi ... è x tutti
sul sito della Comunità di S. Egidio è possibile "sfogliare" guide solidali che informano sulle realtà CITTADINE disponibili a sostenere chi si trovi in difficoltà

http://www.santegidio.org/index.php?&pageID=228

2) Legalità è Solidarietà
I grandissimi "piccoli" numeri delle "mafie" da una parte
e dall'altra i piccoli "grandissimi" numeri di chi quotidianamente tesse scelte solidali e cultura legale per contrastarle: sapere è potere, sapere è vedere video come quello presentato dalla trasmissione "La Storia siamo Noi"

SOLIDARIETA' E AMBIENTE

ACQUA, un popolo di spreconi

ACQUA, un popolo di spreconi

Un popolo di spreconi.

Ne consumiamo ogni giorno più di 250 litri a testa, più di ogni altra nazione europea.

Non siamo i più puliti, ma solo i più spreconi.



Ogni giorno utilizziamo centinaia di litri d’acqua senza prestare molta attenzione; in genere l’atteggiamento più diffuso è quello di pensare che «basta aprire un rubinetto e servirsene a piacere», in realtà le cose non stanno proprio così, è necessario fermarsi a riflettere un attimo per dare il giusto valore ad una risorsa che purtroppo non è infinita.

Senza acqua nessuna forma di vita è possibile, è un bene d’assoluta necessità che diventa sempre più scarso con il passare del tempo per motivi sia di ordine quantitativi (l’acqua oggi a disposizione è pari a circa un terzo di quella disponibile negli anni ‘50 e tra cinquanta anni sarà ulteriormente dimezzata), sia qualitativi (per ogni litro d’acqua potabile, almeno otto risultano contaminati dall’attività umana).

Gli effetti di questa situazione sono sotto gli occhi di tutti: casi crescenti di razionamento idrico; il consumo di acqua minerale o filtrata diventato quasi un obbligo; lievitazione del costo dell’acqua potabile ecc.

Se poi allarghiamo lo sguardo a livello mondiale, il panorama diventa ancora più preoccupante: circa un miliardo e mezzo di persone non dispongono di acqua potabile.

Di fronte ad un quadro tutt’altro che roseo, oltre ad avvicinarsi al rubinetto con maggiore rispetto, diventa importante porsi il problema di come contribuire in prima persona a migliorare la situazione.

D’altra parte, un uso più appropriato dell’acqua non fa bene solo all’ambiente, ma anche al portafogli e con molta probabilità anche alla pace tra i popoli, perché sono oramai numerosi gli analisti politici che individuano nella carenza d’acqua uno dei possibili motivi di conflitto armato tra i paesi.

Che fare?

Per eliminare gli sprechi idrici si può agire su tre fronti: -Ridurre i consumi d’acqua, in modo da erodere il meno possibile questa preziosa risorsa e contrarre l’impatto ambientale (produrre, trasportare e smaltire acqua potabile richiede energia e produce inquinamento). -Contrarre l’impiego di additivi per ridurre l’inquinamento dell’acqua, della natura e dell’ambiente domestico. -Diminuire il consumo energetico per scaldare e distribuire l’acqua al fine di ridurre l’inquinamento ambientale e il consumo di energia fossile. Per raggiungere questi obiettivi è necessario intervenire sia a livello degli stili di vita, modificando alcune abitudini radicate nel tempo, sia a livello di impiantistica, utilizzando apparecchiature progettate con particolare attenzione al risparmio idrico ed energetico per garantire un’efficacia uguale o superiore rispetto ai dispositivi convenzionali. Spesso si tratta di mettere mano al portafogli, ma il più delle volte il risparmio che deriva dall’uso di tali dispositivi ripaga in poco tempo la spesa affrontata per il loro acquisto. Il massimo dei risultati si ottiene quando entrambe queste strategie, cioè modifica delle abitudini e nuova impiantistica, sono adottate insieme. Vediamo ora in dettaglio le varie soluzion possibili.

Riduzione dei consumi

Iniziamo dalla tipologia di utilizzo che impatta maggiormente per poi passare alla seconda e così via prendendo come riferimento il diagram-ma a torta (vedi il grafico ripartizione dei consumi domestici), in altre parole guardiamolo con occhi famelici e gettiamoci a capofitto sulla fetta più grossa per poi passare a quella di dimensioni immediatamente inferiori e cosi via!

  • Docce e bagni.
  • La doccia presenta un minor consumo d’acqua, rispetto al bagno, soprattutto se si tiene l’acqua aperta solo quando serve.
    Inoltre è possibile adottare docce a risparmio energetico, in grado di ridurre i consumi oltre il 70%. In termini pratici, considerando una doc-cia al giorno si possono risparmiare in un anno oltre 50.000 litri d’acqua e diverse centinaia di euro.
    La cosa importante è di utilizzare docce che non si limitino a ridurre il consumo d’acqua (allora tanto vale non aprire totalmente il rubinetto, con il risultato che s’impiega più tempo a lavarsi e si consuma lo stesso quantitativo di acqua), ma sfruttino in maniera più intelligente l’acqua, garantendo un elevato potere lavante a fronte di minori consumi.
    Vi sono inoltre vantaggi secondari interessanti: nel caso di boiler elettrico, più persone riescono a fare la doccia consecutivamente e minori sono i cali di portata per gli altri utenti, l’unico rovescio della medaglia è che, passando meno acqua nei tubi, si deve attendere più tempo l’arrivo dell’acqua calda.

  • Lavaggio stoviglie e biancheria.
  • Nel caso in cui si utilizzino lavatrici o lavastoviglie è bene farle girare sempre a pieno carico; nel caso dei lavaggi a mano evitare l’uso d’acqua corrente e preferire l’acqua raccolta in un lavabo o in una bacinella.
    Sempre per ridurre gli sprechi, non lasciate diventare vecchio lo sporco dei piatti e le macchie ostiche dei tessuti perché richiedono un lavaggio più impegnativo sia da un punto di vista chimico (detersivi) sia energetico (tempi e temperature più elevate); lavare separatamente i pezzi a seconda del grado di sporco.
    Molti si chiederanno: si consuma più acqua, energia e detersivi lavando a mano o a macchina?
    Per rispondere in maniera corretta a questa domanda è necessario conoscere due fattori: grado di riempimento ed «economicità» della macchina da una parte e capacità di lavaggio manuale dall’altra.
    Comunque alcuni studi in materia hanno dimostrato che per lavare lo stesso quantitativo di stoviglie, pari ad un carico intero di una lavapiatti, mediamente si consumano 80 litri d’acqua se lavati a mano; 60 se lavati a macchina; 12 litri nel caso di apparecchi ad elevata efficienza, i quali oltre al risparmio d’acqua consentono una notevole contrazione dei consumi di detersivi ed energia.

  • Vaschette del WC.
  • Le vaschette tradizionali, in genere contengono circa 24 litri, un volume d’acqua tale da permettere una buona azione lavante nel caso di presenze solide…, ma eccessivamente elevata nel caso di rifiuti liquidi.
    Mediamente, con tali sciacquoni si ha un consumo giornaliero di circa 100 litri a persona, in gran parte sprecati.
    Più efficienti sono le vaschette a due mandate, una da 3 e l’altra da 6 litri, grazie alle quali il consumo giornaliero, a parità di funzione, scende a 15 litri d’acqua.
    Se utilizzate in maniera corretta, ossia schiacciando il tasto giusto al momento giusto, con le vaschette a doppia mandata si arriva a risparmiare circa 17.000 litri d’acqua l’anno a persona.
    Quando non si hanno a disposizione vaschette ad hoc, è possibile modificare i tradizionali cassonetti introducendo dei pesi che permettono di ottenere le stesse prestazioni.
    Un altro metodo è di inserire nella vaschetta un mattone o più semplicemente una bottiglia piena d’acqua.
    In quest’ultimo caso si risparmia molta acqua, ma si riduce anche la quantità disponibile per ogni scarico con l’inconveniente di ridurre l’azione lavante.

  • Rubinetti.
  • Vanno aperti solo quando serve e tenuti chiusi mentre ci si insapona o ci si lava i denti; analogamente per lavare la frutta e la verdura è sufficiente usare acqua raccolta in una bacinella e non quella corrente.
    Per dare un’idea concreta di quanto questi gesti quotidiani possano far variare notevolmente il livello dei consumi idrici, analizziamo in dettaglio cosa accade durante il lavaggio dei denti: tenendo aperto il rubinetto per tutto il periodo di pulizia, si arriva a consumare 10.000 litri l’anno a persona; quando il rubinetto viene aperto solo per il risciacquo il consumo d’acqua si riduce a 1600; se poi invece dell’acqua corrente si utilizza quella contenuta in un bicchiere, si arriva a non più di 200 litri d’acqua l’anno!
    Un bel risparmio, vero?
    Per quanto concerne interventi di tipo impiantistico, è possibile sostituire i normali filtrini dei rubinetti (quelli che ogni tanto dobbiamo pulire dal calcare e da altre sporcizie) con dei modelli risparmio energetico (aeratori).
    Come per le docce vale il discorso di acquistare dei modelli che non si limitino a ridurre la portata dell’acqua, ma che producano un getto di eguale capacità lavante con consumi inferiori.

  • Perdite dalle guarnizioni.
  • L’acqua, che a causa di perdite delle guarnizioni gocciola dai rubinetti o dallo sciacquone, sembra poca cosa, ma essendo continuativo, anche il semplice gocciolamento comporta uno spreco inutile di migliaia di litri d’acqua (e di euro).
    Nel caso in cui l’impianto è dotato di accumuli dell’acqua calda, come ad esempio i boiler elettrici, oltre al consumo d’acqua le perdite idriche si tramutano anche in uno spreco d’energia elettrica.
    È pertanto consigliabile di sostituire immediatamente le guarnizioni danneggiate.

  • Ridurre l’Impiego di Additivi
  • Tutti i detergenti, compresi quelli ecologici, comportano un impatto ambientale per la loro produzione, il trasporto e lo smaltimento.
    Inoltre, soprattutto nel caso di detergenti convenzionali, si ha una liberazione di residui tossici nell’ambiente che poi vengono assimilati attraverso la respirazione, la pelle e il consumo di alimenti.
    Ecco perché è bene ridurre al minimo l’impiego di detergenti e detersivi e in ogni caso preferire i prodotti ecologici.
    Ma cosa c’entrano i detersivi con l’acqua?
    È molto semplice: in tutti i processi di pulizia viene utilizzata l’acqua come diluente che, se usata in modo intelligente, riserva ottime sorprese!
    Per il lavaggio di stoviglie e del bucato è possibile trattare energicamente l’acqua con opportuni dispositivi da applicare direttamente alle condotte dell’acqua o direttamente nelle macchine da lavare o sotto forma di additivi, ottenendo circa un dimezzamento dei consumi dei detersivi.
    Per quanto concerne la pulizia delle superfici è consigliabile impiegare dei panni in microfibra dove l’azione chimica degli additivi è completamente sostituita dall’azione meccanica, ossia si pulisce e si sgrassa unicamente utilizzando l’acqua.
    Ma anche in questo caso, per non avere risultati deludenti, è necessario scegliere prodotti d’elevata qualità.

  • Combattere il Calcare
  • Il calcare è ben noto per la tendenza a creare incrostazioni, assai difficili da rimuovere da box doccia, lavelli e rubinetteria in generale; ma i maggiori inconvenienti, il calcare li crea all’interno dell’impianto idraulico, ossia nelle condutture e, soprattutto, nei generatori d’acqua calda (elettrici o a gas).
    Tali depositi creano due tipi di barriere: una termica e una fisica.
    La prima si traduce in un maggior consumo di energia per nulla trascurabile, infatti, per ogni millimetro di deposito di calcare nei tubi, si registra un aumento dei consumi elettrici di circa il 10% e siccome lo strato accumulato in un generatore d’acqua calda può diventare molto spesso, nel tempo, i consumi possono crescere vertiginosamente.
    Analogamente, lo strato di calcare crea anche una barriera fisica al passaggio dell’acqua che, nel caso d’impianto dotato di autoclave, fa anch’esso aumentare i consumi di elettricità.
    Infine va detto che il calcare sollecita maggiormente l’impianto idraulico riducendone la durata.
    Una verifica della presenza di calcare all’interno dei tubi può essere realizzata con una semplice prova.
    Aprite al massimo il rubinetto dell’acqua fredda e notate la portata; dopo qualche istante ripetete la stessa cosa con il rubinetto dell’acqua calda.
    La minore portata dell’acqua calda è essenzialmente dovuta alle incrostazioni di calcare presenti nel generatore di calore!
    Le soluzioni utili per vincere il calcare si dividono in due categorie: trattamenti in grado di inibire il potere di coesione del calcare che, pur continuando ad essere presente nell’acqua, non è più in grado di for-mare incrostazioni; trattamenti di rimozione del calcare dall’acqua.

Ecologia Domestica

Del primo gruppo fanno parte i trattamenti energetici dell’acqua, i catalizzatori ceramici e i campi magnetici.

I primi uniscono le proprietà anticalcare alla riduzione dei consumi di detersivi ed all’eliminazione del problema della formazione della ruggine (molti modelli possono essere installati senza ricorrere all’idraulico).

I catalizzatori ceramici sono estremamente efficaci, ma richiedono un intervento impiantistico così come i dispositivi basati sull’effetto dei campi magnetici.

Tra i dispositivi che operano la rimozione parziale del calcare dall’acqua vi sono gli addolcitori, il cui impiego richiede periodicamente l’aggiunta di sale e un’accurata manutenzione.
Inoltre, sia l’installazione che la manutenzione richiede l’intervento di tecnici specializzati.

LENTE D'INGRANDIMENTO


Stop alla droga? Diciamolo in piazza

di Francesca Sironi - marzo 2013

Parlare di cocaina nei luoghi in cui viene venduta, per sottrarli agli spacciatori e resituirli, almeno per un giorno, alla legalità. Un'occupazione lettaria itinerante, in giro per l'Italia, da Roma a Scampia, da Palermo a Milano. Ecco il progetto 'Tira dritto', nato dall'idea del giornalista di Repubblica Paolo Berizzi


Occupare i fortini della droga. Usando solo la forza della parola. Restituendo, almeno per un giorno, le principali piazze di spaccio d'Italia alla legalità. E' l'obiettivo di "Tira dritto - Stop Cocaina", una campagna ideata dal giornalista Paolo Berizzi e sostenuta dal dipartimento delle politiche antidroga alla Presidenza del consiglio dei ministri. Un'iniziativa a tappe che inizierà mercoledì 27 marzo a Tor Bella Monaca, alla periferia di Roma: «Questi sono luoghi dove centinaia di famiglie vivono spacciando cocaina. Noi vogliamo portare per un pomeriggio le istituzioni, gli esperti, i magistrati e dei testimonial a parlare delle conseguenze dell'uso e della vendita della "regina" delle droghe», spiega Berizzi.

Gli incontri non saranno paludate conferenze ospitate in qualche sala comunale, ma dibattiti all'aperto, per strada: «Si chiamano "Talkstreet" ed è la prima volta che il tema della droga sarà affrontato in questo modo, in Italia. Pensavo fosse un'idea folle, ma molti l'hanno sostenuta».

Berizzi, autore con Antonello Zappadu del libro "La Bamba", in cui ricostruisce il percorso della coca dalle piantagioni colombiane alle vie di Milano, porterà con sé magistrati ed esperti ma anche attori, registi, cantanti. Fra i volti noti ci saranno quelli di Pierfrancesco Favino, Daniele Silvestri, Marco Giallini, Kasia Smutniak, Matteo Garrone: «Ognuno di loro racconterà la sua esperienza, condividerà delle riflessioni sul problema della cocaina. Avere dei testimonial è importante: andremo in quartieri dove sono conosciuti, e questa sarà magari la scusa per portare la gente in piazza».

Gli scambi di parole saranno brevi, promette Berizzi: «Quello che ci interessa veramente è ascoltare gli abitanti dei quartieri. Sentire da loro cosa significa vivere in mezzo alla droga». Niente palco, tendoni o inviti: tutto avverrà per strada, sui marciapiedi, fra le panchine dei parchi pubblici. A moderare gli interventi sarà sempre Elsa di Gati, giornalista di Rai3. La promozione dell'iniziativa sarà fatta sul territorio, dalle associazioni locali: «L'incontro di Roma è promosso con Villa Maraini, che da 40 anni aiuta i tossicodipendenti. Al dibattito interverrà anche il fondatore della comunità, Massimo Barra, un uomo che vive in trincea da tutta la vita».

Per Berizzi i Talkstreet, 15 in tutta Italia, che andranno dallo Zen di Palermo a Corso Como a Milano, dal quartiere Japigia di Bari a Porta Palazzo a Torino, saranno un modo per «occupare» le piazze di spaccio. Una parola forte, "occupare", che spiega così: «Vogliamo portare le istituzioni in mezzo alla gente che tutti i giorni vive a contatto con la cocaina. Vogliamo scendere per strada, non fermarci a una carovana simbolica. Andare nelle piazze di spaccio ci permetterà di dare un segnale forte, usando semplicemente le parole». Le reazioni potrebbero essere diverse: «Dove potremo, dove avremo le carte, le sentenze, faremo i nomi dei signori della droga locali. Ci rivolgeremo anche a loro, alle loro famiglie, nel loro territorio. Non potremmo dare un segnale più forte di questo. Le reazioni potranno essere negative o positive, purché ci siano». Per una volta, infatti, gli abitanti potranno essere protagonisti, non animali da zoo dietro le telecamere né vittime di un gioco più grande di loro: «Non saremo dei meri registratori. Tutto ciò che ci diranno servirà a giornalisti e magistrati per capire meglio il mondo della cocaina, anche dal loro punto di vista».

I contesti saranno ovviamente diversi. Dal degrado di Scampia alle luccicanti vetrine del centro di Firenze o di Bologna. Anche i discorsi cambieranno, col contesto, ma l'obiettivo rimarrà sempre lo stesso: «Accendere i riflettori». Ogni due o tre settimane, a partire dal prossimo 27 marzo, la campagna si sposterà in giro per l'Italia. Sperando di lasciare un segno contro il business della cocaina, che continua ad arricchire le mafie e a rovinare la vita di migliaia di persone: «Oggi la cocaina è molto più di quanto si pensi. Influenza i comportamenti, regola e stravolge le dinamiche sociali, la vita delle città. E' sovrana della quotidianità lavorativa, dai muratori ai parlamentari, dai piloti ai manager, dagli autisti ai chirurghi. Imbianca i licei e le università e incipria i nasi di consumatori sempre più giovani», scrive Berizzi sul sito: «Basterebbe una boccata d'aria pura, una sniffata di libertà, un'indigestione di fiducia, una volta, per un pomeriggio, magari un'ora, per ricordarsi come ci si sente bene padroni di noi stessi»
.

SOLIDARIETA' E CONSUMI

L’economia solidale

è, prima di tutto, un atteggiamento da cui derivano dei comportamenti che determinano un particolare stile di vita. Non si tratta solo, infatti, di aderire alle formule del commercio equo solidale, ma anche, e soprattutto, di rivoluzionare le nostre abitudini quotidiane: l’economia solidale comprende anche il nostro modo di lavare e lavarsi, ossia la quantità e la qualità di acqua, sapone e detersivi che utilizziamo.

Partire, quindi, dalle piccole cose, dalle attività quotidiane che, alla fin fine, costituiscono, in termini di tempo d’esecuzione, una porzione molto ampia di ogni nostra giornata. Limitare i consumi, specie d’acqua, evitare gli sprechi, cooperare con gli altri, sostituire la moda dell’ “usa e getta” con quella del recupero, utilizzare prodotti ecocompatibili, utilizzare l’automobile solo in casi di estrema necessità, impegnarsi a non inquinare, scambiare (tipo libri, cd, attrezzi, ecc.) per evitare di acquistare, sono alcuni imperativi per uno stile di vita un po’ più sobrio.

Zucchero equo-solidale

La nostra società si basa su un flusso continuo di merci e prodotti, e per questo viene definita consumistica. E, certamente, per cambiare le cose occorre intervenire (interferire) su questi automatismi.

Potremmo abbozzare una sorta di decalogo: compra leggero (ovvero prodotti con uno “zaino ecologico” non troppo pesante); compra durevole; compra semplice (in genere, gli oggetti più sofisticati sono meno durevoli, più delicati); compra vicino (per ridurre i danni ambientali che ogni trasporto comporta); compra sano; compra più giusto (e qui ci avviciniamo al discorso del commercio equo); compra prudente (a dispetto di normative e regolamentazioni, non è detto che il materiale acquistato non sia nocivo); compra sincero (evitare cioè i prodotti troppo pubblicizzati, dato che la pubblicità ce la paghiamo noi ed è spesso lontana dalla verità); compra mano d’opera (un metodo per aumentare l’occupazione); investi in futuro

INDIRIZZI UTILI

http://www.retelilliput.org/

http://www.utopie.it/http://www.retecosol.org/

http://www.networketico.it/

http://www.volint.it/http://www.zoes.it/

http://www.vita.it/

http://www.nuovomunicipio.org/

http://www.decrescita.it/

http://www.equonomia.it/

http://www.altreconomia.it/

http://www.altroconsumo.it/

http://www.valori.it/



COMMERCIO EQUO SOLIDALE

http://www.assobdm.it/

http://www.altromercato.it/

http://www.equoland.it/

http://www.transfair.it/

http://www.agices.org/

http://www.commercioetico.it/

http://www.equo.it/

http://www.mondosolidale.it/

http://www.cooperativaisola.org/

http://www.equociqua.it/

GAS

http://www.economia-solidale.org/

http://www.retegas.org/



FINANZA ETICA

http://www.bancaetica.com/

http://www.finanza-etica.itt/



TURISMO RESPONSABILE

http://www.aitr.org/

http://www.tures.it/

http://www.viaggiemiraggi.org/

http://www.viaggisolidali.it/

http://www.humanaitalia.org/



BARATTO

http://www.eticambio.it/

http://www.zerorelativo.it/

http://www.barattopoli.com/

http://www.tuttobaratto.it/

http://www.suesu.it/

da Fatti Mail a ... Song-Taaba ONLUS - Africa e Solidarietà

da Fatti Mail, da una mail spedita per chiedere una mano per il Burkina Faso, l'incontro con Padre Jean Ilboudo e la nascita, nel 2008, di Song-Taaba ONLUS.... Song-Taaba incontra Chiara Castellani, il suo Congo ed inizia un'esperienza umana di amicizia e solidarietà ... di conoscenza e consapevolezza ... che fa compiere ogni giorno nuovi passi ... guardando avanti ...

"A salvare veramente l’Africa non saranno i fondi e gli aiuti. Salveranno vite umane, permettendo loro di sopravvivere, ma non salveranno la vita dell’Africa. Cio’ che importa non sono i mezzi, ma le condizioni. Bisogna permettere all’Africa di ricostruirsi. Bisogna aiutarla a ricostruirsi. L’Africa deve essere prima che avere". (Joseph Ki-Zerbo)

L'Africa deve essere prima che avere ...

e come l'Africa, ognuno di noi

La strada dell'essere è quella i cui passi sono domande e la meta non è un dove ma un chi ...

Una strada che lo sguardo lungo e visionario di Padre Jean Ilboudo ha fatto intravedere a tutti noi

Song-Taaba è e vuole essere questo: la possibilità di percorrere questa strada

http://song-taabaonlus.ning.com/

Be Ye Ka Ye?: cosa c'è lì che non c'è qui?

Nulla o forse tutto: la voglia di muoversi, di interrogarsi,
di cercare il valore della vita ...

http://www.youtube.com/watch?v=WQGF1fqEruQ

la vita di Chiara Castellani

http://www.youtube.com/watch?v=HON6FoFUPnI

e di chiunque abbia voglia di vivere la solidarietà ...
se sei fra questi ... contatta:
segreteria@song-taabaonlus.org,


.... x iniziare a guardare l'Africa dal ... lato giusto:
Nel suo docu-film, Silvestro Montanaro, svela un'Africa
consapevole, dignitosa, aperta al futuro, segnata da ferite interne ed esterne,
creativa, saggia. Un' Africa da ascoltare, da capire, da scoprire e da cui
imparare:
http://www.ceraunavolta.rai.it/dl/portali/site/puntata/ContentItem-5a587b72-ded6-4320-942f-572599d3406c.html,