SOLIDARIETA' ... come altro?

SOLIDARIETA' ... come altro?
Ci impegniamo senza giudicare chi non s'impegna, senza accusare chi non s'impegna, senza condannare chi non s'impegna, senza cercare perché non s'impegna, senza disimpegnarci perché altri non s'impegna. Ci impegniamo per trovare un senso alla vita, a questa vita, alla nostra vita, una ragione che non sia una delle tante che ben conosciamo e che non ci prendono il cuore, un utile che non sia una delle solite trappole generosamente offerte ...dalla gente pratica. Si vive una sola volta e non vogliamo essere giocati in nome di nessun piccolo interesse. (Primo Mazzolari)

sabato 16 aprile 2011

16 aprile 2011

16 aprile 2011
 
 
Affezionata piccola grande famiglia di Fatti Mail

Famiglia che si fa rete, rete che sa essere famiglia.

rete ... una piccola rete unita  da una comune volontà solidale non può non fermarsi a riflettere ed a farsi domande su quanto sta accadendo intorno a noi influenzando la nostra e le nostre famiglie … forse anche - o proprio - per mancanza  di solidarietà …
Cosa rende questo nostro occidente così spaventato e così scarsamente accogliente di fronte al muoversi  di un’umanità disperata? Può essere un modello di sviluppo valido il nostro? Quali paure condizionano le nostre scelte? Sappiamo ancora essere felici? Di cosa è fatta la felicità (vera)? Con cosa e su cosa misuriamo la nostra ricchezza? Quali sono – a fronte di questa ricchezza – le nostre (nuove) povertà? Quali  le nostre responsabilità? E quali infine  le libertà che siamo effettivamente in grado di esercitare ?

… eccessivamente informati e scarsamente sapienti …

 “L’impronta ecologica è un indicatore molto utile, l’ha inventata Mathis Wackernagel, uno scienziato svizzero che lavora a San Francisco presso l’istituto di ricerca Redefining Progress. L’impronta ecologica è la quantità di territorio fertile necessario per produrre le risorse ed assorbire i rifiuti e le emissioni collegate al livello di consumi materiali di un popolo o di una persona. Comparando tra loro le diverse impronte ecologiche si può vedere quali nazioni consumano più natura globale di quella che hanno e quali ne consumano meno. Negli USA un cittadino dispone in media di sei ettari bioproduttivi, ma ne adopera dieci. Un italiano ne ha uno e ne adopera quattro, un brasiliano ne ha quattro e ne adopera uno. Una parte degli ettari fertili brasiliani , per esempio, servono a produrre legname arance, caffè consumati dagli europei, oppure ad assorbire nelle foreste una parte dell’anidride carbonica prodotta dagli europei bruciando petrolio, gas, carbone. Quindi per sostenere il nostro livello di consumi materiali, noi utilizziamo molto più territorio di quello equivalente alla superficie fertile della nostra nazione, mentre gli abitanti di molti Paesi più poveri ne utilizzano meno di quanto ne hanno nei loro confini. Chi sono allora gli “invasori”? Quegli abitanti dei Paesi poveri che per via della loro miseria invadono le nostre terre con le loro braccia, venendo da noi a produrre? Oppure gli abitanti dei Paesi ricchi che, per via della loro opulenza, profittano di una parte delle terre altrui per poter continuare a consumare al di sopra dei loro mezzi?”

Questo testo – estratto da un libro di Alex Zanotelli -  nasce dopo un incontro tra lo stesso Alex Zanotelli (padre comboniano) e Beppe Grillo. Al di là del giudizio – positivo o negativo – che ciascuno può avere su Grillo il brano offre molti spunti su cui riflettere proprio in chiave di spazi di solidarietà: due in particolare:
 “Primo: occorre un certo equilibrio tra produzione e riproduzione. Mentre ci saturiamo di pubblicità per riuscire a vendere tutto quello che produciamo, i demografi ci dicono che l’Europa avrebbe bisogno di più di mezzo milione di immigrati ogni anno  se volesse continuare a produrre e consumare tutte le proprie mercanzie. E se allora lavorassimo un po’ meno – per esempio 30 ore alla settimana – e ci dedicassimo di più alla riproduzione, alla famiglia, all’educazione, agli amici? Secondo: noi europei abbiamo invaso gli altri continenti per più di 500 anni  fino a ieri non siamo andati per il sottile: massacri, schiavismo, annientamento di culture millenarie, depredamento di risorse naturali. Dopo 500 anni il pendolo delle migrazioni inverte il suo corso e l’Europa diventa stazione di arrivo invece che stazione di partenza. I migranti sembrano però aver perso – come noi – la memoria della storia: invece di venire a regolare i conti di secoli di crimini e rapine, vengono in Europa per cercare lavoro e pagano le nostre pensioni al posto dei figli che non facciamo. Eppure c’è chi riesce lo stesso ad odiarli. Dopo decenni di crescita senza sviluppo e di consumismo senza cultura, il numero esorbitante di telefonini, automobili e metri cubi di cemento pro capite ci ha fatto dimenticare di quanto poveri e ignoranti eravamo e di quante decine di milioni di italiani sono emigrati all’estero. In Europa siamo il Paese che consuma di più e si riproduce di meno, tra pochi anni avremo discariche strapiene e asili semivuoti. Eppure con una percentuale di stranieri molto più bassa di quella della svizzera (due su dieci) o tedesca (uno su dieci), in Italia (uno straniero ogni trenta italiani) c’è chi fomenta la psicosi del Paese invaso. E chi come padre Alex ha condiviso davvero la vita dei poveri, anche quelli così poveri da non riuscire nemmeno a pensare di migrare in Europa, grida – di fatto nel deserto – che su questa strada non c’è futuro. Il futuro non sarà migliore se ci difendiamo alzando steccati o prendendo impronte, ma solo se saremo capaci di integrazione e di condivisione. E’ questo il vero progresso, non quello che ci fa diventare sempre più meschini, chiusi, impauriti.” (B. Grillo e p. A. Zanotelli)

La solidarietà può essere un tema su cui riflettere in termini di coscienza civile o morale, di flussi e di sbarchi … ma può anche essere un’ esperienza personale e familiare, un mettersi in gioco, un praticare scelte che arrivano a far aprire braccia e porte di casa.
Un’esperienza che ci auguriamo qualcuno voglia fare leggendo questa urgente richiesta d’aiuto arrivata da un amico di Fatti Mail:

Ciao Gaia,

Ho bisogno di un aiuto. Sto cercando ospitalità per 3 persone per due mesi circa. Loro sono una famiglia di palestinesi che si trovano qui in Italia per affrontare una grande sfida. La loro figlioletta deve subire un trapianto di midollo al Bambin Gesù per una leucemia e quindi sono venuti qui con il nostro aiuto per stare vicino alla piccola. Maggiori dettagli si possono avere contattandomi. Ripeto servirebbe solo una sistemazione per dormire (e non donazioni di denaro o altro!!!!), il resto del tempo purtroppo lo passeranno in ospedale. Mi puoi aiutare inserendo l'annuncio? E' una cosa molto seria. 

Grazie mille
p.s.  Al momento queste persone sono ospitate a nostre spese, ma purtroppo non riusciamo a portare avanti a lungo questa cosa

Carmine Della Vella - gaiaspettaespera@tiscali.it,
Speriamo di cuore che Fatti Mail porti fortuna a questa famiglia già così tanto provata !


Molti di voi sanno che da Fatti Mail è nata, per gemmazione, Song-Taaba ONLUS, una Onlus che lavora per promuovere progetti di formazione in Paesi in via di sviluppo. Formazione scolastica, professionale, medico-sanitaria. Song-Taaba è attualmente impegnata in Burkina Faso ed in Congo. In Congo ci impegnamo per supportare il lavoro della dott.ssa Chiara Castellani. Chiara in questo momento è – dopo un anno e mezzo – in Italia
Il Prossimo mercoledì – mercoledì 20 aprile – Chiara incontrerà tutti gli amici di Song-Taaba … e di Fatti Mail … che vorranno ascoltare la sua testimonianza presso la sala Gregorio VII in via Gregorio VII n. 6 alle 20,30.
Vi aspettiamo tutti … Perché tutti abbiamo bisogno di incontrare e confrontarci con testimoni di solidarietà e speranza.
Il segreto dell'esistenza umana non sta soltanto nel vivere, ma anche nel sapere per che cosa si vive.  (F. Dostoievski )
A volte la vita regala la possibilità incontrare persone che sono in grado di svelarci qualcosa di prezioso sul segreto della nostra esistenza …  qualcosa di importante per noi  stessi … uno di questi incontri è quello con la dott.ssa Chiara Castellani

Invitiamo tutti ad una serata SPECIALE



VI PREGO DI AVVISARE LE PERSONE DA VOI SEGNALATE E DI CUI FORNITE SOLO UN NUMERO DI TELEFONO CHE POTREBBERO RICEVERE TELEFONATE IN CUI SI FA RIFERIMENTO A “FATTI MAIL” … è importante aiutare due persone estranee che si parlano a poter superare il disagio iniziale che spesso viene proprio dalla mancanza di fiducia …



BUONA LETTURA:


1)      CERCO LAVORO, SONO GIARDINIERE

Un giovane papà è alla ricerca di lavoro. Ha collaborato per diversi anni all'interno di un vivaio ed in proprio nella organizzazione del verde di giardini o terrazzi. E' alla ricerca di occasioni lavorative sia all'interno di vivai che in proprio per aiutare famiglie che desiderano abbellire il proprio terrazzo o giardino (invasi, impianto di irrigazione, etc.). Il ragazzo è conosciuto da Casa Betania che può fornire garanzie di serietà ed affidabilità.
Chi avesse bisogno può contattare direttamente Lorenzo  a nome di Marco di Casa Betania.
Grazie – Marco

2)             SOS BADANTE

Cari amici di Fatti in questo periodo mi ritrovo in grande difficoltà per via di mia madre che ha perso la sua magnifica badante brasiliana – Nalcy – la quale sposandosi con un italiano intende cambiare vita e rientrare il Brasile, mia mamma ha 86 anni ed è una dolcissima vecchina la quale necessita però di un'assistenza continua per via della sua delicata malattia.
Stiamo cercando due badanti con esperienza e possibilmente referenziate per malattia di demenza  che si alternino tra il giorno e la notte presso la sua casa che si trova a Frascati centro. Naturalmente sono assicurati contratto e contributi.

Patrizia De Bernardinis gaiaspettaespera@tiscali.it,

3)      CERCO ANCORA LAVORO

Ali – grazie alla disponibilità di Padre Thierry – ha urgente bisogno di essere aiutato altrimenti non sarà più in condizioni di poter proseguire i suoi studi … 


Ali è un giovane afgano di 20 anni in regola (ha ottenuto il permesso di soggiorno di 5 anni da dicembre 2010). Parla molto bene l’inglese e sta imparando l’italiano (lo capisce e lo parla già bene).  Ha anche la patente (veicolo categoria B e B1) e conosce l’informatica. Lavorava in un ristorante da gennaio … Ha appena perso il lavoro e cerca un nuovo lavoro per poter vivere e continuare a studiare Nel settembre, comincerà a studiare in una scuola per poter entrare all’università. E’ un giovane coraggioso e intelligente di cui si può affidare. La persona che troverà per lui un lavoro farà una eccellente azione. Grazie.

Padre Thierry BLOT


4)LABORATORIO MANUFATTI DONNE ROM
Una bella esperienza di solidarietà

In una passata Fatti Mail avevo presentato un incontro  sulla realtà dei Rom. Ho partecipato a quell’incontro. E’ stato interessantissimo. Non solo perché ha smontato buona parte dei pregiudizi che la maggior parte di noi coltiva nei confronti di un gruppo sociale che nella storia ha sempre subito profonde e sostanziali emarginazioni e discriminazioni. Mi ha colpita scoprire quanti bambini Rom siano colpiti da patologie legate all’apprendimento a causa dei traumi che una vita di fatto “costretta” all’interno di campi e le molteplici esperienze di sgombero (e precarietà) imprimono alle loro capacità cognitive. Ma mi ha anche colpita molto positivamente un’esperienza di solidarietà nata dalla buona volontà di una pediatra romana. Questa donna ha costruito con alcune donne rom un legame di fiducia e amicizia. La volontà di aiutarle a realizzare qualcosa di utile per le loro famiglie l’ha spinta a mettere a loro disposizione una macchina da cucire, con la quale, insieme, hanno iniziato a lavorare. Da quella macchina da cucire si è arrivati oggi ad un vero e proprio Laboratorio dove vengono prodotti splendidi manufatti di ottima qualità. Ho conosciuto questa pediatra e una delle ragazze che lavorano nel laboratorio ed ho visto alcuni prodotti. Invito tutti ad andare a visitare il loro sito cliccandoci sopra :
http://www.manufattidonnerom.it/, ( http://www.insiemezajedno.org/, ) ed anche il  loro laboratorio (via dei Bruzi, 11/C) in occasione di regali o acquisti. La realtà non è mai solo come sembra. Per nessuno. E la voglia di sostenerci gli uni con gli altri può cambiare lo stato delle cose più di quanto non possiamo immaginare.




5)                  MERCATINO CARITAS

NUOVO MERCATINO CARITAS!!!
DOMENICA 17 APRILE ORE 10.00-19.00 A PONTE CASILINO
Via Casilina Vecchia, 19
Per info:  06/490749
E-Mail:  emergenzesociali@caritasroma.it

VENITE A TROVARCI, C'è DI TUTTO.... E DI PIù!!!
A PRESTO E.....DIFFONDETE!

MARIO URBINATI



6)      ENERGIA RINNOVABILE

SOS Rinnovabili
in nome di tutti i cittadini che lottano per un futuro più equo e più sicuro

CHIEDE al PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, alla PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, a TUTTI i MEMBRI del PARLAMENTO, al PRESIDENTI di CAMERA e SENATO e ai PRESIDENTI di TUTTE le REGIONI di:
sospendere il decreto Romani del 3 marzo 2011 che ha bloccato lo sviluppo delle fonti rinnovabili. Questo decreto varato, senza tener conto di quanto osservato da due rami del parlamento, ha cancellato retroattivamente impegni triennali assunti dal governo solo pochi mesi prima, spingendo le banche a chiudere il rubinetto del credito per le opere in corso, compromettendo la stabilità di oltre 150 mila famiglie e fermando i cittadini che avevano attivato le procedure per installare un impianto fotovoltaico.
Tutto ciò è avvenuto proprio alla vigilia di avvenimenti che sottolineano l’urgenza dello sviluppo di fonti energetiche basate su materie prime che abbiamo in casa:  il sole, il vento, l’acqua. Il grave incidente alla centrale di Fukushima e il manifestarsi di concreti rischi di approvvigionamento di gas e petrolio  a seguito di eventi non controllabili dal nostro Paese impongono di rivedere il vecchio modello energetico e devono sollecitare un’inversione di rotta anche delle politiche energetiche del governo.
Questo nuovo quadro offre una grande opportunità per le imprese italiane che negli ultimi anni, nonostante l’assenza di una strategia pubblica di largo respiro,  sono state protagoniste di una formidabile rimonta che ha riportato il Paese in una posizione di testa nella corsa europea in questo settore strategico della green economy. Merito anche dello straordinario impegno di tanti presidenti di Regione e di Provincia, sindaci, amministratori e, soprattutto, cittadini che si sono impegnati direttamente in questa battaglia per la democrazia energetica, per riportare le redini dell’energia in Italia.
Occorre, dunque, uscire rapidamente da questa situazione di grave crisi che rischia di vanificare il grande sforzo compiuto gettando un’ombra sul futuro energetico. E si può farlo avviando una seria programmazione energetica e sospendendo per un anno l’entrata in vigore di tutti gli effetti limitativi della promozione delle fonti rinnovabili contenuti nel decreto n.28  del 3 marzo 2011  pubblicato il 28 Marzo 2011 sulla Gazzetta Ufficiale (con particolare riferimento al comma 10 dell’articolo 25)  con ripristino provvisorio delle regole previgenti per:
  1. evitare l’emanazione di una regolamentazione decisa sulla base di informazioni di parte e incomplete, alimentate da una campagna di disinformazione che ha ignorato gli obiettivi essenziali svolti dalle fonti rinnovabili: il rispetto degli impegni assunti dall’Italia in sede comunitaria al 2020; la tutela della salute dei cittadini messa a rischio dagli inquinanti prodotti dai combustibili fossili; la difesa della stabilità climatica minacciata dalla crescita dei gas serra.
  2. difendere il principio della certezza del diritto su cui si basa la nostra democrazia e che è stato messo in discussione dalla cancellazione retroattiva delle garanzie governative in base alle quali cittadini e imprenditori hanno assunto impegni con il sistema creditizio.


Salve,



se avete a cuore il futuro energetico (e non solo) dell’Italia, vi invito ad aderire a questa raccolta di firme http://www.sosrinnovabili.it/news/13/sottoscrizione-appello , per correggere la recente legislazione che rischia di ridurre di molto l’avvenire delle rinnovabili e del fotovoltaico nel nostro paese. -  Ing. Donato Pisciotta   -  


Per aderire però occorre necessariamente cliccare sul link:
e riempire le caselle che si trovano nel sito coi propri dati personali.
Ciao Walter

7)     NON SOLO ….CINEMA
Newsletter di ZaLab - aprile 2011 (English version below)
Proiezioni
Dal 6 al 23 Aprile – Roma, il Cineclub Detour dedica il proprio palinsesto a ZaLab con una intensa rassegna. In programmazione: A Sud di Lampedusa, Canzone per Amine, Il sangue verde, Come un uomo sulla terra, Magari le cose cambiano e Ju Tarramutu. Il programma dettagliato su http://www.cinedetour.it/

Il sangue verde ha vinto il Premio Acra al Festival di cinema Africano, d’Asia e America Latina , che si è svolto a Milano dal 21 al 27 marzo 2011. Il premio è stato assegnato da una Giuria composta da cinque rappresentanti di comunità migranti in Italia.

Laboratori
27 aprile - Tornano i laboratori audiovisivi di Lapa TV per i bambini della scuola elementare dell'isola di Stromboli. Il cortometraggio di animazione realizzato durante l'edizione 2010 (Animazione sotto il Vulcano) ha ricevuto il Premio Unicef al Festival Sottodiciotto di Torino "per l'impegno, nonostante la piccola comunità di bambini, a proporre agli alunni attività creative ed educative e, inoltre, per averli coinvolti – attraverso l'uso del linguaggio dell'animazione – in un rapporto stretto con le materie prime naturali del loro ambiente e averli sensibilizzati al rispetto e alla conservazione del territorio". I laboratori di Lapa TV saranno a Stromboli dal 27 al 14 maggio 2011. 
Web
In occasione dell'uscita dell’edizione dvd de Il sangue verde, pubblicato il video inedito Viaggio di Abraham e Zongo, due dei protagonisti del documentario. Una lucida testimonianza di grande attualità sulle violenze della polizia libica e sulle difficoltà del viaggio verso Lampedusa. Clicca qui  per vedere il video.


8)  La Via Crucis di Franz Liszt


Cari amici
Il TEATRO dell'OPERA di ROMA nella ricorrenza del secondo centenario della nascita di FRANZ LISZT offrirà 

MARTEDI PROSSIMO 19 aprile  (martedi santo) ore 21 con ingresso libero.

un CONCERTO DI MUSICA SACRA del grande compositore
nella BASILICA DI SANTA MARIA IN ARACOELI

Tra i vari brani, sarà eseguita la celebre
VIA CRUCIS
per pianoforte voci soliste e coro

Il Maestro del Coro del Teatro, ROBERTO GABBIANI (mio amico da qualche anno) mi ha proposto di comporre alcune brevi introduzioni che leggerò nel corso del concerto. Non per singole stazioni ma per blocchi melodici e di argomento.



A ventisei anni, una specializzazione in ginecologia e ostetricia, Chiara parte per il Nicaragua. E' il 1983. Con l'entusiasmo dei primi passi si dedica a far nascere "niños morenos con tanti capelli che, quando escono fuori, gridano l'inizio della loro grande avventura, in questa terra strana, audace. Dove anche sopravvivere è una folle scommessa. Ma dove vale sempre la pena di scommettere", come scrive nelle sue lettere. A Waslala, fra montagne del Nicaragua, diventa per necessità chirurgo di guerra sul fronte dei sanguinosi scontri fra sandinisti e contras. I suoi sogni di giovane donna, da poco sposata, e di medico che porta la vita, s'infrangono contro la drammatica realtà dei morti saltati in aria sulle mine o falciati dalle katusce. Per sette anni "Doctora Clarita" si batte per la pace e per la ricostruzione del paese con dedizione totale e senza arrendersi alle tentazioni di fuga.
Terminata nel 1990 la missione in America Latina, parte per l'Africa, il continente sognato sin da bambina. L'AIFO, Associazione Italiana "Amici di Raoul Follereau", le affida la direzione di un ospedale fantasma, abbandonato dai belgi a Kimbau, regione del Bandundu, nello Zaire, oggi Repubblica Democratica del Congo. È la scoperta di un'Africa bellissima e terribile, affascinante e sconvolgente nelle sue contraddizioni e nelle ferite che non si rimarginano mai. Unico medico per centomila abitanti in una zona di 5.000 chilometri quadrati, anche dopo la mutilazione del braccio destro, continua a lottare, per salvare vite umane e promuovere il diritto alla salute. Nei villaggi dimenticati della foresta e nell'ospedale con quattrocento ammalati, senza acqua, senza energia elettrica, con scarsi medicinali, è per tutti "Mama Clara". Quando scoppia la guerra fra Mobuto e Kabila le condizioni già difficili del paese diventano drammatiche. Nelle lettere che scrive al lume di candela sulla vecchia Olivetti, lei grida i massacri, le violenze e le crudeltà, il martirio di migliaia di persone, l'epidemia di Ebola, il diffondersi della Tbc e dell'Aids. Sono il corollario inevitabile della povertà e dell'ingiustizia, delle sopraffazioni e delle violenze del più forte, delle complicità e delle responsabilità dei governi che sfruttano gli scontri etnici per i propri interessi economici e di potere. Ma Chiara non si arrende. L'accompagnano i ricordi, i volti, le vicende del Nicaragua che si mescolano alle nuove sfide ed alle nuove avventure, unendo i campesinos dell'America Latina agli abitanti del Congo in un'unica struggente scommessa: non togliere ai poveri la possibilità di sognare un futuro diverso.
Nel 2001 le viene assegnato, a Saint Vincent, il Premio Donna dell'anno, istituito dalla Regione Valle d'Aosta.
Di Chiara Castellani si può trovare in libreria un "Una lampadina per Kimbau", il diario sofferto e meraviglioso della sua vita.
Il libro si intitola così perché si conclude con il progetto di una piccola centrale idroelettrica a Kimbau per accendere, nell'ospedale e dintorni, non solo la "lampadina" ma anche una speranza in piu'.



A TUTTI UNA S. PASQUA DI PACE

Nessun commento:

Posta un commento

mi chiamo Futuro ... tu come ti chiami ?

mi chiamo Futuro ... tu come ti chiami ?
Dio mi liberi dalla saggezza che non piange, dalla filosofia che non ride e dall'orgoglio che non s'inchina davanti ad un bambino" (K. Gibran) - "Forse ha ragione il gesuita p.John Haughey quando afferma :”Noi occidentali leggiamo il vangelo come se non avessimo soldi e usiamo i soldi come se non conoscessimo nulla del Vangelo" (Alex Zanotelli)

FORSE NON TUTTI SANNO CHE:

1) Mangiare, Dormire, Lavarsi ... è x tutti
sul sito della Comunità di S. Egidio è possibile "sfogliare" guide solidali che informano sulle realtà CITTADINE disponibili a sostenere chi si trovi in difficoltà

http://www.santegidio.org/index.php?&pageID=228

2) Legalità è Solidarietà
I grandissimi "piccoli" numeri delle "mafie" da una parte
e dall'altra i piccoli "grandissimi" numeri di chi quotidianamente tesse scelte solidali e cultura legale per contrastarle: sapere è potere, sapere è vedere video come quello presentato dalla trasmissione "La Storia siamo Noi"

SOLIDARIETA' E AMBIENTE

ACQUA, un popolo di spreconi

ACQUA, un popolo di spreconi

Un popolo di spreconi.

Ne consumiamo ogni giorno più di 250 litri a testa, più di ogni altra nazione europea.

Non siamo i più puliti, ma solo i più spreconi.



Ogni giorno utilizziamo centinaia di litri d’acqua senza prestare molta attenzione; in genere l’atteggiamento più diffuso è quello di pensare che «basta aprire un rubinetto e servirsene a piacere», in realtà le cose non stanno proprio così, è necessario fermarsi a riflettere un attimo per dare il giusto valore ad una risorsa che purtroppo non è infinita.

Senza acqua nessuna forma di vita è possibile, è un bene d’assoluta necessità che diventa sempre più scarso con il passare del tempo per motivi sia di ordine quantitativi (l’acqua oggi a disposizione è pari a circa un terzo di quella disponibile negli anni ‘50 e tra cinquanta anni sarà ulteriormente dimezzata), sia qualitativi (per ogni litro d’acqua potabile, almeno otto risultano contaminati dall’attività umana).

Gli effetti di questa situazione sono sotto gli occhi di tutti: casi crescenti di razionamento idrico; il consumo di acqua minerale o filtrata diventato quasi un obbligo; lievitazione del costo dell’acqua potabile ecc.

Se poi allarghiamo lo sguardo a livello mondiale, il panorama diventa ancora più preoccupante: circa un miliardo e mezzo di persone non dispongono di acqua potabile.

Di fronte ad un quadro tutt’altro che roseo, oltre ad avvicinarsi al rubinetto con maggiore rispetto, diventa importante porsi il problema di come contribuire in prima persona a migliorare la situazione.

D’altra parte, un uso più appropriato dell’acqua non fa bene solo all’ambiente, ma anche al portafogli e con molta probabilità anche alla pace tra i popoli, perché sono oramai numerosi gli analisti politici che individuano nella carenza d’acqua uno dei possibili motivi di conflitto armato tra i paesi.

Che fare?

Per eliminare gli sprechi idrici si può agire su tre fronti: -Ridurre i consumi d’acqua, in modo da erodere il meno possibile questa preziosa risorsa e contrarre l’impatto ambientale (produrre, trasportare e smaltire acqua potabile richiede energia e produce inquinamento). -Contrarre l’impiego di additivi per ridurre l’inquinamento dell’acqua, della natura e dell’ambiente domestico. -Diminuire il consumo energetico per scaldare e distribuire l’acqua al fine di ridurre l’inquinamento ambientale e il consumo di energia fossile. Per raggiungere questi obiettivi è necessario intervenire sia a livello degli stili di vita, modificando alcune abitudini radicate nel tempo, sia a livello di impiantistica, utilizzando apparecchiature progettate con particolare attenzione al risparmio idrico ed energetico per garantire un’efficacia uguale o superiore rispetto ai dispositivi convenzionali. Spesso si tratta di mettere mano al portafogli, ma il più delle volte il risparmio che deriva dall’uso di tali dispositivi ripaga in poco tempo la spesa affrontata per il loro acquisto. Il massimo dei risultati si ottiene quando entrambe queste strategie, cioè modifica delle abitudini e nuova impiantistica, sono adottate insieme. Vediamo ora in dettaglio le varie soluzion possibili.

Riduzione dei consumi

Iniziamo dalla tipologia di utilizzo che impatta maggiormente per poi passare alla seconda e così via prendendo come riferimento il diagram-ma a torta (vedi il grafico ripartizione dei consumi domestici), in altre parole guardiamolo con occhi famelici e gettiamoci a capofitto sulla fetta più grossa per poi passare a quella di dimensioni immediatamente inferiori e cosi via!

  • Docce e bagni.
  • La doccia presenta un minor consumo d’acqua, rispetto al bagno, soprattutto se si tiene l’acqua aperta solo quando serve.
    Inoltre è possibile adottare docce a risparmio energetico, in grado di ridurre i consumi oltre il 70%. In termini pratici, considerando una doc-cia al giorno si possono risparmiare in un anno oltre 50.000 litri d’acqua e diverse centinaia di euro.
    La cosa importante è di utilizzare docce che non si limitino a ridurre il consumo d’acqua (allora tanto vale non aprire totalmente il rubinetto, con il risultato che s’impiega più tempo a lavarsi e si consuma lo stesso quantitativo di acqua), ma sfruttino in maniera più intelligente l’acqua, garantendo un elevato potere lavante a fronte di minori consumi.
    Vi sono inoltre vantaggi secondari interessanti: nel caso di boiler elettrico, più persone riescono a fare la doccia consecutivamente e minori sono i cali di portata per gli altri utenti, l’unico rovescio della medaglia è che, passando meno acqua nei tubi, si deve attendere più tempo l’arrivo dell’acqua calda.

  • Lavaggio stoviglie e biancheria.
  • Nel caso in cui si utilizzino lavatrici o lavastoviglie è bene farle girare sempre a pieno carico; nel caso dei lavaggi a mano evitare l’uso d’acqua corrente e preferire l’acqua raccolta in un lavabo o in una bacinella.
    Sempre per ridurre gli sprechi, non lasciate diventare vecchio lo sporco dei piatti e le macchie ostiche dei tessuti perché richiedono un lavaggio più impegnativo sia da un punto di vista chimico (detersivi) sia energetico (tempi e temperature più elevate); lavare separatamente i pezzi a seconda del grado di sporco.
    Molti si chiederanno: si consuma più acqua, energia e detersivi lavando a mano o a macchina?
    Per rispondere in maniera corretta a questa domanda è necessario conoscere due fattori: grado di riempimento ed «economicità» della macchina da una parte e capacità di lavaggio manuale dall’altra.
    Comunque alcuni studi in materia hanno dimostrato che per lavare lo stesso quantitativo di stoviglie, pari ad un carico intero di una lavapiatti, mediamente si consumano 80 litri d’acqua se lavati a mano; 60 se lavati a macchina; 12 litri nel caso di apparecchi ad elevata efficienza, i quali oltre al risparmio d’acqua consentono una notevole contrazione dei consumi di detersivi ed energia.

  • Vaschette del WC.
  • Le vaschette tradizionali, in genere contengono circa 24 litri, un volume d’acqua tale da permettere una buona azione lavante nel caso di presenze solide…, ma eccessivamente elevata nel caso di rifiuti liquidi.
    Mediamente, con tali sciacquoni si ha un consumo giornaliero di circa 100 litri a persona, in gran parte sprecati.
    Più efficienti sono le vaschette a due mandate, una da 3 e l’altra da 6 litri, grazie alle quali il consumo giornaliero, a parità di funzione, scende a 15 litri d’acqua.
    Se utilizzate in maniera corretta, ossia schiacciando il tasto giusto al momento giusto, con le vaschette a doppia mandata si arriva a risparmiare circa 17.000 litri d’acqua l’anno a persona.
    Quando non si hanno a disposizione vaschette ad hoc, è possibile modificare i tradizionali cassonetti introducendo dei pesi che permettono di ottenere le stesse prestazioni.
    Un altro metodo è di inserire nella vaschetta un mattone o più semplicemente una bottiglia piena d’acqua.
    In quest’ultimo caso si risparmia molta acqua, ma si riduce anche la quantità disponibile per ogni scarico con l’inconveniente di ridurre l’azione lavante.

  • Rubinetti.
  • Vanno aperti solo quando serve e tenuti chiusi mentre ci si insapona o ci si lava i denti; analogamente per lavare la frutta e la verdura è sufficiente usare acqua raccolta in una bacinella e non quella corrente.
    Per dare un’idea concreta di quanto questi gesti quotidiani possano far variare notevolmente il livello dei consumi idrici, analizziamo in dettaglio cosa accade durante il lavaggio dei denti: tenendo aperto il rubinetto per tutto il periodo di pulizia, si arriva a consumare 10.000 litri l’anno a persona; quando il rubinetto viene aperto solo per il risciacquo il consumo d’acqua si riduce a 1600; se poi invece dell’acqua corrente si utilizza quella contenuta in un bicchiere, si arriva a non più di 200 litri d’acqua l’anno!
    Un bel risparmio, vero?
    Per quanto concerne interventi di tipo impiantistico, è possibile sostituire i normali filtrini dei rubinetti (quelli che ogni tanto dobbiamo pulire dal calcare e da altre sporcizie) con dei modelli risparmio energetico (aeratori).
    Come per le docce vale il discorso di acquistare dei modelli che non si limitino a ridurre la portata dell’acqua, ma che producano un getto di eguale capacità lavante con consumi inferiori.

  • Perdite dalle guarnizioni.
  • L’acqua, che a causa di perdite delle guarnizioni gocciola dai rubinetti o dallo sciacquone, sembra poca cosa, ma essendo continuativo, anche il semplice gocciolamento comporta uno spreco inutile di migliaia di litri d’acqua (e di euro).
    Nel caso in cui l’impianto è dotato di accumuli dell’acqua calda, come ad esempio i boiler elettrici, oltre al consumo d’acqua le perdite idriche si tramutano anche in uno spreco d’energia elettrica.
    È pertanto consigliabile di sostituire immediatamente le guarnizioni danneggiate.

  • Ridurre l’Impiego di Additivi
  • Tutti i detergenti, compresi quelli ecologici, comportano un impatto ambientale per la loro produzione, il trasporto e lo smaltimento.
    Inoltre, soprattutto nel caso di detergenti convenzionali, si ha una liberazione di residui tossici nell’ambiente che poi vengono assimilati attraverso la respirazione, la pelle e il consumo di alimenti.
    Ecco perché è bene ridurre al minimo l’impiego di detergenti e detersivi e in ogni caso preferire i prodotti ecologici.
    Ma cosa c’entrano i detersivi con l’acqua?
    È molto semplice: in tutti i processi di pulizia viene utilizzata l’acqua come diluente che, se usata in modo intelligente, riserva ottime sorprese!
    Per il lavaggio di stoviglie e del bucato è possibile trattare energicamente l’acqua con opportuni dispositivi da applicare direttamente alle condotte dell’acqua o direttamente nelle macchine da lavare o sotto forma di additivi, ottenendo circa un dimezzamento dei consumi dei detersivi.
    Per quanto concerne la pulizia delle superfici è consigliabile impiegare dei panni in microfibra dove l’azione chimica degli additivi è completamente sostituita dall’azione meccanica, ossia si pulisce e si sgrassa unicamente utilizzando l’acqua.
    Ma anche in questo caso, per non avere risultati deludenti, è necessario scegliere prodotti d’elevata qualità.

  • Combattere il Calcare
  • Il calcare è ben noto per la tendenza a creare incrostazioni, assai difficili da rimuovere da box doccia, lavelli e rubinetteria in generale; ma i maggiori inconvenienti, il calcare li crea all’interno dell’impianto idraulico, ossia nelle condutture e, soprattutto, nei generatori d’acqua calda (elettrici o a gas).
    Tali depositi creano due tipi di barriere: una termica e una fisica.
    La prima si traduce in un maggior consumo di energia per nulla trascurabile, infatti, per ogni millimetro di deposito di calcare nei tubi, si registra un aumento dei consumi elettrici di circa il 10% e siccome lo strato accumulato in un generatore d’acqua calda può diventare molto spesso, nel tempo, i consumi possono crescere vertiginosamente.
    Analogamente, lo strato di calcare crea anche una barriera fisica al passaggio dell’acqua che, nel caso d’impianto dotato di autoclave, fa anch’esso aumentare i consumi di elettricità.
    Infine va detto che il calcare sollecita maggiormente l’impianto idraulico riducendone la durata.
    Una verifica della presenza di calcare all’interno dei tubi può essere realizzata con una semplice prova.
    Aprite al massimo il rubinetto dell’acqua fredda e notate la portata; dopo qualche istante ripetete la stessa cosa con il rubinetto dell’acqua calda.
    La minore portata dell’acqua calda è essenzialmente dovuta alle incrostazioni di calcare presenti nel generatore di calore!
    Le soluzioni utili per vincere il calcare si dividono in due categorie: trattamenti in grado di inibire il potere di coesione del calcare che, pur continuando ad essere presente nell’acqua, non è più in grado di for-mare incrostazioni; trattamenti di rimozione del calcare dall’acqua.

Ecologia Domestica

Del primo gruppo fanno parte i trattamenti energetici dell’acqua, i catalizzatori ceramici e i campi magnetici.

I primi uniscono le proprietà anticalcare alla riduzione dei consumi di detersivi ed all’eliminazione del problema della formazione della ruggine (molti modelli possono essere installati senza ricorrere all’idraulico).

I catalizzatori ceramici sono estremamente efficaci, ma richiedono un intervento impiantistico così come i dispositivi basati sull’effetto dei campi magnetici.

Tra i dispositivi che operano la rimozione parziale del calcare dall’acqua vi sono gli addolcitori, il cui impiego richiede periodicamente l’aggiunta di sale e un’accurata manutenzione.
Inoltre, sia l’installazione che la manutenzione richiede l’intervento di tecnici specializzati.

LENTE D'INGRANDIMENTO


Stop alla droga? Diciamolo in piazza

di Francesca Sironi - marzo 2013

Parlare di cocaina nei luoghi in cui viene venduta, per sottrarli agli spacciatori e resituirli, almeno per un giorno, alla legalità. Un'occupazione lettaria itinerante, in giro per l'Italia, da Roma a Scampia, da Palermo a Milano. Ecco il progetto 'Tira dritto', nato dall'idea del giornalista di Repubblica Paolo Berizzi


Occupare i fortini della droga. Usando solo la forza della parola. Restituendo, almeno per un giorno, le principali piazze di spaccio d'Italia alla legalità. E' l'obiettivo di "Tira dritto - Stop Cocaina", una campagna ideata dal giornalista Paolo Berizzi e sostenuta dal dipartimento delle politiche antidroga alla Presidenza del consiglio dei ministri. Un'iniziativa a tappe che inizierà mercoledì 27 marzo a Tor Bella Monaca, alla periferia di Roma: «Questi sono luoghi dove centinaia di famiglie vivono spacciando cocaina. Noi vogliamo portare per un pomeriggio le istituzioni, gli esperti, i magistrati e dei testimonial a parlare delle conseguenze dell'uso e della vendita della "regina" delle droghe», spiega Berizzi.

Gli incontri non saranno paludate conferenze ospitate in qualche sala comunale, ma dibattiti all'aperto, per strada: «Si chiamano "Talkstreet" ed è la prima volta che il tema della droga sarà affrontato in questo modo, in Italia. Pensavo fosse un'idea folle, ma molti l'hanno sostenuta».

Berizzi, autore con Antonello Zappadu del libro "La Bamba", in cui ricostruisce il percorso della coca dalle piantagioni colombiane alle vie di Milano, porterà con sé magistrati ed esperti ma anche attori, registi, cantanti. Fra i volti noti ci saranno quelli di Pierfrancesco Favino, Daniele Silvestri, Marco Giallini, Kasia Smutniak, Matteo Garrone: «Ognuno di loro racconterà la sua esperienza, condividerà delle riflessioni sul problema della cocaina. Avere dei testimonial è importante: andremo in quartieri dove sono conosciuti, e questa sarà magari la scusa per portare la gente in piazza».

Gli scambi di parole saranno brevi, promette Berizzi: «Quello che ci interessa veramente è ascoltare gli abitanti dei quartieri. Sentire da loro cosa significa vivere in mezzo alla droga». Niente palco, tendoni o inviti: tutto avverrà per strada, sui marciapiedi, fra le panchine dei parchi pubblici. A moderare gli interventi sarà sempre Elsa di Gati, giornalista di Rai3. La promozione dell'iniziativa sarà fatta sul territorio, dalle associazioni locali: «L'incontro di Roma è promosso con Villa Maraini, che da 40 anni aiuta i tossicodipendenti. Al dibattito interverrà anche il fondatore della comunità, Massimo Barra, un uomo che vive in trincea da tutta la vita».

Per Berizzi i Talkstreet, 15 in tutta Italia, che andranno dallo Zen di Palermo a Corso Como a Milano, dal quartiere Japigia di Bari a Porta Palazzo a Torino, saranno un modo per «occupare» le piazze di spaccio. Una parola forte, "occupare", che spiega così: «Vogliamo portare le istituzioni in mezzo alla gente che tutti i giorni vive a contatto con la cocaina. Vogliamo scendere per strada, non fermarci a una carovana simbolica. Andare nelle piazze di spaccio ci permetterà di dare un segnale forte, usando semplicemente le parole». Le reazioni potrebbero essere diverse: «Dove potremo, dove avremo le carte, le sentenze, faremo i nomi dei signori della droga locali. Ci rivolgeremo anche a loro, alle loro famiglie, nel loro territorio. Non potremmo dare un segnale più forte di questo. Le reazioni potranno essere negative o positive, purché ci siano». Per una volta, infatti, gli abitanti potranno essere protagonisti, non animali da zoo dietro le telecamere né vittime di un gioco più grande di loro: «Non saremo dei meri registratori. Tutto ciò che ci diranno servirà a giornalisti e magistrati per capire meglio il mondo della cocaina, anche dal loro punto di vista».

I contesti saranno ovviamente diversi. Dal degrado di Scampia alle luccicanti vetrine del centro di Firenze o di Bologna. Anche i discorsi cambieranno, col contesto, ma l'obiettivo rimarrà sempre lo stesso: «Accendere i riflettori». Ogni due o tre settimane, a partire dal prossimo 27 marzo, la campagna si sposterà in giro per l'Italia. Sperando di lasciare un segno contro il business della cocaina, che continua ad arricchire le mafie e a rovinare la vita di migliaia di persone: «Oggi la cocaina è molto più di quanto si pensi. Influenza i comportamenti, regola e stravolge le dinamiche sociali, la vita delle città. E' sovrana della quotidianità lavorativa, dai muratori ai parlamentari, dai piloti ai manager, dagli autisti ai chirurghi. Imbianca i licei e le università e incipria i nasi di consumatori sempre più giovani», scrive Berizzi sul sito: «Basterebbe una boccata d'aria pura, una sniffata di libertà, un'indigestione di fiducia, una volta, per un pomeriggio, magari un'ora, per ricordarsi come ci si sente bene padroni di noi stessi»
.

SOLIDARIETA' E CONSUMI

L’economia solidale

è, prima di tutto, un atteggiamento da cui derivano dei comportamenti che determinano un particolare stile di vita. Non si tratta solo, infatti, di aderire alle formule del commercio equo solidale, ma anche, e soprattutto, di rivoluzionare le nostre abitudini quotidiane: l’economia solidale comprende anche il nostro modo di lavare e lavarsi, ossia la quantità e la qualità di acqua, sapone e detersivi che utilizziamo.

Partire, quindi, dalle piccole cose, dalle attività quotidiane che, alla fin fine, costituiscono, in termini di tempo d’esecuzione, una porzione molto ampia di ogni nostra giornata. Limitare i consumi, specie d’acqua, evitare gli sprechi, cooperare con gli altri, sostituire la moda dell’ “usa e getta” con quella del recupero, utilizzare prodotti ecocompatibili, utilizzare l’automobile solo in casi di estrema necessità, impegnarsi a non inquinare, scambiare (tipo libri, cd, attrezzi, ecc.) per evitare di acquistare, sono alcuni imperativi per uno stile di vita un po’ più sobrio.

Zucchero equo-solidale

La nostra società si basa su un flusso continuo di merci e prodotti, e per questo viene definita consumistica. E, certamente, per cambiare le cose occorre intervenire (interferire) su questi automatismi.

Potremmo abbozzare una sorta di decalogo: compra leggero (ovvero prodotti con uno “zaino ecologico” non troppo pesante); compra durevole; compra semplice (in genere, gli oggetti più sofisticati sono meno durevoli, più delicati); compra vicino (per ridurre i danni ambientali che ogni trasporto comporta); compra sano; compra più giusto (e qui ci avviciniamo al discorso del commercio equo); compra prudente (a dispetto di normative e regolamentazioni, non è detto che il materiale acquistato non sia nocivo); compra sincero (evitare cioè i prodotti troppo pubblicizzati, dato che la pubblicità ce la paghiamo noi ed è spesso lontana dalla verità); compra mano d’opera (un metodo per aumentare l’occupazione); investi in futuro

INDIRIZZI UTILI

http://www.retelilliput.org/

http://www.utopie.it/http://www.retecosol.org/

http://www.networketico.it/

http://www.volint.it/http://www.zoes.it/

http://www.vita.it/

http://www.nuovomunicipio.org/

http://www.decrescita.it/

http://www.equonomia.it/

http://www.altreconomia.it/

http://www.altroconsumo.it/

http://www.valori.it/



COMMERCIO EQUO SOLIDALE

http://www.assobdm.it/

http://www.altromercato.it/

http://www.equoland.it/

http://www.transfair.it/

http://www.agices.org/

http://www.commercioetico.it/

http://www.equo.it/

http://www.mondosolidale.it/

http://www.cooperativaisola.org/

http://www.equociqua.it/

GAS

http://www.economia-solidale.org/

http://www.retegas.org/



FINANZA ETICA

http://www.bancaetica.com/

http://www.finanza-etica.itt/



TURISMO RESPONSABILE

http://www.aitr.org/

http://www.tures.it/

http://www.viaggiemiraggi.org/

http://www.viaggisolidali.it/

http://www.humanaitalia.org/



BARATTO

http://www.eticambio.it/

http://www.zerorelativo.it/

http://www.barattopoli.com/

http://www.tuttobaratto.it/

http://www.suesu.it/

da Fatti Mail a ... Song-Taaba ONLUS - Africa e Solidarietà

da Fatti Mail, da una mail spedita per chiedere una mano per il Burkina Faso, l'incontro con Padre Jean Ilboudo e la nascita, nel 2008, di Song-Taaba ONLUS.... Song-Taaba incontra Chiara Castellani, il suo Congo ed inizia un'esperienza umana di amicizia e solidarietà ... di conoscenza e consapevolezza ... che fa compiere ogni giorno nuovi passi ... guardando avanti ...

"A salvare veramente l’Africa non saranno i fondi e gli aiuti. Salveranno vite umane, permettendo loro di sopravvivere, ma non salveranno la vita dell’Africa. Cio’ che importa non sono i mezzi, ma le condizioni. Bisogna permettere all’Africa di ricostruirsi. Bisogna aiutarla a ricostruirsi. L’Africa deve essere prima che avere". (Joseph Ki-Zerbo)

L'Africa deve essere prima che avere ...

e come l'Africa, ognuno di noi

La strada dell'essere è quella i cui passi sono domande e la meta non è un dove ma un chi ...

Una strada che lo sguardo lungo e visionario di Padre Jean Ilboudo ha fatto intravedere a tutti noi

Song-Taaba è e vuole essere questo: la possibilità di percorrere questa strada

http://song-taabaonlus.ning.com/

Be Ye Ka Ye?: cosa c'è lì che non c'è qui?

Nulla o forse tutto: la voglia di muoversi, di interrogarsi,
di cercare il valore della vita ...

http://www.youtube.com/watch?v=WQGF1fqEruQ

la vita di Chiara Castellani

http://www.youtube.com/watch?v=HON6FoFUPnI

e di chiunque abbia voglia di vivere la solidarietà ...
se sei fra questi ... contatta:
segreteria@song-taabaonlus.org,


.... x iniziare a guardare l'Africa dal ... lato giusto:
Nel suo docu-film, Silvestro Montanaro, svela un'Africa
consapevole, dignitosa, aperta al futuro, segnata da ferite interne ed esterne,
creativa, saggia. Un' Africa da ascoltare, da capire, da scoprire e da cui
imparare:
http://www.ceraunavolta.rai.it/dl/portali/site/puntata/ContentItem-5a587b72-ded6-4320-942f-572599d3406c.html,