SOLIDARIETA' ... come altro?

SOLIDARIETA' ... come altro?
Ci impegniamo senza giudicare chi non s'impegna, senza accusare chi non s'impegna, senza condannare chi non s'impegna, senza cercare perché non s'impegna, senza disimpegnarci perché altri non s'impegna. Ci impegniamo per trovare un senso alla vita, a questa vita, alla nostra vita, una ragione che non sia una delle tante che ben conosciamo e che non ci prendono il cuore, un utile che non sia una delle solite trappole generosamente offerte ...dalla gente pratica. Si vive una sola volta e non vogliamo essere giocati in nome di nessun piccolo interesse. (Primo Mazzolari)

martedì 6 dicembre 2011

29 novembre 2011

29 novembre 2011


Affezionata piccola grande famiglia di Fatti Mail
Siamo quotidianamente informati della crisi finanziaria che sta attraversando, come una scossa elettrica, singoli Paesi come interi continenti.

Un’informazione fatta di: default, rating spread …

Viene da chiedersi perché usare termini così poco esplicativi nell’ affrontare problemi   che toccano invece aspetti decisamente significativi della vita di ognuno: la possibilità di trovare lavoro, i prezzi, le tasse …

A volte gli adulti – quando non vogliono farsi capire dai bambini – iniziano ad usare termini complicati …

Ridurre gli ambiti della comprensione … riduce la capacità degli individui di verificare le scelte, attivare la propria legittima criticità, acquisire consapevolezza … ma riduce anche la partecipazione, l’attenzione … la solidarietà.

Molti dei problemi che questo tempo si trova a dover fronteggiare richiederebbero invece un vero surplus di solidarietà e spirito comunitario …
Serve una soluzione comune per dare un futuro alle prossime generazioni” ha sottolineato Maite Nkoana-Mashabane, il ministro degli Esteri del Sudafrica che da oggi presiede nella città di Durban un vertice sui cambiamenti climatici segnato da incertezze e divisioni.
Per 12 giorni, fino al 9 dicembre, i rappresentanti di oltre 190 paesi valuteranno la possibilità di un accordo vincolante sui tagli alle emissioni di gas serra che sostituisca il Protocollo di Kyoto in scadenza tra un anno. Nelle ultime settimane, però, le dichiarazioni rilasciate da diplomatici ed esperti hanno confermato le difficoltà di un’intesa. Alcuni dei governi firmatari del Protocollo di Kyoto subordinano un nuovo accordo all’adesione di Cina, India e Stati Uniti, grandi inquinatori che non hanno mai sottoscritto trattati vincolanti sulle emissioni né sembrano disposti a farlo nel futuro immediato.
Secondo uno studio del Programma dell’Onu per l’ambiente (Unep), per contenere un aumento delle temperature planetarie entro i due gradi centigradi servono entro il 2020 tagli alle emissioni di gas serra di almeno l’8,5% rispetto all’anno scorso.
Secondo Dessima Williams, presidente dell’Associazione dei piccoli Stati insulari (Aosis), “il tentativo dei maggiori inquinatori mondiali di ritardare un accordo contrasta con la necessità di un intervento immediato e rappresenta un tradimento dei popoli più vulnerabili ai cambiamenti climatici”. (Misna)
Mancanza di  solidarietà …è perdere  la capacità di capire che i problemi degli ultimi non sono gli ultimi problemi né sono solo loro ma di tutti: non c’è pace (x nessuno) senza giustizia (x tutti)… è perdere la capacità di capire che abitare un pianeta non è usare indiscriminatamente una proprietà ma rispettare un bene comune …è  perdere la capacità di capire che una società di mercato non legittima l’idea che tutto possa essere in vendita
Un’altra linea di confine da stabilire è quella tra l’etica del dubbio e l’etica dello scambio. La globalizzazione ha tanti vantaggi e tanti svantaggi. Uno degli svantaggi è che fa fare molta strada al principio dello scambio, cioè all’idea che tutto possa essere comprato e venduto. Se guardate internet c’è di tutto: c’è un sito per suicidarsi, ci sono ventidue modi per suicidarsi, non si spiega perché uno dovrebbe suicidarsi, ma ci sono ventidue modi esemplificati. Si trova di tutto, buono o cattivo che sia, per cui si può vendere o comprare di tutto. E’ l’etica dello scambio che produce un effetto disastroso soprattutto per i poveri, perché chi non ha nulla da scambiare, quando prevale la logica dello scambio, che cosa può mettere sul tavolo? Il suo corpo, non ha altro che quello. L’etica dello scambio è un’etica della certezza apparente. Si paga, si compra, si vende: tutto semplice. Io penso che molte cose si possano scambiare, che molte cose si possano comprare e vendere, che su molte cose si possa cedere, però penso anche che ciascuno di noi deve avere qualcosa che non si compra e non si vende. Allora, se il dubbio ha un senso, il dubbio deve avere anche un limite. E’ il limite che ciascuno di noi deve costruire dentro di se, costruito dai valori che non si comprano e non si vendono. E poi c’è un altro elemento che deve guidarci per trovare i confini del dubbio ed è l’elemento della gratuità, come grande strumento di alternativa allo scambio. Nella vita di ciascuno di noi credo che ci debba essere qualcosa che non si compra e non si vende, ci deve essere qualche momento di gratuità: fai qualche cosa non perché c’è qualcosa in contropartita, ma perché devi farla sulla base di quel valore che non si compra e non si vende. Questa è la gratuità necessaria. E’ importante poi riflettere su un punto: molto spesso si ritiene che ci sia sempre coincidenza tra certezza e verità. Il contrario del dubbio è la certezza; a volte si pensa che la certezza sia sinonimo di verità, ma non è vero. Quante certezze nella storia dei popoli, delle nazioni, sono state terribili menzogne!” (L. Violente - L. Verdi)
… forse è proprio la gratuità a tracciare il percorso che  - al di là di ogni certezza – consenta di intravedere la verità …
Ed è per onorare chi della gratuità fa la propria bussola esistenziale che Fatti Mail invita e segnala alcune iniziative:
-          10 dicembre: 100 artisti per KIMBAU … uno spettacolo per conoscere meglio la dott.ssa Chiara Castellani (a seguire troverete la loro locandina) … Chiara è in Congo, a Kimbau, al fianco di quegli ultimi che attendono … giustizia e … cure! Un gruppo di ragazzi, di giovani artisti ha deciso di aiutarla e di far conoscere meglio il suo lavoro … andate a vedere che sono riusciti a realizzare unendo creatività e solidarietà … !
-         
-          Dall’amicizia con alcuni operatori del centro Astalli sono nate  - per ora – due iniziative a sostegno delle attività dei ragazzi rifugiati. Proviamo ad aiutare Ahmed a completare i suoi studi in ingegneria …. C’è qualche ing. con un po’ di tempo libero disponibile a seguirlo di tanto in tanto negli studi.? Ahmed ha viaggiato tanto per arrivare in Italia con un sogno: studiare ingegneria! … ma la sua determinazione e la sua fatica ha bisogno di un po’ di aiuto soprattutto con l’italiano ... x chi volesse aiutare: tutti i riferimenti  continuando la lettura
p.s.
(default = insolvenza (sia formale che sostanziale), rating = valutazione (metodo per classificare sia i titoli obbligazionari che le imprese in base alla loro rischiosità, spread = la differenza tra il prezzo più basso a cui un venditore è disposto a vendere un titolo ed il prezzo più alto che un compratore è disposto ad offrire per quel titolo usato quindi spesso come misura della liquidità del mercato)

Prego tutti di leggere ogni comunicazione con l’attenzione che sperereste di trovare negli altri se a scriverla foste stati voi. …



AVVISATE LE PERSONE DA VOI SEGNALATE - DI CUI FORNITE SOLO UN NUMERO DI TELEFONO -CHE POTREBBERO RICEVERE TELEFONATE IN CUI SI FA RIFERIMENTO A “FATTI MAIL” … è importante aiutare due persone estranee che si parlano a superare il disagio iniziale dovuto spesso proprio alla mancanza di fiducia …



BUONA LETTURA :


1)                                     CERCO LAVORO
cara Gaia,
ti giro nuovamente questo annuncio dell'amica Luisa, che cerca un'occupazione di accompagnamento al suo lavoro, che è attualmente in fase "contratti di solidarietà", con sensibile diminuzione di stipendio e prospettive non proprio rosee. Luisa vive da sola con la figlia di 6 anni. Si trova in zona lanciani/piazza Bologna ed affronta con coraggio la situazione non proprio semplice.
Un abbraccio,
ti ringrazio,  matteo

LAUREATA IN ECONOMIA E MAMMA DI ALUNNA ISCRITTA SCUOLA PRIMARIA “BRASILE” , DISPONIBILE A RIPRENDERE I BAMBINI ALL’USCITA  SCOLASTICA , OFFRE:

AIUTO COMPITI E RIPETIZIONI DI TUTTE LE MATERIE tranne spagnolo PER ALUNNI SCUOLA PRIMARIA E MEDIA
MA ANCHE SERVIZIO DI BABY SITTER
PRESSO LA PROPRIA ABITAZIONE O IN ABITAZIONI VICINE
 TARIFFA ORARIO: 8 EURO, trattabile per lungorario.
CONTATTARE LUISA - gaiaspettaespera@tiscali.it,




2)                        LUCKY CERCA LAVORO

Cara Gaia,
ti giro questa nuova richiesta di lavoro per un ragazzo nigeriano, conosciuto da amici. La moglie collabora saltuariamente da amici.
Ti ringrazio. Speriamo che il nome gli porti effettivamente fortuna, lo avviso che riceverà chiamate di fattimail (speriamo!).
cari saluti, - matteo
 LUCKY CERCA LAVORO
 Chiediamo aiuto nel trovare un lavoro a Lucky, un amico nigeriano che attualmente vive e sfama moglie e figlio più due in arrivo vendendo calzini nei dintorni dell’università.
   Lucky è nato il 1/1/1982 (29 anni). Ha lavorato come commerciante, saldatore e cameriere. Ha il regolare permesso di soggiorno. Cerca qualunque lavoro, in particolare ha una grande capacità relazionale ed empatica e una certa esperienza nel commercio (vendendo calzini per strada, comunque impari a vendere)!
   Parla inglese, ma non parla ancora bene l’italiano.
Vi prego di aiutarmi a trovare qualcosa per lui!
     


3)                                     AIUTARE IL SOGNO DI AHMED
Ahmed Abdelaziz è un Rifugiato sudanese, arrivato in Italia nel 2007.
Ha frequentato la scuola “Cattaneo”, conseguendo in tre anni il diploma di perito meccanico. Ma il suo sogno è di diventare Ingegnere meccanico, è la speranza che lo ha sostenuto e spinto durante tutto il suo viaggio.
È molto determinato, ma chiaramente incontra tante difficoltà con la lingua e alcune conoscenze di base che gli mancano. Io l’ho seguito per un anno, ma mi sto trasferendo a Milano e non posso più aiutarlo. Per ora ha superato l’esame di Disegno e di Inglese, il test di qualificazione per l’esame di Analisi I, per il quale è ormai pronto (lo ha già fatto due volte senza superarlo anche per inesperienza sul modo di affrontare l’esame).
Sta rifrequentando il primo anno e si sta preparando per gli esami di Analisi I, Geometria e Fisica.
È chiaro che da solo non ce la può fare, sto cercando un insegnante che lo possa aiutare e seguire dopo di me, almeno finché non abbia completato il primo anno, poi avrà le basi per andare da solo.
Tra l’altro per studiare Ingegneria non può lavorare, fa solo dei lavoretti saltuari per pagare l’affitto della stanza (abita con amici che ogni tanto gli prestano dei soldi, ma per i libri, l’iscrizione ecc. finora ha provveduto il Centro Astalli). L’anno scorso l’iscrizione (visto che aveva le agevolazioni per reddito basso)  costava 150 €, quest’anno,grazie alla Gelmini, ne deve pagare 450!
Spero che lo si possa aiutarlo in qualche modo. Grazie,




4)                                ADALBERTO CERCA LAVORO
Adalberto è capoverdiano, vive a Roma, ha la patente e guida conoscendo bene la città. Sta cercando un lavoro come autista, magazziniere, guardiano, assistenza a persone in difficoltà sia essa fisica o mentale (è un uomo veramente molto sensibile, educato, gentile e paziente. Sa svolgere questo tipo di lavoro con grande capacità)
La sua disponibilità è dal lunedì al venerdì. Conosco Adalberto personalmente molto bene e posso garantire circa la sua assoluta serietà. Per prendere contatti con lui scrivere a Fatti Mail gaiaspettaespera@tiscali.it,


5)                  AFFITTO DA GENNAIO


AFFITTO a partire da Gennaio 2012
Monolocale autonomo in appartamento, disimpegno in comune.
Zona Marconi UCIcinemas.
Completamente arredata, bagno privato, angolo cottura, frigorifero, lavatrice e televisore.
Luminoso Posizione tranquillissima, 6 piano interno.
Possibilità parcheggio sul vicino lungotevere Pietra di Papa.
Euro 500 comprese spese, trattabili No fumatori



UTILI DA SAPERE

1)                                   SOSTEGNO PSICOLOGICO
L’Area Immigrati promuove un progetto rivolto ai titolati di protezione vittime di tortura e violenza
La Caritas di Roma ha avviato il Progetto “S.P.E.S. – Sostegno Psicologico e Sociale per i richiedenti e titolari di protezione internazionale, vittime di tortura e violenza”. Si tratta di un’iniziativa co-finanziata dall’Unione Europea con il Fondo Europeo per i Rifugiati 2008-2013 (PA 2010, Azione 1.1.B) ed in continuità con precedenti esperienze progettuali promosse dalla Caritas attraverso la CRS Cooperativa Roma Solidarietà.
Il progetto, gestito dall’Area Immigrati, si propone di contribuire al miglioramento delle condizioni di accoglienza dei richiedenti e titolari di protezione internazionale che abbiano subito torture e violenze, attraverso percorsi individuali ed integrati con attività ad personam di riabilitazione psico-sociale, interventi di accoglienza residenziale, misure per contribuire al raggiungimento dell’autonomia abitativa e socio-economica, accompagnamento socio-legale. Gli interventi messi in campo vanno ad investire tutti gli ambiti dell’integrazione (salute, istruzione, formazione e lavoro, casa, attività per il tempo libero) per assicurare una presa in carico globale dei destinatari. La scheda progetto >>


2)                                   100 ARTISTI X KIMBAU
COMUNICATO STAMPA

“100 Artisti per Kimbau” è un'idea nata da un gruppo di giovani studenti delle Accademie d'Arte che per il secondo anno propongono un evento artistico dedicato al villaggio congolese di Kimbau.
L'evento, realizzato grazie al contributo di Laziodisu (Ente per il diritto agli Studi Universitari nel Lazio), ha lo scopo di portare a conoscenza dell'opinione pubblica la straordinaria storia di Chiara Castellani, unico medico chirurgo per circa centomila abitanti nella zona di Kimbau (repubblica democratica del Congo).
Lo scorso anno l'iniziativa ha contribuito a raccogliere fondi per il ripristino della centrale idroelettrica di Kimbau che verrà riattivata nel mese di Gennaio, inoltre ha permesso la nascita di un coordinamento denominato “Amici di Chiara Castellani” con lo scopo di sostenere la dottoressa nei progetti locali.
Il 10 Dicembre a Roma alle ore 21:00 presso lo spazio MAMO Creativity Center andrà in scena un evento artistico a cura del gruppo cento artisti, con attori diplomati dell'Accademia Silvio D'Amico, musicisti del Conservatorio Santa Cecilia di Roma e pittori delle Accademia di Belle Arti.
Verrà presentato il progetto “100 Artisti per Kimbau”che quest'anno vede coinvolti un gruppo di artisti italiani in viaggio per Kimbau dal giorno 8 gennaio 2012 al 28 dello stesso mese con l'obiettivo di organizzare sul posto una serata artistica realizzata dagli abitanti del villaggio, dare colore alla sala di pediatria e documentare la difficile realtà della zona.
L'ingresso è gratuito e il dopocena è offerto dall'organizzazione, tuttavia è possibile partecipare mediante sottoscrizione alla raccolta fondi per la realizzazione dei progetti avviati da Chiara Castellani.
A tale proposito il sito www.amicidichiaracastellani.org pubblica i progetti sostenuti.
Per maggiori informazioni circa i progetti, l'evento e le iniziative collegate ad esso è possibile visitare il sito www.centoartisti.altervista.org
Info e prenotazioni evento: 06-3217076 oppure dal sito http://www.mamocenter.it/



3)                                   ARTE SOLIDALE

REFUGEE scART è un progetto che lega insieme l’arte del riciclo e le mani creative dei rifugiati.
Grazie alla fondazione Spiral, che da anni porta avanti progetti analoghi in Vietnam e Nepal, è stato possibile avviare un’attività di riciclo della plastica (300 kg in due mesi!) trasformandola in splendidi oggetti da parte di un gruppo di 12 Rifugiati, per i quali l’iniziale workshop sta diventando una vera e propria attività di lavoro.
Attualmente il progetto è ospitato nei locali della Chiesa di S. Andrea al Quirinale, ma si spera di trovare presto una sede più adatta. È in corso la stipulazione di una convenzione con l’AMA per il riciclo della plastica e si cerca di diffondere quanto più possibile l’iniziativa perché sia sostenuta acquistando i manufatti che, oltre ad avere un grande valore simbolico, sono decisamente belli, colorati e pieni di creatività.
È un dono che torna: aiuta chi l’ha creato e aiuta anche te a vivere in un ambiente più pulito
Collaborano al progetto il Centro Astalli JRS, Laboratorio 53, Binario 95. Con il patrocinio dell’Alto Commisariato Delle Nazioni Unite per i Rifuguati (UNHCR), Ufficio per il sud Europa.
Giuseppe Trotta SJ - Tel. 06-474487 - Cell. 338-6941844 -



4)                                   CORSI MUSICA E DANZA

E' con piacere che vi invitiamo al nuovo appuntamento con Mohamed Dabo e Sourakhata Dioubate del 10-11 Dicembre.

Per ogni ulteriore informazione:
info.destinationwestafrica@gmail.com - www.destinationwestafrica.org
328-03.10.230

STAGE DI DANZA AFRICANA CON MOHAMED DABO 
Mohamed Dabo è un giovane artista guineano da poco residente a Parigi. E’ stato percussionista (Dundumfola) e ballerino in uno del più prestigioso balletto d’Africa : Les Ballets Africains de Guinée creato nel 1952 e diretto da Hamidou Bangoura con il quale ha intrapreso lunghissime tournè.
 Dal 2008 tiene corsi e stage in tutta la Francia e in particolare a Parigi dove si unisce alla compagnia del coreografo camerunese Merlin NyaKam nella Compagnie Calabasse costruendo un lavoro di ricerca nella danza afro contemporanea. Nel 2011 partecipa al festival MamaAfrica, riscuotendo grandissimi consensi e confermando le sue incredibili qualità artistiche e pedagogiche, Dabo è infatti rinomato per la sua forte nella disciplina nella didattica e per il rispetto per la sua arte che trapela fortemente in ogni sua lezione.
STAGE DI PERCUSSIONI CON SOURAKHATA DIOUBATE
Breve bio:
Proveniente da una famiglia di Griot, a sei anni inizia la formazione musicale con maestri di fama internazionale: Lauren Camara, Yamoussa Camara, Fatabou Camara, Lansana Dioubate, Coungbana Konde, percussionisti storici dell’Ensemble National de Guinée. Si esibisce costantemente in diversi balletti della capitale guineana. Riconosciuto come abile e virtuoso del djembe, è specializzato nelle performances con tamburi bassi.
Descrizione del corso:
Il laboratorio di percussioni sarà tenuto dal maestro Sourakhata Dioubate e sarà dedicato sia al djembe che ai tamburi bassi. Obiettivo di questo ciclo di incontri è uno studio molto approfondito che mirerà ad analizzare i vari aspetti di ogni ritmo (djembe, tamburi bassi, arrangiamenti, chauffe). Ogni incontro avrà la durata di  5 .30  h(2 h sab. + 1,5 h dom. mattina + 1,5 h dom. pomeriggio) e il ritmo a cui verra dedicato l’incontro sarà reso noto con ampio anticipo. Questo per permettere un coordinamento con la danza e una maggiore chiarezza nei confronti degli allievi che sapranno chiaramente il tipo di lavoro che verrà affrontato.

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mi chiamo Futuro ... tu come ti chiami ?

mi chiamo Futuro ... tu come ti chiami ?
Dio mi liberi dalla saggezza che non piange, dalla filosofia che non ride e dall'orgoglio che non s'inchina davanti ad un bambino" (K. Gibran) - "Forse ha ragione il gesuita p.John Haughey quando afferma :”Noi occidentali leggiamo il vangelo come se non avessimo soldi e usiamo i soldi come se non conoscessimo nulla del Vangelo" (Alex Zanotelli)

FORSE NON TUTTI SANNO CHE:

1) Mangiare, Dormire, Lavarsi ... è x tutti
sul sito della Comunità di S. Egidio è possibile "sfogliare" guide solidali che informano sulle realtà CITTADINE disponibili a sostenere chi si trovi in difficoltà

http://www.santegidio.org/index.php?&pageID=228

2) Legalità è Solidarietà
I grandissimi "piccoli" numeri delle "mafie" da una parte
e dall'altra i piccoli "grandissimi" numeri di chi quotidianamente tesse scelte solidali e cultura legale per contrastarle: sapere è potere, sapere è vedere video come quello presentato dalla trasmissione "La Storia siamo Noi"

SOLIDARIETA' E AMBIENTE

ACQUA, un popolo di spreconi

ACQUA, un popolo di spreconi

Un popolo di spreconi.

Ne consumiamo ogni giorno più di 250 litri a testa, più di ogni altra nazione europea.

Non siamo i più puliti, ma solo i più spreconi.



Ogni giorno utilizziamo centinaia di litri d’acqua senza prestare molta attenzione; in genere l’atteggiamento più diffuso è quello di pensare che «basta aprire un rubinetto e servirsene a piacere», in realtà le cose non stanno proprio così, è necessario fermarsi a riflettere un attimo per dare il giusto valore ad una risorsa che purtroppo non è infinita.

Senza acqua nessuna forma di vita è possibile, è un bene d’assoluta necessità che diventa sempre più scarso con il passare del tempo per motivi sia di ordine quantitativi (l’acqua oggi a disposizione è pari a circa un terzo di quella disponibile negli anni ‘50 e tra cinquanta anni sarà ulteriormente dimezzata), sia qualitativi (per ogni litro d’acqua potabile, almeno otto risultano contaminati dall’attività umana).

Gli effetti di questa situazione sono sotto gli occhi di tutti: casi crescenti di razionamento idrico; il consumo di acqua minerale o filtrata diventato quasi un obbligo; lievitazione del costo dell’acqua potabile ecc.

Se poi allarghiamo lo sguardo a livello mondiale, il panorama diventa ancora più preoccupante: circa un miliardo e mezzo di persone non dispongono di acqua potabile.

Di fronte ad un quadro tutt’altro che roseo, oltre ad avvicinarsi al rubinetto con maggiore rispetto, diventa importante porsi il problema di come contribuire in prima persona a migliorare la situazione.

D’altra parte, un uso più appropriato dell’acqua non fa bene solo all’ambiente, ma anche al portafogli e con molta probabilità anche alla pace tra i popoli, perché sono oramai numerosi gli analisti politici che individuano nella carenza d’acqua uno dei possibili motivi di conflitto armato tra i paesi.

Che fare?

Per eliminare gli sprechi idrici si può agire su tre fronti: -Ridurre i consumi d’acqua, in modo da erodere il meno possibile questa preziosa risorsa e contrarre l’impatto ambientale (produrre, trasportare e smaltire acqua potabile richiede energia e produce inquinamento). -Contrarre l’impiego di additivi per ridurre l’inquinamento dell’acqua, della natura e dell’ambiente domestico. -Diminuire il consumo energetico per scaldare e distribuire l’acqua al fine di ridurre l’inquinamento ambientale e il consumo di energia fossile. Per raggiungere questi obiettivi è necessario intervenire sia a livello degli stili di vita, modificando alcune abitudini radicate nel tempo, sia a livello di impiantistica, utilizzando apparecchiature progettate con particolare attenzione al risparmio idrico ed energetico per garantire un’efficacia uguale o superiore rispetto ai dispositivi convenzionali. Spesso si tratta di mettere mano al portafogli, ma il più delle volte il risparmio che deriva dall’uso di tali dispositivi ripaga in poco tempo la spesa affrontata per il loro acquisto. Il massimo dei risultati si ottiene quando entrambe queste strategie, cioè modifica delle abitudini e nuova impiantistica, sono adottate insieme. Vediamo ora in dettaglio le varie soluzion possibili.

Riduzione dei consumi

Iniziamo dalla tipologia di utilizzo che impatta maggiormente per poi passare alla seconda e così via prendendo come riferimento il diagram-ma a torta (vedi il grafico ripartizione dei consumi domestici), in altre parole guardiamolo con occhi famelici e gettiamoci a capofitto sulla fetta più grossa per poi passare a quella di dimensioni immediatamente inferiori e cosi via!

  • Docce e bagni.
  • La doccia presenta un minor consumo d’acqua, rispetto al bagno, soprattutto se si tiene l’acqua aperta solo quando serve.
    Inoltre è possibile adottare docce a risparmio energetico, in grado di ridurre i consumi oltre il 70%. In termini pratici, considerando una doc-cia al giorno si possono risparmiare in un anno oltre 50.000 litri d’acqua e diverse centinaia di euro.
    La cosa importante è di utilizzare docce che non si limitino a ridurre il consumo d’acqua (allora tanto vale non aprire totalmente il rubinetto, con il risultato che s’impiega più tempo a lavarsi e si consuma lo stesso quantitativo di acqua), ma sfruttino in maniera più intelligente l’acqua, garantendo un elevato potere lavante a fronte di minori consumi.
    Vi sono inoltre vantaggi secondari interessanti: nel caso di boiler elettrico, più persone riescono a fare la doccia consecutivamente e minori sono i cali di portata per gli altri utenti, l’unico rovescio della medaglia è che, passando meno acqua nei tubi, si deve attendere più tempo l’arrivo dell’acqua calda.

  • Lavaggio stoviglie e biancheria.
  • Nel caso in cui si utilizzino lavatrici o lavastoviglie è bene farle girare sempre a pieno carico; nel caso dei lavaggi a mano evitare l’uso d’acqua corrente e preferire l’acqua raccolta in un lavabo o in una bacinella.
    Sempre per ridurre gli sprechi, non lasciate diventare vecchio lo sporco dei piatti e le macchie ostiche dei tessuti perché richiedono un lavaggio più impegnativo sia da un punto di vista chimico (detersivi) sia energetico (tempi e temperature più elevate); lavare separatamente i pezzi a seconda del grado di sporco.
    Molti si chiederanno: si consuma più acqua, energia e detersivi lavando a mano o a macchina?
    Per rispondere in maniera corretta a questa domanda è necessario conoscere due fattori: grado di riempimento ed «economicità» della macchina da una parte e capacità di lavaggio manuale dall’altra.
    Comunque alcuni studi in materia hanno dimostrato che per lavare lo stesso quantitativo di stoviglie, pari ad un carico intero di una lavapiatti, mediamente si consumano 80 litri d’acqua se lavati a mano; 60 se lavati a macchina; 12 litri nel caso di apparecchi ad elevata efficienza, i quali oltre al risparmio d’acqua consentono una notevole contrazione dei consumi di detersivi ed energia.

  • Vaschette del WC.
  • Le vaschette tradizionali, in genere contengono circa 24 litri, un volume d’acqua tale da permettere una buona azione lavante nel caso di presenze solide…, ma eccessivamente elevata nel caso di rifiuti liquidi.
    Mediamente, con tali sciacquoni si ha un consumo giornaliero di circa 100 litri a persona, in gran parte sprecati.
    Più efficienti sono le vaschette a due mandate, una da 3 e l’altra da 6 litri, grazie alle quali il consumo giornaliero, a parità di funzione, scende a 15 litri d’acqua.
    Se utilizzate in maniera corretta, ossia schiacciando il tasto giusto al momento giusto, con le vaschette a doppia mandata si arriva a risparmiare circa 17.000 litri d’acqua l’anno a persona.
    Quando non si hanno a disposizione vaschette ad hoc, è possibile modificare i tradizionali cassonetti introducendo dei pesi che permettono di ottenere le stesse prestazioni.
    Un altro metodo è di inserire nella vaschetta un mattone o più semplicemente una bottiglia piena d’acqua.
    In quest’ultimo caso si risparmia molta acqua, ma si riduce anche la quantità disponibile per ogni scarico con l’inconveniente di ridurre l’azione lavante.

  • Rubinetti.
  • Vanno aperti solo quando serve e tenuti chiusi mentre ci si insapona o ci si lava i denti; analogamente per lavare la frutta e la verdura è sufficiente usare acqua raccolta in una bacinella e non quella corrente.
    Per dare un’idea concreta di quanto questi gesti quotidiani possano far variare notevolmente il livello dei consumi idrici, analizziamo in dettaglio cosa accade durante il lavaggio dei denti: tenendo aperto il rubinetto per tutto il periodo di pulizia, si arriva a consumare 10.000 litri l’anno a persona; quando il rubinetto viene aperto solo per il risciacquo il consumo d’acqua si riduce a 1600; se poi invece dell’acqua corrente si utilizza quella contenuta in un bicchiere, si arriva a non più di 200 litri d’acqua l’anno!
    Un bel risparmio, vero?
    Per quanto concerne interventi di tipo impiantistico, è possibile sostituire i normali filtrini dei rubinetti (quelli che ogni tanto dobbiamo pulire dal calcare e da altre sporcizie) con dei modelli risparmio energetico (aeratori).
    Come per le docce vale il discorso di acquistare dei modelli che non si limitino a ridurre la portata dell’acqua, ma che producano un getto di eguale capacità lavante con consumi inferiori.

  • Perdite dalle guarnizioni.
  • L’acqua, che a causa di perdite delle guarnizioni gocciola dai rubinetti o dallo sciacquone, sembra poca cosa, ma essendo continuativo, anche il semplice gocciolamento comporta uno spreco inutile di migliaia di litri d’acqua (e di euro).
    Nel caso in cui l’impianto è dotato di accumuli dell’acqua calda, come ad esempio i boiler elettrici, oltre al consumo d’acqua le perdite idriche si tramutano anche in uno spreco d’energia elettrica.
    È pertanto consigliabile di sostituire immediatamente le guarnizioni danneggiate.

  • Ridurre l’Impiego di Additivi
  • Tutti i detergenti, compresi quelli ecologici, comportano un impatto ambientale per la loro produzione, il trasporto e lo smaltimento.
    Inoltre, soprattutto nel caso di detergenti convenzionali, si ha una liberazione di residui tossici nell’ambiente che poi vengono assimilati attraverso la respirazione, la pelle e il consumo di alimenti.
    Ecco perché è bene ridurre al minimo l’impiego di detergenti e detersivi e in ogni caso preferire i prodotti ecologici.
    Ma cosa c’entrano i detersivi con l’acqua?
    È molto semplice: in tutti i processi di pulizia viene utilizzata l’acqua come diluente che, se usata in modo intelligente, riserva ottime sorprese!
    Per il lavaggio di stoviglie e del bucato è possibile trattare energicamente l’acqua con opportuni dispositivi da applicare direttamente alle condotte dell’acqua o direttamente nelle macchine da lavare o sotto forma di additivi, ottenendo circa un dimezzamento dei consumi dei detersivi.
    Per quanto concerne la pulizia delle superfici è consigliabile impiegare dei panni in microfibra dove l’azione chimica degli additivi è completamente sostituita dall’azione meccanica, ossia si pulisce e si sgrassa unicamente utilizzando l’acqua.
    Ma anche in questo caso, per non avere risultati deludenti, è necessario scegliere prodotti d’elevata qualità.

  • Combattere il Calcare
  • Il calcare è ben noto per la tendenza a creare incrostazioni, assai difficili da rimuovere da box doccia, lavelli e rubinetteria in generale; ma i maggiori inconvenienti, il calcare li crea all’interno dell’impianto idraulico, ossia nelle condutture e, soprattutto, nei generatori d’acqua calda (elettrici o a gas).
    Tali depositi creano due tipi di barriere: una termica e una fisica.
    La prima si traduce in un maggior consumo di energia per nulla trascurabile, infatti, per ogni millimetro di deposito di calcare nei tubi, si registra un aumento dei consumi elettrici di circa il 10% e siccome lo strato accumulato in un generatore d’acqua calda può diventare molto spesso, nel tempo, i consumi possono crescere vertiginosamente.
    Analogamente, lo strato di calcare crea anche una barriera fisica al passaggio dell’acqua che, nel caso d’impianto dotato di autoclave, fa anch’esso aumentare i consumi di elettricità.
    Infine va detto che il calcare sollecita maggiormente l’impianto idraulico riducendone la durata.
    Una verifica della presenza di calcare all’interno dei tubi può essere realizzata con una semplice prova.
    Aprite al massimo il rubinetto dell’acqua fredda e notate la portata; dopo qualche istante ripetete la stessa cosa con il rubinetto dell’acqua calda.
    La minore portata dell’acqua calda è essenzialmente dovuta alle incrostazioni di calcare presenti nel generatore di calore!
    Le soluzioni utili per vincere il calcare si dividono in due categorie: trattamenti in grado di inibire il potere di coesione del calcare che, pur continuando ad essere presente nell’acqua, non è più in grado di for-mare incrostazioni; trattamenti di rimozione del calcare dall’acqua.

Ecologia Domestica

Del primo gruppo fanno parte i trattamenti energetici dell’acqua, i catalizzatori ceramici e i campi magnetici.

I primi uniscono le proprietà anticalcare alla riduzione dei consumi di detersivi ed all’eliminazione del problema della formazione della ruggine (molti modelli possono essere installati senza ricorrere all’idraulico).

I catalizzatori ceramici sono estremamente efficaci, ma richiedono un intervento impiantistico così come i dispositivi basati sull’effetto dei campi magnetici.

Tra i dispositivi che operano la rimozione parziale del calcare dall’acqua vi sono gli addolcitori, il cui impiego richiede periodicamente l’aggiunta di sale e un’accurata manutenzione.
Inoltre, sia l’installazione che la manutenzione richiede l’intervento di tecnici specializzati.

LENTE D'INGRANDIMENTO


Stop alla droga? Diciamolo in piazza

di Francesca Sironi - marzo 2013

Parlare di cocaina nei luoghi in cui viene venduta, per sottrarli agli spacciatori e resituirli, almeno per un giorno, alla legalità. Un'occupazione lettaria itinerante, in giro per l'Italia, da Roma a Scampia, da Palermo a Milano. Ecco il progetto 'Tira dritto', nato dall'idea del giornalista di Repubblica Paolo Berizzi


Occupare i fortini della droga. Usando solo la forza della parola. Restituendo, almeno per un giorno, le principali piazze di spaccio d'Italia alla legalità. E' l'obiettivo di "Tira dritto - Stop Cocaina", una campagna ideata dal giornalista Paolo Berizzi e sostenuta dal dipartimento delle politiche antidroga alla Presidenza del consiglio dei ministri. Un'iniziativa a tappe che inizierà mercoledì 27 marzo a Tor Bella Monaca, alla periferia di Roma: «Questi sono luoghi dove centinaia di famiglie vivono spacciando cocaina. Noi vogliamo portare per un pomeriggio le istituzioni, gli esperti, i magistrati e dei testimonial a parlare delle conseguenze dell'uso e della vendita della "regina" delle droghe», spiega Berizzi.

Gli incontri non saranno paludate conferenze ospitate in qualche sala comunale, ma dibattiti all'aperto, per strada: «Si chiamano "Talkstreet" ed è la prima volta che il tema della droga sarà affrontato in questo modo, in Italia. Pensavo fosse un'idea folle, ma molti l'hanno sostenuta».

Berizzi, autore con Antonello Zappadu del libro "La Bamba", in cui ricostruisce il percorso della coca dalle piantagioni colombiane alle vie di Milano, porterà con sé magistrati ed esperti ma anche attori, registi, cantanti. Fra i volti noti ci saranno quelli di Pierfrancesco Favino, Daniele Silvestri, Marco Giallini, Kasia Smutniak, Matteo Garrone: «Ognuno di loro racconterà la sua esperienza, condividerà delle riflessioni sul problema della cocaina. Avere dei testimonial è importante: andremo in quartieri dove sono conosciuti, e questa sarà magari la scusa per portare la gente in piazza».

Gli scambi di parole saranno brevi, promette Berizzi: «Quello che ci interessa veramente è ascoltare gli abitanti dei quartieri. Sentire da loro cosa significa vivere in mezzo alla droga». Niente palco, tendoni o inviti: tutto avverrà per strada, sui marciapiedi, fra le panchine dei parchi pubblici. A moderare gli interventi sarà sempre Elsa di Gati, giornalista di Rai3. La promozione dell'iniziativa sarà fatta sul territorio, dalle associazioni locali: «L'incontro di Roma è promosso con Villa Maraini, che da 40 anni aiuta i tossicodipendenti. Al dibattito interverrà anche il fondatore della comunità, Massimo Barra, un uomo che vive in trincea da tutta la vita».

Per Berizzi i Talkstreet, 15 in tutta Italia, che andranno dallo Zen di Palermo a Corso Como a Milano, dal quartiere Japigia di Bari a Porta Palazzo a Torino, saranno un modo per «occupare» le piazze di spaccio. Una parola forte, "occupare", che spiega così: «Vogliamo portare le istituzioni in mezzo alla gente che tutti i giorni vive a contatto con la cocaina. Vogliamo scendere per strada, non fermarci a una carovana simbolica. Andare nelle piazze di spaccio ci permetterà di dare un segnale forte, usando semplicemente le parole». Le reazioni potrebbero essere diverse: «Dove potremo, dove avremo le carte, le sentenze, faremo i nomi dei signori della droga locali. Ci rivolgeremo anche a loro, alle loro famiglie, nel loro territorio. Non potremmo dare un segnale più forte di questo. Le reazioni potranno essere negative o positive, purché ci siano». Per una volta, infatti, gli abitanti potranno essere protagonisti, non animali da zoo dietro le telecamere né vittime di un gioco più grande di loro: «Non saremo dei meri registratori. Tutto ciò che ci diranno servirà a giornalisti e magistrati per capire meglio il mondo della cocaina, anche dal loro punto di vista».

I contesti saranno ovviamente diversi. Dal degrado di Scampia alle luccicanti vetrine del centro di Firenze o di Bologna. Anche i discorsi cambieranno, col contesto, ma l'obiettivo rimarrà sempre lo stesso: «Accendere i riflettori». Ogni due o tre settimane, a partire dal prossimo 27 marzo, la campagna si sposterà in giro per l'Italia. Sperando di lasciare un segno contro il business della cocaina, che continua ad arricchire le mafie e a rovinare la vita di migliaia di persone: «Oggi la cocaina è molto più di quanto si pensi. Influenza i comportamenti, regola e stravolge le dinamiche sociali, la vita delle città. E' sovrana della quotidianità lavorativa, dai muratori ai parlamentari, dai piloti ai manager, dagli autisti ai chirurghi. Imbianca i licei e le università e incipria i nasi di consumatori sempre più giovani», scrive Berizzi sul sito: «Basterebbe una boccata d'aria pura, una sniffata di libertà, un'indigestione di fiducia, una volta, per un pomeriggio, magari un'ora, per ricordarsi come ci si sente bene padroni di noi stessi»
.

SOLIDARIETA' E CONSUMI

L’economia solidale

è, prima di tutto, un atteggiamento da cui derivano dei comportamenti che determinano un particolare stile di vita. Non si tratta solo, infatti, di aderire alle formule del commercio equo solidale, ma anche, e soprattutto, di rivoluzionare le nostre abitudini quotidiane: l’economia solidale comprende anche il nostro modo di lavare e lavarsi, ossia la quantità e la qualità di acqua, sapone e detersivi che utilizziamo.

Partire, quindi, dalle piccole cose, dalle attività quotidiane che, alla fin fine, costituiscono, in termini di tempo d’esecuzione, una porzione molto ampia di ogni nostra giornata. Limitare i consumi, specie d’acqua, evitare gli sprechi, cooperare con gli altri, sostituire la moda dell’ “usa e getta” con quella del recupero, utilizzare prodotti ecocompatibili, utilizzare l’automobile solo in casi di estrema necessità, impegnarsi a non inquinare, scambiare (tipo libri, cd, attrezzi, ecc.) per evitare di acquistare, sono alcuni imperativi per uno stile di vita un po’ più sobrio.

Zucchero equo-solidale

La nostra società si basa su un flusso continuo di merci e prodotti, e per questo viene definita consumistica. E, certamente, per cambiare le cose occorre intervenire (interferire) su questi automatismi.

Potremmo abbozzare una sorta di decalogo: compra leggero (ovvero prodotti con uno “zaino ecologico” non troppo pesante); compra durevole; compra semplice (in genere, gli oggetti più sofisticati sono meno durevoli, più delicati); compra vicino (per ridurre i danni ambientali che ogni trasporto comporta); compra sano; compra più giusto (e qui ci avviciniamo al discorso del commercio equo); compra prudente (a dispetto di normative e regolamentazioni, non è detto che il materiale acquistato non sia nocivo); compra sincero (evitare cioè i prodotti troppo pubblicizzati, dato che la pubblicità ce la paghiamo noi ed è spesso lontana dalla verità); compra mano d’opera (un metodo per aumentare l’occupazione); investi in futuro

INDIRIZZI UTILI

http://www.retelilliput.org/

http://www.utopie.it/http://www.retecosol.org/

http://www.networketico.it/

http://www.volint.it/http://www.zoes.it/

http://www.vita.it/

http://www.nuovomunicipio.org/

http://www.decrescita.it/

http://www.equonomia.it/

http://www.altreconomia.it/

http://www.altroconsumo.it/

http://www.valori.it/



COMMERCIO EQUO SOLIDALE

http://www.assobdm.it/

http://www.altromercato.it/

http://www.equoland.it/

http://www.transfair.it/

http://www.agices.org/

http://www.commercioetico.it/

http://www.equo.it/

http://www.mondosolidale.it/

http://www.cooperativaisola.org/

http://www.equociqua.it/

GAS

http://www.economia-solidale.org/

http://www.retegas.org/



FINANZA ETICA

http://www.bancaetica.com/

http://www.finanza-etica.itt/



TURISMO RESPONSABILE

http://www.aitr.org/

http://www.tures.it/

http://www.viaggiemiraggi.org/

http://www.viaggisolidali.it/

http://www.humanaitalia.org/



BARATTO

http://www.eticambio.it/

http://www.zerorelativo.it/

http://www.barattopoli.com/

http://www.tuttobaratto.it/

http://www.suesu.it/

da Fatti Mail a ... Song-Taaba ONLUS - Africa e Solidarietà

da Fatti Mail, da una mail spedita per chiedere una mano per il Burkina Faso, l'incontro con Padre Jean Ilboudo e la nascita, nel 2008, di Song-Taaba ONLUS.... Song-Taaba incontra Chiara Castellani, il suo Congo ed inizia un'esperienza umana di amicizia e solidarietà ... di conoscenza e consapevolezza ... che fa compiere ogni giorno nuovi passi ... guardando avanti ...

"A salvare veramente l’Africa non saranno i fondi e gli aiuti. Salveranno vite umane, permettendo loro di sopravvivere, ma non salveranno la vita dell’Africa. Cio’ che importa non sono i mezzi, ma le condizioni. Bisogna permettere all’Africa di ricostruirsi. Bisogna aiutarla a ricostruirsi. L’Africa deve essere prima che avere". (Joseph Ki-Zerbo)

L'Africa deve essere prima che avere ...

e come l'Africa, ognuno di noi

La strada dell'essere è quella i cui passi sono domande e la meta non è un dove ma un chi ...

Una strada che lo sguardo lungo e visionario di Padre Jean Ilboudo ha fatto intravedere a tutti noi

Song-Taaba è e vuole essere questo: la possibilità di percorrere questa strada

http://song-taabaonlus.ning.com/

Be Ye Ka Ye?: cosa c'è lì che non c'è qui?

Nulla o forse tutto: la voglia di muoversi, di interrogarsi,
di cercare il valore della vita ...

http://www.youtube.com/watch?v=WQGF1fqEruQ

la vita di Chiara Castellani

http://www.youtube.com/watch?v=HON6FoFUPnI

e di chiunque abbia voglia di vivere la solidarietà ...
se sei fra questi ... contatta:
segreteria@song-taabaonlus.org,


.... x iniziare a guardare l'Africa dal ... lato giusto:
Nel suo docu-film, Silvestro Montanaro, svela un'Africa
consapevole, dignitosa, aperta al futuro, segnata da ferite interne ed esterne,
creativa, saggia. Un' Africa da ascoltare, da capire, da scoprire e da cui
imparare:
http://www.ceraunavolta.rai.it/dl/portali/site/puntata/ContentItem-5a587b72-ded6-4320-942f-572599d3406c.html,