SOLIDARIETA' ... come altro?

SOLIDARIETA' ... come altro?
Ci impegniamo senza giudicare chi non s'impegna, senza accusare chi non s'impegna, senza condannare chi non s'impegna, senza cercare perché non s'impegna, senza disimpegnarci perché altri non s'impegna. Ci impegniamo per trovare un senso alla vita, a questa vita, alla nostra vita, una ragione che non sia una delle tante che ben conosciamo e che non ci prendono il cuore, un utile che non sia una delle solite trappole generosamente offerte ...dalla gente pratica. Si vive una sola volta e non vogliamo essere giocati in nome di nessun piccolo interesse. (Primo Mazzolari)

venerdì 11 ottobre 2013

11 ottobre 2013

Fatti Mail  
Affezionata piccola grande famiglia di Fatti Mail


DISTANZE 
Dicono: siete sud.
No, veniamo dal parallelo grande
Dall’equatore centro della terra
La pelle annerita dalla più dritta luce,
ci stacchiamo dalla metà del mondo
non dal sud
A spinta di calcagno sul tappeto di vento del Sahara
Signore del mondo ci hai fatto miserabili
e padroni delle tue immensità,
ci hai dato pure un nome per chiamarti.

Tutti davanti alla televisione,
noi,
tutti davanti a quel grande acquario con cui abbiamo  pian piano sostituito  piazze,  incontri   realtà e   barattato, in cambio di una sovrana  comodità,   odori,   vicinanze,  esperienze.
Tutti ad ascoltare,  osservare:  volti contriti, espressioni  assorte, sguardi sconvolti. Se un colpo di vento spalancasse  di botto tutte  le finestre una mesta litania di … poveracci, povera gente, che tragedia … saturerebbe  l’aria di questo “comodo” stivale.

Troppa distanza.
Distanza non misurabile dai chilometri che separano le nostre case e Lampedusa.
Ma dell’atrofia del cambiare.
Siamo dei guardoni. Passivi come ahimè sono passivi i guardoni, osceni come osceni sono i guardoni, talvolta frustrati,  depressi, perfino cinici. E soprattutto ipocriti.
Se l’immobilità può sottrarre tono ai muscoli fino a renderli inservibili. Se il buio assoluto  può compromettere   la vista. 
La passività esistenziale può privare di  umanità.
Un mondo – il nostro -  popolato da gente seduta, abituata a vivere i cambiamenti con il telecomando o un mouse nelle mani,  può ancora essere in grado di capire un mondo altro – “terzo” – che  sopravvive solo muovendo  piedi, camminando, scappando, cambiando tutte le fondamenta dell’esistenza:  terra, paese, aria, lingua, cibi, tradizioni, cultura?
Può un mondo in cui ci si stressi e   deprima per la sostituzione di un capoufficio o del medico di base, un trasferimento, uno slittamento di orario, la nuova gestione o disposizione dei prodotti nel  supermercato, un bancomat fuori servizio, un figlio all’estero, comprendere, solidarizzare o addirittura – vero cortocircuito della follia -  decidere e legiferare della vita di chi abiti in quella parte di mondo in cui non si viaggia si fugge, non si fanno diete si digiuna, non si deve scegliere ospedale o clinica perché entrambi inesistenti?

Da giorni prima di vederlo
il mare era un odore,
un sudore salato, ognuno immaginava di che forma.
Sarà una mezza luna coricata, sarà come il tappeto di preghiera,
sarà come i capelli di mia madre.
Cos’era invece? Un orlo arrotolato sulla fine dell’Africa,
gli occhi pizzicati da specchietti, lacrime di accoglienza.
L’anziano accanto al fuoco tratta con i mercanti
Il prezzo per salire sul mare di nessuno

“ho visto il mare pieno di scarpette” racconta un uomo
Scarpette, merendine, cadaveri è infatti  tutto ciò che il  mare restituisce
dopo aver ingoiato   vita, il resto lo sputa.

3 ottobre 2013: sono partiti in 518. Sono sopravvissuti  155.
363 morti per poter arrivare finalmente  – tutti – ad interrogarci sulle loro vite
E’ normale? E’ civile? E’ umano?

I cadaveri dei morti possono anche ignobilmente esser compattati in  numeri,
da vivi però dovremmo poter essere -   siamo -  tutti “unici”.
Forse aver  perso  la capacità di sentire la grandezza di questa unicità,
di sentire l’immensa incommensurabile perdita che ogni singola vita porta via a tutti con la propria  fine,
fa accettare la quotidiana indegnità di numeri che crescono più delle maree che li generano.
Numeri che non meriterebbero  l’offesa ultima dell’ipocrita  commozione, delle  lacrime, del buonismo di circostanza,  dell’emotività di facciata.
Ognuno di quei morti, ognuna di quelle vite, di quei figli rubati, di quei talenti perduti, di quei papà e mamme  negati, di quegli amici sottratti, di quei bimbi violati meriterebbe solo e semplicemente rispetto.
Rispetto, serietà, verità.

I pezzi del puzzle della verità    sono domande.

Chi li ha uccisi?
Il mare o i conflitti?
Conflitti per cosa, a vantaggio di chi, pagati come ?
Il mare o la povertà?
Il mare o un sistema economico il cui Pil cresce anche e molto vendendo armi?
Il mare o una finanza che globalizza tutto tranne la solidarietà?
Il mare o   politiche internazionali che firmano o tollerano flussi e respingimenti ?
Il mare o  leggi che stabiliscono il reato di clandestinità? 
la beffa oltre il danno …
un beffardo degrado che umilia un essere umano già in condizioni di disperazione a non venir giudicato per ciò che faccia – onesto o disonesto per noi pari sono – ma per ciò che sia!
sarà la storia che, in tempi di precariato, non insegna più o siamo noi che non siamo in grado di imparare?   ah saperlo saperlo !
Posso chiedere – e legiferare – che  non si compiano determinate azioni ma non posso chiedere né legiferare che qualcuno non   sia – suo assoluto malgrado – ciò che   è costretto ad essere!

Chi li uccide allora?
Li uccide il mare o la nostra convenienza?
il mare o la nostra indifferenza?  omertà? egoismo?

Scendiamo in piazza se aprono o spostano una discarica: bene, scendiamo in piazza se chiudono la sede di un presidio medico o dislocano un’azienda: bene, scendiamo in piazza se tolgono i sussidi alle fasce più deboli della popolazione: bene  ma dove siamo scesi per i 18951 bambini uomini e donne morti in mare dal 1990 ad oggi?

Rispetto, serietà, verità obbligano a fare allora i conti con un’ultima scomodissima  parola: complicità.

Non fu il mare a raccoglierci,
noi raccogliemmo il mare a braccia aperte.
Calati da altopiani incendiati da guerre e non dal sole
Traversammo i deserti del Tropico del Cancro
Quando fu in vista il mare da un’altura
Era linea d’arrivo, abbraccio di onde ai piedi
Era finita l’Africa suola di formiche
Le carovane imparano da loro a calpestare
Notte di pazienza, il mare viaggia verso di noi
All’alba l’orizzonte affonda nelle tasche delle onde

Bisogna spegnere la televisione
Uscire di casa ed iniziare a camminare
Camminare e camminare ancora fino ad intravedere un orizzonte di senso
Un orizzonte che  possa aiutare le coscienze ad accendersi

Cos’è la bontà?
Cosa sono  pietà, compassione, generosità?

Mi sono posta spesso queste domande
perché non riesco proprio a viverle né come sentimenti né come “talenti”. Non riesco a  pensare che esistano persone più dotate di altre in queste virtù. Che possa esserci una sorta di disuguaglianza originale nella capacità di bene personale.
Credo piuttosto che la bontà sia di tutti e per tutti e credo sia un semplice prodigioso effetto  la cui causa risieda in un’unica fondamentale condizione:  la prossimità.
E’ la distanza – meglio la vicinanza – a far emergere in noi   com-passione (che infatti significa “sentire con” … e per sentire con  … devo arrivare ad essere accanto a qualcuno). E’ guardare gli occhi di chi abbia bisogno di aiuto che rende – ognuno di noi – capace in qualche modo di offrirlo. E’ la prossimità che fa sentire il respiro, che fa percepire un bisbiglio, che fa sfiorare la pelle bagnata la giusta distanza per consentire ai nostri migliori sentimenti di detonare e  far lievitare la dignità altrui e nostra.  Non basta essere informati, aver letto, aver “guardato la televisione”. Guardare la televisione è guardare una lastra. Non basta,  non giova. A noi ed agli altri.
Di tutta la notissima parabola del buon samaritano le parole che mi hanno più interrogata sono sempre state quattro: gli si fece vicino. Il samaritano, uomo d’affari, in viaggio in una terra “avversa”, con  mille pensieri per la testa, non si avvicina  all’uomo percosso e derubato perché è buono (anzi più buono del sacerdote e del “levita” che passando prima di lui tirano dritti per la loro strada)  ma è buono, diventa buono,  perché – prima -  si è avvicinato.
Quale sia o non sia la nostra fede   “vicinanza”    è la sfida che la coscienza lancia a chiunque ponga nell’uomo il proprio credo.

A mare il vento è senza peso di grani di deserto,
mette sale azzurro sulle palpebre scure
Il sale imbianca le tempie dei bambini
Che scottano di fame, le bagniamo col mare.
Il sale ci mancava in altopiano
I mercanti venivano a portarlo coi cammelli.
In cambio delle pelli, delle corna fiammanti,
il tesoro del sale che da gusto e conserva
Ora l’abbiamo addosso, crosta amara,
la ricchezza con noi gioca a togliere e dare

Dopo aver camminato
chinato lo sguardo, provato vergogna
Dopo aver raggiunto il limite del nostro “qui”
Dovremmo alzare la testa e cercare l’oltre
Dovremmo da questa nostra terra di arrivi osservare il mare in direzione uguale e contraria fino a raggiungere la sponda delle partenze.
Un mondo “altro” in  cui    vivono donne ed uomini poveri certamente di ciò che abbonda nelle nostre case ma ricchi di ciò che scarseggia nelle nostre vite.

Donne e uomini di speranza, fiducia, condivisione, coraggio.

Speranza. Quella vera. Speranza di chi non valuti la vita dai  tantissimi meno o più con cui debba quotidianamente  calcolarla ma sappia riconoscerla per ciò che è:   dono. 

Fiducia. La fiducia che nasce dal saper tessere relazioni profonde. Legami famigliari forti in cui  - accade in alcuni paesi africani - non esiste la parola “zio” o “zia” ma solo papà e mamma anche per le sorelle e i fratelli dei genitori che dividono la responsabilità, l’impegno, la tenerezza del crescere ogni bambino. O la fiducia che nasce che dal saper guardare l’altro aspettando  il bene come norma  il male come eccezione.

Condivisione. Difficile parlare di condivisione in terra di elemosina. Difficile raccontare la grandezza del sapere dividere con chi ci sia accanto tutto ciò che si abbia certi di non perdere nulla perché  gli altri, a loro volta,  condivideranno con noi. Sarà la condivisione a produrre ricchezza. Una ricchezza che, se ci sarà, sarà per e di tutti.
Dalla condivisione nasce ricchezza comunitaria, dalla ricchezza   individuale elemosina.
Un cambiamento di punto di vista: prima io o prima noi.
Prima me stesso e  tutti i miei bisogni. Dopo, se resterà qualcosa, senza che il mio stile di vita venga assolutamente compromesso,   darò  quel qualcosa a chi, non avendo nulla, non potrà certo “valere” quanto me, né pretendere quanto io abbia.
O prima il noi e la consapevolezza che io non posso   arrivare a  soddisfare anche  i  bisogni superflui se tu non sei in grado di soddisfare  i necessari. Tu che sei accanto a me. Che sei “prossimo”. Non posso essere felice sapendo, vedendo,  che tu non lo sei.
Perché felicità e ricchezza o sono “nostre” o non sono.

Coraggio. Coraggio da vendere e da insegnare.
Nati nella sabbia. Deserto per lo più. Desertum, deserere, abbandonare.
Abbandonati dall’acqua prima, abbandonati nell’acqua poi. Acqua centellinata con i secchi dai pozzi per vivere, buttata fuori a secchiate dai barconi per non morire. Coraggio di subire, sopportare, perdere tutto senza arrivare a perdere se stessi. Coraggio di sapere e volere ancora sorridere senza per questo dimenticare. Coraggio di osar entrare nel tempio del libero scambio senza  più nulla da scambiare.

Diversamente poveri, diversamente ricchi
Chi   oggi – tra queste due sponde di mare -  ha più distanza da percorrere prima di raggiungere ciò che non ha?
Diversamente ricchi, diversamente poveri
Se così fosse, se così è
Dovremmo prima o poi guardare ognuna di quelle fatiscenti imbarcazioni come  un bastimento carico di preziosissimo coraggio, meravigliosa condivisione, stupefacente  fiducia, incalcolabile speranza.
Dovremmo avvicinarci e finalmente aprire gli occhi e vedere quanta ricchezza arrivi da chi  ci ostiniamo a definire “poveracci”
Flussi di vita donati provvidenzialmente dalla storia ad un  continente malato
cui basterebbe solo sostituire  opportunità a calamità, parlando di migrazioni, per iniziare a risvegliare civiltà.
Manna dal mare.
Flebo di futuro, energia, passione, sentimenti.

Oppure  dovremo iniziare seriamente a preoccuparci per tutta quell’umanità persa inesorabilmente  in mare dal 1990 ad oggi:  la nostra.

Mani mi hanno afferrato, doganieri del nord
Guanti di plastica e maschera alla bocca
Separano i morti dai vivi, ecco il racconto del mare
mille di noi rinchiusi in un posto da cento
Italìa   Italìa   è questa l’Italìa?
Hanno buona parola per il loro paese, vocali piene d’aria
“Si dice Itàlia e questa è una sua isola
Di capperi, di pesca e di noialtri chiusi”
Non so che cosa è isola, chiedo e risponde:
“Terra che sta piantata in mezzo al mare”
E non si muove? “No, è terra prigioniera delle onde
Come noi del recinto.” Isola non è arrivo

Isola non è arrivo
 … ma dove vogliono arrivare, loro?
 … e dove vogliamo arrivare, noi
prima di incontrarci?

(i testi in “rosso” sono tratti dal Libro Solo andata” di Erri De Luca)


Due ulteriori condivisioni:

1)    Chiunque voglia segnalarmi iniziative da promuovere, NON mi mandi ALLEGATI, NE’ LOCANDINE … ma tutto il comunicato direttamente come testo della mail

2)     Nella colonna di destra del BLOG   c'è una finestrella 
"CERCO … TROVO …"
basta digitare una  parola chiave  e   appariranno tutte le volte in cui,  in una qualunque Fatti Mail degli ultimi 2 anni, sia stata citata quella parola   … può essere un'utile strumento di prima ricerca
(ovviamente poi c'è sempre l’ archivio!)



AVVISATE LE PERSONE DA VOI SEGNALATE -  DI CUI FORNITE SOLO UN NUMERO DI TELEFONO - CHE POTREBBERO RICEVERE TELEFONATE IN CUI SI FARA’ RIFERIMENTO A “FATTI MAIL” … è importante aiutare due persone estranee che si parlano a superare il disagio iniziale dovuto spesso proprio alla mancanza di fiducia … Considerate che l’espandersi di Fatti Mail se da una parte aumenta i lettori (e le opportunità di risposte solidali) dall’altra estende anche al di fuori delle spedizioni di Fatti Mail via e-mail la possibile lettura del bollettino. Chiedete quindi a chi vi chiami o vi contatti come sia venuto a conoscenza della vostra richiesta, regolandovi conseguentemente. 



BUONA LETTURA :
Le richieste legate alla ricerca di lavoro  - oggi come sempre - chiamano tutti coloro che vogliano “essere” solidali  a “fare” un gesto in più: una lettura approfondita, un passa parola, un’attenzione ad offerte che possano capitare alla nostra attenzione.  Non sono bigliettini attaccati ad una bacheca … sono amici, persone che stanno portando un peso – diverso ma gravoso in ogni caso – e chiedono il nostro sostegno … per non restarne schiacciati. Grazie




1)        SOS STRA-ORDINARIO PER HAMID:

E’ questo un SOS stra-ordinario

Hamid è un uomo eritreo che lavora da sette anni in Qatar per mantenere la sua famiglia attualmente in Sudan
Ha bisogno di trasferirsi in Italia e lavorare non meno di 6 mesi continuativi per poter ottenere regolare ingresso nell’area Schengen
Il lavoro di Hamid in Qatar è remunerato ma non è affatto sicuro e ciò gli impedisce qualunque possibilità di ricongiungimento familiare
Hamid ha avuto un bambino che non ha mai visto ne’ incontrato.
Il sogno di Hamid è poter ottenere il ricongiungimento familiare. Per farlo deve arrivare ad una stabilità lavorativa. E’ persona serissima e fidatissima. Ed ha i soldi per potersi pagare il viaggio fin qui.

CHIUNQUE POSSA IMMAGINARE QUALCHE SOLUZIONE PER HAMID PUO’ METTERSI IN CONTATTO CON EDOARDO (da cui ho ricevuto il testo più esplicativo a seguire):  gaia.fattimail@gmail.com,  


Hamid è un uomo di nazionalita' eritrea di 38 anni ca, religione islamica, madrelingua eritreo e arabo, parla ottimo inglese; lavora da circa un anno in un'azienda italiana che ha una filiale e delle attivita' in corso in Qatar (azienda dalla quale puo' senz'altro ottenere  una lettera di referenze se necessario, conosco bene il suo diretto responsabile, il direttore amministrativo), da 7 anni circa in questo paese ha esperienza nel campo amministrazione del personale e relazioni con le autorita' ed uffici governativi. E' in grado di svolgere attivita' che richiedano la suddetta esperienza, purche' nelle lingue sopra riportate.
Sarebbe disposto a svolgere qualsiasi attivita' lavorativa anche per un periodo limitato di tempo (idealmente non meno di 6 mesi), purche' questo gli permetta di ottenere un regolare ingresso nell'area Schengen, dopodiche' il suo interesse e' trovare il modo che gli permetta di stabilirsi a tempo indeterminato e chiaramente ottenere il ricongiungimento con la famiglia, moglie e bimbo (ha un conoscente che vive da anni in Norvegia e un lontano cugino mi sembra di aver capito in UK). Il periodo migliore per programmare un possibile ingresso sarebbe a partire da aprile-maggio 2014. Ha abbastanza risparmi per potersi pagare il biglietto per l'ingresso in Italia o altro paese Schengen; se richiesto prima dell'ingresso puo' documentare l'entita' dei "savings".
Se chiunque dei destinatari o in copia avesse qualche idea o riferimento da darmi, vi prego di non esitare a farlo, inviero' alla email le info richieste (CV, copia eventuali documenti e quant'altro possa servire).
 
Grazie per il sincero interessamento. Edoardo




2)        MARIA GABRIELLA CERCA LAVORO:

Cara Gaia,
ti scrivo per conto di mia cugina che, dopo 25 anni, è dovuta tornare a Roma per problemi familiari.
Sta cercando urgentemente un lavoro.
Si chiama M. Gabriella ha 54 anni ed ha esperienza sia nel campo dei bambini che degli anziani, essendo un assistente sociale.
Persona affidabile e precisa.
Speranzosa di un aiuto da parte di FattiMail,
Ti abbraccio M. Vittoria
Questo è il recapito telefonico di mia cugina (cell. ....)

Vittoria: gaia.fattimail@gmail.com,  

3)        DONATELLA LAVORO E NON SOLO:
Mi chiamo Donatella Cerulli

Essendo rimasta senza lavoro e con una pensione irrisoria (ho 65 anni, ma a detta di tutti portati benissimo), ho impellenza di trovare un lavoro. Dato l'attuale momento di difficoltà nell'ambito lavorativo, pur essendo una giornalista e in possesso di un'ottima cultura (anche in campo commerciale e amministrativo), sono disponibile anche ad occuparmi di "assistenza leggera" o similari. Non ho la macchina e non guido. Attualmente, la mia unica attività è l'organizzazione di visite guidate che curo personalmente essendo una storica. Con l'occasione, le allego la locandina della mia prossima visita alla quale sarei ben lieta se lei volesse partecipare come mia ospite: potrebbe essere un'occasione per conoscerci.
Nel frattempo, la ringrazio dell'attenzione e le auguro una buona giornata.
Donatella Cerulli - gaia.fattimail@gmail.com,  

Nell’antica Roma i giochi per eccellenza erano quelli che si svolgevano nei circhi, per l’appunto i circenses, che richiamavano una folla enorme di Romani per intere giornate e, talvolta, persino per un intero mese.
Il Circo Massimo, il più antico circo romano, fu realizzato da Anco Marzio, IV Re di Roma, nel VII secolo a.C. nella Valle Murcia, dove si celebravano corse di cavalli e di asini in onore del misterioso dio Consus già in epoca arcaica.  In età imperiale, il più grande edificio per spettacoli mai costruito poteva accogliere fino a 350.000 persone, anche se alcuni autori parlano addirittura di una capienza di 450.000 spettatori.

Durata: 2 ore circa
Quota di partecipazione
Intero: € 7,00 - Ridotto: € 4,00 (da 10 a 18 anni) - Bambini: gratuito
Appuntamento: Ore 10.30 - Via Ara Massima di Ercole, angolo Via dei Cerchi
Prenotazione obbligatoria
Info e prenotazioni: Tf. ..... - Email:gaia.fattimail@gmail.com,  

La visita è guidata da Donatella Cerulli, storica e giornalista

4)                     AFFITTO APPARTAMENTO:
Cara Gaia,
cerchiamo ospitalità su fatti mail x una casetta che vorremmo affittare:
Via Bracciano, mq 50 (Cassia, entro il raccordo) Piano  3° - ultimo - con ascensore. Ingresso, piccolo soggiorno con angolo cottura, disimpegno con ripostiglio, camera da letto e bagno.
Due balconi vivibili (affaccio sul verde), posto auto coperto e soffitta. Riscaldamento autonomo. Siamo a disposizione per foto , planimetria e informazioni sul prezzo.
Contattare:  gaia.fattimail@gmail.com,  
Grazie ancora
Ciao, Valeria


5)        SILVIA AFFITTA CAMERA :

Zona Magliana Nuova, affittasi camera ampia e ben arredata con letto singolo 
(anche per brevi periodi), a persona che ami gli animali ( ho una cagnolina di media  taglia). Il mio appartamento e' al 1 piano, con balcone, vicinanza treno fermata di  Villa Bonelli, breve distanza bus:780,781,128,775 
GRAZIE  in anticipo.  SILVIA
Cellulare: 340-9671966

6)        LIBRO BATTESIMO SOLIDARIETA’:
 
Il battesimo dei nostri figli Tommaso, Letizia e Daniele ci ha interrogati profondamente e ci ha affascinato al punto tale da cominciare a dividere con altri questo sacramento, fonte straordinaria della fede e sorgente di vita: abbiamo così avviato in parrocchia degli incontri intensi e sempre più approfonditi per i genitori e, poi, sull'onda di riscontri sempre positivi, abbiamo anche voluto scrivere qualcosa, a partire dalla nostra esperienza e da quanto dice la Chiesa. Ne è venuto fuori un libro sul battesimo, a partire dal basso, che si chiama "Perché il battesimo".
Non ho nessuna idea su come promuoverlo e diffonderlo
La prefazione è di Luigi Accattoli. In ogni caso, l'editore mi ha promesso che può inviare volentieri una copia omaggio alle riviste dove se ne possa fare una recensione.
Noi non guadagniamo nulla dalla pubblicazione, se non la possibilità di trasmettere ancora questa nostra esperienza di cui siamo entusiasti: il ricavato dei diritti di autore lo abbiamo devoluto a una casa famiglia di Roma alla quale siamo particolarmente legati. 
Il libro può essere comprato in tutte le librerie cattoliche oppure anche on line, per esempio su:
Ti ringrazio molto e ti saluto,  Matteo, con Roberta

7)        CUOCHI SENZA BARRIERE:
Ciao Gaia,

Giuseppe, il figlio della mia collega, affezionata lettrice di Fatti Mail ha avviato un progetto solidale legato alla cucina di alta qualità. E' un cuoco di un grande ristorante di Roma che dona del tempo per progetti solidali "gustosissimi".

L’Associazione Cuochi senza Barriere accorcia le distanze mettendo la propria professionalità e passione al servizio di realtà svantaggiate abbattendo quei muri che normalmente li separano.
Tutto nasce dall’incontro di 4 cuochi desiderosi di condividere la propria dedizione, non solo con l’abituale clientela, ma anche con coloro che ancora non ne fanno parte.
È attraverso il cibo ed il mangiar bene che vogliamo eliminare questi ostacoli per poter raggiungere ogni tipo di pubblico costruendo cosi nuovi spazi senza barriere.
I prossimi eventi sono 8 cene presso Eataly il lunedì a partire dal 14 ottobre; alta cucina per sostenere un progetto di ‘Horticultural Therapy’!
Buon appetito solidale!!!

Alessandro




CONDIVIDO:
EVENTI, ATTVITIVA’, INIZIATIVE A CARATTERE SOLIDALE E/O CULTURALE.  
A SEGUIRE ALCUNE SEGNALAZIONI DI EVENTI, ATTVITIVA’, INIZIATIVE A CARATTERE SOLIDALE E/O CULTURALE. … vita e solidarietà … per imparare a crescere insieme  
BUONA LETTURA:

SMS & SOLIDARIETA’
Dall'8 al 27 ottobre, per un mese tutti potranno dare il proprio contributo per garantire la somministrazione di almeno 25.000 pasti caldi nelle mense e nei centri di accoglienza della Comunità diSant'Egidio di RomaMilanoNapoli Catania. 
Ecco come aiutare:
Con un SMS oppure con una TELEFONATA da rete fissa 
al numero 45596

OGGI: TEATRO & SOLIDARIETA’  

cari amici,
anche quest'anno la compagnia teatrale "gli esclusi" sostiene la nostra associazione offrendoci la rappresentazione di una delle più belle commedie di Eduardo De Filippo: Sabato, Domenica e Lunedì.

Lo spettacolo si terrà
  SABATO 12 ottobre  alle 17,30
presso il teatro della Parrocchia Santa Giovanna Antida Thouret
in Via Roberto Ferruzzi 110 - EUR Fonte Meravigliosa
L'ingresso allo spettacolo sarà ad offerta libera e, come di consueto, l'intero incasso sarà devoluto alle attività del tetto in favore dei bambini e dei ragazzi ospiti nelle nostre case.
Anche a nome loro, vi chiediamo di aiutarci a riempire la sala, acquistando biglietti, e spargendo la voce tra i vostri amici e conoscenti invitandoli a passare con noi un pomeriggio di divertimento e solidarietà.
Per chi volesse altre informazioni, per avere locandine e per prenotare i biglietti dello spettacolo, scriveteci pure a iltetto@iltetto.org 
“Sabato, domenica e lunedì”
di Eduardo De Filippo
Sabato, domenica e lunedì: tre giornate a ciascuna delle quali è dedicato un atto;
tre giornate in cui la tranquilla e laboriosa esistenza di una famiglia della piccola borghesia napoletana, rischia di essere sconvolta dalla accensione di una infondata gelosia.
In questa commedia  si assiste al rito domenicale delle case napoletane: la preparazione d’ “ ‘o rraù “ (il ragù).   Definita per scherzo "una tragedia del ragù" (che è il pretesto del  dramma della  gelosia tra Rosa e Peppino), che lì per lì sembra far naufragare la famiglia, e invece è l'occasione per i due coniugi di chiarire tante cose lasciate irrisolte in tutti gli anni della loro unione)
La morale viene svelata da vari personaggi: nonno, figli, nipoti; soltanto l’amore può tenere insieme due esseri. Non certo il matrimonio e nemmeno i figli.
Ma il bello di questo lavoro è che ha un lieto fine e ovviamente tutta la storia è arricchita da eventi comici ed esilaranti tipici della napoletaneità, episodi di vita quotidiana: ‘o ‘rraù con la ‘nnecchia (Il ragù napoletano cucinato con un pezzo di carne di vitello) che solo a Napoli sanno fare, Michele che si fa rapare completamente “comme a nu cinese”, Antonio fissato con la stiratura dei cappelli e “va cercanno sempe ‘a furnacella calda”, e ancora Zia Memé che s’atteggia a donna moderna che tutto capisce lei e tutto sa lei, Raffaele con la sua passione per la commedia dell’arte di  “Pulecenella”, (Pulcinella) e così via in un crescendo di battute divertenti e situazioni comiche.

BLACK STAR

"Black Star", la squadra dei migranti prende a calci pallone e pregiudizi
Il 10 ottobre arriva in sala il film ispirato alla storia vera della squadra di calcio Liberi Nantes Football Club di Pietralata. "L'incertezza e la precarietà alla fine ci accomuna tutti", dice il regista Francesco Castellani
Arrivano dall'Afghanistan, dall'Eritrea, dalla Guinea, dall'Iraq, dal Niger, dal Sudan, dal Togo. Sono migranti forzati, costretti dalla guerra, dalle torture e dalla persecuzione politica a lasciare il loro paese. Perciò sono arrivati in Italia, dove hanno poi ottenuto lo status di rifugiati politici. Nel nostro Paese hanno trovato asilo e una squadra dove giocare a calcio, la Liberi Nantes Football Club di Pietralata, Roma. La loro storia oggi è diventata un film, "Black Star, nati sotto una stella nera" di Francesco Castellani, che dopo aver descritto in un documentario la nascita della prima squadra in Italia composta unicamente di rifugiati, ha scelto di realizzare un film che mescola elementi di realtà e finzione.
Gianluca, Fabrizio e Giulietto sono tre amici che hanno organizzato una squadra di rifugiati, c'è il generoso Kabir, l'ingegnoso Newton, il taciturno Samuel, ma il campo dove hanno scelto di allenarsi finisce nel mirino di un imprenditore senza scrupoli che vuole strumentalizzare un comitato di quartiere per i propri interessi. Ne nasce così una "guerra tra poveri". Da un lato italiani che scaricano rabbia, frustrazioni e difficoltà economiche sugli "stranieri", dall'altra migranti che eleggono questo campo di calcio abbandonato come ultimo baluardo della loro lotta per la dignità.

Per interpretare la squadra il regista ha scelto i veri giocatori della Liberi Nantes Football Club, associazione sportiva nata nel 2007 che partecipa al campionato di terza categoria. Tra loro c'è il centrocampista Koffi Gbounfoun, che racconta: "La squadra, come si vede bene nel film, per noi rappresenta la famiglia e il calcio è diventato un linguaggio unico di fratellanza. Attraverso la squadra abbiamo cercato l'integrazione".
"Non volevo raccontare un film sulla migrazione, ma raccontare una storia di relazioni umane in bilico tra commedia e dramma - spiega il regista -. La migrazione entra di riflesso come catalizzatore di tensioni tra persone calate in una realtà quotidiana nella quale l'incertezza e la precarietà accomunano migranti e non migranti ugualmente privi di identità e stabilità".
Il film, che sarà in sala a partire dal 10 ottobre con un sistema di distribuzione indipendente, si avvale di una colonna sonora molto particolare. Ad alcuni brani che il maestro Ennio Morricone ha scelto di regalare al film si affiancano i brani del gruppo casertano blues Buffalo Kill, tra cui la canzone originale Black star. Il film ha ottenuto il sostegno dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR). 


LA BIBBIA NEL MONDO:

 “La riscoperta della Bibbia nel mondo
cattolico”

Interverranno
Rosanna Virgili e Ghislain Lafont
SABATO 26 OTTOBRE 2013

dalle ore 9 alle 18,00 Parrocchia di S Fulgenzio
Via della Balduina 296 Roma

Programma:
· h 9,00 Accoglienza e introduzione del parroco d. Paolo Salvini
· h 9,15 Intervento della teologa Rosanna Virgili
· h 10.00 Intervento di Ghislain Lafont monaco benedettino e teologo
· h 11,00 Pausa Caffè
· h 11,45 Domande ai relatori e dibattito generale
· h 13,00 Pranzo offerto dal Gruppo La Tenda
· h 14.45 Presentazione e lettura partecipata del libro “Dire, fare, baciare...
Il lettore e la Bibbia ”di Lidia Maggi e Angelo Reginato
· h 16,15 Laboratori di lettura della Parola (ci divideremo in gruppi per
leggere insieme il vangelo della domenica)
· h 17,30 Conclusioni, saluti e … propositi

Per la segreteria e per informazioni:
Gruppo “LA TENDA” - Lorenzo D’Amico 06 2009085
Chiara Flamini 340 3837971
gruppolatenda@gmail.com - www.latenda.info

Primo CINEFORUM: l’(A)MORALE …

Carissimi amici,
grazie alla disponibilità del nostro parroco Padre Paolo Maiello e  delle competenze  del Centro Studi Cinematografico, siamo arrivati al V° anno di vita del CINEFORUM, presso la  Parrocchia di San Gregorio VII, via Gregorio VII, 6. – Offerta Libera – Massima puntualità
Come sempre possiamo avvalerci della conduzione  del nostro carissimo amico, regista e critico televisivo, Carlo Tagliabue, professore di Storia del Cinema all’Università di Perugia , il quale introduce brevemente  ogni film e coordina il piccolo dibattito che ne segue.
Chi  ha seguito l’iniziativa dal suo nascere, sa che  l’appuntamento del venerdì sera  è un simpatico modo di ritrovarsi e trascorrere una piacevole serata.
Agli altri diciamo: vi aspettiamo, siamo certi che  starete bene con noi!
Riprendiamo quindi l’attività il 18 ottobre prossimo con un ciclo di film che ci sembra particolarmente attuale  e degno di interesse e approfondimento:
L’ (A) MORALE DELLA FAVOLA

un caro saluto a tutti e a presto rivederci
carlo maria carla - volpini.cmc@libero.it,

1)“L’ASSO NELLA MANICA”                       venerdì 18 OTTOBRE      ore 21.00
2) “FLIGHT”                                                      venerdì 25 OTTOBRE      ore 21.00
3) “PROMISE LAND                                        venerdì 8 NOVEMBRE  ore 21.00            
4) “LA SCELTA DI BARBARA”      venerdì 22 NOVEMBRE                 ore 21.00            
5) “SCIALLA”                                                    venerdì 6 DICEMBRE      ore 21.00
6) “IL RIFUGIO”                                               venerdì 10 GENNAIO       ore 21.00
7) “BENVENUTO PRESIDENTE” venerdì 24 GENNAIO       ore 21.00
8) “CARNAGE”                                                venerdì 7 FEBBRAIO         ore 21.00
9) “DEPARTURES”                                          venerdì 22 FEBBRAIO     ore 21.00
    10) “LA RELIGIOSA ”                                  venerdì 7 MARZO                           ore 21.00


Secondo CINEFORUM
Cari amici,
eccoci finalmente alla ripresa del cineforum che per il momento sarà al vecchio indirizzo:  Piazza Galeria 11
Per la nuova sede della parrocchia (e quindi delle nostre proiezioni) sarete informati a tempo debito.
Per ora questo è il primo appuntamento da non perdere

Quartet 18 – 10 – 2013 – ore 20,30
di Dustin Hoffman
(Gran Bretagna, 2012, Commedia, 1h35')

In una casa di riposo per cantanti lirici in pensione l’arrivo di una ex primadonna dell'opera rischia di far saltare l’omaggio di quattro “grandi” voci del passato al celeberrimo “quartetto” del Rigoletto. A 75 anni Dustin Hoffman esordisce nella regia. Imperdibili i titoli di coda.
Monsieur Lazhar 15 – 11  - 2013 – ore 20,30
di Philippe Falardeau
(Canada, 2011, Drammatico, 1h34') Un algerino cinquantenne rifugiato in Canada si finge insegnare in una scuola di Montreal, senza avere il titolo di studio necessario... Un piccolo gioiello candidato come miglior film straniero per gli Oscar del 2012.
La parte degli angeli 20 – 12 – 2013 – ore 20,30
di Ken Loach
(Gran Bretagna, Francia, 2012, Commedia, 1h46')
Un giovane teppistello decide di mettere la testa a partito lavorando nei servizi sociali. Film sulla integrazione sociale, sull’amicizia... e sul whisky.
Ha ricevuto a Cannes nel 2012 il premio della critica.
Paolo Di Nicola - dnpaolo@libero.it

IL VANGELO DANZATO

Ciao Gaia. Vorrei pubblicare, se possibile, nuovamente l'annuncio dei pomeriggi che propongo presso il teatro parrocchiale della chiesa Sacra Famiglia dal tema " Il Vangelo danzato". Sono tre incontri gratuiti per coppie di sposi di qualunque età e fidanzati. Le date sono il 27 ottobre , il 17 novembre e il 1 dicembre dalle ore 17.30 alle 19.30.  Si utilizza il metodo biodanza. Per prenotazioni chiamare Lia 3333521056

Ancora un annuncio: giovedì 17 ottobre alle ore 20 presso la casa dei popoli in Viale Irpinia, 50 zona Prenestina, farò una presentazione gratuita di biodanza per tutti. Non è un corso di danza ma bensì la possibilità di esprimere le proprie emozioni con il movimento integrato. Un modo per riscattare il piacere  di vivere, di ritrovare i propri ritmi naturali e liberare la creatività esistenziale.
Per prenotazioni chiamare Lia 3333521056

 MAMME DIGITALI

vorrei invitarVi a scoprire come stanno studiando i nostri figli con

dislessia,adhd,autismo &co.

Siamo diventate mamme digitali per aiutare i nostri figli “nativi digitali” con nuove tecnologie e nuove metologie di studio. Studiare a casa non ci fa piu’ paura.
L’invito e’ aperto a genitori,insegnati,operatori.
Vi aspetto sabato 19 alle 15.30 in Via del Serafico,1 Roma.
L’incontro e’ a numero chiuso.
 La prenotazione e’ possibile inviando un sms al 3472251780 oppure con mail a: presidenza@globotricolore.it


Patrizia Angelini - patrizia.angelini@rai.it,

MuGa - LABORATORIO

Cari genitori e cari bambini,

eccoci pronti a partire per un nuovo anno di progetti e sperimentazioni artistiche: tanto per cominciare, l’intera edizione 2013-2014 di tre colori sul comò trarrà ispirazione da “Il Piccolo Principe” di Antoine de Saint-Exupéry.  
E’ stato chiesto agli artisti/docenti di confrontarsi con questa pietra miliare della letteratura infantile e di proporre ai bambini, attraverso la peculiarità della propria tecnica artistica, alcune tematiche importanti e comuni a tutti gli esseri umani, adulti e bambini. Si parlerà dunque di rapporti (con la natura e con gli altri), disentimenti e del mondo dei grandi, così diverso da quello dei piccoli.
Compagni di viaggio, guide e narratori saranno gli artisti/docenti che hanno aderito a questo ambizioso progetto: Martina Angius, Roberto Atzori, Federica Di Carlo, Maria Carmela Milano, Davide Monaldi, Laura Palmieri, Agnese Ricchi, Silvia Stucky. 
La scrittrice e psicoterapeuta infantile Chiara Mezzalama assisterà ai nostri corsi.
I l primo laboratorio di questa serie sarà tenuto da Roberto Atzori, giovane artista sardo, che proporrà, letteralmente, una piccola creazione. L’artista, Ispirandosi al capitolo V del Piccolo Principe, durante il primo incontro inviterà i bambini a progettare il loro pianeta ideale realizzando un grande acquerello con un particolare materiale, il fango. Una volta immaginato, il pianeta dovrà prendere forma: ai bambini sarà consegnato un mucchietto di terra per plasmare la loro creazione.
Nella seconda lezione i giovani autori dovranno completare il loro pianeta creando, con oggetti di scarto, case, abitanti e vegetazione.

“I baobab prima di diventare grandi cominciano con l’essere piccoli”
un laboratorio di Roberto Atzori, a partire da giovedì 17 ottobre 2013 
età consigliata: 3-7 anni
durata del laboratorio: due lezioni da 90 minuti circa
costo del laboratorio: 80€ (fratellini e/o sorelline 60€)
il laboratorio si terrà a scelta tra il giovedì (dalle 16,45 alle 18,15 circa) o il sabato (dalle 10,30 alle 12,00)

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studio: (+39) 06 45 54 04 84
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THE ALBERO: LE NOVITA’
RELAZIONI INTERCULTURALI: SHOCK! REPLAY! 
a cura di Interculturando Roma, Seminario intensivo sulla Metodologia dell'Analisi degli Shock Culturali attraverso tecniche di Teatro dell'Oppresso. Formatrici: Cinzia Sabbatini, Ilaria Olimpico ed Elisabetta Santori. Per info interculturandoroma@fastwebnet.it http://www.interculturando-roma.org/index.php/component/k2/item/293-interculturando_roma

REGINA DI SABA,
a cura di Auci - Regina di Saba è un Seminario interattivo (gratuito) su intercultura e questioni di genere che utilizza tecniche di narrazione, brainstorming e teatro dell'oppresso per un apprendimento attivo e collaborativo.
Prenotazioni entro il 31 Ottobre: tel. 0630154538 , 3470403546; www.auci.org ; auci@rm.unicatt.it
Formatrice: Ilaria Olimpico

LE VOCI DI DENTRO
sabato 19 e domenica 20 ottobre... se hai voglia di campagna, teatro, storie e tempo per te...Formazione residenziale che offre a chi lavora nel sociale e nell'arte nuovi strumenti per capire desideri, accogliere persone, rielaborare e trasformare conflitti.
Un Laboratorio per esplorare "le voci di dentro" attraverso la tecnica dell'Arcobaleno del Desiderio (Teatro dell'Oppresso) e la Narrazione. Con Uri Noy Meir e Ilaria Olimpico (TheAlbero  Contributo (comprensivo di alloggio in villa in campagna a Casalbordino!): 100
euro per chi si iscrive entro il 5 ottobre a sostegno delle nostre prossime attività con UILDM
Ri-tessere le storie della Comunita'
workshop avanzato di teatro sociale con Hector Aristizabal e Alessia Cartonidal 14 al 17
Novembre 2013 a Casalbordino (CH) nell'ambito del FESTIVAL "TEATRO IN COMUNE" info: "Teatro in Comune" e relativi aggiornamenti su https://www.facebook.com/events/435113866609665/)

IL TEATRO DELLA COMUNITA' 
Con Uri Noy Meir
Questo corso esplora un teatro che e' fatto da, con e per la comunita': teatro dell'oppresso, palyback theatre, teatro site specific nella comunita'.
Ogni lunedì dalle 19.30 alle 22 presso Rumore di Fondo, Via di Monteverde 57a, Roma

GIOCHIAMO AL TEATRO
con Ilaria Olimpico
Corso di teatro e narrazione per bambini e bambine (6-10 anni).
Ogni lunedì dalle 17 alle 19 presso Rumore di Fondo, Via di Monteverde 57a, Roma

Ilaria Olimpico3393294223 - http://thealbero.wordpress


CICATRICI IN ARMONIA
 “Cicatrici in armonia”

Con Jacqueline Jimmink, operatrice olistica, specializzata nella guarigione dell’utero e nell’armonizzazione delle cicatrici del taglio cesareo - www.jacquelinejimmink.com

Quando:  Lunedì 21 Ottobre 2013, Ore 9:30 – 11.30
“Incontro informativo e sperimentale in gruppo”
Costo: Euro 15.00
Quando:
Lunedì 21 Ottobre 2013, Ore 14.00 – 19.00
Martedì 22 Ottobre 2013, Ore 9.00 – 17.00
“Sessioni individuali” 2 ore circa
Costo: contattateci per info.
Dove: Centro del Loto, Via L. Chiarelli 33, 00137 Roma
Solo su prenotazione: info@centrodelloto.it  - 339.7684949
Informazioni: 335.5616527
L’incontro è solo confermato con un minimo di partecipanti.


Una cicatrice lascia, oltre a un segno che rimane sul fisico e che comporta limitazioni nei movimenti a livello dei tessuti, delle viscere e delle articolazioni, anche una profonda impronta emozionale ed energetica.
La cicatrice, infatti, mantiene la memoria dell’evento traumatico, del vissuto chirurgico e della cicatrizzazione. Dal punto di vista energetico, inoltre, si creano delle vie di fuga tra interno ed esterno del corpo.
Mettersi in armonia con la propria cicatrice del taglio cesareo è una liberazione e un nuovo inizio per te come donna e madre, ma anche per tuo figlio, che procede, così, in libertà la sua strada.
Una cicatrice non trattata determina spesso fragilità, affaticamento e un disequilibrio energetico; negli anni successivi può anche causare alcune patologie.
Questo trattamento ti dà la possibilità di valutare ciò che è necessario per il tuo equilibrio, per recuperare potenzialità e forza per poter procedere in modo equilibrato, sereno e salutare.

DANZA & AFRICA
26-27 OTTOBRE ... IL VIAGGIO COMINCIA!
DWA LAB 01 STAGE DANZA SABAR (SENEGAL) CON YELLY THIOUNE

L'evento è in collaborazione con Ottobre Africano. Un festival di grandissimo profilo culturale che ha come madrina Fiorella Mannoia. Per un evento di questo prestigio non potevamo che proporre uno stage con uno dei migliori insegnanti e ambasciatore della danza Sabar: Yelly Thioune. Un artista che da anni è sulla scena afro internazionale tenendo stage in tutta Europa (Parigi, Bruxell, Lugano, Roma, Francoforte e molte altre). Yelly ha inotre all'attivo numerosi video clip e partecipazioni con artisti di grandissimo spessore come Youssu Ndour, Mory Kante e Miriam Makeba.


Quando: 26-27 Ottobre
Orari: sab 27 Ottobre h 16.00 -  18.00 | dom 28 Ottobre h 11.00 - 13.00
Dove: Must Dance- Via capistrano 36 - Roma
Costo: 50 euro se prenoti entro il 16 Ottobre altrimenti 60 euro
info: flo.destinationwestafrica@gmail.com | 339 45 19 599


PREVENZIONE DELLE MALATTIE TIROIDEE:

FORO ITALICO 12-13 OTTOBRE
Sabato 12 e domenica 13 ottobre 2013, gli endocrinologi del Policlinico Universitario A.Gemelli scenderanno in campo per una giornata dedicata a prevenzione e diagnosi precoce delle malattie della tiroide, le malattie endocrine più diffuse.
Manifestazione per la promozione della  prevenzione del tumore alla tiroide di cui Presidente, già nelle precedenti edizioni,  l'icona internazionale del Tennis Nicola Pietrangeli!

Anche quest'anno verrà allestita un'area tecnico sanitaria dove, un’equipe di medici specialisti del Policlinico Universitario A. Gemelli, coordinati dal Prof. Rocco Bellantone (Direttore della Chirurgia Endocrina e Metabolica del Policlinico Gemelli di Roma e Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia), e dal Prof. Alfredo Pontecorvi (Primario dell’U.O. di Endocrinologia presso lo stesso Ente) eseguirà un check up gratuito completo di ecografia e visita endocrinologica, sul pubblico e sui partecipanti alla manifestazione.

“Durante le giornate di TENNIS & FRIENDS 2012 sono state effettuati più di mille check up gratuiti. “Il nostro obiettivo -  dichiara il Dott. Giorgio Meneschincheri, ideatore del progetto - è quello di poter avere gli strumenti per offrire un servizio gratuito alla nostra comunità, come avvenuto nelle precedenti edizioni di Tennis & Friends. Infatti abbiamo garantito ulteriori accertamenti diagnostici in sistema sanitario nazionale presso il Policlinico Agostino Gemelli a tutti coloro che ne avevano bisogno. Promuovere il concetto di Salute attraverso lo Sport – aggiunge Meneschincheri - è uno dei mezzi di comunicazione più capillari per insegnare che  la prevenzione e diagnosi precoce non solo possono salvare  vite ma, riducono in maniera cospicua i costi del sistema sanitario nazionale”.


MILANO – PRIMO SOCIAL MARKET
Ti allego il comunicato  del social market che abbiamo inaugurato ieri.
Siamo Sempre alla ricerca di volontari.
Se qualcuno a Milano volesse farsi avanti per fare dare una mano come volontario può contattarmi: Elena: etalenti@etgsolutions.it,
Un abbraccio grosso Elena .

L'associazione Terza Settimana e il Comune di Milano, grazie alla collaborazione di molti cittadini volontari,  oggi inaugurano il primo Social Market di Milano in uno spazio confiscato alla mafia. Permetterà a famiglie in  difficoltà di fare la spesa ad un costo molto contenuto.

Milano, 30 settembre 2013. Nasce oggi, in via Leoncavallo 12, il primo social market della città, il secondo per  l'associazione Terza Settimana dopo quello già̀ avviato con successo a Torino.
Il Social Market, nato dall'idea di Bruno Ferragatta, insegnante di religione di scuola superiore oggi presidente  dell'Associazione Terza Settimana, e di alcuni suoi colleghi, è un punto vendita di generi alimentari rivolto
esclusivamente a famiglie o singoli con reddito assente o ridotto, segnalati dai servizi sociali del Comune, da enti  privati, associazioni o centri ascolto di parrocchie che sceglieranno di usufruire del servizio.
Il progetto si è potuto realizzare grazie ad una forte spinta dal basso dei cittadini che, attraverso il passaparola sui  social network, hanno partecipato ad una maxi colletta online donando le prime 400 spese da 20 euro l'una, grazie  alle quali è stato possibile dare vita al progetto. Inoltre in negozio lavoreranno, a titolo gratuito, una trentina di volontari
che si alterneranno durante la settimana.

“ L'associazione Terza Settimana con il progetto del Social Market intende sviluppare concretamente il concetto di 'big  society' affrontando in modo innovativo i bisogni dell'area del disagio relativo. Oggi c'è il rischio per molti di sentirsi  privare di identità̀ sociale a causa della crisi in atto e della conseguente perdita di reddito. La possibilità̀ di mantenere
intatto il contatto con il mercato di consumo aiuta a preservare il senso di cittadinanza e di dignità̀ sociale di quelle  famiglie in gravi difficoltà economica. Mettiamo a 'valore' tutti i soggetti pubblici e privati affinché́ nessuno si senta
solo. “


ROMA: UNA GUIDA DA DONNA A DONNA

invito tutti alla presentazione del mio libro: “Roma Women Friendly”, che si terrà il prossimo 21 ottobre, che è un lunedì, in un posto e un orario che credo comodi : da Mondadori in via Piave 18, alle 17.30. Qui trovate il link alla libreria: http://www.libreriaviapiave.it/eventi_calendario.php# e al manifesto.

Questo piccolo libro è una guida alla città di Roma per le donne che viaggiano: da sole, ma che non sono necessariamente sole nella vita, e che viaggiano a volte con figli, a volte con amiche, a volte con se stesse.
Ho scoperto appunto sulla base della mia esperienza – ormai di tanti anni – che  quest’ultimo può essere uno dei viaggi più intriganti che si possano fare, pieno di scoperte, alcune belle, altre meno, proprio come è la vita.
Ho scoperto poi anche che siamo tante – e infatti io ho cominciato a scrivere su questo collaborando con un web magazine : www.permesola.com (dateci un’occhiata) e poi è uscita un’intera collana di città, tutte interessantissime (oltre Roma, ci sono Venezia, Londra, Marrakech, Milano …)





CONSAPEVOLEZZA&SOLIDARIETA’
Una cittadinanza consapevole è una cittadinanza più solidale.

 

Aboliamo il reato di clandestinità

L’immane tragedia che si è consumata sulle coste dell’isola di Lampedusa mettono nuovamente in luce l'assurdità di una legge che offende la dignità umana. Il reato di immigrazione clandestina non è un deterrente, perché chi si lascia alle spalle guerre e persecuzioni non ha nulla da perdere. Chi scappa da guerre e persecuzioni non può essere ulteriormente perseguitato. Il rischio di finire sotto inchiesta spaventa inoltre i pescatori che possono essere indotti a non aiutare chi è in pericolo. E' ora di cancellare questa legge. Il Governo trovi il coraggio di affrontare la questione. Se non ora, quando?
Ecco cinque buone ragioni per abolire il reato di clandestinità:
1. NON SERVE per contenere l'immigrazione illegale.
2. ANCHE SENZA IL REATO, CI SONO REGOLE PRECISE (fermo, detenzione nei Cie, identificazione ed espulsione immediata) per trattare gli immigrati irregolari.
3. Il reato di clandestinità HA AGGRAVATO la già grave situazione delle CARCERI ITALIANE.
4. È DISUMANO mettere in galera un migrante senza dargli la possibilità di dimostrare che ha diritto all'asilo umanitario o allo status di rifugiato.
5. Se il reato fosse stato in vigore altrove, MILIONI DI NOSTRI ANTENATI SAREBBERO STATI IN PRIGIONE in Usa, Argentina, Brasile e nei molti altri Paesi dov'erano emigrati.

 

TORINO: La storia di Rachid

Dagli accendini alla laurea.
Rachid Khadiri Abdelmoula è uno dei personaggi più noti del mondo universitario torinese e da oggi può fregiarsi del titolo di dottore in Ingegneria Civile.
Chiunque, dal 1998 in poi, sia passato da Palazzo Nuovo almeno una volta l'ha certamente incontrato. Chi frequenti i cinema torinesi non può non aver comprato un accendino o una sciarpa da lui: quando arrivò dodicenne a Torino, vestiva sempre con un parka e il cappuccio in testa ed era piuttosto silenzioso, ma con gli anni è diventato sempre più loquace. Chi però non lo conoscesse di persona sicuramente conosce suo fratello, Said. Il marocchino piemontese che della conoscenza del dialetto sabaudo ha fatto motivo di vanto e segno distintivo: "Ciau, mè amis - è una delle sue frasi più famose - cata 'n fassolèt...".

Rachid è cresciuto assieme ai suoi fratelli, Said e Abdul, tra le aule delle facoltà umanistiche, vendendo fazzoletti e ascoltando le storie di molti studenti universitari torinesi (può forse vantarsi di conoscerne di più di molti docenti), ma nel frattempo  -  non raccontandolo quasi a nessuno  -  studiava. E dopo aver imparato la lingua ed essersi anche diplomato, ha scelto l'avventura al Politecnico.  Questa mattina ha discusso una tesi su "Il grafene e le sue potenzialità" che spiega essere: "Un materiale nuovo, scoperto qualche anno fa e che è valso il Nobel a due ricercatori, la mia tesi è tutta attorno alle sue caratteristiche". La laurea di oggi è il coronamento di un progetto di vita in cui il supporto della sua famiglia, e di molti torinesi, è stato fondamentale: "Sono molto contento  -  ha detto Rachid  -  In un certo senso è un sollievo". Per festeggiare però "aspetto la proclamazione di domani mattina. Anche se il più ormai è fatto". Da domani pomeriggio tornerà a girare tra i tavolini dei bar del centro "perché nonostante la laurea per ora di abbandonare il lavoro non se ne parla".

PADOVA - L’ARTE DI ESSERE BAMBINE E BAMBINI
Pordenone, Varese, Catania, Bologna, Venezia, Palermo, Roma, Foligno e Padova e dintorni. Questi sono alcuni dei punti di partenza dai quali decine di donne e di uomini si metteranno in viaggio per raggiungere Cadoneghe e Vigodarzere (Padova), i due comuni che formano l’Unione del Medio Brenta, sabato 12 e domenica 13 ottobre. E’ nell’Alta padovana, infatti, che si svolge il terzo incontro nazionale della Rete di cooperazione educativa “C’è speranza se questo accade a… “, che unisce più di venti associazioni italiane e circa duemila persone che hanno a cuore l’educazione e si impegnano sia nella produzione di pensiero (con articoli, pubblicazioni, libri, video etc.), che nell’azione pratica a scuola, in famiglia, in gruppi strutturati o informali.
Nata in occasione del novantesimo compleanno del maestro e pedagogista Mario Lodi e dall’associazione da lui fondata e diretta, la Casa delle Arti e del Gioco di Drizzona, in provincia di Cremona, la Rete ha tenuto il I incontro nazionale nell’ottobre 2011 a Soave e il II l’anno successivo a Sestri Levante. L’appuntamento 2013 ha per titolo “I passi dell’educazione. Per un’armonia tra arte e scienza” e si inserisce nel programma della III edizione del Festival della Lentezza, l’appuntamento biennale nato nel 2009 che da Selvazzano si sposta a Vigodarzere e Ponte San Nicolò.
L’incontro nazionale della Rete avrà inizio sabato 12 ottobre all’auditorium “Ramin” di Cadoneghe, con la tavola rotonda “Per un’armonia tra arte e scienza”, che sarà coordinata da Carla Ida Salviati, direttrice delle riviste scolastiche Giunti, con la partecipazione di Francesco Tonucci, ricercatore del Cnr e responsabile del progetto internazionale “La città delle bambine e dei bambini”; Roberto Pittarello, artista e docente di Didattica delle Arti visive all’Università di Padova; Mariapia Veladiano, dirigente scolastica e scrittrice.
Il convegno si sposterà nel pomeriggio alla scuola secondaria di primo grado “A. Moroni” di Vigodarzere, dove si terranno tredici laboratori, su temi che vanno dall’arte e la scienza del maternage nei primi mille giorni di vita del bambino alle relazioni adolescenziali. Domenica mattina, sempre alla “Moroni”, tredici gruppi tematici e di discussione, che toccheranno argomenti come l’arte del bambino, l’intelligenza numerica, la differenza di genere, la musica, l’educazione scientifica, la cultura dell’inclusione.
Nel pomeriggio di domenica 13, nel parco comunale di Villa Zusto di Vigodarzere, la kermesse Le ore dell’arte in valigia, con burattinai, fotografi, tipografi, musicisti, attori e attrici, giochi di un tempo. Per tutta la durata del convegno, presso la nuova biblioteca del comune di Vigodarzere, nella Barchessa di Villa Zusto, sarà allestita la Piazza della Condivisione, con segreteria, coffee and tea corner, libreria pedagogica.
Il programma in dettaglio è disponibile sui siti delle due associazioni che hanno curato l’organizzazione: la Casa delle Arti e del Gioco (www.casadelleartiedelgioco.it) e La Scuola del Fare di Castelfranco Veneto (www.lascuoladelfare.it). (da comune-info.net)


La proposta  di Marco Tacconi è semplice, ci sono tantissimi terreni agricoli incolti e abbandonati, perchè non sollecitare i proprietari che sono interessati a metterli a disposizione? Questi terreni potrebbero essere gestiti e utilizzati da qualsiasi persona o gruppo che voglia mantenerli produttivi. L’idea fondante è creare una rete di protezione verso aree degradate per arginare la perdita di terreni produttivi, ma anche l’incuria del proprio territorio, una delle cause principali di dissesti idrogeologici. Secondo i promotori del progetto non esistano terreni “improduttivi”. Ogni spazio privato e libero ha un valore che va oltre le valutazioni economiche. Ogni terreno merita protezione e cura. Il portale terraxchange.it cerca di trovare un coltivatore per ogni spazio agricolo disponibile. Marco Tacconi ha risposto ad alcune domande.
Come nasce terraxchange.it?
L’idea di nasce da un’esigenza personale dice Marco. Sono appassionato di agricoltura tanto che tutti i miei studi, scuole superiori e università, sono stati rivolti verso questo settore. Il mio sogno è coltivare il mio cibo. Purtroppo la mia famiglia non ha origini contadine e non ho avuto la possibilità di fare pratica. Tuttavia vedevo in giro moltissimi terreni abbandonati. E’ nata così l’idea di unire terreni abbandonati a persone che vogliono prendersene cura. Insomma  questo portale l’ho pensato partendo da un bisogno che avevo. A questo si è aggiunta un forte aspetto sociale a cui tengo: Terraxchange potrà infatti essere utilizzato come punto di riferimento del mondo orticolo sociale. Nel sito stiamo aggiungendo un forum e una mappa satellitare in modo che si potrà contattare anche orti urbani già presenti e associazioni, creare eventi e censire gli orti privati presenti sul territorio. Non sarà solo un motore di ricerca ma una comunità coesa. Il sito è on line ma pensiamo di essere operativi per metà ottobre con la piattaforma definitiva. (comune-info.net - http://comune-info.net/2013/09/tu-mi-dai-terreno-me/)

Nel paese dilaniato dagli attacchi contro le minoranze religiose, un'associazione musulmana ha "protetto" una chiesa di Lahore contro possibili attacchi terroristici. "Siamo pakistani, abbiamo lo stesso sangue", dicono i promotori, che hanno già organizzato un'altra catena umana per il 13 ottobre. E il sacerdote si unisce al corteo.     

            L'immagine è di quelle che potrebbero fare epoca, e in Pakistan hanno segnato davvero una svolta: domenica 6 ottobre a Lahore una catena di "scudi umani " formata da circa 300 musulmani ha protetto una chiesa cristiana in cui era in corso la Messa per evitare possibili attacchi terroristici. L'iniziativa, portata avanti dal gruppo Pakistan For All, favorevole al dialogo interreligioso, ha visto la paetecipazione di un Mufti che ha letto alcuni brani del Corano sulla tolleranza e la pace, ed è stata applaudita dal sacerdote che stava celebrando la funzione, padre Nasir Gulfam. I due religiosi si sono stretti la mano mentre i partecipanti al raduno innalzavano cartelli con scritto "One Nation, One Blood" (una sola nazione, un solo sangue). 
La manifestazione è avvenuta, spiega il quotidiano pakistano The Express Tribune, in seguito all'ennesima strage di cristiani compiuta da terroristi islamisti a Peshawar lo scorso 22 settembre, che ha provocato oltre 100 vittime. 
La catena umana di Lahore ha voluto inviare un segnale forte contro questi attacchi, ed è la seconda organizzata da Pakistan for All: una simile iniziativa si era svolta infatti anche la settimana precedente a Karachi, all'esterno della chiesa di S. Patrick, e un'altra è già stata convocata attraverso facebook e twitter (hashtag #OneNationOneBlood) per domenica 13 ottobre a Islamabad, davanti alla chiesa Our Lady Fatima.
"I terroristi ci hanno fatto vedere cosa fanno la domenica", ha detto in piazza il coordinatore dell'associazione, il musulmano Mohammad Jibran Nasir, "e noi gli abbiamo mostrato cos'è per noi la domenica. Un giorno di unità". Nasir, che ha lanciato il suo appello alla mobilitazione di Lahore attraverso i social media, ha poi guidato il corteo per le vie della città tra canti e danze, mentre la polizia chiudeva le strade attorno alla chiesa. (VITA)

RETI   AMICHE:
Segnalo a tutti gli amici di Fatti Mail  la rete con cui spesso condividiamo sfide solidali:
- la rete di Raffaele Magrone


Lo spirito di gratuità che muove Fatti Mail implica che chiunque abbia ricevuto (o riceva) ospitalità circa  un proprio comunicato lo faccia in spirito di condivisione dell'idealità solidale accettando di essere parte di uno spazio in cui la comunicazione sia tanto un dire quanto un ascoltare. La solidarietà ha infatti necessariamente due direzioni quella del chiedere e quella dell'offrire. Se non sono entrambe vissute ed accolte non potrà esserci spazio di solidarietà.
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mi chiamo Futuro ... tu come ti chiami ?

mi chiamo Futuro ... tu come ti chiami ?
Dio mi liberi dalla saggezza che non piange, dalla filosofia che non ride e dall'orgoglio che non s'inchina davanti ad un bambino" (K. Gibran) - "Forse ha ragione il gesuita p.John Haughey quando afferma :”Noi occidentali leggiamo il vangelo come se non avessimo soldi e usiamo i soldi come se non conoscessimo nulla del Vangelo" (Alex Zanotelli)

FORSE NON TUTTI SANNO CHE:

1) Mangiare, Dormire, Lavarsi ... è x tutti
sul sito della Comunità di S. Egidio è possibile "sfogliare" guide solidali che informano sulle realtà CITTADINE disponibili a sostenere chi si trovi in difficoltà

http://www.santegidio.org/index.php?&pageID=228

2) Legalità è Solidarietà
I grandissimi "piccoli" numeri delle "mafie" da una parte
e dall'altra i piccoli "grandissimi" numeri di chi quotidianamente tesse scelte solidali e cultura legale per contrastarle: sapere è potere, sapere è vedere video come quello presentato dalla trasmissione "La Storia siamo Noi"

SOLIDARIETA' E AMBIENTE

ACQUA, un popolo di spreconi

ACQUA, un popolo di spreconi

Un popolo di spreconi.

Ne consumiamo ogni giorno più di 250 litri a testa, più di ogni altra nazione europea.

Non siamo i più puliti, ma solo i più spreconi.



Ogni giorno utilizziamo centinaia di litri d’acqua senza prestare molta attenzione; in genere l’atteggiamento più diffuso è quello di pensare che «basta aprire un rubinetto e servirsene a piacere», in realtà le cose non stanno proprio così, è necessario fermarsi a riflettere un attimo per dare il giusto valore ad una risorsa che purtroppo non è infinita.

Senza acqua nessuna forma di vita è possibile, è un bene d’assoluta necessità che diventa sempre più scarso con il passare del tempo per motivi sia di ordine quantitativi (l’acqua oggi a disposizione è pari a circa un terzo di quella disponibile negli anni ‘50 e tra cinquanta anni sarà ulteriormente dimezzata), sia qualitativi (per ogni litro d’acqua potabile, almeno otto risultano contaminati dall’attività umana).

Gli effetti di questa situazione sono sotto gli occhi di tutti: casi crescenti di razionamento idrico; il consumo di acqua minerale o filtrata diventato quasi un obbligo; lievitazione del costo dell’acqua potabile ecc.

Se poi allarghiamo lo sguardo a livello mondiale, il panorama diventa ancora più preoccupante: circa un miliardo e mezzo di persone non dispongono di acqua potabile.

Di fronte ad un quadro tutt’altro che roseo, oltre ad avvicinarsi al rubinetto con maggiore rispetto, diventa importante porsi il problema di come contribuire in prima persona a migliorare la situazione.

D’altra parte, un uso più appropriato dell’acqua non fa bene solo all’ambiente, ma anche al portafogli e con molta probabilità anche alla pace tra i popoli, perché sono oramai numerosi gli analisti politici che individuano nella carenza d’acqua uno dei possibili motivi di conflitto armato tra i paesi.

Che fare?

Per eliminare gli sprechi idrici si può agire su tre fronti: -Ridurre i consumi d’acqua, in modo da erodere il meno possibile questa preziosa risorsa e contrarre l’impatto ambientale (produrre, trasportare e smaltire acqua potabile richiede energia e produce inquinamento). -Contrarre l’impiego di additivi per ridurre l’inquinamento dell’acqua, della natura e dell’ambiente domestico. -Diminuire il consumo energetico per scaldare e distribuire l’acqua al fine di ridurre l’inquinamento ambientale e il consumo di energia fossile. Per raggiungere questi obiettivi è necessario intervenire sia a livello degli stili di vita, modificando alcune abitudini radicate nel tempo, sia a livello di impiantistica, utilizzando apparecchiature progettate con particolare attenzione al risparmio idrico ed energetico per garantire un’efficacia uguale o superiore rispetto ai dispositivi convenzionali. Spesso si tratta di mettere mano al portafogli, ma il più delle volte il risparmio che deriva dall’uso di tali dispositivi ripaga in poco tempo la spesa affrontata per il loro acquisto. Il massimo dei risultati si ottiene quando entrambe queste strategie, cioè modifica delle abitudini e nuova impiantistica, sono adottate insieme. Vediamo ora in dettaglio le varie soluzion possibili.

Riduzione dei consumi

Iniziamo dalla tipologia di utilizzo che impatta maggiormente per poi passare alla seconda e così via prendendo come riferimento il diagram-ma a torta (vedi il grafico ripartizione dei consumi domestici), in altre parole guardiamolo con occhi famelici e gettiamoci a capofitto sulla fetta più grossa per poi passare a quella di dimensioni immediatamente inferiori e cosi via!

  • Docce e bagni.
  • La doccia presenta un minor consumo d’acqua, rispetto al bagno, soprattutto se si tiene l’acqua aperta solo quando serve.
    Inoltre è possibile adottare docce a risparmio energetico, in grado di ridurre i consumi oltre il 70%. In termini pratici, considerando una doc-cia al giorno si possono risparmiare in un anno oltre 50.000 litri d’acqua e diverse centinaia di euro.
    La cosa importante è di utilizzare docce che non si limitino a ridurre il consumo d’acqua (allora tanto vale non aprire totalmente il rubinetto, con il risultato che s’impiega più tempo a lavarsi e si consuma lo stesso quantitativo di acqua), ma sfruttino in maniera più intelligente l’acqua, garantendo un elevato potere lavante a fronte di minori consumi.
    Vi sono inoltre vantaggi secondari interessanti: nel caso di boiler elettrico, più persone riescono a fare la doccia consecutivamente e minori sono i cali di portata per gli altri utenti, l’unico rovescio della medaglia è che, passando meno acqua nei tubi, si deve attendere più tempo l’arrivo dell’acqua calda.

  • Lavaggio stoviglie e biancheria.
  • Nel caso in cui si utilizzino lavatrici o lavastoviglie è bene farle girare sempre a pieno carico; nel caso dei lavaggi a mano evitare l’uso d’acqua corrente e preferire l’acqua raccolta in un lavabo o in una bacinella.
    Sempre per ridurre gli sprechi, non lasciate diventare vecchio lo sporco dei piatti e le macchie ostiche dei tessuti perché richiedono un lavaggio più impegnativo sia da un punto di vista chimico (detersivi) sia energetico (tempi e temperature più elevate); lavare separatamente i pezzi a seconda del grado di sporco.
    Molti si chiederanno: si consuma più acqua, energia e detersivi lavando a mano o a macchina?
    Per rispondere in maniera corretta a questa domanda è necessario conoscere due fattori: grado di riempimento ed «economicità» della macchina da una parte e capacità di lavaggio manuale dall’altra.
    Comunque alcuni studi in materia hanno dimostrato che per lavare lo stesso quantitativo di stoviglie, pari ad un carico intero di una lavapiatti, mediamente si consumano 80 litri d’acqua se lavati a mano; 60 se lavati a macchina; 12 litri nel caso di apparecchi ad elevata efficienza, i quali oltre al risparmio d’acqua consentono una notevole contrazione dei consumi di detersivi ed energia.

  • Vaschette del WC.
  • Le vaschette tradizionali, in genere contengono circa 24 litri, un volume d’acqua tale da permettere una buona azione lavante nel caso di presenze solide…, ma eccessivamente elevata nel caso di rifiuti liquidi.
    Mediamente, con tali sciacquoni si ha un consumo giornaliero di circa 100 litri a persona, in gran parte sprecati.
    Più efficienti sono le vaschette a due mandate, una da 3 e l’altra da 6 litri, grazie alle quali il consumo giornaliero, a parità di funzione, scende a 15 litri d’acqua.
    Se utilizzate in maniera corretta, ossia schiacciando il tasto giusto al momento giusto, con le vaschette a doppia mandata si arriva a risparmiare circa 17.000 litri d’acqua l’anno a persona.
    Quando non si hanno a disposizione vaschette ad hoc, è possibile modificare i tradizionali cassonetti introducendo dei pesi che permettono di ottenere le stesse prestazioni.
    Un altro metodo è di inserire nella vaschetta un mattone o più semplicemente una bottiglia piena d’acqua.
    In quest’ultimo caso si risparmia molta acqua, ma si riduce anche la quantità disponibile per ogni scarico con l’inconveniente di ridurre l’azione lavante.

  • Rubinetti.
  • Vanno aperti solo quando serve e tenuti chiusi mentre ci si insapona o ci si lava i denti; analogamente per lavare la frutta e la verdura è sufficiente usare acqua raccolta in una bacinella e non quella corrente.
    Per dare un’idea concreta di quanto questi gesti quotidiani possano far variare notevolmente il livello dei consumi idrici, analizziamo in dettaglio cosa accade durante il lavaggio dei denti: tenendo aperto il rubinetto per tutto il periodo di pulizia, si arriva a consumare 10.000 litri l’anno a persona; quando il rubinetto viene aperto solo per il risciacquo il consumo d’acqua si riduce a 1600; se poi invece dell’acqua corrente si utilizza quella contenuta in un bicchiere, si arriva a non più di 200 litri d’acqua l’anno!
    Un bel risparmio, vero?
    Per quanto concerne interventi di tipo impiantistico, è possibile sostituire i normali filtrini dei rubinetti (quelli che ogni tanto dobbiamo pulire dal calcare e da altre sporcizie) con dei modelli risparmio energetico (aeratori).
    Come per le docce vale il discorso di acquistare dei modelli che non si limitino a ridurre la portata dell’acqua, ma che producano un getto di eguale capacità lavante con consumi inferiori.

  • Perdite dalle guarnizioni.
  • L’acqua, che a causa di perdite delle guarnizioni gocciola dai rubinetti o dallo sciacquone, sembra poca cosa, ma essendo continuativo, anche il semplice gocciolamento comporta uno spreco inutile di migliaia di litri d’acqua (e di euro).
    Nel caso in cui l’impianto è dotato di accumuli dell’acqua calda, come ad esempio i boiler elettrici, oltre al consumo d’acqua le perdite idriche si tramutano anche in uno spreco d’energia elettrica.
    È pertanto consigliabile di sostituire immediatamente le guarnizioni danneggiate.

  • Ridurre l’Impiego di Additivi
  • Tutti i detergenti, compresi quelli ecologici, comportano un impatto ambientale per la loro produzione, il trasporto e lo smaltimento.
    Inoltre, soprattutto nel caso di detergenti convenzionali, si ha una liberazione di residui tossici nell’ambiente che poi vengono assimilati attraverso la respirazione, la pelle e il consumo di alimenti.
    Ecco perché è bene ridurre al minimo l’impiego di detergenti e detersivi e in ogni caso preferire i prodotti ecologici.
    Ma cosa c’entrano i detersivi con l’acqua?
    È molto semplice: in tutti i processi di pulizia viene utilizzata l’acqua come diluente che, se usata in modo intelligente, riserva ottime sorprese!
    Per il lavaggio di stoviglie e del bucato è possibile trattare energicamente l’acqua con opportuni dispositivi da applicare direttamente alle condotte dell’acqua o direttamente nelle macchine da lavare o sotto forma di additivi, ottenendo circa un dimezzamento dei consumi dei detersivi.
    Per quanto concerne la pulizia delle superfici è consigliabile impiegare dei panni in microfibra dove l’azione chimica degli additivi è completamente sostituita dall’azione meccanica, ossia si pulisce e si sgrassa unicamente utilizzando l’acqua.
    Ma anche in questo caso, per non avere risultati deludenti, è necessario scegliere prodotti d’elevata qualità.

  • Combattere il Calcare
  • Il calcare è ben noto per la tendenza a creare incrostazioni, assai difficili da rimuovere da box doccia, lavelli e rubinetteria in generale; ma i maggiori inconvenienti, il calcare li crea all’interno dell’impianto idraulico, ossia nelle condutture e, soprattutto, nei generatori d’acqua calda (elettrici o a gas).
    Tali depositi creano due tipi di barriere: una termica e una fisica.
    La prima si traduce in un maggior consumo di energia per nulla trascurabile, infatti, per ogni millimetro di deposito di calcare nei tubi, si registra un aumento dei consumi elettrici di circa il 10% e siccome lo strato accumulato in un generatore d’acqua calda può diventare molto spesso, nel tempo, i consumi possono crescere vertiginosamente.
    Analogamente, lo strato di calcare crea anche una barriera fisica al passaggio dell’acqua che, nel caso d’impianto dotato di autoclave, fa anch’esso aumentare i consumi di elettricità.
    Infine va detto che il calcare sollecita maggiormente l’impianto idraulico riducendone la durata.
    Una verifica della presenza di calcare all’interno dei tubi può essere realizzata con una semplice prova.
    Aprite al massimo il rubinetto dell’acqua fredda e notate la portata; dopo qualche istante ripetete la stessa cosa con il rubinetto dell’acqua calda.
    La minore portata dell’acqua calda è essenzialmente dovuta alle incrostazioni di calcare presenti nel generatore di calore!
    Le soluzioni utili per vincere il calcare si dividono in due categorie: trattamenti in grado di inibire il potere di coesione del calcare che, pur continuando ad essere presente nell’acqua, non è più in grado di for-mare incrostazioni; trattamenti di rimozione del calcare dall’acqua.

Ecologia Domestica

Del primo gruppo fanno parte i trattamenti energetici dell’acqua, i catalizzatori ceramici e i campi magnetici.

I primi uniscono le proprietà anticalcare alla riduzione dei consumi di detersivi ed all’eliminazione del problema della formazione della ruggine (molti modelli possono essere installati senza ricorrere all’idraulico).

I catalizzatori ceramici sono estremamente efficaci, ma richiedono un intervento impiantistico così come i dispositivi basati sull’effetto dei campi magnetici.

Tra i dispositivi che operano la rimozione parziale del calcare dall’acqua vi sono gli addolcitori, il cui impiego richiede periodicamente l’aggiunta di sale e un’accurata manutenzione.
Inoltre, sia l’installazione che la manutenzione richiede l’intervento di tecnici specializzati.

LENTE D'INGRANDIMENTO


Stop alla droga? Diciamolo in piazza

di Francesca Sironi - marzo 2013

Parlare di cocaina nei luoghi in cui viene venduta, per sottrarli agli spacciatori e resituirli, almeno per un giorno, alla legalità. Un'occupazione lettaria itinerante, in giro per l'Italia, da Roma a Scampia, da Palermo a Milano. Ecco il progetto 'Tira dritto', nato dall'idea del giornalista di Repubblica Paolo Berizzi


Occupare i fortini della droga. Usando solo la forza della parola. Restituendo, almeno per un giorno, le principali piazze di spaccio d'Italia alla legalità. E' l'obiettivo di "Tira dritto - Stop Cocaina", una campagna ideata dal giornalista Paolo Berizzi e sostenuta dal dipartimento delle politiche antidroga alla Presidenza del consiglio dei ministri. Un'iniziativa a tappe che inizierà mercoledì 27 marzo a Tor Bella Monaca, alla periferia di Roma: «Questi sono luoghi dove centinaia di famiglie vivono spacciando cocaina. Noi vogliamo portare per un pomeriggio le istituzioni, gli esperti, i magistrati e dei testimonial a parlare delle conseguenze dell'uso e della vendita della "regina" delle droghe», spiega Berizzi.

Gli incontri non saranno paludate conferenze ospitate in qualche sala comunale, ma dibattiti all'aperto, per strada: «Si chiamano "Talkstreet" ed è la prima volta che il tema della droga sarà affrontato in questo modo, in Italia. Pensavo fosse un'idea folle, ma molti l'hanno sostenuta».

Berizzi, autore con Antonello Zappadu del libro "La Bamba", in cui ricostruisce il percorso della coca dalle piantagioni colombiane alle vie di Milano, porterà con sé magistrati ed esperti ma anche attori, registi, cantanti. Fra i volti noti ci saranno quelli di Pierfrancesco Favino, Daniele Silvestri, Marco Giallini, Kasia Smutniak, Matteo Garrone: «Ognuno di loro racconterà la sua esperienza, condividerà delle riflessioni sul problema della cocaina. Avere dei testimonial è importante: andremo in quartieri dove sono conosciuti, e questa sarà magari la scusa per portare la gente in piazza».

Gli scambi di parole saranno brevi, promette Berizzi: «Quello che ci interessa veramente è ascoltare gli abitanti dei quartieri. Sentire da loro cosa significa vivere in mezzo alla droga». Niente palco, tendoni o inviti: tutto avverrà per strada, sui marciapiedi, fra le panchine dei parchi pubblici. A moderare gli interventi sarà sempre Elsa di Gati, giornalista di Rai3. La promozione dell'iniziativa sarà fatta sul territorio, dalle associazioni locali: «L'incontro di Roma è promosso con Villa Maraini, che da 40 anni aiuta i tossicodipendenti. Al dibattito interverrà anche il fondatore della comunità, Massimo Barra, un uomo che vive in trincea da tutta la vita».

Per Berizzi i Talkstreet, 15 in tutta Italia, che andranno dallo Zen di Palermo a Corso Como a Milano, dal quartiere Japigia di Bari a Porta Palazzo a Torino, saranno un modo per «occupare» le piazze di spaccio. Una parola forte, "occupare", che spiega così: «Vogliamo portare le istituzioni in mezzo alla gente che tutti i giorni vive a contatto con la cocaina. Vogliamo scendere per strada, non fermarci a una carovana simbolica. Andare nelle piazze di spaccio ci permetterà di dare un segnale forte, usando semplicemente le parole». Le reazioni potrebbero essere diverse: «Dove potremo, dove avremo le carte, le sentenze, faremo i nomi dei signori della droga locali. Ci rivolgeremo anche a loro, alle loro famiglie, nel loro territorio. Non potremmo dare un segnale più forte di questo. Le reazioni potranno essere negative o positive, purché ci siano». Per una volta, infatti, gli abitanti potranno essere protagonisti, non animali da zoo dietro le telecamere né vittime di un gioco più grande di loro: «Non saremo dei meri registratori. Tutto ciò che ci diranno servirà a giornalisti e magistrati per capire meglio il mondo della cocaina, anche dal loro punto di vista».

I contesti saranno ovviamente diversi. Dal degrado di Scampia alle luccicanti vetrine del centro di Firenze o di Bologna. Anche i discorsi cambieranno, col contesto, ma l'obiettivo rimarrà sempre lo stesso: «Accendere i riflettori». Ogni due o tre settimane, a partire dal prossimo 27 marzo, la campagna si sposterà in giro per l'Italia. Sperando di lasciare un segno contro il business della cocaina, che continua ad arricchire le mafie e a rovinare la vita di migliaia di persone: «Oggi la cocaina è molto più di quanto si pensi. Influenza i comportamenti, regola e stravolge le dinamiche sociali, la vita delle città. E' sovrana della quotidianità lavorativa, dai muratori ai parlamentari, dai piloti ai manager, dagli autisti ai chirurghi. Imbianca i licei e le università e incipria i nasi di consumatori sempre più giovani», scrive Berizzi sul sito: «Basterebbe una boccata d'aria pura, una sniffata di libertà, un'indigestione di fiducia, una volta, per un pomeriggio, magari un'ora, per ricordarsi come ci si sente bene padroni di noi stessi»
.

SOLIDARIETA' E CONSUMI

L’economia solidale

è, prima di tutto, un atteggiamento da cui derivano dei comportamenti che determinano un particolare stile di vita. Non si tratta solo, infatti, di aderire alle formule del commercio equo solidale, ma anche, e soprattutto, di rivoluzionare le nostre abitudini quotidiane: l’economia solidale comprende anche il nostro modo di lavare e lavarsi, ossia la quantità e la qualità di acqua, sapone e detersivi che utilizziamo.

Partire, quindi, dalle piccole cose, dalle attività quotidiane che, alla fin fine, costituiscono, in termini di tempo d’esecuzione, una porzione molto ampia di ogni nostra giornata. Limitare i consumi, specie d’acqua, evitare gli sprechi, cooperare con gli altri, sostituire la moda dell’ “usa e getta” con quella del recupero, utilizzare prodotti ecocompatibili, utilizzare l’automobile solo in casi di estrema necessità, impegnarsi a non inquinare, scambiare (tipo libri, cd, attrezzi, ecc.) per evitare di acquistare, sono alcuni imperativi per uno stile di vita un po’ più sobrio.

Zucchero equo-solidale

La nostra società si basa su un flusso continuo di merci e prodotti, e per questo viene definita consumistica. E, certamente, per cambiare le cose occorre intervenire (interferire) su questi automatismi.

Potremmo abbozzare una sorta di decalogo: compra leggero (ovvero prodotti con uno “zaino ecologico” non troppo pesante); compra durevole; compra semplice (in genere, gli oggetti più sofisticati sono meno durevoli, più delicati); compra vicino (per ridurre i danni ambientali che ogni trasporto comporta); compra sano; compra più giusto (e qui ci avviciniamo al discorso del commercio equo); compra prudente (a dispetto di normative e regolamentazioni, non è detto che il materiale acquistato non sia nocivo); compra sincero (evitare cioè i prodotti troppo pubblicizzati, dato che la pubblicità ce la paghiamo noi ed è spesso lontana dalla verità); compra mano d’opera (un metodo per aumentare l’occupazione); investi in futuro

INDIRIZZI UTILI

http://www.retelilliput.org/

http://www.utopie.it/http://www.retecosol.org/

http://www.networketico.it/

http://www.volint.it/http://www.zoes.it/

http://www.vita.it/

http://www.nuovomunicipio.org/

http://www.decrescita.it/

http://www.equonomia.it/

http://www.altreconomia.it/

http://www.altroconsumo.it/

http://www.valori.it/



COMMERCIO EQUO SOLIDALE

http://www.assobdm.it/

http://www.altromercato.it/

http://www.equoland.it/

http://www.transfair.it/

http://www.agices.org/

http://www.commercioetico.it/

http://www.equo.it/

http://www.mondosolidale.it/

http://www.cooperativaisola.org/

http://www.equociqua.it/

GAS

http://www.economia-solidale.org/

http://www.retegas.org/



FINANZA ETICA

http://www.bancaetica.com/

http://www.finanza-etica.itt/



TURISMO RESPONSABILE

http://www.aitr.org/

http://www.tures.it/

http://www.viaggiemiraggi.org/

http://www.viaggisolidali.it/

http://www.humanaitalia.org/



BARATTO

http://www.eticambio.it/

http://www.zerorelativo.it/

http://www.barattopoli.com/

http://www.tuttobaratto.it/

http://www.suesu.it/

da Fatti Mail a ... Song-Taaba ONLUS - Africa e Solidarietà

da Fatti Mail, da una mail spedita per chiedere una mano per il Burkina Faso, l'incontro con Padre Jean Ilboudo e la nascita, nel 2008, di Song-Taaba ONLUS.... Song-Taaba incontra Chiara Castellani, il suo Congo ed inizia un'esperienza umana di amicizia e solidarietà ... di conoscenza e consapevolezza ... che fa compiere ogni giorno nuovi passi ... guardando avanti ...

"A salvare veramente l’Africa non saranno i fondi e gli aiuti. Salveranno vite umane, permettendo loro di sopravvivere, ma non salveranno la vita dell’Africa. Cio’ che importa non sono i mezzi, ma le condizioni. Bisogna permettere all’Africa di ricostruirsi. Bisogna aiutarla a ricostruirsi. L’Africa deve essere prima che avere". (Joseph Ki-Zerbo)

L'Africa deve essere prima che avere ...

e come l'Africa, ognuno di noi

La strada dell'essere è quella i cui passi sono domande e la meta non è un dove ma un chi ...

Una strada che lo sguardo lungo e visionario di Padre Jean Ilboudo ha fatto intravedere a tutti noi

Song-Taaba è e vuole essere questo: la possibilità di percorrere questa strada

http://song-taabaonlus.ning.com/

Be Ye Ka Ye?: cosa c'è lì che non c'è qui?

Nulla o forse tutto: la voglia di muoversi, di interrogarsi,
di cercare il valore della vita ...

http://www.youtube.com/watch?v=WQGF1fqEruQ

la vita di Chiara Castellani

http://www.youtube.com/watch?v=HON6FoFUPnI

e di chiunque abbia voglia di vivere la solidarietà ...
se sei fra questi ... contatta:
segreteria@song-taabaonlus.org,


.... x iniziare a guardare l'Africa dal ... lato giusto:
Nel suo docu-film, Silvestro Montanaro, svela un'Africa
consapevole, dignitosa, aperta al futuro, segnata da ferite interne ed esterne,
creativa, saggia. Un' Africa da ascoltare, da capire, da scoprire e da cui
imparare:
http://www.ceraunavolta.rai.it/dl/portali/site/puntata/ContentItem-5a587b72-ded6-4320-942f-572599d3406c.html,