SOLIDARIETA' ... come altro?

SOLIDARIETA' ... come altro?
Ci impegniamo senza giudicare chi non s'impegna, senza accusare chi non s'impegna, senza condannare chi non s'impegna, senza cercare perché non s'impegna, senza disimpegnarci perché altri non s'impegna. Ci impegniamo per trovare un senso alla vita, a questa vita, alla nostra vita, una ragione che non sia una delle tante che ben conosciamo e che non ci prendono il cuore, un utile che non sia una delle solite trappole generosamente offerte ...dalla gente pratica. Si vive una sola volta e non vogliamo essere giocati in nome di nessun piccolo interesse. (Primo Mazzolari)

giovedì 24 marzo 2011

25 marzo 2011

25 marzo 2011


Affezionata piccola grande famiglia di Fatti Mail
Capita di essere in una grande sala ad ascoltare un meraviglioso concerto per pianoforte.
Un tempo sospeso, perfetto, in cui le note scivolano sempre più in profondità …. nell’anima  … scuotendo resistenze e lenendo ferite … note che portano pace, struggimento, inquietudine … note che si fanno lacrime …
Le lacrime della schizofrenia di chi vive un tempo in cui si possono vedere immagini devastanti senza saper più rispondere al dolore che quelle immagini trasportano.
Siamo informati  su tutto e questo basta a farci illudere di “sapere”
La  terra in cui il sapere affonda le sue radici dovrebbe però essere una terra stratificata tanto dalle informazioni quanto dall’esperienza: esperienza fatta, metabolizzata, trasmessa, esperienza che dalle radici potrebbe quindi salire e chiamare a reagire, a cercare soluzioni, a nutrire la capacità di compassione che fa di miliardi di individui una comunità umana.
... invece ...

Cosa sappiamo noi del camminare su pavimenti  che tremano, del mare che porta via tutto, dell’aria che si fa irrespirabile e dell’acqua che diventa veleno?
Cosa sappiamo noi del vivere tra missili che piovono e bombe che atterrano, circondati da nemici che sono fratelli e da fratelli che sono nemici e ti guardano con i tuoi stessi occhi e ti parlano  con la tua stessa lingua, soffocati dalla paura di non poter attraversare una strada a rischio di lasciarci il corpo.
Cosa sappiamo noi del solcare le onde su gusci di noce quando si è nati su terre  dai mari di sabbia, sentire l’acqua inzuppare i vestiti e il coraggio, sentire freddo fino a  battere denti e paure …
e poi …  terra.
Un sassolino sotto uno stivale.
 … un’isoletta spaventata più di te … chiusa oltre l’ isolamento … un vuoto di roccia che lascia  il freddo addosso … più di prima ….

Ma cosa sappiamo noi … veramente ?
E perché  abbiamo smesso di voler sapere?
E quando abbiamo perso la “sapienza” del vivere barattandola col sopravvivere?
E come abbiamo addomesticato l’istinto di solidarietà che fa riconoscere nel dolore dell’altro il proprio e nel sostegno all’altro la speranza di poterne prima o poi ricevere ?
Il sapere ha un prezzo (anche se tutto concorre a nasconderlo o a  non farcelo pagare)  … ma ha anche un dono: la possibilità di essere persone libere … ed autenticamente “umane” …

“Il significato della libertà non si esaurisce nella deliberazione, nella decisione, nella responsabilità, pur dovendo includere tutto questo.
La libertà non è un concetto vuoto. L’uomo è libero di essere libero. Non è libero quando sceglie di essere schiavo. E’ libero facendo il bene. Non è libero quando fa il male. Scegliere il male vuol dire rinunciare ad essere libero. Scegliendo il male l’uomo non è libero ma determinato da forze che sono estranee al suo spirito. E’ libero chi decide di operare in sintonia con lo spirito, che va oltre tutte le necessità.
La libertà è una sfida e un peso al quale l’uomo spesso si ribella. L’uomo è pronto ad abbandonarla, essendo piena di contraddizioni e continuamente esposta ad attacchi. Dobbiamo coltivare molti momenti di silenzio per far si che nasca un momento di espressione di libertà. E dobbiamo portare molti pesi per trovare la forza di produrre un atto di libertà. L’uomo non può conseguire la sua realizzazione completa restando individuo isolato. Il suo vero bene dipende dalla comunione con la realtà che lo trascende e dalla partecipazione ad essa. Il rifiuto di delegare il potere di prendere decisioni ultime ad una qualsivoglia istituzione umana trae vigore dalla consapevolezza della propria misteriosa dignità o dalla consapevolezza della propria responsabilità ultima. Ma tale forza viene meno quando si scopre la propria incapacità a prendere una decisione significativa, la volgarizzazione progressiva della società può arrivare a privare l’uomo della sua capacità di apprezzare il peso sublime della libertà. Al pari di Esaù, egli può correre il rischio di vendere la propria primogenitura per un piatto di lenticchie. Una delle radici più importanti della libertà affonda nella convinzione che l’uomo, ciascuna persona, vale troppo per essere schiava di un altro uomo. D’altro canto il dinamismo della nostra società, la valorizzazione e la banalizzazione dell’esistenza continuano a corrodere tale convinzione. L’unicità e la preziosità sacra dell’uomo viene negata con una pervicacia quasi crudele. Molto di quanto viene fatto in nome del divertimento è un insulto all’anima. Ad essere chiamata in causa è l’offesa a valori morali. Ad essere chiamata in causa è la disumanizzazione. Sotto il peso di molteplici interessi, morendo dalla paura di essere schiacciato dalla molteplicità dei compiti e delle responsabilità, l’uomo moderno si sente troppo insicuro per restare integro. Il bene e il male hanno sempre avuto la tendenza a vivere promiscuamente, ma in società più integrate all’uomo riusciva più facile distinguere fra i due, mentre nei nostri tempi turbolenti le circostanze spesso stordiscono la nostra capacità di discernimento. E’ come se nell’epidemia dei bisogni molti di noi fossero diventati ciechi di fronte ai valori. La gloria di una società libera sta non solo nella consapevolezza del mio diritto di essere libero, della mia capacità di essere libero, ma anche nella comprensione del diritto del mio prossimo di essere libero. Il problema che ci troviamo ad affrontare è come salvaguardare la fede dell’uomo nella sua capacità di essere libero” (Abraham Joshua Heshel)

… sarà banale … ma un modo per salvaguardarla è … esercitarla ….
Ogni volta che scegliamo di compiere un atto di solidarietà … stiamo scrivendo un futuro solidale … ogni volta che scegliamo di non agire siamo complici di ciò che critichiamo …

Fatti Mail può essere una buona palestra  per chi vuole esercitarsi a scegliere … bene …


VI PREGO DI AVVISARE LE PERSONE DA VOI SEGNALATE E DI CUI FORNITE SOLO UN NUMERO DI TELEFONO CHE POTREBBERO RICEVERE TELEFONATE IN CUI SI FA RIFERIMENTO A “FATTI MAIL” … è importante aiutare due persone estranee che si parlano a poter superare il disagio iniziale che spesso viene proprio dalla mancanza di fiducia …



BUONA LETTURA:


1) CERCA LAVORO

Cerca lavoro un'amica capoverdiana, conosco la famiglia e posso garantirne la serietà, parla italiano ed ha i documenti in regola:
-          Iriberta, 40 anni è pronta a considerare sia proposte part-time che lungo orario


2)            CERCASI MEDIATORE CULTURALE

URGENTE RICERCA DI MEDIATORI LINGUISTICO-CULTURALI, INTERPRETI E TRADUTTORI
Cari amici

l'ITC (Consorzio di traduzione e mediazione convenzionato con il Ministero Interni e vari altri enti) cerca URGENTEMENTE mediatori linguistico-culturali, interpreti e traduttori per il lavoro con gli stranieri che arrivano in questi giorni in Italia, oppure sono già accolti nelle strutture.

Le lingue richieste sono: ARABO, SOMALO, AFGANO, CURDO TURCO.

Le persone interessate devono contattare:

Manuela Orazi
ITC
tel. 0685305564
e-mail: manuelaorazi@hotmail.com


3)            CERCO CAMERA …
Vi ringrazio sentitamente per avermi accolto nella famiglia di Fatti Mail e vi espongo subito la mia necessità.
Ho necessità di trovare su Roma città, una soluzione abitativa che sia una camera o una casetta ma economica come affitto, per mio nipote che deve trasferirsi con urgenza su Roma. Ha da pochissimo (16.3.2011) ottenuto l'abilitazione da architetto, professione che ha esercitato presso uno studio in provincia di Viterbo, ma deve fare un dottorato all'università di Roma e necessita di rientrare nella capitale. Ha due gatti e questo creerà forse qualche disagio, ma per ora nessuno che gli ha affittato appartamenti se ne è lamentato. Ha 28 anni, è un ragazzo che ama e studia  musica, veramente un “bravo"
Nelle esigenze economiche, per le quali ha cominciato a provvedervi da solo con i progetti di lavoro per i comuni del Lazio, è sostenuto dai genitori. La nostra famiglia risiede in Taranto.
Maria Antonietta.




4)            CERCO LAVORO MATTUTINO

Cara Gaia,
volevo dirti che la mia collaboratrice domestica a ore ha bisogno di trovare un'ulteriore lavoro mattutino in quanto la famiglia con la quale lavorava è andata via. E' da me da quasi due anni, lavora bene, è una persona onesta, pulita, affidabile e molto carina nei modi. Non ho problemi a fornire eventuali referenze.
Sta cercando lavoro per tre mattine a settimana, possibilmente nella zona Aurelio, per concentrare così l'attività e non perdere tempo negli spostamenti.
Si chiama Mihaela, è rumena, vive da tanti anni in Italia con marito e figlio.
E' davvero brava.
Grazie mille 

Nicoletta 





5)         CONCERTO SOLIDALE

CONCERTO DI MUSICA E CANTO POPOLARE
SABATO 9 APRILE 2011 - ORE 20,30

Oratorio del Caravita - Via del Caravita, 7 - Roma
FONDAZIONE QUADRIFOGLIO
II "Progetto Quadrifoglio" nasce nell'estate del 2001 a Sighet, città della Transilvania, per rispondere a due gravi emergenze che presenta oggi la Romania: i bambini orfani o abbandonati, che spesso "vivono" precariamente per strada e la prostituzione minorile.
L'iniziativa non parte da una riflessione "a tavolino", ma è frutto di numerosi viaggi e campi di condivisione vissuti negli ultimi sei anni, nei quali, amaramente, si è constatato il progressivo e continuo degrado delle condizioni
sociali.
Principali obiettivi sono il recupero, la crescita, l'educazione e la formazione dei bambini meno abbienti, al fine di reinserirli nel mondo sociale e lavorativo rumeno ed europeo, mediante l'apertura di strutture di accoglienza.
LE CASE FAMIGLIA
Nel settembre 2002 è stata aperta la prima casa-famiglia, in cui attualmente vivono sette bambini dai 4 ai 18 anni.
Si sta cercando di creare un vero ambiente familiare, con un papà e una mamma che costantemente vivono con i bambini, coadiuvati da un'equipe di psicologi, educatori e assistenti sociali.
I risultati raggiunti e l'incessante richiesta di aiuto ci hanno convinti ad aprire una seconda casa-famiglia, operativa dall'ottobre 2003, ove sono attualmente ospitati altri nove bambini con gravi difficoltà nelle famiglie originarie.
Dal 2007 è attiva la terza casa famiglia, che attualmente ospita dieci bambini.
Ovviamente, oltre l'offerta di casa e di famiglia ai bambini, l'intervento promuove anche occupazione lavorativa locale.
FINANZIAMENTI
L'acquisto delle strutture e il budget necessario per la gestione delle case-famiglia sono stati e sono possibili, a oggi, con i finanziamenti che giungono da offerte di amici e benefattori e dall'intervento dei soci dell'associazione.


6)            CENA AL BUIO

Un’iniziativa originale … per ampliare i sensi … iniziando proprio da quello della solidarietà …

A grande richiesta, stiamo riproponendo la CENA AL BUIO presso
il ristorante KETUMBAR a Roma.via Galviani 24 Roma

In una sala completamente oscurata alcuni camerieri non vedenti accompagnano i commensali al tavolo spiegando i trucchi per gustare a fondo una cena raffinata usando tutti i sensi, tranne la vista. Ci si mette in gioco in una scherzosa gara tra i tavoli per riconoscere ingredienti ed aromi. L’organizzazione della serata è della sig.ra Pompea Fiorini iscritta all’Associazione Italiana Ciechi.
Costo della cena € 35,00
Il menù è fisso ma ci sono menù diversificati in base alle proprie intolleranze o allergie.
Per info e prenotazioni: Fabiola 331/7443075 – soultrek@2011@gmail.com,

Le prossime serate saranno il 29 marzo e il 05 aprile.
Alleghiamo alcuni commenti dei partecipanti apparsi sul ns. account
facebook:  Trekking Dell'Anima


è interessante leggere alcuni commenti dei partecipanti apparsi  sul ns. account facebook:  Trekking Dell'Anima
A presto! – Fabiola - Org. Soul Trek 2011 - cell.  331 7443075



7)            INCONTRI QUARESIMALI

Ecco l'elenco degli incontri dei martedì di Quaresima che si terranno 
nella Parrocchia della Natività alle ore 19,00. -
Via Urbisaglia 2


MARTEDI' 6 Aprile: Don Luigi Ciotti (fondatore di Libera) "La gioia di essere utili e responsabili"

MARTEDI' 12 Aprile: Prof. Gianni Gennari (giornalista) "Vi dono una gioia che nessuno potrà togliervi"

Per ulteriori informazioni puoi consultare il sito 
www.parrocchianativita.org.


8)            COSMESI NATURALE

Gentili amiche e amici,
potrete usufruire gratuitamente delle consulenze cosmetologiche della dottoressa Linda Guerra, che si dedicherà a consigliare ciascun cliente a seconda delle tipologie di pelle e di ogni particolare esigenza
venerdì 1 aprile dalle 17:00 alle 19:30
e sabato 2 aprile dalle 10:30 alle 12:30.
Vi aspettiamo con la Primavera Cosmetica fino a sabato 2 aprile
presso la Bottega Equociquà! in via degli Ombrellari, 2.
Equociquà!
-- 
Equociquà! cooperativa sociale onlus - commercio equo e solidale
bottega di borgo: via degli Ombrellari 2, 00193 Roma - tel 066896177
www.equociqua.it - borgo@equociqua.it

10)   COME AIUTARE IL GIAPPONE

dall'Italia si muovono i primi aiuti. La rete Caritas, ad esempio, si è mobilitata per portare i primi soccorsi. Il presidente di Caritas Giappone, S.E. Mons. Isao Kikuchi, vescovo di Niigata, ha assicurato l’impegno di Caritas Giappone, il cui direttore, padre Daisuke Narui si sta attivando per far fronte ai bisogni più urgenti. Caritas Ambrosiana esprime il proprio dolore e solidarietà per le vittime del terremoto e in collaborazione con Caritas Italiana e il network di Caritas Internationalis intende sostenere il proprio impegno di solidarietà per questi primi interventi e aiuti d’emergenza di Caritas Giappone inviando una prima somma di 50 mila euro. Per ulteriori informazioni e aggiornamenti: www.caritas.it.
Anche Save the Children, inoltre, si è detta «pronta ad intervenire per assicurare assistenza ai bambini colpiti dal devastante terremoto in Giappone». L'Organizzazione, spiega una nota di Svt, «sta mettendo in campo tutti gli sforzi necessari per intervenire a supporto delle migliaia di famiglie e bambini colpiti dal terremoto che ieri ha messo in ginocchio il Giappone con una scossa di mangnitudo 8.9».
La Croce rossa italiana (Cri) ha invece aperto una raccolta fondi in sostegno delle popolazioni colpite dal sisma e dallo tsunami in Giappone. I contributi raccolti dalla Cri saranno impiegati per supportare le attivita' di assistenza della consorella giapponese a favore delle popolazioni, in stretta collaborazione con la Federazione internazionale della Croce rossa e della Mezzaluna rossa e con il Comitato internazionale della Croce rossa. Le modalita' per donare sono: Donazione online sul sito www.cri.it.
Oxfam ha lanciato infine un appello per raccogliere fondi a favore di due organizzazioni partner di Oxfam Giappone. La prima organizzazione assiste madri e neonati, la seconda fornisce informazioni agli stranieri residenti in Giappone che non parlano giapponese. Per donare per l’Emergenza in Giappone: carta di credito su www.oxfamitalia.org (causale: Emergenza Giappone).

11)   AGGIORNAMENTO

Cari Amici,

è trascorso circa un anno dalla chiusura della sottoscrizione in difesa della geografia nella scuola secondaria di secondo grado, alla quale avete dato la vostra pronta adesione. Desidero ancora una volta ringraziarvi, anche a nome dell’Associazione Italiana Insegnanti di Geografia e delle altre associazioni geografiche, per l’importante apporto che ciascuno di Voi ha fornito.

Pur non essendo riusciti a conseguire pienamente il nostro obiettivo, tuttavia abbiamo sicuramente arginato danni peggiori e, soprattutto, abbiamo determinato nell’opinione pubblica una più spiccata consapevolezza dell’importanza formativa della disciplina geografica, indispensabile per comprendere il mondo contemporaneo e per orientarsi nella sua complessità.

Sono davvero lieto di potervi comunicare che il frutto della campagna di adesioni a favore della geografia è entrato a far parte di un libro appena uscito nella Collana “Ambiente Società Territorio” dell’Editore Carocci. Il testo, che non a caso ho definito “corale”, ha assunto lo stesso titolo che avevamo dato alla sottoscrizione: A scuola senza geografia. Potete leggerne alcuni capitoli anche sul sito dell’Associazione www.aiig.it.

Ancora un grazie sincero e un saluto cordialissimo, che vuol essere un arrivederci da parte di chi, come me e come tutti i responsabili dell’AIIG, sa di poter contare sulla vostra vicinanza, nel comune intento di assicurare alle giovani generazioni il diritto a trovare nella scuola un ambiente ricco di stimoli formativi, che la geografia contribuisce senz’altro a creare.

GINO DE VECCHIS                                                                       
Presidente nazionale dell’AIIG

Una Gaia gornata a tutti ….

1 commento:

  1. ricevo e pubblico:
    Cara Gaia,
    una bella opportunità per inaugurare il tuo nuovo indirizzo ( se ho capito bene )
    Mi è arrivato questo appello da Cecilia che ha vissuto la brutta esperienza
    del terremoto in ufficio ( 16° piano ) a Tokio. E' tornata sotto choc e con il cuore afflitto
    per i molti amici giapponesi rimasti in loco che l' hanno aiutata con generosità infinita.
    Ora è a Roma, in attesa di un ritorno in sede non ancora ufficializzato ma prossimo.
    Ho pensato che a parte il mio personale contributo il Tuo solidale ed efficiente Fatti-Mail
    possa diffonderlo più proficuamente di quanto possa fare io.
    Le modalità al tuo insindacabile giudizio. Ciao, grazie e a presto Cetta


    Carissimi,
    Vi inoltro una informativa che mi perviene dall'Ambasciata Italiana a Tokyo.
    Vi invito ad un gesto di solidarietà verso un popolo che sta manifestando un contegno ed una dignità esemplari dinanzi ad una tragedia immane.
    Grazie di cuore.

    Cecilia


    La Croce Rossa Italiana ha avviato una raccolta fondi in sostegno delle popolazioni colpite dal sisma e dallo tsunami (http://cri.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/6873).

    I contributi raccolti dalla CRI saranno impiegati per supportare le attività di assistenza della Croce Rossa Giapponese a favore delle persone colpite, in stretta collaborazione con la Federazione Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa e con il Comitato Internazionale della Croce Rossa.

    Le modalità per donare sono:

    - Donazione online sul sito www.cri.it - causale "Pro emergenza Giappone";
    - Bonifico bancario - causale "Pro emergenza Giappone" - IBAN: IT 19 P 01005 03382 000000200208
    - Conto corrente postale n. 300004 intestato a: "Croce Rossa Italiana, via Toscana 12 - 00187 Roma" - causale "Pro emergenza Giappone"
    - Inviare un SMS da cellulari italiani TIM, Vodafone, Wind, 3, CoopVoce, Tiscali o da telefono fisso Telecom, Infostrada, Fastweb, Teletu e Tiscali al numero 45500 (donazione di 2 euro per SMS).

    RispondiElimina

mi chiamo Futuro ... tu come ti chiami ?

mi chiamo Futuro ... tu come ti chiami ?
Dio mi liberi dalla saggezza che non piange, dalla filosofia che non ride e dall'orgoglio che non s'inchina davanti ad un bambino" (K. Gibran) - "Forse ha ragione il gesuita p.John Haughey quando afferma :”Noi occidentali leggiamo il vangelo come se non avessimo soldi e usiamo i soldi come se non conoscessimo nulla del Vangelo" (Alex Zanotelli)

FORSE NON TUTTI SANNO CHE:

1) Mangiare, Dormire, Lavarsi ... è x tutti
sul sito della Comunità di S. Egidio è possibile "sfogliare" guide solidali che informano sulle realtà CITTADINE disponibili a sostenere chi si trovi in difficoltà

http://www.santegidio.org/index.php?&pageID=228

2) Legalità è Solidarietà
I grandissimi "piccoli" numeri delle "mafie" da una parte
e dall'altra i piccoli "grandissimi" numeri di chi quotidianamente tesse scelte solidali e cultura legale per contrastarle: sapere è potere, sapere è vedere video come quello presentato dalla trasmissione "La Storia siamo Noi"

SOLIDARIETA' E AMBIENTE

ACQUA, un popolo di spreconi

ACQUA, un popolo di spreconi

Un popolo di spreconi.

Ne consumiamo ogni giorno più di 250 litri a testa, più di ogni altra nazione europea.

Non siamo i più puliti, ma solo i più spreconi.



Ogni giorno utilizziamo centinaia di litri d’acqua senza prestare molta attenzione; in genere l’atteggiamento più diffuso è quello di pensare che «basta aprire un rubinetto e servirsene a piacere», in realtà le cose non stanno proprio così, è necessario fermarsi a riflettere un attimo per dare il giusto valore ad una risorsa che purtroppo non è infinita.

Senza acqua nessuna forma di vita è possibile, è un bene d’assoluta necessità che diventa sempre più scarso con il passare del tempo per motivi sia di ordine quantitativi (l’acqua oggi a disposizione è pari a circa un terzo di quella disponibile negli anni ‘50 e tra cinquanta anni sarà ulteriormente dimezzata), sia qualitativi (per ogni litro d’acqua potabile, almeno otto risultano contaminati dall’attività umana).

Gli effetti di questa situazione sono sotto gli occhi di tutti: casi crescenti di razionamento idrico; il consumo di acqua minerale o filtrata diventato quasi un obbligo; lievitazione del costo dell’acqua potabile ecc.

Se poi allarghiamo lo sguardo a livello mondiale, il panorama diventa ancora più preoccupante: circa un miliardo e mezzo di persone non dispongono di acqua potabile.

Di fronte ad un quadro tutt’altro che roseo, oltre ad avvicinarsi al rubinetto con maggiore rispetto, diventa importante porsi il problema di come contribuire in prima persona a migliorare la situazione.

D’altra parte, un uso più appropriato dell’acqua non fa bene solo all’ambiente, ma anche al portafogli e con molta probabilità anche alla pace tra i popoli, perché sono oramai numerosi gli analisti politici che individuano nella carenza d’acqua uno dei possibili motivi di conflitto armato tra i paesi.

Che fare?

Per eliminare gli sprechi idrici si può agire su tre fronti: -Ridurre i consumi d’acqua, in modo da erodere il meno possibile questa preziosa risorsa e contrarre l’impatto ambientale (produrre, trasportare e smaltire acqua potabile richiede energia e produce inquinamento). -Contrarre l’impiego di additivi per ridurre l’inquinamento dell’acqua, della natura e dell’ambiente domestico. -Diminuire il consumo energetico per scaldare e distribuire l’acqua al fine di ridurre l’inquinamento ambientale e il consumo di energia fossile. Per raggiungere questi obiettivi è necessario intervenire sia a livello degli stili di vita, modificando alcune abitudini radicate nel tempo, sia a livello di impiantistica, utilizzando apparecchiature progettate con particolare attenzione al risparmio idrico ed energetico per garantire un’efficacia uguale o superiore rispetto ai dispositivi convenzionali. Spesso si tratta di mettere mano al portafogli, ma il più delle volte il risparmio che deriva dall’uso di tali dispositivi ripaga in poco tempo la spesa affrontata per il loro acquisto. Il massimo dei risultati si ottiene quando entrambe queste strategie, cioè modifica delle abitudini e nuova impiantistica, sono adottate insieme. Vediamo ora in dettaglio le varie soluzion possibili.

Riduzione dei consumi

Iniziamo dalla tipologia di utilizzo che impatta maggiormente per poi passare alla seconda e così via prendendo come riferimento il diagram-ma a torta (vedi il grafico ripartizione dei consumi domestici), in altre parole guardiamolo con occhi famelici e gettiamoci a capofitto sulla fetta più grossa per poi passare a quella di dimensioni immediatamente inferiori e cosi via!

  • Docce e bagni.
  • La doccia presenta un minor consumo d’acqua, rispetto al bagno, soprattutto se si tiene l’acqua aperta solo quando serve.
    Inoltre è possibile adottare docce a risparmio energetico, in grado di ridurre i consumi oltre il 70%. In termini pratici, considerando una doc-cia al giorno si possono risparmiare in un anno oltre 50.000 litri d’acqua e diverse centinaia di euro.
    La cosa importante è di utilizzare docce che non si limitino a ridurre il consumo d’acqua (allora tanto vale non aprire totalmente il rubinetto, con il risultato che s’impiega più tempo a lavarsi e si consuma lo stesso quantitativo di acqua), ma sfruttino in maniera più intelligente l’acqua, garantendo un elevato potere lavante a fronte di minori consumi.
    Vi sono inoltre vantaggi secondari interessanti: nel caso di boiler elettrico, più persone riescono a fare la doccia consecutivamente e minori sono i cali di portata per gli altri utenti, l’unico rovescio della medaglia è che, passando meno acqua nei tubi, si deve attendere più tempo l’arrivo dell’acqua calda.

  • Lavaggio stoviglie e biancheria.
  • Nel caso in cui si utilizzino lavatrici o lavastoviglie è bene farle girare sempre a pieno carico; nel caso dei lavaggi a mano evitare l’uso d’acqua corrente e preferire l’acqua raccolta in un lavabo o in una bacinella.
    Sempre per ridurre gli sprechi, non lasciate diventare vecchio lo sporco dei piatti e le macchie ostiche dei tessuti perché richiedono un lavaggio più impegnativo sia da un punto di vista chimico (detersivi) sia energetico (tempi e temperature più elevate); lavare separatamente i pezzi a seconda del grado di sporco.
    Molti si chiederanno: si consuma più acqua, energia e detersivi lavando a mano o a macchina?
    Per rispondere in maniera corretta a questa domanda è necessario conoscere due fattori: grado di riempimento ed «economicità» della macchina da una parte e capacità di lavaggio manuale dall’altra.
    Comunque alcuni studi in materia hanno dimostrato che per lavare lo stesso quantitativo di stoviglie, pari ad un carico intero di una lavapiatti, mediamente si consumano 80 litri d’acqua se lavati a mano; 60 se lavati a macchina; 12 litri nel caso di apparecchi ad elevata efficienza, i quali oltre al risparmio d’acqua consentono una notevole contrazione dei consumi di detersivi ed energia.

  • Vaschette del WC.
  • Le vaschette tradizionali, in genere contengono circa 24 litri, un volume d’acqua tale da permettere una buona azione lavante nel caso di presenze solide…, ma eccessivamente elevata nel caso di rifiuti liquidi.
    Mediamente, con tali sciacquoni si ha un consumo giornaliero di circa 100 litri a persona, in gran parte sprecati.
    Più efficienti sono le vaschette a due mandate, una da 3 e l’altra da 6 litri, grazie alle quali il consumo giornaliero, a parità di funzione, scende a 15 litri d’acqua.
    Se utilizzate in maniera corretta, ossia schiacciando il tasto giusto al momento giusto, con le vaschette a doppia mandata si arriva a risparmiare circa 17.000 litri d’acqua l’anno a persona.
    Quando non si hanno a disposizione vaschette ad hoc, è possibile modificare i tradizionali cassonetti introducendo dei pesi che permettono di ottenere le stesse prestazioni.
    Un altro metodo è di inserire nella vaschetta un mattone o più semplicemente una bottiglia piena d’acqua.
    In quest’ultimo caso si risparmia molta acqua, ma si riduce anche la quantità disponibile per ogni scarico con l’inconveniente di ridurre l’azione lavante.

  • Rubinetti.
  • Vanno aperti solo quando serve e tenuti chiusi mentre ci si insapona o ci si lava i denti; analogamente per lavare la frutta e la verdura è sufficiente usare acqua raccolta in una bacinella e non quella corrente.
    Per dare un’idea concreta di quanto questi gesti quotidiani possano far variare notevolmente il livello dei consumi idrici, analizziamo in dettaglio cosa accade durante il lavaggio dei denti: tenendo aperto il rubinetto per tutto il periodo di pulizia, si arriva a consumare 10.000 litri l’anno a persona; quando il rubinetto viene aperto solo per il risciacquo il consumo d’acqua si riduce a 1600; se poi invece dell’acqua corrente si utilizza quella contenuta in un bicchiere, si arriva a non più di 200 litri d’acqua l’anno!
    Un bel risparmio, vero?
    Per quanto concerne interventi di tipo impiantistico, è possibile sostituire i normali filtrini dei rubinetti (quelli che ogni tanto dobbiamo pulire dal calcare e da altre sporcizie) con dei modelli risparmio energetico (aeratori).
    Come per le docce vale il discorso di acquistare dei modelli che non si limitino a ridurre la portata dell’acqua, ma che producano un getto di eguale capacità lavante con consumi inferiori.

  • Perdite dalle guarnizioni.
  • L’acqua, che a causa di perdite delle guarnizioni gocciola dai rubinetti o dallo sciacquone, sembra poca cosa, ma essendo continuativo, anche il semplice gocciolamento comporta uno spreco inutile di migliaia di litri d’acqua (e di euro).
    Nel caso in cui l’impianto è dotato di accumuli dell’acqua calda, come ad esempio i boiler elettrici, oltre al consumo d’acqua le perdite idriche si tramutano anche in uno spreco d’energia elettrica.
    È pertanto consigliabile di sostituire immediatamente le guarnizioni danneggiate.

  • Ridurre l’Impiego di Additivi
  • Tutti i detergenti, compresi quelli ecologici, comportano un impatto ambientale per la loro produzione, il trasporto e lo smaltimento.
    Inoltre, soprattutto nel caso di detergenti convenzionali, si ha una liberazione di residui tossici nell’ambiente che poi vengono assimilati attraverso la respirazione, la pelle e il consumo di alimenti.
    Ecco perché è bene ridurre al minimo l’impiego di detergenti e detersivi e in ogni caso preferire i prodotti ecologici.
    Ma cosa c’entrano i detersivi con l’acqua?
    È molto semplice: in tutti i processi di pulizia viene utilizzata l’acqua come diluente che, se usata in modo intelligente, riserva ottime sorprese!
    Per il lavaggio di stoviglie e del bucato è possibile trattare energicamente l’acqua con opportuni dispositivi da applicare direttamente alle condotte dell’acqua o direttamente nelle macchine da lavare o sotto forma di additivi, ottenendo circa un dimezzamento dei consumi dei detersivi.
    Per quanto concerne la pulizia delle superfici è consigliabile impiegare dei panni in microfibra dove l’azione chimica degli additivi è completamente sostituita dall’azione meccanica, ossia si pulisce e si sgrassa unicamente utilizzando l’acqua.
    Ma anche in questo caso, per non avere risultati deludenti, è necessario scegliere prodotti d’elevata qualità.

  • Combattere il Calcare
  • Il calcare è ben noto per la tendenza a creare incrostazioni, assai difficili da rimuovere da box doccia, lavelli e rubinetteria in generale; ma i maggiori inconvenienti, il calcare li crea all’interno dell’impianto idraulico, ossia nelle condutture e, soprattutto, nei generatori d’acqua calda (elettrici o a gas).
    Tali depositi creano due tipi di barriere: una termica e una fisica.
    La prima si traduce in un maggior consumo di energia per nulla trascurabile, infatti, per ogni millimetro di deposito di calcare nei tubi, si registra un aumento dei consumi elettrici di circa il 10% e siccome lo strato accumulato in un generatore d’acqua calda può diventare molto spesso, nel tempo, i consumi possono crescere vertiginosamente.
    Analogamente, lo strato di calcare crea anche una barriera fisica al passaggio dell’acqua che, nel caso d’impianto dotato di autoclave, fa anch’esso aumentare i consumi di elettricità.
    Infine va detto che il calcare sollecita maggiormente l’impianto idraulico riducendone la durata.
    Una verifica della presenza di calcare all’interno dei tubi può essere realizzata con una semplice prova.
    Aprite al massimo il rubinetto dell’acqua fredda e notate la portata; dopo qualche istante ripetete la stessa cosa con il rubinetto dell’acqua calda.
    La minore portata dell’acqua calda è essenzialmente dovuta alle incrostazioni di calcare presenti nel generatore di calore!
    Le soluzioni utili per vincere il calcare si dividono in due categorie: trattamenti in grado di inibire il potere di coesione del calcare che, pur continuando ad essere presente nell’acqua, non è più in grado di for-mare incrostazioni; trattamenti di rimozione del calcare dall’acqua.

Ecologia Domestica

Del primo gruppo fanno parte i trattamenti energetici dell’acqua, i catalizzatori ceramici e i campi magnetici.

I primi uniscono le proprietà anticalcare alla riduzione dei consumi di detersivi ed all’eliminazione del problema della formazione della ruggine (molti modelli possono essere installati senza ricorrere all’idraulico).

I catalizzatori ceramici sono estremamente efficaci, ma richiedono un intervento impiantistico così come i dispositivi basati sull’effetto dei campi magnetici.

Tra i dispositivi che operano la rimozione parziale del calcare dall’acqua vi sono gli addolcitori, il cui impiego richiede periodicamente l’aggiunta di sale e un’accurata manutenzione.
Inoltre, sia l’installazione che la manutenzione richiede l’intervento di tecnici specializzati.

LENTE D'INGRANDIMENTO


Stop alla droga? Diciamolo in piazza

di Francesca Sironi - marzo 2013

Parlare di cocaina nei luoghi in cui viene venduta, per sottrarli agli spacciatori e resituirli, almeno per un giorno, alla legalità. Un'occupazione lettaria itinerante, in giro per l'Italia, da Roma a Scampia, da Palermo a Milano. Ecco il progetto 'Tira dritto', nato dall'idea del giornalista di Repubblica Paolo Berizzi


Occupare i fortini della droga. Usando solo la forza della parola. Restituendo, almeno per un giorno, le principali piazze di spaccio d'Italia alla legalità. E' l'obiettivo di "Tira dritto - Stop Cocaina", una campagna ideata dal giornalista Paolo Berizzi e sostenuta dal dipartimento delle politiche antidroga alla Presidenza del consiglio dei ministri. Un'iniziativa a tappe che inizierà mercoledì 27 marzo a Tor Bella Monaca, alla periferia di Roma: «Questi sono luoghi dove centinaia di famiglie vivono spacciando cocaina. Noi vogliamo portare per un pomeriggio le istituzioni, gli esperti, i magistrati e dei testimonial a parlare delle conseguenze dell'uso e della vendita della "regina" delle droghe», spiega Berizzi.

Gli incontri non saranno paludate conferenze ospitate in qualche sala comunale, ma dibattiti all'aperto, per strada: «Si chiamano "Talkstreet" ed è la prima volta che il tema della droga sarà affrontato in questo modo, in Italia. Pensavo fosse un'idea folle, ma molti l'hanno sostenuta».

Berizzi, autore con Antonello Zappadu del libro "La Bamba", in cui ricostruisce il percorso della coca dalle piantagioni colombiane alle vie di Milano, porterà con sé magistrati ed esperti ma anche attori, registi, cantanti. Fra i volti noti ci saranno quelli di Pierfrancesco Favino, Daniele Silvestri, Marco Giallini, Kasia Smutniak, Matteo Garrone: «Ognuno di loro racconterà la sua esperienza, condividerà delle riflessioni sul problema della cocaina. Avere dei testimonial è importante: andremo in quartieri dove sono conosciuti, e questa sarà magari la scusa per portare la gente in piazza».

Gli scambi di parole saranno brevi, promette Berizzi: «Quello che ci interessa veramente è ascoltare gli abitanti dei quartieri. Sentire da loro cosa significa vivere in mezzo alla droga». Niente palco, tendoni o inviti: tutto avverrà per strada, sui marciapiedi, fra le panchine dei parchi pubblici. A moderare gli interventi sarà sempre Elsa di Gati, giornalista di Rai3. La promozione dell'iniziativa sarà fatta sul territorio, dalle associazioni locali: «L'incontro di Roma è promosso con Villa Maraini, che da 40 anni aiuta i tossicodipendenti. Al dibattito interverrà anche il fondatore della comunità, Massimo Barra, un uomo che vive in trincea da tutta la vita».

Per Berizzi i Talkstreet, 15 in tutta Italia, che andranno dallo Zen di Palermo a Corso Como a Milano, dal quartiere Japigia di Bari a Porta Palazzo a Torino, saranno un modo per «occupare» le piazze di spaccio. Una parola forte, "occupare", che spiega così: «Vogliamo portare le istituzioni in mezzo alla gente che tutti i giorni vive a contatto con la cocaina. Vogliamo scendere per strada, non fermarci a una carovana simbolica. Andare nelle piazze di spaccio ci permetterà di dare un segnale forte, usando semplicemente le parole». Le reazioni potrebbero essere diverse: «Dove potremo, dove avremo le carte, le sentenze, faremo i nomi dei signori della droga locali. Ci rivolgeremo anche a loro, alle loro famiglie, nel loro territorio. Non potremmo dare un segnale più forte di questo. Le reazioni potranno essere negative o positive, purché ci siano». Per una volta, infatti, gli abitanti potranno essere protagonisti, non animali da zoo dietro le telecamere né vittime di un gioco più grande di loro: «Non saremo dei meri registratori. Tutto ciò che ci diranno servirà a giornalisti e magistrati per capire meglio il mondo della cocaina, anche dal loro punto di vista».

I contesti saranno ovviamente diversi. Dal degrado di Scampia alle luccicanti vetrine del centro di Firenze o di Bologna. Anche i discorsi cambieranno, col contesto, ma l'obiettivo rimarrà sempre lo stesso: «Accendere i riflettori». Ogni due o tre settimane, a partire dal prossimo 27 marzo, la campagna si sposterà in giro per l'Italia. Sperando di lasciare un segno contro il business della cocaina, che continua ad arricchire le mafie e a rovinare la vita di migliaia di persone: «Oggi la cocaina è molto più di quanto si pensi. Influenza i comportamenti, regola e stravolge le dinamiche sociali, la vita delle città. E' sovrana della quotidianità lavorativa, dai muratori ai parlamentari, dai piloti ai manager, dagli autisti ai chirurghi. Imbianca i licei e le università e incipria i nasi di consumatori sempre più giovani», scrive Berizzi sul sito: «Basterebbe una boccata d'aria pura, una sniffata di libertà, un'indigestione di fiducia, una volta, per un pomeriggio, magari un'ora, per ricordarsi come ci si sente bene padroni di noi stessi»
.

SOLIDARIETA' E CONSUMI

L’economia solidale

è, prima di tutto, un atteggiamento da cui derivano dei comportamenti che determinano un particolare stile di vita. Non si tratta solo, infatti, di aderire alle formule del commercio equo solidale, ma anche, e soprattutto, di rivoluzionare le nostre abitudini quotidiane: l’economia solidale comprende anche il nostro modo di lavare e lavarsi, ossia la quantità e la qualità di acqua, sapone e detersivi che utilizziamo.

Partire, quindi, dalle piccole cose, dalle attività quotidiane che, alla fin fine, costituiscono, in termini di tempo d’esecuzione, una porzione molto ampia di ogni nostra giornata. Limitare i consumi, specie d’acqua, evitare gli sprechi, cooperare con gli altri, sostituire la moda dell’ “usa e getta” con quella del recupero, utilizzare prodotti ecocompatibili, utilizzare l’automobile solo in casi di estrema necessità, impegnarsi a non inquinare, scambiare (tipo libri, cd, attrezzi, ecc.) per evitare di acquistare, sono alcuni imperativi per uno stile di vita un po’ più sobrio.

Zucchero equo-solidale

La nostra società si basa su un flusso continuo di merci e prodotti, e per questo viene definita consumistica. E, certamente, per cambiare le cose occorre intervenire (interferire) su questi automatismi.

Potremmo abbozzare una sorta di decalogo: compra leggero (ovvero prodotti con uno “zaino ecologico” non troppo pesante); compra durevole; compra semplice (in genere, gli oggetti più sofisticati sono meno durevoli, più delicati); compra vicino (per ridurre i danni ambientali che ogni trasporto comporta); compra sano; compra più giusto (e qui ci avviciniamo al discorso del commercio equo); compra prudente (a dispetto di normative e regolamentazioni, non è detto che il materiale acquistato non sia nocivo); compra sincero (evitare cioè i prodotti troppo pubblicizzati, dato che la pubblicità ce la paghiamo noi ed è spesso lontana dalla verità); compra mano d’opera (un metodo per aumentare l’occupazione); investi in futuro

INDIRIZZI UTILI

http://www.retelilliput.org/

http://www.utopie.it/http://www.retecosol.org/

http://www.networketico.it/

http://www.volint.it/http://www.zoes.it/

http://www.vita.it/

http://www.nuovomunicipio.org/

http://www.decrescita.it/

http://www.equonomia.it/

http://www.altreconomia.it/

http://www.altroconsumo.it/

http://www.valori.it/



COMMERCIO EQUO SOLIDALE

http://www.assobdm.it/

http://www.altromercato.it/

http://www.equoland.it/

http://www.transfair.it/

http://www.agices.org/

http://www.commercioetico.it/

http://www.equo.it/

http://www.mondosolidale.it/

http://www.cooperativaisola.org/

http://www.equociqua.it/

GAS

http://www.economia-solidale.org/

http://www.retegas.org/



FINANZA ETICA

http://www.bancaetica.com/

http://www.finanza-etica.itt/



TURISMO RESPONSABILE

http://www.aitr.org/

http://www.tures.it/

http://www.viaggiemiraggi.org/

http://www.viaggisolidali.it/

http://www.humanaitalia.org/



BARATTO

http://www.eticambio.it/

http://www.zerorelativo.it/

http://www.barattopoli.com/

http://www.tuttobaratto.it/

http://www.suesu.it/

da Fatti Mail a ... Song-Taaba ONLUS - Africa e Solidarietà

da Fatti Mail, da una mail spedita per chiedere una mano per il Burkina Faso, l'incontro con Padre Jean Ilboudo e la nascita, nel 2008, di Song-Taaba ONLUS.... Song-Taaba incontra Chiara Castellani, il suo Congo ed inizia un'esperienza umana di amicizia e solidarietà ... di conoscenza e consapevolezza ... che fa compiere ogni giorno nuovi passi ... guardando avanti ...

"A salvare veramente l’Africa non saranno i fondi e gli aiuti. Salveranno vite umane, permettendo loro di sopravvivere, ma non salveranno la vita dell’Africa. Cio’ che importa non sono i mezzi, ma le condizioni. Bisogna permettere all’Africa di ricostruirsi. Bisogna aiutarla a ricostruirsi. L’Africa deve essere prima che avere". (Joseph Ki-Zerbo)

L'Africa deve essere prima che avere ...

e come l'Africa, ognuno di noi

La strada dell'essere è quella i cui passi sono domande e la meta non è un dove ma un chi ...

Una strada che lo sguardo lungo e visionario di Padre Jean Ilboudo ha fatto intravedere a tutti noi

Song-Taaba è e vuole essere questo: la possibilità di percorrere questa strada

http://song-taabaonlus.ning.com/

Be Ye Ka Ye?: cosa c'è lì che non c'è qui?

Nulla o forse tutto: la voglia di muoversi, di interrogarsi,
di cercare il valore della vita ...

http://www.youtube.com/watch?v=WQGF1fqEruQ

la vita di Chiara Castellani

http://www.youtube.com/watch?v=HON6FoFUPnI

e di chiunque abbia voglia di vivere la solidarietà ...
se sei fra questi ... contatta:
segreteria@song-taabaonlus.org,


.... x iniziare a guardare l'Africa dal ... lato giusto:
Nel suo docu-film, Silvestro Montanaro, svela un'Africa
consapevole, dignitosa, aperta al futuro, segnata da ferite interne ed esterne,
creativa, saggia. Un' Africa da ascoltare, da capire, da scoprire e da cui
imparare:
http://www.ceraunavolta.rai.it/dl/portali/site/puntata/ContentItem-5a587b72-ded6-4320-942f-572599d3406c.html,