SOLIDARIETA' ... come altro?

SOLIDARIETA' ... come altro?
Ci impegniamo senza giudicare chi non s'impegna, senza accusare chi non s'impegna, senza condannare chi non s'impegna, senza cercare perché non s'impegna, senza disimpegnarci perché altri non s'impegna. Ci impegniamo per trovare un senso alla vita, a questa vita, alla nostra vita, una ragione che non sia una delle tante che ben conosciamo e che non ci prendono il cuore, un utile che non sia una delle solite trappole generosamente offerte ...dalla gente pratica. Si vive una sola volta e non vogliamo essere giocati in nome di nessun piccolo interesse. (Primo Mazzolari)

venerdì 13 dicembre 2013

13 dicembre 2013

Fatti Mail  

Affezionata piccola grande famiglia di Fatti Mail

In questo periodo dell’anno
Chi più chi meno
ci si trova a dover … o voler  … fare dei doni

Ma fare un dono – proprio in questo periodo dell’anno – può diventare un’esperienza meno significativa di quanto potenzialmente potrebbe essere

Dono.  Dare.

Cosa siamo realmente in grado di dare? E di cosa l’altro ha veramente bisogno?

Ridurre i doni a regali può finire per banalizzarli o addirittura mistificarli.

Ogni dono dovrebbe poter offrire qualcosa di chi lo stia donando e dovrebbe poter rispondere ad un bisogno di chi lo riceverà.

La mappa dei nostri veri bisogni è  qualcosa di molto diverso da ciò che il consumismo cerca di spacciare come tali.

Questo potrebbe allora diventare il periodo dell'anno  giusto per iniziare a porci le giuste domande

Ci fanno credere che una lunga serie di oggetti – profumi, orologi, accessori, gioielli, giocattoli – possano risolvere e sostituire tutte le nostre – reciproche –mancanze esistenziali.

Tutte le nostre laceranti assenze

Tempo per stare insieme, per ridere e sorridere, per ascoltarci (c’è una tale fame di ascolto di tutti con tutti: genitori e figli, coppie, amici, parenti da rendere questo forse il più pregiato dei doni)  tempo per far visita a chi nelle nostre famiglie sia malato o anziano, tempo per invitare a cena amici che non riusciamo a vedere mai, per leggere libri impilati sui nostri comodini, per passeggiare all’aria aperta senza un dove né un perché, tempo per confidare ad una persona cara qualcosa che da tempo vorremmo dirle o per annaffiare i sogni che stiamo coltivando.

Certamente un oggetto può rappresentare una promessa, un “pensiero”, un avere a cuore … rappresentare è una cosa  … surrogare un’altra.

Donare è allora non aver paura di farsi domande, prime fra tutte: di cosa hanno veramente bisogno le persone che amo? Ed io di cosa ho bisogno per poter arrivare ad essere una persona capace di autentica condivisione? Di cosa abbiamo bisogno tutti per arrivare ad essere costruttori di felicità?

Donare è mettersi in gioco, è imparare ad offrire la parte migliore di se stessi sapendo che questa parte non è certo il danaro dei nostri acquisti.

Donare è voler affrontare i propri limiti per riuscire ad essere sempre più capaci di dare, solidarizzare, sostenere, accogliere, scusarci, ascoltare, aprirci.

Donare è un cammino alla conquista della libertà propria ed altrui. Perché l’una è figlia e madre dell’altra.

La nostra paura più profonda non è quella di essere inadeguati.
La nostra paura più profonda è quella di avere un enorme potere.
E’ la nostra luce, non la nostra oscurità, che ci spaventa di più.
Ci chiediamo: “chi sono io, per credermi brillante, stupendo, pieno
di talenti, favoloso?”
In realtà, chi sei tu per NON esserlo?
Sei un figlio di Dio.
Il tuo stare nel piccolo non aiuta il mondo.
Non c’è niente di illuminato nel raggrinzirti, così che le altre persone
non si sentano insicure vicino a te.
Sei fatto per risplendere, come i bambini.
Siamo nati per rendere manifesta la gloria di Dio che è in noi.
Non è solo in alcuni di noi: è in ognuno.
E quando lasciamo splendere la nostra luce,
inconsciamente diamo il permesso agli altri di fare lo stesso.
E quando ci liberiamo dalla nostra paura, la nostra presenza
automaticamente libera gli altri.              

Fatti Mail affida a questi versi di Nelson Mandela gli  auguri di

Buone Feste di PACE  e SOLIDARIETA’

 per tutte le amiche a gli amici della rete – QUELLI AL NORD CHE AUMENTANO E TUTTI GLI ALTRI … (ma quando faremo partire Fatti Mail nel mio amato sud?) -  e il ricordo grato per il dono di vite libere e liberanti come quella di Mandela.

ANCHE IL MODO IN CUI SI LEGGA UN SOS SOLIDALE  … PUO’ ESSERE UN DONO … DI NATALE!


Due ulteriori condivisioni:

1)    Chiunque voglia segnalarmi iniziative da promuovere, NON mi mandi ALLEGATI, NE’ LOCANDINE … ma tutto il comunicato direttamente come testo della mail

2)     Nella colonna di destra del BLOG   c'è una finestrella 
"CERCO … TROVO …"
basta digitare una  parola chiave  e   appariranno tutte le volte in cui,  in una qualunque Fatti Mail degli ultimi 2 anni, sia stata citata quella parola   … può essere un'utile strumento di prima ricerca
(ovviamente poi c'è sempre l’ archivio!)



AVVISATE LE PERSONE DA VOI SEGNALATE -  DI CUI FORNITE SOLO UN NUMERO DI TELEFONO - CHE POTREBBERO RICEVERE TELEFONATE IN CUI SI FARA’ RIFERIMENTO A “FATTI MAIL” … è importante aiutare due persone estranee che si parlano a superare il disagio iniziale dovuto spesso proprio alla mancanza di fiducia … Considerate che l’espandersi di Fatti Mail se da una parte aumenta i lettori (e le opportunità di risposte solidali) dall’altra estende anche al di fuori delle spedizioni di Fatti Mail via e-mail la possibile lettura del bollettino. Chiedete quindi a chi vi chiami o vi contatti come sia venuto a conoscenza della vostra richiesta, regolandovi conseguentemente. 



BUONA LETTURA :
Le richieste legate alla ricerca di lavoro  - oggi come sempre - chiamano tutti coloro che vogliano “essere” solidali  a “fare” un gesto in più: una lettura approfondita, un passa parola, un’attenzione ad offerte che possano capitare alla nostra attenzione.  Non sono bigliettini attaccati ad una bacheca … sono amici, persone che stanno portando un peso – diverso ma gravoso in ogni caso – e chiedono il nostro sostegno … per non restarne schiacciati. Grazie




1)        ALESANDRA CERCA LAVORO:

Cara Gaia,
Ti chiedo gentilmente se puoi pubblicare questa mia richiesta di lavoro in un periodo molto delicato e buio della mia vita e della mia famiglia ,di cui, sono io il capo famiglia da piu' di dieci anni e affronto difficolta' di ogni genere per garantire ai miei due figli e mia mamma una vita quanto meno dignitosa.

Ho molta esperienza come baby sitter, arrivando persino a gestirne ben 5, pulizie domestiche e industriali. (tutto è verificabile) Mi permetto di considerarmi una bravissima cuoca e ottima guidatrice (il che non guasta oggigiorno)

Coloro che mi conoscono mi ritengono persona seria ,affidabile, precisa e attenta alle esigenze del prossimo.
Spero tento, cara Gaia, di aver modo di dimostrare  con il vostro aiuto tutto' cio'.

Ringrazio Fatti Mail per l'opportunità che mi sta donando
.
Spero quindi di condividere oltre alle mie speranze di oggi ,le gioie di un domani piu' sereno per me e la mia famiglia.
Alessandra Marinelli gaia.fattimail@gmail.com,  


2)        GIUSTINA CERCA LAVORO

Gentile Gaia
Desidero inserire un annuncio nelle comunicazioni che vengono inviate a mezzo di FATTI MAIL - ho conosciuto una signora che ha svolto un servizio di assistenza ad una amica, vicina di casa, 92 enne, che si é trovata in breve tempo in situazione di non autonomia.  Giustina, per poter seguire la signora bisognosa di assistenza, ha dovuto lasciare un altro lavoro.
Ora la situazione della signora anziana é cambiata e Giustina si trova senza lavoro.
Questo é l'annuncio che vorrei inserire:
Sono GIUSTINA e  cerco lavoro: ho esperienze di cura alla persona, in particolare incarichi come
babysitter, assistenza anziani (anche in ospedale) - sono disponibile anche a lavori quale colf,
stiro, piccoli lavori di sartoria - sono in possesso di patente B 
lingue praticate: italiano,  inglese, rumeno
La mia età:  42 anni, sono sposata e ho due figlie - vivo con la mia famiglia a Santa Marinella, 
ma per il lavoro posso spostarmi su tutta Roma e posso dedicarmi all'incarico per tutta la giornata.
Garantisco serietà, onestà e puntualità
Se richiesto, posso presentare varie referenze.
Ringrazio Fatti Mail per l'opportunità che mi viene data per diffondere questa mia richiesta,  e vedo che, per la situazione in cui mi trovo, questo é il mezzo più indicato: 
una rete che ha come finalità l'attenzione alle persone. 
Cell....


3)        AIUTIAMO LUISA:


Ciao Gaia,
Giulio ci ha chiesto di aiutare lui ed i suoi compagni di scuola nella raccolta fondi per Luisa, una ragazzina di 11 anni affetta da Sma. I ragazzi stanno raccogliendo fondi con tornei sportivi ed autotassandosi ma, la cifra da raccogliere per aiutare i genitori nel soggiorno all'estero non è alla loro portata ed i tempi per la raccolta ristrettissimi. Puoi darci una mano, magari diffondendo la notizia su Fatti Mail o in altri modi che ritieni opportuni? L'Istituto Cavanis garantisce sulla necessità del progetto...
Le eventuali donazioni possono essere fatte su:
postpay gift
causale:i ragazzi del Cavanis per Luisa
5299480611402762
intestata a Fabrizio Flamini

in allegato la lettera della mamma di Luisa che sei autorizzata, se vorrai, a pubblicare

Grazie di cuore da parte mia e soprattutto di Giulio
Un abbraccio

Carissimi,
mi presento, sono Tiziana Di Giuseppe  mamma di Luisa.
La mia piccola Luisa  ha ora 11 anni ed è affetta da una grave patologia neuromuscolare recessiva, che purtroppo peggiora costantemente le sue condizioni fisiche, specialmente in questa fase della sua crescita.
Questa patologia ha il nome di SMA (Atrofia muscolare spinale); per dirla in breve  si tratta di una malattia che colpisce il secondo motoneurone, incaricato di trasmettere alle terminazioni nervose i comandi motori. Questa cattiva trasmissione di “comandi” ai muscoli, li porta progressivamente in atrofia.
Siamo al primo giro di boa, una tappa importante della sua vita che richiede da parte nostra una grande forza e tanta buona volontà. Fortunatamente è proprio Luisa che con il suo essere e la sua forte personalità riesce quasi sempre a dare a me e a suo padre la forza di andare avanti nel migliore dei modi.
Il suo intervento prossimo, che sarà effettuato nel mese di Gennaio e che ci terrà in Francia per circa tre mesi, sarà per lei una svolta decisiva. La stabilizzazione della colonna vertebrale le permetterà di migliorare la qualità della vita,  abbandonando definitivamente il corsetto che indossa e che la accompagna costantemente da quando aveva 3 anni.
L’intervento è molto invasivo e consiste nell’estensione della colonna vertebrale e successivo irrigidimento della stessa con due sottili barre di titanio fissate lateralmente ad essa , con la conseguente diminuzione della attuale grave scoliosi e sicuro arresto di problematiche inerenti.
L’intervento purtroppo non viene praticato in Italia a causa di gravi rischi che la ns. tecnica chirurgica comporta, motivo che ci porta in Francia, dove l’esperienza e l’alta analoga casistica maturata, riducono  quasi totalmente i rischi operatori.
Un sentito ringraziamento
Tiziana Di Giuseppe

4)        CRISTINA CERCA LAVORO:

Ciao Gaia,
come già fatto in passato, mando a te e ai lettori di Fatti Mail questa richiesta, per aiutare la mia adorata Cristina a trovare un nuovo lavoro.
Cristina è una donna di origine rumena con regolare permesso di soggiorno che mi ha aiutata nell'ultimo anno e mezzo, facendo da tata a mia figlia e anche a me.
E' una persona onesta, affidabile, puntuale ed estremamente capace. Un treno nelle pulizie domestiche, una tenerissima accuditrice per gli anziani, ed una bravissima baby sitter che sa dosare creatività e autorevolezza. Tutte capacità che può dimostrare, anche in termini di titoli.
Le mutate condizioni familiari e lavorative mi portano a non aver bisogno della sua presenza con la stessa regolarità di prima, quindi vorrei offrirle un aiuto nella ricerca di un nuovo lavoro per qualcuno che abbia necessità diverse dalle mie e più continuative.
Mi auguro che qualcuno tra voi possa offrirle un'opportunità.
Sono a disposizione per eventuali referenze.
La mia mail è ....
Un caro abbraccio a tutti.

5)        DUE SOS SOLIDALI+DEAMBULATORE

Un’amica di fati mail – Dina – invia tre richieste solidali: due sono segnalazioni di persone che cercano lavoro che lei ben conosce e di cui può dare ottime referenze la terzaè la ricerca di un deambulatore:

1) Una signora peruviana, molto brava, di cui posso garantire personalmente e che ha lavorato presso una farmacia per molto tempo, avendo perso il lavoro cerca con la massima urgenza un nuovo lavoro per mantenere la sua famiglia. E' disposta a lavorare ad ore di mattina, fare sostituzioni nel fine settimana ed anche di notte come badante. Le persone interessate si possono rivolgere
direttamente a:
DINA.
gaia.fattimail@gmail.com,  

2)
Gonzales Ramirez è un ragazzo peruviano di 27 anni, bravo,serio e con esperienza lavorativa,
è alla disperata ricerca di qualsiasi lavoro( badante, giardiniere, domestico ecc.)
rivolgersi a:
DINA 
gaia.fattimail@gmail.com,  

3)
Una signora dell'EST con gravi difficoltà motorie, mi ha fatto richiesta tramite una sua parente
di un deambulatore. Se c'è qualche famiglia a cui l'apparecchio non serve più e vuole cortesemente
donarlo può rivolgersi a:
DINA 
gaia.fattimail@gmail.com,  


6)        CARLO CERCA LAVORO:

 Ciao sono Carlo Ferrarini ho partecipato al gruppo 
labirintus ed ora come tanti sto cercando un lavoro, anche perche con
 
tre figli e una moglie non è facile andare avanti.
Che dirti se ci 
sono possibilità o almeno tu sai se può servire qualcuno come
 
giardiniere o nel banco pescheria sarebbe fantastico visto che in
 
tutti e due i settori ho molta esperienza
Mi basta una mattina libera, per il resto non importa se si lavora 
sabato e domenica. Per me è importante lavorare perché sta diventando una questione vitale.
Grazie

7)        STEFANIA CERCA LAVORO:
Ciao Gaia, mi trovo a scriverti per Stefania, una giovane donna romana, che cerca lavoro. Ho sempre creduto nella forza del "passaparola", è per questo che mi rivolgo alla tua "rete".
Stefania ha lavorato fino ad 1 anno fa in un'agenzia di pratiche auto e al compimento del 12° mese del secondo figlio è stata licenziata. Prima di allora, si è occupata di pratiche amministrative (prima nota, fatturazione, registro contabile) e ha lavorato come segretaria. Da 1 anno è alla ricerca di un impiego, preferibilmente part-time, negli stessi settori: ad oggi nessun risultato, è un'impresa difficilissima, pertanto è disposta a prendere in considerazione qualsiasi opportunità pur di lavorare (baby sitter, disbrigo pratiche... ). Gli orari di disponibilità sono dalle 9 alle 15,30.  Per contatti: Stefania ....

Con gratitudine
Simona - 
gaia.fattimail@gmail.com,  

8)                     CERCASI SCAFFALE ALTO:

Carissima Gaia
Casa Madre Teresa, è una casa famiglia per donne con bambino,  sta cercando uno scaffale alto che faccia da dispensa per il cibo, non necessariamente chiuso.
Grazie infinite e Buon Natale a tutti!
Il centro si chiama "Pedro Arrupe" (Associazione Centro Astalli) all'interno del quale ci sono diverse realtà tra cui la casa famiglia di cui ti ho scritto.
Io che scrivo mi chiamo Barbara
Un caro saluto e grazie!
Barbara. - gaia.fattimail@gmail.com,  


9)                     CUCINA A GAS + ALBERO NATALE:

Carissimi,
ho disponibile una cucina a gas di un mio amico che ha tolto da pochi giorni dalla sua casa e mi sembra in buono stato e funzionante. Potete contattarmi tramite questa mail per l'eventuale ritiro. Da una cosa pratica ad una più futile ma forse vi potrebbe interessare ugualmente: ho un albero di natale bianco alto 1,80. Attendo notizie. A presto. Mara - gaia.fattimail@gmail.com,  




CONDIVIDO:
EVENTI, ATTVITIVA’, INIZIATIVE A CARATTERE SOLIDALE E/O CULTURALE.  
A SEGUIRE ALCUNE SEGNALAZIONI DI EVENTI, ATTVITIVA’, INIZIATIVE A CARATTERE SOLIDALE E/O CULTURALE. … vita e solidarietà … per imparare a crescere insieme  
BUONA LETTURA:


APERITIVO DI NATALE SOLIDALE

APERITIVO DI NATALE CON WORLD FRIENDS
ARTE E MUSICA INCONTRANO L’AFRICA 

L’associazione World Friends e la galleria d’arte Spazio Aquadro
ti invitano al concerto di Madya Diebate (kora) e Lorenzo Barone (chitarra)

 Domenica 15 dicembre 2013 dalle ore 17.00
Presso la galleria d’arte Spazio Aquadro, Via Calamatta, 29
(adiacenze P.zza Cavour Zona Prati) Roma 

La serata si concluderà con un aperitivo

 Nel suggestivo scenario delle opere esposte nella galleria si alterneranno le immagini delle realtà del Kenya in cui World Friends opera da oltre 10 anni. 
Madya Diebate discende da una famiglia griot vicina a quella di Toumani Diabate e Ballake Sissoko. Il suo strumento è la kora, l’arpa a 21 corde dei mandingo, da cui proviene una musica straordinaria in cui i motivi ricorsivi, le infinite variazioni ritmiche e armoniche sui semplici temi di base elevano l’ascoltatore in uno stato di virtuosismo meditativo.
Lorenzo Barone, da anni impegnato nello studio delle melodie e dei ritmi dei griot dell’Africa occidentale, accompagnerà le note melodiche di Madya con la sua chitarra classica.

Siku Kuu Njema!
Si prega di confermare la propria presenza e di eventuali accompagnatori entro il 10 Dicembre p.v.  scrivendo a comunicazione@world-friends. org oppure telefonando ai num. 06-50917635 – 3397668513

Amici del Mondo World Friends Onlus è un’organizzazione internazionale per la cooperazione allo sviluppo che realizza interventi in diversi paesi dell’Africa, lavorando in stretta collaborazione con le realtà locali, con l’obiettivo finale di promuovere l’autonomia delle comunità in cui opera. WF si impegna per la tutela del diritto alla salute, con particolare attenzione alla salute materno-infantile, per la promozione dei giovani e delle donne, la formazione professionale, la ricerca.


NATALE IN LIBRERIA 
Anche quest'anno torna NATALE SOLIDALE IN LIBRERIA!
Dal 6 al 24 dicembre 2013 presso le librerie Borri books alla Stazione Termini, Arion Zeta di Piazza Fiume e Arion Tiburtina i nostri volontari saranno disponibili con l’iniziativa Natale solidale in libreria ad incartare i regali acquistati e presentare la Campagna “Io non abito qui! In cammino con chi fugge dalla guerra” alla quale vengono integralmente devolute le offerte raccolte.
I nostri volontari si alterneranno tutti i giorni in tre turni di circa 5 ore dalle 8 alle 20.
Partecipa anche tu all’iniziativa!
Contattaci rispondendo a questa mail o telefonando per definire i turni di disponibilità!
Lo staff dell'Area Pace e Mondialità
Caritas Diocesana di Roma 
Area Pace e Mondialità
Piazza San Giovanni in Laterano 6/a   - 00184 Roma
tel +39.06.6988.6383   fax +39.06.6988.6250
http:\\
www.caritasroma.it 

CONCERTO SOLIDALE:

RICEVO E DIFFONDO DALLA RETE DI RAFFAELE MAGRONE

Il Natale si avvicina e
un gesto di SOLIDARIETÀ è
il minimo che si possa fare per chi è
meno fortunato.
SABATO 21 dicembre concerto di beneficenza
il cui incasso sarà devoluto a una CASA FAMIGLIA: “I Paguri”
http://ipagurionlus.eu/index.php
che utilizzerà i fondi raccolti per far trascorrere un Natale Migliore ai bambini che ospita.
Nella location esclusiva della musica romana il:
CROSSROADS Live Club. (http://www.crossroadsliveclub.it/index.do )
Si alterneranno vari gruppi che eseguiranno parte dei loro repertori.
Avremo l’onore di ospitare anche un grande Artista e amico (Jack Water)
che ha sposato questo progetto con entusiasmo.
All’interno del locale sono attivi sia il servizio ristorante che quello Bar.
Il costo del biglietto d’ingresso è di 5,00 €.
(nel costo dell’ingresso non rientrano eventuali consumazioni)
Dato che è un serata di BENEFICENZA, estendete questo messaggio anche ai vostri amici perché se saremo in tanti il NATALE sarà un po’ migliore.
Parteciperanno alla serata:
Jack Water
Alunni del Soul
Coverage
No Alibi
https://www.facebook.com/events/1436911973194614/

PRANZO DI NATALE e 31 DIC - S. EGIDIO

RICEVO E DIFFONDO DALLA RETE DI RAFFAELE MAGRONE

Pranzo di Natale organizzato dalla Comunità di Sant'Egidio
Un solo numero: l'anno scorso, in più di 70 paesi del mondo, si sono accomodati a tavola circa 130.000 poveri.
Una grande rete di solidarietà creata dall'aiuto di tanti!
Anche quest'anno puoi aiutare, nel volantino trovi i modi:

Per riassumere:
- donare regali nuovi o mai usati (vedi volantino)
- donare offerte in denaro in busta chiusa che ci servono per le spese dei Pranzi
- cucinare per il pranzo del 25
- venire a preparare nelle date che vedi nel volantino sia i pacchi dono, apparecchiare,
decorare la sala
- venire ad aiutarci il 25 partecipando nel servizio del pranzo (dalle 9 alle 16 o anche una
parte dello stesso, o puoi invitare la tua famiglia)
- partecipare alla serata del 31 dicembre insieme ai poveri
Grazie di cuore in anticipo
--
Alex Moscetta
COMUNITA' DI SANT'EGIDIO
+39.334.8135420

Sabato 14 dicembre alle ore 10.30 e Domenica 15 dicembre alle ore 20.00 presso Roma zona Centro Nord - Via Nomentana 349 (Metro B1 S.Agnese) Zona Roma Est - Via Caio Manilio 15 (Metro A Giulio Agricola)
AIUTACI A PREPARARE IL PRANZO DI NATALE CON I POVERI
nei nostri 2 punti di raccolta
zona Centro - Nord: Via Nomentana 349 (S.Agnese)
zona Est: via Caio Manilio 15 (Metro A Giulio Agricola)

Capodanno SOLIDALE per i poveri di Roma - Comunità di S.Egidio
Martedì 31 dicembre 2013, 19.00 - 22.30 presso Chiesa San Tommaso Moro
Il 31 dicembre vuoi passare delle ore dedicate a chi ha bisogno, è solo o in difficoltà???
Ecco la proposta del CAPODANNO SOLIDALE con la Comunità di S.Egidio: alle 18.30 ci si vede per preparare i pasti e dolci che porteremo a chi vive per la strada alle 20.00 riunione organizzativa dalle 20.30 si parte per distribuire la cena con chitarre, dolci e spumante
appuntamento nei press di:
Chiesa San Tommaso Moro
Via dei Marrucini, 1
Le distribuzioni termineranno per le 22.30
E PER CHI VUOLE SI CONTINUERA' CON UNA GRANDE FESTA in Zona CAMPO DE'
FIORI!!!
https://www.facebook.com/events/232317163595611/


MERCATINO SOLIDALE
dal 20 al 24 dicembre
alla Città dell'Altra Economia, Largo Dino Frisullo, Roma
 (a Testaccio,raggiungibile a piedi dalla Stazione Trastevere)

Il laboratorio"Parole Perlate"sarà presente, in uno stand, con le sue creazioni di bigiotteria, con pietre dure naturali, vetro di Murano e cera persa -
 bigiotteria di un Centro Diurno per i regali di Natale
Siamo nel grande gazebo bianco, vicino allo stand di agricoltura biologica.
Dalle 9,30 alle 18 dal 20 al 23 dicembre.
Il 24 dalle 9,30 all'una.

Anelli, bracciali, ciondoli, collane, catenelle per occhiali ...sono realizzate, a mano, in un Centro Diurno di Roma.
Nascono da un lavoro paziente e dalla creatività di tante persone che esprimono così i colori che hanno dentro.
Vi aspettiamo!!!! ( laboratorio del Centro: tel 06 6147905).

MASTER MEDIAZIONE INTERCULTURALE
Carissima,
con grande piacere segnalo che sono aperte le iscrizioni per la quarta
edizione del Master in Mediazione Interculturale e Interreligiosa.
L'apprezzamento ricevuto in questi anni ci incoraggia a continuare con la
nostra proposta formativa: la competenza e professionalità dei docenti hanno garantito un alto livello degli insegnamenti e gli studenti che hanno
frequentato sono molto contenti e alcuni già lavorano come Mediatori
interculturali.
Il Diploma di Master dà accesso alle graduatorie per l’iscrizione al Registro Pubblico
dei Mediatori Interculturali del Comune di Roma (al momento solo per i cittadini stranieri).
Le lezioni si svolgeranno a Roma in Viale Manzoni 24/c /sede dell’A.S.U.S. e si terranno il venerdì pomeriggio e il sabato per l’intera giornata, una volta al mese a partire da marzo 2014. Al termine del Corso otterranno, rilasciato dall’Università Pontificia Salesiana, il Diploma di Master di primo livello in “Mediazione interculturale e interreligiosa”.
Ulteriori informazioni sul Master si possono ottenere presso la Facoltà di Filosofia dell’UPS (prof. Jose Kuruvachira) oppure contattando la Segreteria del Master: prof.ssa Doni Teresa, tel. 06 96526234 (martedì e giovedì dalle 9,30 alle 12,00 e lunedì e venerdì dalle 15,30 alle 18,00), cell. 334.2707002; e-mail master@asusweb.it,
Grazie e buona settimana, Cristina



PELLEGRINAGGIO 31 DIC MEDJUGORJE
dal 29 dicembre al 4 gennaio è stato programmato un pellegrinaggio a
Medj al costo di 280 euro tutto compreso. Vi invio in allegato i due
file del pellegrinaggio riguardanti la locantina con il programma del
pellegrinaggio e i volantini da far girare tra i vostri amici per fare
un passa parola. Come vedete il prezzo del pellegrinaggio è molto basso
perchè è stato scelto così per avvantaggiare dei pellegrini disoccupati
che si volevano iscrivere e che hanno problemi economici. Loro stessi
hanno richiesto la via terra perchè è più economica. Ho voluto fare un
atto di affidamento alla Provvidenza, per cui per coprire le spese del
pellegrinaggio, essendo la quota così bassa occorre arrivare ad almeno
40 pellegrini, in questo modo si coprirebbero tutte le spese
dell'autobus senza aumentare la cifra. Vi invito per favore a fare per
quanto vi sia possibile il passa parola tra i vostri amici e contatti
per dare la possibilità a chi si è iscritto di poter fare questo
pellegrinaggio senza per questo aumentare il prezzo. Diamo una mano alla
Provvidenza ad andare in soccorso di questi fratelli che non potrebbero
venire a Medj perchè hanno problemi economici. Grazie e un ricordo
reciproco nelle preghiere
 
Lella 
Via A. Pio 40 -
00145 Roma
tel. 06.5409670 - cell. 3331215466


PASSEGGIATE PER ROMA
Il Clivus Scauri

Il Celio e il celes: un Colle e un piccolo naviglio
Scauro, Silla e Caio Mario: una famiglia “allargata”
Gli incendi a Roma: come è facile prendere fuoco...
Giuliano l’Apostata:il Grande Intelletto maledetto dalla Storia
Il clivus Scauri ("clivo di Scauro") era una strada della Toma antica che saliva dalla depressione tra Palatino e Celio lungo il lato est di quest'ultimo fino alla sua sommità, dove oggi è piazza della Navicella. Ancora oggi la strada ha mantenuto il nome antico, nel tratto iniziale. La strada ha suggestivamente conservato l'aspetto antico nell'insieme, con alcuni punti affiancati da abitazioni dell'età imperiale, con ampie parti delle facciate conservate e collegate, in un tratto, da archi medievali che scavalcano la via.

Appuntamento: Ore 10.30 - Piazza della Navicella (Fontana della Navicella)
   Durata: 2 ore circa
   Quota di partecipazione:
   Intero: € 10,00 - Ridotto: € 4,00 (da 10 a 18 anni) - Bambini: gratuito
   
   Prenotazione obbligatoria

   Info e prenotazioni: M/p +39 347 1007191
                                             E-mail: liviadestefano@passeggiateroma.eu

L’incontro è condotto dalla Dott.ssa Donatella Cerulli, storica e   giornalista  La visita è supportata da materiale informativo

  Cordiali saluti
  Livia - Sito: http://www.passeggiateroma.eu - liviadestefano@passeggiateroma.eu


GREENPEACE SALVIAMO L’ARTICO
la difesa dell'Artico è la battaglia ambientale più importante di tutti i tempi. La casa degli orsi polari, un territorio meraviglioso e delicato che regola la temperatura del nostro Pianeta, sta lentamente scomparendo... L'Artico è in pericolo, aiutaci a proteggerlo!

Negli ultimi 30 anni la calotta di ghiaccio del polo nord si è lentamente sciolta a causa del riscaldamento globale, perdendo tre quarti del suo volume. Meno ghiaccio in Artico significa poter trivellare facilmente alla ricerca di combustibile: è proprio questo il pericoloso piano dei giganti del petrolio come Shell e Gazprom, che antepongono il loro profitto alla salvaguardia dell'ambiente. 

Dobbiamo fermarli subito e il tuo sostegno è fondamentale per continuare questa importante battaglia.
La spericolata corsa all'oro nero infatti, rischia di distruggere l'habitat di specie straordinarie come gli orsi polari, i narvali, i trichechi. Una fuoriuscita di petrolio potrebbe causare danni irreparabili all'ambiente, alle specie animali e alle comunità locali. 

Per questo vogliamo dichiarare l'Artico Santuario Globale e zona protetta da ogni tipo di sfruttamento industriale: GAIA unisciti a noi!

Oltre 4 milioni di persone hanno già aderito al movimento SaveTheArcticin difesa di uno degli ecosistemi più fragili, vulnerabili e preziosi del mondo.Proteggere l'Artico significa proteggere anche il futuro di tutti noi perché il ghiaccio artico riflette il calore del sole, contribuendo a raffreddare il nostro Pianeta e stabilizzando il clima. 

Regala oggi un futuro all'Artico: per fermare le trivellazioni petrolifere, evitare l'estinzione delle sue specie animali e proteggere il clima del nostro Pianeta.

Grazie,
Greenpeace Italia

NATALE AI VASCELLARI
domenica 15
teatro di strada e alle 18 a Piazza dei Ponziani
estrazione della RIFFA DI BENEFICENZA a
favore della onlus "LE PAROLE DI LULU''
(i premi sono donati dai bottegai e ristoratori della zona).

Vi aspettiamo numerosi per trascorrere delle piacevoli giornate pre natalizie in uno dei rioni più vecchi di Roma.



CONSAPEVOLEZZA&SOLIDARIETA’
Una cittadinanza consapevole è una cittadinanza più solidale.

Il mio Madiba (Nelson Mandela) non c’è più.

Ha reso il mondo migliore risorgendo dalla sofferenza 

Desmond Tutu, arcivescovo anglicano di Città del Capo e Premio Nobel per la pace
  
Non riesco a crederci, eppure è così. Madiba, che ha dato così tanto a noi e al mondo, non c’è più. Sembrava che sarebbe stato sempre con noi. Diventò un gigante per il mondo solo dopo il 1994, quando divenne presidente del Sudafrica.

Ma la sua figura aveva cominciato a ingigantirsi quando era a Robben Island (dove fu imprigionato per 27 anni, 1964 al 1982). Già allora veniva descritto in termini che lo facevano sembrare più grande dei comuni mortali. Si vociferava che qualcuno nell’ANC (African National Congress, partito fondato da Mandela nel 1944) temesse che si sarebbe scoperto che il colosso aveva i piedi d’argilla e quindi volesse “eliminarlo” prima che il mondo rimanesse deluso. Non aveva ragione di aver paura.
Mandela superò le aspettative.

Incontrai Madiba una volta, di sfuggita, all’inizio degli Anni ’50. Studiavo per diventare insegnante al Bantu Normal College, vicino Pretoria, e lui era giudice nella gara di dibattito tra la nostra scuola e la Jan Hofmeyr. Era alto, distinto, affascinante.Incredibilmente, non lo avrei più rivisto fino a quarant’anni dopo, il febbraio del 1990, quando lui e Winnie trascorsero la loro prima notte di libertà in casa nostra, a Bishopscourt, un sobborgo di Città del Capo.

In quei 40 anni erano successi eventi memorabili: la campagna per la resistenza passiva, l’adozione del Freedom Charter e il massacro di Sharpeville del 21 marzo 1960. Quella strage ci disse che anche se protestavamo pacificamente ci avrebbero sterminati come insetti e che la vita di un nero contava poco. Il Sudafrica era un Paese dove c’erano cartelli che annunciavano senza vergogna «Vietato l’ingresso agli indigeni e ai cani». Le nostre organizzazioni politiche erano proibite; molti membri erano in clandestinità, carcere o esilio.

Abbandonarono la non violenza: non avevano altra scelta che passare alla lotta armata. Fu così che l’ANC creò l’Umkhonto we Sizwe, con Nelson a capo. Mandela aveva capito che la libertà per gli oppressi non sarebbe arrivata come una manna dal cielo e che gli oppressori non avrebbero rinunciato spontaneamente ai loro privilegi. Essere associati a quelle organizzazioni fuorilegge diventò un reato di sedizione: e questo ci porta al capitolo successivo, il
processo di Rivonia.

Temevano che Mandela e gli altri imputati sarebbero stati condannati a morte, come chiedeva la pubblica accusa. All’epoca studiavo a Londra: organizzammo veglie di preghiera a Saint Paul per scongiurarlo. I difensori cercarono di convincere Mandela a moderare i toni della sua dichiarazione dal banco degli imputati, temendo che il giudice potesse prenderla come una provocazione. Ma lui
insistette che voleva parlare degli ideali per cui aveva lottato, per cui aveva vissuto e per cui, se necessario, era pronto a morire. Tirammo tutti un enorme sospiro di sollievo quando fu condannato ai lavori forzati, anche se significava un lavoro massacrante nella cava di Robben Island.

Qualcuno ha detto che i 27 anni che Mandela ha trascorso in prigione sono stati uno spreco, che se fosse stato rilasciato prima avrebbe avuto più tempo per tessere il suo incantesimo di perdono e riconciliazione. Mi permetto di dissentire. Quando Mandela entrò in carcere era un giovane uomo arrabbiato, esasperato da quella parodia di giustizia che era stato il processo di Rivonia. Non era un pacificatore. Dopo tutto era stato comandante dell’Umkhonto we Sizwe e il suo intento era rovesciare l’apartheid con la forza.

Quei 27 anni furono cruciali per il suo sviluppo spirituale. La sofferenza fu il crogiolo che rimosse una gran quantità di scorie, regalandogli empatia verso i suoi avversari. Contribuì a nobilitarlo, permeandolo di una magnanimità che difficilmente avrebbe ottenuto in altro modo. Gli diede un’autorità e una credibilità che altrimenti avrebbe faticato a conquistare. Nessuno poteva contestare le sue credenziali.

Quello che aveva passato aveva dimostrato la sua dedizione e la sua abnegazione. Aveva l’autorità e la forza d’attrazione di chi soffre in nome di altri: come Gandhi, Madre Teresa e il Dalai Lama.
Eravamo tutti incantati l’11 febbraio 1990, quando il mondo si fermò per vederlo emergere dalla prigione. Che meraviglia è stato essere vivi, poter provare quel momento! Ci sentivamo orgogliosi di essere umani grazie a quell’uomo straordinario. Per un attimo tutti abbiamo creduto che essere buoni è possibile.

Abbiamo pensato che i nemici potevano diventare amici e abbiamo seguito Madiba lungo il percorso di perdono e riconciliazione, esemplificato dalla “Commissione per la Verità”, da un inno nazionale poliglotta e da un governo di unità nazionale in cui l’ultimo presidente dell’apartheid poteva essere il vicepresidente e un “terrorista” il capo dello Stato.

Madiba ha vissuto quello che ha predicato. Non ha forse invitato il suo ex carceriere bianco come ospite d’onore alla cerimonia d’inaugurazione della sua presidenza? Non è forse andato a pranzo con il procuratore del processo di Rivonia? Non è forse volato a Orania, l’ultimo avamposto afrikaner, per prendere un tè con Betsy Verwoerd, la vedova del sommo sacerdote dell’ideologia dell’apartheid? Era straordinario.

Chi può dimenticare quando si spese per conservare l’emblema degli Springboks per la nazionale di rugby, odiatissima dai neri? E quando, nel 1995, scese sul campo di gioco all’Ellis Park con una maglia degli Springboks per consegnare nelle mani del capitano Pienaar la coppa del mondo di rugby con la folla, composta soprattutto da bianchi afrikaner, che scandiva «Nelson, Nelson»?

Madiba è stato un dono straordinario per noi e per il mondo. Credeva ferventemente che un leader è lì per guidare, non per esaltare se stesso. In tutto il mondo era un simbolo indiscusso di perdono e riconciliazione, e tutti volevano un po’ di lui. Noi sudafricani ci crogiolavamo nella sua gloria riflessa.

Ha pagato un prezzo pesante per tutto questo. Dopo i suoi 27 anni di prigionia è arrivata la perdita di Winnie. Quanto adorava sua moglie! Per tutto il tempo che sono stati in casa nostra, seguiva ogni suo movimento come un cucciolo adorante. Il loro divorzio fu per lui un colpo durissimo. Graça Machel è stata un dono del cielo.

Spesso sapeva essere spiritoso. Quando lo criticai per le sue camice pacchiane mi rispose: «E lo dice uno che gira con la sottana!». Mostrò grande umiltà quando lo criticai pubblicamente perché viveva con Graça senza essere sposato. Alcuni capi di Stato mi avrebbero attaccato, lui mi invitò al suo matrimonio.

Il nostro mondo è un posto migliore per aver avuto una persona come Nelson Mandela e noi in Sudafrica siamo un po’ migliori. Come sarebbe bello se i suoi successori lo emulassero e se noi dessimo il suo giusto valore al grande dono della libertà che ha conquistato per noi a prezzo di tanta sofferenza. Ringraziamo Dio per te, Madiba. Che tu possa riposare in pace e crescere in gloria.


RETI   AMICHE:
Segnalo a tutti gli amici di Fatti Mail  la rete con cui spesso condividiamo sfide solidali:
- la rete di Raffaele Magrone


Lo spirito di gratuità che muove Fatti Mail implica che chiunque abbia ricevuto (o riceva) ospitalità circa  un proprio comunicato lo faccia in spirito di condivisione dell'idealità solidale accettando di essere parte di uno spazio in cui la comunicazione sia tanto un dire quanto un ascoltare. La solidarietà ha infatti necessariamente due direzioni quella del chiedere e quella dell'offrire. Se non sono entrambe vissute ed accolte non potrà esserci spazio di solidarietà.
Nei Fatti  - e nelle Mail - questo significa accettare:
-       che il proprio indirizzo e-mail entri nella mailing list di Fatti Mail (che non ne farà uso alcuno al di fuori della spedizione on-line delle news letter 2/3 volte al mese)
-       ed essere disponibili a leggere i bollettini che si riceveranno con la stessa solidarietà che si è sperato altri abbiano messo in gioco leggendo  il proprio annuncio



HO RICEVUTO DA UNA CARA AMICA DI FATTI MAIL  - EMANUELA - QUESTO BELLISIMO TESTO CON CUI FATTI MAIL AUGURA A TUTTI BUONE FESTE

Vorrei non avere pelle,
per poter sentire quel che si prova a stare nella pelle degli altri
Vorrei non essere figlia di una cultura,
perché altre culture possano lasciare il segno sulla mia pagina bianca
Vorrei non avere un Credo,
per poter cogliere la profondità di un Credo diverso
La mia pelle, la mia cultura, il mio credo sono il mio limite.
Ma sono anche la soglia dalla quale posso offrire e ricevere in dono umanità
Questo è il massimo dell'incarnazione cui posso aspirare
Questa è la grazia che chiedo al Natale che viene

AUGURI

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mi chiamo Futuro ... tu come ti chiami ?

mi chiamo Futuro ... tu come ti chiami ?
Dio mi liberi dalla saggezza che non piange, dalla filosofia che non ride e dall'orgoglio che non s'inchina davanti ad un bambino" (K. Gibran) - "Forse ha ragione il gesuita p.John Haughey quando afferma :”Noi occidentali leggiamo il vangelo come se non avessimo soldi e usiamo i soldi come se non conoscessimo nulla del Vangelo" (Alex Zanotelli)

FORSE NON TUTTI SANNO CHE:

1) Mangiare, Dormire, Lavarsi ... è x tutti
sul sito della Comunità di S. Egidio è possibile "sfogliare" guide solidali che informano sulle realtà CITTADINE disponibili a sostenere chi si trovi in difficoltà

http://www.santegidio.org/index.php?&pageID=228

2) Legalità è Solidarietà
I grandissimi "piccoli" numeri delle "mafie" da una parte
e dall'altra i piccoli "grandissimi" numeri di chi quotidianamente tesse scelte solidali e cultura legale per contrastarle: sapere è potere, sapere è vedere video come quello presentato dalla trasmissione "La Storia siamo Noi"

SOLIDARIETA' E AMBIENTE

ACQUA, un popolo di spreconi

ACQUA, un popolo di spreconi

Un popolo di spreconi.

Ne consumiamo ogni giorno più di 250 litri a testa, più di ogni altra nazione europea.

Non siamo i più puliti, ma solo i più spreconi.



Ogni giorno utilizziamo centinaia di litri d’acqua senza prestare molta attenzione; in genere l’atteggiamento più diffuso è quello di pensare che «basta aprire un rubinetto e servirsene a piacere», in realtà le cose non stanno proprio così, è necessario fermarsi a riflettere un attimo per dare il giusto valore ad una risorsa che purtroppo non è infinita.

Senza acqua nessuna forma di vita è possibile, è un bene d’assoluta necessità che diventa sempre più scarso con il passare del tempo per motivi sia di ordine quantitativi (l’acqua oggi a disposizione è pari a circa un terzo di quella disponibile negli anni ‘50 e tra cinquanta anni sarà ulteriormente dimezzata), sia qualitativi (per ogni litro d’acqua potabile, almeno otto risultano contaminati dall’attività umana).

Gli effetti di questa situazione sono sotto gli occhi di tutti: casi crescenti di razionamento idrico; il consumo di acqua minerale o filtrata diventato quasi un obbligo; lievitazione del costo dell’acqua potabile ecc.

Se poi allarghiamo lo sguardo a livello mondiale, il panorama diventa ancora più preoccupante: circa un miliardo e mezzo di persone non dispongono di acqua potabile.

Di fronte ad un quadro tutt’altro che roseo, oltre ad avvicinarsi al rubinetto con maggiore rispetto, diventa importante porsi il problema di come contribuire in prima persona a migliorare la situazione.

D’altra parte, un uso più appropriato dell’acqua non fa bene solo all’ambiente, ma anche al portafogli e con molta probabilità anche alla pace tra i popoli, perché sono oramai numerosi gli analisti politici che individuano nella carenza d’acqua uno dei possibili motivi di conflitto armato tra i paesi.

Che fare?

Per eliminare gli sprechi idrici si può agire su tre fronti: -Ridurre i consumi d’acqua, in modo da erodere il meno possibile questa preziosa risorsa e contrarre l’impatto ambientale (produrre, trasportare e smaltire acqua potabile richiede energia e produce inquinamento). -Contrarre l’impiego di additivi per ridurre l’inquinamento dell’acqua, della natura e dell’ambiente domestico. -Diminuire il consumo energetico per scaldare e distribuire l’acqua al fine di ridurre l’inquinamento ambientale e il consumo di energia fossile. Per raggiungere questi obiettivi è necessario intervenire sia a livello degli stili di vita, modificando alcune abitudini radicate nel tempo, sia a livello di impiantistica, utilizzando apparecchiature progettate con particolare attenzione al risparmio idrico ed energetico per garantire un’efficacia uguale o superiore rispetto ai dispositivi convenzionali. Spesso si tratta di mettere mano al portafogli, ma il più delle volte il risparmio che deriva dall’uso di tali dispositivi ripaga in poco tempo la spesa affrontata per il loro acquisto. Il massimo dei risultati si ottiene quando entrambe queste strategie, cioè modifica delle abitudini e nuova impiantistica, sono adottate insieme. Vediamo ora in dettaglio le varie soluzion possibili.

Riduzione dei consumi

Iniziamo dalla tipologia di utilizzo che impatta maggiormente per poi passare alla seconda e così via prendendo come riferimento il diagram-ma a torta (vedi il grafico ripartizione dei consumi domestici), in altre parole guardiamolo con occhi famelici e gettiamoci a capofitto sulla fetta più grossa per poi passare a quella di dimensioni immediatamente inferiori e cosi via!

  • Docce e bagni.
  • La doccia presenta un minor consumo d’acqua, rispetto al bagno, soprattutto se si tiene l’acqua aperta solo quando serve.
    Inoltre è possibile adottare docce a risparmio energetico, in grado di ridurre i consumi oltre il 70%. In termini pratici, considerando una doc-cia al giorno si possono risparmiare in un anno oltre 50.000 litri d’acqua e diverse centinaia di euro.
    La cosa importante è di utilizzare docce che non si limitino a ridurre il consumo d’acqua (allora tanto vale non aprire totalmente il rubinetto, con il risultato che s’impiega più tempo a lavarsi e si consuma lo stesso quantitativo di acqua), ma sfruttino in maniera più intelligente l’acqua, garantendo un elevato potere lavante a fronte di minori consumi.
    Vi sono inoltre vantaggi secondari interessanti: nel caso di boiler elettrico, più persone riescono a fare la doccia consecutivamente e minori sono i cali di portata per gli altri utenti, l’unico rovescio della medaglia è che, passando meno acqua nei tubi, si deve attendere più tempo l’arrivo dell’acqua calda.

  • Lavaggio stoviglie e biancheria.
  • Nel caso in cui si utilizzino lavatrici o lavastoviglie è bene farle girare sempre a pieno carico; nel caso dei lavaggi a mano evitare l’uso d’acqua corrente e preferire l’acqua raccolta in un lavabo o in una bacinella.
    Sempre per ridurre gli sprechi, non lasciate diventare vecchio lo sporco dei piatti e le macchie ostiche dei tessuti perché richiedono un lavaggio più impegnativo sia da un punto di vista chimico (detersivi) sia energetico (tempi e temperature più elevate); lavare separatamente i pezzi a seconda del grado di sporco.
    Molti si chiederanno: si consuma più acqua, energia e detersivi lavando a mano o a macchina?
    Per rispondere in maniera corretta a questa domanda è necessario conoscere due fattori: grado di riempimento ed «economicità» della macchina da una parte e capacità di lavaggio manuale dall’altra.
    Comunque alcuni studi in materia hanno dimostrato che per lavare lo stesso quantitativo di stoviglie, pari ad un carico intero di una lavapiatti, mediamente si consumano 80 litri d’acqua se lavati a mano; 60 se lavati a macchina; 12 litri nel caso di apparecchi ad elevata efficienza, i quali oltre al risparmio d’acqua consentono una notevole contrazione dei consumi di detersivi ed energia.

  • Vaschette del WC.
  • Le vaschette tradizionali, in genere contengono circa 24 litri, un volume d’acqua tale da permettere una buona azione lavante nel caso di presenze solide…, ma eccessivamente elevata nel caso di rifiuti liquidi.
    Mediamente, con tali sciacquoni si ha un consumo giornaliero di circa 100 litri a persona, in gran parte sprecati.
    Più efficienti sono le vaschette a due mandate, una da 3 e l’altra da 6 litri, grazie alle quali il consumo giornaliero, a parità di funzione, scende a 15 litri d’acqua.
    Se utilizzate in maniera corretta, ossia schiacciando il tasto giusto al momento giusto, con le vaschette a doppia mandata si arriva a risparmiare circa 17.000 litri d’acqua l’anno a persona.
    Quando non si hanno a disposizione vaschette ad hoc, è possibile modificare i tradizionali cassonetti introducendo dei pesi che permettono di ottenere le stesse prestazioni.
    Un altro metodo è di inserire nella vaschetta un mattone o più semplicemente una bottiglia piena d’acqua.
    In quest’ultimo caso si risparmia molta acqua, ma si riduce anche la quantità disponibile per ogni scarico con l’inconveniente di ridurre l’azione lavante.

  • Rubinetti.
  • Vanno aperti solo quando serve e tenuti chiusi mentre ci si insapona o ci si lava i denti; analogamente per lavare la frutta e la verdura è sufficiente usare acqua raccolta in una bacinella e non quella corrente.
    Per dare un’idea concreta di quanto questi gesti quotidiani possano far variare notevolmente il livello dei consumi idrici, analizziamo in dettaglio cosa accade durante il lavaggio dei denti: tenendo aperto il rubinetto per tutto il periodo di pulizia, si arriva a consumare 10.000 litri l’anno a persona; quando il rubinetto viene aperto solo per il risciacquo il consumo d’acqua si riduce a 1600; se poi invece dell’acqua corrente si utilizza quella contenuta in un bicchiere, si arriva a non più di 200 litri d’acqua l’anno!
    Un bel risparmio, vero?
    Per quanto concerne interventi di tipo impiantistico, è possibile sostituire i normali filtrini dei rubinetti (quelli che ogni tanto dobbiamo pulire dal calcare e da altre sporcizie) con dei modelli risparmio energetico (aeratori).
    Come per le docce vale il discorso di acquistare dei modelli che non si limitino a ridurre la portata dell’acqua, ma che producano un getto di eguale capacità lavante con consumi inferiori.

  • Perdite dalle guarnizioni.
  • L’acqua, che a causa di perdite delle guarnizioni gocciola dai rubinetti o dallo sciacquone, sembra poca cosa, ma essendo continuativo, anche il semplice gocciolamento comporta uno spreco inutile di migliaia di litri d’acqua (e di euro).
    Nel caso in cui l’impianto è dotato di accumuli dell’acqua calda, come ad esempio i boiler elettrici, oltre al consumo d’acqua le perdite idriche si tramutano anche in uno spreco d’energia elettrica.
    È pertanto consigliabile di sostituire immediatamente le guarnizioni danneggiate.

  • Ridurre l’Impiego di Additivi
  • Tutti i detergenti, compresi quelli ecologici, comportano un impatto ambientale per la loro produzione, il trasporto e lo smaltimento.
    Inoltre, soprattutto nel caso di detergenti convenzionali, si ha una liberazione di residui tossici nell’ambiente che poi vengono assimilati attraverso la respirazione, la pelle e il consumo di alimenti.
    Ecco perché è bene ridurre al minimo l’impiego di detergenti e detersivi e in ogni caso preferire i prodotti ecologici.
    Ma cosa c’entrano i detersivi con l’acqua?
    È molto semplice: in tutti i processi di pulizia viene utilizzata l’acqua come diluente che, se usata in modo intelligente, riserva ottime sorprese!
    Per il lavaggio di stoviglie e del bucato è possibile trattare energicamente l’acqua con opportuni dispositivi da applicare direttamente alle condotte dell’acqua o direttamente nelle macchine da lavare o sotto forma di additivi, ottenendo circa un dimezzamento dei consumi dei detersivi.
    Per quanto concerne la pulizia delle superfici è consigliabile impiegare dei panni in microfibra dove l’azione chimica degli additivi è completamente sostituita dall’azione meccanica, ossia si pulisce e si sgrassa unicamente utilizzando l’acqua.
    Ma anche in questo caso, per non avere risultati deludenti, è necessario scegliere prodotti d’elevata qualità.

  • Combattere il Calcare
  • Il calcare è ben noto per la tendenza a creare incrostazioni, assai difficili da rimuovere da box doccia, lavelli e rubinetteria in generale; ma i maggiori inconvenienti, il calcare li crea all’interno dell’impianto idraulico, ossia nelle condutture e, soprattutto, nei generatori d’acqua calda (elettrici o a gas).
    Tali depositi creano due tipi di barriere: una termica e una fisica.
    La prima si traduce in un maggior consumo di energia per nulla trascurabile, infatti, per ogni millimetro di deposito di calcare nei tubi, si registra un aumento dei consumi elettrici di circa il 10% e siccome lo strato accumulato in un generatore d’acqua calda può diventare molto spesso, nel tempo, i consumi possono crescere vertiginosamente.
    Analogamente, lo strato di calcare crea anche una barriera fisica al passaggio dell’acqua che, nel caso d’impianto dotato di autoclave, fa anch’esso aumentare i consumi di elettricità.
    Infine va detto che il calcare sollecita maggiormente l’impianto idraulico riducendone la durata.
    Una verifica della presenza di calcare all’interno dei tubi può essere realizzata con una semplice prova.
    Aprite al massimo il rubinetto dell’acqua fredda e notate la portata; dopo qualche istante ripetete la stessa cosa con il rubinetto dell’acqua calda.
    La minore portata dell’acqua calda è essenzialmente dovuta alle incrostazioni di calcare presenti nel generatore di calore!
    Le soluzioni utili per vincere il calcare si dividono in due categorie: trattamenti in grado di inibire il potere di coesione del calcare che, pur continuando ad essere presente nell’acqua, non è più in grado di for-mare incrostazioni; trattamenti di rimozione del calcare dall’acqua.

Ecologia Domestica

Del primo gruppo fanno parte i trattamenti energetici dell’acqua, i catalizzatori ceramici e i campi magnetici.

I primi uniscono le proprietà anticalcare alla riduzione dei consumi di detersivi ed all’eliminazione del problema della formazione della ruggine (molti modelli possono essere installati senza ricorrere all’idraulico).

I catalizzatori ceramici sono estremamente efficaci, ma richiedono un intervento impiantistico così come i dispositivi basati sull’effetto dei campi magnetici.

Tra i dispositivi che operano la rimozione parziale del calcare dall’acqua vi sono gli addolcitori, il cui impiego richiede periodicamente l’aggiunta di sale e un’accurata manutenzione.
Inoltre, sia l’installazione che la manutenzione richiede l’intervento di tecnici specializzati.

LENTE D'INGRANDIMENTO


Stop alla droga? Diciamolo in piazza

di Francesca Sironi - marzo 2013

Parlare di cocaina nei luoghi in cui viene venduta, per sottrarli agli spacciatori e resituirli, almeno per un giorno, alla legalità. Un'occupazione lettaria itinerante, in giro per l'Italia, da Roma a Scampia, da Palermo a Milano. Ecco il progetto 'Tira dritto', nato dall'idea del giornalista di Repubblica Paolo Berizzi


Occupare i fortini della droga. Usando solo la forza della parola. Restituendo, almeno per un giorno, le principali piazze di spaccio d'Italia alla legalità. E' l'obiettivo di "Tira dritto - Stop Cocaina", una campagna ideata dal giornalista Paolo Berizzi e sostenuta dal dipartimento delle politiche antidroga alla Presidenza del consiglio dei ministri. Un'iniziativa a tappe che inizierà mercoledì 27 marzo a Tor Bella Monaca, alla periferia di Roma: «Questi sono luoghi dove centinaia di famiglie vivono spacciando cocaina. Noi vogliamo portare per un pomeriggio le istituzioni, gli esperti, i magistrati e dei testimonial a parlare delle conseguenze dell'uso e della vendita della "regina" delle droghe», spiega Berizzi.

Gli incontri non saranno paludate conferenze ospitate in qualche sala comunale, ma dibattiti all'aperto, per strada: «Si chiamano "Talkstreet" ed è la prima volta che il tema della droga sarà affrontato in questo modo, in Italia. Pensavo fosse un'idea folle, ma molti l'hanno sostenuta».

Berizzi, autore con Antonello Zappadu del libro "La Bamba", in cui ricostruisce il percorso della coca dalle piantagioni colombiane alle vie di Milano, porterà con sé magistrati ed esperti ma anche attori, registi, cantanti. Fra i volti noti ci saranno quelli di Pierfrancesco Favino, Daniele Silvestri, Marco Giallini, Kasia Smutniak, Matteo Garrone: «Ognuno di loro racconterà la sua esperienza, condividerà delle riflessioni sul problema della cocaina. Avere dei testimonial è importante: andremo in quartieri dove sono conosciuti, e questa sarà magari la scusa per portare la gente in piazza».

Gli scambi di parole saranno brevi, promette Berizzi: «Quello che ci interessa veramente è ascoltare gli abitanti dei quartieri. Sentire da loro cosa significa vivere in mezzo alla droga». Niente palco, tendoni o inviti: tutto avverrà per strada, sui marciapiedi, fra le panchine dei parchi pubblici. A moderare gli interventi sarà sempre Elsa di Gati, giornalista di Rai3. La promozione dell'iniziativa sarà fatta sul territorio, dalle associazioni locali: «L'incontro di Roma è promosso con Villa Maraini, che da 40 anni aiuta i tossicodipendenti. Al dibattito interverrà anche il fondatore della comunità, Massimo Barra, un uomo che vive in trincea da tutta la vita».

Per Berizzi i Talkstreet, 15 in tutta Italia, che andranno dallo Zen di Palermo a Corso Como a Milano, dal quartiere Japigia di Bari a Porta Palazzo a Torino, saranno un modo per «occupare» le piazze di spaccio. Una parola forte, "occupare", che spiega così: «Vogliamo portare le istituzioni in mezzo alla gente che tutti i giorni vive a contatto con la cocaina. Vogliamo scendere per strada, non fermarci a una carovana simbolica. Andare nelle piazze di spaccio ci permetterà di dare un segnale forte, usando semplicemente le parole». Le reazioni potrebbero essere diverse: «Dove potremo, dove avremo le carte, le sentenze, faremo i nomi dei signori della droga locali. Ci rivolgeremo anche a loro, alle loro famiglie, nel loro territorio. Non potremmo dare un segnale più forte di questo. Le reazioni potranno essere negative o positive, purché ci siano». Per una volta, infatti, gli abitanti potranno essere protagonisti, non animali da zoo dietro le telecamere né vittime di un gioco più grande di loro: «Non saremo dei meri registratori. Tutto ciò che ci diranno servirà a giornalisti e magistrati per capire meglio il mondo della cocaina, anche dal loro punto di vista».

I contesti saranno ovviamente diversi. Dal degrado di Scampia alle luccicanti vetrine del centro di Firenze o di Bologna. Anche i discorsi cambieranno, col contesto, ma l'obiettivo rimarrà sempre lo stesso: «Accendere i riflettori». Ogni due o tre settimane, a partire dal prossimo 27 marzo, la campagna si sposterà in giro per l'Italia. Sperando di lasciare un segno contro il business della cocaina, che continua ad arricchire le mafie e a rovinare la vita di migliaia di persone: «Oggi la cocaina è molto più di quanto si pensi. Influenza i comportamenti, regola e stravolge le dinamiche sociali, la vita delle città. E' sovrana della quotidianità lavorativa, dai muratori ai parlamentari, dai piloti ai manager, dagli autisti ai chirurghi. Imbianca i licei e le università e incipria i nasi di consumatori sempre più giovani», scrive Berizzi sul sito: «Basterebbe una boccata d'aria pura, una sniffata di libertà, un'indigestione di fiducia, una volta, per un pomeriggio, magari un'ora, per ricordarsi come ci si sente bene padroni di noi stessi»
.

SOLIDARIETA' E CONSUMI

L’economia solidale

è, prima di tutto, un atteggiamento da cui derivano dei comportamenti che determinano un particolare stile di vita. Non si tratta solo, infatti, di aderire alle formule del commercio equo solidale, ma anche, e soprattutto, di rivoluzionare le nostre abitudini quotidiane: l’economia solidale comprende anche il nostro modo di lavare e lavarsi, ossia la quantità e la qualità di acqua, sapone e detersivi che utilizziamo.

Partire, quindi, dalle piccole cose, dalle attività quotidiane che, alla fin fine, costituiscono, in termini di tempo d’esecuzione, una porzione molto ampia di ogni nostra giornata. Limitare i consumi, specie d’acqua, evitare gli sprechi, cooperare con gli altri, sostituire la moda dell’ “usa e getta” con quella del recupero, utilizzare prodotti ecocompatibili, utilizzare l’automobile solo in casi di estrema necessità, impegnarsi a non inquinare, scambiare (tipo libri, cd, attrezzi, ecc.) per evitare di acquistare, sono alcuni imperativi per uno stile di vita un po’ più sobrio.

Zucchero equo-solidale

La nostra società si basa su un flusso continuo di merci e prodotti, e per questo viene definita consumistica. E, certamente, per cambiare le cose occorre intervenire (interferire) su questi automatismi.

Potremmo abbozzare una sorta di decalogo: compra leggero (ovvero prodotti con uno “zaino ecologico” non troppo pesante); compra durevole; compra semplice (in genere, gli oggetti più sofisticati sono meno durevoli, più delicati); compra vicino (per ridurre i danni ambientali che ogni trasporto comporta); compra sano; compra più giusto (e qui ci avviciniamo al discorso del commercio equo); compra prudente (a dispetto di normative e regolamentazioni, non è detto che il materiale acquistato non sia nocivo); compra sincero (evitare cioè i prodotti troppo pubblicizzati, dato che la pubblicità ce la paghiamo noi ed è spesso lontana dalla verità); compra mano d’opera (un metodo per aumentare l’occupazione); investi in futuro

INDIRIZZI UTILI

http://www.retelilliput.org/

http://www.utopie.it/http://www.retecosol.org/

http://www.networketico.it/

http://www.volint.it/http://www.zoes.it/

http://www.vita.it/

http://www.nuovomunicipio.org/

http://www.decrescita.it/

http://www.equonomia.it/

http://www.altreconomia.it/

http://www.altroconsumo.it/

http://www.valori.it/



COMMERCIO EQUO SOLIDALE

http://www.assobdm.it/

http://www.altromercato.it/

http://www.equoland.it/

http://www.transfair.it/

http://www.agices.org/

http://www.commercioetico.it/

http://www.equo.it/

http://www.mondosolidale.it/

http://www.cooperativaisola.org/

http://www.equociqua.it/

GAS

http://www.economia-solidale.org/

http://www.retegas.org/



FINANZA ETICA

http://www.bancaetica.com/

http://www.finanza-etica.itt/



TURISMO RESPONSABILE

http://www.aitr.org/

http://www.tures.it/

http://www.viaggiemiraggi.org/

http://www.viaggisolidali.it/

http://www.humanaitalia.org/



BARATTO

http://www.eticambio.it/

http://www.zerorelativo.it/

http://www.barattopoli.com/

http://www.tuttobaratto.it/

http://www.suesu.it/

da Fatti Mail a ... Song-Taaba ONLUS - Africa e Solidarietà

da Fatti Mail, da una mail spedita per chiedere una mano per il Burkina Faso, l'incontro con Padre Jean Ilboudo e la nascita, nel 2008, di Song-Taaba ONLUS.... Song-Taaba incontra Chiara Castellani, il suo Congo ed inizia un'esperienza umana di amicizia e solidarietà ... di conoscenza e consapevolezza ... che fa compiere ogni giorno nuovi passi ... guardando avanti ...

"A salvare veramente l’Africa non saranno i fondi e gli aiuti. Salveranno vite umane, permettendo loro di sopravvivere, ma non salveranno la vita dell’Africa. Cio’ che importa non sono i mezzi, ma le condizioni. Bisogna permettere all’Africa di ricostruirsi. Bisogna aiutarla a ricostruirsi. L’Africa deve essere prima che avere". (Joseph Ki-Zerbo)

L'Africa deve essere prima che avere ...

e come l'Africa, ognuno di noi

La strada dell'essere è quella i cui passi sono domande e la meta non è un dove ma un chi ...

Una strada che lo sguardo lungo e visionario di Padre Jean Ilboudo ha fatto intravedere a tutti noi

Song-Taaba è e vuole essere questo: la possibilità di percorrere questa strada

http://song-taabaonlus.ning.com/

Be Ye Ka Ye?: cosa c'è lì che non c'è qui?

Nulla o forse tutto: la voglia di muoversi, di interrogarsi,
di cercare il valore della vita ...

http://www.youtube.com/watch?v=WQGF1fqEruQ

la vita di Chiara Castellani

http://www.youtube.com/watch?v=HON6FoFUPnI

e di chiunque abbia voglia di vivere la solidarietà ...
se sei fra questi ... contatta:
segreteria@song-taabaonlus.org,


.... x iniziare a guardare l'Africa dal ... lato giusto:
Nel suo docu-film, Silvestro Montanaro, svela un'Africa
consapevole, dignitosa, aperta al futuro, segnata da ferite interne ed esterne,
creativa, saggia. Un' Africa da ascoltare, da capire, da scoprire e da cui
imparare:
http://www.ceraunavolta.rai.it/dl/portali/site/puntata/ContentItem-5a587b72-ded6-4320-942f-572599d3406c.html,