SOLIDARIETA' ... come altro?

SOLIDARIETA' ... come altro?
Ci impegniamo senza giudicare chi non s'impegna, senza accusare chi non s'impegna, senza condannare chi non s'impegna, senza cercare perché non s'impegna, senza disimpegnarci perché altri non s'impegna. Ci impegniamo per trovare un senso alla vita, a questa vita, alla nostra vita, una ragione che non sia una delle tante che ben conosciamo e che non ci prendono il cuore, un utile che non sia una delle solite trappole generosamente offerte ...dalla gente pratica. Si vive una sola volta e non vogliamo essere giocati in nome di nessun piccolo interesse. (Primo Mazzolari)

giovedì 13 dicembre 2012

7 dicembre 2012


7 dicembre 2012


Affezionata piccola grande famiglia di Fatti Mail

Difficilmente questa rete da risalto al lieto fine.

C’è il timore di suscitare  troppe aspettative. C’è il desiderio di valorizzare la dimensione solidale  in quanto tale. C’è il rispetto per il “peso” che grava su ogni attesa. 
E’ nel piantare semi di solidarietà “il bello”  forse più   che nei frutti da raccogliere.

Ma i frutti ci sono. 
C’è  - dietro ogni spedizione di questa caotica news letter - un attivarsi, un fidarsi, un aprirsi gli uni agli altri di cui è cosa buona dare - talvolta  - testimonianza.

C’è un’umanità meno paurosa, egoista, distratta, superficiale, indifferente di quanto  finiamo per credere. Alimentare il peggio è uno dei tanti modi in cui sia possibile manipolare le persone. Far passare l’idea che tanto nessuno ascolterà o nessuno ci aiuterà è l’anticamera per giustificare il prezzo che è bene spendere per  ogni ascolto ed ogni aiuto. Dare per atrofizzata o dissolta la gratuità è diffondere colpevolmente una “notizia” non verificata. E’ mentire.

Essere umani fortunatamente è molto molto di più, è un’avventura non riducibile neanche al  migliore (o peggiore) dei condizionamenti sociali, mediatici o culturali

Essere umani è stupire. E’ sorprendere. E’ nutrirsi di bene. E’ vivere.

Tutti (e tutto) mostrano continuamente come e cosa fare per vivere bene. 
Ma il bene non è la meta (a meno che non lo si voglia ridurre ad oggetto, ad un “bene”) … il bene è il cosa ed il come … il bene è la modalità … il bene è la via, la strada che porta a scoprire la pienezza del vivere. La strada ha sempre due direzioni. La strada come il Bene. Percorrerle - quale ne sia il verso – fa sperimentare pienezza: quella dell’ offrire un gesto come quella del riceverlo. Una pienezza che stordisce, che  supera, che sazia! Una pienezza che svela infine quell’illusione di riempimento affidata all’ infinità di beni da “consumare” propinati ininterrottamente per farcire vuoti  incolmabili (o non così colmabili).

Non ho temponon sono in gradonon sono così “buono”, non ce la posso fare … lungo la strada ostacoli da saltare … ostacoli molto più bassi di quel che immaginiamo … ostacoli oltre i quali ritrovare quella felicità, quell’ebbrezza, quel senso la cui pungente nostalgia può confondere. Ostacoli per sbarrare lo slancio e negare alle insipienze del presente il gusto del futuro. Ostacoli per offrire ad ogni salto la possibilità di immettere speranza, luce, pluralità  nella storia e nelle storie di ognuno di noi. Ostacoli davanti ai quali  bloccarsi o lanciarsi. Ostacoli per imparare a scegliere ... ed a saltare!

Fatti Mail è piena di saltatori, la vita è piena di saltatori. Saltare è vivere, fermarsi davanti agli ostacoli sopravvivere.

“In me scalpita una memoria antica. Un altro mondo è possibile. Le anime generose, quelle che si levano in piedi in mezzo ad una popolazione che striscia, che si aprono un varco tra i compromessi, le ipocrisia, le ignominie, che si levano contro l’inaccettabile. Lasciarsi ancora avvincere dal più bello e più rischioso dei sogni. Cosa fare di questa lucidità disperata che ci prende davanti alla sofferenza del mondo? Come far fronte ad una società impossibile da comprendere nella sua incoscienza e nel suo cinismo? Yvan Amar ricordava che la sola cosa di cui l’uomo moderno possa vantarsi davanti a Dio è d’aver inventato la pattumiera. Va crescendo il pantano in cui si mescolano i perdenti, gli esclusi, le risorse naturali, i sogni, le visioni. Pare evidente che ogni reazione sarebbe vana, che ergere un nuovo mondo contro il vecchio non farebbe altro che rendere più forte la dinamica devastatrice. Non è proprio il caso di rimpiazzare un’ideologia con un’ altra né di inventare nuovi idoli. Uno spasmo doloroso accoglie in noi ogni nuova teoria, ogni “bisognerebbe”. Siamo ben coscienti che se rimaniamo nella genericità “la società” “gli abusi”   ci impantaniamo, ci sfiniamo, ci distruggiamo. Non può allora non sorgere l’interrogativo radicale, la domanda che rende folli: So veramente ciò che sarebbe meglio o preferibile? Il peggio sulla terra non è stato fatto da quelli che sapevano? “State attenti a non imporci un benessere che non è il nostro” Saggia preghiera di un notabile algerino all’inizio della colonizzazione. Ogni risposta generica, ogni parola generica conserva il suo veleno. Ma in ogni situazione specifica, unica, in ogni istante unico so o avverto ciò che è preferibile, ciò che è bene, e faccio mia la scelta. Nella genericità non ho risposte. Le risposte sono nelle situazioni specifiche. Prenderne coscienza è già, credo, un inizio accettabile” (Christiane Singer)


Nel mese di dicembre sono infinite le piccole scelte solidali che possono essere poste in essere. Non di solo consumismo vive il Natale.  Moltissime associazioni lavorano per dare alla solidarietà forme familiari e divertenti: concerti, rappresentazioni, mercatini, cene  … Fatti Mail non può arrivare ad ospitare le attività di tutte le associazioni  - nel bollettino CONDIVIDO che riceverete a seguire ne troverete comunque molte  - ma nella certezza che il bene non tema la concorrenza anzi né sia rafforzato Fatti Mail invita tutti ad andare a visitare i siti delle tante associazioni solidali e di volontariato che operano sul proprio territorio in modo da poter spalancare questi giorni a folate di solidarietà.

Infine un aggiornamento  - forse una volta l’anno doveroso  - sui progetti di Song-Taaba  - la Onlus gemmata proprio da Fatti Mail: da una mail arrivata, come tante altre, per chiedere un aiuto per il Burkina Faso. Un aiuto per combattere l’analfabetismo che affligge gravemente questo Paese. Quella mail è stata letta. Dalla lettura il desiderio di incontrare chi l’avesse scritta, dall’incontro il conoscersi reciprocamente. Dalla conoscenza la scelta di tendere una mano per toccare ed incrociare altre mani tese. Nella rete di mani che abbiamo iniziato a tessere c'è la mano di padre Jean Ilboudo e c’è anche la mano di Chiara Castellani e delle amiche ad amici con cui abbiamo e stiamo condividendo progetti di formazione sanitaria e di supporto al lavoro di medico – in prima linea -  di Chiara in Congo.  Progetti mirati ad affermare il diritto alla salute, alla prevenzione, al saper e poter curare … tutti.

Sono appena tornati alcuni volontari dal Burkina Faso. In questo momento – anche grazie al sostegno che spesso questa rete ha offerto a Song-Taaba – 4 progetti di alfabetizzazione stanno crescendo e portando frutti: un progetto di micro sostegno all’artigianato locale di cui fanno parte 89 donne, un progetto di formazione professionale e alfabetizzazione di base di cui fanno parte 104 donne, un progetto di SOStegnoallostudio che coinvolge 42 piccoli studenti, la realizzazione di un Polo Scolastico destinato a migliaia di studenti per combattere l’abbandono della scuola.

 1 mail + 1 lettura solidale e condivisa = 42, 89, 104, oltre mille  ... semi di cambiamento, futuro, speranza. 
Fatti Mail e lo spirito solidale che la attraversa  possono dar vita ad esperienze di sorprendenti moltiplicazioni.


AVVISATE LE PERSONE DA VOI SEGNALATE -  DI CUI FORNITE SOLO UN NUMERO DI TELEFONO –
CHE POTREBBERO RICEVERE TELEFONATE IN CUI SI FACCIA RIFERIMENTO A “FATTI MAIL” … è importante aiutare due persone estranee che si parlino la prima volta a superare il disagio iniziale dovuto spesso proprio alla mancanza di fiducia … Considerate che l’espandersi di Fatti Mail se da una parte aumenta i lettori (e le opportunità di risposte solidali) dall’altra estende anche al di fuori delle spedizioni di Fatti Mail via e-mail la possibile lettura del bollettino. Chiedete quindi a chi vi chiami o vi contatti come sia venuto a conoscenza della vostra richiesta, regolandovi conseguentemente. 


1)        ANGELA CERCA LAVORO:

Cari amici,
vi scrivo per un aiuto. Ho una cara amica, madre di due figli, vedova, che versa in condizioni economiche disastrose. Ha assistito il marito fino alla sua scomparsa, avvenuta due anni fa. Cerca disperatamente lavoro. Io vi giro queste informazioni, che mi ha scritto il figlio maggiore. Se vi viene in mente qualche contesto (qualsiasi) in cui inserirla, ve ne sarò grata.
Un abbraccio 
Francesca
Nome: Encarnaciòn Angeles Garrido Dorador (Angela) - origini argentine ma vive in Italia da sempre.

Età: 49 anni

Ha accudito mio padre nella malattia e nella fase terminale, occupandosi anche della sue pulizia e di piccole medicazioni che anche all'ospedale ogni tanto le facevano fare gli infermieri.

Ha fatto la badante a una signora anziana solo nelle ore diurne, l'aiutava per le faccende domestiche, l'accompagnava a fare le visite mediche e ogni tanto le cucinava.

Ha una predisposizione naturale a relazionarsi e a stare in compagnia con gente diversamente abile, sia fisicamente che mentalmente. Ha amici che frequenta regolarmente in queste condizioni.

Disponibile a ruolo di badante, accompagnatrice, baby sitter, anche per notti e giorni festivi.
Encarnaciòn Angeles Garrido Dorador (Angela) ...
gaiaspettaespera@tiscali.it, 


2)            LUCKY CERCA LAVORO:

Cara Gaia, ti affido questo appello da pubblicare per favore SU Fatti Mail, per Lucky.

Lucky, nostro caro amico, da anni è autista del pullmino che accompagna i nostri bambini a scuola tutti i giorni. E’ un signore dello Sri Lanka molto disponibile e che ci sa fare con i bambini.

Per mantenere la sua famiglia però non basta che egli faccia l’autista del pulmino; aveva un altro lavoro, ma quest’estate dopo aver subito un’operazione alla spalla, ha avuto l’amara sorpresa di vedersi licenziato dal suo secondo datore di lavoro. Ecco perché è alla ricerca di un altro lavoro.

E’ disponibile dal lunedì al venerdì, dalle 9/9.15 alle 13/13.30 per:
- fare da autista con macchina propria
- occuparsi di persone anziane
- fare pulizie
- stirare
- fare la spesa
- offrire un servizio di portierato e pulizie (con esperienza)

Lucky (che in inglese significa fortunato, ma lui non lo è stato troppo con il lavoro) è persona di assoluta fiducia, allegra, ottimista e paziente, non si spaventa di fronte al lavoro ed è estremamente disponibile, sempre con il sorriso sulle labbra.
Lo potete contattare al n. ... menzionando FATTIMAIL. Grazie infinite, vi assicuro che mi ringrazierete!

Alessandra -
gaiaspettaespera@tiscali.it, 


3)           MILENA  OFFRE VITTO&ALLOGGIO


Carissima Gaia,

Milena è una donna sola di quasi 60 anni, invalida ma autonoma. E’ nubile, ha esercitato la professione di medico in struttura pubblica sino all’insorgere dell’invalidità ed ha vissuto tutta la sua vita accudendo l’anziana mamma, da poco volata in cielo.
Milena abita in un bell’appartamento a Fonte Meravigliosa ed è disposta ad offrire vitto ed alloggio ad una donna fidata, che lavorando ad ore o in lungo orario presso altre famiglie, potrebbe offrire in cambio per il vitto e l’alloggio, un supporto nel tenere la casa in ordine a Milena.
Speriamo di “intercettare” tramite FattiMail un’esigenza che combaci con quella di Milena !

Grazie ! Michelangelo    
gaiaspettaespera@tiscali.it,  


4)           VALENTINA CERCA LAVORO  URGENTE!
  Valentina, signora ucraina, referenziata e con il permesso di soggiorno
cerca lavoro come badante fissa. Valentina 
               
  Federico e Anna            Raffaela                  
 Grazie e cordiali saluti! Raffaela 
gaiaspettaespera@tiscali.it, 



5)           FRANCESCA CERCA SUPPORTO

Sono Francesca, ho 42 anni, sono laureata in scienze politiche, indirizzo politico-amministrativo, attualmente in cassa integrazione a zero ore fino al 31 dicembre 2012, dopo disoccupata; poche settimane fa ho ricevuto ufficialmente la lettera di licenziamento e con essa si è spenta ogni remota possibilità di essere reintegrata. 

Sono giunta a questo doloroso e difficile momento dopo un anno di solidarietà e un altro di cassa integrazione a rotazione. Dal 2004 lavoravo in una multinazionale francese "Teleperformance" nel settore delle telecomunicazioni che ha subìto la crisi di mercato e ha deciso di delocalizzare all'estero, precisamente in Albania dove la manodopera costa meno, chiudendo la sede di Roma presso cui lavoravo, lasciando senza lavoro più di 400 famiglie.

Dopo lunghi momenti di forte preoccupazione e scoraggiamento mi si è aperta una piccola luce di speranza, poche settimane fa mi è stata offerta una opportunità di lavoro nel settore immobiliare, ho un mese di prova per dimostrare impegno, capacità e risultato pertanto chiunque avesse necessità di vendere, comprare o affittare un immobile per uso residenziale e/o commerciale non solo nella zona di roma e lazio ma anche fuori vi sarei grata se mi prendeste in considerazione come interlocutore dei vostri affari, ovviamente sono supportata dall'agenzia Stacchini Immobiliare s.r.l. che vanta anni di esperienza, serietà e professionalità. Per me è di fondamentale importanza superare la prova e mantenere questo lavoro... come voi tutti sapete per gli over 40 donne non ci sono grosse possibilità di reinserirsi nel mondo del lavoro e se consideriamo la forte crisi che si sta abbattendo sul nostro paese le cose si complicano ancora di più. Resto aperta a vagliare altre possibilità di lavoro laddove mi si presentassero.
Il mio cv è a disposizione di chiunque abbia necessità di visionarlo.
Grazie di cuore per la vostra attenzione e per l'aiuto che vorrete darmi

Francesca.

gaiaspettaespera@tiscali.it, 


6)     A.A.A. CERCASI OPERATORI PER CASA FAMIGLIA PER BAMBINI CON DISABILITA' COMPLESSA

La nostra realtà:

Siamo alla ricerca di due operatori da impiegare nelle nostre case famiglia per bambini portatori di disabilità complessa (fisica e/o mentale).
Chi conosce la nostra realtà sa già che le case famiglia dove sono ospiti i nostri piccoli dalle abilità "speciali" sono pensate come .... le loro case.
 
Vogliono essere luogo accogliente dove i bambini possano sperimentare concretamente attraverso il contatto con gli operatori un'esperienza di accoglienza e accompagnamento.

L’affettività, l’intimità, le cure personalissime consentono ad ogni bambino di sentirsi amabile ed amato, attribuisce senso e significato alla vita, ad ogni vita, costituisce linfa e nutrimento nei processi di crescita.
Pensiamo che la vita familiare sia la condizione insostituibile nella formazione della personalità e della socialità: ciò che gli operatori impegnati nelle case desiderano offrire ai nostri bambini è esattamente un ambiente di tipo familiare. Come in tutti gli ambienti di tipo familiare, gli operatori sono chiamati a condividere il quotidiano con i bambini, in un lavoro di gruppo e di alta flessibilità. In particolare sono chiamati a:

- accompagnarli e riprenderli da scuola
- accudirli nelle loro necessità
 
- preparare i pasti
- pulire la casa affinchè sia per i bambini luogo accogliente
- prendersi cura delle necessità di cura sanitaria ove necessario (incluso l'utilizzo di ausilii quali Peg, Aspiratore, etc. che non presuppongo per l'uso conoscenze di tipo infermieristico)

Cosa cerchiamo:
Due operatori da inserire all’interno delle 3 strutture di accoglienza per bambini disabili che possa - dopo un periodo di conoscenza reciproca - entrare a far parte del gruppo per le sostituzioni degli operatori. L’impegno richiesto a regime è per un servizio retribuito di tipo turnante dal lunedì alla domenica anche di notte e nei festivi.
Titoli di studio (educatore professionale) ed esperienze professionali nel campo della disabilità saranno considerati criteri di selezioni preferenziali. Si prega di evidenziare nella lettera di accompagnamento e nel curriculum vitae tali aspetti.

Come pensiamo di procedere:
Colloquio di gruppo previsto per giovedì 13 dicembre dalle ore 9,30 alle ore 13,00 presso la sede della Cooperativa (Via delle Calasanziane, 12).
La partecipazione a tale colloquio è presupposto fondamentale per il prosieguo della selezione.
Successivamente al colloquio di gruppo nella giornata seguente (14 dicembre) verranno svolti colloqui individuali con le persone selezionate al colloquio di gruppo.
Dall'esito dei colloqui individuali discenderanno le fasi successive del percorso di conoscenza reciproca che deve essere intesa come percorso di graduale avvicinamento alla realtà dei bimbi ospiti all'interno delle case famiglia:

-Periodo di prova di 1 settimana (tra il 17 e il 31 dicembre), con colloquio finale.
-Stage retribuito di 3 mesi (gennaio, febbraio, marzo) nella forma della collaborazione occasionale da iniziare dopo una prima settimana di prova. Lo stage sarà articolato su 20 ore settimanali (da suddividere tra mattina e pomeriggio, anche sabato e domenica). Sarà previsto per tutto il periodo l’affiancamento a nostro personale.
- Colloqui in itinere durante lo stage.
- Colloquio di verifica finale per valutare insieme avvio di contratto a progetto (o di apprendistato) della durata di 6 mesi per le sostituzioni (CCNL Coop. Sociali).

Dalla partenza del contratto a progetto è prevista/richiesta la partecipazione ad incontri aggiuntivi quindicinali di formazione e supervisione condotti da un neuropsichiatra infantile psicoterapeuta.

Invitiamo tutti coloro che sono interessati a partecipare all'avvio delle selezioni (che si terrà nella sola mattinata di giovedì 13 dicembre) ad inviare al più presto il proprio cv al seguente indirizzo di posta elettronica: posta@casabetania.org



7)     INGLESE: LEZIONI- RIPETIZIONI
Ciao Gaia, vorrei chiederti se possibile di pubblicare questo mio annuncio:

Lezioni di Inglese per bambini/ragazzi/adulti  -Ripetizioni  - Aiuto con i compiti  -  Conversazione in Inglese

Insegnante di inglese qualificata, con esperienza anche nell'insegnamento ai bambini in età scolare e pre-scolare si offre per lezioni/ripetizioni/conversazione

Alessandra Policreti  -
gaiaspettaespera@tiscali.it, 

 UNA LETTERA DEL NUOVO SINDACO DI LAMPEDUSA.

Sono il nuovo Sindaco delle isole di Lampedusa e di Linosa. Eletta a maggio 2012, al 3 di novembre mi sono stati consegnati già 21 cadaveri di persone annegate mentre tentavano di raggiungere Lampedusa e questa per me è una cosa insopportabile. Per Lampedusa è un enorme fardello di dolore.
Abbiamo dovuto chiedere aiuto attraverso la Prefettura ai Sindaci della provincia per poter dare una dignitosa sepoltura alle ultime 11 salme, perché il Comune non aveva più loculi disponibili. Ne faremo altri, ma rivolgo a tutti una domanda: quanto deve essere grande il cimitero della mia isola?
Non riesco a comprendere come una simile tragedia possa essere considerata normale, come si possa rimuovere dalla vita quotidiana l’idea, per esempio, che 11 persone, tra cui 8 giovanissime donne e due ragazzini di 11 e 13 anni, possano morire tutti insieme, come sabato scorso, durante un viaggio che avrebbe dovuto essere per loro l’inizio di una nuova vita. Ne sono stati salvati 76 ma erano in 115, il numero dei morti è sempre di gran lunga superiore al numero dei corpi che il mare restituisce.
Sono indignata dall’assuefazione che sembra avere contagiato tutti, sono scandalizzata dal silenzio dell’Europa che ha appena ricevuto il Nobel della Pace e che tace di fronte ad una strage che ha i numeri di una vera e propria guerra. Sono sempre più convinta che la politica europea sull’immigrazione consideri questo tributo di vite umane un modo per calmierare i flussi, se non un deterrente.
Ma se per queste persone il viaggio sui barconi è tuttora l’unica possibilità di sperare, io credo che la loro morte in mare debba essere per l’Europa motivo di vergogna e disonore. In tutta questa tristissima pagina di storia che stiamo tutti scrivendo, l’unico motivo di orgoglio ce lo offrono quotidianamente gli uomini dello Stato italiano che salvano vite umane a 140 miglia da Lampedusa, mentre chi era a sole 30 miglia dai naufraghi, come è successo sabato scorso, ed avrebbe dovuto accorrere con le velocissime motovedette che il nostro precedente governo ha regalato a Gheddafi, ha invece ignorato la loro richiesta di aiuto. Quelle motovedette vengono però efficacemente utilizzate per sequestrare i nostri pescherecci, anche quando pescano al di fuori delle acque territoriali libiche.
Tutti devono sapere che è Lampedusa, con i suoi abitanti, con le forze preposte al soccorso e all’accoglienza, che dà dignità di esseri umane a queste persone, che dà dignità al nostro Paese e all’Europa intera.
Allora, se questi morti sono soltanto nostri, allora io voglio ricevere i telegrammi di condoglianze dopo ogni annegato che mi viene consegnato. Come se avesse la pelle bianca, come se fosse un figlio nostro annegato durante una vacanza".

Giusi Nicolini

RETI   AMICHE:
Segnalo a tutti gli amici di Fatti Mail  le reti amiche con cui spesso condividiamo sfide solidali:
- la rete di Raffaele Magrone
- Scambiotutto di Saverio Ambrogetti


Lo spirito di gratuità che muove Fatti Mail implica che chiunque abbia ricevuto (o riceva) ospitalità circa  un proprio comunicato lo faccia in spirito di condivisione dell'idealità solidale accettando di essere parte di uno spazio in cui la comunicazione sia tanto un dire quanto un ascoltareLa solidarietà ha infatti necessariamente due direzioni quella del chiedere e quella dell'offrire. Se non sono entrambe vissute ed accolte non potrà esserci spazio di solidarietà.
Nei fatti questo significa accettare:
-       che il proprio indirizzo e-mail entri nella mailing list di Fatti Mail (che non ne farà uso alcuno al di fuori della spedizione on-line delle news letter 2/3 volte al mese)
-       ed essere disponibili a leggere i bollettini che si riceveranno con la stessa solidarietà che si è sperato altri abbiano messo in gioco leggendo  il proprio annuncio

per ritrovare i testi e i contenuti delle passate Fatti Mail: colonna di destra ARCHIVIO BLOG basta cliccare sulle date elencate 

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mi chiamo Futuro ... tu come ti chiami ?

mi chiamo Futuro ... tu come ti chiami ?
Dio mi liberi dalla saggezza che non piange, dalla filosofia che non ride e dall'orgoglio che non s'inchina davanti ad un bambino" (K. Gibran) - "Forse ha ragione il gesuita p.John Haughey quando afferma :”Noi occidentali leggiamo il vangelo come se non avessimo soldi e usiamo i soldi come se non conoscessimo nulla del Vangelo" (Alex Zanotelli)

FORSE NON TUTTI SANNO CHE:

1) Mangiare, Dormire, Lavarsi ... è x tutti
sul sito della Comunità di S. Egidio è possibile "sfogliare" guide solidali che informano sulle realtà CITTADINE disponibili a sostenere chi si trovi in difficoltà

http://www.santegidio.org/index.php?&pageID=228

2) Legalità è Solidarietà
I grandissimi "piccoli" numeri delle "mafie" da una parte
e dall'altra i piccoli "grandissimi" numeri di chi quotidianamente tesse scelte solidali e cultura legale per contrastarle: sapere è potere, sapere è vedere video come quello presentato dalla trasmissione "La Storia siamo Noi"

SOLIDARIETA' E AMBIENTE

ACQUA, un popolo di spreconi

ACQUA, un popolo di spreconi

Un popolo di spreconi.

Ne consumiamo ogni giorno più di 250 litri a testa, più di ogni altra nazione europea.

Non siamo i più puliti, ma solo i più spreconi.



Ogni giorno utilizziamo centinaia di litri d’acqua senza prestare molta attenzione; in genere l’atteggiamento più diffuso è quello di pensare che «basta aprire un rubinetto e servirsene a piacere», in realtà le cose non stanno proprio così, è necessario fermarsi a riflettere un attimo per dare il giusto valore ad una risorsa che purtroppo non è infinita.

Senza acqua nessuna forma di vita è possibile, è un bene d’assoluta necessità che diventa sempre più scarso con il passare del tempo per motivi sia di ordine quantitativi (l’acqua oggi a disposizione è pari a circa un terzo di quella disponibile negli anni ‘50 e tra cinquanta anni sarà ulteriormente dimezzata), sia qualitativi (per ogni litro d’acqua potabile, almeno otto risultano contaminati dall’attività umana).

Gli effetti di questa situazione sono sotto gli occhi di tutti: casi crescenti di razionamento idrico; il consumo di acqua minerale o filtrata diventato quasi un obbligo; lievitazione del costo dell’acqua potabile ecc.

Se poi allarghiamo lo sguardo a livello mondiale, il panorama diventa ancora più preoccupante: circa un miliardo e mezzo di persone non dispongono di acqua potabile.

Di fronte ad un quadro tutt’altro che roseo, oltre ad avvicinarsi al rubinetto con maggiore rispetto, diventa importante porsi il problema di come contribuire in prima persona a migliorare la situazione.

D’altra parte, un uso più appropriato dell’acqua non fa bene solo all’ambiente, ma anche al portafogli e con molta probabilità anche alla pace tra i popoli, perché sono oramai numerosi gli analisti politici che individuano nella carenza d’acqua uno dei possibili motivi di conflitto armato tra i paesi.

Che fare?

Per eliminare gli sprechi idrici si può agire su tre fronti: -Ridurre i consumi d’acqua, in modo da erodere il meno possibile questa preziosa risorsa e contrarre l’impatto ambientale (produrre, trasportare e smaltire acqua potabile richiede energia e produce inquinamento). -Contrarre l’impiego di additivi per ridurre l’inquinamento dell’acqua, della natura e dell’ambiente domestico. -Diminuire il consumo energetico per scaldare e distribuire l’acqua al fine di ridurre l’inquinamento ambientale e il consumo di energia fossile. Per raggiungere questi obiettivi è necessario intervenire sia a livello degli stili di vita, modificando alcune abitudini radicate nel tempo, sia a livello di impiantistica, utilizzando apparecchiature progettate con particolare attenzione al risparmio idrico ed energetico per garantire un’efficacia uguale o superiore rispetto ai dispositivi convenzionali. Spesso si tratta di mettere mano al portafogli, ma il più delle volte il risparmio che deriva dall’uso di tali dispositivi ripaga in poco tempo la spesa affrontata per il loro acquisto. Il massimo dei risultati si ottiene quando entrambe queste strategie, cioè modifica delle abitudini e nuova impiantistica, sono adottate insieme. Vediamo ora in dettaglio le varie soluzion possibili.

Riduzione dei consumi

Iniziamo dalla tipologia di utilizzo che impatta maggiormente per poi passare alla seconda e così via prendendo come riferimento il diagram-ma a torta (vedi il grafico ripartizione dei consumi domestici), in altre parole guardiamolo con occhi famelici e gettiamoci a capofitto sulla fetta più grossa per poi passare a quella di dimensioni immediatamente inferiori e cosi via!

  • Docce e bagni.
  • La doccia presenta un minor consumo d’acqua, rispetto al bagno, soprattutto se si tiene l’acqua aperta solo quando serve.
    Inoltre è possibile adottare docce a risparmio energetico, in grado di ridurre i consumi oltre il 70%. In termini pratici, considerando una doc-cia al giorno si possono risparmiare in un anno oltre 50.000 litri d’acqua e diverse centinaia di euro.
    La cosa importante è di utilizzare docce che non si limitino a ridurre il consumo d’acqua (allora tanto vale non aprire totalmente il rubinetto, con il risultato che s’impiega più tempo a lavarsi e si consuma lo stesso quantitativo di acqua), ma sfruttino in maniera più intelligente l’acqua, garantendo un elevato potere lavante a fronte di minori consumi.
    Vi sono inoltre vantaggi secondari interessanti: nel caso di boiler elettrico, più persone riescono a fare la doccia consecutivamente e minori sono i cali di portata per gli altri utenti, l’unico rovescio della medaglia è che, passando meno acqua nei tubi, si deve attendere più tempo l’arrivo dell’acqua calda.

  • Lavaggio stoviglie e biancheria.
  • Nel caso in cui si utilizzino lavatrici o lavastoviglie è bene farle girare sempre a pieno carico; nel caso dei lavaggi a mano evitare l’uso d’acqua corrente e preferire l’acqua raccolta in un lavabo o in una bacinella.
    Sempre per ridurre gli sprechi, non lasciate diventare vecchio lo sporco dei piatti e le macchie ostiche dei tessuti perché richiedono un lavaggio più impegnativo sia da un punto di vista chimico (detersivi) sia energetico (tempi e temperature più elevate); lavare separatamente i pezzi a seconda del grado di sporco.
    Molti si chiederanno: si consuma più acqua, energia e detersivi lavando a mano o a macchina?
    Per rispondere in maniera corretta a questa domanda è necessario conoscere due fattori: grado di riempimento ed «economicità» della macchina da una parte e capacità di lavaggio manuale dall’altra.
    Comunque alcuni studi in materia hanno dimostrato che per lavare lo stesso quantitativo di stoviglie, pari ad un carico intero di una lavapiatti, mediamente si consumano 80 litri d’acqua se lavati a mano; 60 se lavati a macchina; 12 litri nel caso di apparecchi ad elevata efficienza, i quali oltre al risparmio d’acqua consentono una notevole contrazione dei consumi di detersivi ed energia.

  • Vaschette del WC.
  • Le vaschette tradizionali, in genere contengono circa 24 litri, un volume d’acqua tale da permettere una buona azione lavante nel caso di presenze solide…, ma eccessivamente elevata nel caso di rifiuti liquidi.
    Mediamente, con tali sciacquoni si ha un consumo giornaliero di circa 100 litri a persona, in gran parte sprecati.
    Più efficienti sono le vaschette a due mandate, una da 3 e l’altra da 6 litri, grazie alle quali il consumo giornaliero, a parità di funzione, scende a 15 litri d’acqua.
    Se utilizzate in maniera corretta, ossia schiacciando il tasto giusto al momento giusto, con le vaschette a doppia mandata si arriva a risparmiare circa 17.000 litri d’acqua l’anno a persona.
    Quando non si hanno a disposizione vaschette ad hoc, è possibile modificare i tradizionali cassonetti introducendo dei pesi che permettono di ottenere le stesse prestazioni.
    Un altro metodo è di inserire nella vaschetta un mattone o più semplicemente una bottiglia piena d’acqua.
    In quest’ultimo caso si risparmia molta acqua, ma si riduce anche la quantità disponibile per ogni scarico con l’inconveniente di ridurre l’azione lavante.

  • Rubinetti.
  • Vanno aperti solo quando serve e tenuti chiusi mentre ci si insapona o ci si lava i denti; analogamente per lavare la frutta e la verdura è sufficiente usare acqua raccolta in una bacinella e non quella corrente.
    Per dare un’idea concreta di quanto questi gesti quotidiani possano far variare notevolmente il livello dei consumi idrici, analizziamo in dettaglio cosa accade durante il lavaggio dei denti: tenendo aperto il rubinetto per tutto il periodo di pulizia, si arriva a consumare 10.000 litri l’anno a persona; quando il rubinetto viene aperto solo per il risciacquo il consumo d’acqua si riduce a 1600; se poi invece dell’acqua corrente si utilizza quella contenuta in un bicchiere, si arriva a non più di 200 litri d’acqua l’anno!
    Un bel risparmio, vero?
    Per quanto concerne interventi di tipo impiantistico, è possibile sostituire i normali filtrini dei rubinetti (quelli che ogni tanto dobbiamo pulire dal calcare e da altre sporcizie) con dei modelli risparmio energetico (aeratori).
    Come per le docce vale il discorso di acquistare dei modelli che non si limitino a ridurre la portata dell’acqua, ma che producano un getto di eguale capacità lavante con consumi inferiori.

  • Perdite dalle guarnizioni.
  • L’acqua, che a causa di perdite delle guarnizioni gocciola dai rubinetti o dallo sciacquone, sembra poca cosa, ma essendo continuativo, anche il semplice gocciolamento comporta uno spreco inutile di migliaia di litri d’acqua (e di euro).
    Nel caso in cui l’impianto è dotato di accumuli dell’acqua calda, come ad esempio i boiler elettrici, oltre al consumo d’acqua le perdite idriche si tramutano anche in uno spreco d’energia elettrica.
    È pertanto consigliabile di sostituire immediatamente le guarnizioni danneggiate.

  • Ridurre l’Impiego di Additivi
  • Tutti i detergenti, compresi quelli ecologici, comportano un impatto ambientale per la loro produzione, il trasporto e lo smaltimento.
    Inoltre, soprattutto nel caso di detergenti convenzionali, si ha una liberazione di residui tossici nell’ambiente che poi vengono assimilati attraverso la respirazione, la pelle e il consumo di alimenti.
    Ecco perché è bene ridurre al minimo l’impiego di detergenti e detersivi e in ogni caso preferire i prodotti ecologici.
    Ma cosa c’entrano i detersivi con l’acqua?
    È molto semplice: in tutti i processi di pulizia viene utilizzata l’acqua come diluente che, se usata in modo intelligente, riserva ottime sorprese!
    Per il lavaggio di stoviglie e del bucato è possibile trattare energicamente l’acqua con opportuni dispositivi da applicare direttamente alle condotte dell’acqua o direttamente nelle macchine da lavare o sotto forma di additivi, ottenendo circa un dimezzamento dei consumi dei detersivi.
    Per quanto concerne la pulizia delle superfici è consigliabile impiegare dei panni in microfibra dove l’azione chimica degli additivi è completamente sostituita dall’azione meccanica, ossia si pulisce e si sgrassa unicamente utilizzando l’acqua.
    Ma anche in questo caso, per non avere risultati deludenti, è necessario scegliere prodotti d’elevata qualità.

  • Combattere il Calcare
  • Il calcare è ben noto per la tendenza a creare incrostazioni, assai difficili da rimuovere da box doccia, lavelli e rubinetteria in generale; ma i maggiori inconvenienti, il calcare li crea all’interno dell’impianto idraulico, ossia nelle condutture e, soprattutto, nei generatori d’acqua calda (elettrici o a gas).
    Tali depositi creano due tipi di barriere: una termica e una fisica.
    La prima si traduce in un maggior consumo di energia per nulla trascurabile, infatti, per ogni millimetro di deposito di calcare nei tubi, si registra un aumento dei consumi elettrici di circa il 10% e siccome lo strato accumulato in un generatore d’acqua calda può diventare molto spesso, nel tempo, i consumi possono crescere vertiginosamente.
    Analogamente, lo strato di calcare crea anche una barriera fisica al passaggio dell’acqua che, nel caso d’impianto dotato di autoclave, fa anch’esso aumentare i consumi di elettricità.
    Infine va detto che il calcare sollecita maggiormente l’impianto idraulico riducendone la durata.
    Una verifica della presenza di calcare all’interno dei tubi può essere realizzata con una semplice prova.
    Aprite al massimo il rubinetto dell’acqua fredda e notate la portata; dopo qualche istante ripetete la stessa cosa con il rubinetto dell’acqua calda.
    La minore portata dell’acqua calda è essenzialmente dovuta alle incrostazioni di calcare presenti nel generatore di calore!
    Le soluzioni utili per vincere il calcare si dividono in due categorie: trattamenti in grado di inibire il potere di coesione del calcare che, pur continuando ad essere presente nell’acqua, non è più in grado di for-mare incrostazioni; trattamenti di rimozione del calcare dall’acqua.

Ecologia Domestica

Del primo gruppo fanno parte i trattamenti energetici dell’acqua, i catalizzatori ceramici e i campi magnetici.

I primi uniscono le proprietà anticalcare alla riduzione dei consumi di detersivi ed all’eliminazione del problema della formazione della ruggine (molti modelli possono essere installati senza ricorrere all’idraulico).

I catalizzatori ceramici sono estremamente efficaci, ma richiedono un intervento impiantistico così come i dispositivi basati sull’effetto dei campi magnetici.

Tra i dispositivi che operano la rimozione parziale del calcare dall’acqua vi sono gli addolcitori, il cui impiego richiede periodicamente l’aggiunta di sale e un’accurata manutenzione.
Inoltre, sia l’installazione che la manutenzione richiede l’intervento di tecnici specializzati.

LENTE D'INGRANDIMENTO


Stop alla droga? Diciamolo in piazza

di Francesca Sironi - marzo 2013

Parlare di cocaina nei luoghi in cui viene venduta, per sottrarli agli spacciatori e resituirli, almeno per un giorno, alla legalità. Un'occupazione lettaria itinerante, in giro per l'Italia, da Roma a Scampia, da Palermo a Milano. Ecco il progetto 'Tira dritto', nato dall'idea del giornalista di Repubblica Paolo Berizzi


Occupare i fortini della droga. Usando solo la forza della parola. Restituendo, almeno per un giorno, le principali piazze di spaccio d'Italia alla legalità. E' l'obiettivo di "Tira dritto - Stop Cocaina", una campagna ideata dal giornalista Paolo Berizzi e sostenuta dal dipartimento delle politiche antidroga alla Presidenza del consiglio dei ministri. Un'iniziativa a tappe che inizierà mercoledì 27 marzo a Tor Bella Monaca, alla periferia di Roma: «Questi sono luoghi dove centinaia di famiglie vivono spacciando cocaina. Noi vogliamo portare per un pomeriggio le istituzioni, gli esperti, i magistrati e dei testimonial a parlare delle conseguenze dell'uso e della vendita della "regina" delle droghe», spiega Berizzi.

Gli incontri non saranno paludate conferenze ospitate in qualche sala comunale, ma dibattiti all'aperto, per strada: «Si chiamano "Talkstreet" ed è la prima volta che il tema della droga sarà affrontato in questo modo, in Italia. Pensavo fosse un'idea folle, ma molti l'hanno sostenuta».

Berizzi, autore con Antonello Zappadu del libro "La Bamba", in cui ricostruisce il percorso della coca dalle piantagioni colombiane alle vie di Milano, porterà con sé magistrati ed esperti ma anche attori, registi, cantanti. Fra i volti noti ci saranno quelli di Pierfrancesco Favino, Daniele Silvestri, Marco Giallini, Kasia Smutniak, Matteo Garrone: «Ognuno di loro racconterà la sua esperienza, condividerà delle riflessioni sul problema della cocaina. Avere dei testimonial è importante: andremo in quartieri dove sono conosciuti, e questa sarà magari la scusa per portare la gente in piazza».

Gli scambi di parole saranno brevi, promette Berizzi: «Quello che ci interessa veramente è ascoltare gli abitanti dei quartieri. Sentire da loro cosa significa vivere in mezzo alla droga». Niente palco, tendoni o inviti: tutto avverrà per strada, sui marciapiedi, fra le panchine dei parchi pubblici. A moderare gli interventi sarà sempre Elsa di Gati, giornalista di Rai3. La promozione dell'iniziativa sarà fatta sul territorio, dalle associazioni locali: «L'incontro di Roma è promosso con Villa Maraini, che da 40 anni aiuta i tossicodipendenti. Al dibattito interverrà anche il fondatore della comunità, Massimo Barra, un uomo che vive in trincea da tutta la vita».

Per Berizzi i Talkstreet, 15 in tutta Italia, che andranno dallo Zen di Palermo a Corso Como a Milano, dal quartiere Japigia di Bari a Porta Palazzo a Torino, saranno un modo per «occupare» le piazze di spaccio. Una parola forte, "occupare", che spiega così: «Vogliamo portare le istituzioni in mezzo alla gente che tutti i giorni vive a contatto con la cocaina. Vogliamo scendere per strada, non fermarci a una carovana simbolica. Andare nelle piazze di spaccio ci permetterà di dare un segnale forte, usando semplicemente le parole». Le reazioni potrebbero essere diverse: «Dove potremo, dove avremo le carte, le sentenze, faremo i nomi dei signori della droga locali. Ci rivolgeremo anche a loro, alle loro famiglie, nel loro territorio. Non potremmo dare un segnale più forte di questo. Le reazioni potranno essere negative o positive, purché ci siano». Per una volta, infatti, gli abitanti potranno essere protagonisti, non animali da zoo dietro le telecamere né vittime di un gioco più grande di loro: «Non saremo dei meri registratori. Tutto ciò che ci diranno servirà a giornalisti e magistrati per capire meglio il mondo della cocaina, anche dal loro punto di vista».

I contesti saranno ovviamente diversi. Dal degrado di Scampia alle luccicanti vetrine del centro di Firenze o di Bologna. Anche i discorsi cambieranno, col contesto, ma l'obiettivo rimarrà sempre lo stesso: «Accendere i riflettori». Ogni due o tre settimane, a partire dal prossimo 27 marzo, la campagna si sposterà in giro per l'Italia. Sperando di lasciare un segno contro il business della cocaina, che continua ad arricchire le mafie e a rovinare la vita di migliaia di persone: «Oggi la cocaina è molto più di quanto si pensi. Influenza i comportamenti, regola e stravolge le dinamiche sociali, la vita delle città. E' sovrana della quotidianità lavorativa, dai muratori ai parlamentari, dai piloti ai manager, dagli autisti ai chirurghi. Imbianca i licei e le università e incipria i nasi di consumatori sempre più giovani», scrive Berizzi sul sito: «Basterebbe una boccata d'aria pura, una sniffata di libertà, un'indigestione di fiducia, una volta, per un pomeriggio, magari un'ora, per ricordarsi come ci si sente bene padroni di noi stessi»
.

SOLIDARIETA' E CONSUMI

L’economia solidale

è, prima di tutto, un atteggiamento da cui derivano dei comportamenti che determinano un particolare stile di vita. Non si tratta solo, infatti, di aderire alle formule del commercio equo solidale, ma anche, e soprattutto, di rivoluzionare le nostre abitudini quotidiane: l’economia solidale comprende anche il nostro modo di lavare e lavarsi, ossia la quantità e la qualità di acqua, sapone e detersivi che utilizziamo.

Partire, quindi, dalle piccole cose, dalle attività quotidiane che, alla fin fine, costituiscono, in termini di tempo d’esecuzione, una porzione molto ampia di ogni nostra giornata. Limitare i consumi, specie d’acqua, evitare gli sprechi, cooperare con gli altri, sostituire la moda dell’ “usa e getta” con quella del recupero, utilizzare prodotti ecocompatibili, utilizzare l’automobile solo in casi di estrema necessità, impegnarsi a non inquinare, scambiare (tipo libri, cd, attrezzi, ecc.) per evitare di acquistare, sono alcuni imperativi per uno stile di vita un po’ più sobrio.

Zucchero equo-solidale

La nostra società si basa su un flusso continuo di merci e prodotti, e per questo viene definita consumistica. E, certamente, per cambiare le cose occorre intervenire (interferire) su questi automatismi.

Potremmo abbozzare una sorta di decalogo: compra leggero (ovvero prodotti con uno “zaino ecologico” non troppo pesante); compra durevole; compra semplice (in genere, gli oggetti più sofisticati sono meno durevoli, più delicati); compra vicino (per ridurre i danni ambientali che ogni trasporto comporta); compra sano; compra più giusto (e qui ci avviciniamo al discorso del commercio equo); compra prudente (a dispetto di normative e regolamentazioni, non è detto che il materiale acquistato non sia nocivo); compra sincero (evitare cioè i prodotti troppo pubblicizzati, dato che la pubblicità ce la paghiamo noi ed è spesso lontana dalla verità); compra mano d’opera (un metodo per aumentare l’occupazione); investi in futuro

INDIRIZZI UTILI

http://www.retelilliput.org/

http://www.utopie.it/http://www.retecosol.org/

http://www.networketico.it/

http://www.volint.it/http://www.zoes.it/

http://www.vita.it/

http://www.nuovomunicipio.org/

http://www.decrescita.it/

http://www.equonomia.it/

http://www.altreconomia.it/

http://www.altroconsumo.it/

http://www.valori.it/



COMMERCIO EQUO SOLIDALE

http://www.assobdm.it/

http://www.altromercato.it/

http://www.equoland.it/

http://www.transfair.it/

http://www.agices.org/

http://www.commercioetico.it/

http://www.equo.it/

http://www.mondosolidale.it/

http://www.cooperativaisola.org/

http://www.equociqua.it/

GAS

http://www.economia-solidale.org/

http://www.retegas.org/



FINANZA ETICA

http://www.bancaetica.com/

http://www.finanza-etica.itt/



TURISMO RESPONSABILE

http://www.aitr.org/

http://www.tures.it/

http://www.viaggiemiraggi.org/

http://www.viaggisolidali.it/

http://www.humanaitalia.org/



BARATTO

http://www.eticambio.it/

http://www.zerorelativo.it/

http://www.barattopoli.com/

http://www.tuttobaratto.it/

http://www.suesu.it/

da Fatti Mail a ... Song-Taaba ONLUS - Africa e Solidarietà

da Fatti Mail, da una mail spedita per chiedere una mano per il Burkina Faso, l'incontro con Padre Jean Ilboudo e la nascita, nel 2008, di Song-Taaba ONLUS.... Song-Taaba incontra Chiara Castellani, il suo Congo ed inizia un'esperienza umana di amicizia e solidarietà ... di conoscenza e consapevolezza ... che fa compiere ogni giorno nuovi passi ... guardando avanti ...

"A salvare veramente l’Africa non saranno i fondi e gli aiuti. Salveranno vite umane, permettendo loro di sopravvivere, ma non salveranno la vita dell’Africa. Cio’ che importa non sono i mezzi, ma le condizioni. Bisogna permettere all’Africa di ricostruirsi. Bisogna aiutarla a ricostruirsi. L’Africa deve essere prima che avere". (Joseph Ki-Zerbo)

L'Africa deve essere prima che avere ...

e come l'Africa, ognuno di noi

La strada dell'essere è quella i cui passi sono domande e la meta non è un dove ma un chi ...

Una strada che lo sguardo lungo e visionario di Padre Jean Ilboudo ha fatto intravedere a tutti noi

Song-Taaba è e vuole essere questo: la possibilità di percorrere questa strada

http://song-taabaonlus.ning.com/

Be Ye Ka Ye?: cosa c'è lì che non c'è qui?

Nulla o forse tutto: la voglia di muoversi, di interrogarsi,
di cercare il valore della vita ...

http://www.youtube.com/watch?v=WQGF1fqEruQ

la vita di Chiara Castellani

http://www.youtube.com/watch?v=HON6FoFUPnI

e di chiunque abbia voglia di vivere la solidarietà ...
se sei fra questi ... contatta:
segreteria@song-taabaonlus.org,


.... x iniziare a guardare l'Africa dal ... lato giusto:
Nel suo docu-film, Silvestro Montanaro, svela un'Africa
consapevole, dignitosa, aperta al futuro, segnata da ferite interne ed esterne,
creativa, saggia. Un' Africa da ascoltare, da capire, da scoprire e da cui
imparare:
http://www.ceraunavolta.rai.it/dl/portali/site/puntata/ContentItem-5a587b72-ded6-4320-942f-572599d3406c.html,